Dossier Micronazioni Parte IV.
Parlando di micronazioni, cioè di piccole nazioni secessioniste caratterizzate da un “governo personale”, forse il primo esempio dell’epoca moderna sono le Isole Cocos e Keeling.
Il Territorio delle Isole Cocos e Keeling, che oggi fa parte delle Nazioni Unite Territorio dell’Australia è costituito da 27 atolli e isole coralline nell’Oceano Indiano, di cui due abitate, West Island (popolata da europei) e Home Island (popolata da una comunità indigena malese), con una popolazione totale di circa 600. Dal 1814 al 1857 furono una micronazione a carattere “personale”.
Leggiamo e traduciamo la storia da Wikipedia Usa.
Il capitano William Keeling fu il primo europeo a scoprire le isole, nel 1609, mentre prestava servizio nella Compagnia delle Indie Orientali.
Nel 1814, il capitano John Clunies-Ross, un mercante scozzese, si fermò brevemente sulle isole durante un viaggio in India, le dichiarò parte dell’Impero Britannico e ripartì, intenzionato a tornare e stabilirsi in futuro con la sua famiglia.
Ma anche Alexander Hare, ricco signore inglese, ex governatore di una colonia in Borneo, aveva dei piani simili, e insieme a un capitano (per un caso strano fratello di Clunies-Ross) si stabilì nell’isola con quaranta donne malesi per creare il suo privato harem personale.
Nel 1816 Clunies-Ross tornò con la moglie, i figli e la madre, trovò Hare e invase l’isola e ne riprese il possesso, insieme alle donne. Hare abbandonò l’isola e si recò a Batavia, dove poi morì.
I lavoratori venivano pagati in una moneta chiamata la rupia Cocos, coniata da John Clunies-Ross stesso e che era valida nel negozio della società.
Nell’aprile 1836, il capitano Robert FitzRoy raggiunse l’isola per scandagliare il profilo dell’atollo, per la spedizione della nave Beagle. Alla missione partecipava anche il giovane Charles Darwin, presentre per ricerche naturalistiche. Il suo assistente, Syms Covington, osservò che “un inglese [intendeva scozzese] vive sull’isola con la propria famiglia, e circa 60 o 70 mulatti”.
Le isole furono annesse dall’Impero Britannico nel 1857. Questa annessione è stata eseguita dal capitano Stephen Grenville Fremantle al comando della nave Juno. Fremantle ha nominato Ross come sovrintendente.
Nel 1867, le isole sono state messe sotto la dipendenza degli Insediamenti dello Stretto di Malacca, che includono Penang, Malacca e Singapore. Nel 1886 la regina Victoria concesse le isole in perpetuo alla famiglia Clunies Ross. Dal 1992 fa Parte della Circoscrizione Elettorale dei Territori del Nord dell’Australia.
Rileggi dalla Parte I.
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No alla violenza solo da chi voglio io
Oggi in Yemen, a Sana’a, la polizia fa fuoco sulla folla in protesta: 4 morti
In Siria, a Damasco, ucciso un noto attivista pacifico e altri 5 morti tra cui un bambino di 9 anni.
Il movimento degli indignati e Occupy Wall Street contro gli abusi della finanza, il precariato e le ricette anti-crisi della politica ha esportato la protesta in 951 città di oltre 80 Paesi.
In Malaysia a Kuala Lumpur e a Singapore interrotto il corteo dlla polizia che ha fatto sgombrare le piazze.
In Italia 70 feriti e 12 arrestati a causa delle violenze Black Bloc da cui il corteo prende le distanze.
Come andare a cena in gruppo e lamentarsi perché bisogna pagare il conto di alcuni che se ne sono scappati prima.
Premesso che a Roma si è assistito a una guerra tra poveri (black bloc vs forze dell’ordine) e che i tafferugli dovrebbero semmai spostarsi nei veri centri di potere (Montecitorio anziché le vetrine), c’è da chiedersi:
- Perché le violenze dei Black Bloc, notoriamente internazionali, si sono verificate SOLO in Italia?
- Qual è la differenza tra le violenze dei Black Bloc e quelle della Primavera araba?
Ci sono violenze che vanno bene e altre no, evidentemente, come sempre noi abbiamo sostenuto. Il discriminante è la democrazia. In un Paese democratico non si può fare violenzae “deturpare l’arredo urbano”, quindi Berlusconi, democraticamente eletto dal 1994 (tranne la breve parentesi di Prodi), è legittimamente al governo, pur con il conflitto di interessi aggravato dal fatto che riguarda le telecomunicazioni e i legittimi impedimenti che lo costringono a non farsi processare. Quindi nessuno (o pochi) in Italia sostengono che ci sia emergenza democrazia.
Fine delle proteste, tutti a casa, Berlusconi vada avanti fino al 2013 perché, naturalmente, si parlerà tanto, ma nessuno ascolterà le ragioni degli indignati.
Pubblicato da Kremo in 16 ottobre 2011
http://nazioneoscura.wordpress.com/2011/10/16/559/