Autocertificazione di legale rappresentanza: trattiamo lo Nazione come lei tratta noi


Trtto da: PopoloUnico.org

Consigliamo vivamente di approfondire l’argomento sul sito da quale è tratto (vedi sopra)

Quando si parla di Autocertificazione di legale rappresentanza (quella che noi presenteremo) si fa riferimento ad un Trust Persona. Non fate confusione con il Trust patrimoniale che è ben altra cosa che sarà trattata in un’ altra sezione di questo sito web. Con il Trust persona ci si difende dai presunti crediti degli avvoltoi (stati e banche), mentre con il Trust Patrimoniale difendiamo le nostre proprietà (casa, auto ecc…).
L’Autocertificazione di legale rappresentanza non è lo scopo o il fine del nostro percorso ma è semplicemente un potentissimo strumento perfettamente legale che ci consente di arrivarci.
Altra cosa di avere in mente fin da subito: scopo dell’autocertificazione di legale rappresentanza è quello porci ad autorità di noi stessi e di tutto quanto creato sul nostro nome (sostituendo così l’autorità dello stato con la nostra). Questo nuovo status ci consentirà di far valere i diritti dell’essere umano stabiliti per convenzione internazionale e ratificati in Italia con la legge 881/1977.
Nella legale rappresentanza infatti ci poniamo come curatori dell’essere umano.
Prima di approfondire è necessario fare alcune premesse per capire come mai si è giunti ad utilizzare questo strumento che ci viene fornito direttamente dalla pubblica (a parole) amministrazione. Il DPR 445/2000 (link). Se andate a leggere l’Art.46 potete verificare tutto quello che è possibile autocertificare (link).

SCHIAVI DALLA NASCITA
Al momento della nostra nascita viene creato, all’insaputa dei genitori, un nome del tutto nuovo a CARATTERI MAIUSCOLI che viene menzionato come ” uomo di paglia ” o “persona giuridica” o “finzione giuridica o “soggetto giuridico” Sono tutti termini per indicare la stessa cosa. Questo avviene al momento della registrazione all’Ufficio Anagrafe.
Tale trascrizione di nascita è un vero e proprio Trust mediante il quale i genitori inconsapevoli consegnano il nascituro sotto l’amministrazione, la tutela e la curatela dello Stato.
Da quel momento si è sotto la giurisdizione dello Stato, ci si accolla la propria parte di debito pubblico e si è soggetti a tutte le ingiuste imposizioni fiscali che hanno solo il fine di spremerci e di mantenerci in uno stato di schiavitù. Ora, chi è nuovo a questo argomento, è invitato a controllare tutti i suoi documenti (carta d’identità, patente, codice fiscale, tessera sanitaria, passaporto ecc…) avete notato che il vostro NOME e COGNOME è tutto scritto in maiuscolo?
La stessa cosa la potete notare in tutte le lettere che vi arrivano (banche, equitalia, bollette, compagnie telefoniche ecc…). Ecco, per tutto ciò che riguarda tutte le vostre operazioni commerciali ed economiche e la vita sociale (a parte il penale), si fa riferimento al vostro SOGGETTO GIURIDICO. Che potere avete sul vostro soggetto giuridico?
Come abbiamo visto non avete alcun potere su di esso ma ne siete soltanto vittima. Ogni volta che vi identificate con esso, date il consenso ad una autorità dello Stato di applicare le normative del diritto positivo su di voi.
Ora è importante comprendere come quel SOGGETTO GIURIDICO (entità astratta) è stata creata dallo Stato per giocare un solo ruolo : quello di essere il suo debitore da spremere. Ogni nostro rapporto civile e commerciale viene svolto dal nostro soggetto giuridico, e si può avere conferma di ciò semplicemente notando che in tutte queste azioni il nostro nome viene sempre riconosciuto TUTTO MAIUSCOLO.
Chi è lei ? Mi dia un documento, ci viene detto. Appena consegniamo un nostro documento di riconoscimento nelle mani di un ufficiale che rappresenta lo Stato, stiamo dando il nostro consenso allo stesso ad agire sul beneficiario che è rappresentato dal nostro soggetto giuridico scritto, lo ripetiamo, TUTTO MAIUSCOLO. Quindi quel soggetto giuridico TUTTO MAIUSCOLO non è altro che un intermediario in veste di schiavo fra la nostra vera essenza di esseri umani e di persona umana e i nostri vessatori.

ATTO DI NASCITA
Lo stato corporation Italia (ma gli altri non sono da meno) crea ex nihlo, tramite l’atto di nascita due status, che corrispondono ad una serie di menzogne: soggetto giuridico e persona fisica.
Nell’atto di nascita si indica il padre naturale con il termine di “dichiarante” asportando in tal modo il rapporto famigliare, la madre viene espressa con un moto da luogo “da” ed è nominata come puerpera, anch’essa senza vincolo famigliare con il neonato, il quale viene indicato con i soli nomi propri, conferma di assenza di vincoli famigliari.
Leggendo il “legalese” di questo documento si evince che un dichiarante (brava persona) ha trovato un bimbo “trovatello” che nel frattempo viene accudito da sua moglie (altra brava persona) e come si fa per gli oggetti smarriti lo consegnano alla pubblica amministrazione.
La pubblica amministrazione se ne assume l’incarico (se ne appropria) tramite l’ostetrica che ne controlla la vitalità e l’ufficiale medico che ne controlla lo stato di salute, registrando data e ora della avvenuta consegna.
Interessante anche la grafia dei nomi degli attori coinvolti:
Dichiarante: MAIUSCOLO
Da: MAIUSCOLO
Neonato: MAIUSCOLO
Ostetrica: Alternato
Ufficiale medico: Alternato.
L’unico motivo possibile che spieghi l’utilizzo di diverse forme di scrittura dei nomi è la “Deminutio Capitis”, da cui si comprende che le prime tre figure sottostanno alla deminutio capitis maxima, ovvero sono schiavi senza diritti, mentre le altre due figure godono della momentanea qualità di personalità giuridica, in quanto fanno le veci dello stato corporation.
Le due figure con qualità di personalità giuridica non sono imputabili in quanto superiori al Diritto Positivo, avendo lo stesso rango dello stato stesso che è l’origine e il detentore del potere attribuito alla legge da esso stesso generata.
Ergo: la qualità di personalità giuridica è superiore alla legge in vigore della corporation repubblica italiana!
Viene con evidenza negato il vincolo di sangue della famiglia, ne consegue che tutta la legislatura riguardante lo “ius sanguinis” non è applicabile.
Per inalienabile conseguenza il neonato è “apolide”.
Tutto questo è contenuto in un “box”, struttura legale indicata con una bordatura intorno allo scritto, che ne sigilla il contenuto.
A tutti gli effetti l’Atto di Nascita è un contratto!
Questo contratto non è valido per diversi motivi:
Le figure famigliari in esso contenute sono indicate in modo erroneo, non corrispondono alla verità.
L’applicazione della “deminutio Capitis” è arbitraria e non sostenibile.
La negazione del vincolo famigliare impedisce l’applicazione dello “ius sanguinis” e impedisce l’applicazione della cittadinanza.
Ogni consenso ottenuto senza che ai genitori sia fornita una spiegazione dettagliata dei particolari sopra citati, rende il contratto nullo “ab origine” a causa di vizi occulti.
La contraddizione tra la negazione dello “ius sanguinis” e l’attribuzione della cittadinanza al neonato è insormontabile.
CONCLUSIONE: CON L’ATTO DI NASCITA VIENE CREATO, USANDO ARBITRARIAMENTE E ARTIFICIOSAMENTE IL NOME DEL NEONATO, IL SUO “SOGGETTO GIURIDICO”, ESSENDO TALE CONTRATTO NULLO “AB ORIGINE”, OGNI SUCCESSIVO ABUSO DI TALE “STATUS” CREATO ENS LEGIS E’ ARBITRARIO, COERCITIVO, ILLEGALE E TESO ALLA SCHIAVIZZAZIONE DEL SINGOLO INDIVIDUO.

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