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Gli italiani sono ignoranti in fatto di caffè


Gli italiani, a loro insaputa, bevono un caffè di bassa qualità.
Questo secondo un’inchiesta di Report. I torrefattori, infatti, fanno spesso abuso della robusta: una qualità che costa la metà di quella arabica ed ha aromi legnosi, se proviene dal Vietnam, e di terra se di origine Africana. Bernardo Iovene, insieme con gli assaggiatori autorizzati dell’Associazione europea dei caffè speciali SCAE, ha girato per alcuni bar italiani, anche molto noti, tra cui il Gambrinus a Napoli e il Greco a Roma, per valutare il caffè in tazza, ottenendo valutazioni molto scarse.
L’inchiesta si è allargata alle modalità errate con le quali i baristi preparano il caffè ai clienti, con il risultato di servire il nostro rito quotidiano con acqua sporca e piena di residui cotti centinaia di volte. in pratica i baristi non fanno il “purge”, cioè lo spurgo dei canali dove passa il caffè. Per alcuni dovrebbe essere fatto dopo ogni caffé, per altri invece è eccessivo e basterebbe farlo una volta al giorno e comunque tenere pulita la macchina con manutenzione periodica, cosa che non sempre succede.
La puntata si conclude con un’analisi delle capsule di caffè, che NON SONO RICICLABILI e quindi non finiscono nella raccolta differenziata (con il dubbio che faccia male anche alla salute).

Personalmente faccio la moka da sempre, mai comprato né macchinette da casa, né cialde o surrogati. Il caffé sempre spesso non mi piace e quasi sempre al bar sa di bruciato, tanto che ultimamente mi sono chiesto se il caffé non mi piaccia del tutto. Dopo quest’inchiesta, mi viene il dubbio che non sia colpa mia (come pensavo fino a ieri). Da sempre tengo il caffé in frigo e compro arabica o 20% di robusta (ci piace il caffé forte), e non presso il caffé troppo. Quindi per me niente di nuovo, a parte sperare che la qualità del caffé che trovo al supermercato sia buona (ma ci posso fare poco). La tragedia è che la maggior parte della gente che conosco non segue una regola tra quelle sopra descritte (cialde, qualità la prima che capita, niente manutenzione oppure lo beve sempre al bar) e beve caffé credendo che sia buono.
Per dimostrare che non siano solo parole col senno di poi, vorrei farvi ascoltare una frase tratta dal cd dei Livido (in cui suonavo) “Milano non è romantica” dedicata ai baristi milanesi ormai 6 anni fa (“Ti sbatto in faccia quel caffè bruciato, GRADASSO!”).

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