Mladic codannato per crimini contro l’Umanità


Il Tribunale internazionale per i crimini di guerra (Tpi) dell’Aja ha condannato Ratko Mladic all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Nell’estate del 1995, tra il 6 e il 25 luglio, le milizie serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic, con l’appoggio del gruppo paramilitare degli “Scorpioni”, penetrarono in quella che ormai da due anni avrebbe dovuto essere una zona protetta da parte delle Nazioni Unite. Dopo un assedio durate alcuni giorni, le forze ONU comandate in loco dal colonnello olandese Thom Karremans e coordinate a Sarajevo dal Generale Janvier furono incapaci di rispondere all’attacco dei serbo-bosniaci. Mladic entra a Srebrenica l’11 luglio. Il giorno dopo inizia l’operazione di pulizia etnica: le donne e i bambini vengono separati dai maschi di età tra i 12 e i 77 anni che vengono catturati formalmente per essere “interrogati per sospetti crimini di guerra”per essere poi massacrati.
Felici di questa condanna, non possiamo evitare di far notare la corresponsabilità dei reparti ONU e degli Stati Uniti d’America, che rifiutarono d’inviare rinforzi e persino un attacco aereo per bombardare le posizioni serbe.
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Sorteggeremo i condannati a morte


Dopo l’entusiasmante stratagemma europeo per la scelta della nuova sede dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, che dovrà lasciare Londra in seguito alla Brexit, la Nazione Oscura ha deciso di adottare lo stesso sistema.

In pratica la sede è stata scelta sorteggiando tra due palline con il nome delle città. Ha vinto Amsterdam (ai danni di Milano) la città che nei ballottaggi precedenti aveva sempre perso o pareggiato: un grande risultato! La Nazione Oscura sceglierà in questo modo la sede della prossima ambasciata, e si prefigge in futuro di scegliere politici, magistrati, soldati, contribuenti, carcerati e condannati a morte. Il sorteggio, infatti, ha qualcosa di divino, perché la casualità non è assolutamente controllata dall’uomo.

Facciamo i complimenti a quest’Europa che si piega agli dei della fortuna, come si faceva con i condannati e le steghe qualche secolo fa.

Incidente radioattivo in Russia o Kazakistan tenuto segreto


Una nube radioattiva si aggira sull’Europa. Un mistero, visti i tanti interrogativi e le sparute risposte. Come riporta l’agenzia Reuters, rimane certo che, nelle ultime settimane, gli istituti di sicurezza nucleare in Europa hanno misurato livelli elevati di rutenio 106, isotopo radioattivo prodotto da scissioni di atomi che non si registrano naturalmente. Secondo gli esperti, i livelli riscontrati e i movimenti della coltre farebbero ritenere che un incidente sia avvenuto in un impianto nucleare situato a sud degli Urali, in Russia o Kazakistan, nell’ultima settimana di settembre. A lanciare l’allarme è stato l’Irsn, l’Istituto francese di sicurezza nucleare, che ha escluso che la fuga di materiale radioattivo sia stata provocata dal malfunzionamento di un reattore nucleare.

Puigdemont ha perso


In risposta al nostro stesso articolo Rajoy ha perso, ecco come si può ribaltare una situazione.

La notizia di oggi, infatti, che il presidente destituito della Catalogna Carles Puigdemont (attualmente in Belgio) non tornerà né a Barcellona né in Spagna a farsi interrogare è una palese dimostrazione di debolezza. Come del resto andare a elemosinare solidarietà all’Europa. Dopo il grave errore del governo spagnolo di ribattere con la violenza al referendum della Catalogna, soltanto un errore piùgrande poteva ribaltare la situazione.

Ora la Catalogna non è regredita a regione non autonoma, e lo resterà fino alle elezioni di dicembre, che potrebbero addirittura lasciare le cose come stanno, con un danno per la regione catalana senza precedenti.

Complimenti a tutti i politici spagnoli, che confermano la loro inadeguatezza (dopo che ci sono volute DUE elezioni per formare un governo).

Per il momento, quindi, la Nazione Oscura Caotica non interromperà le relazioni diplomatiche col governo spagnolo e l’Ambasciata di Spagna e delle Terre Africane rimarrà operativa.

Tramonti postmoderni nel nord che brucia: governo ladro!


Da un paio di giorni si registrano nei cieli del Norditalia dei tramonti dai colori stupefacenti e iridescenti. Lo scrittore Don DeLillo li definiva “tramonti postmoderni” perché figli dell’inquinamento. Ma qui non c’è solo l’inquinamento arrivato a livelli da sterminio, ma un’intera valle che sta bruciando. La Val Susa.

E voi lo sapete che siccome il governo ha incorporato dall’oggi al domani il Corpo Forestale nei Carabinieri (obbligando chi vi lavorava a portare una divisa e un’arma alla faccia della propria etica personale), ora ci sono dei mezzi antincendio per incendi boschivi e montani inutilizzabili per motivi burocratici? Sì, si senta responsabile il Governo per questo fantastico spettacolo di Fine Mondo.

Happy And of the World.

La Catalogna dichiara l’Indipendenza


Il Parlament della Generalitat de Catalunya ha approvato la risoluzione che dichiara l’indipendenza unilaterale dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana. Al voto, avvenuto a scrutinio segreto, hanno partecipato soltanto i partiti indipendentisti. I popolari, i socialisti e Ciudadanos hanno abbandonato l’aula prima dell’inizio. 70 i voti favorevoli, 10 i contrari e due le schede bianche.

Rajoy: “Restaureremo la legalità, voto atto criminale”. Nel frattempo, il governo Spagnolo approva l’articolo 155 che cancella l’autonomia della Catalogna.

L’ambasciatore caotico della Spagna e delle Terre Africane Lukha B. Kremo si è chiuso in gabinetto privato per prendere una posizione ufficiale.

Trump e Kim riprendono a giocare a Risiko col mondo


Per la prima volta dalla fine della Guerra fredda, nel 1991, un alto ufficiale dell’Us Air Force non ha escluso la messa in stato d’allerta 24 ore su 24 la sua flotta di B-52, i bombardieri con ordigni nucleari.

In realtà, il segretario alla Difesa americano Jim Mattis, in visita in Asia, ha ribadito che gli Usa seguono la via diplomatica per risolvere la crisi coreana. Washington non ha perso le speranze di trovare una soluzione, magari con l’aiuto della Cina.

Raqqa liberata dai Curdi appoggiati dagli Usa


Raqqa è stata liberata, gli ultimi miliziani dell’Isis sono stati uccisi o si sono arresi. Ad annunciare la liberazione di Raqqa sono state le milizie curde siriane dell’Ypg e i combattenti arabi sostenuti e armati dagli Stati Uniti. Ma una vittoria militare può rivelarsi l’anticamera di un altro conflitto armato. È quello che vedrà contrapposti i curdi siriani e l’esercito turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan teme di più è la costituzione del Grande Kurdistan, che dalle provincie a maggioranza curda dell’Iraq si estenda all’area della Siria prospiciente i confini della Turchia per poi avere un deflagrante effetto domino nelle regioni turche a maggioranza curda.

Esplode camion-bomba a Mogadiscio: 276 morti e più di 300 feriti


Sono 276 i morti dell’attentato avvenuto sabato a Mogadiscio, Somalia, oltre 300 i feriti. Diverse fonti indicano nei terroristi di Al Shabaab i responsabili del massacr.

Questa orrenda strage è la prima notizia in tutti i media occidentali. Ops, in un altro universo, però.

Inaugurazione della Kipple Lander


La notizia della fantomatica Kipple Lander era nell’aria da settimane, ma non c’erano conferme ufficiali. Ora sì però, e si può anche vedere e toccare con mano!
Cos’è la Kipple Lander? È la nuova sede itinerante della KippleOfficinaLibraria  (casa editrice ufficiale della Nazione Oscura Caotica) oggi 14 ottobre 2017, a StraniMondi, farà la sua prima uscita ufficiale.

Kipple Lander è anche una libreria ambulante, è un luogo d’incontro, una Nuova Eterotopia calata dentro una realtà a sua volta a se stante in un carosello di scatole cinesi senza sosta, senza tregua, in cui conoscere gli autori e attori Kipple mentre la Tana del Bianconiglio si racchiude su se stessa per accogliervi nei meandri inesplorati del Fantastico…

Siete pronti, quindi a Kipple Lander? Sabato14 ottobre e domenica 15, a StraniMondi presso l’UESM, Casa dei Giochi, Via Sant’Uguzzone 8, Sesto San Giovanni, Milano. Vi aspettiamo numerosi e curiosi.

Germania, anno zero del nuovo nazismo?


Il 4 settembre 2015, la cancelliera Merkel ha aperto i confini a un milione di profughi, quasi tutti siriani. E moltissimi tedeschi si sono infuriati. Sono quei milioni che la settimana scorsa hanno votato per Afd (Alternative für Deutschland), il partito dell’estrema destra che ha fatto irruzione in Parlamento conquistando quasi 100 seggi, sottraendo un milione di voti alla Cdu, mezzo milione all’Spd e un altro mezzo milione alla sinistra (la Linke).
Da un punto di vista sociologico ed economico, l’integrazione di un milione di rifugiati è una cosa fattibile. Ma le ripercussioni emotive, le paure che alcuni tedeschi oggi percepiscono rispetto ai migranti, amplificano questo compito e lo rendono cassa di risonanza per le nuove destre che, come Alternative für Deutschland, hanno cavalcato il senso di insicurezza dei cittadini.
Questo effetto non era da sottovalutare. Non solo nell’ex-Germania Orientale, ma anche nei Paesi dell’ex blocco sovietico, dove il mito dell’internazionalismo proletario si rovescia oggi nel più crudo nazionalismo e in accessi di xenofobia e antisemitismo, creando una sorta di Internazionale Nera.

Catalogna, ferite e carica durante il voto


Chiuse le urne per il referendum sull’indipendenza catalana, dopo una giornata contrassegnata da numerosi scontri tra la polizia di Madrid e i catalani che si recavano ai seggi. Nei seggi di Barcellona e della regione i militanti del Sì all’indipendenza hanno affrontato le forze dell’ordine. Il seggio dove avrebbe dovuto votare il governatore catalano Carles Puigdemont è stato tra i primi ad essere bloccato dalla polizia. Gli agenti, che hanno usato anche proiettili di gomma, hanno caricato la folla in attesa davanti a diversi seggi elettorali. Pesante il bilancio degli scontri: secondo il governo locale, i feriti sarebbero almeno 761.

Minacce di Al Baghdadi: o è uno zombie o i media occidentali sono allo sbaraglio


L’Isis ha diffuso un nuovo discorso del suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi. Lo riferisce il Site, che monitora le attività online delle organizzazioni jihadiste. La data della registrazione non è chiara, ma nell’audio lo sceicco parlerebbe anche delle minacce della Corea del Nord a Stati Uniti e Giappone, particolare che, se confermato, potrebbe avvalorare la tesi che il Califfo sia intervenuto via voce successivamente alle ultime affermazioni sulla sua morte. In teoria, al 14 settembre, quando Pyongyang aveva minacciato di usare una testata atomica per “affondare” il Giappone e “ridurre in cenere” gli Usa (il 3 settembre era stata fatta esplodere la prima bomba all’idrogeno).
Dopo le numerose voci sulla morte dello sceicco possiamo concludere che le fonti dei media occidentali sono totalmente inattendibili, come del resto è stato per la Corea del Nord.

Oggi Kurdistan al voto


Si sono aperte nel Kurdistan iracheno le operazioni di voto per lo storico referendum sull’indipendenza. Le conseguenze del voto sono imprevedibili, sia per l’Iraq che per gli altri Paesi dell’area, a cominciare dalla Turchia. Sono chiamati al voto 5,3 milioni di elettori, tra cui i cittadini nella provincia contesa (e ricca di petrolio) di Kirkuk. Ankara minaccia un intervento militare, Baghdad invia le truppe federali.
Notiamo come ne parlino TUTTI i media eh… (ironico).

Indipendenza della Catalogna: dopo il blitz notte di proteste a Barcellona


Dopo il blitz spagnolo sul governo indipendentista che ha portato a 14 arresti, Barcellona scende in piazza. L’8 settembre l’esecutivo catalano è stato denunciato in blocco da Madrid per “disobbedienza, abuso di potere e malversazione di denaro pubblico” per aver firmato il decreto di convocazione del referendum sull’indipendenza. La Corte costituzionale ha sospeso la consultazione. Il presidente Carles Puigdemont a sorpresa ha annunciato comunque la nascita del sito elettorale che indica a ogni cittadino dove e come potrà votare fra 10 giorni.
La Ue esprime “preoccupazione” ma nessuna posizione ufficiale.
La Nazione Oscura Caotica esprime ufficialmente “crapula”.

Nuove Eterotopie, l’antologia definitiva del Connettivismo


Dopo una lunga lavorazione, è uscita Nuove Eterotopie, l’antologia definitiva del Connettivismo, 16 autori Connettivisti danno il meglio in 16 racconti, in compagnia del fondatore della corrente letteraria del Cyberpunk Bruce Sterling, presente con un romanzo breve.

a cura di Giovanni De Matteo e Sandro Battisti, postfazione di Salvatore Proietti
Autori presenti: Bruce Sterling, Simone Conti, Giovanni De Matteo, Domenico Mastrapasqua, Giovanni Agnoloni, Umberto Bertani, Alex Tonelli, Marco Milani, Roberto Furlani, Francesco Verso, Francesca Fichera, Fernando Fazzari, Umberto Pace, Marco Moretti, Lukha B. Kremo, Roberto Bommarito, Sandro Battisti.
Lo trovate in ebook e nello sfogliabile e profumato cartaceo.

Ultimo Continente, racconti di Lukha B. Kremo sul “Cittadino”


Oggi, 12 settembre, esce l’ultimo racconto di una serie settimanale di racconti di fantascienza usciti sul quotidiano del Sudmilanese e del Lodigiano “Il Cittadino”. La serie, inaugurata a inizio estate da Dario Tonani, si conclude con il racconto di Lukha B. Kremo “Ultimo Continente”.

Malala Yousafzai bacchetta Aung San Suu Kyi per le violenze sui Rohingya


Tensione tra i due premi Nobel per la pace: la giovane pakistana Malala Yousafzai esorta la leader birmana Aung San Suu Kyi a prendere posizione e a esprimersi contro il trattamento nei confronti dei musulmani Rohingya in Myanmar. Non è l’unico attacco che San Suu Kyi ha ricevuto in questi giorni per un silenzio che suona come un avvallamento delle violenze contro i Rhoingya. Già era circolato un appello da parte di altri vincitori del Nobel per la pace. E il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson.

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Malala Yousafzai

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Aung San Suu Kyi

Corea del Nord, test atomico provoca sisma di magnitudo 6.3


Un terremoto del 6.3 scuote la Corea del Nord. Pyongyang comunica che ieri è stato condotto con successo il test di una bomba all’idrogeno. L’esplosione sotterranea a 10 km è 5 volte più potente della bomba di Nagasaki, ed è il sesto test atomic della Corea del Nord. Scatta l’allarme di Seul: il presidente Moon jae-in convoca il Consiglio di sicurezza e l’esercito sudcoreano alza il livello d’allerta predisponendo l’attivazione del “team di risposta” alla minaccia atomica. Shinzo Abe manda i jet giapponesi per verificare il livello di radioattività. Pechino invia aerei militari al confine.

Missile nordcoreano sorvola il Giappone, convoncato il COnsiglio di Sicurezza Onu


La Corea del Nord ha lanciato un missile sconosciuto che ha sorvolato il territorio giapponese. Le autorità di Tokyo hanno invitato i cittadini giapponesi di Tohoku a prendere precauzioni e trovare riparo nei rifugi sotterranei, sebbene non si conosca il tipo di missile sparato. Il proiettile non identificato sarebbe stato lanciato intorno alle 5.57 locali da Pyongyang (poco prima delle 23.30 ora italiana). Secondo l’agenzia sudcoreana il missile si è rotto il tre parti ed è finito in mare a circa 1.180 chilometri da Cape Erimo nell’isola di Hokkaido. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha confermato che il missile ha percorso lo spazio aereo del Giappone.

E da Seul c’è stata subito anche una risposta “militare” al lancio del missile da parte di Pyongyang. La Corea del Sud ha tenuto manovre aeree con quattro caccia F-15 che hanno sganciato otto bombe MK-84 su target al Pilseung Range, campo militare sulla costa orientale: il portavoce presidenziale Park Su-hyun ha detto che il direttore della sicurezza nazionale Chung Eui-yong ha avuto un colloquio con la controparte americana H.R. McMaster sull’ultima “provocazione” del Nord.
Per questa mattina è stata convocata una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Venezuela, armi ai civili in funzione anti-Usa


In Venezuela si svolgono esercitazioni militari volute dal presidente Nicolàs Maduro dopo le dichiarazioni del vicepresidente Usa Mike Pence, che nei giorni scorsi ha annunciato la volontà degli Stati Uniti di “ristabilire la democrazia” nel Paese sudamericano. Sono state coinvolte quasi 1 milione di persone, sia militari che civili. A Caracas centinaia di civili si sono messi in fila per imparare l’uso delle armi, dai fucili ai bazooka.

Corea del Nord continua lancio di missili


Kim Jong-un festeggia le esercitazioni militari tra Corea del Nord e Stati Uniti con un nuovo, lancio di missili, che vengono lanciati dalla provincia di Ganwon e cadono nelle acque tra la Corea del Sud e il Giappone, volando per almeno 250 chilometri.

Strage a Barcellona, 14 morti per attacco jihadista col furgone


Attentato a Barcellona giovedì alle 16.50, quando un furgone è piombato sulla folla che passeggiava sulla celebre Rambla, nel cuore della capitale catalana. 14 morti e circa 140 feriti, 16 dei quali gravi. Tra le vittime due italiani. Un massacro rivendicato dall’Isis. I terroristi in azione a Barcellona sarebbero tutti morti nella sparatoria di Canbrils. Tra questi quattro, che avevano dai 17 ai 24 anni, precisa El Mundo, ci sarebbe anche Moussa Oukabir, insieme a Sais Aallaa e Mohamed Hycham.

Kim Jong-Un minaccia Guam, Trump minaccia la Corea del Nord


Le autorità nordcoreane hanno ribadito non solo la volontà di sferrare l’attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma hanno anche anticipato come si stia seriamente valutando il lancio di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane. Donald Trump, incurante delle polemiche, alza ulteriormente i toni contro Pyongyang replicando alle ultime minacce del regime di Kim Jong-un: «Forse le mie parole finora non sono state abbastanza dure. La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima».

Maduro sventa il colpo di Stato


In Venezuela un gruppo di militari guidato da Juan Caguaripano, identificatosi come comandante dell’operazione “David Carabobo”, ha annunciato una ribellione contro il governo. Poche ore dopo la comparsa del video, però, il capo del partito di governo, Diosdado Cabello, ha fatto sapere che è stato compiuto un “attacco terroristico” contro una base militare di Paramacay, nel Venezuela centrale, e che molte persone sono state arrestate.

Venezuela: votazione per l’Assemblea costituente


In Venezuela si è votato per eleggere un’Assemblea costituente voluta dal presidente Nicolás Maduro e molto osteggiata dalle opposizioni. Ll’astensione è stata molto elevata: secondo il Consiglio nazionale elettorale l’affluenza è stata del 41,43 per cento.

Corea del Nord: attacco nucleare se Usa provano a cambiare regime


“Se gli Stati Uniti dovessero soltanto osare di tentare di rimuovere il supremo leader, il nostro martello nucleare, levigato e indurito nel tempo, colpirà il cuore degli Stati Uniti. E’ ormai chiaro che l’obiettivo finale dell’amministrazione Trump è di spodestare il regime. Le osservazioni del direttore della CIA confermano la sua ignoranza e l’esplicita incompetenza dell’intelligence americana. Qualora l’integrità suprema della Repubblica Popolare Democratica di Corea venisse minaccia, annienteremo tutti i paesi direttamente o indirettamente coinvolti, mobilitando tutte le nostre forze, comprese quelle nucleari”

Acquistata la nuova sede itinerante


La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura Caotica – la Kipple Officina Libraria – è lieta di annunciarvi la conclusione dell’acquisto della nuova sede itinerante: la caravan Lander Graziella 474 A.

Cominciano da oggi i lavori di ristrutturazione in previsione dell’inaugurazione a fine estate.

Al Baghdadi muore per la terza volta (ma ora lo dicono loro)


Annunciata qualche settimana fa dai russi, ma senza alcuna prova concreta, adesso la notizia della morte del califfo dello stato islamico sembra essere definitivamente vera. E’ lo stesso stato islamico a darne notizia in un comunicato dopo che ieri l’esercito iracheno aveva del tutto liberato la loro capitale, Mosul. Abu Bkar al Baghdadi è morto (non viene specificato quando e in che modo) ed è stato nominato un nuovo califfo di cui non viene detto il nome, mentre si chiede ai combattenti dello stato islamico di resistere. Come si sa, all’Isis rimane in mano la sola città di Raqqa in Siria sotto assedio da alcune settimane.

Corea del Nord lancia un missile intercontinentale


Il 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, la Corea del Nord lancia un nuovo missile balistico intercontinentale. Il test missilistico è stato fatto alle 9.40, ora locale, il missile è partito dalle coste occidentali del Paese, da una località, Banghyon, non lontana dal confine con la Cina, e ha volato per 37 minuti percorrendo 930 chilometri prima di finire nel Mare del Giappone, in un’area rivendicata da Tokyo come Zona economica esclusiva. Poco dopo l’agenzia sudcoreana Yonhap ha reso noto che a breve ci sarà “un importante annuncio” da parte delle autorità nordcoreane.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto alla Cina di prendere misure decisive per “mettere fine a questa cosa che non ha senso una volta per tutte”. E poi ha ironizzato: “Ma questo tipo [Kim Jong-un] non ha null’altro di meglio da fare nella sua vita?, alimentando le pressioni su Pechino all’indomani della telefonata con il presidente cinese, Xi Jinping, proprio sul dossier Pyongyang.

Anche in Germania via libera ai matrimoni gay


Approvata a maggioranza con 393 voti a favore e 226 contrari la legge che garantisce pari dignità alle nozze tra persone eterossessuali e omosessuali. La Merkel si è espressa per il no ma ha lasciato libertà di voto ai deputati della coalizione.

Isis come Hitler; distrugge la moschea di Mosul


L’Isis, ormai in fuga, distrugge la moschea Al Nouri di Mosul.

L’estremismo dei jihadisti scorre come un veleno mortale nelle vene aperte di questa regione, l’occupazione di truppe straniere diventa una presenza forse necessaria ma umiliante, le società sono frammentate e divise da conflitti settari, etnici, economici e di potere.

Sergio Altieri ci ha lasciato


Sergio Alan D. Altieri, scrittore, sceneggiatore e traduttore (aveva tradotto Games Of Thrones di George R.R. Martin) è morto oggi all’età di 65 anni.
 
Nato a Milano e laureato in ingegneria, Sergio aveva lavorato a lungo negli Stati Uniti come sceneggiatore cinematografico. Come scrittore era specializzato in storie d’azione, trhiller e noir. Tra le opere più note il romanzo Kondor (premio Scerbanenco), la Trilogia di Magdeburg e la recente serie di Terminal War.
La Nazione Oscura Caotica dichiara il 16 giugno 2017 una giornata di lutto in memoria.
Le altre giornate di lutto nazionale della Nazione Oscura sono:
30 gennaio 2013: morte di Antonio Caronia, 68 anni.
14 gennaio 2013: morte di Riccardo Valla, 70 anni.
4 ottobre 2011: morte di Vittorio Curtoni, 62 anni.
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti, 66 anni.

Primo effetto della visita di Trump a Riyad: terrorismo in Iran


La visita di Donald Trump a Riyad, in Arabia Saudita, avvenuta il 21 maggio scorso, a omaggiare la teocrazia assoluta dei Saud, dittatura senza eguali che fa eccezione alla bandiera dell'”esportazione di democrazia” tanto sventolata dagli Usa contro Iraq, Afghanistan, Corea del Nord, eccetera (reverenza del resto emulata da tanti leader occidentali, tra i quali Matteo Renzi), è passata nei media occidentali come “la visita in cui Melania Trump non ha indossato il velo”. Oltre alla sciatteria (forse volontaria), bisogna dire che i media non hanno saputo dirci cosa si siano veramente detti.

Ma si è scoperto il 6 giugno, quando 6 paesi arabi capeggiati dai Sauditi e dall’Egitto (successivamente seguiti da altri) hanno messo al bando il Qatar, con la motivazine (davvero ridicola) dell’appoggio qatarino al terrorismo (quando tutti sappiamo, e non lo hanno nemmeno negato, che sono i sauditi a finanziare l’Isis).

Il Qatar è un regno a prevalenza sunnita, ma con forte presenza sciita, e spartisce con l’Iran uno dei più grossi giacimenti di gas naturale del golfo Persico, nonché è uno dei paesi più ricco al mondo, al pari del Kuwait. La costante presenza militare degli Usa nel Qatar rende le cose ancora più ambigue. Ma la contrapposizione Sauditi/Iran ha prevalso. Ci si chiede allora se Trump ci sia o ci faccia, cioè se si è ingenuamente fatto persuadere dai Saud, o se sotto l’aspetto naive nasconde una strategia (quale? usare il terrorismo, proprio ciò che dice di voler combattere). Questa riflessione che stavamo elaborando (era già stata accennata ieri sul profilo Fb di Lukha B. Kremo), non è uscita in tempo perché già oggi siamo costretti ad assistere alle prime conseguenze.

L’Isis, che si sente forte dell’accordo Usa/Saud, attacca l’Iran con kamikaze e sparatorie al Parlamento e al Mausoleo di Khomeini. Ormai circondata in Siria (proprio in questi giorni c’è l’attacco finale su Raqqah), prova la strada dell’Iran.

I miei personali complimeti vanno a: Trump, paladino dell’antiterrorismo che fomenta il terrorismo, i leader occidentali, che nulla fanno per opporsi a politiche internazionali irresponsabili e naturalmente tutti coloro che li hanno votati e che sono contro l’Isis. Se volete combattere veramnte l’Isis mandate al governo uno che rompa le relazioni internazionali con l’Arabia Saudita. Altrimenti andate al supermercato e… buna fortuna!

Brasile: asssalto ai Ministeri


Michel Temer aveva deciso di mobilitare le forze armate per difendere gli edifici pubblici a Brasilia contro le violenti proteste anti-governative scoppiate nella capitale federale.

La massiccia manifestazione contro il governo Temer – iniziata in maniera pacifica e alla quale avrebbero partecipato 200 mila persone  – era terminata con sette arresti, 49 feriti, tra dimostranti e agenti, oltre a numerosi atti di vandalismo. Nelle sedi dei ministeri dell’Agricoltura, della Pianificazione e della Cultura si sono registrati anche principi di incendio.

Il Decreto è stato revocato oggi dal capo di Stato.

Jong-un: ho un missile che può raggiungere gli USA


Kim Jong-un ha fatto lanciare un nuovo missile nella notte tra sabato e domenica. Battezzato Hwasong 12, sarebbe in grado di trasportare una potente testata nucleare, come ha riferito con una certa enfasi la Kcna, l’agenzia di stampa statale nordcoreana. “Il missile testato dalla Corea del Nord è in grado raggiungere basi americane” ha dichiarato il leader. I serivizi segreti pensano che stia bluffano, ma solo per il momento, infatti sono convinti che siano sulla strada giusta per riuscirci.

Venezuela: inflazione al 700%, rischio guerra civile


Non si fermano e non si placano le proteste in tutto il Venezuela. Da quasi un mese le strade e le piazze di Caracas e di altre città sono teatro di pesanti scontri tra i cittadini, le forze di polizia e la Guardia Nazionale. La popolazione è esasperata, perché dappertutto ormai mancano cibo e medicinali, con le farmacie e gli ospedali che non dispongono più neanche dei farmaci più elementari, l’inflazione ha raggiunto il 700%.
Maduro ha annunciato lo stato di emergenza fino a luglio, rinnovabile, e che l’esercito metterà sotto sequestro le industrie che hanno interrotto la produzione per mancanza di materie prim (Come se la produzione venisse interrotta per motivi politici e non perché mancano i dollari per importare materie prime fondamentali).
Manifestazioni pro e contro il governo si sono succedute in queste settimane, ma senza scontri di piazza. Si sono avute notizie di tafferugli per fare incetta di cibo o di malcontento per le interruzioni di elettricità.

1000° post: adunanza connettivista a Torriglia!


Quale migliore occasione per festeggiare il millesimo post del Blog Ufficiale della Nazione Oscura Caotica? Il raduno connettivista previsto dal 22 al 25 aprile 2017, praticamente una NeXT-Con, che si svolgerà alla neobattezzata “Villa Kremo” di Torriglia, sede della Nazione e del Presidente Lukha B. Kremo.
Raduno a numero chiuso, da questi tre giorni usciranno le nuove decisioni prese, che saranno presto diramate.

In Turchia il governo vince il Referendum Costituzionale forse grazie ai brogli


Sono fino a 2,5 milioni le schede che l’Osce ritiene non valide nel referendum costituzionale che si è tenuto in Turchia domenica, vinto di misura dal ‘sì’ (51,4%), Lo ha detto Alev Korun, deputata austriaca di origine turca, membro della delegazione di osservatori dell’Osce.
Il voto destinato a trasformare la repubblica turca in una sorta di dittatura presidenziale con un parlamento quasi privo di poteri preoccupa molto l’Unione europea, anche se sui giudizi pesa molto l’accordo sui migranti.

La prossima settimana scoppia la guerra mondiale?


Dopo il bombardamento notturno deciso da Donald Trump per mezzo di 59 missili Tomahawk verso la base aerea siriana da cui era partito l’attacco chimico nella provincia di Idlib, lo scacchiere mondiale è nuovamente in fermento.
L’attacco, appoggiato dall’Europa e osannato da parte dell’opinione pubblica occidentale è avvenuto prima che si sia aperta una vera inchiesta internazionale.
Trump ha affermato che fosse nel vitale interesse della sicurezza degli Stati Uniti.
Putin sostiene che non ci siano prove che il governo siriano abbia usato armi chimiche nella provincia di Idlib, ma che ci siano prove che il diritto internazionale è stato violato dagli Stati Uniti.
Buthayna Shaaban, consigliere politico del presidente siriano Bashar al Assad, promette che la Siria e i suoi alleati risponderanno in maniera appropriata.
Infine, la Corea del Nord ha dichiarato che l’attacco degli Stati Uniti contro la Siria è un atto di aggressione intollerabile che prova più di un milione di volte quanto sia giusto che la Corea del nord continui il proprio programma nucleare.
Gli stessi analisti indicano come l’attacco alla Siria sia un segnale non solo per l’ISIS, Assad e Putin, ma anche e soprattutto per Kim Jong-un.
Questo per rimarcare il pessimo comportamento di Trump non solo in politca interna, ma anche in politica internazionale, anche se rimaniamo convinti che Assad sia il vero responsabile dell’attacco chimico. Inoltre, pare che in queste ultime ore trapelano voci che Putin cominci a essere insofferente con il suo alleato.
Ma il problema più grave sembra al momento essere l’Oriente: l’esercito degli Stati Uniti ha deciso di spostare le navi del Carl Vinson Strike Group, di cui fanno parte una portaerei con 60 aerei, una nave usata per lanciare missili e due in grado di intercettarli e 5000 soldati vicino alla Corea del Nord, minacciando l’uso della forza se Pyongyang dovesse effettuare nuovi test.
Il regime dittatoriale di Pyongyang non ha più dubbi che gli Usa e la Corea del sud stiano preparando un’invasione (e, a dire il vero, gli Usa non negano, anzi ci sono prove che l’invasione sia stata almeno progettata.)
La Corea del Nord ha già sviluppato e dispiegato almeno 7 testate nucleari, le ha installate sui suoi Scud ER, sui missili a raggio intermedio a combustibile solido. Ha completato i lavori nel terzo tunnel del sito di Punggye ad una profondità di 550 metri. Si teme che il sesto test nucleare abbia una resa esplosiva fino a 14 volte maggiore di quella avvenuta lo scorso settembre. Gli Stati Uniti mantengono permanentemente nella regione uno sniffer WC-135, per eseguire il campionamento dell’aria e rilevare possibili test.
L’incontro tra il Presidente Trump e il presidente cinese Xi Jinping ha fruttato un accordo per mettere pressione sul governo di Pyongyang e cercare di farlo desistere dalla sua politica di corsa agli armamenti atomici. Resta il fatto che la Corea del Nord non è un alleato subalterno della Cina (come la Siria per la Russia), e che potrebbe non seguire i consigli di Pechino.
Per finire in bellezza, il 15 aprile è il 105esimo anniversario dalla nascita del “presidente eterno” Kim Il-sung, nonno del leader Kim Jong-un. Un evento che verrà presumibilmente festeggiato con una maestosa parata militare presso il Mirim Airport di Pyongyang, in un meno provocatorio sfoggio di muscoli.

Kremo in visita all’ambasciata di Roma: omaggia con Nero di Troia e Peduncolo Rosso



Lukha B. Kremo sarà in visita semi-ufficiale all’ambasciata “congelata” (vedi perché) italiana con sede a Roma. Il presidente omaggia l’ambasciatore congelato Sandro Zoon Battisti e la futura papessa Ksenja Laginja con Nero di Troia e Refosco dal Peduncolo Rosso.

Siria: test chimici (via bomba) su civili. Morti come piovesse: non è stato nessuno


L’umanità dà un altro esempio della sua invulnerabilità all’emozione, uccidendo almeno 72 civili innocenti, in gran parte bambini, e intossicandone diverse centinaia. Nella provincia siriana di Idlib è stato compiuto un bombardamento chimico che ha provocato questa strage. Il bombardamento è cominciato poco dopo le 6 di mattina ora locale e ha colpito la città di Khan Shaykhun. Qualche ora dopo un altro attacco, questa volta con armi convenzionali, ha colpito l’ospedale che aveva accolto la maggior parte dei feriti fino a quel momento. In molti hanno parlato di un attacco “double tap”, che significa bombardare i soccorritori che si stanno prendendo cura delle persone rimaste ferite in un primo bombardamento. Il governo russo ha detto che l’attacco è arrivato via terra ed è stato compiuto dagli stessi ribelli; ha confermato che l’aviazione siriana ha colpito la città di Khan Sheikhoun, ma ha detto che gli attacchi sono stati diretti contro un deposito di sostanze chimiche e non contro la popolazione civile.
In pratica, non è stato nessuno. Ma basta analizzare un po’ meglio la situazione per capire.
La zona è sotto il controllo dei ribelli, quindi il regime siriano e i suoi alleati sono le uniche forze coinvolte militarmente in Siria che hanno mostrato l’interesse e la volontà a bombardare i ribelli e a usare le morti dei civili come un’arma strategica finalizzata a distruggere il morale della popolazione. L’attacco è avvenuto via cielo, e le forze ribelli non hanno forze aeree.
La verità è che il massmurder Assad ha usato le armi chimiche perché poteva farlo, consapevole che non ci sarebbe stata una reazione militare della comunità internazionale, soprattutto per la nuova linea politica estera di Trump. Una sorta di “test politico” per vedere fino a dove può spingersi senza troppe conseguenze.

Kremo nella trattativa per Gibilterra?



Pochi giorni dopo l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona – che avvia formalmente il processo di ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea – le autorità britanniche hanno reagito con forza per difendere il destino di Gibilterra.
Un documento presentato alla fine della scorsa settimana dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che prevede che la Spagna dovrà dare il suo assenso per consentire l’applicazione della Brexit anche al territorio britannico, situato sulla punta meridionale della penisola iberica e rivendicato da Madrid. Questo documento segue la formalizzazione dell’ingresso di Gibilterra nella UE come “territorio conteso” tra Spagna e Regno Unito. La questione riguarderebbe il “cavillo” per cui nel 1713 Gibilterra fu dichiarata “proprietà” del Regno Unito e non “sovranità”, oltre al fatto che i circa trentamila residenti della Rocca avevano votato con una maggioranza del 96 per cento per restare nell’Ue.
Lord Howard, dirigente del Partito conservatore dal 2003 al 2005, ha sostenuto che la prima ministra Theresa May farà prova della stessa “determinazione” dimostrata da Margaret Thatcher nel 1982, che aveva mosso guerra all’Argentina per preservare l’egemonia britannica sulle Malvine (Falklands Islands).
Il presidente Lukha B. Kremo si è detto disponibile per eventuali trattative che riguardano le micronazioni europee (tra le riconosciute dell’Onu San Marino, Liechtenstein, Andorra, Monaco, isole Far Oer, e appunto Gibilterra).

Bombe a San Pietroburgo


Un vagone della linea blu del metrò è stato sventrato da un’esplosione mentre correva fra le stazioni Tekhnologicheskiy Institut e Sennaya Ploshchad causando, secondo il governo, almeno 14 morti e 45 feriti, 13 dei quali gravi. A compiere l’attentato sarebbe stato un kamikaze di nazionalità russa e di origine kirghisa, Akbarzhon Jalilov, nato a Osh 22 anni fa. Lo ha reso noto il comitato di Stato kirghiso per la sicurezza nazionale.

Venezuela, Maduro ammazza la democrazia


Maikel Moreno, il neo-eletto presidente del TSJ (Tribunal Supremo de Justicia) ha dichiarato di farsi carico di tutte le funzioni che la Costituzione attribuisce al potere legislativo o, più specificamente, all’Asamblea Nacional. Semplicemente, fino a nuovo ordine – un ordine che solo il Tsj può emettere – il Parlamento, lo stesso che il popolo ha liberamente eletto nel dicembre del 2015 – non esiste più.
Una disposizione firmata dal Premier Nicolás Maduro, apostolo del “comandante eterno” Hugo Chávez.

Scozia, sì a nuovo referendum sull’indipendenza


Il Parlamento scozzese ha votato a favore della richiesta di un nuovo referendum sull’indipendenza, da tenersi nell’autunno 2018 o nella primavera del 2019. Ha così approvato la proposta della prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon.

Il Kipple inizia a uccidere


Tragedia in una discarica alla periferia della capitale etiope Addis Abeba, dove una frana di grandi proporzioni ha provocato 46 morti. Tra i morti ci sarebbero anche dei bambini. È accaduto sabato notte a Koshe, in amarico “sporcizia”, dove da oltre 40 anni si accumula la spazzatura della capitale. Lo smottamento di una collina di pattume ha investito e seppellito le abitazioni di squatter che vivevano cercando oggetti da rivendere.
Le cause del crollo e della frana della collina di rifiuti formatasi negli anni sono al momento ancora imprecisate e si tenta di capire cosa abbia potuto causare la tragedia.
Ogni giorno, a Koshe circa 500 persone rovistano nell’immondizia alla ricerca di quel piccolo tesoro in grado di sfamarli. Da oltre 40 anni è a Koshe che si deposita la spazzatura di Addis Abeba, 300mila tonnellate all’anno secondo fonti di una municipalità che conta 4 milioni di abitanti e una crescita demografica vertiginosa. Nel 2010, le autorità locali lanciarono l’allarme: la montagna di spazzatura si stava espandendo fino a lambire case e scuole. Si è allora lanciato un progetto per trasformare l’immondizia in una fonte di energia pulita. Un investimento da 120 milioni di dollari per un impianto in costruzione dal 2013, che una volta a regime dovrebbe generare energia per 50 megawatt.

Corrispondenza da Vittore Baroni


Ecco l’ultima corrispondenza da Vittore Baroni:

Busta di Vittore Baroni

Busta di Vittore Baroni


Comunicazioni dall’Ambasciata di Venezia


Ecco l’ultima corrispondenza dall’Ambasciata di Venezia:


La Corea del Sud in mano a una sciamana della Samsung


Seul, la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha rimosso dal suo ruolo la presidente Park Geun-hye, confermando la mozione votata a dicembre dall’Assemblea Nazionale che già le aveva tolto le funzioni. A Seul ci sono poi stati scontri di piazza tra dimostranti e polizia, con un bilancio provvisorio di due morti tra i sostenitori dell’ormai ex presidente, questa volta scesi anch’essi numerosi nelle strade.
Park Geun-hye è stata travolta da una scandalo politico-affaristico che ha portato il Paese a una semi-paralisi istituzionale da vari mesi: e’ accusata di collusione con gli affari sporchi della sua amica di lungo corso Choi Soon-sil, una sciamana che – approfittando del sua ascendente sulla presidente – ha strappato ampi finanziamenti ad alcune delle principali aziende sudcoreane, a partire da Samsung.
Ancora una volta notiamo (vedi l’articolo del 2013) come la Corea rappresenti bene il contrasto tra democrazia “santificata” e dittatura “demonizzata”. Senza voler né difendere una né accusare l’altra, qui abbiamo il peggio di entrambe, la democrazia corrotta da “cerchi magici” e la dittatura visionaria di Kim Jong-un.