Il Salone del Libro di Torino è anche fascista


Al #SalTo (Salone del Libro di Torino) il vero problema, mi pare, è che il Comitato abbia invitato una casa editrice fascista (l’intervista a Salvini è un altro aspetto inquietante, ma esula dalle loro scelte), dichiaratamente tale (leggere interviste) e con un catalogo di pubblicazioni nazifasciste (l’ho visto) come niente fosse. Allora il boicottaggio (di tutti, non solo autori e standisti, ma anche del pubblico) sarebbe veramente un’azione efficace perché il Comitato li escluda e questi fascisti stiano a casa a fare l’unica cosa che gli è lecita: fare il saluto romano allo specchio. Lo rispiego: il fascismo è antidemocrazia, quindi pensiero contro lo Stato in cui questi vivono, indipercui non è un’opinione, ma un pensiero sovversivo, quello che è alla base del terrorismo, sia pur fatto con le parole anziché le armi. Meno grave del terrorismo, ma pur sempre un reato contro lo Stato di diritto. Detto questo, non si deve spostare il problema sul boicottaggio sì/no. Sono d’accordo con Michela Murgia che essere presenti (e magari andare davanti al banchetto e cantare Bella Ciao) sarebbe un segno di riprendersi la “piazza”, ma sarebbe anche un modo di avallare che la loro sia un'”opinione”: caspita, abbiamo un Comitato che preferisce 2000 euro alla perdita della dignità del Salone, facciamoci sentire da Nicola Lagioia, NE DEVE RISPONDERE: se è lecito pensare che il Comitato non abbia sfogliato il catalogo di Altaforte, ora è sotto gli occhi di tutti. La soluzione è molto semplice: è necessario escludere i sovversivi per poter continuare a dire che viviamo in uno Stato di Diritto.
Io sto con Wu Ming e Zero Calcare, ma sto anche con tutti coloro che sentono di fare presenza: nessuna scissione davanti al neofascismo!

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3 commenti

  1. Oltretutto questo pasticcio garantisce loro una visibilità enorme che non hanno mai avuto. Ma possibile che al Salone di Torino non consultino i cataloghi prima di accettare le adesioni delle case editrici? Una risposta l’ha fornita un editore che ho sentito a Radio Popolare: presentano il bando troppo a ridosso con la manifestazione e non hanno tempo di consultare i cataloghi. Per il resto, sono d’accordo con te; chi è antidemocratico non deve godere dei vantaggi della democrazia.

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    • La notizia dell’annullamento dell’adesione di Altaforte è la dimostrazione che il boicottaggio era giusto, quindi invito tutti quanti abbiamo polemizzato in senso negativo (accuse di snobismo, “aventinismo”, di opportunismo mediatico, ecc.) di riflettere su come si combatte il fascismo.

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  1. Il Salone del Libro di Torino è anche fascista | NAZIONE OSCURA CAOTICA | HyperHouse

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