Post leggero dopo la troppa pesantezza dei giorni precedenti, anche per festeggiare quello che secondo noi è un passo verso la restaurazione della democrazia in Italia.
Noi, che siamo sempre dalla parte dell’innovazione tecnologica e sociale (se è un evoluzione anziché un’involuzione), comunichiamo questo appello che sa di vintage per salvare le cabine telefoniche, che permettono ancora di chiamare in caso che il cellulare per qualsiasi motivo non funzioni (è possibile ormai da anni mandare sms dalle cabine a costo di 10 centesimi, cosa che nessun operatore di telefonia mobile fa più a questo costo). La “privatizzazione” della telefonia non deve escludere la possibilità di utilizzare un telefono pubblico.
Il garante per le telecomunicazioni ha autorizzato Telecom Italia, con delibera pubblicata in Gazzetta ufficiale numero 77 del 2 gennaio 2010, a rimuovere i telefoni pubblici, risparmiando solo quelli presenti in ospedali, scuole e caserme.
Anche le altre cabine, in ogni caso, possono essere salvate: in ognuna delle candidate alla rimozione verrà affisso un cartello con le indicazioni per inviare un’email nel caso in cui si ritenga che la postazione meriti di essere risparmiata: l’utente interessato potrà scrivere all’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it “per chiedere che questo telefono resti attivo” e specificando i propri ” dati, un recapito, l’indirizzo della cabina e le motivazioni della richiesta”.