Isis, Boko Haram, la guerra nascosta Usa-Russia in Ucraina e altri mostri


Questo è un articolo particolare, che chiarisce la linea di questo blog. Solitamente non amiamo dichiarare gli intenti.
In questo caso facciamo notare che la nostra linea non è quella di scandalizzarci (per scandalizzare) per i “mostri internazionali” di questo periodo (di cui pure abbiamo parlato spesso).
Il nostro intento è quello di mettere in luce quei mostri che l’opinione pubblica non ha ancora recepito come tali.
Pare che i media di massa (che tra l’altro hanno dato sufficiente spazio all’Isis, nell’ultimo anno) abbiamo deciso che “abbia colmato la linea”, abbia “superato il limite di sopportazione”. Un’affermazione un po’ sibillina: come se prima “fossero ancora nei limiti di tolleranza”. Che è assurdo. Ma comunque bene, è proprio per questo che parleremo sempre meno dell’Isis, sempre che non diventi una delle molte “guerre dimenticate”, ma non crediamo, vista la posizione strategica (Medio Oriente).
Speriamo che comincino a considerare “oltre misura” anche le azioni di Boko Haram che tra l’altro non sono sempre ostacolate dal Governo nigeriano (leggete questo articolo), perché mi pare che visto che l’Italia con l’Eni ha interessi economici in quei posti, allora i 100 morti a botta (nel vero senso della parola) e le decine di studentesse rapite non siano così importanti.
Continueremo a parlarne finché non noteremo un vero impegno nell’informazione dei fatti nigeriani nei medium di massa italiani.
Questo vale anche per la guerra Usa-Russia che si sta svolgendo in Ucraina, dove soldati infiltrati americani combattono faccia a faccia con soldati infiltrati Russi, mettendo in scena una “guerra di indipendenza” che è solo la facciata di un conflitto mondiale. Non si sta combattendo solo una guerra tra ribelli russi irredentisti che non vogliono vivere in un Paese ucraino e ipernazionalista (perché in questo caso io personalmente sarei assolutamente con loro), si sta combattendo una guerra tra la Nato e la Russia. Se la Russia abbandonasse il conflitto, l’Ucraina passerebbe presto o tardi nell’Unione Europea e quindi nella Nato (e quindi potrebbe diventare sede di basi Usa). A questo punto la Russia si sentirebbe circondata e/o minacciata.
Per quanto è innegabile che russi e filorussi stiano operando contro le regole di garanzia internazionale, è altrettanto innegabile che la consegna dell’Ucraina all’Occidente (come lo è stato per i Paesi europei dell’ex Patto di Varsavia), possa modificare gli equilibri politici internazionali.
Non smetterò mai di ripetere (dal 1991, ma ora più che mai) quanto sia rischioso e deleterio per il mondo il mantenimento della Nato e della pratica statunitense di costruire basi in utti i Paesi alleati, ora che non esiste più l’Unione Sovietica e che la Russia ha basi anche all’estero ma solo in una “corona” di Paesi confinanti, non certo nei 5 continenti come la sua controparte.

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