Stato Islamico o banche occidentali: chi è il vero mostro?


E’ notizia di questi giorni che anche il califfato islamico dello sceicco Abu Bakr al Baghdadi ha la sua banca: ha aperto i battenti in un quartiere a est di Mosul con tanto di targa con la scritta “Banca Islamica” dove, come impongono i precetti dell’Islam puro, i prestiti si concedono senza interessi.
Non solleviamo alcun dubbio su quanto siano abominevoli i fautori dell’ISIS e non ci piace nemmeno il discorso “almeno una cosa buona c’è” come molti italiani criptofascisti fanno nei confronti di un sanguinario come Mussolini, tessendone le lodi per l’edilizia o altri campi. Non è un cosa lodevole che cancella le mostruosità.
Il nostro discorso è: i tassi d’interesse che le banche occidentali ci hanno imposto negli anni del boom finanziario erano giustificati? Se i consulenti finanziari fino a 10 anni fa ritenevano impossibile che il tasso potesse scendere ai livelli in cui è oggi (tra la mia perplessità), la realtà ha dimostrato che gran parte del livello dei tassi era speculativo e non per motivazioni fondanti (come l’inflazione o il costo del denaro).
Oggi per la “Banca Islamica” non sarà nemmeno difficile prestare a tasso zero, visto che il tasso in Occidente è dello 0,25%. Ma sono e resto convinto, come 10 anni fa, che la banca lavora sempre e comunque contro l’utente, tranne nei casi in cui il profitto derivante dai soldi dell’utente è notevole. Mi chiedo ancora perché se la banca ci presta i soldi noi dobbiamo pagare tassi spropositati e presentare garanzie ferree, quando noi quotidianamente prestiamo soldi alle banche con tassi completamente assorbiti da spese incredibilmente ingiustificate? Per far funzionare un sistema che non dà garanzie assolute, come la crisi finanziaria ha dimostrato?
E allora che l’Occidente cominci a prestare a tasso 0, almeno in questo periodo in cui l’inflazione e altri fattori che determinano il tasso sono talmente bassi da essere ininluenti. Fino a quel momento la banca sarà solo un’istituzione che mira alla propria sopravvivenza.

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1 Commento

  1. il dramma è, che nessuno,in primis i politici (collegati ormai ad un sistema economico,non dimentichiamo che è l’economia che genera la politica) vuole mettere in dubbio un sistema creditizio privato, fondato sul profitto,ieri alto,oggi di meno……..

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