Baviera: crollo dei socialdemocratici, avanti Verdi e Ultradestra


Se le prime proiezioni saranno confermate, la CSU (Unione Cristiano-Sociale) avrà perso la maggioranza e dovrà rinunciare al governo monocolore in Baviera. Secondo i primi dati raggiunge il 35,5%, perdendo più di dodici punti rispetto a 4 anni fa.

I Verdi raggiungono il  risultato storico, superando il 18%, alle ultime elezioni avevano raggiunto l’8,5%. L’estrema Destra dell’Afd (Alternativa per la Germania) arriva all’11% e si assicura l’ingresso nel parlamentino regionale.

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Romania: fallisce il referendum anti-gay


E’ fallito il referendum di sabato 6 e domenica 7 ottobre contro le nozze gay in Romania.
L’affluenza è stata del 20,41%.

La Nazione Oscura assegna il Nobel per la Letteratura a Sheila Khala


L’Accademia di Svezia, dopo lo scandalo molestie sessuali per i presunti abusi commessi da Jean-Claude Arnault, e l’indagine per irregolarità finanziarie, ha deciso di annullare la premiazione per il 2018.

Cosicché l’Accademia della Nazione Oscura Caotica lo assegna a: Sheila Khala, poetessa del Lesotho, con le seguenti motivazioni:

1. E’ una donna

2. E’ africana

3. E’ sconosciuta in Italia.

Volete voi rinunciare a nome, indipendenza economica e militare? La Macedonia dice No


Il referendum, considerato decisivo per il futuro politico del paese e per i suoi rapporti con l’Ue, non ha rispettato le previsioni: l’affluenza si è fermata al 35 per cento, ben al di sotto del quorum richiesto (ma non vincolante) per rendere valida la consultazione.

Zoran Zaev, premier socialdemocratico ed europeista, ha chiesto al parlamento di “confermare la volontà della maggioranza” dopo che nel referendum “oltre il 90 per cento” degli elettori si è espresso a favore del cambio di nome del paese in “Repubblica di Macedonia del Nord”.

Ma nella scheda la domanda era la seguente: “Sei favorevole all’adesione all’Unione europea e alla NATO accettando l’accordo tra Macedonia e Grecia?”

Quindi non solo il cambiamento del nome (l’accordo con la Grecia), ma anche e soprattutto l’Europa e il Patto Atlantico.

Trump-show all’Onu: accusa tutti


All’assemblea Generale dell’Onu, come presidente di turno, Trump ne approfitta e accusa la Cina di presunte interferenze sul prossimo voto Usa.

Ammonisce l’Europa “che vuole aggirare le sanzioni contro l’Iran”.

Avvisa Israele: qualcosa devi cedere.

Minaccia il Venezuela.

Non dice nulla alla Russia.

Questo mentre nel mondo vengono fatti negoziati condotti al di fuori della cornice dell’Onu, nell’indifferenza di Stati Uniti ed Unione Europea.

 

Europarlamento dà l’Ok alle sanzioni contro l’Ungheria


L’Europarlamento ha approvato la risoluzione di Judith Sargentini sulla situazione in Ungheria e il governo di Viktor Orbán. Il testo è stato approvato con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti con 693 votanti. Ora spetta ai capi di Stato e di governo decidere sulla procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato dell’Unione Europea che, dopo una lunga procedura, potrebbe portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto. Una prospettiva quasi irrealizzabile, visto che la Polonia ha già dichiarato che metterà il veto sul provvedimento.

Il governo di Orbàn è stato sottoposto alla procedura prevista dall’articolo 7 del trattato UE sullo stato di diritto che prevede in caso di presenza di “grave rischio” di violazione dei valori Ue, in particolare:

Per la Ue la riforma della legge sull’asilo presenta gravi violazioni dei diritti umani, prima fra tutte la detenzione obbligatoria di tutti i richiedenti asilo, compresi i minori, per l’intera durata della procedura di asilo.

Dal dicembre 2010, quando il governo di Orbàn ha adottato una modifica della cosiddetta legge sugli scioperi, sono in linea di principio illegali

Una nuova legge pone limiti molto stringenti alle università dell’Ue e di Paesi terzi, in contrasto con il diritto di libertà accademica.

La Costituzione modificata ha dato facoltà al’Ufficio governativo dei giudici di spostare a piacimento giudici e processi

La Commissione Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro i requisiti più stringenti per le organizzazioni che ricevono finanziamenti dal’estero perchè viola le norme sulla circolazione dei capitali.

Secondo l’Ue le nuove leggi sui media limitano libertà di opinione ed espressione e non garantiscono una stampa priva di censura e restrizioni

Trump e Putin si fanno i pompini a vicenda


“È bello essere qui con te”, ha esordito il presidente Usa al vertice di Helsinki, stringendo la mano a quello russo. Donald Trump, seduto sul bordo della sedia, ha fatto alcune brevi dichiarazioni assieme a Vladimir Putin prima del colloquio vis à vis durato 2 ore. Subito lo scambio di cortesie: il capo della Casa Bianca si è anzitutto complimentato per l’organizzazione del mondiale, mentre Putin da parte sua replicava: “Un piacere incontrarti”. Trump aggiunge: “Credo che finiremo per avere un rapporto straordinario”. E “il dialogo costruttivo tra la Russia e gli Usa può offrire la possibilità di aprire nuove strade per la pace”.  “Di solito i nostri colloqui in contesti internazionali erano stati molto più brevi. Ho la sensazione che io e Trump iniziamo a capirci molto meglio adesso”.

Naturalmente non si è deciso niente.

Trump chiede più soldi all’Europa per la NATO


In una conferenza stampa fuori programma dopo rumors che avevano riferito di una sua minaccia a sfilarsi dall’Alleanza, il presidente americano si è detto contento dell’accordo raggiunto con i leader alleati. “Molti Paesi si sono impegnati a spendere di più” ha detto a margine del summit Nato a Bruxelles. “I presidenti americani”, twitta, “hanno provato per anni senza successo a far pagare di più la Germania e le altre nazioni ricche della Nato per la loro protezione dalla Russia” ma questi “pagano solo una frazione del costo”, invece “gli Usa pagano decine di miliardi di dollari in eccesso per sussidiare l’Europa, e perdono un sacco sul commercio!”.  E prosegue: “Tutte le nazioni Nato devono rispettare il loro impegno del 2%, e questo deve alla fine salire al 4%!””, ribadendo quello che aveva già detto ieri.

Alcuni premier europei hanno smentito, ma nessuno si è mosso contro la NATO.

I Paesi europei continuano a seguire mamma NATO per evitare l’anacronistico rischio che carrarmati russi invadino l’Europa, mentre spende soldi e occupa soldati in guerre (come l’Afghanistan) che non interessano nessuno se non gli Usa stessi.

Risultato storico: Trump e Kim Jong-Un hanno fatto i turisti e si sono stretti la mano


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un si sono incontrati per la prima volta sull’isola di Sentosa, a Singapore, intorno alle 9 dell’ora locale. L’incontro è avvenuto all’hotel Capella: i due hanno camminato l’uno verso l’altro e si sono stretti la mano, poi hanno avuto un primo colloquio di 38 minuti accompagnati solo dai rispettivi interpreti, seguito da una riunione insieme ai consiglieri politici statunitensi e nordcoreani.

Permettetemi un comemnto: dai proclami (denuclarizzazione completa e irreversibile e sgombero delle forze Usa dalla Corea) alla stretta di mano mi pare ci sia una piccola differenza.

 

Nazismo o Fina(n)zismo?


IL NUOVO ORDINE di Franco Berardi Bifo

“Comunque vada a finire l’imbarazzante spettacolo della terza repubblica netta è la sensazione che la svolta italiana del 4 marzo, oltre a seppellire per sempre la sinistra liberista, sia il colpo definitivo all’ordine globalista e alla democrazia liberale. Cosa accadrà nei prossimi mesi in Italia lo vedremo, ma intanto siamo entrati definitivamente nell’epoca del dopo. Le sparpagliate truppe democratiche si azzuffano tra di loro e pateticamente si illudono che la loro democrazia ritornerà: ma il vecchio ordine liberal-democratico è andato, e il nuovo ordine è questo. Il risentimento della società impoverita e umiliata si esprimerà a lungo nella forma della vendetta nazionalista. Anche se la vendetta nazionalista non smonterà l’automa finanziario.
Come definire il nuovo ordine? La parola “populista” mescola la rabbia sociale di coloro che hanno un salario decurtato dalle politiche liberiste, e il nazionalismo aggressivo che nasce dall’umiliazione inflitta dalla gabbia finanziaria. Queste due questioni vanno distinte. La parola populismo è un pudico eufemismo storicamente impreciso.
Il nome tecnico di quel che sta accadendo in tutto l’Occidente è: nazional-socialismo. Non è una parola nuova? Lo so e me ne dispiace, ma questo è quello che passa il convento. Lo stesso nome per lo stesso fatto, per la stessa dinamica sociale, e probabilmente anche per lo stesso esito. Ma questo lo vedremo.
Intanto facciamoci alcune domande: riuscirà la diarchia dove fallì Syriza nel 2015? Riusciranno Salvini e Di Maio a rompere la gabbia del capitalismo finanziario cui Tsipras dovette piegarsi pur avendo il 62% dei voti al referendum di luglio? Tsipras, che piaccia o no, (a me non piacque) si comportò da persona responsabile. Tentò di proteggere il suo popolo dalla violenza predatoria del sistema finanziario. Che poi ci sia riuscito è un altro discorso, ma fu costretto a piegarsi al volere del più forte.
Salvini non avrà gli stessi scrupoli, anche perché lui sa bene di avere il coltello dalla parte del manico. L’Italia ha un peso economico e politico di gran lunga superiore alla Grecia, e tra il 2015 al 2018 l’Unione Europea si è ridotta a un cadavere di cui resta solo lo scheletro: la governance finanziaria, il sistema di automatismi che hanno depredato la società riducendo i salari, precarizzando il lavoro, abbattendo strutture dello stato sociale. L’Unione Europea è una finzione, un organismo politico che non può decidere niente, un castello di interdizioni reciproche: i nordici interdicono ulteriori cessioni di sovranità, i Visegrad interdicono la redistribuzione dei pochi migranti che arrivano sulle coste del sud. Ma il paradosso europeo consiste proprio nel fatto che, per quanto l’Europa non esista più, nessuno può liberarsi dall’euro e dal sistema di obblighi che esso comporta, chiamato Fiscal Compact e inserito nella Costituzione con un atto di violenza criminale.
Ma perché l’Italia dovrebbe pagare il suo debito ora se negli ultimi dieci anni l’ammontare del debito è aumentato in maniera astronomica proprio perché gli italiani hanno accettato di pagarlo? L’avevamo capito fin dal principio: se paghiamo il debito il debito crescerà, perché l’anno prossimo la produzione si sarà ridotta e l’imponibile si sarà ridotto di conseguenza, e dovremo aumentare il debito per poterlo pagare. Ma la sinistra liberista non ha voluto ascoltare ragioni, ci ha portati a questo punto e ora finalmente scompare.
E poi?
E poi ne riparliamo domani.”

27-5-’18

La Nazione Oscura propone il Nobel per la pace a Kim Jong-un


Il presidente della Nazione Oscura Caotica Lukha B. Kremo, dopo il balletto sul confine dei due leader della Corea, propone all’Accademia svedese, di candidare Kim Jong-un al Premio Nobel per la Pace.

Un azzardo? “Sicuramente molto meno della proposta al nobel per la pace a Donald Trump”, dichiara Kremo.

Workshop di scrittura creativa al Fi.Pi.Li Horror Festival di Livorno


Alla Settima edizione del Fi.Pi.Li Horror Festival di Livorno, che si terrà dal 28 aprile al 1° maggio 2018 presso i locali del Nuovo Teatro delle Commedie e al cinema La Gran Guardia, Lukha B. Kremo terrà il primo workshop su “scrivere un racconto di fantascienza”.

Gli incontri cominceranno alle ore 15 di sabato 28 aprile (fino alle 18) e alla stessa ora domenica 29 aprile presso la sala “Asili notturni”.

Lukha B. Kremo “Premio Urania 2015” e “Premio Robot” 2017, è conosciuto nell’ambito della fantascienza come scrittore ed editore.

Nel corso del workshop incontro con Pee Gee Daniel, autore di “Freakshow” (Premio Kipple 2016) e Linda De Santis, “Premio Urania Short” 2017. A cura di Kipple Officina Libraria.

In Siria un attacco in più del solito


Trump dà il via libera, partito lʼattacco contro la Siria: una pioggia di missili si è abbattuta contro Damasco e altri obiettivi sensibili. Blitz militare condotto assieme in accordo con Emmanuel Macron (Francia) e Theresa May (Gran Bretagna). Usati sia missili Tomahawk che jet militari. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito l’attacco “un atto di aggressione” contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio. Per Putin, inoltre, l’intervento senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu è una violazione del diritto internazionale.

La Terza Guerra Mondiale è finita (meglio, sospesa) con l’elezione di Trump


In questi giorni, dopo la minaccia di Donald Trump di attaccare la Siria (anche quella parte controllata dall’esercito governativo siriano di Assad e da quello russo) campeggiano sui media allarmi di Terza Guerra Mondiale. Noi abbiamo ripetuto questo allarme diverse volte, sopratutto nel 2015 (vedi per esempio qui), sia per la guerra in Ucraina, sia per strane manovre della Nato e dell Russia nei mari europei. Dal 2017 (con l’elezione di Donald Trump), la minaccia viene soprattutto dallo scontro politico tra Usa e Kim Jong-un.

Come è già successo nel recente passato, l’esercito Usa ha già bombardato zone della Siria non di sua diretta pertinenza, e viceversa hanno fatto i russi venendo più volte “a contatto” con gli statunitensi. Ma è bastato  avvisare i luoghi che si sarebbero bombardati. E’ come avvisare un condannato di spostarsi prima di sparare. Una farsa, se preferite.

Quindi niente Terza Guerra Mondiale in Siria, per il momento, ma solo e sempre civili ammazzati perché si trovano al centro della scacchiera.

Caso Sergei Skripal, espulsi dall’Occidente almeno 100 diplomatici russi


Il caso Skripal assume proporzioni sempre maggiori: a venti giorni dall’avvelenamento con il gas nervino dell’ex ufficiale del KGB traditore al soldo dello MI16 (i Servizi Segreti di Londra) Sergei Skripal e della figlia Yulia (al momento ancora in coma), nonché di altre 126 persone del quartiere in modo lieve, probabilmente clienti o personale del ristorante italiano “Zizzi” e del Pub “The Mill” dove avevano bevuto una pinta di birra, a Salisbury in Gran Bretagna, arriva la durissima reazione delle cancellerie di mezzo mondo.

L’Italia, senza governo e internazionalmente “assente”, obbedisce al diktat degli Usa e dell’Ue con l’espulsione di 2 diplomatici russi, nonostante al momento non ci siano le prove di un coinvolgimento governativo russo.

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere: il ministero degli Esteri ha annunciato una “risposta speculare” a breve, di fronte a quello che non ha esitato a chiamare “passo ostile” che avrà “conseguenze”.

*** Putin? Non so, è che siamo allergici al gas nervino…


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXV

giorno 0 germinale 137

  • Siete favorevoli al governo di Vladimir Putin in Russia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Commento: il Governo Oscuro ha respinto il governo di Vladimir Putin per mancata maggioranza.
Il quarto mandato di Valdimir Putin ha quasi convinto il Governo Oscuro all’appoggio per paura di ritorsioni, in quanto molti votanti (in modo ironico, ma nemmeno tanto) sono convinti che l’opposizione a Putin comporti il rischio di essere avvelenato con gas nervini o altri veleni, (e le cronache degli ultimi giorni danno manforte a tali timori). Nonostante ciò la lucidità ha prevalso e il Governo si è astenuto, evitando quindi l’appoggio al Nuovo Zar di tutte le Russia.

Lo zar Putin continua a regnare su tutte le Russie


Vladimir Putin è stato rieletto con oltre il 76,67% dei voti alla presidenza della Russia per altri sei anni, fino al 2024, quando compierà 24 anni di mandato. Soltanto due leader hanno regnato di più: la zarina Caterina II e Joseph Stalin.

Dopo Xi Jinping, la quarta elezione di Putin conferma la tendenza a preferire leader di lungo regno o addirittura vitalizio: ciò è un inquietante segnale che l’addomesticamento delle masse è tornato a livelli pre-democratici.

Ad Afrin nasce il protettorato ottomano in Siria


L’esercito turco e i ribelli siriani pro-Ankara hanno preso il controllo della città curda. Afrin non sarà restituita alla Siria e sarà la capitale del protettorato turco di Siria. Il principio della spartizione. Sono circa 150mila i civili che da mercoledì a oggi sono fuggiti.

Ricordiamo che le forze turche, con avallo della NATO del gennaio scorso, hanno varcato il confine per costituire quel “protettorato” costituito con i ribelli siriani alleati con i jihadisti dell’ex Isis, mentre Erdogan inneggia alla “neutralizzazione dei terroristi” riferendosi all’esercito Kurdo.

La guerra tra terroristi continua, ombra dell’ennesima sfida NATO / BLOCCO RUSSO.

Ultimatum di Theresa May al Cremlino


Ieri la premier Theresa May ha dato un ultimatum alla Russia, chiamata in causa come imputata “altamente probabile” del tentato avvelenamento con un micidiale agente nervino, domenica 4 marzo a Salisbury, dell’ex spia russa Serghei Skripal e di sua figlia Yulia. Sullo sfondo della presunta identificazione della sostanza letale come di un composto affine a quelli della classe “novichok”.

Una vicenda che si colora di nuovi misteri, fra accuse incrociate, sospetti sempre più tenebrosi, minacce ormai incombenti di sanzioni e contro-sanzioni, ombre di rappresaglie diplomatiche e forse non solo.

Il Cremlino definisce “immondizia” – parola del ministro degli Esteri, come “immondizia” – parola del ministro degli Esteri, Serghei Lavrov – le accuse a suo carico.

La Nazione Oscura offre asilo ai rifugiati italiani di sinistra


Dopo la clamorosa debacle del PD (18,7% alla Camera), e di LeU (3,4%) la Nazione Oscura Caotica offre asilo politico a tutti gli elettori di sinistra, con pasti caldi e 30 centesimi di bitcoin al giorno in B&B a 5 stelle. Ok, facciamo 4.

 

Il principe di Torriglia ha sposato un uomo


Torriglia com’è noto fu dichiarato marchesato nel 1547 dall’Imperatore Carlo V, fino al 1760, quando venne elevato a Principato dall’Imperatore Francesco I, e apparteneva alla casata Doria Landi Pamphilj.
I principi di Torriglia furono Giovanni Andrea IV, Andrea IV e Giovanni Andrea V.
Con l’arrivo dei venti rivoluzionari, nel 1797 fu abolita la sovranità e Il Principato di Torriglia fu annesso alla Repubblica Ligure. Nel 1815 il Congresso di Vienna assegnò la liguria ai Savoia e il territorio di Torriglia continuò a seguire le vicende della Liguria fino a oggi (con la parentesi, de facto, della Repubblica Partigiana di Torriglia durante la guerra).
Il titolo nobiliare (non più sovrano) rimase quindi nelle mani dei Doria Pamphili. L’ultimo erede è principe Doria Pamphilj (che attualmente vive in una villa a Roma) che nel 2010 a Londra ha contratto matrimonio con Elson Edeno Braga, di origini brasiliane (ma entrambi hanno passaporto inglese).
Jonathan aveva già due bambini, Emily (nata nel 2007) e Filippo Andrea (nato nel 2008), avuti grazie alla fecondazione artificiale (la cosidetta “maternità surrogata” o “utero in affitto”), figli di Jonathan e di due “mamme surrogate”.
Jonathan con la sorella donna Gesine Pogson Doria Pamphilj gestisce l’intero patrimonio di famiglia, il genovese Palazzo del Principe, la residenza romana di via del Corso, il museo del Collegio Romano e la collezione d´arte antica con opere del calibro di Velazquez, Caravaggio, Raffaello.
Nel 2010 la sorella ha intrapreso un´azione legale contro il fratello insieme al marito Massimiliano Floridi, recentemente ordinato diacono, a sua detta per evitare che il patrimonio “non sia disperso”, secondo le volontà della madre Orietta Doria Pamphilj. Ma il tribunale di Roma non ha voluto accogliere l´istanza di «disconoscimento del certificato di paternità» di Emily dato che è figlia naturale di Jonathan.
Il Presidente della Nazione Oscura Caotica Lukha Kremonj Baroncinj (ora Lukha B. Kremo) ha assicurato che conferirà presto con il Principe di Torriglia Jonathan Doria Pamphilj per congratularsi del suo coraggio.

Cina: Xi Jinping presidente a vita. Più potente di Mao


Il Comitato centrale del partito comunista ha proposto di rimuovere dalla Costituzione la formula che limitava a due mandati di cinque anni l’uno la carica di Presidente della Repubblica Popolare cinese. La notizia è stata data dall’agenzia statale Xinhua e non c’è da dubitare che «la proposta» verrà accolta.
Xi Jinping ha raggiunto gli stessi poteri di Mao Zedong, ed è molto èiù potente, perché ai tempi di Mao la Cina era un gigante povero, mentre ora è la seconda economia del mondo e ogni sua scelta influenza i meccanismi della globalizzazione.

*** Merkel e Schulz? Anche no


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXIV

giorno 21 piovoso 137

  • Siete favorevoli al governo di coalizione Merkel-Schulz in Germania?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Commento: il Governo Oscuro ha respinto il governo di coalizione Merkel-Schulz per astensione.
Altissima astensione e il minimo storico dei votanti, evidentemente la questione tedesca non cambia una virgola lo scenario dell’establishment europeo. Il governo di coalizione da un lato è una garanzia dello spauracchio di frange xenofobe e neofasciste, dall’altro un impedimento alle riforme necessarie.

Il cazzo di Napoleone e quello di Rasputin


Dopo tanto tempo, ci possiamo permettere un argomento veramente importante. Sapete cosa state guardando? Ebbene sì, sono il cazzo di Napoleone Bonaparte e il cazzo di Grigorij Efimovič Rasputin (che avevamo già pubblicato anni fa).
Com’è giusto che sia parlando di argomenti accademici come questi, ciò che conta sono le dimensioni, e qui c’è un netto vincitore. Buona visione.

cazzo di Rasputin

Il pene di Rasputin in soluzione di formaldeide (25 cm circa)

cazzo di napoleone

Il pene di Napoleone in un’elegante teca (4,5 cm)

Nasce l’AvatarCoin. La Nazione Oscura l’adotta insieme al QuagliaCoin


Eccoci al tradizionale appuntamento col post col botto: la Nazione Oscura Caotica (che da quest’anno ha adottato ufficialmente le più importanti criptovalute, vedi) crea l’AvatarCoin, una criptovaluta creata dalla nazione stessa, e l’adotta insieme alle altre criptomonete accettate (vedi elenco) e al QuagliaCoin. Chiunque desiderasse gratuitamente una quantità di 1000 AvatarCoin ne può fare richiesta al Presidente alla mail ufficiale. Questo avviso avrà termine nel momento in cui l’AvatarCoin avrà un valore di mercato.

Vedi gli altri post col botto:

2016: È morto il Signore Iddio
2015: Monumento a Ciano sede di Livorno Città Aperta
2014: Posthuman Pop!
2013: Noam Chomski e la mistificazione della realtà
2012: Se vince Berlusconi la Neorepubblica di Torriglia dichiarerà guerra all’Italia!
2011: Declassate le agenzie di rating!

Discorso di Capo Danno


Il settimo appuntamento del Post col Botto è anticipato al 30 dicembre, che è la data scelta per il Capo Danno Caotico 137 (la regola è che possa essere svolto, di anno in anno, in una data a scelta tra il 23 settembre al 30 dicembre), ed è nientemeno che il Discorso del Capo di Stato Lukha B. Kremo.

Vedi il discorso di Capo Danno del 132 (2012)

Le sanzioni spingono Kim Jong-Un ad accelerare nei test


Secondo gli esperti interpellati dal New York Times, la Corea del Nord deve ancora mettere a punto le tecnologie che permettono a un missile di portare più testate. E il processo per consolidare la capacità di lanciare missili balistici intercontinentali, potrebbe essere accelerato proprio dalle sanzioni Onu, che hanno innescato la corsa contro il tempo di Pyongyang ai test militari, prima che gli effetti si facciano sentire sull’economia.

Nel frattempo la Russia si propone come mediatrice tra Usa e Corea del Nord.

*** La Nazione Oscura adotta il Bitcoin e altre criptovalute


Ufficialmente da oggi 0 nevoso 137 (dopo una fase di sperimentazione di 6 mesi, da giugno 2017), la Nazione Oscura Caotica adotta le seguenti criptovalute: Bitcoin, Bitcoin Cash, Ripple, Litecoin e Ethereum.

La Nazione ha sempre seguito la filosofia dell’utilizzo degli strumenti che adopera il potere stesso (lo Stato, appunto, ma anche la Finanza) con intenti sia parodistici, sia satirici, sia di antagonismo “dall’interno”, secondo noi il più efficace strumento di lotta sociale e politica.

Nel 2017 il Bitcoin ha superato il 1000% di rialzo (quindi il capitale è stato decuplicato), altre criptomonete hanno visto aumenti  del 250% giornalieri (sic).

La decisione è presa nella certezza dell’esplosione della bolla speculativa, che farà guadagnare la nuova lobby (soprattutto asiatica) anarco-capitalista e perdere i soliti piccoli investitori smarriti, ma anche nella consapevolezza delle possibilità, fino al momento dell'”esplosione”, di far parte di questa minoranza di fortunati (ma il tempo si riduce sempe di più e bisogna affrettarsi per non trovarsi nel secondo gruppo!)

I Ministri e le figure istituzionali che lo desiderano e che hanno un portafoglio saranno pagati il corrispondente di 5 euro nella criptovaluta desiderata.

 

E sono 13! La Nazione Oscura Caotica diventa teenager


Alla mezzanotte di stasera la Nazione Oscura Caotica compie ben 13 anni!
Era il solstizio del 2004 quando infatti il presidente Lukha B. Kremo, allora Lukha Kremo Baroncinij, dichiarava l’Indipendenza della Nazione Oscura Caotica, dopo averlo fatto pubblicamente il 18 dello stesso mese alla Cueva di Milano. Il progetto in realtà era cominciato a maggio e a settembre 2004 era stata dichiarata “l’autonomia”.

La micronazione, nata come Nazione Kaotica Kipple Avatar Obscura Societas, nel 2009 ha assunto la denominazione di Neorepubblica di Torriglia, e nel 2014 diventa una Federazione di micronazioni con il nome di Nazione Oscura Caotica che riunisce la Neorepubblica di Torriglia a Livorno Città Aperta. Capito?

La Nazione Oscura Caotica ha visto ben 4 Legislature:

I Legislatura (2004-2009), chiamata a posteriori Curtoni I, in onore di Vittorio Curtoni, all’epoca nostro Ministro.

II Legislatura (2009-2011), chiamata Ad interim (o Torriglia I) perché ridotta e provvisoria.

III Legislatura (2011-2016), chiamata Kremo I.

IV Legislatura (2016-attuale), chiamata Kremo II.

Palestinesi in rivolta a Gerusalemme, 4 morti


4 morti e 75o feriti nelle rivolte a Gerusalemme per le proteste contro la politica del presidente americano Donald Trump per la nuova capitale di Israele.

Trump, dopo aver acceso la miccia, ha lanciato un appello alla calma e alla moderazione. Che sia lui io prim a seguire il proprio appello!

La Nazione Oscura riconosce il Texas come parte del Messico


Il presidente Donald Trump ha annunciato uno spostamento della politica estera in base al quale gli Stati Uniti avrebbero riconosciuto ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele, mettendo in moto un piano per trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

In risposta al riconoscimento da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di Gerusalemme come capitale israeliana, l’Autorità Nazionale Palestinese ha annunciato che riconoscerà il Texas come stato del Messico da quando è stato violentemente annesso dagli Stati Uniti negli anni Quaranta dell’Ottocento.

La Nazione Oscura l’ha appena fatto.

Prodromi di guerra nel Sinai


La strage della moschea Sufi di Bir al-Abed, a ovest della città di Arish, nel Sinai settentrionale (bilancio ufficiale: 305 morti di cui 27 bambini, 128 i feriti) non ha motivazioni religiose ma di controllo del territorio: il “Califfato del deserto” ha inteso punire le tribù che avevano stretto un patto con il presidente-generale Abdel Fattah al-Sisi.

Infatti, dopo aver perso Raqqa e Mosul, l’Isis vuole fare del Sinai la nuova capitale del “Califfato”.

Ieri raid aerei sono solo l’avvisaglia della guerra del Sinai, all’indirizzo dei miliziani Isis del Sinai.

Mladic codannato per crimini contro l’Umanità


Il Tribunale internazionale per i crimini di guerra (Tpi) dell’Aja ha condannato Ratko Mladic all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Nell’estate del 1995, tra il 6 e il 25 luglio, le milizie serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic, con l’appoggio del gruppo paramilitare degli “Scorpioni”, penetrarono in quella che ormai da due anni avrebbe dovuto essere una zona protetta da parte delle Nazioni Unite. Dopo un assedio durate alcuni giorni, le forze ONU comandate in loco dal colonnello olandese Thom Karremans e coordinate a Sarajevo dal Generale Janvier furono incapaci di rispondere all’attacco dei serbo-bosniaci. Mladic entra a Srebrenica l’11 luglio. Il giorno dopo inizia l’operazione di pulizia etnica: le donne e i bambini vengono separati dai maschi di età tra i 12 e i 77 anni che vengono catturati formalmente per essere “interrogati per sospetti crimini di guerra”per essere poi massacrati.
Felici di questa condanna, non possiamo evitare di far notare la corresponsabilità dei reparti ONU e degli Stati Uniti d’America, che rifiutarono d’inviare rinforzi e persino un attacco aereo per bombardare le posizioni serbe.

Sorteggeremo i condannati a morte


Dopo l’entusiasmante stratagemma europeo per la scelta della nuova sede dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che dovrà lasciare Londra in seguito alla Brexit, la Nazione Oscura ha deciso di adottare lo stesso sistema.

In pratica la sede è stata scelta sorteggiando tra due palline con il nome delle città. Ha vinto Amsterdam (ai danni di Milano) la città che nei ballottaggi precedenti aveva sempre perso o pareggiato: un grande risultato! La Nazione Oscura sceglierà in questo modo la sede della prossima ambasciata, e si prefigge in futuro di scegliere politici, magistrati, soldati, contribuenti, carcerati e condannati a morte. Il sorteggio, infatti, ha qualcosa di divino, perché la casualità non è assolutamente controllata dall’uomo.

Facciamo i complimenti a quest’Europa che si piega agli dei della fortuna, come si faceva con i condannati e le steghe qualche secolo fa.

I disordini dello Zimbabwe


Nella notte tra martedì e mercoledì Robert Mugabe (93 anni), uno dei capi di stato al potere da più tempo in tutto il mondo, e sua moglie Grace erano stati presi in custodia ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, su ordine del capo dell’esercito, Costantino Chiwenga: l’obiettivo dell’intervento, a quanto se ne sa, era quello di evitare che alla morte del presidente il potere passasse a Grace Mugabe, e di favorire una transizione pacifica.

Negli ultimi due giorni si sono tenuti diversi negoziati a porte chiuse tra Mugabe, esercito, e rappresentanti del governo sudafricano e della Chiesa cattolica, ma finora non è stato annunciato alcun accordo.

Rivoluzione silenziosa in Arabia Saudita?


Il 4 novembre undici prìncipi, quattro ministri e altri di ex ministri dell’Arabia Saudita sono stati arrestati da una “commissione anti-corruzione” nata appena poche ore prima. In mattinata si era dimesso il primo ministro del Libano, appoggiato da tempo dall’Arabia Saudita. Il giorno dopo il figlio dell’ex principe ereditario è morto insieme in un misterioso incidente in elicottero. La persona attorno a cui ruotano tutte queste notizie è Mohammed bin Salman, figlio del re, ministro della Difesa e principe ereditario dalle idee innovative e radicali. Egli ha 32 anni e si è guadagnato una certa visibilità, presentando il documento “Vision 2030”, un grande progetto per ridurre progressivamente la dipendenza dell’economia saudita dall’estrazione del petrolio, mentre il re Salman, 81 anni, è sempre meno coinvolto nelle decisioni di Stato. L’applicazione del piano, che prevede anche una maggiore apertura del paese, ha subito un’accelerata: si sono tenuti alcuni eventi prima proibiti, come concerti e proiezioni di film, ed è stata annunciata l’abolizione del divieto delle donne di guidare e ad assistere a eventi sportivi dal vivo. Mohammed bin Salmanha ha annunciato l’intenzione di reintrodurre «un Islam tollerante e moderato, che sia aperto al mondo e a tutte le religioni».

Gli arresti di sabato sono considerati da molti una “purga” compiuta da MbS nei confronti di oppositori e possibili avversari per il trono, il passaggio finale per assicurarsi sia l’applicazione di “Vision 2030” sia l’ascesa al trono.

 

Puigdemont ha perso


In risposta al nostro stesso articolo Rajoy ha perso, ecco come si può ribaltare una situazione.

La notizia di oggi, infatti, che il presidente destituito della Catalogna Carles Puigdemont (attualmente in Belgio) non tornerà né a Barcellona né in Spagna a farsi interrogare è una palese dimostrazione di debolezza. Come del resto andare a elemosinare solidarietà all’Europa. Dopo il grave errore del governo spagnolo di ribattere con la violenza al referendum della Catalogna, soltanto un errore piùgrande poteva ribaltare la situazione.

Ora la Catalogna non è regredita a regione non autonoma, e lo resterà fino alle elezioni di dicembre, che potrebbero addirittura lasciare le cose come stanno, con un danno per la regione catalana senza precedenti.

Complimenti a tutti i politici spagnoli, che confermano la loro inadeguatezza (dopo che ci sono volute DUE elezioni per formare un governo).

Per il momento, quindi, la Nazione Oscura Caotica non interromperà le relazioni diplomatiche col governo spagnolo e l’Ambasciata di Spagna e delle Terre Africane rimarrà operativa.

*** Catalogna: è autodeterminazione? Noi non lo sappiamo


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXIII

giorno 8 brumaio 136

  • Siete favorevoli all’Indipendenza della Catalogna [Catalunya]?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Commento: il Governo Oscuro ha respinto la dichiarazione d’Indipendenza della Catalogna per Astensione.
Il governo non ha dubbi nell’anteporre l’autodeterminazione dei popoli davanti alle decisioni unioniste calate dall’alto. Detto ciò non è affatto sicuro che l’Indipendenza dichiarata dal governo di Carles Puigdemont sia il volere effettivo del popolo catalano. Infatti il referendum non ha raggiunto nemmeno la metà degli aventi diritto di voto e si è svolto in un clima teso e fuori dalle regole. Il Governo Oscuro è pertanto per indire Nuove elezioni in Catalogna per verificare la vera volontà dei cittadini catalani, che è la primaria nostra preoccupazione.

Tramonti postmoderni nel nord che brucia: governo ladro!


Da un paio di giorni si registrano nei cieli del Norditalia dei tramonti dai colori stupefacenti e iridescenti. Lo scrittore Don DeLillo li definiva “tramonti postmoderni” perché figli dell’inquinamento. Ma qui non c’è solo l’inquinamento arrivato a livelli da sterminio, ma un’intera valle che sta bruciando. La Val Susa.

E voi lo sapete che siccome il governo ha incorporato dall’oggi al domani il Corpo Forestale nei Carabinieri (obbligando chi vi lavorava a portare una divisa e un’arma alla faccia della propria etica personale), ora ci sono dei mezzi antincendio per incendi boschivi e montani inutilizzabili per motivi burocratici? Sì, si senta responsabile il Governo per questo fantastico spettacolo di Fine Mondo.

Happy And of the World.

Germania, anno zero del nuovo nazismo?


Il 4 settembre 2015, la cancelliera Merkel ha aperto i confini a un milione di profughi, quasi tutti siriani. E moltissimi tedeschi si sono infuriati. Sono quei milioni che la settimana scorsa hanno votato per Afd (Alternative für Deutschland), il partito dell’estrema destra che ha fatto irruzione in Parlamento conquistando quasi 100 seggi, sottraendo un milione di voti alla Cdu, mezzo milione all’Spd e un altro mezzo milione alla sinistra (la Linke).
Da un punto di vista sociologico ed economico, l’integrazione di un milione di rifugiati è una cosa fattibile. Ma le ripercussioni emotive, le paure che alcuni tedeschi oggi percepiscono rispetto ai migranti, amplificano questo compito e lo rendono cassa di risonanza per le nuove destre che, come Alternative für Deutschland, hanno cavalcato il senso di insicurezza dei cittadini.
Questo effetto non era da sottovalutare. Non solo nell’ex-Germania Orientale, ma anche nei Paesi dell’ex blocco sovietico, dove il mito dell’internazionalismo proletario si rovescia oggi nel più crudo nazionalismo e in accessi di xenofobia e antisemitismo, creando una sorta di Internazionale Nera.

Rajoy ha perso


Mariano Rajoy ha definito il referendum come una “sceneggiata”. “Non si è svolta alcuna consultazione” ha precisato. Il governo di Madrid si sente “vincitore”.
Ma analizziando meglio la cosa, possiamo tranquillamente dire che il governo centrle spagnolo ha PERSO.
I Paesi Baschi hanno da poco ottenuto una forte autonomia, questo ha sopito i loro desideri indipendentisti. Diversamente, le richieste di autonomia catalane sono state più volte negate e diverse consultazioni ignorate. Il governo catalano ha così deciso di indire il referendum per l’Indipendenza, vincolato (se vincesse il sì) alla dichiarazione d’indipendenza. Il primo errore del Governo Centrale spagnolo è proprio quello di aver permesso di essere arrivati a questo punto. Ascoltando le ragioni basche e non quelle catalane, ha avallato di fatto l’azione violenta del terrorismo organizzato dell’ETA (indipendenteisti baschi). Il secondo errore è stato quello di intervenire militarmente con la violenza per impedire la consultazione popolare. Un governo forte, avrebbe concesso blande autonomie alla Catalogna (per esempio inserendo il catalano come lingua ufficiale di tutta la Spagna a fianco del castigliano) e invece si è cercato lo scontro. I catalani hanno improvvisamente scoperto il vero volto del Governo Centrale di Madrid, che utilizza la repressione per evitare il dialogo.
La Comunità Europea non ha ancora rilasciato comunicatoi ufficiali ma, nonostante l’illegalità palese della consultazione, parte dei singoli governi europei ha condannato le violenze della Guardia Civil spagnola. E questo è il primo indizio della bruciante sconfitta del Governo Centrale che ora sarà costretto a concedere molto di più alla Catalogna, se non addirittura la stessa Indipendenza (che non tutti i catalani desiderano).
La Spagna dimostra ancora una volta (come recentemente incapace di formare una coalizione di governo dopo le elezioni) la sua incapacità politica, ovvero diplomatica e di dialogo, scegliando la strada delle concessioni per violenza (ETA dei Paesi Baschi), o le violenze contro il popolo pacifico (Catalogna). Altro che vittoria, addio Rajoy.

Oggi Kurdistan al voto


Si sono aperte nel Kurdistan iracheno le operazioni di voto per lo storico referendum sull’indipendenza. Le conseguenze del voto sono imprevedibili, sia per l’Iraq che per gli altri Paesi dell’area, a cominciare dalla Turchia. Sono chiamati al voto 5,3 milioni di elettori, tra cui i cittadini nella provincia contesa (e ricca di petrolio) di Kirkuk. Ankara minaccia un intervento militare, Baghdad invia le truppe federali.
Notiamo come ne parlino TUTTI i media eh… (ironico).

Parte l’imperialismo cinese, prima base militare in Africa


La Cina avrà la sua prima base militare permanente all’estero, precisamente a Gibuti, nel Corno d’Africa.

La tv cinese ha trasmesso le immagini dei marines a bordo di navi militari in partenza dalla città orientale di Zhenjiang, e anche la stampa nazionale – controllata dal Partito comunista – ha dato ampio spazio alla notizia. L’apertura della prima base militare cinese all’estero è uno sviluppo molto importante per capire la politica estera della Cina promossa dal suo presidente, Xi Jinping, e ha implicazioni rilevanti anche per quei paesi che sono preoccupati di un’eccessiva espansione degli interessi cinesi in Asia e in Africa, per esempio l’India.

Quella cinese è una strategia che è stata definita del “filo di perle”, cioè una serie di investimenti in infrastrutture – soprattutto commerciali ma anche militari – estese dal territorio cinese fino al Sudan, nell’Africa orientale. L’apertura della base militare a Gibuti è stata vista da alcuni degli stati rivali della Cina, soprattutto l’India, come un’altra delle “perle” di questa strategia, che sta aumentando i timori che il governo cinese sia intenzionato ad avviare una politica estera molto più aggressiva di quella adottata finora.

Mayexit e gli scricchiolii del populismo nazionalista e radical chic


Nel Regno Unito il governo May mostra tutta la fragilità uscita dalle elezioni. Per l’ex ministro delle Finanze George Osborne la premier si trova nel corridoio della morte. Metà dei britannici chiede le sue dimissioni, un quarto vede con favore Boris Johnson primo ministro.

La Francia conferma una forte spinta al nuovo presidente Emmanuel Macron. Il suo  partito “En Marche!” esce nettamente e clamorosamente in testa alle legislative.

In Italia crollo del M5S sembra mostrare che il partito di Beppe Grillo oggi è un movimento di protesta verticistico, incapace di produrre una classe dirigente locale e di raccogliere consenso sul territorio. È una creatura effimera, alimentata dalla sovraesposizione mediatica e dal compiaciuto appoggio che riceve da giornali ed editori.

Primo effetto della visita di Trump a Riyad: terrorismo in Iran


La visita di Donald Trump a Riyad, in Arabia Saudita, avvenuta il 21 maggio scorso, a omaggiare la teocrazia assoluta dei Saud, dittatura senza eguali che fa eccezione alla bandiera dell'”esportazione di democrazia” tanto sventolata dagli Usa contro Iraq, Afghanistan, Corea del Nord, eccetera (reverenza del resto emulata da tanti leader occidentali, tra i quali Matteo Renzi), è passata nei media occidentali come “la visita in cui Melania Trump non ha indossato il velo”. Oltre alla sciatteria (forse volontaria), bisogna dire che i media non hanno saputo dirci cosa si siano veramente detti.

Ma si è scoperto il 6 giugno, quando 6 paesi arabi capeggiati dai Sauditi e dall’Egitto (successivamente seguiti da altri) hanno messo al bando il Qatar, con la motivazine (davvero ridicola) dell’appoggio qatarino al terrorismo (quando tutti sappiamo, e non lo hanno nemmeno negato, che sono i sauditi a finanziare l’Isis).

Il Qatar è un regno a prevalenza sunnita, ma con forte presenza sciita, e spartisce con l’Iran uno dei più grossi giacimenti di gas naturale del golfo Persico, nonché è uno dei paesi più ricco al mondo, al pari del Kuwait. La costante presenza militare degli Usa nel Qatar rende le cose ancora più ambigue. Ma la contrapposizione Sauditi/Iran ha prevalso. Ci si chiede allora se Trump ci sia o ci faccia, cioè se si è ingenuamente fatto persuadere dai Saud, o se sotto l’aspetto naive nasconde una strategia (quale? usare il terrorismo, proprio ciò che dice di voler combattere). Questa riflessione che stavamo elaborando (era già stata accennata ieri sul profilo Fb di Lukha B. Kremo), non è uscita in tempo perché già oggi siamo costretti ad assistere alle prime conseguenze.

L’Isis, che si sente forte dell’accordo Usa/Saud, attacca l’Iran con kamikaze e sparatorie al Parlamento e al Mausoleo di Khomeini. Ormai circondata in Siria (proprio in questi giorni c’è l’attacco finale su Raqqah), prova la strada dell’Iran.

I miei personali complimeti vanno a: Trump, paladino dell’antiterrorismo che fomenta il terrorismo, i leader occidentali, che nulla fanno per opporsi a politiche internazionali irresponsabili e naturalmente tutti coloro che li hanno votati e che sono contro l’Isis. Se volete combattere veramnte l’Isis mandate al governo uno che rompa le relazioni internazionali con l’Arabia Saudita. Altrimenti andate al supermercato e… buna fortuna!

Allah è Grande: il Ramadan dell’Isis


Ecco la nuda croncaca degli ultimi giorni :

23 maggio: Manchester, attentato al concerto di Ariana Grande al Manchester Arena: 22 morti e 59 feriti.

31 maggio: Afghanistan, camion bomba a Kabul nel quartiere delle ambasciate: 80 morti e più di 300 feriti.

1 giugno: Kabul, 20 morti e 87 feriti in una triplice esplosione durante il funerale del figlio del vicepresidente del Senato, Alam Ezidyar.

2 giugno: Londra, sul London Bridge un pulmino ha investito i passanti. Altri civili accoltellati a Borough Market. 7 morti e circa 50 feriti.

Kim Jong-un annuncia un pacco regalo per gli Usa


La Corea del Nord rivendica con successo il lancio di ieri di un missile balistico a corto raggio supervisionato direttamente dal leader di Pyongyang, Kim Jong-Un.
“Gli yankee dovrebbero essere molto preoccupati e i gangster dell’esercito marionetta sud-coreano saranno sempre più scoraggiati” ha affermato Kim Jong-un.
Il Ministero degli Esteri di Pechino, ieri, aveva chiesto a Pyongyang di creare le condizioni per una ripresa del dialogo. La situazione nei rapporti con il regime di Kim Jong-Un, e’ stata oggetto della visita a Tokyo del più alto diplomatico cinese, Yang Jiechi. Yang ha incontrato ieri il consigliere per la Sicurezza Nazionale giapponese, Shotaro Yachi, con cui ha discusso delle questioni che dividono i due Paesi, in particolare le rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mare Cinese Orientale, e della Corea del Nord.

Iran, vince Rohuani, no al ritorno al Medioevo


Il 70 per cento degli elettori iraniani (56 millioni gli aventi diritto) si è mobilitato per un’elezione presidenziale delicatissima. Rouhani ha ottenuto 23,5 milioni di voti (53,3%) e ha vinto le elezioni. Con Hassan Rouhani si erano schierati i riformisti, i moderati, i liberali, i giovani e le donne delle città, i ricchi di Teheran Nord e i professionisti che vogliono che il paese continui ad aprirsi all’Europa e al mondo. Dall’altra c’era Raisi, un religioso come Rouhani, ma espressione della parte più conservatrice del paese e del clero. L’uomo era sostenuto dalla guida suprema ayatollah Alì Khamenei, dal clero conservatore, dagli apparati dello “Stato profondo” iraniano, le Guardie della rivoluzione, la milizia dei Basiji.

*** Tra Macron e Le Pen meglio un lustro di panarchia


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXII

giorno 19 fiorile 136

  • Siete favorevoli al governo di Emmanuel Macron in Francia?

Il Governo Oscuro ha votato così:


Commento: il Governo Oscuro ha respinto il governo di Emmanuel Macron per astensione.
Decisivo il ballottaggio con Marine Le Pen, che ha portato i votanti verso l’astensione o a un timido appoggio per evitare il peggio. Ma la coerenza ha trionfato e il Presidente si augura invece un bel quinquennio di panarchia (Da Wikipedia: Il panarchismo è una filosofia politica che enfatizza il diritto di ogni individuo a unirsi liberamente e lasciare la giurisdizione di qualsiasi governo abbiano scelto, senza essere forzati a trasferirsi dalla loro attuale localizzazione).

Venezuela: inflazione al 700%, rischio guerra civile


Non si fermano e non si placano le proteste in tutto il Venezuela. Da quasi un mese le strade e le piazze di Caracas e di altre città sono teatro di pesanti scontri tra i cittadini, le forze di polizia e la Guardia Nazionale. La popolazione è esasperata, perché dappertutto ormai mancano cibo e medicinali, con le farmacie e gli ospedali che non dispongono più neanche dei farmaci più elementari, l’inflazione ha raggiunto il 700%.
Maduro ha annunciato lo stato di emergenza fino a luglio, rinnovabile, e che l’esercito metterà sotto sequestro le industrie che hanno interrotto la produzione per mancanza di materie prim (Come se la produzione venisse interrotta per motivi politici e non perché mancano i dollari per importare materie prime fondamentali).
Manifestazioni pro e contro il governo si sono succedute in queste settimane, ma senza scontri di piazza. Si sono avute notizie di tafferugli per fare incetta di cibo o di malcontento per le interruzioni di elettricità.