Barack Obama incontra Raoul Castro a L’Avana: el bloqueo ha le ore contate


Una grande stretta di mano, tra Barack Obama, che saluta in spagnolo, e Raoul Castro.
L’impressione è che el blocqueo (l’embargo) abbia le ore contate.
«Aiuteremo Cuba a entrare su Internet», dice il presidente Usa proprio quando Google fa uno scatto e si assicura il contratto coi cubani per la banda larga. L’impressione, anche nei dettagli dei menù pieni di liste di vini e di piatti italiani e francesi, è che silenziosamente sia già nata all’Avana una piccola borghesia semi ufficiale che è diventata molto ricca in 15 mesi e ormai si trova distante anni luce dalle linee collettive del socialismo castrista.
Quello che Barack vuole ottenere però non è solo un aumento e una reciprocità nei commerci ma un aumento delle libertà di espressione o comunque meno rischi per chi ci prova. Quando un giornalista chiede a Castro «ma perché non liberate i prigionieri politici», Raul torna a dire quasi infuriato: «Li conoscete? Datemi la lista e li faccio liberare entro stasera. Io non ne conosco».
E’ difficile capire chi deu due governi è meno trasparente, in ogni caso questa sventagliata storicità sembra più un patto tra due parti politiche e sociali che potrebbe portare grandi a Cuba vantaggi come una crisi senza precedenti.

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