Kim Jong-un: piani trisettimanali?


Kim Jong-un torna in pubblico partecipando a una riunione del Partito dei Lavoratori. Anche questa volta lo fa 21 giorni dopo l’ultima apparizione, tre settimane. In questo caso Kim ha sottolineato ancora una volta il brillante successo della Corea del Nord nella lotta contro il Covid-19. Accade da quando era improvvisamente sparito dalle scene tanto che si rincorrevano voci sulla sua morte. E certamente una cosa significa, i media Occidentali hanno poche notizie da dare e molto tempo a elucubrare strategie occulte del nemico di turno.

La nuova disperazione sociale


Nel sito Milano in Movimento (milanoinmovimento.com), che ringrazio e vi invito a visitare, sono stati pubblicati i testi di alcune delle migliaia di chiamate arrivate ai centralini delle Brigate Volontarie per l’emergenza in questi mesi di epidemia, che sono stati letti pubblicamente sabato 20 giugno, a Milano, nella piazza sotto la Regione. Li riportiamo:

Lei ha ottantatré anni, in casa è da sola, lavorava alla Scala di Milano, nei camerini. Dice che la pensione non le basta neanche per pagare l’affitto e che deve aiutare i figli che sono via da Milano e sono senza lavoro da così tanto che non se lo ricorda neanche più l’ultima volta che hanno preso lo stipendio. E che però la cosa che le pesa di più è che lei è sempre sola.

Vive sola, ha 41 anni è in cassa integrazione che ancora non arriva, da marzo non lavora e già prima il lavoro era poco, ma adesso non c’è più. Signorina se venite io non posso alzarmi dal letto, sono sola, con l’ossigeno, però sto al piano rialzato e se potete la spesa me la dovreste portare proprio qui…

L. faceva le pulizie, sua moglie la domestica ma adesso li hanno lasciati a casa. In famiglia sono in 5, c’è anche il genitore anziano, e due figli. Dovrebbero seguire la scuola, ma il computer a casa non c’è e neanche la connessione. La casa è piccola, il nonno non si alza dal letto e nella stanza c’è lui e i due figli e non c’è posto dove stare.

Da tre mesi non lavora, la ragazza è senza documenti, a casa c’è sua mamma che non si alza e non cammina e ha dolori tutto il giorno. Senza documenti adesso un lavoro chi glielo dà? Neanche il dottore si fida a chiamare adesso.

In casa siamo due trans, adesso non si lavora più. Via Arquà, via Clitumno…prima c’era il parchetto di via Mosso. Poi hanno tolto anche quello. Ma ci si spostava. Adesso il lavoro è finito. Tutti hanno paura. Che nome vuole scrivere, quello sulla carta d’identità o quello mio da trans? Quello che vuoi, quello con cui vuoi essere chiamata…

Via Catullo un’altra via che ricorre… Famiglia di quattro persone, senza lavoro, la moglie incinta. Famiglia di sei persone prima lavoravamo, ora aspettiamo la cassa integrazione, mia moglie lavorava in nero faceva le pulizie, adesso in casa non la vogliono più, perché la padrona ha paura…

Mi chiamo S. non lavoro da tre mesi, in casa siamo tanti lavoravo solo io, ho l’asma è difficile respirare…anche mia mamma vive con me.

In casa siamo tre uomini, da dicembre nessuno di noi lavora, lavoravamo nei cantieri a volte sì e a volte no e da quando è scoppiato il Covid siamo a casa tutti e tre. Prima riuscivamo a mandare i soldi a casa, adesso siamo in tre e non bastano neanche per noi. Tre uomini in casa che non lavorano, è triste, ti deprimi e ti senti inutile, una nullità. N. però dice che appena si mette a posto col lavoro anche lui può aiutare e dare una mano…

Sono peruviano, mi chiedi il citofono? Non c’è niente sul citofono, perché io qui ho solo un posto letto, siamo in tanti, prima col lavoro eravamo sempre tutti fuori, adesso siamo tutti qui in casa senza niente da fare, senza lavoro siamo disperati ed è tutto molto triste.

Madre anziana con figlio invalido, sono pensionata, sono vecchia e mio figlio è disoccupato, è una pena vederlo sempre a casa, gli offrivano solo cose in nero e adesso non cerca neanche più, perché alla sua età e malandato com’è non lo vuole nessuno.

E’ dura ora… è sempre stata dura ma adesso ancora di più. Io sono invalido al 90%, sono solo con mia moglie. Il codice? Aspetti che non ho niente da scrivere, sono per strada chiedo, signore può scrivere lei per me che io non ce la faccio

Siamo in due e una ragazzina di dieci anni. Siamo invalidi tutti e due. Io ho un’invalidità del 78% e siccome sei sotto la percentuale giusta non ho assolutamente nulla, il REI non è ancora arrivata e tiriamo avanti con i 200 euro dell’altra invalidità…

Io ho perso il lavoro, mio figlio è invalido, va al Cps, gli hanno anche sospeso il REI, non ce la facciamo davvero più.

Sì signora, abitiamo nelle case popolari, siamo in sei in casa, mio marito è in dialisi e il mio bambino è disabile, è invalido.

Siamo in cinque in casa, mio marito è in cassa integrazione che ancora non è arrivata, io ho sessantatré anni, ci sono i miei figli disoccupati e mia cugina che non ha il permesso di soggiorno e adesso ha ancora più paura ad uscire.

Sono disoccupata e oltre al lavoro ho perso anche la casa, perché l’affitto non lo potevo più pagare e mi hanno buttata fuori. Adesso vivo da un’amica che quasi non lavora neanche lei.

Ho 80 anni e vivo al Corvetto, io ho fatto un ictus e adesso faccio fatica a camminare. Qual è il mio citofono? Qua son tutti rotti i citofoni non ne va uno, e se metto la targhetta col mio nome il giorno dopo me l’hanno tirata via… la cosa più difficile è vivere da solo adesso è ancora più dura. Bisogna prenderla come viene la vita, io queste qui le chiamo le case del manicomio, è un guaio vivere qui, qui cade tutto a pezzi.

Abito nelle case popolari, sono sola, mio marito è scappato, se n’è andato via ma non mi interessa niente, tanto non lavorava neanche lui, però adesso io qua non ho niente.

Viviamo nelle case popolari, da quattro anni non lavoro, mia moglie è disabile e a volte c’è anche mio figlio che vive con noi, è separato e un posto dove stare non ce l’ha.

A Ponte Lambro è difficile, è un disastro, qui non ci arriva nessuno e cade tutto a pezzi. Io non lavoro, sono separato mia moglie se n’è andata via, vivo con mia figlia una ragazzina di dieci anni, ma come cresce una ragazzina con niente e a vedere tutto questo disastro qui?

Case popolari, Ponte Lambro. Una figlia disabile in carrozzina. Nessuno di noi lavora. Citofono? Qui i citofoni sono tutti rotti.

Sono vedovo e pensionato, ma adesso in casa siamo in cinque perché c’è mio figlio, la sua compagna che viene dalla Moldavia e suoi figli che erano venuti qui a trovare la madre, dopo tanti anni che non la vedevano. Adesso col coronavirus sono tutti bloccati qui, nessuno si può muovere, di lavoro non ce n’è, la compagna di mio figlio faceva la badante in nero e adesso non la vogliono più. Siamo in cinque nessuno che lavora e in Moldavia non ci possono neanche tornare.

Parla un italiano stentato, è difficile capire nome e cognome. Vivono da un conoscente perché la casa l’hanno persa col lavoro, la moglie è in dialisi e ha preso il Covid ma ancora non le hanno fatto il tampone e in più ci sono i due figli.

Un anno e mezzo fa mi hanno fatto un intervento alla colonna vertebrale, poi di lavoro non ne ho visto più, ora anche la disoccupazione è finita e da gennaio non entra più niente.

In casa siamo sette persone, non abbiamo niente, nessuno lavora, potete mandare anche qualcosa per le pulizie perché neanche quello abbiamo. Ci sono due bambini e abbiamo bisogno di pannolini, ma di shampoo mettetene tanto perché qui siamo in sette e ci dobbiamo lavare tutti…

S. dice che in casa sono in sei, quattro adulti e due minori. Da come parla dopo un po’ si capisce che lui è uno dei due, la sua voce è tristissima.

Urgente, come tanti ormai. Sono quattro adulti, il papà è invalido, poi sua mamma e suo fratello disoccupato, nessuno lavora. Però chiede un favore, siccome ha problemi ai reni e non riesce a portare i pacchi se la spesa si può portare davanti al portone…

Due adulti e due bambini, lei la mamma è da febbraio che non lavora, faceva le pulizie e faceva la badante. Adesso però la padrona ha paura e non la chiama più, forse qualcosa dopo l’estate chissà. Ma intanto di cibo non ce n’è più. Nessuno si aspettava questa situazione, questa tragedia qua…

La bambina è appena nata, non l’ho mai fatto ma adesso devo chiedere aiuto, mio marito è stato licenziato, siamo rimasti senza niente, ho bisogno di pannolini e latte in polvere che il mio con tutto questo stress mi è quasi andato via. I soldi non li abbiamo più neanche per pagare l’affitto.

La signora piange. Sono in due adulti più la sua mamma e tre figli. Lei faceva la domestica, da febbraio licenziata, suo marito costretto a prender ferie ma uno stipendio non lo vedono da mesi.

Qui di lavoro non ce n’è assolutamente più. L’altra notte alle tre sono andato al mercato, pagano tre euro e cinquanta all’ora per scaricare le cassette, che mi si spacca pure la schiena alla mia età, ma niente neanche quello. La crisi è grande davvero, e mi sale un’ansia terribile che è difficile tenere a freno.

Chiama il signor R. e dice io sono il vicino, chiamo io perché ogni tanto l’aiuto e adesso non so più a chi rivolgermi. Questa mia vicina è una signora marocchina e l’italiano lo sa poco. Il marito non c’è, è in carcere, tre bambini dice che non sono tanto a posto e che l’assistente sociale glieli vuole portare via. Adesso il signor R. è preoccupato perché i bambini fanno sempre confusione e i vicini stanno urlando contro la signora. Per favore bisogna far qualcosa in fretta…

N. viene dal Brasile, è qui da tanti anni e ha sempre lavorato, sempre nei cantieri, sempre in nero. Ora da quando è iniziato il Covid ha chiuso tutto e di lavoro non se ne vede e chissà per quanto e loro che erano in nero ora non hanno neanche la cassa integrazione, non hanno nulla. Non ho mai chiesto niente ma adesso faccio proprio fatica. Però dice ha la patente C e guida i camion e se abbiamo bisogno per le consegne appena si riprende un po’ lui a dare una mano c’è.

Case popolari vicino a piazza Selinunte, lo chiamano il quadrilatero, “se potete consegnare la mattina che il pomeriggio esco per cercare il lavoro che non c’è”. In casa due uomini: un uomo solo che ospita un ragazzo che vive in strada… “ora do anche il suo cellulare nel caso non ci fossi io. Che nome metto? Metti M. lui non si chiama proprio così, ma il suo nome italiano è questo…”

Chiamo dal Giambellino, noi siamo tre adulti, ma soprattutto chiamo per la mia vicina, sono marito e moglie e adesso il figlio a casa agli arresti domiciliari. Son disperati che il figlio a lavoro poi non lo vorrà più nessuno… Mandategli in fretta qualcosa perché loro sono davvero senza niente, io un po’ posso aspettare, ma loro no

Lui queste vicine le conosce da tanto, sono due bravissime signore dice, ma non hanno proprio niente, vengono dalla Moldavia e mi dice i loro nomi che suonano di russo. Chiama lui perché loro sono sorde e quando portiamo la spesa dovremmo citofonare, perché il citofono lo vedono, ma il telefono quello no…

Chiama una signora con accento latinoamericano. Chiama per ringraziare, perché non è solo la spesa è il non sentirsi abbandonati e trattati come persone, non come un peso che sembra che sia colpa tua che non lavori. Adesso però non chiama per lei, ma per la sua amica che è appena arrivata dall’Ecuador e sperava di lavorare e invece con questa pandemia è a casa senza niente.

Il cognome tradisce l’origine brasiliana. Racconta che è qui dal ’93, che non ha mai chiesto niente neanche quando era appena arrivata, mai neanche la disoccupazione. Ora l’ha chiesta a gennaio, ma non è mai arrivata. E io come mangio?

Ci sono quelli con il cognome lunghissimo… Wurnukulasuryia, Mihindukulasuryia, Weerapperruma… Lì il gioco dello spelling improvvisamente si inverte. Ora siamo noi a non capire più e a doverci fare guidare lettera per lettera per scrivere quei nomi che si portano dietro mondi. Ogni lettera è una conquista a trovare una lingua comune, a trovare città che siano immagini e case e strade per tutti e due. Che se L come Livorno suona come un mistero, io mi perdo in S come Sharisabari… L come lavoro, E come Europa…

Una volta la mamma passa direttamente suo figlio, un bambino che al massimo starà facendo la prima elementare. E allora A come albero C come cane… Ma vai a scuola? Sì, la scuola con il telefono, risponde. E che libri ti piacerebbe avere? La Pimpa…

Io sono qui a Milano per il trapianto di midollo per mio figlio. Siamo qui e dovevamo starci per poco e adesso siam bloccati, stiamo spendendo tutto per l’affitto e i soldi stanno davvero finendo e con questa storia del trapianto siamo ancora più a rischio, viviamo nella paura continua… Mi ripete il suo cognome? A come Alghero…. O come Olbia…. Dura essere qui dalla Sardegna…

Vivono in un capannone abbandonato, in zona quattro, oltre la ferrovia. Chiama una signora e dice che sono in tanti e che adesso però non chiama per lei ma per altri due signori che vivono qui, che si vergognano a chiamare. Però di portare in fretta il cibo perché loro non hanno proprio niente e anche detersivi e il bagnoschiuma per lavarsi…

Quanti siamo? Siamo in sei, due adulti e quattro bambini. L’indirizzo? Abbiamo perso tutto, lavoro, casa, tutto… adesso viviamo in un camper, il pacco se mi telefonate possiamo prenderlo davanti al vecchio mercato comunale, a fianco della farmacia, però fate in fretta che qui non abbiamo più niente.

Vicino al parcheggio di Romolo, c’è una baracca, vivo lì dentro, vicino a un asilo abbandonato, non c’è luce, non c’è gas, non posso uscire sono in quarantena, qui io non ho niente e non posso mica morire di fame…

Lo Zar non è morto!


Kipple Officina Libraria presenta la terza iterazione delle antologie NeXT-Stream, esperimenti di commistione tra l’immaginario di genere e il cosiddetto mainstream, la letteratura non di genere; ci piace ricordare che il precedente capitolo Visioni di realtà contigue ha vinto il Premio Italia 2019, nella sezione antologia.

Lo zar non è morto – Grande romanzo d’avventure scritto nel 1929 da un gruppo di letterati italiani provenienti da diverse correnti culturali capeggiati dal padre del Futurismo: Filippo Tommaso Martinetti. Il “Gruppo dei Dieci”, così si chiama l’eterogeneo collettivo, si raccoglie con il preciso obiettivo di creare un’opera di intrattenimento e di grande avventura, un’opera per divertire il lettore senza alte finalità artistiche.
Lo zar non è morto è il titolo che riprende questo volume, undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia.

Il libro è disponibile in formato cartaceo e digitale sul sito della casa editrice, nei principali store on line e nelle librerie. All’interno racconti di Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo.

Corea del Nord, Kim distrugge la palazzina del dialogo con il Sud


La Corea del Nord ha mantenuto la minaccia lanciata da Kim Yo-jong, la sorella del dittatore: è stato distrutto con l’esplodivo l’Ufficio di collegamento intercoreano di Kaesong distrutto. Ora il Kim Jong-un minaccia di far avanzare il suo esercito nella Zona demilitarizzata.

Cominciati i tormentoni: Nazione Oscura obbliga i tappi per le orecchie


I tormentoni estivi si sono fatti attendere di più quest’anno, per via del Covid, ma ora sono arrivati e parlano TUTTI del lockdown con il consueto tono erudito. La Nazione Oscura Caotica ha oggi emesso una nuova disposizione che, invece alla mascherina, obbliga d’indossare i tappi per le orecchie.

Haftar perde la Tripolitania: la Turchia domina in Libia (con la Russia)


Questa mattina le milizie che fanno capo al governo di Accordo Nazionale guidato dal premier Fayez Sarraj a Tripoli hanno annunciato la presa della cittadina di Tarhuna. Haftar il 4 aprile 2019 da Bengasi, tradiva gli impegni con l’Onu al dialogo politico, imponendo la logica delle armi e annunciando che avrebbe conquistato la capitale in pochi giorni.

Ma da metà novembre il presidente turco Erdogan aveva scelto di impegnarsi seriamente al fianco di Sarraj. I suoi droni e i razzi antiaerei sono stati in grado di paralizzare la flotta aerea di Haftar, quindi le brigate di miliziani siriani assoldati e addestrati dallo stato maggiore turco e inviati a Tripoli e Misurata hanno fatto il resto.

La presa di Tarhuna significa che Haftar torna alle posizioni di partenza, perdendo la Tripolitania.

Alle origini di questi sviluppi appaiono fondamentali gli accordi tra Erdogan e Putin.

Al momento dunque la Russia garantisce l’ordine in Cirenaica, mentre la Turchia trionfa in Tripolitania. Grande assente resta invece l’Europa, che dai tempi della conferenza di Berlino, lo scorso 19 gennaio, ha assunto una politica di attesa.

Le collane di Perry Rhodan


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 42 (vedi tutti gli articoli)

1970 Perry Rhodan (Super Invincibili) n° 1

Un altro personaggio importante della fantascienza è certamente Perry Rhodan che, personaggio creato dall’autore tedesco Walter Ernsting e Karl-Herbert Speer. L’8 settembre 1961 esce in Germania il primo numero di una serie di pulp magazine settimanali che presentava romanzi a lui dedicati e, a oggi, sono usciti più di 3050 numeri, rappresentando il periodico di fantascienza con più uscite nel mondo. In Italia il primo romanzo è pubblicato nel marzo 1976 nel mensile “Perry Rhodan” per ben 66 numeri, fino al 1981, edito da Edinational per 10 numeri, poi dall’etichetta D. N. che ne pubblica altri 6 (compreso il 13 bis di Luigi Naviglio alias Louis Navire, il primo italiano che si cimenta col personaggio), quindi altri 3 numeri (16, 17 e 18) per la M. G. e infine dalla casa editrice Solaris, che parallelamente pubblica (dal 1978) anche la versione “Perry Rhodan Extra” con 6 uscite, riprese con diversa testata nel 1981, con altre 6 uscite. Nel 1992 l’Editoriale Garden riprova a pubblicare il mensile, ma escono solo 2 numeri. Le collane traducono i romanzi dei succitati fondatori e quelli dei maggiori autori che si cimentarono con il personaggi, tra cui Kurt Mahr, W. W. Shols e Kurt Brand.
Come a volte succede per le serie, il fumetto precede i romanzi, almeno in Italia, con l’uscita dei 6 numeri del fumetto “Perry Rhodan” (collana Super Invincibili) nel1970, ma è il cinema in questo caso ad anticipare entrambi, con il film “…4..3..2..1 …morte“, una coproduzione italotedescospagnola e del Principato di Monaco diretta nel 1967 da Primo Zeglio.

 

 

1976 Perry Rhodan n° 1

1978 Perry Rhodan Extra n° 1

1981 Perry Rhodan Extra (Seconda Serie) n° 1

 

 

1992 Perry Rhodan (Editoriale Garden) n° 1

1967 Locandina del film “…4..3..2..1 …morte”

Kim Yo-jong futura dittatrice della Corea del Nord?


Mentre ancora non si hanno notizie certe sulla sorte di Kim Jong-un, possiamo però dire, che in caso di morte o di impossibilità a continuare a reggere il Paese, il suo posto sarà certamente preso dalla sorella Kim Yo-jong, che è già stata vista negli ultimi mesi insieme al fratello in occasioni ufficiali con gli stessi decori dinastici, che è un chiaro segno dell’avallo alla sua successione.

Covid-19: quasi 3 milioni di contagiati e 200.000 morti


Secondo i dati dell’OMS (WHO), Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization), al 15 aprile 2020 i registrano quasi 3 milioni di contagiari e oltre 200.000 decessi. Sia ai decessi che ai contagiati, la stessa calcola un valore di casi non registrati, che varia dal 5% di Paesi molto scupolosi, a più del 50% dei Paesi molto colpito o in via di sviluppo, con una media del 30-40%, per porterebbero i cessi stimati a più di 300.000.

Trump dice che Kim Jong-un è vivo: aumentano le preoccupazioni per la sua morte


Dopo che la CNN ha paventato l’idea che il leader nordcoreano Kim Jong-un sia morto in seguito a un delicato intervento chirurgico al cuore, Donald Trump ha definito la notizia come fake new, bufala, per cui la preoccupazione che la notizia sia fondata è aumentata a dismisura.

TOPSHOT – US President Donald Trump and North Korea’s leader Kim Jong-un talk before a meeting in the Demilitarized Zone(DMZ) on June 30, 2019, in Panmunjom, Korea. (Photo by Brendan Smialowski / AFP)

Covid-19: 2 milioni di contagi confermati e 150000 morti


Al 17 aprile, la pandemia da Covid-19 ha provocato nel mondo 150.000 decessi e al momento sono confermati quasi 2.200.000 contagiati. Ancora difficiel fare stime previsionali, ma è probabile che le cifre possano raddoppiare.

La rivista “Robot”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 39 (vedi tutti gli articoli)

1976 Robot n° 1

Nell’aprile del 1976 esce nelle edicole la rivista “Robot“, pubblicata dalla casa editrice Armenia e diretta da Vittorio Curtoni che gli dà subito un taglio narrativo e critico di alto valore. Curtoni arrivava del’epserienza di Galassia, mise insieme un team in grado di portare avanti una vera e propria rivista, con articoli rubriche, recensioni e validi racconti: citiamo Giuseppe Lippi, Giovanni Mongini, Piergiorgio Nicolazzini, Giuseppe Caimmi, Franco Fossati e Peter Weston. Le splendide copertine erano di Giuseppe Festino. La rivista procede mensilmente per 27 uscite fino al numero doppio 28/29, per poi trasformarsi, dal n° 30 del settembre 1978, in una serie di antologie di racconti curate da Giuseppe Lippi (ma paradossalmente in copertina compare la dicitura “Robot, la rivista di fantascienza”, probabilmente per sottolineare la propria continuità), fino alla chiusura con il n° 40 di luglio/agosto del 1979.
Parallelamente vengono pubblicate 9 uscite di “Robot Speciale“, antologie curate da Curtoni e, dal 1978, una collana di volumi da libreria con copertina rigida e sovraccoperta, “I Libri di Robot“, per 13 uscite, entrambe illustrate da Festino. Dal 1977 i numeri vengono raccolti a due a due nella “Raccolta Robot” per 19 volumetti (i primi 11 con la stessa testata della rivista, gli altri 8 con la grafica di testata diversa) fino al 1980.
Dopo ben 23 anni (nel febbraio 2003) la rivista viene riaperta e pubblicata grazie a Silvio Sosio e Franco Forte, dapprima con la Solid (n° 41) e poi con la Delos Book (dal n° 42 in poi), e a dirigerlo viene richiamato Vittorio Curtoni, che lo cura (compatibilmente con la sua malattia) fino al n° 64 del novembre 2011, uscito poco dopo la sua morte. Il posto di direttore è preso da Silvio Sosio e le uscite sono arrivate al n° 88 alla fine del 2019. L’illustrazion del 41 è di Giuseppe Festino e richiama quella del primo numero del 1976, successivamente gli illustratori cambieranno.

1976 Robot Speciale n° 1

1978 I Libri di Robot n° 1

1977 Raccolta Robot n° 1

1979 Raccolta Robot n° 12

2003 Robot n° 41

Covid19: 1 milioni di contagi, più di 50000 morti


Al moemnto in cui scriviamo sono registrati 1.033.000 contagiati e 54.000 decessi per Covid-19. I maggiori contagi negli Stati Unti, seguiti da Spagna e Italia. Il maggior numero di decessi, al momento, in Italia, seguita da Spagna e Francia, ma gli andamenti ci dicono che probabilmente gli Stati Uniti supereranno i decessi dell’intera Europa.

Welcome to Virucene: Esce Flush.Art – Miroir du Gourmet Speciale Covid-19


Welcome to Virucene, recita l’avvertimento in copertina: prima i 7 numeri cartacei di Miroir du Gourmet (2001-2005), poi i 7 digitali in pdf di Flush.Art (2012-2018), si uniscono nel degno trionfo di questo Speciale Covid-19, dedicato all’epidemia ma anche all’Anno Terribilis 2020.

In digitale e grande ritorno del formato cartaceo!

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Flush.art – Miroir du Gourmet Speciale Covid-19

Welcome to Virucene

Welcome to Virucene

A Wuhan probabilmente i morti per Covid-19 non sono 2500, ma più di 40000


Fin dallo scoppio dell’epidemia il governo cinese è stato accusato di nascondere informazioni alla comunità scientifica internazionale e le vere cifre dell’epidemia, visto anche il cambio in corsa dei criteri per contare il numero di vittime. Mentre la Cina torna alla normalità e registra casi di contagio “di ritorno”, un’inchiesta del quotidiano cinese Caixin  ritiene che i morti a Wuhan possano essere stati molti di più rispetto a quanto dicono le cifre ufficialii. La stima è di 42mila morti. A innescare il dubbio anche la testimonianza di un camionista che ha riferito di avere portato alla pompa funebre di Hankou un carico di 2500 urne per due giorni consecutivi, quindi 5mila in 48 ore.

Covid-19: in Italia più morti che in Cina


Da oggi 18 marzo in Italia si contano 3.407 decessi per il nuovo coronavirus  (41.035 contagi rilevati) covid-19 contro i 3.130 della Cina (con 81.155 contagiati), dove, nel frattempo l’epidemia si è fermata e per la prima volta si registrano infetti solo di ritorno da Europa o Usa.

Nuovo Console Caotico in Veneto


Oggi, 21 Ventoso 139, è stato nominato un nuovo console: Il Console Caotico del Veneto, Marco RO, che si aggiunge alle figure istituzionali Oscure (vedi).

Italia intera diventa “zona protetta” a causa del Covid-19


In Italia non ci sono più zone rosse ma un’unica grande “zona protetta“. Le misure annunciate l’8 marzo per la Lombardia e altre 14 provincie valgono ora per tutte le Regioni: divieto di assembramenti, spostamenti ridotti al minimo e solo per casi di “comprovate esigenze di lavoro”, necessità improrogabili e motivi di salute.

Le nuove disposizioni della Nazione Oscura sul Covid-19


Da adesso 20 ventoso 139 (10 marzo 2020 d.C.) fino al 10 germinale 139 (1° aprile 2020) alle ore 6.33 la Nazione Oscura Caotica decreta che:

  • Vietato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori della Nazione Oscura Caotica (Torriglia, Livorno e ambasciate), salvo che per gli spostamenti motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o salute.
  • Fuori casa è vietato ogni saluto e obbligatorio mantenere la distanza di 100 metri tra una persona e l’altra. Gli esercizi commerciali saranno chiusi e obbligati a consegnare merci a domicilio, rispettando sempre la distanza di sicurezza.
  • Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,0° C, in caso contrario è previsto l’abbattimento in loco.
  • Le scuole saranno aperte per chi resta a casa, e chiuse per chi vi ci si reca, e comunque ciò entro e non oltre la loro riapertura (cit.).
  • Sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive, tranne adunanze di no-vax. I luoghi di culto verranno completamente chiusi e disinfestati, così come gli operatori di ogni culto.
  • Per tutti coloro che fuggono dal proprio luogo di residenza o disattendono a queste disposizioni saranno internati in palestre, centri sportivi e piscine, adibiti a Coronavirus-party.

Arabia Saudita, Mohammed bin Salman arresta zio e cugini: “Tentavano il golpe”


Il principe ereditario, Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, 33 anni, nella notte di giovedì avrebbe fatto arrestare tre alti membri della famiglia reale, probabilmente nel tentativo di spianare la sua strada verso il trono dell’85enne padre, ormai malato, re Salman bin Abd al-Aziz Saud.

Defender Europe: 30mila soldati Usa in Europa


Defender Europe: nel bel mezzo di una delle più grandi emergenze sanitarie, arrivano in Europa 30mila soldati statunitensi a difenderci! Si suppone dalla Russia, grande pericolo imminente (sì, è ironico).

Comincerà all’inizio di aprile e sarà un’esercitazione colossale che l’Esercito americano definisce il più grande spiegamento di truppe Usa in Europa negli ultimi 25 anni.

Nei giorni scorsi a Zagabria il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto che per ora tutto proseguirà come programmato, la situazione epidemica viene monitorata e ci potranno essere cambiamenti in caso di necessità.

Il virus di Zingaretti si è scisso


Notizia di oggi, il Segretario Nazionale del Pd Nicola Zingaretti ha annunciato di essere risultato positivo al tampone del SARS-Cov-2, ma al momento non mostra sintomi del Covid-2. Pare infatti che il virus si sia scisso in due ceppi diversi, perdendo la sua iniquità.

Obbligatorio saluto vulcaniano, scuole chiuse a chi ci va, aperte per chi sta a casa


Le nuove disposizioni della Nazione Oscura Caotica cercano, a fatica, di competere al caos sovrano delle disposizioni italiane in merito al Covid-19, detto anche coronavirus (per i motori di ricerca) e ufficialmente Sars-CoV-2.

Al momento solo chi andrà a scuola troverà le suole chiuse. Aperte invece per tutti gli altri. Inoltre, sarà obbligatorio il saluto Vulcaniano.

Siria, 29 soldati turchi uccisi a Idlib


Rischio di escalation internazionale per la situazioni in Siria. Duri scontri nella notte tra le milizie governative di Assad, sostenute dalla Russia, e gli uomini di Erdogan, che appoggiano i ribelli. Convocata la Nato, mentre il governo di Ankara annuncia che non fermerà più i migranti diretti in Grecia.

Allarme: in Italia muoiono 647.000 persone all’anno!


L’Istituto di Statistica e Demografica Oscura Caotica ha diramato oggi il dato inquietante per cui, in Italia, in un anno solare, periscono a causa della morte ben 647.666 persone!

Il Direttore dell’Istituto ha quindi raccomandato il SSN italiano di fare prevenzione nei riguardi di questa piaga.

Coronavirus: prove tecniche di controllo sociale


Sull’epidemia di Covid-19, tra tutte le cose serie e non serie dette in rete o in real life, pare che l’unica cosa sensata l’abbia pubblicata Il Manifesto, oggi qui: https://ilmanifesto.it/come-disciplinare-una-societa-dopo-averla-influenzata/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1582899241.
Ribadiamo il concetto – da noi accennato in un post del 24 gennaio (più di un mese fa, in seguito gli eventi in Cina) – alla luce del ceppo italiano. Il Covid-19 o “nuovo coronavirus” è un virus nuovo per l’uomo (quindi che non riscontra anticorpi nell’uomo) che potrebbe anche durare anche mesi e/o fino all’arrivo del vaccino (e magari negli anni ce lo prenderemo in molti), fa morti (come tutte le malattie principalmente tra chi ha già altre patologie) ed è più grave dell’influenza stagionale. Detto questo non stiamo parlando di un’epidemia di ebola, ricordiamo che la mortalità varia dal 2 al 3% e che la contagiosità è di poco più di 2 (per confronto il morbillo ha circa 15).

Si può quindi considerare più grave perché manca i vaccino perché ha un livello preoccupante di letalità, ma non è certamente proporzionale alle misure di sicurezza prese prima in Cina e poi in Italia. In Italia, in particolare, abbiamo avuto dei morti di meningite, che non hanno smosso le istituzioni in questo modo, per fare un esempio.
Qui parliamo di intere città isolate, locali chiusi la sera (come se la sera fosse più contagiosa) fino al top della regione Marche che chiude tutto senza nemmeno un positivo. Questa non è scienza, non è medicina, sono «lezioni di pedagogia disciplinare di massa», prove tecniche di controllo sociale, certamente aiutate dal clima apocalittico creato da quei decerebrati di giornalisti sovranisti che conosciamo bene.

E termino citando sempre il Manifesto: «si tratta di iniziare a interrogarci tutte e tutti assieme se e per quanto tempo continueremo a consegnare le nostre esistenze e la loro dignità a chi, una volta utilizzando la trappola del debito per respingere ogni rivendicazione di diritti e l’altra utilizzando un’epidemia per disciplinare l’intera società, ci chiede di interiorizzare la solitudine competitiva come unico orizzonte esistenziale.»

Il covid-19 arriva in Italia


Il nuovo coronavirus, il Covid-2019 è arrivato in Italia, e,  aparte piccoli focolai (meno di 20), per la prima volta in Europa. Al momento di scrivere infatti, nel giro di due giorni, è stata raggiunta quota 224 contagi (di cui 174 solo in Lombardia), con 5 vittime.

Strage di Bologna: mandanti la P2 di Licio Gelli


La procura generale di Bologna ha emesso l’avviso di chiusura delle indagini sui mandanti della strage alla stazione del 1980. Un’inchiesta che lega il filo nero che dal Maestro Venerabile di Propaganda 2 Licio Gelli passa dal cuore dello Stato (l’Ufficio affari riservati del Ministero dell’Interno) e finisce agli estremisti di destra, passando da agenti dell’intelligence e altri faccendieri.

L’inchiesta sui mandanti conclude che la strage di Bologna fu organizzata e finanziata dalla P2 di Gelli e dal prefetto D’Amato. Bellini tra gli esecutori. Indagato per depistaggio anche un ex generale del Sisde.

Coronavirus dalla Cina: la situazione a fine gennaio


A una decina di giorni dell’annuncio dei primi casi dell’influenza genericamente chiamata Coronavirus, siamo a 170 morti. In un solo giorno i nuovi casi registrati in Cina sono stati oltre 1.700, più di mille dei quali solo nella provincia di Wuhan, secondo l’ultimo bilancio del governo centrale.

In totale i casi confermati salgono a quasi 8.000, di cui per il momento il 95% in Cina. Rispetto alla SARS ha un tasso di mortalità inore (intorno al 3-4%), ma ha un tasso di contagio tra persona a persona molto maggiore.

*** Stampati i francobolli del 2020: si celebrano i 25 anni di Kipple Officina Libraria


Dall’anno 2000, la casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica, grazie alla Kipple Officina Filatelica, una serie di francobolli annuali che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il 21° anno di emissione. Sono stati emessi 314 francobolli diversi per 20 copie ciascuno.

Venduti a fogli interi qui.

 

Folio 2020

Erdogan: “Stiamo inviando le truppe in Libia”


Il presidente turco ha dato l’annuncio durante il discorso di inizio anno, anticipando che dal 2020 inizieranno le perforazioni nel Mediterraneo nelle zone inquadrate dal patto con Tripoli.

Pop-politics: capire la politica attuale divertendosi


Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di coglierne l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti con lo strumento della dissacrazione. La prefazione è di Lietta Manganelli.

In cartaceo e digitale, l’opera è disponibile in cartaceo e digitale su www.kipple.it e nelle librerie online.

Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo sono gli autori di questo esperimento dove l’ironia e il sarcasmo divengono oggetti taglienti con cui sezionare e dissacrare il nostro mondo contemporaneo, dove i residui di un tempo che si vorrebbe morto e sepolto continuano a fiorire generando mostri.
Grillo, Renzi, Salvini, Putin, Trump, Kim Jong-un e molti altri: nessuno di loro sfugge alla penna caustica e derisoria dei due autori, che attraverso uno stile sperimentale e affastellato dissezionano, grazie al bisturi della più tagliente ironia, il potere e i suoi più recenti detentori.

Estratto

Gli uomini veri sono quelli che se la prendono con chi gli è pari, gli eroi con chi gli sia superiore, la merda umana se la prende coi poveracci, svantaggiati rispetto a essa sul piano sociale, reddituale, sessuale, legislativo e così via.
L’è poi codesta la quintessenza del fascista.
A livello politico, nel momento in cui uno Stato comincia a perseguire i più deboli, anziché soccorrerli, allora tecnicamente nasce un regime fascista.
Il fascismo è, socialmente parlando, sopraffazione tramite vigliaccheria istituzionalizzata. È la rivincita sociopolitica della mezza tacca, del niente di che, dello sfigatello, del subumano, che finalmente, se ha il beato chiccherone di nascere, crescere e pascere dentro quel particolare milieu, entro quel pur poco durevole periodo storico, si vedrà nobilitato da una qualche patacca infilzata sul petto, da un fez o da un copricapo con protuberanze cornee calzato sulla testaccia sua idrocefalica, da un paro de stivaloni a tutto polpaccio tirati a cera o anfibi con la suola a carrarmato o ancora delle Hogan Interactive da 300 cucuzze al paio (lì va a mode), arricchito di una tessera di partito e di un’iscrizione alle parate domenicali o sabatine, potrà farsene bello, primeggiare a suo agio, montare in boria – non men che il facchino di Pascal – appropriarsi di quel posto nel mondo che natura e giustizia di regola il negherebbono, tenendo a vile e soperchiando e male trattando coloro che, la gran parte delle volte ben più meritevoli, più dabbene, più dotati e presentabili di cotestui, si trovino loro malgrado collocati, a opera dell’ingrata temperie storica corrente (vuoi per questioni di etnia, sproloquiata: razza, vuoi per ragioni culturali, anagrafiche, economiche) in uno stato di subalternità rispetto al sovrano citrullo.
Allo scemoide, ominicchio o ciapa-ciapa aderente della prima ora al partito unico o di stragrande maggioranza, sarà pertanto pubblicamente consentito di dar calci ai cani in cui la s’imbatta giùe per la strada, sparacchiare a o percuotere li negri mangiabanane che faccino la questua all’egresso dei supermarket presso cui si rifornisce, proibire a’ bimbini loro (de li negri, de’ maruga, de’ zingheri, de’ stirpi loro tutte quante malnate) di desinare spalla a spalla con i compagnucci de scola – e che la ci pensino Allah e Macometto appaiati a li filii sua e a li loro stomachini, puttanaèva! – trasformare i luoghi di culto altrui in posteggi e parcheggiarci le macchine con ancora i fedeli lì dentro, senza manco avvisarli, levar loro il pane di bocca, sdentata e fetente, il tetto da sopra le loro capocce pulciose, la machena, che se ne vadino a piotte ovvero sulle mani fino alla raccolta dei pomidori o sopra le lor traballanti impalcature, se davvero tanto gli garba! Levargli pur’anche la cadrega da sott’il culo, così, senza alcuna ragione apparente, giusto per dar loro sempre più handicap, porli in uno stato di difficoltà crescente, farli sentire alla stregua del vermiciattolo che repta rasoterra. Tutto a favore dell’ambecillone, dell’uomo dominante, der fascio che in quella gara impari potrà sempre più accrescere un’autostima che ha il peso di una bava di vento, mentre spinge il proditorio piede di contro la giugulare del sottomesso, in un paradossale quanto labile ribaltamento sossopra delle regole del giuoco, laddove è lo scarto antropologico a sopraffare chi gli sia migliore, non viceversa.
Ecco compendiato il fascismo. Termine che può essere inteso in du’ modi, che qui di seguito tenteremo di discriminare sommariamente.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

Chi cavalca la tigre…


Condividiamo un articolo su una brevissima analisi divulgativa tratta dal blog “Il Canto Oscuro” curato da Alessio Brugnoli: Chi cavalca la tigre…

Chi è Khalifa Haftar e chi è il vero responsabile del delirio libico?


Khalifa Haftar ha intrapreso la carriera militare e si è diplomato all’Accademia di Bengasi. Poi, ha proseguito i sui studi in tattica militare in Egitto e Unione Sovietica. Da giovane ufficiale si è schierato con Muammar Gheddafi nel golpe che l’ha portato al potere nel 1969. Nel 1986, ormai colonnello, Haftar guida le truppe libiche nell’offensiva contro il Ciad, in una guerra che durava già da un decennio. Il Ciad, sostenuto delle forze armate francesi, lasciò le truppe libiche prive di artiglieria in seguito a un raid aereo, e Haftar venne fatto prigioniero dalle forze ciadiane assieme a centinaia dei suoi uomini. Così venne abbandonato da Gheddafi che lo destituì dal comando e ne chiese il processo. Aiutato dai servizi segreti americani, il colonnello fuggì in Zaire, poi in Kenya dove militò in diversi gruppi anti-Gheddafi, e infine si trasferì negli Satti Uniti, vicino a Washington.

Il caos determinato dalla caduta di Gheddafi (2011) frantumò la Libia in decine di gruppi diversi su base religiosa, tribale e geografica. Così Haftar comprese che era giunto il momento di tornare in Libia. Nel maggio 2014 Haftar lancia l’“Operazione Dignità”, con l’appoggio dell’Egitto, di alcuni dei municipi della Cirenaica e sostenuto dal parlamento di Tobruk, primo governo a ottenere il riconoscimento internazionale nell’era post Gheddafi, che lo ha nominato capo dell’Esercito nazionale libico e oggi controlla parte dell’est della Libia. Grazie all’appoggio dell’Egitto e, sembra, anche della Francia, ha messo in piedi un esercito di 30mila uomini, dotato di artiglieria pesante e aviazione.

Fino alla fine del 2015 sembrava che l’Europa potesse scegliere lui per inaugurare il futuro della Libia, l’uomo al comando della forza militare al momento più consistente del paese. Invece a mettersi di traverso alle sue ambizioni è stata proprio l’Italia che, ideato un piano diverso, ha convinto le Nazioni Unite ad appoggiare la propria soluzione. L’Italia, infatti, ha in Tripolitania i maggiori interessi petroliferi, portandola a puntare sull’insediamento a Tripoli di un governo più tecnico, quello di Fayez al-Sarraj.

Ma il generale Haftar è riuscito a convincere i propri sostenitori all’interno del parlamento di Tobruk a non votare la fiducia all’amministrazione di Sarraj, non riconoscendo le modalità con cui questo nuovo governo è stato stabilito: a suo parere è stato imposto dalle Nazioni Unite.

Al momento Haftar è riuscito a ricacciare nell’interno le forze integraliste musulmane (impropriamente chiamate dell’Isis), e ad affacciarsi nei dintorni di Tripoli, minacciando da vicino i Governo di Unità Nazionale appoggiato dalle Nazioni Unite.

Il commento è abbastanza ovvio e non aiuta a risolvere la questione: ma è importante concludere che questa guerra è più uno scontro tra gli interessi delle nazioni che acquistano il petrolio (Europa, Stati Uniti per primi) più che uno scontro tribale (che riguarderebbe solo la parte meridionale pro-Isis, e non quello Cirenaica-Tripolitania).

*** Boris Johnson? No, grazie


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XL

giorno 0 complementaro 138

* Siete favorevoli al Governo di Boris Johnson nel Regno Unito?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 40

Commento: Il Governo Oscuro respinge l’appoggio al Governo di Boris Johnson nel Regno Unito

Il Regno Ancora Per Poco Unito votando Boris Johnson ha fatto la sua scelta, ora siamo abbastanza certi che entro il 31 gennaio 2020 uscirà dell’Unione Europea. Ora saranno la Scozia e l’Irlanda del Nord a decidere se seguirne le sorti oppure no. Visti anche i risultati, la Scozia chiederà un nuovo referendum per uscire dall’UK e rimanere nell’UE, e al momento, rimane irrisolta la questione del confine interno Irlandese tra Irlanda del Nord ed Eire (che è nell’Ue).

Tanti auguri, ex impero britannico. Noi abbiamo comprato i pop corn.

La Libra Editrice (1967-1982)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 27 (vedi tutti gli articoli)

1967 Nova SF* n. 1

Come abbiamo visto, negli anni ’60 aumentano i progetti editoriali seri e interessanti. A questo periodo appartengono le collane di una casa editrice bolognese che segnerà la storia della fantascienza in Italia: la Libra Editrice, capitanata da Ugo Malaguti, che esordirà nel maggio 1967 con una vera rivista: “Nova SF*“. Inizialmente trimestrale, in seguito uscirà aperiodicamente, riuscendo a raggiungere 43 uscite (42 numeri più 1 speciale) fino al 1980. In realtà continuerà con la nuova casa editrice Perseo Libri nel marzo 1985 (sempre con Malaguti, ricominciando la numerazione da 1, ma riportando all’interno la numerazione accumulata), fino al subentro di Elara nel febbraio 2008, che continuerà la numerazione dal n. 76 (118), (al momento è in preparazione il numero 82 (124), considerandosi così la più longeva rivista di fantascienza in Italia: 125 numeri in 52 anni!).
Su “Nova SF*” sono apparsi tutti gli scrittori italiani di un certo livello (Lino Aldani, Vittorio Catani, Vittorio Curtoni, ecc.) e tutti i grandi maestri della science-fiction statunitense. I primi due numeri escono con una grafica minimale (e sono molto rari, soprattutto il primo), dal terzo all’ottavo con un’illustrazione di Allison (Mariella Anderlini, prima moglie di Ugo Malaguti, prematuramente scomparsa), e dal 9 assumerà la veste grafica definitiva già sperimentata nel n. 6 (esistono anche seconde edizioni ricopertinate del n. 7 e 8, che quindi creano la continuità della nuova veste dal n. 6): ovvero un’illustrazione (dipinta) di Allison su campo nero, fino al n. 50 (92) della Perseo Libri, quando le illustrazioni saranno affidate a Giuseppe Festino (che inaugura il suo lavoro con uno stupendo ritratto di Mariella Anderlini-Allison).
Diverse le collane che pubblica la Libra Editrice fino alla sua chiusura nel 1982: dal 1968 “Slan. Il Meglio della Fantascienza“, collana con copertina rigida e sovraccoperta, che raccoglie i maggiori maestri della science-fiction mondiale; escono 73 numeri fino al 1982. Dall’anno successivo “I Classici della Fantascienza“, collana gemella, che esce per 72 numeri fino al 1982. Sempre nel 1969 c’è da registrare “Mondi di domani“, stesso formato, ma abbandonata al primo numero.

1968 Nova SF* n. 6

1968 Slan. Il Meglio della Fantascienza n. 1

1969 I Classici della Fantascienza n. 1

1969 Mondi di Domani n. 1

Le nuove iniziative riprendono nel 1977 con “Saturno“, collana di fantascienza sempre con copertina rigida e sovraccoperta, ma dal formato più sottile, che presenta romanzi più brevi, sempre di grandi maestri mondiali; esce per 36 numeri fino al 1982.
Nel 1980 si prova coraggiosamente a proporre una collana di fantascienza italiana, con “Narratori Italiani di Fantascienza“, stesso formato di “Saturno”, che però esce per soli due numeri, presentando un romanzo di Franco Enna e uno di Gianluigi Zuddas e Luigi Cozzi.
Nel 1982 si chiude questa incredibile esperienza, fondamentale per la fantascienza in Italia, che però si riaprirà con la Perseo Libri.

1977 Saturno (Libra) n. 1

1980 Narratori Italiani di Fantascienza (completa)

 

Vuoi diventare presidente? Autoproclàmati!


Oggi a La Paz, la senatrice di opposizione Jeanine Áñez si è autoproclamata presidente della Bolivia prendendo il posto che è stato per più di 13 anni di Evo Morales, costretto a dimettersi su pressione dell’esercito domenica scorsa. La stessa cosa era successa in Venezuela, quando Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea Nazionale, si era autoproclamato presidente, ma con un esito diverso, in quanto Guaidó è stato poi destituito.
Se nel caso Venezuelano i forti i sospetti di un’influenza politica statunitense (o addirittura di veri aiuti militari) che si propone di far cadere i regimi socialisti del Sudamerica per riprenderne il controllo economico, erano mitigati da un reale stato di crisi della nazione a causa della recente crisi petrolifera, in Bolivia negli ultimi anni c’è stato un boom economico senza precedenti nella storia del Paese, per cui i sospetti sono, se possibile, ancora più forti e confermerebbero un rilancio della politica imperialista statunitense.

Cile, Hong Kong, Ecuador, Catalogna, Libano, Egitto e Russia: cos’hanno in comune tutte queste rivolte


In molti Paesi negli ultimi mesi abbiamo assistito a cortei di protesta imponenti. Ognuno con le sue priorità ma c’è un filo conduttore: Hong Kong reclama la propria autonomia e chiede che le sue prerogative siano preservate, anzi ampliate, nonostante la pressione della leadership comunista. Le proteste sono iniziate quando la governatrice Carrie Lam ha cercato di far passare una legge sull’estradizione di ricercati e sospetti in Cina, ma poi sono continuate nonostante la proposta sia stata ritirata.
Anche in Cile (l’aumento del costo dei mezzi pubblici) e in Libano (una tassa su Watsapp e le chiamate  via internet) i cortei sono continuati nonostante venissero meno i motivi che avevano scatenato la protesta.
Ancora più drammatica la situazione in Ecuador, dove Lénin Moreno lascia la capitale Quito e trasferisce l’esecutivo nella città costiera di Guayaquil. Le proteste erano cominciate per l’aumento dei prezzi dei carburanti e il taglio dei sussidi.
In Catalogna la gente è scesa in strada dopo la dura condanna di 12 leader indipendentisti. In Egitto si sta protestando contro il governo del presidente Abdelfettah Al Sisi, e in Russia ci sono proteste per la libertà di espressione politica.
Un filo conduttore che unisce i contestatori nel mondo è la lotta contro la disuguaglianza sociale e le accuse di corruzione nei riguardi del governo.
E non dobbiamo dimenticare i Fridays for the Future di Greta Thunberg per il cambiamento climatico.

 

 

Feroce guerriglia urbana a Hong Kong


Scontri durante le proteste contro l’amministrazione di Hong Kong e la Cina. La polizia usa lacrimogeni, acqua con vernice blu, proiettili di gomma e qualche proiettile vero contro la folla che risponde con sassi e molotov. Mentre la governatrice Carrie Lam si reca a Pechino le celebrazioni per il 70° anniversario della Repubblica Popolare Cinese.

*** Conte 2: Ok, ma ti teniamo sott’occhio!


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXIX

giorno 21 fruttidoro 138

* Siete favorevoli al Secondo Governo di Giuseppe Conte?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Qvesito 39

Commento: Il Governo Oscuro approva il Secondo Governo di Giuseppe Conte.

Vi siete tolti di mezzo un personaggio scomodo, antidemocratico e antieuropeista, per cui non possiamo che esserne felici. L’esecutivo, inoltre, è abbastanza bilanciato tra M5S e Pd, per cui, ok, ma con riserva: terremo d’occhio questo Governo anche in funzione di una probabile riapertura verso questo Paese con cui abbiamo chiuso le relazioni diplomatiche perché non sufficientemente democratico. Ci teniamo a precisare che non nutriamo eccessive speranze, ma che, come fu per il Governo Monti, (a volte) siamo disponibili a dare una possibilità.

La Nazione Oscura chiede in prestito la Groenlandia


Dopo l’offerta di Trump di acquistare la Groenlandia, appena rifiutata dalla premier della Danimarca (di cui la Groenlandia fa parte ed è territorio semiautonomo) Mette Frederiksen, il Presidente Usa annulla l’incontro con la regina danese Margrethe II.

Il Presidente della Nazione Oscura Caotica, dopo le parole della premier di Copenaghen “La Groenlandia non è in vendita”, fa richiesta di prestito per un anno.

È morto Gabriele ‘AkaB’ Di Benedetto


È morto Gabriele Di Benedetto, fumettista noto come AkaB. La notizia è stata riportata dalla sua ragazza sui social, che ha chiesto discrezione.

Fumettista, illustratore, pittore e regista, aveva collaborato con Il Male, Il Manifesto, Rolling Stone e Linus.

La Nazione Oscura esprime le proprie condoglianze anche a nome del Presidente Lukha B. Kremo, con il quale ha collaborato.

Incidente nucleare in Russia: allarme radiazioni


L’8 agosto alle 7.59 è avvenuta un’esplosione su una piattaforma marina davanti alla base missilistica del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, sul mar Bianco, un incidente nucleare che ha causato 7 morti e 15 feriti. La contaminazione ha raggiunto quantomeno la cittadina di Severodvinsk (185 mila abitanti) dove in una delle centraline (dati online, poi cancellati dalle autorità) si sarebbero raggiunti livelli di 1,78 microsievert per ora, 16 volte il fondo di radioattività naturale. C’è chi teme che possa essere uno degli incidenti più gravi dopo quelli Chernobyl e Fukushima.

L’agenzia russa Rosatom l’incidente ha ammesso che l’esplosione ha coinvolto un missile con delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido. Esiste un solo missile con doppio sistema di propulsione propellente liquido/nucleare, il missile da crociera Burevestnik. Il propellente liquido si è incendiato e il missile è esploso liberando tutta la radioattività contenuta nel suo mini reattore nucleare. Ieri i militari hanno annunciato ai 450 abitanti di Nyonoska che sarebbero stati evacuati, ma a sera levacuazione è stata cancellata a sorpresa.

Il CRIIRAD, un rispettato centro di ricerca francese, ha pubblicato un interessante rapporto preliminare sull’incidente di Nyonoska. “In queste condizioni una moltiplicazione per 20 del rumore di fondo radioattivo ambientale – scrive il CRIIRAD – può corrispondere, se confermata, ad una contaminazione dell’aria estremamente elevata”.

 

Epidemia di ebola in Congo


L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo un’emergenza globale, avvertendo di un “alto rischio” di diffusione a livello regionale. La provincia più colpita è quella del Nord Kivu e del capoluogo Goma.

I fumetti fantasexy degli anni ’60


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 21 (vedi tutti gli articoli)

1965 Alika n. 1

Come anticipato, negli anni ’60 si registra un boom di pubblicazioni di fumetti. La prima rivista di fumetti di fantascienza “per adulti” risale al luglio 1965: “Alika“. Si tratta di un’aliena (somigliante ora a Brigitte Bardot, ora a Anita Ekberg). La rivista, mensile pocket, esce per 20 numeri, ma il numero 12 viene sequestrato (insieme ad altre riviste di fumetti, rei di “turbare l’ordine pubblico, della famiglia e incitare alla criminalità e al delitto“), sia perché da un paio di uscite le illustrazioni di copertina hanno uno stile più realistico e con la protagonista sempre meno vestita, ma anche perché all’interno venivano ritratti come personaggi politici dell’epoca , come Onassis, Mao Zedong, Aldo Moro, Amintore Fanfani e altri. Scritta da Furio Arrasich, Alessandro Pascolin e Anna Taruffi e disegnata da Giorgio Chiapperotti, Angelo Todaro, Ugo Sammarini, Romano F. Mangiarano.

Nel 1965 esce “Selene“, mensile dichiaratamente di fantascienza, con un formato quadrato che ricorda gli albi prebellici, che esce per quattro numeri, per poi conformarsi al formato pocket per i restanti 3.

1965 Selene n. 1

Nel 1966 esce “Gesebel“, altro mensile di un’eroina fantascientifica sexy, creato da Max Bunker e disegnato da Magnus e proseguito da Erasmo Buzzacchi e Roberto Corbella Peroni. Il fumetto è caratterizzato dalla satira sociale del periodo con riferimenti al femminismo, e alla corruzione politica (e anche questo, infatti, viene sequestrato). L’albo uscì per 23 numeri concludendo la storia (esiste anche una ristampa degli anni ’90).

1966 Gesebel n. 1

E infine, nello stesso anno, il mensile “Uranella“, forse quello più diffuso, perché non affronta satira o questioni politiche, uscito anche in Francia (con il nome “Astrella”) e in Germania. Scritto da Michele Gazzarri, Nino Cannata e Pier Carpi, e disegnato da Floriano Bozzi, per un totale di 20 uscite. Nel 1969 esce “Astrella” (da non confondersi con la versione francese di “Uranella”), di cui abbiamo parlato in un post delle riviste “introvabili”.

1966 Uranella n. 1

 

Onorificienza IVIMAFIC a Carola Rackete


Il giorno 10 messidoro 134 (30 giugno 2019),
il presidente della Nazione Oscura Caotica Lukha B. Kremo
insignisce
Carola Rackete
in qualità di Comandante della Sea-Watch 3
della eMedaglia IVIMAFIC
Io VI Mando A Fare In Culo
per aver salvato delle persone in pericolo, ignorando il divieto allo sbarco del Governo Italiano (non applicabile per diritto navale internazionale)

Io vi mando a fare in culo

Io vi mando a fare in culo

Captain Carola Rackete

Al momento la eMedaglia IVIMAFIC è stata assegnata a:

Salvatore “Doddore” Meloni

Matilde Brunetti

Simone di Torre Maura

Carola Rackete

Cos’è l’Onorificienza IVIMAFIC (Io VI Mando A Fare In Culo)?

Chi è Karola Rakete?

La Nazione Oscura Caotica sospende la lettera B


Lukha . Kremo ha deciso di sospendere l’uso della lettera latina “B” per tutto il mese di luglio 2019 (12 messidoro-11 termidoro 138). Tutti i cittadini dovranno astenersi nell’uso di questa lettera in documenti ufficiali o scritti di pubblico accesso. La lettera B verrà ripristinata  a partire dal 1° agosto 2019 (13 termidoro 138).

Yemen, la guerra dimenticata


L’avvio del ritiro dei militari a maggio 2019 dal porto di Hodeidah non bastano per ridurre la pressione sui civili, che da oltre quattro anni pagano le conseguenze più gravi di un conflitto di cui i media parlano poco.

In Italia si dibatte per la prima volta sulla produzione, la vendita e l’invio di materiale bellico nella Penisola arabica (e a decine di Paesi di tutto il mondo, ma  in Yemen si continua a vivere in uno stato di guerra permanente.

 

Vogliamo togliere quelle navi di merda da Venezia o vi serve il morto?


La notizia: una nave da crociera della Msc “Opera” questa mattina stava arrivando alla stazione marittima di Venezia nel canale della Giudecca trascinata da un rimorchiatore quando all’improvviso – sembra per un’avaria al motore e la rottura di un cavo del traino della nave – ha perso il controllo. Il rimorchiatore non è stato in grado di governarla e la grande nave si è scontrata la barca fluviale River Countess, che aveva a bordo 130 persone.

Non bastano gli anni di proteste di ambientalisti e non, non basta nemmeno quella di Banksy con i quadri delle navi da crociera che invadono e occupano tutto il panorama di Venezia. Per voi (Stato Italiano) conta il soldo dei privati (MSC, Costa): NON siete in grado di vietare questi baracconi dalla laguna più famosa (e delicata) del mondo. Siete corresponsabili.

Theresa May al capolinea


La prima ministra britannica Theresa May ha annunciato oggi che si dimetterà il 7 giugno, dopo che tutti i suoi tentativi di far passare l’accordo per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sono falliti.