Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte IV: Riola


Dossier Villaggi fantasma Parte IV: Riola.
Questo è il primo documento veramente esclusivo che a oggi nessuno ha mai pubblicato (né su carta, né online). Si tratta del report fotografico del paese abbandonato di Riola, nel comune di Torriglia. Si tratta di un paese particolare, infatti è disposto in tre agglomerati, distanti tra loro diverse centinaia di metri: Riola di Sopra (o di Cima), dove si trova la chiesetta sconsacrata, Riola di Sotto (o di Mezzo) e Riola Inferiore (o di Fondo).
Il paese è raggiungibile soltanto a piedi, lungo un sentiero dal transito difficoltoso, che attraversa il bosco dal fondo della val Pentemina fino al Passo di Pentema.
Naturalmente il sentiero non è segnato, ma è ancora riconoscibile, anche se è impervio e ci si può perdere facilmente, fino a scomparire del tutto per brevi tratti, a causa dei cedimenti franosi del terreno. Sconsigliabile da intraprendere senza esperienza e una buona mappa dei sentieri.

Mulino delle Bande

Mulino delle Bande


Riola Inferiore (detto popolarmente Riola di Fondo) si raggiunge prendendo il sentiero che parte da Tinello e scende a valle. Superando il torrente Pentemina, si transita al Mulino delle Bande, abbandonato da molti anni (il frammento di un calendario trovato in loco indicava l’anno 1946). Il mulino è in condizioni pessime anche se conserva parte degli ingranaggi. Il suo nome è probabilmente legato al banditismo ottocentesco documentato in questi luoghi. L’atmosfera buia da fondovalle boscoso fa del luogo un posto abbastanza cupo e poco rassenerante.
Dopodiché si risale la costa a nord del fosso Riola, seguendo un sentiero difficoltoso. L’ultimo tratto è franato e l’agglomerato si può raggiungere solo facendo una deviazione tra il fitto sottobosco, cercando di non predere l’orientamento.
Riola Inferiore

Riola Inferiore


Di Riola Inferiore (anche Riola di Fondo) non restano che ruderi e tracce di tetti, probabilmente è stata la prima frazione a essere abbandonata, in quanto è la più lontana dal Passo, raggiunto nell’Ottocento dalla carrozzabile.
Proseguendo lungo la valle il sentiero termina a Riola di Sotto (anche Riola di Mezzo), un agglomerato di ruderi leggermenti più grande del precedente, con un paio di tetti ancora in sede. Sorprendentemente, al termine della frazione, vi è una casa agibile, intonacata e con il tetto ancora intatto.
Il suo interno è un ottimo esempio di una casa contadina dell’Ottocento e inizi del Novecento: i soffitti sono bassi con piccole travature di legno. Al piano inferiore ci sono due piccole stanze, all’interno di una di esse vi è ancora la cucina in muratura, dove si ardeva la legna per cuocere (e riscaldarsi). Abbiamo rinvenuto anche alcuni suppellettili, resti di arredamento, delle pentole, bottiglie e altri oggetti da cucina in legno.
Cucina a Riola di Sotto

Cucina a Riola di Sotto

Letto con materasso originale in foglie di mais a Riola di Sotto

Letto con materasso originale in foglie di mais a Riola di Sotto


Le scale sono poste nel piccolo ingresso tra le due stanze e conducono alle due camere da letto superiori, di cui una contiene ancora il letto con tanto di materasso come si faceva una volta, con la stoffa riempita di foglie di mais. Questi materassi erano fatti dal materassaio di Pentema (come si può vedere quando viene allestito il presepe di Pentema, che presenta personaggi veri che vivevano in questo borgo), non lontano da Riola. In pratica, questo è un rarissimo esempio di materasso ancora in loco. Questa probabilmente è stata l’ultima casa a essere abbandonata (negli anni Sessanta) ed è stata utilizzata ancora qualche anno come rifugio da alcuni cacciatori (come testimoniano i bossoli).
Per arrivare a Riola di Sopra (anche Riola di Cima), si deve tornare indietro, trovare il bivio del sentiero che sale (impresa per niente facile), e salire fino alla chiesa.
La chiesa è ancora intatta, sebbene la sommità abbia cominciato a cedere e sia in parte crollata. Al suo interno vi è l’altare, e le pareti mostrano ancora resti di affreschi.
Poco oltre, vi è la più grande delle frazioni di Riola, un agglomerato di una ventina di case, di cui soltanto un paio ancora con il tetto in sede e alcuni suppellettili. Camminare tra i ruderi è davvero difficile e in parte pericoloso a causa dei crolli e dei rovi, ma è un’esperienza affascinante. Tra i ruderi di pietra cresce rigogliosa la vegetazione e l’aspetto è davvero quello di un paese fantasma.
Chiesa di Riola

Chiesa di Riola

Riola di Sopra

Riola di Sopra


Il sentiero prosegue, sempre in modo precario e difficoltoso, in parte franato, salendo ancora fino a raggiungere un bivio, da una parte si arriva al Passo di Pentema, dall’altra un po’ più a valle verso Pentema, in entrabi i casi sulla carreggiata.
Sono stato a Riola due volte, in inverno e in autunno dell’anno 2011.
ATTENZIONE: Chi avesse visitato Riola già in precedenza oppure dopo aver letto questo articolo può mandarmi le foto, così possiamo confrontare lo stato di avanzamento del degrado.
[Questo articolo esce esattamente l’ora e il giorno del 42° anniversario della nascita di Lukha B. Kremo]
Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte V.

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8 commenti

  1. Ciao e complimenti per l’ articolo.

    Potresti spiegare un po meglio come si arriva a Riola di Mezzo ? Perchè 15 gg. fa ho provato a raggiungerla seguendo il Tuo articolo ma non ho trovato nulla.

    Grazie

    Paolo

    Rispondi
  2. bellissimo articolo! buon compleanno!

    Rispondi
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