Corea del Nord continua i test nucleari


La Corea del Nord ha testato un nuovo tipo di motore ad alta spinta per alimentare i suoi missili. Il leader del paese Kim Jong Un ha assistito al test alla stazione di lancio satelliti di Sohae, secondo quanto riferito dall’agenzia Korean Central News.
Nel discorso alla nazione di inizio anno, Kim ha affermato che il Paese era entrato ormai nella parte finale del test di un missile intercontinentale, ritenuto in grado di montare una bomba atomica e di raggiungere le coste Usa.

Nuovo sito per la casa editrice ufficiale della Nazione Oscura


10 euro di libri ebook e molto altro in regalo per festeggiare il nuovo sito della casa editrice ufficiale della Nazione Oscura Caotica www.kipple.it!

*** Modifica costituzionale sull’eutanasia


NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XXXI

giorno 21 ventoso 136

  • Aggiungere il comma 4 all’articolo 7 della Costituzione: “L’eutanasia sarà punita con la pena di morte del volontario se questo è favorevole alla stessa, altrimenti sarà concessa.”

Il Governo Oscuro ha votato così:

Commento: il Governo Oscuro accetta la modifica all’articolo 7, che ora recita così: L’ordinamento giuridico Oscuro e Caotico si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
La pena di morte sarà ammessa solo nel caso di imputati a favore della pena stessa.
L’eutanasia sarà punita con la pena di morte del volontario se questo è favorevole alla stessa, altrimenti sarà concessa.”
In pratica al volontario che volesse usufruire dell’euranasia sarà concessa solo se è contrario alla pena di morte. In caso contrario sarà condannato a morte.

La Corea del Sud in mano a una sciamana della Samsung


Seul, la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha rimosso dal suo ruolo la presidente Park Geun-hye, confermando la mozione votata a dicembre dall’Assemblea Nazionale che già le aveva tolto le funzioni. A Seul ci sono poi stati scontri di piazza tra dimostranti e polizia, con un bilancio provvisorio di due morti tra i sostenitori dell’ormai ex presidente, questa volta scesi anch’essi numerosi nelle strade.
Park Geun-hye è stata travolta da una scandalo politico-affaristico che ha portato il Paese a una semi-paralisi istituzionale da vari mesi: e’ accusata di collusione con gli affari sporchi della sua amica di lungo corso Choi Soon-sil, una sciamana che – approfittando del sua ascendente sulla presidente – ha strappato ampi finanziamenti ad alcune delle principali aziende sudcoreane, a partire da Samsung.
Ancora una volta notiamo (vedi l’articolo del 2013) come la Corea rappresenti bene il contrasto tra democrazia “santificata” e dittatura “demonizzata”. Senza voler né difendere una né accusare l’altra, qui abbiamo il peggio di entrambe, la democrazia corrotta da “cerchi magici” e la dittatura visionaria di Kim Jong-un.

Eutanasia di Dj Fabo, l’accompagnatore rischia 12 anni di carcere


Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ha annunciato il decesso di Dj Fabo nella clinica Svizzera delle “dolce morte”, che aveva chiesto più volte di morire, chiedendo aiuto a tanti, fino all’ultimo appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una decisione presa quando, dopo il grave incidente che nell’estate del 2014 lo aveva reso cieco e tetraplegico, aveva avuto la certezza di una condizione irreversibile, e che la sua vita poteva essere solo quella di un uomo con la mente lucida ma prigioniero del suo corpo.
Al rientro in Italia Marco Cappato andrà a denunciarsi, assumendosi tutte le responsabilità. Il reato che si configurerebbe per l’esponente dei Radicali sarebbe quello di “aiuto al suicidio” e rischia 12 anni di carcere, a causa delle leggi cattoliche italiane.
Tutti coloro che criticano l’Arabia Saudita perché applica leggi islamiche, dovrebbro chiedersi perché l’Italia ha leggi cattoliche che negano la libertà di autodeterminazione sulla propria vita.

Scoperta connessione tra l’attentato in Svezia e la centrale nucleare di Krško


I Servizi Segreti Caotici hanno dichiarato di aver scoperto un legame tra i recenti attentati in Svezia e il caos creato dall’immigraziane denunciato da Donald Trump, con l’esplosione alla centrale nucleare di Krško in Croazia, avvenuta nelle stesse ore. Dalle indiscrezioni pare che la connessione riguardi una competizione che si faceva a siena e in Toscana a margine di grandi eventi: la bufalata.

Kremo riceve avviso di garanzia: “Su di me solo fango dei cieli”


kremo-ristorante-cinese-livorno-agosto-2014Lukha B. Kremo riceve un avviso di garanzia dalla Ragioneria di Stato Italiano che gli contensta irregolarità redditoriali dell’ordine di milioni di centesimi di euro. Il presidente, sorridente, ha dichiarato: “Sono sereno, su di me solo fango dei cieli”.

Esce I nerogatti di Briganti, il terzo libro della Trilogia degli Inframondi


La trilogia degli Inframondi è composta da tre romanzi che partono dalla teoria delle “dimensioni arrotolate” per mettere in scena una complessa guerra tra universi.
Dopo i primi due romanzi, I nerogatti di Sodw e Morgànt dei Nerogatti, esce oggi il terzo libro, I nerogatti di Briganti, con l’epica e inaspettata conclusione della vicenda.
Lo trovate anche QUI.i nerogatti di Briganti

I nerogatti di Briganti

I nerogatti di Briganti

Lukha B. Kremo al Mufant di Torino


Occasione per incontrare il Presidente della Nazione Oscura Caotica alla presentazione del Premio Urania Pulphagus® Fango dei cieli, Mufant (Museo della fantascienza) di Torino, insieme all’artista Ellen Driscoll.
Dalle ore 16.00 in via Guglielmo Reiss Reiss Romoli, 49/bis.
Evento Facebook

ellen driscoll

ellen driscoll

Attentato a Smirne: Erdogan si sente circondato


Ancora un attacco in Turchia, a 5 giorni dalla strage di Istanbul: autobomba e assalto armato a un Palazzo di Giustizia. Hanno perso la vita 4 persone. Sette i feriti. Sospetti sul PKK curdo.
Erdogan: «Vogliono metterci in ginocchio».
Lukha B. Kremo: «Esatto».

12 anni di Nazione Oscura Caotica


Alla mezzanotte di stasera la Nazione Oscura Caotica compie ben 12 anni!
Era il solstizio del 2004 quando infatti il presidente Lukha B. Kremo, allora Lukha Kremo Baroncinij, dichiarava l’Indipendenza della Nazione Oscura Caotica, dopo averlo fatto pubblicamente il 18 dello stesso mese alla Cueva di Milano. Il progetto in realtà era cominciato a maggio e a settembre era stata dichiarata “l’autonomia”.
Quindi più di 12 anni che hanno visto alti e bassi, ma anche larghi e stretti, grassi e magri, luci e ombre, genio e sregolatezza, con ben 4 Legislature di Governo e alcuni episodi memorabili come, per esempio:
– il congelamento delle relazioni diplamatiche con l’invio di ghiaccio chimico da frigo al Quirinale, proprio nel giorno dell’attentato di un folle (la coincidenza fece tremare il Palazzo di Torriglia, qualsiasi cosa significhi).
– la fondazione del CICACICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni del CICAP).
– La promulgazione della Costituzione.
– Il riconoscimento da parte della Micronazione di Molossia (micronazione dal 1977).

Lukha Kremo Baroninij al TG nazionale di Torriglia

Lukha Kremo Baroninij al TG nazionale di Torriglia

Infodump


Kipple Officina Libraria presenta una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto per dedicarsi maggiormente alla trascendenza, lasciando la parte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax. Lukha B. Kremo, fresco vincitore del Premio Urania 2015, presenta quindi il suo racconto Infodump, una stordente cavalcata SpaceOpera che espande l’interazione delle anomalie spaziotemporali che animano il tessuto imperiale connettivo.

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due, la prima metà è votata alle politiche più materiali mentre l’altra è in odor di trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, un’inquietante anomalia mina le basi dell’esistenza dell’Impero Connettivo e scuote la coscienza di Sillax. Con l’aiuto della sacerdotessa Iñaxia, contatta l’Imperatore Totka_II, ormai chiuso nelle dimensioni trascendentali. La comunicazione è difettosa e Sillax commetterà un grosso errore.

Infodump di Lukha B. Kremo

Infodump di Lukha B. Kremo

Se Mattarella mi chiama, io lo mando a fare in culo


Il presidente Lukha B. Kremo si espone sulla possibilità dell’incarico di Governo italiano. “Se l’unità umanoide Mattarella mi dovesse chiamare” – sostiene il presidente – ” lo manderei a fare in culo.” conclude.
“La politica non è mai reale, è sempre un gioco di potere personale”.
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Petrolio, tutti pronti a rialzare il prezzo (prima dell’affermazione della Tesla?)


Le oscillazioni del barile di più e meno 5 dollari sotto la soglia dei 50 testimoniano il nervosismo all’avvicinarsi della riunione semestrale dei Paesi Opec, il prossimo 30 novembre. Dall’inizio del 2014, quando i prezzi erano sopra i 100 dollari, la produzione è aumentata di 3,8 milioni di barili giorno, 13% in più. Sono queste le cifre su cui stanno lavorando gli unici che possono ridurre, Arabia Saudita, Kuwait e Emirati Arabi Uniti. Gli altri, per una ragione o l’altra, non faranno riduzioni. L’Iran ha ormai affermato la sua linea, quella di tornare al livello pre-sanzioni di 4 milioni, contro gli attuali 3,9.

Importante è che il lento riavvicinamento con i sauditi, la vera forza che può forgiare l’accordo, non è andato compromesso nelle ultime settimane. Anzi, l’atteggiamento duro del nuovo presidente Trump e le elezioni presidenziali della prossima primavera suggeriscono più concretezza a Teheran. La complicazione arriva dall’Iraq, dove i successi militari nel Nord contro l’Isis hanno spinto Baghdad ad usare la scusa della guerra per chiedere di essere esentati da limiti alla produzione.
Chi si farà carico di gran parte del calo sarà, come al solito, l’Arabia Saudita, anche lei a record storici di 10,6 milioni barili giorno. I sauditi e i loro stretti alleati, Kuwait e Emirati, producono 16,5 milioni barili giorno. Solo loro, con un 10%, potrebbero far tornare in poche ore i prezzi del greggio a 100 dollari, ma vogliono un impegno da parte di tutti, perché hanno paura di perdere quote di mercato. Quello che serpeggia da anni in Medio Oriente, e in particolare a Riad fra i giovani principi, è il timore che presto il petrolio non servirà più a molto, spazzato via dall’innovazione dell’auto elettrica, portata dall’uomo che promette il viaggio – di sola andata – su Marte, Elon Musk della Tesla.

Terremoto: manca la cultura del territorio


Dopo i terremoti del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre, si è nuovamente alzata la polemica sulla prevenzione e presto seguirà quella sulla ricostruzione.
È sempre bene guardare ciò che sta dietro le cose, ma non mediante una dietrologia asfittica, che può solo portare al complottismo (se ne sono sentite di tutti i colori in questo periodo, i terremoti come conseguenza di trivellazioni, divina, dell’immigrazione).
Senza filosofeggiare o portare alla luce le evidenze scientifiche che confermano che la deriva del continenti (questa la causa dei terremoti, sembrerebbe banale dirlo, ma non lo è) è elemento essenziale per lo sviluppo delle specie e quindi dell’intelligenza umana (niente Annunaki, solo la faglia della Rift Valley, informatevi, ho detto che non ne parlerò ora), il vero motivo per cui ci sono i morti e i crolli è che l’uomo costruisce case di pietra non antisismiche, che crollando uccidono.
Non ci vuole Stephen Hawking per capire che la prevenzione è l’unica via percorribile. Il che significa sia costruzioni antisismiche, in materiali leggeri, sia urbanistica che facilita le vie di fuga, e sia comportamenti adatti durante e dopo la scossa (girano da anni dei prontuari).
Ma quello che vorrei mettere in luce, un po’ meno banalmente, è che la prevenzione è il naturale comportamento di una buona cultura del territorio. Il che significa che la popolazione tutta deve essere consapevole del grado di pericolosità sismica del proprio territorio. Non solo, cultura del territorio significa sapere (e qui penso a Genova) che il canale sotto casa non è una fogna ma un torrente, che la propria casa è costruita sulle pendici di un monte instabile, o sul ciglio di un fiume, o su una costa cedevole, ecc.
Questa cultura semplicemente manca. Quando ho comprato casa, chiedevo la sismicità dei territori, ricevendo sguardi di sorpresa se non di ludibrio da parte degli agenti immobiliari (con cultura dell’immobile pari a zero o per lo meno infinitesimale rispetto a quella finanziaria, come se le case fossero fondi d’investimento). Il giorno prima dell’alluvione del 4 novembre 2011 ero a Genova, e i cartelli erano espliciti: Allerta rossa. Chiedendo in giro, la gente reagivo allo stesso modo: leggerezza, ovvero ignoranza. Dopo due alluvioni disastrose e con vari decessi (2011 e 2014) l’atteggiamento oggi è cambiato e la gente del posto è mediamente molto più consapevole del proprio territorio. Come lo è oggi nelle zone terremotate.
Ma davvero servono i morti per informarsi sul proprio territorio? Punto il dito sulle istituzioni, che per anni hanno minimizzato, se non nascosto, la pericolosità sismica e idrogeologica dei terrtori a rischio (c’è stata anche una sentenza per il terremoto dell’Aquila, contro la Commissione Grandi Rischi, assolta in Cassazione per questo motivo, è ovvio che non poteva prevedere il sisma, ma non doveva minimizzare la gravità dello sciame sismico).
Diciamo la verità: usciamo da un secolo (il XX) dove l’ordine era minimizzare e nascondere per evitare il panico. Spero che la tendenza del XXI secolo sia invece quella della trasparenza e dell’informazione. Come si fa a dire di prepararsi a un terremoto a una popolazione se ogni volta si minimizza uno sciame sismico o un movimento franoso?
Infine, consiglio alla popolazione di informarsi sempre sul territorio circostante la propria abitazione o quella in cui si è in procinto di andare a vivere: sismicità, sistema idrogeologico, rischi di frane, vicinanza di fiumi, torrenti, rivi, laghi e mari.

Ungheria: senza quorum il referendum di Orban


Il referendum voluto da Viktor Orban manca il quorum
Il quesito (Vuole che l’Ue possa prescrivere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?).
Convocando il referendum Orban perseguiva obiettivi interni e internazionali. Tra i primi, un plebiscito politico che ne rafforzasse l’ormai lunga leadership, arando sotto i piedi l’erba al concorrente di estrema destra Jobbik.
Dopo il fallimento del referendum, il presidente magiaro sostiene che “gli oltre 3 milioni di voti per il No costituiscono un segnale che non può essere ignorato e che impone di agire per vietare l’accoglienza senza il permesso del parlamento nazionale”. Ma Bruxelles ribadisce che “i ricollocamenti già decisi sono obbligatori e devono essere rispettati”.
Ci si chiede (già altre volte abbiamo affrontato l’argomento), perché Orban non indica un bel Ungherexit (o Magyarexit), forse perché il presidente xenofobo furbetto vuole solo prendere dall’Europa lasciando i problemi al resto dell’Unione? Forse perché sta combattendo una triste lotta tra xenofobi e razzisti? Si spera solo che il popolo che l’ha eletto si renda conto che il futuro degli Ungheresi fuori dall’Europa li rigetterebbe al tempi dell’odiato sovietismo.

Meglio uccidere che fermare la produzione: operaio ucciso a un picchetto


Un operaio egiziano di 53 anni, Abdesselem El Danafche, stava partecipando a un picchetto all’esterno della GLS, un’azienda di logistica a Piacenza, è stato travolto e ucciso mercoledì in tarda serata da un camion che ha forzato il blocco. L’uomo che era alla guida è sfuggito per un soffio al linciaggio degli altri operai ed è stato fermato dalla polizia. Il camionista, un 43enne, è stato arrestato per omicidio stradale.

Hillary Clinton e Donald Trump a colpi di cartelle cliniche


“È in buona salute ed è adatta a fare il presidente”, dichiara il suo medico curante, Lisa Bardack, in un’e-mail di due pagine inviata alla stampa. Poi aggiunge che soffre di una “forma moderata di polmonite batterica non contagiosa”. Insomma, non ci sarebbe nulla di grave. Ma non si sa se sia davvero così.
Poche ore prima Donald Trump ha presentato la sua cartella clinica in Tv. Il candidato repubblicano è sovrappeso (120 kg per un metro e 84 di altezza) e assume farmaci per tenere a bada pressione e colesterolo. Trump, accusato di fare poco esercizio fisico, avrebbe espresso l’intenzione di perdere almeno sette chili. Dai dati clinici presentati non emergerebbe alcun precedente problema cardiaco né tracce riconducibili al morbo di Alzheimer, la malattia che colpì suo padre Fred.
Insomma pare proprio che il vincitore delle presidenziali Usa sarà il “meno malato”.

Il 10 settembre 1952 il primo telegiornale in Italia


Sono passati esattamente 64 anni da quando, alle 21:00 circa del 10 Settembre 1952, il primo tg andò in onda in Italia dagli studi Rai di Milano. Il telegiornale fu affidato alla voce di Riccardo Paladini, uno speacker (non giornalista), e alla direzione di Vittorio Veltroni. Il telegiornale durò circa quindici minuti e che non presentò collegamenti esterni, raccontò ai telespettatori la regata storica di Venezia, i funerali del conte Sforza, la campagna elettorale negli Usa, la corrida portoghese e il Gran Premio di Formula 1 a Monza.

Nell’inferno di Aleppo


Ad Aleppo la popolazione agonizza sotto i bombardamenti dell’ultima settimana che stanno riducendo la città allo stremo: “Siamo intrappolati in casa, non c’è via di fuga e non possiamo muoverci. Sta iniziando a mancare tutto, e da quattro giorni non c’è più acqua”. Il grido di dolore proviene dallo staff siriano di Gvc, l’unica associazione italiana presente nella città mediorientale straziata dalla guerra civile: qui, fra mille difficoltà, una squadra di cinque volontari che ne coordinano altre decine fanno formazione rivolta agli insegnanti, oltre a intervenire nella riparazione dei pozzi d’acqua e a fornire taniche e cisterne.

Condizioni estreme, aggravate dalla mancanza di cibo e di acqua, che portano a problemi del sonno e a sofferenze psicologiche di varia natura e gravità”. Il quadro apocalittico di una città da due milioni di abitanti dove si affrontano quattro fazioni armate – le truppe governative, le milizie di Al Nusra, di Free Syrian Army e dell’Isis – negli ultimi giorni si è ulteriormente aggravato: “Aleppo è circondata ed è diventata una trappola mortale per la popolazione civile sotto assedio – aggiungono i responsabili di Gvc -. I nostri colleghi ci raccontano che non possono muoversi nelle aree ad ovest dove sono sempre andati, come ad Al Hamadaniah, dove risiede il maggior numero di rifugiati interni, a causa dei colpi e del fumo dei pneumatici bruciati per nascondere gli obiettivi. Non ci sono carne, frutta né carburante. I prezzi di quel poco che c’è sono alle stelle”.

Ilaria Alpi, la Cia e Gladio


Abbiamo molt a cuore l’argoento Ilaria Alpi, per cui riportiamo l’articolo di “Repubblicaonline” di Manlio Dinucci che ringraziamo:

“La docu­fic­tion «Ila­ria Alpi – L’ultimo viag­gio» getta luce, soprat­tutto gra­zie a prove sco­perte dal gior­na­li­sta Luigi Gri­maldi, sull’omicidio della gior­na­li­sta e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo 1994 a Moga­di­scio. Furono assas­si­nati, in un agguato orga­niz­zato dalla Cia con l’aiuto di Gla­dio e ser­vizi segreti ita­liani, per­ché ave­vano sco­perto un traf­fico di armi gestito dalla Cia attra­verso la flotta della società Schi­fco, donata dalla Coo­pe­ra­zione ita­liana alla Soma­lia uffi­cial­mente per la pesca.

In realtà, agli inizi degli anni Novanta, le navi della Shi­fco erano usate, insieme a navi della Let­to­nia, per tra­spor­tare armi Usa e rifiuti tos­sici anche radioat­tivi in Soma­lia e per rifor­nire di armi la Croa­zia in guerra con­tro la Jugoslavia.

Anche se nella docu­fic­tion non se ne parla, risulta che una nave della Shi­fco, la 21 Oktoo­bar II (poi sotto ban­diera pana­mense col nome di Urgull), si tro­vava il 10 aprile 1991 nel porto di Livorno dove era in corso una ope­ra­zione segreta di tra­sbordo di armi sta­tu­ni­tensi rien­trate a Camp Darby dopo la guerra all’Iraq, e dove si con­sumò la tra­ge­dia della Moby Prince in cui mori­rono 140 persone.

Sul caso Alpi, dopo otto pro­cessi (con la con­danna di un somalo rite­nuto inno­cente dagli stessi geni­tori di Ila­ria) e quat­tro com­mis­sioni par­la­men­tari, sta venendo alla luce la verità, ossia ciò che Ila­ria Alpi aveva sco­perto e appun­tato sui tac­cuini, fatti spa­rire dai ser­vizi segreti. Una verità di scot­tante, dram­ma­tica attualità.

L’operazione «Restore Hope», lan­ciata nel dicem­bre 1992 in Soma­lia (paese di grande impor­tanza geo­stra­te­gica) dal pre­si­dente Bush, con l’assenso del neo-presidente Clin­ton, è stata la prima mis­sione di «inge­renza umanitaria».

Con la stessa moti­va­zione, ossia che occorre inter­ve­nire mili­tar­mente quando è in peri­colo la soprav­vi­venza di un popolo, sono state lan­ciate le suc­ces­sive guerre Usa/Nato con­tro la Jugo­sla­via, l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Siria e altre ope­ra­zioni come quelle in corso nello Yemen e in Ucraina.

Pre­pa­rate e accom­pa­gnate, sotto la veste «uma­ni­ta­ria», da atti­vità segrete. Una inchie­sta del New York Times del 24 marzo 2013) ha con­fer­mato l’esistenza di una rete inter­na­zio­nale della Cia, che con aerei qata­riani, gior­dani e sau­diti for­ni­sce ai «ribelli» in Siria, attra­verso la Tur­chia, armi pro­ve­nienti anche dalla Croa­zia, che resti­tui­sce così alla Cia il «favore» rice­vuto negli anni Novanta.

Quando il 29 mag­gio scorso il quo­ti­diano turco Cum­hu­riyet ha pub­bli­cato un video che mostra il tran­sito di tali armi attra­verso la Tur­chia, il pre­si­dente Erdo­gan ha dichia­rato che il diret­tore del gior­nale pagherà «un prezzo pesante».

Ven­tun anni fa Ila­ria Alpi pagò con la vita il ten­ta­tivo di dimo­strare che la realtà della guerra non è solo quella che viene fatta appa­rire ai nostri occhi.

Da allora la guerra è dive­nuta sem­pre più «coperta». Lo con­ferma un ser­vi­zio del New York Times (7 giu­gno) sulla «Team 6», unità super­se­greta del Comando Usa per le ope­ra­zioni spe­ciali, inca­ri­cata delle «ucci­sioni silen­ziose». I suoi spe­cia­li­sti «hanno tra­mato azioni mor­tali da basi segrete sui calan­chi della Soma­lia, in Afgha­ni­stan si sono impe­gnati in com­bat­ti­menti così rav­vi­ci­nati da ritor­nare imbe­vuti di san­gue non loro», ucci­dendo anche con «pri­mi­tivi tomahawk».

Usando «sta­zioni di spio­nag­gio in tutto il mondo», camuf­fan­dosi da «impie­gati civili di com­pa­gnie o fun­zio­nari di amba­sciate», seguono coloro che «gli Stati uniti vogliono ucci­dere o catturare».

Il «Team 6» è dive­nuta «una mac­china glo­bale di cac­cia all’uomo». I kil­ler di Ila­ria Alpi sono oggi ancora più potenti. Ma la verità è dura da uccidere.”

Terrorismo surrealista: il 22 luglio l’ex islamico cristiano nazista festeggia Breivik


Ali David Sonboly, doppio passaporto tedesco e iraniano, ex islamico convenrtitosi al Cristinesimo, il killer di venerdì pomeriggio nel centro commerciale Olympia, l’aveva detto anche a Safete, macedone, figlia di una delle quindici famiglie del multietnico civico 67 di Dachaustrasse, la lunga strada che porta al primo campo di concentramento nazista.

Ieri, 22 luglio, era il quinto anniversario della strage di Anders Breivik, il folle che nel 2011 ammazzò in Norvegia 77 persone e Breivik era un idolo di Ali.

Mentono tutti


Ci avete fatto caso? Il Grand Guignol di Nizza come il fallito golpe in Turchia li abbiamo vissuti in diretta, com’è ormai consueto nell’era del Grande Fratello, fra tv, social network, videotelefonini e telecamere fisse. Eppure mai come da quando ci pare di sapere tutto, non sappiamo nulla. Perché tutti mentono. Tutti. Si pensava che l’homo videns di cui parlò Giovanni Sartori fosse almeno più immune dei suoi antenati alle bugie. Invece ne è vieppiù ostaggio, perché non sa neppure di non sapere. Crede di sapere tutto, dunque non cerca di saperne un po’ di più. O sospetta di sapere cose false, ma cade in preda alle leggende metropolitane del complottismo e della dietrologia, tanto false quanto affascinanti, dunque ritenute credibili come estrema reazione alle verità ufficiali, palesemente farlocche. Mente lo Stato Islamico, cioè l’Isis, quando 48 ore dopo la strage di Nizza comunica che il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel “era un nostro soldato”. Da quanto accertato finora, non lo era affatto: non era uno jihadista inquadrato, era un pessimo musulmano, beveva come una spugna, andava a donne, non rispettava il Ramadan, nessuno l’ha mai visto in moschea. Era semplicemente un pazzo solitario, ma tutt’altro che scemo, che s’è fatto beffe della cosiddetta “sicurezza” francese, ancora una volta perforata come un colabrodo, non bastando i precedenti di Charlie Hebdo e del Bataclan. E probabilmente ha deciso di morire da famoso in mondovisione: come Andreas Lubitz, il copilota tedesco che si schiantò un anno fa sulle Alpi francesi con tutti i passeggeri del suo aereo di linea. Mente il governo Hollande-Valls, quando assicura che la polizia transalpina ha “compiuto il suo dovere”, ma nulla poteva contro un terrorista “radicalizzato velocemente” ( tanto velocemente che non era neppure schedato tra i soggetti a rischio blando, malgrado i suoi precedenti per furti, violenze e altri crimini comuni: tipica tecnica di ingigantire il nemico per minimizzare le colpe di chi non ha saputo fermarlo). Se la polizia facesse il proprio dovere, nessun pregiudicato al mondo riuscirebbe a invadere, con un Tir noleggiato e una pistola in pugno, una zona pedonale affollata di migliaia di persone nel giorno della Festa Nazionale. Ammesso e non concesso che la polizia dica il vero, e cioè che Bouhlel ha forzato con abile manovra il posto di blocco (che invece, secondo testimoni oculari, non c’era neppure più), sarebbe stato inseguito e abbattuto dai gendarmi in pochi secondi.

[…]

Mentono i governi occidentali, dagli Usa all’Ue, che hanno atteso 3-4 ore prima di condannare il golpe e dare la solidarietà a Erdogan e al suo governo “liberamente eletto”. Hanno semplicemente aspettato di vedere chi vinceva per saltare sul carro giusto: avessero prevalso i golpisti, ora starebbero scaricando l’imbarazzante Sultano che perseguita gli oppositori, arresta o costringe all’esilio i dissidenti, chiude la stampa libera, censura il web (altro che “libere elezioni”), licenzia i magistrati, taglieggia l’Europa sui migranti e fa pure il doppio gioco col petrolio dell’Isis. Che il golpe sia stato un fulmine a ciel sereno per le cancellerie occidentali, non può crederlo neppure Alice nel Paese delle Meraviglie: la Turchia, ultimo avamposto della Nato verso il Medio Oriente, è piena di basi militari con personale americano ed europeo e tutti gli strumenti per intercettare gli F16 dei putschisti appena decollati alla volta di Ankara.

Mente anche Matteo Renzi quando, dopo ore di silenzio, corre in soccorso del vincitore Erdogan con gran “sollievo” per il “prevalere della stabilità e delle istituzioni democratiche” e perché “libertà e democrazia sono sempre la via maestra da seguire e difendere”. A parte l’abuso di parole come “libertà” e“democrazia”, che stonano sia col concetto di “stabilità” sia con un figuro come Erdogan che ora fa il controgolpe con la scusa del golpe, noi siamo uomini di mondo e capiamo quasi tutto: realpolitick, diplomazia, alleanze, interessi commerciali e anche la paraculaggine per dirottare altrove il mirino dei terroristi. Ma allora piantiamola con le ipocrisie. Com’è che, se “libertà e democrazia sono sempre la via maestra da seguire e difendere”, l’Italia continua a essere alleata di regimi illiberali e antidemocratici come l’Arabia Saudita, che, oltre a essere un’ottima fornitrice di Rolex a sbafo, è il principale finanziatore e megafono del reclutamento e della propaganda jihadista nel mondo? E che differenza c’è fra i generali golpisti “laici” turchi condannati ieri e il generale golpista “laico”egiziano Al-Sisi che seguitiamo a trattare coi guanti bianchi anche se continua a prenderci in giro sull’assassinio di Giulio Regeni? A parte il fatto che i golpisti turchi hanno perso e il golpista egiziano ha vinto, si capisce.

Marco Travaglio

Nizza: camion sulla folla e spari, strage


Nel giorno della festa nazionale. Nell’ora in cui le famiglie con i bambini si radunavano come ogni metà estate lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Almeno ottantaquattro le vittime, di cui molti bambini, di un camion di 15 metri lanciato a 80 chilometri all’ora in mezzo alla folla che a quell’ora popolava la Promenade des Anglais per assistere allo spettacolo di fuochi pirotecnici del 14 luglio, festa nazionale in Francia. L’attentatore, ucciso, è Mohamed Lahouaiej Bouhlel,  francese di Nizza di origini tunisine di 31 anni.

Isole contese del Mar Cinese: stop alla Cina


Il giudizio della Corte permanente Onu di arbitrato sulla Legge del Mare è arrivato: nel contenzioso territoriale con le Filippine la Cina ha torto. Un giudizio tecnico, basato sulla distinzione tra scogli e isole. Tra queste azioni contestate, in particolare quella dell’occupazione cinese di Scarborough Shoal, una serie di scogli di fronte alle Filippine che Pechino aveva definito «isole» per poter far valere una zona di controllo di 200 miglia dal loro centro. Il possesso nazionale di uno scoglio invece concede solo 12 miglia di mare intorno. Scarborough per la Corte è solo una serie di scogli. Quindi Pechino con la sua azione aggressiva ha torto.

Di fronte ai giudici della Corte dell’Aia, nel 2013 il governo di Manila aveva impugnato l’occupazione di Scarborough e aveva contestato la «linea dei nove tratti» che secondo i cinesi delimita le acque nazionali nel Mar cinese meridionale e si allunga fino a duemila chilometri dalle coste della Repubblica popolare e fino a poche centinaia di chilometri da Filippine, Vietnam e Malesia. Secondo quella mappa risalente al 1947, con nove tratti di penna, il 90 per cento di quei circa tre milioni quadrati di oceano sarebbero «storicamente soggetti alla sovranità della Cina» fin dai tempi imperiali. Dentro quei nove tratti ci sono gli arcipelaghi delle isole Paracel (Xisha secondo i cinesi) e Spratly (Nansha in cinese).

I cinesi non hanno accettato l’arbitrato e hanno boicottato i lavori della Corte. Il giudizio della Corte Onu è (dovrebbe essere) vincolante, ma non c’è meccanismo per farlo applicare con la forza. Il significato però è politico e potrebbe aprire la via a una serie di contestazioni da parte degli altri Paesi che si affacciano sul Mar cinese meridionale, allargando la crisi per Pechino.

La Nazione Oscura appoggia “Lexit”, la scissione di Londra dal Regno Unito


Da Londra è partita una petizione per staccare la capitale con 8,6 milioni di abitanti (per il 37% nati all’estero) dal resto del Paese e tenerla ancorata all’Europa: «Lexit». Sadiq Khan, il sindaco di origini musulmane successore di Boris Johnson, sarebbe destinato a presidente della nuova nazione secessionista.

La Nazione Oscura vuole Gibraltar come stato Indipendente dell’UE


Dopo il referendum vinto dal Brexit, per Scozia, Irlanda del Nord e Gibilterra si è verificato il paradossale risultato di aver votato in maggioranza per il Remain, dovendo però seguire le direttive del Regno Unito per l’uscita dall’Unione Europea. La Scozia ha già annunciato un nuovo referendum per l’Indipendenza dal Regno per restare in Europa, e sia in Irlanda del Nord che a Gibilterra si fanno discorsi analoghi.

La Spagna pensa di risolvere la secolare “macchia nera” di Gibilterra offrendo il protettorato a Gibilterra. La soluzione otimale, per la micronazione, sarebbe invece una piena indipendenza all’interno dell’Unione Europea, proprio come Malta.

mappa_gibilterra

FLUSH.ART log 18: Mijn Schatje


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log 18 : Mijn Schatje

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Aforismi accompagnati dalle eccellenti illustrazioni di Mijn Schatje.

Mermaid Starfish di Mijn Schatje

Mermaid Starfish di Mijn Schatje

 

La mente ama l’ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto (René Magritte).

Emotiojn di Mijn Schatje

Emotiojn di Mijn Schatje

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto (Howard Phillips Lovecraft).

Honey di Mijn Schatje

Honey di Mijn Schatje

E’ meglio un male sperimentato che un bene ignoto (Giuseppe Tomasi di Lampedusa).

Facial Expression di Mijn Schatje

Facial Expression di Mijn Schatje

Noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida. È così che nascono i rimpianti (Marilyn Monroe).

Doll di Mijn Schatje

Doll di Mijn Schatje

L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare ad non avere più paura, questa è la meta ultima dell’uomo (Italo Calvino).

Beauty di Mijn Schatje

Beauty di Mijn Schatje

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno (Martin Luther King).

Head di Mijn Schatje

Head di Mijn Schatje

Cassius Clay Muhammad Ali (1942-2016)


Muhammad Ali/Cassius Clay

Muhammad Ali/Cassius Clay

L’ISIS impara metodi da “Cosa Nostra” (tanto per non farci mancare nulla)


A Mosul, nel nord dell’Iraq, venticinque persone sono state sciolte nell’acido nitrico dai jihadisti dello Stato islamico. L’italia resta il Paese che ha esportato più criminalità all’estero. Con buona pace degli xenofobi.

Unioni civili: l’Italia passa dal Medioevo all’Illuminismo


Cioè, l’Italia ha parzialmente colmato il divario tra il Medioevo e l’Illuminismo e ci sono inquisitori che si lamentano? Ma noi vogiamo i matrimoni tra uomo e macchina e l’adozione di software-bambini, cari trogloditi che vorreste pontificare sul rapporto tra noi e il divino! Noi siamo più credenti di voi…

Austria, si dimette Werner Faymann


Terremoto politico in Austria causato dalla emergenza sui migranti, il nuovo problema che fa vacillare i governi europei dopo la crisi dei debiti sovrani. In Austria, anche a causa dell’annuncio della costruzione del muro del Brennero al confine con l’Italia, si dimette Werner Faymann. Il nuovo cancelliere verrà nominato nel pomeriggio. Nel frattempo ad interim assume le funzioni il vice cancelliere austriaco, il popolare Reinhold Mitterlehner.

Cesare, il mostro, il cattivo e il brutto.


Segnalo due importanti uscite librarie cartacee per la casa editrice ufficiale della Nazione OScura:
“Non ci sono dei oltre il tempo” di Davide Del Popolo Riolo, romanzo vincitore del Premio Kipple e
“The Monster, the Bad and the Ugly” in lingua inglese, di Alessandro Manzetti, candidato al BremStoker Award© e Paolo Di Orazio.
Link per l’acquisto:
Non ci sono dei oltre il tempo
The Monster, the Bad and the Ugly

Non ci sono dei oltre il tempo, di Daoide Del Popolo Riolo

Non ci sono dei oltre il tempo, di Daoide Del Popolo Riolo

The Monster, the Bad and the Ugly, di Alessandro Manzetti e Paolo Di Orazio

The Monster, the Bad and the Ugly, di Alessandro Manzetti e Paolo Di Orazio

1 maggio: chiudete i centri commerciali!


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Presidenziali in Austria, trionfa lʼestrema destra anti-migranti


Ancora un’avanzata delle destre xenofobe in Europa.
Il primo turno delle elezioni presidenziali ha sancito il trionfo dell’estrema destra, e allo stesso tempo la debacle dei grandi partiti tradizionali, i socialisti ed i popolari. Il candidato del partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha ottenuto oltre il 35% delle preferenze, ed al ballottaggio del 22 maggio sfiderà il verde Alexander Van der Bellen, secondo con circa il 21%.

Attriti Russia-Usa


Aerei militari russi hanno condotto una serie di voli considerati aggressivo sopra un cacciatorpediniere statunitense in acque internazionali nel mar Baltico. In un’occasione un jet Su-24 è arrivato a soli nove metri dalla Uss Donald Cook, in una sorta di atacco simulato. La nave statunitense si trovava a circa 70 miglia nautiche da Kaliningrad.

In costruzione il “muro” del Brennero


L’Austria ha deciso di costruire una barriera al Brennero che va contro i trattati di Schengen, contro l’Europa, contro i migranti, contro la Storia. Domenico Manzione, sottosegretario all’Interno italiano: “Con la chiusura del Brennero, danni consistenti”.
IL responsabile? Ha un nome, il presidente austriaco Heinz Fischer: la Storia ti ricorderà.

La neorepubblica di Torriglia è con Marcello I di Seborga


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Comunicato Seborga Originale

Allah è sempre più piccolo


22 marzo, Bruxelles, Belgio: terroristi kamikaze si fanno esplodere provocando 35 morti e decine di feriti.
28 marzo, Lahore, Pakistan: terroristi kamikaze si fanno esplodere provocando oltre 60 morti, di cui 30 bambini, e centinaia di feriti.

E’ in questi episodi che Dio non esiste, che Allah non esiste.

Soltanto quando tutti gli uomini comprenderanno le ragioni dell’altro qui e ora nella vita, saranno in grado di provare a comprendere quello che c’è o non c’è nell’Aldilà.

Giulio Regeni come Sacco e Vanzetti


Giulio Regeni

Giulio Regeni


Qualcuno ricorda la vicenda di Sacco e Vanzetti? Due italiani innocenti (accertato dopo la loro morte) uccisi sallo Stato (nella fattispecie, i moderati gli Stati Uniti) per le loro idee?
Visto l’estremo interesse dei media sul caso Regeni (suona male vero?, infatti è ironico, non dico che non se ne siano occupati, ma mi pare che si sia detto molto più su due fucilieri accusati di omicidio in India che un innocente torturato e ammazzato presumibilmente dai Servizi di Sicurezza egiziana, che dite voi?), riporto parte dell’editoriale del New York Times:
L’Italia è in subbuglio per la tortura e l’assassinio in Egitto di Giulio Regeni, un dottorando ventottenne che studiava a Cambridge, scomparso al Cairo il 25 gennaio e il cui cadavere è stato rinvenuto privo di abiti e con evidenti segni di percosse in un canale il 3 febbraio, poche ore dopo che le autorità italiane si erano rivolte direttamente al presidente Abdel Fattah el-Sisi perché le aiutasse a individuare lo studente scomparso.
Il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, ha detto che il corpo del giovane riporta i segni di “violenze disumane, bestiali, inaccettabili” – proprio quel genere di tortura che le forze di sicurezza egiziane infliggono regolarmente ai loro concittadini. […]
Sotto il regime di el-Sisi, gli egiziani sono stati rinchiusi in carcere a migliaia. Torture e sparizioni sono comuni. Professori universitari, attivisti per i diritti umani e giornalisti sono presi di mira in modo particolare. Di sicuro, l’omicidio di Regeni frenerà non poco la liberà espressione negli atenei egiziani.
Oltre che per questa ossessione, il governo di el-Sisi si caratterizza in questo periodo per il panico per le misere condizioni dell’economia locale – duramente colpita dal calo del turismo – e per i timori delle agitazioni che essa potrebbe scatenare. Anche se la tesi di dottorato di Regeni verteva sui sindacati, argomento assai delicato in Egitto, gli amici e i colleghi assicurano che lo studente italiano era molto cauto nelle sue ricerche.
Giulio Regeni è scomparso nel quinto anniversario del sollevamento popolare del 2011 che ha rovesciato il governo del presidente Hosni Mubarak. Per garantire che non si verificassero incidenti, quel giorno la polizia era stata schierata in forze. Quella sera Regeni è uscito di casa per recarsi a un compleanno e da allora di lui non si è saputo più niente.[…]

Turchia: è strategia della tensione


Il sanguinoso attentato ad Ankara di domenica scorsa (37 morti e 125 feriti) è stato rivendicato oggi dal gruppo militante curdo dei Falconi per la libertà del Kurdistan (Tak) attraverso il proprio sito. Nella dichiarazione online l’attacco viene descritto come una «azione di vendetta» contro l’offensiva dell’esercito turco nel sudest a maggioranza curda del Paese, in corso da luglio, aggiungendo che il gruppo realizzerà altri attacchi contro coloro che ritiene responsabili per le operazioni.
Il gruppo, composto dai fuoriusciti dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ma secondo gli esperti ancora legato a esso, aveva già rivendicato la responsabilità dell’attentato avvenuto sempre ad Ankara nello scorso 17 febbraio, quando 28 persone sono morte e altre 61 sono rimate ferite per l’esplosione di un’autobomba al passaggio di un convoglio militare nella zona residenziale della capitale.

FLUSH.ART log 15: Esao Andrews


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pillole di arte de/genere


log 15 : Esao Andrews

Leggi il senso di Flush.Art

Aforismi accompagnati dalle eccellenti illustrazioni di Esao Andrews.

Nulla è per caso (Stephen Littleword)

Damels Rescue di Esao Andrews

Damels Rescue di Esao Andrews

Ama e fa’ ciò che vuoi (Sant’agostino da Ippona)

Milkmaids Daughter di Esao Andrews

Milkmaids Daughter di Esao Andrews

Morire non è nulla; non vivere è spaventoso (Victor Hugo)

Portrait of Chelsea di Esao Andrews

Portrait of Chelsea di Esao Andrews

Chi vive senza follia non è cosi saggio come crede (Francois de La Rochefoucald)

House Of Mistery #35 di Esao Andrews

House Of Mistery #35 di Esao Andrews

L’essenziale è invisibile agli occhi (Antoine de Saint Exuperie)

Sprites Revenge di Esao Andrews

Sprites Revenge di Esao Andrews

Lo sai che l’amore è una patologia saprò come estirparla via (Afterhours)

Carousel di Esao Andrews

Carousel di Esao Andrews

Siate affamati, siate folli (Steve Jobs)

House of Mistery #12 di Esao Andrews

House of Mistery #12 di Esao Andrews

Kim Jong-un: pronti a usare armi nucleari


Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha ordinato che il dispositivo nucleare del Paese venga reso pronto per l’uso in qualsiasi momento. Lo riferisce la Cnn. La stesse informazioni vengono diffuse anche dall’agenzia sudcoreana Yonhap. A inizio anno la Corea del Nord aveva testato una bomba a idrogeno. Ma la notizia non era mai stata accertata con sicurezza.
Quindi, come al solito, nonostante la minaccia sia abbastanza seria, le agenzie occidentali continuano a buttare benzina sul fuoco accusando di “provocazioni”.

EON Archives e Vittore Baroni per Mail4Freedom


Per il neverending Project Mail4freedom riceviamo una busta da Vittore Baroni con materiale verio dall’EON Archive e dalla recnte retrospettiva dedicata al Prof. Bad Trip (Gianluca Lerici):

Me and My T-shits by Vittore Baroni

Me and My T-shits by Vittore Baroni


60 Years by Vittore Baroni

60 Years by Vittore Baroni


MYA 2016 by Vittore Baroni

MYA 2016 by Vittore Baroni


cartolina by Prof. Bad Trip

cartolina by Prof. Bad Trip


Prof. Bad Trip illustrated World

Prof. Bad Trip illustrated World


Move Your Archives by EON Archives

Move Your Archives by EON Archives


EON Archives

EON Archives


Busta di Vittore Baroni

Busta di Vittore Baroni

Evviva: tutti in Siria a fare la guerra!


La Turchia e l’Arabia Saudita sono pronte a condurre un’operazione con truppe di terra contro l’Isis in Siria, e l’aeronautica saudita ha ottenuto da Ankara il «via libera» a utilizzare la base aerea turca di Incirlik, vicina al confine siriano, per le operazioni di decollo e atterraggio dei suoi caccia.
L’opzione di un’azione terrestre è stata indirettamente confermata anche dal segretario di Stato Usa, John Kerry.

Family Day e Stepchild: cattolici – laici 1-0


Il Family Day ha segnato un punto: è bastato mentire spudoratamente sull’affluenza (mandando in giro una voce falsa e poi aggiustando il tiro, un ottimo trucco per far comunque parlare della manifestazione) e gridare il diritto di opinione contestando l’unico provvedimento (forse o apparentemnte) opinabile, ovvero l’adozione del figliastro (Stepchild adoption).
E gli avversari (soprattutto la rete) si sono comportati da pretini di provincia, contestando ai partecipanti di non avere una famiglia tradizionale, essere immorali o essere gay. Incredibile che i progressisti si siano improvvisamente trovati a fare la parte dei moralisti. Un grosso errore strategico. Che ha favorito i Family Fan. Infatti, chi impedisce a un gay di essere contro le adozioni tra coppie dello stesso sesso?
Buttando al macero tutte le scemenze lette in giro, affrontiamo la cosa seriamente.
Una manifestazione a favore di una famiglia (tradizionale) che ha già i diritti è evidentemente una manifestazione per togliere i diritti ad altri tipi di famiglia. Vero è che è stata una manifestazione in cui c’erano varie anime, ma è innegabile che tra di loro una percentuale non trascurabile fosse omofoba (o meglio criptomofoba) e, soprattutto, è innegabile che sia una manifestazione, pro-cattolica che mina quello che dovrebbbe essere la base dello Stato moderno: la laicità. È proprio la mancanza della laicità degli Stati Islamici che provoca il basso livello di diritti civili nei paesi musulmani (e paradossalmente questa cosa è criticata dagli stessi cattolici che però sono laici solo con le religioni degli altri).
A pensarci bene, una manifestazione contro l’equiparazione delle unioni civili con i matrimoni civili che non ha alcun senso, in quanto il matrimonio è l’unione tra due persone che vogliono stare insieme. Non si parla qui di matrimoni religiosi, ma di matrimoni civili. Il Family Day vuole un matrimonio civile di serie A e un’unione civile di serie B, senza dubbio un’idea squadrista e pseudorazzista.
All’osso, la manifestazione può reggere solo la contestazione della stepchild adoption. I Family Fan non vogliono che una persona con un figlio possa far adottare questo figlio al suo nuovo partner se questo è dello stesso sesso. “Perché il bambino ha diritto a un padre e a una madre” sostengono. L’associazione nazionale dei pediatri statunitensi ha dichiarato che “un bambino ha diritto a due persone che lo amano indipendentemente dal loro orientamento sessuale” perché non è quest’ultimo che interessa il bambino, ma l’amore. Detto questo, anche accettando questo presupposto (per il momento opiniabile, visto che non c’è certezza scientifica su questa cosa, e quindi né accettabile né contestabile), il bambino che vuole garantirsi un “padre” e una “madre” (lo stesso bambino che i cattolici battezzano senza il proprio consenso) vuole che essi si comportino e lo educhino da “padre” e “madre”, non da persona con organo sessuale maschile o femminile. Ovvero, al bambino non interessa che i genitori abbiano due organi genitali diversi, ma che venga educato con amore da un “padre” e da una “madre” nel senso educativo del termine. Conosco tanti uomini che sono ottime “madri” e donne che sono ottimi “padri”.
Quindi, in ogni caso, ogni contestazione dei Family Fan è relegabile alla restrizione dei diritti civili in base a questioni di fede, in una parola: cattofascimo.
nonostante ciò il Family Day ha segnato un punto, ma siamo sicuri che sia l’unico e l’ultimo, quando al grido di #svegliatitalia, il parlamento aprirà la porta di diritti civili.

Anche l’Unione Africana non funziona e Boko Haram continua le stragi


Al summit di Addis Abeba congelata la decisione di inviare una missione di peacekeeping a Bujumbura.
La cerimonia di chiusura del 26esimo summit dell’Unione Africana (UA), svoltosi dal 21 al 31 gennaio a Addis Abeba, in Etiopia, si è tenuta in presenza del capo di Stato ciadiano Idriss Deby Itno, eletto nuovo presidente di turno dell’Organizzazione per il 2016. Tra gli obiettivi mancati del summit c’è lo stanziamento di un contingente di pace africano in Burundi per arginare le violenze scoppiate da mesi nel Paese in seguito alla ricandidatura e alla rielezione poi, del presidente Pierre Nkurunziza. Durante i colloqui dei capi di Stato la proposta di inviare una missione africana di peacekeeping in Burundi è stata messa in stand-by per via dell’opposizione del governo di Bujumbura sebbene il blocco panafricano possa decidere di intervenire senza il consenso di un Paese in caso di gravi circostanze (crimini di guerra, genocidi e crimini contro l’umanità).
Il commissario per la Pace e la Sicurezza dell’organizzazione, Smail Chergui, ha confermato che durante il summit si è preferito optare per l’invio di una delegazione a Bujumbura per negoziare l’eventuale dispiegamento di forze di pace con il governo del Burundi. Dal canto proprio, il ministro degli Esteri del Burundi, Alaine Nyamitwe, ha assicurato che il suo governo “possiede le capacità di ripristinare la sicurezza nazionale”.
Il rischio, in caso contrario, è che il Paese possa precipitare in una guerra civile come quella occorsa tra il 1993 e il 2006. Dall’aprile 2015, quando il presidente Nkurunziza ha annunciato di candidarsi per un terzo mandato presidenziale, almeno 400 persone sono morte negli scontri di piazza e oltre 230mila hanno abbandonato il Paese.
Nel corso del summit il ministro della difesa della Nigeria aveva definito Boko Haram «indebolito», ma la risposta non si è fatta attendere: l’organizzazione terroristica rade al suolo il villaggio di Dalori, a 5 km di distanza da Maiduguri, luogo di provenienza dei terroristi provocando 86 morti molti di loro bruciati vivi, tra cui molti bambini. Ormai in cinque anni di attentati il numero delle vittime ha toccato quota 20mila; 2,5 milioni invece gli sfollati.
Nel sud del Paese, nel Delta del Niger, le cose non vanno meglio. Dopo anni di tranquillità grazie all’armistizio siglato tra i guerriglieri del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger Delta) e l’ex presidente Goodluck Jonathan per spartire i proventi petroliferi della regione, la tensione è di nuovo alle stelle. Nello stato di Bayelsa è stata fatta esplodere una delle condutture di una compagnia sussidiaria dell’Eni, la Nigeria Agip Oil Company (Naoc).
Infine in Ciad Boko Haram uccide almeno 27 persone e ne ferisce almeno 80 in un triplice attentato suicida avvenuto nel mercato di Loulou Fou, un’isola sul Lago Ciad.

Siria, strage di civili dell’Isis a Deir el Zour: 300 morti, 400 rapiti


Il governo della Siria ha alzato a 300 il bilancio dei morti della giornata di attacchi di ieri da parte dell’Isis nella zona di Deir el Zour nell’area di Bghiliyyeh, nell’est del paese, mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato il rapimento nella stessa zona di 400 civili da parte dei jihadisti.
Almeno 150 persone sono state decapitate nel massacro, incluse decine di donne e bambini, a 400 ammonterebbero i civili rapiti.

Perché hanno ucciso Gheddafi?


Una riflessione di cui abbiamo parlato poco, ma che è interessante tirare fuori adesso per comprendere come ragionano i civili e democratici governi europei.
Gheddafi voleva ottenere l’indipendenza finanziaria del continente attraverso la costituzione di 3 istituzioni bancarie: la Banca Centrale Africana, con sede ad Abuja in Nigeria, avente lo scopo di creare una moneta unica africana indipendente, sia per gli stati ex colonia costretti ad utilizzare valute straniere, sia per la commercializzazione del petrolio da effettuarsi obbligatoriamente in dollari. Il Fondo Monetario Africano con sede in Camerun a Yaoundé, con lo scopo di concedere prestiti agli stati africani a condizioni molto più convenienti di quelle del Fondo Monetario Internazionale, oltretutto facendo imbestialire le elites bancarie occidentali, non concedendo loro di partecipare finanziariamente al progetto dunque estromettendole da qualsiasi potere decisionale.
Quali sono le monete più utilizzate in Africa?
Quali sono le nazione che hanno voluto il conflitto e la morte di Gheddafi?
Le stesse. Francia, Usa e Regno Unito.

Cosa sta tramando l’Arabia della dinastia teocratica dei Saud?


A domanda complessa, risposta semplice:
La decapitazione del chierico sciita saudita Nimr al-Nimr non ha nulla a che vedere con l’insostenibile accusa di sedizione e terrorismo per cui è stato giustiziato. Lo sheik del governatorato del Qatif è stato ucciso con il deliberato proposito di sabotare il processo di distensione della comunità internazionale con l’Iran, ed impedire quindi a Tehran di emergere nel sempre più caotico quadro politico mediorientale.
L’ascesa al trono di Re Salman, nel gennaio del 2015, era stata accolta con un tiepido favore dalla comunità internazionale, ritenendo l’anziano sovrano una tra le migliori alternative possibili in seno all’eterogenea famiglia reale degli al-Saud.
Il suo stato di salute, tuttavia, già compromesso all’atto della nomina, è radicalmente peggiorato nel corso dell’anno, riducendo in tal modo la capacità del monarca e spalancando al tempo stesso le porte alle sfrenate ambizioni di suo figlio Mohammad bin Salman al-Saud e suo nipote Mohammed bin Nayef al-Saud, rispettivamente deputy crown prince e ministro della difesa.
A marzo del 2015 il giovane principe Mohammad venne messo a capo della coalizione a guida saudita che avrebbe dovuto sedare la rivolta degli Houti sciiti in Yemen, riportando il destituito governo filo-saudita al potere.
Lo scontro sciiti-sunniti, in tal modo propinato, è diventato il leitmotif di una sempre più stereotipata capacità di analisi occidentale sulla regione. Il conflitto in atto non riguarda la sfera confessionale, ma è tutto interno al mondo arabo della regione, dominato dall’anacronistica visione identitaria del wahabismo e oggi profondamente scosso dalla concreta possibilità di collasso di tutte quelle entità statuali che per un secolo hanno dominato la penisola araba attraverso il ruolo di modeste quanto autoritarie dinastie regnanti.