TRACCE SONORE: Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts


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TRACCE SONORE: Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts

Quando si dice “hai perso un’occasione per fare bella figura”.
È successo a me alcune sere fa durante una serata fra amici.
Era partita una specie di gara a chi indicava il maggior numero di album tripli pubblicati. Oltre ai soliti noti avrei potuto stupire tutti con questo mastodontico, allucinato, inquietante disco di questo ensemble americano, fondamentalmente un duo composto dai due fratelli Fair.
Sconosciuto ai più, il fardello, ingombrante a cominciare dall’involucro ( cofanetto cartonato contenente, oltre ai tre vinili, un booklet e un manifesto) è una delle più assurde pubblicazioni che musicista possa pensare di incidere.
Ogni aggettivo a riguardo è assolutamente riduttivo oltre che fuorviante.

Naif, dadaista, rumorista, impressionista, ogni termine riesce a dare solo in parte una vaga idea di cosa ci si trova di fronte una volta fatta partire la musica.
Ogni brano è frantumato, fratturato, ridotto ai minimi termini, scardinando tutte le logiche, da quella di mercato (ma penso che sia l’ultimo dei loro problemi) a quella costruttiva. Qui si decostruisce; tutto.

Le tracce sono un vortice assurdo senza nè capo nê coda. I testi molte volte sono dei suoni onomatopeici, delle urla primordiali, una scarica confusa e convulsa sorretta dagli strumenti impazziti.
La registrazione, assolutamente lo-fi, rende il tutto ancora più desolato e disturbato.

In realtà la strumentazione è ridotta all’osso. Una chitarra sempre scordata e una batteria sferragliante perennemente fuori sincrono. Il gusto per lo sberleffo, lo scherzo infantile e la sonora presa per i fondelli aleggia su tutte le sei facciate interminabili.
I titoli sono uno dei loro manifesti. Eccone alcuni a caso:
1.      “No Direct Line From My Brain to My Heart”
8.      “Rrrrrrrrrrrrrrr”
15.     “Grrrrrrrrrrrrrrrr”
21.     “Du Du Du / Du Du Du”
30.     “I Don’t Want to Have Mono No More”

In mezzo a questo caos destrutturato, c’è lo spazio anche per alcune cover, ovviamente passate sotto lo schiacciasassi Half Japanese, perché loro in realtà non vogliono riscrivere le regole. Semplicemente, le ignorano.

Anche i più avventurosi faranno fatica ad ascoltare per intero questo macigno. L’impresa è davvero titanica anche se seguendo l’assurdo dell’opera, il tutto riesce ad avere, magicamente, un fascino inconfondibile.
Nota a margine, il terzo vinile è occupato da due live, uno per facciata. Stesso approccio, stessa atmosfera dei brani in studio.

Ma perché uno sano di mente dovrebbe avvicinarsi a una simile provocazione?
Semplice, per poter raccontare agli amici durante una serata in birreria che “sì io ho anche Half Japanese – Half Gentlemen/Not Beasts come disco triplo”.

Immaginatevi che figurone fareste…..

massimo ODRZ

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