Ashraf Fayadh: il poeta condannato a morte


L’Arabia dei Saud, dove il capo di stato italiano Matteo Renzi si è da poco recato per i salemelecchi d’inaugurazione di una metropolitana, ha appena condannato a morte Ashraf Fayadh, poesta rifugiato Palestinese, ma nativo Saudita, per blasfemia dopo che un suo lettore lo aveva accusato di incitamento a rinunciare all’Islam, a causa del contenuto di una sua raccolta di poesie del 2008. Rilasciato dopo pochi giorni, il poeta 50enne era stato arrestato nuovamente a gennaio 2014 nella città sud-occidentale di Abha. Una prima sentenza lo aveva condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate (sì, queste sono le pene del Regno del Male), ma il giudice d’appello ha deciso di condannarlo a morte.
Per chiedere la sua liberazione, lo scorso anno è stata lanciata una petizione, sottoscritta da centinaia di artisti e intellettuali. Almeno 150 persone sono state giustiziate in Arabia Saudita nel 2015, il dato più alto degli ultimi anni.

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