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Turchia ritira il veto su Svezia e Finlandia nella NATO


La Turchia ha ritirato il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato: i tre Paesi hanno firmato un memorandum di intesa dopo un vertice durato più di quattro ore tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e gli omologhi dei due Paesi scandinavi, Sauli Niinisto e Magdalena Andersson, a margine del summit Nato a Madrid. I paesi scandinavi interrompono qualsiasi sostegno (economico, militare e politico) al PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), all’YPG (Unità di Protezione Popolare), al PYD (Partito dell’Unione Democratica), al FETÖ (Organizzazione del Terrore Gülenista) e del riconoscimento di questi gruppi come terroristi sul piano internazionale, così da poterli perseguire in nome della sicurezza nazionale.

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Ucraina e Moldavia candidate Ue, Albania e Macedonia Nord no all’adesione


Il Consiglio Europeo ha dato formalmente il via libera alla concessione a Ucraina e Moldavia di Paesi candidati all’ingresso nell’Ue, sulla base delle raccomandazioni della Commissione. Possibilità anche alla prospettiva europea per la Georgia. L’Albania e la Nord Macedonia, dopo anni di riforme, non riescono ad ottenere l’apertura dei negoziati per l’adesione a causa del blocco della Bulgaria, che sbarra la strada a Skopje per questioni identitarie. Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza ha ribadito che “Dobbiamo andare oltre, non possiamo continuare ad accettare che un membro solo blocchi tutto”.

La questione identitaria è dominante nella disputa tra Bulgaria e Macedonia del Nord. Sofia non riconosce l’esistenza di una nazione macedone distinta da quella bulgara, negando la possibilità di utilizzare l’attributo ‘macedone’ in ogni aspetto socio-culturale. Ne deriva di conseguenza l’opposizione al riconoscimento dell’esistenza di una minoranza macedone sul proprio territorio. Entrambi i Paesi sostengono di essere eredi esclusivi di alcuni personaggi storici, in particolare Goce Delčev, il patriota che ha dato il via all’insurrezione balcanica anti-ottomana del 1903.

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*** La NOC rivendica il Bir Tawil


Lo 0 messidoro 121 (il 20 giugno 2022) la Nazione Oscura Caotica rivendica il Bir Tawil, un appezzamento di deserto non rivendicato da alcuno stato riconosciuto dall’Onu. Il comunicato è pubblico soltanto oggi 3 messidoro.

Che cos’è il BIR TAWIL:

L’Egitto riconosce il confine originale con il Sudan del 1899 (sancitodagli inglesi), cioè il 22º parallelo nord, che assegna il Triangolo di Hala’ib e il Saliente di Wadi Halfa all’Egitto e il Bir Tawil al Sudan. Il Sudan riconosce invece il confine amministrativo del 1902 (sempre sancito dagli inglesi), che assegna Hala’ib e Wadi Halfa al Sudan e il Bir Tawil in Egitto. In pratica entrambi gli Stati reclamano Hala’ib e Wadi Halfa e disconoscono il Bir Tawil. Questo perché mentre il Hala’ib è più grande, abitato e ha lo sbocco sul mare, mentre il Bir Tawil non ha niente di tutto ciò: è un pezzo di deserto disabitato, a cui erroneamente Wikipedia assegna 800 abitanti, che in realtà sono pastori che fanno pascolare le loro mandrie, ma non vi abitano, in quanto non vi sono costruzioni.

De facto al momento vige il confine rivendicato dell’Egitto.

Naturalmente siamo informati di altri casi di micronazioni che hanno reclamato il Bir Tawil, come Ecinef, il Principality of Central Nubia, il Kingdom of North Sudan e varie monarchie di Bir Tawil, e sebbene alcuni di loro abbiano effettivamente piantato la bandiera, nessuno ha mai effettivamente occupato il luogo.

Per questo, rivendicato ufficialmente il Bir Tawil (il cui significato è “lungo pozzo”), propongo un territorio amministrato collettivamente dalle micronazioni che lo hanno rivendicato, con lo scopo di estrarre gas naturale e aiutare a superare la crisi Ucraina.

Governatore provvisorio del Bir Tawil è Lukha B. Kremo

Infine si propone di inserire anche il Triangolo di Hala’ib e il Saliente di Wadi Halfa a formare una nazione (in questo caso abitata), riconosciuto dall’Onu con Statuto Internazionale.

Immagine satellitare del Bir Tawil

Ecco il comunicato ufficiale in video e in digitale

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Tensioni su Kaliningrad


Kaliningrad è una piccola exclave isolata di 15mila chilometri quadrati in cui vivono circa 500mila persone che fa parte del territorio russo. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina tutti quelli che cercano di identificare le escalation del futuro indicano questa anomalia della storia dal potenziale esplosivo: Kaliningrad. La Lituania ha deciso di imporre le sanzioni europee sui prodotti russi destinati a Kaliningrad. Il 20 giugno la Russia ha reagito con parole minacciose: se il transito non sarà ristabilito nella sua totalità “la Russia si riserva il diritto di agire per difendere i propri interessi nazionali”.

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Cina-Usa, tensione su Taiwan e rischio escalation


Il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha detto che la Cina combatterà “a tutti i costi e fino alla fine” per impedire a Taiwan di dichiarare l’indipendenza. Il ministro, parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore, ha assicurato che questa è l’unica scelta per Pechino e coloro che vogliono dividere la Cina non avranno sicuramente buona fine. Questo è avvenuto all’indomani dell’attacco del capo del Pentagono, Lloyd Austin, sulle attività militare di Pechino provocatoria e destabilizzante vicino all’isola.

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Raffica di missili sul mar del Giappone


Ieri Pyongyang halanciato otto missili balistici a corto raggio nel Mar del Giappone (chiamato dalla Corea e dalla Cina Mare dell’Est). Funzionari sudcoreani e statunitensi affermano che ci sono segnali che la Corea del Nord stia portando avanti i preparativi nel campo dei test nucleari nella città nord-orientale di Punggye-ri.

Oggi Stati Uniti e la Corea del Sud hanno lanciato otto missili in risposta al lancio di altrettanti razzi della Corea del Nord. Lo Stato maggiore congiunto sudcoreano ha confermato che “dimostra come anche se la Corea del Nord provoca, Usa e Corea del Sud hanno la forza e la potenza di rispondere immediatamente e con precisione”.

E, aggiungiamo noi, dimostra come l’Occidente usi la retorica della pace solo per tenere dalla propria parte l’opinione pubblica, dimostrando, quando serve, di saper provocare e usare la forza esattamente come la più dura delle dittature. 

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Putin a Macron e Scholz: “Pronti al dialogo con Kiev”. E intanto testa uno Tsirkon, mentre Usa producono Stinger


Sul terreno di guerra l’esercito ucraino in difficoltà, la popolazione è allo stremo, ma Zelensky prova ancora una volta a spingere il tasto dell’orgoglio nazionale: “Non, concederemo mai il Donbass. Quella è terra ucraina. Non esiste un’alternativa alla nostra bandiera”.

Gli Stati Uniti invieranno nuove armi: il Pentagono assegna un contratto da 624 milioni di dollari per la produzione di Stinger. Mosca annuncia un nuovo test del missile ipersonico Tsirkon. Mosca ha annunciato di aver effettuato un nuovo test del missile ipersonico Tsirkon.

Putin però sarebbe pronto al dialogo con l’Ucraina, lo ha fatto sapere oggi a Macron e Scholz.

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Biden: se la Cina invaderà Taiwan useremo la forza militare


Il presidente degli Stati Uniti ha parlato della situazione nel Pacifico durante la visita in Giappone, in quello che sembra un cambiamento della politica dell’ambiguità strategica. Gli Usa sono impegnati al rispetto della politica della “Unica Cina”, ma questo non vuol dire che la Cina può prendere Taiwan con la forza, ha detto Biden. Ma la Casa Bianca getta acqua sul fuoco: la nostra politica non è cambiata.

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Sri Lanka in default per la prima volta nella storia


La banca centrale dello Sri Lanka ha annunciato che il paese è entrato ufficialmente in default, ovvero lo stato di insolvenza in cui il governo di un paese non è più in grado di ripagare il proprio debito pubblico. È la prima volta che lo Sri Lanka va in default nella sua storia, cioè da quando ottenne l’indipendenza dal Regno Unito nel 1948.

Le proteste degli ultimi giorni hanno portato alle dimissioni del primo ministro Mahinda Rajapaksa, sostituito successivamente da Ranil Wickremesinghe. Entrambi fanno parte del Partito della Libertà dello Sri Lanka, nazionalista e di centrosinistra.

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Corea Nord lancia tre missili verso il Giappone


La Corea del Nord ha lanciato oggi tre missili balistici a corto raggio verso il mar del Giappone, in quella che è stata conteggiata come la sedicesima del 2022.

La nuova provocazione è avvenuta ad appena due giorni dall’insediamento del neo presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e nello stesso giorno in cui il Nord ha ufficializzato un focolaio di Covid-19, per la prima volta dallo scoppio della pandemia agli inizi del 2020, per la quale è stato dichiarato il lockdown.

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Giornalista di Al Jazeera uccisa in Cisgiordania forse dall’esercito israeliano


Jenin, Cisgiordania, la giornalista di Al Jazeera Shirin Nasri Abu Aqla, 51 anni, palestinese, è stata colpita da un proiettile alla testa. I colleghi dei giornali palestinesi l’hanno portata in ospedale, ma era già deceduta.

Il Qatar, proprietario dell’emittente Al Jazeera, sostiene che Shirin sia stata ammazzata dagli israeliani con un colpo alla faccia: «Questo terrorismo dello Stato israeliano deve cessare», proclama Laula Al Khater, vice-ministra degli Esteri.

Israele ribatte: «Possibile che sia stata colpita da fuoco palestinese».

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Incontro Macron-Putin: “Cessate il fuoco”. “Kiev non è seria”


In un colloquio telefonico durato più di due ore, il presidente russo Putin, che il 9 in occasione della parata per la vittoria sul nazismo potrebbe dichiarare formalmente guerra all’Ucraina, ha detto all’omologo francese Macron che Kiev non è seria nei negoziati, ma ha ribadito che la Russia resta aperta al dialogo. Il capo dell’Eliseo disponibile a lavorare per una soluzione negoziata che consenta la pace e il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.

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*** Macron, se proprio dobbiamo sì, ma non dobbiamo, per cui niente


NAZIONE OSCVRA CAOTICA

giorno 6 fiorile 141

47° Qvesito NAZIONE OSCURA CAOTICA

* Siete favorevoli alla rielezione a Presidente di Emmanuel Macron in Francia?

Il Governo Oscuro ha votato così:




Commento: Il Governo Oscuro non approva il Governo Macron in Francia per astensione.

Ancora una maggioranza di astensione su un premier europeo. Questa volta, però, non è unanime, e qualcuno si espone appoggiandone l’elezione, per assenza di alternativa valida. Anche perché al ballottaggio Macron è andato con Marine Le Pen, secondo noi un grosso pericolo un po’ per tutti. In ogni caso, la NOC, rispetto al leader europei, rimane sempre in posizione di attesa, senza dare un appoggio esplicito, ma nemmeno esprimere una reale opposizione, soprattutto in un momento drammatico per il mondo come questo.

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Russia: “Pronti a rappresaglia se attaccati con armi dell’Occidente”


Le forze armate russe sono “pronte ad attacchi di rappresaglia con armi di precisione a lungo raggio se la Russia verrà attaccata con armi occidentali”. E’ l’avvertimento lanciato dal ministero della Difesa russo, Boris Nikolaevič El’cin. In particolare, Mosca ha parlato di eventuale risposta proporzionata contro i centri decisionali ucraini a Kiev dove si trovano i consiglieri occidentali.

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In Kurdistan continuano gli attacchi turchi


Con l’opinione pubblica completamente focalizzata sulla crisi ucraina, l’esercito turco ha avviato una nuova invasione denominata “Claw-Lock” nelle regioni di Zap, Metina e Avaşîn in Sud Kurdistan/Nord Iraq, l’operazione non è altro che la continuazione di “Claw-Lightning” e “Claw-Thunderbolt” lanciate il 24 aprile dell’anno scorso e interrotte a causa dell’incapacità dell’esercito turco di proseguire l’offensiva in inverno.

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Cina, accordo con le Isole Salomone


Pechino ha raggiunto l’intesa per un accordo di sicurezza (militare) che fa seguito alla decisione dello Stato insulare delle Salomone d’interrompere le relazioni diplomatiche con Taiwan. Canberra e Washington hanno provato a ostacolare la firma, senza successo. L’accordo verrà ratificato nel mese di maggio, ma, come ricordato dal primo ministro delle Isole Salomone Manasseh Sogavare, non prevede la creazione di una base militare cinese.

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Afghanistan, centinaia di morti che non c’interessano più


Decine di persone (si parla anche di oltre 50) sono morte nell’esplosione avvenuta in una moschea sciita a Kabul. Due giorni fa, c’era stato un attentato in una scuola di Kabul che aveva fatto 25 vittime. Sono solo le ultime due stragi che sono state compiute da nemici dei Talebani in uno stato il cui Governo (Talebano) non è riconosciuto da nessuno stato e solo il Qatar mantiene delle relazioni.
L’Usa, e con loro il mondo, ha deliberatamente abbandonato l’Afghanistan a se stesso.

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Escalation di violenza tra Palestina e Israele


Un razzo proveniente da Gaza mercoledì sera è caduto nel sud di Sderot, seguito da un ulteriore lancio di almeno quattro razzi. Israeliani reagiscono con incursione aerea. E’  la più grande escalation armata dopo gli scontri del maggio 2021. L’esercito israeliano ha reagito con un’incursione area nel centro di Gaza, dopo la mezzanotte, a cui è seguito un lancio di altri quattro razzi da parte di militanti di Hamas.

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Mosca sferra l’attacco al Donbass


Iniziata oggi l’offensiva russa nel Donbass, che si profila come una nuova fase per il conflitto russo-ucraino. La Casa Bianca annuncia una videochiamata con gli alleati, mentre sul fronte opposto si rinsalda l’intesa fra Mosca e Pechino: le autorità cinesi hanno dichiarato che rafforzeranno il coordinamento strategico con la Russia. Sul campo, la battaglia si è spostata nelle regioni orientali dell’Ucraina: la città di Kreminna è già caduta in mano russa.

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Il grande Valerio Evangelisti ci ha lasciati


Ennesima perdita per la fantascienza italiana. Oggi, 18 aprile 2022, ci ha lasciati Valerio Evangelisti, celebre scrittore, saggista, fumettista. Premio Urania, era diventato celebre per la saga di Eymerich, in tutto ben 10 romanzi. Conosciuto anche per i suoi saggi politici su Carmilla, Valerio si può considerare un pilastro e una cesura nella fantascienza italiana, colui che ha dato nuovo smalto al genere in Italia.

Il presidente Lukha B. Kremo, senza parole, dichiara il 18 aprile 2022 Giornata di Lutto Nazionale in memoria.

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Onu: Russia cacciata dal Consiglio dei diritti umani


La risoluzione è stata presentata dall’Ucraina e chiedeva di sospendere la Russia dal Consiglio sui diritti umani, (organismo con 47 membri), per le «gravi e sistematiche violazioni e abusi dei diritti umani» commesse durante la guerra a Bucha, Irpin, Dymerka e altre città ucraine. Per essere approvata la risoluzione richiedeva una maggioranza di due terzi ed è stata approvata con 93 voti favorevoli, 24 contrari e 58 astenuti. La Russia diventa così il primo membro permanente del Consiglio di sicurezza sospeso da un organismo dell’Onu, un disonore toccato finora solo alla Libia di Gheddafi.

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Sri Lanka nel caos per le rivolte


Sale la tensione nello Sri Lanka dopo la proclamazione dello stato d’emergenza e del coprifuoco per contenere le proteste di massa suscitate dalla grave crisi economica. Sfidando le autorità, decine di deputati delle forze di opposizione si sono riversate nelle strade della capitale per affluire davanti alla residenza del loro leader Sajith Premadasa, da dove hanno dato vita a un corteo. I manifestanti sono stati bloccati da militari e poliziotti armati di fucili. Bloccati i social network per qualche ora.

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Strage del narcotraffico in El Salvador


In El Salvador, nella sola giornata di sabato 27 marzo, si sono registrati nella capitale 84 morti ufficiali, anche se potrebbero essere molti di più. Le vittime sono quasi tutte civili comuni, cadute per mano delle “pandillas” che hanno voluto mandare un messaggio al Governo, la cui risposta immediata, per mano del presidente Nayib Bukele, è stata dichiarare lo stato di emergenza per un mese. Le pandillas esistono da quasi 30 anni, nate negli Stati Uniti da migranti salvadoregni e insediatosi in El Salvador a cavallo degli anni 2000 in seguito all’espulsione. Le loro principali attività riguardano spaccio, estorsione e vendita di armi, oltre che al controllo del territorio. Le più importanti sono la “Mala Salvatrucha” (più comunemente conosciuta come MS) e la “18”, ma se ne contano più di 20 per tutto il Paese.

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ODRZ presentano il brano che rappresenterà la NOC all’Eurofestival


La band brianzola ODRZ ha presentato ieri alla Nazione Oscura Caotica il brano che rappresenterà la NOC all’Eurovision Song Contest di Torino, che si terrà dal 10 al 14 maggio 2022. Il brano non può essere pubblicato prima dell’inizio del festival, pena la squalifica.

Dopo l’annuncio ufficiale della loro proposta (vedi), la stampa era rimasta in sospeso dibattendosi in un animato toto-titolo, finalmente oggi svelato: “ODRZ76“.

Il 10 maggio il brano verrà reso pubblico, insieme alla cover, e dal 15 sarà venduto in copia unica tramite NFT.

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La Russia chiede solo la neutralità e negoziati successivi per il Donbass


Oggi si svolgono i negoziati tra Russia e Ucraina a Istanbul per il quarto round di colloqui di pace. Le concessioni da parte della Russia arrivano in un momento in cui l’offensiva di terra, lanciata un mese fa, è in una fase di stallo grazie alla resistenza dell’Ucraina. Dalla bozza resta fuori uno dei punti più critici per l’Ucraina ovvero la rivendicazione delle regioni separatiste filorusse del Donbass e di Donetsk (che dovrebbe rimanere per un successivo colloquio tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello russo Vladimir Putin). Inoltre la Russia non chiede più che l’Ucraina venga “denazificata” ed è pronta a lasciare che Kiev aderisca all’Ue a patto che rimanga militarmente neutrale.

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India e Cina lavorano per la pace in Ucraina


Il ministro degli Esteri dell’India, Subrahmanyam Jaishankar, ha comunicato di avere avuto un colloquio avuto con l’omologo cinese Wang Yi, in una visita ufficializzata solo all’ultimo momento, la prima dopo due anni di tensioni e di scontri militari con vittime lungo il confine himalayano.

India e Cina tentano il disgelo trovandosi d’accordo su un punto: il cessate il fuoco immediato in Ucraina.

L’incontro fa parte di una serie di interventi di Xi Jinping che vuole evitare un ulteriore isolamento della Russia a causa dell’invasione (che non comunque non definisce invasione) lanciata in Ucraina.

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Libia, ancora lontano un accordo tra i due Governi


Il capo della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti libica, Youssef Al-Aqouri, in una videochiamata con il viceambasciatore statunitense in Libia, Leslie Ordman, ha riferito che ignorare il nuovo governo guidato da Fathi Bashagha porterà a effetti pericolosi per il percorso democratico e per il pacifico scambio di potere. Sono passate due settimane dal tentativo del nuovo governo di insediarsi a Tripoli. Tra il 10 e il 12 marzo, diversi convogli di forze legate a Bashagh, hanno cercato di raggiungere la capitale passando per Tajoura e l’aeroporto di Mitiga, ma senza successo.

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La Corea del Nord lancia un missile a 170 km dal Giappone e la Corea del Sud risponde


Un missile balistico intercontinentale è caduto di fronte alle coste della prefettura di Aomori, a nord ovest dell’arcipelago, in acque di esclusivo sfruttamento del Giappone. Lo ha reso noto il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Il premier nipponico Fumio Kishida l’ha definito un atto inaccettabile. La Casa Bianca lo considera una “sfacciata violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. La risposta della Corea del Sud con un ciclo di lanci di missili strategici da terra, mare e aria. La Cina invita tutte le parti a far avanzare il processo di pace della penisola.

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Putin: solo rubli per i pagamenti del gas


L’Europa dovrà paga il gas russo in rubli, invece che in euro. E’ la richiesta del presidente russo Vladimir Putin, che quindi rifiuterà pagamenti in euro e dollari. Il leader russo ha infatti annunciato che la Russia non accetterà più le valute dei Paesi ostili, emanando una direttiva che obbliga il colosso russo del gas Gazprom a convertire in rubli i contratti di fornitura con i Paesi che hanno attivato sanzioni contro Mosca.

La conversione dei contratti del gas in rubli decisa dal Governo russo è pensata per ridare forza alla moneta russa crollata a seguito dell’invasione in Ucraina e delle sanzioni imposte dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti al paese. Dopo l’annuncio di Putin il rublo ha effettivamente recuperato valore alla Borsa di Mosca.

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Relazioni Usa-Russia a rischio


Relazioni Usa-Russia in un momento delicato. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore americano John Sullivan e gli ha consegnato una nota di protesta contro i commenti “inaccettabili” di Joe Biden sul presidente russo Vladimir Putin, definito “criminale di guerra” e “dittatore assassino”. 

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Assange e Bernstein: stretti tra due Imperi


Se da una parte c’è il grande spettro dello zarismo di Vladimir Putin, dall’altro – qui nel libero Occidente – abbiamo una giustizia che incarcera giornalisti liberi. Come Julian Assange, cofondatore e caporedattore dell’organizzazione divulgativa WikiLeaks, e Mark Bernstein, uno degli autori della versione russa di Wikipedia l’enciclopedia libera online.

La Corte suprema britannica non ha ammesso il ricorso di Assange contro la sua estradizione negli Stati Uniti. A questo punto la strada verso la libertà per Assange si fa strettissima, e le speranze di evitare l’estradizione sono oramai ridotte al minimo. La vicenda è tutta nelle mani del ministro dell’Interno britannico, Priti Patel, che dovrebbe prendere la decisione deifinitva.

Una sorte simile è toccata a Bernstein, arrestato dalla Direzione generale contro il crimine organizzato e la corruzione del ministero dell’Interno della Bielorussia. Una notizia che riporta all’ordine del giorno gli arresti nei confronti degli attivisti contro Putin e contro la guerra che si sta svolgendo tra Russia e Ucraina. In seguito all’arresto, l’account di Bernstein è stato bloccato a tempo indeterminato.

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Tre primi ministri europei a Kiev


Martedì pomeriggio i leader di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia sono arrivati in Ucraina per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky in rappresentanza del Consiglio Europeo. La delegazione è composta dal primo ministro ceco Petr Fiala, dal primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, dal vice primo ministro polacco Jarosław Kaczyński (che è anche il capo del partito di governo e la figura politica più influente della Polonia) e dal primo ministro sloveno Janez Janša.

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Guerra in Ucraina: situazione a metà marzo


Gli attacchi della Russia si spostano anche nell’ovest del Paese, a pochi chilometri dalla Polonia, dove colpiscono una base di addestramento NATO a Yavoriv. Un giornalista statunitense è stato freddato dopo un posto di blocco a Irpin, vicino a Kiev. A Mariupol, Kiev, Charkiv e altre città del nordest continuano i bombardamenti, anche se l’unica zona davvero conquistata è Cherson e i dintorni, nel sud.

Sul piano militare, gli analisti si dividono in due scuole di pensiero: i critici (convinti che la Russia abbia sbagliato su tutta la linea) e i realisti (secondo cui Putin sta adottano deliberatamente la «tattica del boa»). Oleksiy Arestovich, consigliere del presidente ucraino, sostiene che Mosca non potrà reggere le sanzioni più di maggio, e che gli ucraini potranno resistere oppure ci sarà un accordo.

Sul piano diplomatico a Roma si sono incontrati Jack Sullivan, consigliere della sicurezza nazionale Usa e Yang Jiechi, alto diplomatico del Partito Comunista Cinese. Il contenuto del dialogo è praticamente segreto, si sa solo che gli Usa hanno ammonito la Cina che ci saranno conseguenze se Pechino fornirà la Russia di armi, ma sia la Cina che la Russia negano che ci siano state trattative in tal senso.

Zelensky oggi, in un momento “realista” ha dichiarato che probabilmente l’Ucraina deve rinunciare alla NATO.

Comunicati · gazzetta ufficiale · Governo Oscuro

*** Guerra in Ucraina? Sanzioni alla NATO



NAZIONE OSCVRA CAOTICA

giorno 21 ventoso141

46° Qvesito NAZIONE OSCURA CAOTICA

* Che provvedimenti volete prendere per la guerra Russia-Ucraina?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Commento: il Governo Oscuro approva le sanzioni per la NATO

Il Governo Oscuro vede con equidistanza il conflitto tra Russia e Ucraina, e per Costituzione condanna ogni aggressione a Stati esteri indipendenti (o meno) e condanna per principio la guerra. Condanna, sempre per principi costituzionali, ogni forma di aggressione politica ai confini di una nazione e l’esportazione del proprio sistema politico/economico/culturale senza il consenso della popolazione, avallando così il principio della “autodeterminazione dei popoli“, che, contrariamente all’ONU, mette sopra al principio di “integralità di una nazione”. Per cui, oltre alla guerra di aggressione della Russia, condanna la NATO all’accerchiamento strategico dei nuovi paesi alleati ai danni della Russia, e favoreggia un referendum regolare (con osservatori internazionali) in Donbass per l’indipendenza e l’eventuale secondo referendum regolare (idem) in Crimea.

Per tutti questi motivi (e in seguito alle pesanti sanzioni alla Russia) commina delle sanzioni alla NATO, che sarà ostacolata in ogni modo dal Governo Oscuro.

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La guerra mediatica in Ucraina


La storia dell’influencer ucraina Marianna Podgurskaya fotografata incinta all’ospedale di Mariupol in fiamme è il simbolo esemplare della nostra società e di questa guerra. Non starò qui a chiedermi se sia un film o sia tutto vero, non è questo il punto. Qualunque cosa sia, abbiamo l’immagine di un’influencer che può cambiare le sorti di un conflitto mondiale (crimini contro l’umanità o fake fatto ad arte?). Questo episodio dà il senso profondo di quanto ormai la guerra sia diventata mediatica (oltre che economica, fatta a colpi di sanzioni) mentre sul campo si combatte con armi antiquate non nel senso che siano vecchie, ma che rappresentano un tipo di guerra che si poteva fare più di 40 anni fa, niente droni, target computerizzati. Allora la tecnologia ha fatto un passo indietro? No, la tecnologia è rappresentata dal controllo delle informazioni, in Ucraina ci sono due guerre parallele, una fatta di sanzioni a governanti oligarchi (di cui fa parte Zelensky con ville e yacht anche in Italia, nda), l’altra dei ventenni russi che vanno al massacro insieme agli ucraini che non sono riusciti a trovare un modo per fuggire (=non ricchi) e, come collante, la guerra mediatica, fatta da influencer e media russi e occidentali.

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Ucraina: ucciso da un cecchino il generale russo Andrey Sukhovetsky, e giustiziato un negoziatore


Grave perdita per la Russia nel conflitto contro l’Ucraina: è stato infatti ucciso uno dei più alti generali russi, Andrey Sukhovetsky, nella regione di Krasnodar, nella Russia meridionale, la morte sarebbe stata causata da un cecchino che ha scagliato il colpo da 1.500 metri di distanza. Il generale, 47 anni, aveva preso parte alla campagna russa in Siria.

Nelle stesse ore, ancora da confermare, è segnalata l’uccisione da parte ucraina di, banchiere e membro della delegazione ucraina che ha partecipato al primo round di colloqui, era accusato di aver divulgato informazioni a Mosca.

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Onu vota risoluzione contro Mosca. Domani proseguono i negoziati


L’Assemblea generale delle Nazioni Unite condanna l’invasione con 141 Paesi che hanno votato a favore, cinque contrari (Russia, Bielorussia, Cuba, Corea del Nord, Siria ed Eritrea) e 35 astenuti.
A Kiev si parla di oltre 2mila vittime civili. A Kharkiv è stata colpita anche l’Università. Mosca annuncia anche la conquista di Kherson.

Biden chiude lo spazio aereo alla Russia. Dall’inizio dell’offensiva, le forze russe hanno ucciso oltre 2.870 soldati e “nazionalisti” ucraini, feriti circa 3.700. Lavrov: “La Terza guerra mondiale sarebbe nucleare”

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Invasione Ucraina: Kiev sotto attacco


Russia e Ucraina sono al quarto giorno di guerra. A Kiev i registrano pesanti bombardamenti nella periferia della capitale ucraina. Dopo una mattinata di scontri, le forze ucraine hanno ripreso il controllo di Kharkiv cacciando le truppe russe. Lo riporta il governatore ucraino della città. Italia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Germania, chiudono lo spazio aereo ai voli russi. L’Italia invia oggi aerei e uomini in Romania, per rafforzare il fianco Est della Nato. Il cancelliere tedesco Scholz: “Al fianco degli ucraini siamo dalla parte giusta della storia. Ma sono ancora aperto a discutere con la Russia”. Ci sarebbero già 368mila rifugiati dall’Ucraina.

La sovranità e l’integrità di ogni Paese vanno rispettate, e questo vale anche per l’Ucraina”. queste le parole del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, molto chiare che hanno segnato un deciso cambio di direzione sull’asse Pechino-Mosca. Così dal totale allineamento dei giorni scorsi, con la Cina che aveva definito legittima l’azione militare russa, ora il messaggio rivolto al Cremlino dagli uomini di Xi Jinping è volto a frenare l’escalation e a riportare tutti sulla strada della diplomazia. La Russia si dice pronta a negoziati con l’Ucraina, a Minsk. L’Ucraina ha replicato di essere a sua volta pronta, ma non a Minsk, in Bielorussia, Paese da cui sono partite le truppe russe che stanno assediando Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato quello bielorusso Aljaksandr Lukašėnka e in questi momenti c’è una trattativa sul luogo dell’incontro.

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Esplosione in centro a Donetsk


Un’esplosione si è verificata nel centro della città di Donetsk, vicino al palazzo del governo dei separatisti filo-russi. Non ci sarebbe alcuna vittima. Il presidente russo Putin ha denunciato un deterioramento della situazione nel Donbass, invitando alla costruzione di rifugi per gli sfollati che stanno lasciando l’area, con lunghe code di auto.

Il conflitto per l’Ucraina è già iniziato, è parte del negoziato. La Russia e l’Ucraina stanno mettendo in atto un’operazione in cui non esiste cesura fra guerra, politica e diplomazia.