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Strage del narcotraffico in El Salvador


In El Salvador, nella sola giornata di sabato 27 marzo, si sono registrati nella capitale 84 morti ufficiali, anche se potrebbero essere molti di più. Le vittime sono quasi tutte civili comuni, cadute per mano delle “pandillas” che hanno voluto mandare un messaggio al Governo, la cui risposta immediata, per mano del presidente Nayib Bukele, è stata dichiarare lo stato di emergenza per un mese. Le pandillas esistono da quasi 30 anni, nate negli Stati Uniti da migranti salvadoregni e insediatosi in El Salvador a cavallo degli anni 2000 in seguito all’espulsione. Le loro principali attività riguardano spaccio, estorsione e vendita di armi, oltre che al controllo del territorio. Le più importanti sono la “Mala Salvatrucha” (più comunemente conosciuta come MS) e la “18”, ma se ne contano più di 20 per tutto il Paese.

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