La Grecia esce dall’Euro ed entra nella Cina


Scenario possibile, visto che ormai anche le istituzioni europee si stanno rassegnando all’eventualità che la Grecia esca dell’Unione Monetaria Europea, fatto assolutamente tabù fino a qualche settimana fa e che nel frattempo il governo cinese ha dato mandato alle principali agenzie statali, compresa la banca centrale, perché preparino urgentemente dei piani di contingenza in vista di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro.
Ora, ai detrattori dell’euro chiediamo: come vedete l’uscita dell’Italia dall’Euro? Che ve ne sembra di entrare a far parte della florida economia di un governo antidemocratico come la Cina?
La realtà dei fatti è che una volta entrati nell’Unione Monetaria Europea, uscirne è come affrontare un abisso. La dracma, come la peseta e la lira, perderebbero subito punti nei confronti dell’euro, e gli stipendi, pur rimanendo nominalmente gli stessi, perderebbero del 30-40% del potere d’acquisto. Senza immaginare le conseguenze politiche e sociali.
La ripresa dell’economia e delle esportazioni sarebbe di livello inferiore perché ormai un’economia non può prescindere dalla globalizzazione e il Paese dovrebbe continuamente difendersi da “scalate” di altre economie, come quella cinese.
Non sosteniamo che sarebbe un disastro, naturalmente, ma le incognite sono troppe per poter sostenere con leggerezza l’uscita dell’Euro, almeno una volta che questi Paesi vi hanno fanno parte per qualche anno.

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4 commenti

  1. Questa obiezione me l’aspettavo e non è rara: anzi è il punto di forza dei detrattori dell’euro. Infatti è la prima volta che affronto l’argomento, e lo faccio soltanto menzionando un’altra possibilità economica esistente al mondo, e cioè quella della costituzione di un’area economica pancinese. Per rispondere a Barnard, non vedo come possano la Grecia, l’Italia o la Spagna procedere singolarmente (e comodamente) da sole in una macroeconomia globale che va verso l’agglomerazione di grandi economie, combattere da sole la concorrenza agguerritissima dei Paesi in via di sviluppo (oltre alla Cina, l’India e il Brasile), se non pagando gli stessi interessi alle loro Banche Centrali anziché alla Bce. Se devo scegliere uno Stato sovrano che rappresenti il mio Paese, sarebbe naturale sceglierlo nello stesso continente. In fondo Gli Stati Uniti d’Europa sono la più naturale conclusione di questo processo, e la causa è proprio la tendenza della macroeconomia che mette di fronte l’economia dell’Europa con quella claudicante, ma sempre forte degli Stati Uniti, e dei Paesi emergenti. Essere utopisti serve, ma essere realisti è necessario. Per questo la NeoRepubblica di Torriglia auspica l’autonomia e l’autodeterminazione di piccole comunità (come la nostra) inscritte in uno scenario sovrano continentale (appunto, gli Stati Uniti d’Europa).
    Se poi vogliamo eliminare i padroni dal mondo cominciando dalla Bce, comincino i signori detrattori a ritirare i loro soldi dalle banche, a non stipulare più prestiti o assicurazioni, e cercare di tornare alle monete d’oro e d’argento, vera soluzione contro la finanza senza (fuori) controllo.

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  2. Penso tu abbia ragione: uscire dall’euro sarebbe una catastrofe. Ti riporto però il pensiero di Paolo Barnard, espresso in una trasmissione televisiva e letto trascritto sul blog Petrolio (petrolio.blogosfere.it):

    “ L’euro è emesso da un sistema di banche centrali, viene immesso direttamente nelle riserve dei mercati e dei capitali privati europei, gli Stati ex-sovrani devono andare a bussare alla porta da questi strozzini e chiedere ogni singolo euro che spendono per i cancellini delle scuole, per gli stipendi degli insegnanti eccetera. Vengono strozzinati dai tassi d’interesse, e questo ha creato il disastro economico e finanziario che stiamo vivendo.”

    Barnard non è l’unico a pensarla in questi termini. Tu che ne pensi?

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  1. Adam Kadmon e il MES « NeoRepubblica Kaotica di Torriglia « HyperHouse
  2. Adam Kadmon e il MES « NeoRepubblica Kaotica di Torriglia

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