Sperimentare o battere cassa?


Il Console Kaotico di Lombardia contribuisce al dibattito aperto da Colonel XS circa la sperimentazione che non sperimenta, con un suo punto di vista da musicista.

“Se è vero che alcuni (molti o pochi?) cavalcano l’onda della sperimentazione per proporre prodotti davvero poco illuminati è altrettanto vero che ci sono ancora artisti che cercano ostinatamente e appassionatamente nuove strade e nuovi suoni e approcci cercando di presentare qualcosa, se non di assolutamente nuovo, di stimolante per l’ascoltatore.
Il periodo in generale poco aiuta, il cambio generazionale probabilmente non ha creato una nuova schiera di sperimentatori, l’ascoltatore medio oggi è sicuramente più distratto e quindi anche poco ricettivo il che contribuisce a una certa sterilità in molti campi artistici.
L’uso delle nuove tecnologie aiuta in un senso permettendo a molti un avvicinamento agli strumenti e alle macchine impensabile fino a pochi decenni fa; il limite invece è il proliferare di prodotti all’interno dei quali il fruitore spesso fa fatica a distinguere il bello dal brutto.
Senza fare dietrologia, anche se a me Retromania è piaciuto parecchio, mi sembra che questo fenomeno ci sia sempre stato con l’aggravante che ai tempi del vinile e dei primi cd si scopriva la vaccata solo dopo l’acquisto.
Oggi è molto spesso, se non sempre, possibile un ascolto a costo zero, una specie di trailer che permette di andare sul sicuro in caso di acquisto.
I gusti sono sempre personali; quello che io reputo interessante, per altri è di difficile ascolto se non addirittura irritante.
E personalmente ritengo perdita di tempo altro che non cercare nuovi artisti e nuove proposte interessanti nel panorama di gigabyte.
Il problema semmai, per il fruitore, è la mancanza di curiosità che fa da stimolo sia a lui stesso che agli artisti che propongono le proprie opere e l’assenza quasi cronica di spazi in cui gli artisti si possono esibire. Negli ultimi tempi i locali cosiddetti alternativi sono interessati quasi esclusivamente a fare cassa, come un qualsiasi locale privato, puntando sempre e solo su generi musicali “sicuri” senza aver voglia di dedicare spazio a realtà diverse e controcorrente.
È chiaro che poi tutto si affievolisce e si inaridisce.
Un caro saluto

Il console di Lombardia
Massimo Mascheroni – ODRZ
http://www.odrz.org”

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