Soliderarietà con Doddore Meloni, presidente di Sa Repubblica di Malu Entu


Tre giorni fa il presidente del Tribunale di Oristano Luigi Mastrolilli, favorendo l’introduzione della lingua sarda come forma di tutela delle minoranze linguistiche nei tribunali della penisola, ha preso una decisione che farà storia. Finora il ricorso alla “limba” era previsto solo nei dibattimenti penali. Il giudice ha stabilito che l’uso del sardo deve essere ammesso anche quando l’imputato mostri dimestichezza con l’italiano.
L’11 giugno Salvatore Meloni, detto Doddore, si difenderà dunque in campidanese (una dei dialetti sardi) dall’accusa di aver occupato l’isola di Mal di Ventre sventolando la bandiera dei quattro mori e autoproclamandosi presidente de Sa Repubblica indipendente de Malu Entu.
Il Capo di Stato della Neorepubblica di Torriglia Lukha B. Kremo esprime piena solidarietà a Doddore Meloni in quanto la sua “occupazione” è una forma di protesta non violenta nei confronti della trascuratezza delle tradizioni culturali e linguistiche sarde da parte dello Stato Italiano, e auspica una maggiore autonomia sarda e anche, con i dovuti passaggi, una piena indipendenza della Sardegna come nazione all’interno della Comunità Europea e delle comunità internazionali.
Questo va aggiunto alla particolare storia recente dell’isola di Mal di Ventre (che affronteremo in un’altra parte di questo dossier) che fa del luogo una fucina di tentate speculazioni (anche edilizie) queste sì veri reati contro l’ecologia e la cultura pubblica (ma mai seriamente considerati tali).
Come può un’occupazione ecologica e indipendentista essere considerata reato, se non lo si è fatto per la speculazione territoriale, edilizia e turistica che ha distrutto parti della costa della Sardegna?
Liberate prima Porto Cervo dall’occupazione del turismo internazionale del lusso!
Per questo la sua azione non può annoverarsi tra le proteste sovversive, bensì in difesa della cultura sarda.

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2 commenti

  1. Maciknight

     /  13 maggio 2012

    Tra le innumerevoli e difficilmente esaustivamente elencabili ingiustizie e vessazioni di questo schizofrenico paese, credo che una delle più evidenti ma taciute dai media, sia la negazione della lingua piemontese, il non riconoscimento ufficiale interno al paese, che invece è già avvenuto a livello internazionale. Continuano dispregiativamente mediaticamente e politicamente a considerarla alla stegua di un dialetto e a non citarla mai neppure quando citano le altre minoritarie riconosciute in Italia, anche se parlata da due milioni e mezzo di piemontesi. Un’offesa premeditata alla storia ed ai costumi regionali da parte di uno stato accentratore e prevaricatore, liberticida ed anche piuttosto incolto …

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    • Oltre al fatto della lingua piemontese, credo che la cultura piemontese e soprattutto delle valli piemontesi, sia una delle più ricche d’Italia e del mondo, con incredibili esempi di originalità religiosa, folcloristrica e linguistica.

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