Che cos’è la Free Energy?


Parliamo senza pregiudizi di quella che è definita come Free Energy.
Il concetto di Free Energy è innanzitutto sociale, perché s’intendono tutte le teorie e le politiche per rendere disponibile liberamente (gratiuitamente o a bassissimo prezzo) l’energia disponibile naturalmente sulla Terra e nel nostro Universo. Alla base di questa teoria ci sono la scienza e la tecnologia per realizzarla.
L’energia di cui si parla nell’ambito della Free Energy, non è da confondere con l’energia rinnovabile (l’energia ricavata da fonti che si rinnovano da sole, come i cereali, il sole, il calore geotermico, il vento e l’acqua), ma si tratta dell’energia presente nella materia stessa (la massa, che è in realtà uno stato particolare dell’energia stessa).
Per secoli le più grandi sfide di alchimisti e scienziati sono state rivolte verso il sogno di trasformare il metallo in oro e il moto perpetuo.
Il “moto perpetuo” è un paradosso ideale secondo il quale si può studiare un meccanismo che metta in movimento un qualcosa e che questo movimento non si fermi più.
Per il Primo Principio della Termodinamica (principio della conservazione dell’energia) i fisici hanno appurato che non è possibile generare energia (il movimento) senza immettere altra energia. Se comunque s’immette una certe energia iniziale pensando di trasformarla in movimento (energia cinetica), purtroppo, per il Secondo Principio della Termodinamica (irreversibilità di molti eventi termodinamici), questa si consuma fino ad esaurirsi.
Appurato ciò, possiamo pensare a meccanismi di “quasi moto perpetuo”, cioè macchine che consumano pochissimo e posso andare avanti anni senza immettere nuova energia (alcune delle quali sono state realizzate, come per esempio il celebre orologio a elettromotorre di Giuseppe Zamboni, che funziona da 140 anni con delle pile a bassissimo consumo).
Ma passiamo a questa considerazione: viviamo su un pianeta situato a distanza relativamente bassa da una stella, tanto che la vita ha bisogno di sistemi di protezione come il campo magnetico e l’atmosfera “attiva” (strato di ozono). In un sistema come questo sarebbe meglio concentrarsi su apparecchiature in grado di catturare l’enorme energia del pianeta.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Il primo uomo che fece questa considerazione fu Nikola Tesla, conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata, compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Ma Nikola Tesla si dedicò anche allo studio di apparecchiature che potessero sfruttare l’energia della Terra.
per quanto riguarda i presunti misteri della scomparsa dei progetti di Tesla: lo scienziato non era sistematico nel conservare i progetti e lasciava poca documentazione sui risultati ottenuti e questo ha avuto due conseguenze: l’attribuzione indebita o la paternità presunta di invenzioni mirabolanti e soppresse dalla “scienza ufficiale”, e la facilità con cui le sue idee sono state “prese in prestito”, sottratte o addiruttura nascoste. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze il 18 marzo 1888 dallo scienziato italiano Galileo Ferraris. Presto da parte di Tesla nacquero contestazioni sulla priorità di tale scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, dove si stabilì che la paternità dell’invenzione spettava allo scienziato italiano.
Noi restiamo in una cauta posizione intermedia: se è senza dubbio vero che diverse invenzioni gli sono state attribuite in modo ingiustificato, è altrettanto sensato pensare che alcuni suoi progetti, non ancora brevettati, abbiano fortemente ispirato altre invenzioni o siano stati sottratti o sottaciuti per i forti interessi economici che c’erano in quegli anni, in cui si stava organizzando l’inizio della distribuzione energetica nel mondo, ed è evidente che per fare in modo che l’energia diventasse un mercato era vietato, economicamente parlando, renderla facilmente accessibile a tutti. Naturalmente è un approccio sbagliato protrarre tale situazione fino a oggi, almeno per quanto riguarda i progetti di Tesla, visto che le tecnologie di fine Ottocento, oggi sono superate. Un discorso del genere (di progetti tenuti nascosti) si può fare con invenzioni attuali, ma questo lo vedremo più avanti. Insomma, Tesla non ha “inventato” la Free Energy, ma gli studi e le ricerche al riguardo si basano su questo grande scienziato. Oggi si parla di energia wireless o elettricità wireless, messe già in opera da Tesla quasi un secolo fa.
Oggi si parla di Free energy in relazione ad alcune invenzioni. Vediamone alcune che elenchiamo senza approfondirle, lasciando agli scienziati verificare se siano all’altezza di essere produttrici di Free Energy o no.
Generatore a potenziale elettrostatico: motore che utilizza il potenziale elettrostatico tra l’atmosfera e la Terra e la proprietà che le cariche elettriche di stesso segno si respingono. Se collochiamo un’antenna in alto nell’atmosfera, l’antenna e ogni oggetto a essa collegato mediante un filo elettrico isolato avranno la stessa carica. Il materiale utilizzato per l’antenna determinerà la corrente di ioni prodotta. L’alluminio è una buona scelta. Fondamentalmente il motore elettrostatico crea un percorso facile perché la carica elettrica scorra dall’atmosfera alla Terra e così facendo estrae energia.
Generatore a induzione elettromagnetica: dispositivo che utilizza un nuovo metodo di estrazione dell’energia elettrica dall’acqua che scorre. Diversamente dai tradizionali metodi idroelettrici, che usano la pressione dell’acqua per mettere in rotazione i generatori, questo dispositivo usa l’induzione elettromagnetica. Il generatore a flusso d’acqua è costituito da una condotta in cui scorre acqua salata. Alla sommità e sul fondo della condotta sono collocati due magneti permanenti di polarità opposta. Ai lati della condotta sono sistemati due elettrodi di un metallo resistente alla corrosione provocata dall’acqua salata. Quando l’acqua scorre nella condotta, se i due elettrodi sono collegati a un filo, in questo filo si genera una corrente indotta.
Motore a basso gradiente termico: si tratta di una macchina termica. Consiste in un certo numero di coppie opposte di contenitori collegati da un tubo. Nei contenitori c’è un liquido con un basso punto di ebollizione. Il liquido nel contenitore più in basso è riscaldato dall’acqua, diviene vapore e risale nel contenitore superiore. Qui il gas è raffreddato, anche mediante una corrente d’aria fredda, e condensa. Allora, per azione della gravità, il contenitore tende a scendere e quindi l’intero meccanismo ruota. Il contenitore torna così nell’acqua riscaldata e il procedimento ricomincia.
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità: macchina che converte l’energia in elettricità. Solitamente macchine del genere richiedono degli adattamenti per ottenere una maggiore velocità di rotazione. Ma questi adattatori comportano inevitabilmente una perdita di energia dovuta ad inefficienza. Il processo di conversione in energia elettrica ha a sua volta delle perdite di energia dovute ad inefficienza, che si riduce grazie a unIl riscaldatore rotante che convertire l’energia a bassa velocità ed elevato momento in calore. Il meccanismo consiste in due cilindri, l’uno nell’altro. Il cilindro interno è libero di ruotare su cuscinetti ed è guidato da un’asta. Nel piccolo spazio tra i due cilindri c’è un olio denso che sopporti bene le alte temperature. L’ideale è l’olio usato nei motori delle auto. Poiché lo spazio tra i due cilindri è poco, quando il cilindro interno ruota si produce una grossa resistenza (attrito) nell’olio. L’effetto della resistenza alla rotazione è che l’olio si riscalda. L’energia fornita per la rotazione attraverso l’asta è così trasformata in calore.
Motionless Electromagnetic Generator (MEG): dispositivo elettromagnetico che produrrebbe energia elettrica intercettando le onde longitudinali elettromagnetiche emanate da quella che è conosciuta come “energia del punto zero”, poiché permane anche alla temperatura dello zero assoluto. Secondo la teoria, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia, infatti la “conservazione” avverrebbe attraverso il continuum spaziotemporale. Il MEG è simile a un trasformatore, il suo lavoro sarebbe appunto la trasformazione di una fonte di energia “diluita” in un vettore utilizzabile (energia elettrica).
Essenzialmente si compone di un nucleo magnetico rettangolare microcristallino, con interposto un forte magnete permanente, due piccoli avvolgimenti attuatori di controllo e due avvolgimenti collettori di uscita. Agli avvolgimenti di controllo va collegata una fonte di impulsi a una frequenza determinata, e a quelli di uscita il carico.
Idrolisi catalitica: catalizzatore per ottenere idrogeno ed ossigeno dall’acqua, potrebbe essere installato anche in autovetture le quali sarebbero alimentate ad acqua distillata! L’energia “primaria” che alimenta il sistema sarebbe termo-elettro-chimico-catalitica. L’acqua viene immessa nel sistema “gCell”, un reattore catalitico che compie un primo lavoro sulle molecole di ossigeno e idrogeno
Queste sono quindi separate tra loro da una reazione termo-elettrotipia-catalitica, producendo ossigeno e idrogeno molto puri, che vengono accumulati in serbatoi separati.
parte dei gas vengono utilizzati per fornire energia al sistema che in pratica si autoalimenta. Il rimanente idrogeno può essere usato come combustibile o usato assieme all’ ossigeno per produrre energia elettrica tramite fuel-cell. L’acqua distillata risultante può essere utilizzata per alimentare il sistema così sarebbe autosufficiente e autonomo.
Reattore adronico: tecnologia che permetterebbe di avere calore/energia e carburante riciclando liquidi organici quali acque nere, olii esausti, liquami derivati dai processi agro-zootecnici, non è ben chiaro quale sia il rendimento del sistema, sembra non vi sia pretesa di “moto perpetuo” ma di un sistema molto efficiente, la controversia nasce dal fatto che la tecnologia sarebbe basata su una nuova prospettiva scientifica in fatto di legami atomici. Il liquido entra nel reattore e subisce un pretrattamento che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica. Quindi, il flusso, sotto pressione, viene pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio, sottoponendo il liquido a temperature elevatissime (circa 5500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta provocando la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono demolite e ridotte ai costituenti atomici. Quello che si crea è un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico, gli atomi dei vari elementi si ricompongono formando: gas combustibile, acqua per usi irrigui e diversi sottoprodotti.
Fusione fredda: annunciata nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons, e seguita dagli studi di Giuliano Preparata, Yoshiaki Arata e Yue-Chang Zhang che hanno piùvolte dimostrato dispositivi a fusione nucleare fredda funzionanti. In pratica funziona come la fusione “a caldo”, ma si ottiene lo stesso risultato con molto meno energia grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale per esempio il palladio.

Ma vediamo più nel concreto come funziona una macchina che utilizza un dispositivo Free Energy a induzione magnetica: la chiave del funzionamento è la generazione del campo magnetico. Esso è generato dall’etere, che a sua volta lo trasporta, ma la quantità in gioco è superiore a quella utilizzata: e in tale ottica è possibile comprendere la quantità di energia utilizzabile; ciò è stato dimostrato attraverso il dispositivo Bedini-Cole in cui il processo viene spinto al massimo, in modo da poter utilizzare esclusivamente delle bobine senza alcun magnete permanente, e il cui funzionamento si protrae ormai da anni senza sosta.
Il dispositivo John Bedini-Cole è l’evoluzione del motore magnetico di Howard Johnson, e del dispositivo a rotazione magnetica di Kohei Minato: in linea di principio sarebbero composti da un magnete che muta l’energia del campo magnetico in energia meccanica; una dinamo, che muta l’energia meccanica in energia elettrica in continua; una batteria commerciale per automezzi, che assorbe i picchi con la capacità di accumulo, e fa si che la corrente elettrica assuma in uscita una tensione esatta di 12 Volt; un inverter che prende la corrente a 12 Volt e la converte a 220 Volt alternata a 50 Hz, rendendola quindi utilizzabile da apparecchi di uso comune. Potremo utilizzare il dispositivo a bobine,o esclusivamente quello a magneti permanenti, sia perché le bobine vanno alimentate in continua, e sia perché l’alternatore necessita di un numero di giri prefissato per ottenere in uscita una corrente elettrica.
Qualunque sia la soluzione, è evidente che anche piccoli produttori di gruppi elettrogeni, con semplici modifiche, possono produrre dispositivi Free Energy, magari per uso domestico, annullando la spesa delle bollette con un semplice investimento. Se gli stessi produttori li adottassero per la catena produttiva e successivamente, i fornitori che producono le componenti di queste ditte, si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all’abbattimento dei prezzi degli stessi e poi di qualsiasi prodotto; dei piccoli produttori potrebbero mutare nel giro di pochi anni l’intero sistema economico mondiale, con effetti, anche se minimi, immediati.
Il nostro monito è che nell’era del petrolio e del ritorno al nucleare, continuano ad essere completamente ignorati i dispositivi Free Energy, destinati a rimanere prototipi sperimentali non essendo opportunamente valutati dall’industria energetica.
In conclusione, non abbiamo fatto disorsi complottisti, da teoria della cospirazione o ci siamo mascherati da Adam Kadmon, ma abbiamo indicato una via verso cui la ricerca scientifica e industriale (e i soldi per farla) dovrebbe andare, ma non lo fa perché esiste un’energia che al momento è ancora più potente: quella delle lobbies dei grandi produtori e distributori di energia.

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4 commenti

  1. Ma… ma… il motore a gatto imburrato? Come mai non ne parli? Eppure sono sicura che moltissima gente abbia a disposizione gli elementi base per costruirlo.

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    • Hai ragione: funziona così, dati le due leggi per cui: il gato cade sempre in piedi e che il pane imburrato cade sempre dal lato imburrato, si lega un gatto al pane imburrato. Il gatto e il pane cercheranno di prevalere e si innesterà un moto rotatorio che sarà collegato a una turbina che produrrà energia a tutti i manicomi del mondo.

      Rispondi
  2. Hai colto in pieno lo spirito dell’articolo. Chi cerca notorietà e sensazionalismo è una cosa, chi cerca di risparmiare sulla bolletta grazie alla free energy un’altra. Invece di gridare allo scandalo perché ci nascondono le invenzioni, cominciate ad acquistare dispositivi come per esempio il microgeneratore a biomassa. Qui c’è n’è in vendita uno: http://www.sibsiber.com/os/media_categorie/22_567_g_00.PDF
    cominciate a installare i pannelli solari o il riscaldamento a pellet (come ho fatto io). Dall’energia rinnovabile a quella libera il passo è più breve. Dimostrate di volerla veramente e non a chiacchiere su facebook.
    Grazie Maciknight, sei sempre molto puntuale e preciso nei commenti!

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  3. Maciknight

     /  1 agosto 2012

    Complimenti per l’esaustivo articolo sull’energia libera. Ne parlano con una certa frequenza su questo sito: Green Style http://www.greenstyle.it ma prevalentemente si limitano alla fusione fredda ed all’invenzione dell’ing. Andrea Rossi che a me non ispira nessuna fiducia (mi pare un millantatore), anche se ormai parrebbe esserci almeno altre tre tentativi in fase di completamento per produrre tali apparecchi anche in altri modi e luoghi. In effetti l’ignoranza programmata su questi argomenti è enorme, è persino difficile documentarsi, soprattutto avere informazioni esaustive per potersi procurare le apparecchiature già esistenti, ad esempio dove ci si procura e quanto costa un MICROCOGENERATORE A BIO MASSA? è già esistente, produce sia acqua calda che riscaldamento ed energia elettrica e funziona a legna et simila, ma non si riesce a sapere come procurarselo e a quali costi … Voi ne sapete qualcosa? questo almeno è già disponibile, per gli altri apparecchi non sappiamo quanto dovremo attendere ancora. E considerando la crisi che incombe, finora ci ha solo sfiorato, fra non molto poter disporre di energia autonoma per ogni famiglia potrebbe fare la differenza tra riuscire a vivere con dignità o sopravvivere a stento spremuti come limoni dallo stato e dalle multinazionali o multiutility … Grazie ed un caro saluto

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