Lo Zar non è morto!


Kipple Officina Libraria presenta la terza iterazione delle antologie NeXT-Stream, esperimenti di commistione tra l’immaginario di genere e il cosiddetto mainstream, la letteratura non di genere; ci piace ricordare che il precedente capitolo Visioni di realtà contigue ha vinto il Premio Italia 2019, nella sezione antologia.

Lo zar non è morto – Grande romanzo d’avventure scritto nel 1929 da un gruppo di letterati italiani provenienti da diverse correnti culturali capeggiati dal padre del Futurismo: Filippo Tommaso Martinetti. Il “Gruppo dei Dieci”, così si chiama l’eterogeneo collettivo, si raccoglie con il preciso obiettivo di creare un’opera di intrattenimento e di grande avventura, un’opera per divertire il lettore senza alte finalità artistiche.
Lo zar non è morto è il titolo che riprende questo volume, undici storie ucroniche, fantapolitiche o semplicemente ambientate in un “tempo fantastico” che, lette una di fila all’altra, sembrano riscrivere gli ultimi cent’anni di Storia.

Il libro è disponibile in formato cartaceo e digitale sul sito della casa editrice, nei principali store on line e nelle librerie. All’interno racconti di Giulia Abbate, Giovanni De Matteo, Ettore Maggi, Francesco Troccoli, Daniele Cambiaso, Sandro Battisti, Alessandro Forlani, Domenico Mortellaro, Franco Ricciardiello, Pee Gee Daniel e Nicoletta Vallorani. I curatori sono Lukha B. Kremo e Domenico Gallo.

Omaggio ad Alan D. Altieri


Siamo felici di annunciarvi l’uscita di Cronache dell’Armageddon – 20 autori per Alan D. Altieri, nella collana k_noir diretta da Andrea Vaccaro, un’antologia di racconti ispirati dall’opera di Sergio Altieri, cui proprio oggi ricorrono i tre anni della morte.

Venti contributi tra narrativa e realtà, tra omaggio e memento, esplorano i sentieri tracciati dal bardo dell’Apocalisse; autori, colleghi, amici e familiari ricordano l’esploratore del vuoto, evocando la sua immensa disponibilità, bravura, capacità di sintetizzare intere forme di Letteratura in un’apocalittica visione creativa ogni giorno più attuale.

Racconti di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Umberto Bertani, Italo Bonera, Sandro Battisti, Andrea Carlo Cappi, Gianluca D’Aquino, Alessandro Defilippi, Giovanni De Matteo, Alessio Gallerani, Giuseppe Genna, Lukha B. Kremo, Luca Mazza & Jack Sensolini, Valeria Montaldi, Gianfranco Nerozzi, Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, Claudia Salvatori, Dario Tonani.

Collane e riviste di Star Trek in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 41 (vedi tutti gli articoli)

1972 Star Trek (Spada) n° 1

Star Trek rappresenta il franchise fantascientifico più celebre. Per restare in Italia, sono stati tradotti molti titolo, sia “originali” che cosiddetti di fanfiction. Qui ci concetraiamo sulle collane. La prima è “Star Trek. La pista delle stelle“, 12 pocket mensili usciti dal giugno 1978, per altrettanti romanzi a firma James Blish, usciti per Mondadori e curati dalla coppia “uraniana” Fruttero e Lucentini. Nell’agosto 1987 è la volta dello “Star Trek” curato da Antonio Bellomi per la Garden Editoriale, mensile non sempre regolare uscito per 15 numeri  fino al gennaio 1989 più 5 numeri speciali “Star Trek Serie Argento” usciti più o meno annualmente dal 1988 fino al 1992 appartenenti a vari autori.
Nel maggio 1993 è la volta di Armenia Editore, con 2 soli volumi di “Star Trek” e 2 di “Star Terk. The Next Generation” fino all’ottobre dello stesso anno.
Nel dicembre 1997 Ultimo Avamposto comincia a pubblicare la versione italiana dello “Star Trek Magazine” (la rivista ufficiale), nel 2001 vi affianca la rivista “Inside Star Trek“, mentre nel 2003 pubblica la collana “Star Trek” per 6 volumi (fino al 2009) e 4 volumi di “Star Trek. The Next Generation“.

Diverse le serie di fumetti, da segnalare la prima “Star Trek“, del 1972 per l’Editore Spada, per 15 uscite. Poi è la Play Press che dal marzo 1992 pubblica “Star Trek” per 5 uscite più 1 speciale e “Star Trek. The Next Generation” per 8 uscite più 1 speciale. Infine anche Ultimo Avamposto pubblica fumetti di “Star Trek” dal 2001 e dal 2017 la rivista crossover “Star Trek The Next Generation Doctor Who“.

 

1978 Star Trek (Mondadori) n° 1

1987 Star Trek (Garden) n° 1

 

 

1987 Star Trek Serie Argento (Garden) 1

1993 Star Trek (Armenia) n° 1

1993 Star Trek. The Next Generation (Armenia) n° 1

2003 Star Trek (Ultimo Avamposto ) n° 1

2003 Star Trek. The Next Generation (Ultimo Avamposto) n° 1

1987 Inside Star Trek n° 1

1998 Star Trek (Rivista Ufficiale) n° 1

 

1999 Star Trek Speciale (Rivista Ufficiale) n° 1

1992 Star Trek. The Final Frontier V n° 1

 

 

Star Trek. The Next Generation (Play Press) n° 1

2001 Star Trek (Ultimo Avamposto) n° 1

Le riviste e le collane minori di fantascienza degli anni ’70


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 40 (vedi tutti gli articoli)

1979 Aliens n° 1

Abbiamo visto come Urania Mondadori (e collane sorelle), la Nord (coi Cosmo Oro e Argento), la Fanucci e la rivista Robot, abbiano caratterizzato la fantascienza negli anni ’70. In realtà gli anni ’70 registrano un vero boom di collane di fantascienza. Dal 1972 viene pubblicata la collana “Andromeda” dalla casa editrice Dell’Oglio, curata da Inisero Cremaschi, 18 libri con copertina rigida usciti fino al 1975 che hanno presentato romanzi di classici anglosassoni intervallati da qualche autore italiano, come Gilda Musa, Anna Rinonapoli e Gustavo Gasparini.
Dal 1973 “Delta Fantascienza Fantasia Eroica“, 18 numeri con copertina flessibile usciti a cadenza mensile fino al 1974 (con lieve cambiamento grafico dal n° 11 al 17), che presentavano classici anglosassoni noti e meno noti. Da segnalare alcuni titoli di fantascienza inseriti nel 1973 nella collana “GV. Vallecchi Giovanissimi” (della Vallecchi, appunto) dedicata ai ragazzi, tra cui l’autrice italiana Giuliana Boldrini. Altra minicollana pubblicata nel 1973  è “Nebula“, della De Carlo Editore 3 numeri più una raccolta con tutti e tre con romanzi di Philip Farmer, Harry Bates e Edgar Pangborn. Tra questi il terzo numero particolarmente molto raro e ricercato tra i collezionisti perché fu stampato e inviato solo agli abbonati.
Dal 1975  viene pubblicata la collana “Saga“, MEB editore, 33 numeri fino al 1979, con i primi dieci numeri che presentano con copertina rigida e immagine inscritta in un ovale. Altra collana inaugurata nel 1975 è “Sigma Fantascienza“, Moizzi Editore, curato da Luigi Buffarini Guidi, 12 numeri usciti fino al 1978 che presentano romanzi di autori new wave (come Christopher Priest, o comunque con u taglio “nuovo” e insolito.

 

1972 Andromeda (Dall’Oglio) n° 1

1973 Delta Fantascienza n° 1

1973 GV. Vallecchi Giovanissimi n° 6

1973 Nebula n° 1

Al 1976 risale la prima uscita dei “Fantapocket” della Longanesi, curata da Federico Golderer, 32 libri in formsto pocket, anch’essi dedicati alla new wave (Samuel Delany, James Ballard, Frank Herbert, John Brunner, Thomas Disch, ecc.). Nello stesso anno la casa editrice Ennio Ciscato prova la difficile carta della vera rivista, “Fantascienza” (in senso stretto l’unic arivista di fantascienza di questo periodo è “La rivista di Isaac Asimov”), curata da Sandro Pergameno, Maurizio Nati, e Diana Georgiacodis, in formato grande, che raccoglieva racconti e saggi, che purtroppo va avanti per soli 3 numeri.

1975 Saga. Collana di fantascienza n° 1

1975 Sigma Fantascienza n° 1

1976 Fantapocket n° 1

1976 Fantascienza (Ciscato) n° 1

Dal 1977 esce “Altair Fantascienza” e dal 1978 “I Grandi della Fantascienza“, due collane di pocket della casa editrice Il Picchio, curate da Antonio Bellomi. Il primo presenta alcuni classici alternati agli autori tedeschi di Perry Rhodan: 8 numeri fino al 1978; il secondo vari autori europei e statunitensi (tra cui Luigi Naviglio sotto il nome di Louis Navire)  numeri più 6 supplementi il secondo. Sempre nel 1977 esce “Omega SF*“, 6 numeri più uno speciale (che presenta il romanzo di Hugo Gernsback “124C 41+, che in inglese suona come “one to foresee for one”, cioè “una previsione per una”). Allo stesso anno risale il primo numero di “Gemini. Fantascienza“, (i primi due numeri Edizioni D.N., poi M.G., dal n° 7 Solaris), usciti per 15 numeri fino all’inizio del 1979 e poi ricopertinati e raccolti a due a due dal n° 6 all’ultimo nella raccolta “Gemini” con copertina argentate.

1977 Altair Fantascienza n° 1

1977 I Grandi della Fantascienza n° 1

1977 Omega SF* n° 1

1977 Gemini Fantascienza n° 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al 1978 risale “Solaris“, una rivista mensile uscita per 11 volumi (di cui un numero doppio) di informazione pseusoscientifica e astronautica con un racconto di fantascienza di Luigi Naviglio anche sotto pseudonimo, a cui fu affiancata la collana “I libri di Solaris” che dal 1978 al 1979 fece uscire 9 romanzi o saggi, tra cui una riduzione dal film di Luigi Cozzi “Incontri stellari oltre la terza dimenzione”, ma soprattutto da “Verso le Stelle“, una rivista in formato pocket uscita per 10 volumi (di cui un numero doppio), che alternava racconti italiani e stranieri e articoli e saggi, spesso curati da Antonio Bellomi e Luigi Naviglio, Adalberto Cersosimo, Franco Fossati, Fabio Pagan e Annico Pau
Sempre nel 1978 segnaliamo “Stellar 2000“, altra collana per giovani uscita per soli 3 numeri, e nel 1979 esce una nuova rivista di fantascienza “Aliens. Rivista di Fantascienza“, dell’Armenia editrice, uscita per 9 volumi fino al 1980 (di cui un numero doppio) con saggi e articoli di Vittorio Curtoni, Giuseppe Lippi, Danilo Arona, Fabio Pagan, e molti altri e qualche racconto. Dopo la prima copertina di Giuseppe Festino, le altre sono a nome di Tim White. “Aliens” è probabilmente la migliore rivista di fantascienza dopo “Robot”.

1978 Solaris n° 1

1978 I Libri di Solaris n° 1

1978 Verso le Stelle n° 1

1978 Stellar 2000 n° 1

Infine, nel 1979 l’Armenia inaugura la collana “Fantascienza” che pubblica 11 numeri nello stesso anno.
Oltre alle grandi collane citate all’inizio, si devono aggiungere quelle specializzate in serie (Perry Rhodan, Spazio 1999, Star Trek, ecc.) e qualche libro di saggistica e di storia di cui parleremo in altro articolo.

1979 Fantascienza (Armenia) n° 1

1973: le collane della Fanucci


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 38 (vedi tutti gli articoli)

1973 Futuro. Pocket di Fantascienza n° 1

Abbiamo visto che dal 1970 cominciano le pubblicazione di una casa editrice che fa la storia della fantascienza: la Nord, di Milano. Roma risponde con la Fanucci, che dal giugno 1972 parte con la prima collana, “Futuro. Pocket di Fantascienza“, e nel 1973 con “Futuro. Biblioteca di Fantascienza” e “Orizzonti. Capolavori di Fantasia e Fantascienza“, tutte e tre curate da Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. La prima, come suggerisce il nome (Pocket), presenta volumi con copertina flessibile, ma s’interrompe il febbraio del 1973 al 6° numero.
Nel giugno dello stesso anno inaugura la seconda collana, (Biblioteca) con copertina rigida, che presenta grandi classici della fantascienza e del fantastico con alcune presenze ignorate da Mondadori (come Algernon Blackwood). La grafica delle prima quattro uscite presenta un’imamgine rettangolare su sfondo celeste, dal n° 5 assume la caratteristica grafica con testata rossa, che abbandonerà soltanto col n° 27 del 1977 che avrà lo sfondo della testata argento, fino all’ultimo numero, il 50 del 1981). La terza (Orizzonti, cronologicamente seconda perché parte nel gennaio 1973), anch’essa cartonata, presenta classici della fantascienza e del fantastico, ne escono 28 numeri con periodicità variabile fino al 1983 (soltanto i 5 numeri usciti nel 1977 hanno come grafica la testata quadrata).

1973 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 1

1975 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 5

1977 Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 27

1973 Orizzonti n° 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fanucci si caratterizza anche per piccole serie e saghe; da segnalare la celebre “Enciclopedia della Fantascienza“, uscita in ben 21 volumi dal 1977 al 1988, in cui si raccolgono i maggiori racconti divisi per tematica, “Futuro Saggi“, che presenta, in 20 volumi dal 1976 al 1993, la storia del cinema di fantascienza e horror (il cinema verrà ripreso successivamente) e il “Meglio di Weird Tales“, 23 volumi dal 1987 al 1990 con materiale tratto dalal celebre pulpzine statunitense.
La crisi della seconda metà degli anni ’80 è superata con l’inaugurazione dell”Economica Tascabile” nel 1992, curata da Gianni Pilo, che raccoglie romanzi di fantascienza, horror, fantastici e romanzi su Star Trek o altre serie tv, che ha la caratteristica di presentare cose ottime e altre di valore più basso. Dal 1996 cambia grafica, pubblicando romanzi cyberpunk e avantpop (di cui inaugurerà una collana a parte, che vedremo successivamente). Sono molti i libri su Star Trek, che poi monopolizza la collana dal n° 107 (dal 1999) fino all’ultimo numero (142 del 2002). Dal 2000 sarà affiancata e poi sostituita dalla nuova serie “Economica Tascabile”, più orientata verso il fantastico e il fantasy e soprattutto da “Solaria“, un tentativo di affiancare “Urania” nelle edicole. Parleremo delle nuove collane Fanucci in un prossimo post.

Analogamente alla casa editrice Nord, anche la Fanucci ha un proprio bollettino informativo, “Futuro Notizie” , uscito dal 1976 al 1989, ribattezzato “Futuro News” nel 1990, e “Futuro News Online” nel 1996 con grafiche rinnovate.

1977 Enciclopedia della Fantascienza n° 1

1992 Economica Tascabile (Fanucci) n° 1

1976 Futuro Notizie n° 1

Urania: gli anni del “cerchio rosso” (1964-1996)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 37 (vedi tutti gli articoli)

1964 Urania n° 336 (il primo “cerchio rosso” di Urania)

Abbiamo già visto la storia di Urania fino al 1964, quando uscì il primo “Cerchio Rosso” (n. 336, “I traditori e altri racconti” di Alfred Van Vogt). Il cerchio fu mutuato dai “Gialli Mondadori” che lo avevano adottato dalla serie precedente “I Libri Gialli”, inaugirati nel settembre 1929 con l’illustrazione iscritta in un “esagono rosso”, diventato cerchio nel gennaio 1930 (a loro volta il nome era mutuato dagli inglesi “The Yellow Book” fin dal 1894). Dopo l’abbandno di Giorgio Monicelli nel 1961, la direzione era rimasta ad Andreina Negretti fino al 1962, quando era stata affiancata da Carlo Fruttero. Nel 1964 Fruttero fu affiancato da Franco Lucentini; i due cambiarono la linea editoriale, abbandonando del tutto gli autori italiani, introducendo il “cerchio rosso” dei “Gialli” e pubblicando una serie di romanzi spesso in versione ridotta o già pubblicati. Nel 1967, con il n° 458 (“Psicospettro” di L. D. Davies) si abbandona anche la “losanga” che caratterizzava la testata fin dal 1962, lasciando solo l’immagine iscritta nel cerchio (se nei primi numeri l’immagine usciva parzialmente dal cerchio, ora il cerchio è il limite dell’immagine stessa). Dopo aver inaugurato il 500° numero (con immagini colorate all’interno), la testata subisce un incremento di vendite che la fa spesso cambiare periodicità fino a essere settimanale per un certo periodo.

 

 

 

 

 

 

1967 Urania n° 458

1971 Urania presenta Millemondi n° 1

1994 Millemondi n° 1

Nel 1971 viene affiancata da una collana “sorella”: “Millemondi“, dapprima come “Urania presenta Millemondi” con uscita annuale e un formato corposo (e quasi quadrato) e l’inconfondibile “cerchio” (dapprima solo come immagine tonda, recentemente cerchio rosso); la collana presentava alcuni romanzi o antologie di classici dell’epoca d’oro. Diventa presto semestrale (alternando “Inverno” ed “Estate”) e infine, dal 1994, diventa solo “Millemondi”, trimestrale, riazzerando la numerazione, ma senza abbandonare il “cerchio” in copertina. Di questa seconda storica collana mondadoriana riparleremo più approfonditamente in altro articolo.

1974 Urania presenta Doc Savage n° 1

1977 Classici Fantascienza Urania n° 1

1984 Classici Urania n° 82

Nel 1974 si aggiunge “Urania presenta Doc Savage” che presenta i romanzi di Robeson sul suo personaggio Doc Savage (ne uscirono 18 numeri fino al dicembre del 1975, anch’essi tutti con l’immagine tonda in copertina).
Nell’aprile del 1977 viene affiancata da “Classici Fantascienza Urania“, una collana che presenta appunto i romanzi classici del genere (con immagine quasi a tutta copertina), che col numero 82 del gennaio 1984 assume il nome di “Classici Urania” e accoglie l’ormai celebre cerchio rosso in copertina, fino al n° 110 del maggio 1986, in cui si torna all’immagine a tutta copertina. Il cerchio rosso tornerà nuovamente col n° 231 del giugno 1996, e verrà abbandonato ancora col n° 244 del luglio 1997 fino alla cessazione del 309 del dicembre 2002 (e alla sua sostizuzione con “Urania Collezione“).
Nel marzo 1979 si affianca la collana “Biblioteca di Urania“, simile alla “Millemondi”, composta da volumi corposi che comprendevano romanzi o antologie di autori classici, sempre col cerchio in copertina (tranne nelle ultime due uscite), che esce per 12 numeri fino al giugno 1983.
Dall’aprile 1984 all’aprile 1985 escono i 4 numeri di “Serie Urania Blu“: anch’essa con il cechio in copertina, non ha successo anche perché non si nota una grande differenza con la collana madre o il “Millemondi”.

1986 Classici Urania n° 110

1996 Classici Urania n° 231

Negli anni 80 le vendite calano ma sono ancora alte e il 7 luglio 1985 si festeggia l’uscita del 1000° numero con “L’orlo della Fondazione” di Isaac Asimov.
Nel giugno 1988 esce il primo numero della fortunata collana “Urania Fantasy” (ben 79 numeri fino all’ottobre 1995), che sopperisce alla mancanza di traduzione di molti romanzi fantasy in Italia. La collana avrà altre due apparizioni successive molto meno fortunate (9 e 2 numeri).
Dal marzo 1995 esce “Urania Argento” (14 numeri fino al febbraio 1996), l’ennesima collana con il cerchio in copertina. Per un breve periodo del 1995 la “famiglia” Urania conta ben 5 collane. Le collane “sorelle” però non finiranno qui, ma si moltiplicheranno negli anni successivi.

 

 

 

1968 Urania n° 500

1978 Biblioteca di Urania n° 1

1984 Serie Urania Blu n° 1

1982 Biblioteca di Urania n° 11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1985 Urania n° 1000

1988 Urania Fantasy n° 1

1995 Urania Argento n° 1

2001 Urania Fantasy n° 1

 

2008 Urania Fantasy n° 1

Welcome to Virucene: Esce Flush.Art – Miroir du Gourmet Speciale Covid-19


Welcome to Virucene, recita l’avvertimento in copertina: prima i 7 numeri cartacei di Miroir du Gourmet (2001-2005), poi i 7 digitali in pdf di Flush.Art (2012-2018), si uniscono nel degno trionfo di questo Speciale Covid-19, dedicato all’epidemia ma anche all’Anno Terribilis 2020.

In digitale e grande ritorno del formato cartaceo!

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Flush.art – Miroir du Gourmet Speciale Covid-19

Welcome to Virucene

Welcome to Virucene

Prorogate le disposizioni della Nazione Oscura per il Covid-19


Le precedenti disposizioni valide fino al 10 germinale 139 (1° aprile 2020) sono prorogate per mesi 12.

  • Vietato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori della Nazione Oscura Caotica (Torriglia, Livorno e ambasciate), salvo che per gli spostamenti motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o salute.
  • Fuori casa è vietato ogni saluto e obbligatorio mantenere la distanza di 100 metri tra una persona e l’altra. Gli esercizi commerciali saranno chiusi e obbligati a consegnare merci a domicilio, rispettando sempre la distanza di sicurezza.
  • Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,0° C, in caso contrario è previsto l’abbattimento in loco.
  • Le scuole saranno aperte per chi resta a casa, e chiuse per chi vi ci si reca, e comunque ciò entro e non oltre la loro riapertura (cit.).
  • Sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive, tranne adunanze di no-vax. I luoghi di culto verranno completamente chiusi e disinfestati, così come gli operatori di ogni culto.
  • Per tutti coloro che fuggono dal proprio luogo di residenza o disattendono a queste disposizioni saranno internati in palestre, centri sportivi e piscine, adibiti a Coronavirus-party.

La fantascienza erotica degli anni ’70


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 36 (vedi tutti gli articoli)

1966 Poker d’Assi n° 7

Abbiamo già dato uno sguardo ai fumetti fantascientifici sexy degli anni ’60 (seguiti al boom dei fumetti sexy in generale). Anche in ambito puramente letterario si registra la pubblicazione dei primi romanzi erotici di fantascienza all’interno della collana “Poker d’Assi” (edizioni S.E.A.): nel novembre del 1966 esce “Roes le femmine di plastica” (n° 7), forse uno dei primi romanzi pubblicati di questo genere in Italia (naturalmente suscettibile dalla definizione di “erotico” e di “fantascienza”) di Negri-Visconti, seguito da altri due romanzi nel 1967 nella stessa collana. Nel 1970 si registra la prima collana dedicata alla fantascienza erotica, “Fantascienza Alpha Centauri” (edizioni Adrian), un numero a febbraio 1970 e uno a giugno, con la prima donnina seminuda, seguito da “Constellation Fantascienza” (edito dalle roboanti Edizioni International Continental), primo numero a dicembre del 1970, sempre con donna seminuda, preferendo poi, dal terzo numero, puntare sulla copiatura del “cerchio Urania” e copertine meno piccanti, per finire con il sesto numero dell’ottobre 1971. Entrambe presentarono autori anglosassoni (o autori italiani nascosti dietro pseudonimi stranieri) e romanzi di non eccelsa qualità (anche come cura e traduzione).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1970 Fantascienza Alpha Centauri n° 1

1970 Fantascienza Alpha Centauri n° 2

1970 Constellation Fantascienza n° 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel settembre 1977 esce “Fantasex“, collana edita da e diretta da Mamele Gatti con Noemi Provini e Gianna Forese, che presenta autori sconosciuti (dietro ai quali spesso si nascondono autori italiani). La collana va avanti per ben 22 numeri fino al 1980 con copertine illustrate con nudi integrali e posizioni esplicite. Anche in questo caso, la qualità ne risente.

1977 Fantasex n° 1

1977 Fantasex n° 2

1977 Fantasex n° 4

1970: le collane Cosmo della Nord


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 35 (vedi tutti gli articoli)

1970 Cosmo. Collana di Fantascienza n° 1

Continuiamo la nostra rassegna dell’editoria di fantascienza in Italia con il 1970, che potrebbe essere un’altra data cardine dopo il 1952 e il 1962: è in quest’anno, a ottobre, che si registra un importantissimo esordio: le collane Cosmo della casa editrice Nord (di Milano), diretta da Gianfranco Viviani e curata da Riccardo Valla, la cosiddette serie “Argento” (Cosmo. Collana di Fantascienza) e “Oro” (Cosmo Serie Oro), che caratterizzeranno tutta l’editoria di fantascienza negli anni ’70 e ’80. Queste collane presentano una vasta selezione della fantascienza anglosassone e non solo, sopperendo alle scelte limitative di Urania. Grazie a queste collane si formerà un’intera generazione di lettori e scrittori ceh conosceranno tutti i più grandi scrittori dell’epoca. Entrambe le collane hanno la copertina rigida con sovraccoperta. Nella Cosmo “Argento” la copertina rigida viene abbandonata col numero doppio 113/114 del 1981, e la sovraccoperta con il 147 (1984). Nel 1986 subentra alla curatela Piergiorgio Nicolazzini. Col 234 (1992) viene abbandonata la numerazione sul dorso, nel 278 (1997) e nel 288 (1998) viene leggermente modificata la grafica di copertina (scomparsa del colore argento, angolo rosso al posto dell’ovale e scritta scura in costina); idem nel 313 (2001, scomparsa dell’angolo rosso) e 327 (2002, la grafica cambia per ogni numero). La collana cessa col n° 340 del 2007, dopo ben 37 anni. Ma già dal 2005 Viviani aveva lasciato la direzione, creando la “Cosmo Biblioteca“, che dal 2005 al 2009 fa uscire 25 numeri.
La Serie Oro è contraddistinta da traduzioni integrali e apparati critici e biobibliografici. Escono 202 numeri fino al 2003.
Altre collane della Nord sono: “SF. Narrativa d’Anticipazione” (45 numeri dal 1973 al 1984 e uno nel 1989, i primi quattro volumi con una grafica multicolore, dal 4 al 7 argentata, in seguito con immagine a tutta copertina), che presenta grandi classici, soprattutto romanzi di Dick e Le Guin, e “Documenti da nessun luogo” (7 uscite nel 1985), un’originale collana che ripubblice utopie e distopie.

Segnaliamo infine l’uscita di un celebre bollettino informativo, “Cosmo Informatore“, uscito dal 1971 al 1986 in 47 numeri (con cambi di grafica nel 1973 e nel 1980).

1970 Cosmo Serie Oro n° 1

1981 Cosmo n° 113-114 (primo numero con copertina flessibile)

1984 Cosmo Argento n° 147

1997 Cosmo n° 278

2001 Cosmo n° 319

 

2003 Cosmo n° 329

2005 Cosmo Biblioteca n° 1

1973 SF Narrativa d’Anticipazione n° 1

1973 Cosmo Informatore anno 3 n° 1

1973 SF Narratica d’Anticipazione n° 4

1985 Documenti da Nessun Luogo n° 1

*** Stampati i francobolli del 2020: si celebrano i 25 anni di Kipple Officina Libraria


Dall’anno 2000, la casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica, grazie alla Kipple Officina Filatelica, una serie di francobolli annuali che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il 21° anno di emissione. Sono stati emessi 314 francobolli diversi per 20 copie ciascuno.

Venduti a fogli interi qui.

 

Folio 2020

Pop-politics: capire la politica attuale divertendosi


Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di coglierne l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti con lo strumento della dissacrazione. La prefazione è di Lietta Manganelli.

In cartaceo e digitale, l’opera è disponibile in cartaceo e digitale su www.kipple.it e nelle librerie online.

Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo sono gli autori di questo esperimento dove l’ironia e il sarcasmo divengono oggetti taglienti con cui sezionare e dissacrare il nostro mondo contemporaneo, dove i residui di un tempo che si vorrebbe morto e sepolto continuano a fiorire generando mostri.
Grillo, Renzi, Salvini, Putin, Trump, Kim Jong-un e molti altri: nessuno di loro sfugge alla penna caustica e derisoria dei due autori, che attraverso uno stile sperimentale e affastellato dissezionano, grazie al bisturi della più tagliente ironia, il potere e i suoi più recenti detentori.

Estratto

Gli uomini veri sono quelli che se la prendono con chi gli è pari, gli eroi con chi gli sia superiore, la merda umana se la prende coi poveracci, svantaggiati rispetto a essa sul piano sociale, reddituale, sessuale, legislativo e così via.
L’è poi codesta la quintessenza del fascista.
A livello politico, nel momento in cui uno Stato comincia a perseguire i più deboli, anziché soccorrerli, allora tecnicamente nasce un regime fascista.
Il fascismo è, socialmente parlando, sopraffazione tramite vigliaccheria istituzionalizzata. È la rivincita sociopolitica della mezza tacca, del niente di che, dello sfigatello, del subumano, che finalmente, se ha il beato chiccherone di nascere, crescere e pascere dentro quel particolare milieu, entro quel pur poco durevole periodo storico, si vedrà nobilitato da una qualche patacca infilzata sul petto, da un fez o da un copricapo con protuberanze cornee calzato sulla testaccia sua idrocefalica, da un paro de stivaloni a tutto polpaccio tirati a cera o anfibi con la suola a carrarmato o ancora delle Hogan Interactive da 300 cucuzze al paio (lì va a mode), arricchito di una tessera di partito e di un’iscrizione alle parate domenicali o sabatine, potrà farsene bello, primeggiare a suo agio, montare in boria – non men che il facchino di Pascal – appropriarsi di quel posto nel mondo che natura e giustizia di regola il negherebbono, tenendo a vile e soperchiando e male trattando coloro che, la gran parte delle volte ben più meritevoli, più dabbene, più dotati e presentabili di cotestui, si trovino loro malgrado collocati, a opera dell’ingrata temperie storica corrente (vuoi per questioni di etnia, sproloquiata: razza, vuoi per ragioni culturali, anagrafiche, economiche) in uno stato di subalternità rispetto al sovrano citrullo.
Allo scemoide, ominicchio o ciapa-ciapa aderente della prima ora al partito unico o di stragrande maggioranza, sarà pertanto pubblicamente consentito di dar calci ai cani in cui la s’imbatta giùe per la strada, sparacchiare a o percuotere li negri mangiabanane che faccino la questua all’egresso dei supermarket presso cui si rifornisce, proibire a’ bimbini loro (de li negri, de’ maruga, de’ zingheri, de’ stirpi loro tutte quante malnate) di desinare spalla a spalla con i compagnucci de scola – e che la ci pensino Allah e Macometto appaiati a li filii sua e a li loro stomachini, puttanaèva! – trasformare i luoghi di culto altrui in posteggi e parcheggiarci le macchine con ancora i fedeli lì dentro, senza manco avvisarli, levar loro il pane di bocca, sdentata e fetente, il tetto da sopra le loro capocce pulciose, la machena, che se ne vadino a piotte ovvero sulle mani fino alla raccolta dei pomidori o sopra le lor traballanti impalcature, se davvero tanto gli garba! Levargli pur’anche la cadrega da sott’il culo, così, senza alcuna ragione apparente, giusto per dar loro sempre più handicap, porli in uno stato di difficoltà crescente, farli sentire alla stregua del vermiciattolo che repta rasoterra. Tutto a favore dell’ambecillone, dell’uomo dominante, der fascio che in quella gara impari potrà sempre più accrescere un’autostima che ha il peso di una bava di vento, mentre spinge il proditorio piede di contro la giugulare del sottomesso, in un paradossale quanto labile ribaltamento sossopra delle regole del giuoco, laddove è lo scarto antropologico a sopraffare chi gli sia migliore, non viceversa.
Ecco compendiato il fascismo. Termine che può essere inteso in du’ modi, che qui di seguito tenteremo di discriminare sommariamente.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

I fumetti di fantascienza a puntate nel Dopoguerra


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 34 (vedi tutti gli articoli)

1946 Cowboy n. 47: I Dominatori del’Abisso (ristampa del 1977)

Abbiamo visto che, prima della guerra, i fumetti si trovavano prevalentemente a puntate su varie testate. Da quel momento prevalgono gli albi in serie (vedi post). Per quelli a puntate segnaliamo, nel 1946, “I dominatori dell’abisso” (dal “Cowboy” n. 47); nel 1947 “Un uomo contro il mondo” (dal “Topolino” giornale n. 647; nel 1948 “Satana nell’universo” (dal “Topolino” giornale n. 704); nel 1949 “Il volo nell’infinito” (da “Il Corriere dei Piccoli” n. 9 anno XL), “Nel vortice astrale” (da “Il Vittorioso n. 35 anno XII) e “L’isola che scompare” (da “L’Intrepido” n. 49 anno XV); nel 1951 “Gli ultimi sulla Terra“(da “Il Vittorioso” n. 50 anno XV); nel 1953 “La valle dei dinosauri“, “Ventimila leghe sotto i mari” e “Gli esploratori degli abissi astrali” (da “Il Giornalino” n. 29 anno XXIX), “Procopio e i Poker d’assi” e “Astronave Terra-Luna: si parte” (da “Il Vittorioso” n. 24 anno XVII), “Uomini sulla Luna” (da “Il Vittorioso” n. 40 anno XVII); nel 1954 “S.O.S. nello spazio” (da “Il Vittorioso” n. 24 anno XVIII); “nel 1955 “Il grande gelo” (da “Il Vittorioso” n. 28 anno XIX). Dal 1957, infine, “Dan Dare Pilota del Futuro” compare su “Il Giorno dei Ragazzi” dal primo numero (allegato a “Il Giorno”), fino a al 1962, quando viene affiancato e sostituito da altre serie.

1947 Topolino n. 647: Un Uomo contro il Mondo

1948 Topolino n. 704: Satana dell’Universo

1949 Il Corriere dei Piccoli n. 9 anno 40: Il Volo nell’Infinito

1949 Il Vittorioso n. 25 anno 13: Nel Vortice Astrale

1951 Il Vittorioso n. 41 anno 15: Gli ultimi sulla Terra

1953 Il Giornalino n. 29 anno 29: Ventimila Leghe sotto i Mari

1953 Il Vittorioso n.40 anno 17: Uomini sulla Luna

1953 Il VIttorioso n. 17 anno 24: Astronave Terra-Luna: si Parte

1954 Il Vittorioso n. 24 anno 18: S.O.S. dallo Spazio

1957 Il Giorno dei Ragazzi n. 9 anno 1: Dan Dare Pilota del Futuro. Sul Pianeta Selvaggio

Fumetti di fantascienza anni ’50


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 33 (vedi tutti gli articoli)

1954 Nembo Kid. Gli Albi del Falco n. 1 (ristampa anastatica degli anni ’70)

Abbiamo visto come nell’immediato secondo Dopoguerra esplode la pubblicazione di strisce di fumetti, solitamente orizzontali come prima della guerra, ma con rilegature molto economiche, quasi sempre spillati o semplicemente piegati, mentre “il Vittorioso”, “l’Intrepido”, “il Giornalino” e altre testate continuano a pubblicare fumetti in formato giornale (vedi post apposito). Solo l'”Albo d’Oro” presenta il formato verticale, che ormai andava di moda negli Usa (vedi post).
La prima striscia inedita di fantascienza degli anni ’50 è forse “Alex l’Eroe dello Spazio“, della Diana Edizioni, 30 minialbi orizzontali divisi in 5 serie usciti quindicinalmente fino all’anno successivo.
Lasciando da parte le riviste propriamente dette (nel senso che presentano fumetti di fantascienza vari), ovvero  “l’Astrale“, (1953), “Avventure di Domani…!” (1957), “Anno 3000” (1958), “Lunik“, “Sputnik” e “Astrotau” (1959), trattate in post apposito, il 15 maggio 1954 comincia una delle pubblicazioni più lunghe della storia dei fumetti di fantascienza e dei supereroi: “Nembo Kid. Gli Albi del Falco“, minialbetto verticale quindicinale che presenta le avventure di Superman, chiamato appunto Nembo Kid, scritte da Jerry Siegel, Otto Binder, Edmond Hamilton, Bill Finger e altri, e disegnate soprattutto da Wayne Boring, Al Plastino e Curt Swan. Insieme a lui ci sono Il Pipistrello Batman, Superboy, Jimmy Olsen, Luisa Lane, Supergirl, Flash e molti altri. Dal n. 83 (giugno 1957) aumenta il formato e diventa un classico albo verticale. Dal n. 529 (giugno 1966) la testata diventa “Superman Nembo Kid” e dal n. 575 (aprile 1967) solo “Superman“, ed esce fino al n. 651 del marzo 1970, risultando quindi una delle testate più longeve, e certamente la prima tra quelle di fumetti di fantascienza.

1952 Alex, l’Eroe dello Spazio n. 3 (1° serie)

Nel 1953 esce una riedizione di “Fantax“, una serie di 8 minialbetti orizzontali allegati alla busta sorpresa “Avventure Serie Jumbo”. Nell’aprile dello stesso anno esce “Agente Zero” (“Albi dell’Intrepido” n. 451). Nel 1957 escono “Kit Boy” e una nuova serie di “Fantax“, entrambi minialbi orizzontali, mentre l’anno successivo torna “L’uomo Mascherato” con una serie di albi verticali.

Infine nel 1958 escono le ministrisce (oggi introvabili) di “Bob Roll” (edizioni ADC), 8 numeri settimanali, e “Vendaval” (edizioni Selene), 18 numeri.

 

1953 Avventure Serie Jumbo. Fantax (n. 3) (ristampa anastatica degli anni ’70)

1955 Albi dell’Intrepido n. 451. Agente Zero

1957 Fantax n. 4

1958 Bob Roll n. 1

1958 Vendaval n. 6

 

 

1957 Nembo Kid. Gli Albi del Falco n. 83

1966 Superman Nembo Kid n. 529 (prima apparizione del nome Superman)

1967 Superman n. 1 (n. 575)

 

I fumetti di fantascienza a puntate prima della Seconda Guerra Mondiale


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 32 (vedi tutti gli articoli)

1935 Topolino n. 139 (ultima pagina) Gli Uomini Verdi

A parte eccezioni, prima della Seconda Guerra Mondiale i fumetti sono pubblicati a puntate su giornali specializzati o meno, quasi sempre per ragazzi. Abbiamo già parlato del fumetto di fantascienza “Gordon Flasce“, uscito nel 1934 su “L’Avventuroso”, e da quell’anno si susseguono altre serie: nel 1935 “S.K. 1” e “Gli uomini verdi” su “Topolino” (vedi post apposito), nel 1936 “Il mare del mistero” (ancora Flash Gordon) a partire da “L’Avventuroso” n. 99, “Le straordinarie avventure di Tamarindo IV” (di Enrico De Seta) a partire da “Argentovivo” n. 1, “I pionieri dello spazio” (di Yambo) a partire da “Topolino” n. 209.
Nel 1937 “Il mistero di Saturno” e “Il raggio verde” (quest’ultimo di G. Moretti e Umbert) entrambi a partire da “Il Vittorioso” n. 1, “L’uomo mascherato” (vedi post) e “Il re della foresta” su “L’Avventuroso”.

 

 

 

 

 

 

 

 

1936 L’Avventuroso n. 99. Il Mare del Mistero

1937 Il Vittorioso n. 6 Ultima pagina) Il Mistero di Saturno

1937 Il Vittorioso 6 (interno) Il Raggio Verde

1937 L’Avventuroso n. 158. Il Re della Foresta

Nel 1938 “Il tunnel sottomarino” (di Luigi Motta e Ferdinando Vichi) a partire da “Giungla!” n. 151, “Le avventure di Saturnino Farandola” (riduzione del romanzo di Albert Robida, con testi di Federico Pedrocchi e disegni di Pier Lorenzo De Vita) a partire  da “Topolino” n. 301.
Nel 1939 “Il segreto del disco nero” a partire da “Giungla!” n. 182, nel 1940 “Il signore dello spazio” (di G. L. Bonelli e Raffaele Paparella) su “Albi dell’Audacia”, “L’invasione di Milano” (di Edgardo Dell’Acqua), “L’uomo blindato” (di F. M. Macciò e Edgardo Dell’Acqua) rispettivamente a partire da “Il Corriere dei Piccoli” n. 7 e 22, “La torre magnetica” (Dell’Acqua) su “Albi Juventus”.
Nel 1941 “Il nemico invisibile” (di C. Caesar, che dal 1952 illustrerà “Urania”) a partire da “Il Vittorioso” n. 4 anno IV, “Il segreto dei giganti”  (di G. Vitelli) su “Collana Albi Grandi Avventure”, nel 1942 “Guerra di continenti” (trasposizione del romanzo ucronico di Luigi Motta), “Il manoscritto del cinese Ku-Ty-Pao” (di Paolo Lorenzini e Guido Fantoni) a partire rispettivamente da “L’Avventuroso” n. 587 e 590.
Infine, nel 1944 “Raff Pugno d’Acciaio” a partire da “Giramondo” n. 15.

1941 Il Vittorioso anno IV n. 25. Il Nemico Invisibile

1942 L’Avventuroso n. 590 (interno) Guerra di Continenti

1942 L’Avventuroso n. 590 (interno) Il Manoscritto del Cinese di Ky-ty-pao

La Casa Editrice La Tribuna (1959-1979)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 31 (vedi tutti gli articoli)

1963 SFBC n. 1 (prima serie)

Insiema alla Libra, certamente la CELT (Casa Editrice La Tribuna) ha contribuito alla fantascienza in Italia. Abbiamo infatti già visto due delle maggiori collane e riviste in Italia (Galassia, Bigalassia e Galaxy), attive dal 1959 al 1979. A queste tre dobbiamo aggiungere l’ottima “Interplanet” (dal 1962, anche questa già trattata) e la “Science Fiction Book Club” (abbreviata in sfbc), 57 volumi usciti dal 1963 al 1979, curati da Roberta Rambelli, che presentano i maggiori maestri di fantascienza statunitense, uscita in una prima serie di 7 volumi (poi ricopertinati), una seconda serie di 8 volumi (anch’essi ricopertinati) e una terza serie di 7 volumi. Successivamente (accumulando nella numerazione queste uscite ad alcune ricopertinature della collana “La Bussola”), cambia grafica e riprende dal numero 37; dal 41 cambia il logo della testata; dal 47 subentra Gianni Montanari alla curatela, e gli ultimi tre numeri (dal 55 al 57) cambia in extremis la grafica (come era successo per “Galassia”), terminando le uscite nel 1979. Vita molto più breve la collana “La Bussola“, che debutta nel 1964, cambia la grafica con il numero 2 (in realtà 3° numero) ed esce per 13 volumi fino al 1966,che poi ricompaiono ricopertinati, come detto, nella collana “SFBC”.
Infine, da segnalare il “Bollettino SFBC“,23 uscite dal 1963 al1972, poi incluso in appendice a “Galassia”.
Nonostante la CELT abbandoni completamente la fantascienza nel 1979, 3 anni prima della Libra, tiene banco nelle edicole e nelle librerie italiane per ben 20 anni, 5 in più della sua concorrente.

 

 

 

1964 La Bussola SF n. 0

1964 SFBC n. 1 (seconda serie)

1966 SFBC n. 5 (terza serie)

1976 SFBC n. 46

Le riviste “Futuro” e “Futuro Europa”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 30 (vedi tutti gli articoli)

1963 Futuro n. 1

Nel 1962 Lino Aldani, con Massimo Lo Jacono e Giulia Raiola, fonda la rivista di fantascienza “Futuro“, rassegna italiana di science-fiction. Escono 8 numeri in 2 anni (in parte ricopertinati), con la migliore narrativa e saggistica di fantascienza italiana del momento, con Piero Prosperi, Gilda Musa, Anna Rinonapoli, Antonio Bellomi, i curatori e molti altri, tra cui qualche autore straniero. L’esperienza sarà ripresa in futuro nel 1988, quando la Perseo Libri (la reincarnazione della Libra dal 1985), pubblica la rivista “Futuro Europa” con lo stessa testata e le stesse copertine, ma con materiale nuovo. La nuova rivista giungerà fino al numero 50 del 2008 (un numero conclusivo celebrativo di 744 pagine).

1988 Futuro Europa n. 1

2008 Futuro Europa n. 50

La fantascienza dell’Est Europa in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 29 (vedi tutti gli articoli)

1966 Fantascienza Sovietica n. 1

L’interesse della fantascienza in Italia è prevalentemente rivolto agli Stati Uniti e, da un certo momento in poi alla Francia e alla Gran Bretagna. Ma anche la fantascienza russa e dell’Est Europeo desta alcune curiosità. Solo Solaris del polacco Stanisław Lem riuscì a superare le barriere del genere. In Italia, nel 1961 si registra l’uscita del saggio in volume “Fantascienza russa“, antologia di racconti curata da Jacques Berger e pubblicata da Feltrinelli, seguita dal 1966 da una vera collana intitolata “Fantascienza Sovietica“, uscita per 7 numeri fino all’anno successivo (poi ricopertinata), che presentò romanzi dei fratelli Arkadij e Boris Strugatskij, di Ariadna Gromova, Sever Ganovkij, Anatolij Dreprov e altri, che porta per la prima volta in Italia la fantascienza russa.
Da segnalare nel 1979 “Fantascienza e comunismo” (edizioni La Salamandra), un saggio in volume di Diego Gabutti, anche se parla di fantascienza da tutto il mondo.
Naturalmente, negli anni successivi, si registrano qua e là pubblicazioni di romanzi di fantascienza russi e dell’Europa dell’Est, come i fratelli Strugatskij, Aleksandr Beljaev, Aleksandr Bogdanov, Ivan Efremov ( su “Urania”, su “Galassia” e su diverse altre collane), ma anche esempi recenti come Metro 2033 di Dmitrij Gluchovskij), ma è interessante segnalare che nel 2018 è in pubblicazione la collana “Solaris” della casa editrice Alcatraz (da non confondere con due precedenti pubblicazioni omonime, che vedremo), appositamente dedicata alla fantascienza russa.

 

 

 

 

 

 

 

1961 Fantascienza Russa, a cura di Jacques Bergier

1979 Fantascienza e Comunismo, di Diego Gabutti

2018 Solaris (Alcatraz) n. 1

Lino Aldani


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 28 (vedi tutti gli articoli)

Lino Aldani

Nato a San Cipriano Po (Pavia) nel 1926, Lino Aldani è certamente tra i protagonisti della fantascienza dal Dopoguerra in poi. Debuttò nel 1969 su “Oltre il Cielo” e insegnò matematica a Roma fino al 1968, quando tornò al suo paese natale, continuando a scrivere.Nel 1977 pubblicò Quando le radici, il suo romanzo più celebre, quindi Eclissi 2000 (1979), Nel segno della luna bianca (1980, insieme a Daniela Piegai), La croce di ghiaccio (1989) e Themoro Korik (pubblicato nel 2007, quasi due anni prima della sua scomparsa). Il suo saggio in volume La fantascienza (1962) fu il primo saggio italiano a trattare l’argomento. Nel 1962 fondò, insieme a Massimo Lo Jacono e Giulio Raiola la rivista “Futuro“.

Fantascienza negli anni ’60 oltre Urania: Interplanet, Fantasia e Fantascienza, Futuria, Gamma e Proxima


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 26 (vedi tutti gli articoli)

1962 Interplanet n. 1

Abbiamo visto che in questo periodo (si potrebbe dire dal 1962), l’editoria che pubblica la fantascienza sembra diventare un po’ più adulta. Infatti, oltre al già citato saggio di Lino Aldani, nel 1962 si registra l’uscita di “Interplanet“, che si affianca a “Galaxy” e “Galassia” tra le riviste pubblicate dalla Casa Editrice La Tribuna di Piacenza (facendo di questa città il “terzo polo” fantascientifico italiano dopo Roma e Milano), si tratta di una serie di antologie di racconti di autori italiane, che arriverà al numero 7 (in 3 anni). “Interplanet” è un ottimo volano per la fantascienza italiana, il primo raro raro contenitore che sarà in grado di aggregare autori nostrani.

Poco dopo, esce il primo numero di “Fantasia e Fantascienza“, mensile uscito per 10 numeri tra il dicembre 1962 e l’ottobre 1963, edito dalla Minerva Editrice e curato da G. Jori, con materiale tratto dalla statunitense “Fantasy & Science-Fiction”.

Nel 1964 Franco Enna si rivede come curatore di “Futuria“, edito dalla Zillitti, mensile uscito per soli 4 numeri, con la collaborazione di Luigi Cozzi (che poi diventerà regista di alcuni film di fantascienza nostrani), Carlo  Rivolta e le copertine dal taglio tenebroso di Ferruccio Alessandri., con titolo di classici statunitensi.

 

 

 

1962 Fantasia e Fantascienza n. 1

Infine, il più duraturo e forse miglior progetto, ovvero “Gamma“, una vera rivista mensile, uscita dall’ottobre del 1965 per le Edizioni Gamma, curata da Valentino de Carlo e sempre con le copertine di Ferruccio Alessandri, che presentava racconti e saggi internazionali con qualche italiano, tra cui Carlo Pagetti, che debutta come saggista. Dal numero 6 dell’aprile 1966 viene pubblicato dalle Edizioni dello Scorpione, e cambia grafica di copertina. Dal 14 (1967) modifica ancora la grafica di copertina che conserva fino all’ultima uscita (il numero 27 del marzo 1968). Si tratta di una delle riviste più interessanti del momento e raccoglie materiale interessante perqualsiasi cultore del genere. I numeri vedranno una ricopertinatura (doppia per i primi 5 numeri, che quindi si trovano in tre versioni diverse, mentre in due versioni i restanti numeri).

Luigi Cozzi riprova l’avventura nell’aprile 1966 con “Proxima“, mensile pubblicato da Granillo editore, curato insieme a Franco Filanci, uscito anch’esso per soli 4 numeri, sempre con classici del calibro di Paul Anderson e Alfred Van Vogt.

Nel 196, segnaliamo che la collana “I Radar – Enciclopedia del tempo libero” dedica un volume alla fantascienza.

Infine, registriama il debutto delle collane e delle riviste della Libra Editrice, che rimandiamo in post apposito.

 

 

1964 Futuria n. 1

1965 Gamma n. 1

1966 Gamma n. 6

Gamma n. 14

1966 Proxima n. 1

Quando “Urania” abbandonò il “cerchio”


1996 Urania n. 1285

Nel giugno 1996 il lettore abitudinario di “Urania” probabilmente subì uno choc quando vide cambiare radicalmente la copertina che abbandonò il “cerchio rosso” in cui era inscritta l’immagine per un’immagine a tutta copertina su sfondo nero. Era il n. 1285, “Luce virtuale” di William Gibson, che uscì per la prima volta anche nelle librerie con una nuova numerazione (quindi con il numero “1”), con un formato che riprendeva la collana “I Miti” che aveva avuto molto successo, quindi più spesso e più compatto. Il cerchio era stato introdotto con il numero 336 del 1964 (quindi 22 anni prima!).
Gli anni Urania “nero” hanno vicende alterne, e resistono fino al maggio 2000, quando, a causa della crisi editoriale, con il n. 1388 (“La moglie dell’astronauta” di Robert Tine) continuano le sperimentazioni per rialzare le vendite con l’Urania “codice a barre“. Si tratta dell’Urania meno riconoscibile, e infatti dura poco più di un anno e nel marzo 2001 con il n. 1410 (“Condizione Venere” di Norman Spinrad) si corre ai ripari ripristinando l’immagine a cerchio, mantenendo comunque lo stesso formato, ma semplificando e ingrandendo la testata su sfondo molto visibile (sono gli Urania “arancione“).
In questo periodo si segnalano alcune uscite epocali: l’Urania che festeggia l’anno 2000, con copertina argentata, e quello per i cinquant’anni della testata (nel 2002, con copertina dorata).
Le vendite hanno ancora vicende alterne e seguono la crisi generale dell’editoria, per cui nell’ottobre 2010 si torna al “cerchio rosso” classico con il n. 1587 (“L’ultimo teorema” di Arthur Clarke e Frederik Pohl).

 

 

 

 

2000 Urania n. 1377

2000 Urania n. 1388

2001 Urania n. 1410

2002 Urania Speciale Anniversario

Per curiosità, quando il cerchio rosso scomparve da “Urania”, fu conservato per un altro anno (fino al giugno 1997) dalla collana “Classici Urania”, relegato poi in costina (fino al maggio 2000) e infine – come detto – ripristinato nel marzo 2001 (un cerchio senza bordo su “Urania” e uno arancione sui “Classici Urania”, poi nel 2012 un cerchio rosso su “Urania” e – cessata la collana dei “Classici” – nel 2013 un cerchio argentato sulla collana “Urania Collezione”), per cui si può dire che dal 1964 a oggi (2019) ogni anno sono usciti dei cerchi Urania, considerando anche la costina.

Primi albi di fantascienza del Dopoguerra (1946-1949)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 23 (vedi tutti gli articoli)

1946 Avventura su Marte

Abbiamo visto che i fumetti di fantascienza sono inseriti nei giornali e riviste di fumetti, ma gli albi di sola fantascienza tra gli anni ’30 e ’40 sono rari. Nel Dopoguerra, il primo albo di fantascienza è certamente “Avventura su Marte“, del marzo 1946 (supplemento al “Miliardo” n. 1-2). Al luglio1946 risale il primo degli Albo d’Oro dedicati a un tema fantascientifico: poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12). Anche se si segnalano fin dal 1945 alcune ristampe di “L’Uomo Mascherato“, anche con copertine, testate e case editrici diverse dalla Nerbini, come per esempio (dal 1946) “Mistero“. Nel settembre del 1946 esordisce la prima serie di “Amok“, un nuovo supereroe che ricalca “L’Uomo Mascherato” (uscito la prima volta nel 1937) che esce in minialbo settimanale nei numeri dispari della collana “Avventure e Mistero” per 26 numeri, una seconda serie di 8 numeri, e una terza di 29 numeri, fino al 1950.
Poi segnaliamo “Tanks l’Uomo d’Acciaio“, altro minialbo settimanale pubblicato dal 1945 (nella collana “Albi Forza e Coraggio”), disegnato da Carlo Cossio che, dopo varie avventure “classiche”, nel n. 53 (del novembre 1946) viaggia nello spazio. Le sue vicende “fantastiche” sono però poche e predomina l’avventura classica. Nel dicembre 1946 debutta anche “Misterix“, pubblicato da Editoriale Subalpino (Alpe), minialbo settimanale che esce per 80 numeri fino al 1948.

1946 Albo d’Oro n. 12. L’Uomo d’Acciaio

1946 Amok n. 3 (2° numero)

1946 Tanks l’Uomo d’Acciaio n. 53. L’aereo-razzo Interplanetario

1946 Misterix n. 1

1947 Mistero n. 38. Ll’Uomo Mascherato

Al 1947 risale “Mirko“, altro minialbo settimanale disegnato dallo stesso Cossio (che appare per 29 numeri dal n. 45 degli “Albi dell’Intrepidezza”), “Roal, il Tarzan del mare” (che diventa “Roal, l’Eroe del Mare”) pubblicato dalla Casa Editrice Dap, che esce per 20 numeri settimanali fino al 1948. Nello stesso anno segnaliamo anche alcune avventure fantastiche di “Mandrake” (uscito la prima volta nel 1935 sull'”Avventuroso” e con un proprio albo dal 1944 per la Nerbini), poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12), “Elio Fiamma nel Tremila” (Albo d’Oro 37, trasposizione di Buck Rogers), “I dominatori dell’Infinito” (“Albo dell’Intrepido” n. 77), “La Cima del Diavolo” (“Albo d’Oro” n. 79), la miniserie “L’Enigma delle Piramidi” (edizioni “Enigmistica Popolare”), per arrivare alla riedizione di “Saturno contro la Terra“, di cui abbiamo già parlato. Gli “Albo d’Oro” sono i primi che cambiano l’impaginazione da formato orizzontale a verticale (tipico dei comics statunitensi).

1947 Mirko. Albi dell’Intrepidezza n. 45. (ristampa anastatica degli anni ’70)

1947 Albi Grandi Avventure n. 4

1948 Roal il Tarzan del Mare n. 16

Al 1948 risale “Il Demone dello Spazio” (“Albo d’Oro” n. 109), “I Conquistatori del Tempo” (“Albo d’Oro” n. 114), ma soprattutto l’albo “Orson l’Uomo degli Spazi“, settimanale uscito per 12 numeri per le edizioni “ESSE”, con testi di Alberto Guerri e disegni di Mario Guerri, in formato moderno, cioè tipo comics statunitensi. “L’Uomo Mascherato” è quello che sperimenta per primo tutti i formati, nell’aprile 1949 con un giornale tutto suo “Il Giornale dell’Uomo Mascherato”, mentre nel 1949 un albo verticale, “Mistero Comics“. A giugno 1948, il supereroe francese “Fantax“, edizioni DLE (curato da Gian Luigi Bonelli, che anni dopo conquisterà il mercato dei comics), quindicinale uscito per 24 numeri, apparizione che precede la ricercatissima serie a libretto del 1966, che rilanciano i supereroi “mascherati”.
Infine, nel 1949 debutta anche “Ted Scatto” con un’avventura nello spazio e uno in un mondo sotterraneo.
Gli albi e i minialbi orizzontali continueranno per qualche anno, ma negli anni ’50 s’imporrà definitivamente il formato verticale comics usa e il libretto.

1947 Albi dell’intrepido n. 77

1947 Albo d’Oro 73. Elio Fiamma nel Tremila

1947 Albo d’Oro n. 79 (ristampa anastatica del 1988)

1947 L’enigma delle Piramidi n. 3


1948 Orson, l’uomo degli spazi n° 10

1948 Albo D’oro 109. Il Demone dello Spazio

1948 Albo d’Oro n. 114. I conquistatori del tempo

1948 L’Uomo Mascherato n. 2

1949 Mistero Comics. Uomo Mascherato n. 1

1948 Fantax n. 6

Pulphagus® non sarà più come prima


A 3 anni dall’uscita del Premio Urania “Pulphagus® – Fango dei cieli“, ecco un nuovo romanzo ambientato nell’universo pulphago e dei suoi derelitti abitanti. Il pulphago Korchin, fuggito dal planetoide e dedito all’attività piratesca, ha un segreto inconfessabile che lo tortura e gli alimenta l’odio solo in determinati momenti. Qualcosa che va oltre il suo comportamento sociopatico e che riguarda il proprio corpo.

Un nuovo romanzo di Lukha B. Kremo, divertente e disturbante allo stesso modo.

1962: La prima tappa editoriale della fantascienza


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 22 (vedi tutti gli articoli)

1962 La fantascienza

Il boom di riviste di fantascienza in seguito al lancio dello Sputnik (1957), caratterizzato come abbiamo visto, da pubblicazioni di valore e altre meno, prosegue per qualche anno. Dopo il 1952, un’altra data importante è il 1962, quando si esaurisce la creazione di riviste, a volte autorevoli, altre effimere, e vengono pubblicati i primi saggi critici su questa nuova letteratura. Dopo quelle nate nel 1957, abbiamo parlato di “Galaxy” (1958), “Astrotau” (1959), “I Romanzi del Cosmo“, “Galassia” e “Giro Planetario” (1961). Restano da citare altre riviste minori: nel 1958 esordisce “Le Cronache del Futuro” (da non confondere con “Cronache del Futuro” dell’anno precedente), edizioni Maya, mensile uscito per 11 numeri, che presentava romanzi di autori secondari. Nel 1961 esce “Gli Esploratori dello Spazio – Fantascienza“, edita da Editrice Romana Periodici, anch’esso mensile e uscito per 11 numeri, che presentava romanzi di autori classici come Murray Lainster, Arthur Clarke, Sprague De Camp. Nello stesso anno esordisce “I Romanzi del Futuro“, editrice P.E.N., mensile uscito per 6 numeri (5 + 1 numero bis). Nell’ottobre nel 1961 esce “Super Fantascienza – Illustrato“, edizioni Astoria, mensile che presentava romanzi di autori minori, uscito con un primo numero e il mese successivo con il cambio di edizioni (I.L.E.) e la modifica della testata in “Super Fantascienza illustrata“, ripartendo dal numero 1 per 6 numeri. A novembre dello stesso anno è la volta di “Super Spazio“, anch’esso un mensile che presentava romanzi di autori minori, uscito per 10 numeri. Per gli anni successivi non si registrano altre novità di riviste di “seconda scelta”, infatti nel 1962 si registra l’uscita del primo numero di “Interplanet”, autorevole rivista di narrativa italiana, di “Fantasia e Fantascienza”, l’edizione italiana della prestigiosa “Fantasy & Science-Fiction” (parleremo di entrambe), ma sopratutto il saggio “La Fantascienza“, curato da Lino Aldani e pubblicato dalla casa editrice La Tribuna di Piacenza (che pubblicava “Galaxy” e “Galassia“). Sembra quindi che in questo anno, in Italia, ci sia resi conto delle potenzialità speculative della fantascienza e della differenza di valore tra certa narrativa di qualità e i prodotti di evasione da dimenticare.

1958 Le Cronache del Futuro n. 1

1961 Gli Esploratori dello Spazio Fantascienza n. 1

1961 Super Fantascienza Illustrato n. 1

1961 Super Spazio n. 1

I fumetti fantasexy degli anni ’60


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 21 (vedi tutti gli articoli)

1965 Alika n. 1

Come anticipato, negli anni ’60 si registra un boom di pubblicazioni di fumetti. La prima rivista di fumetti di fantascienza “per adulti” risale al luglio 1965: “Alika“. Si tratta di un’aliena (somigliante ora a Brigitte Bardot, ora a Anita Ekberg). La rivista, mensile pocket, esce per 20 numeri, ma il numero 12 viene sequestrato (insieme ad altre riviste di fumetti, rei di “turbare l’ordine pubblico, della famiglia e incitare alla criminalità e al delitto“), sia perché da un paio di uscite le illustrazioni di copertina hanno uno stile più realistico e con la protagonista sempre meno vestita, ma anche perché all’interno venivano ritratti come personaggi politici dell’epoca , come Onassis, Mao Zedong, Aldo Moro, Amintore Fanfani e altri. Scritta da Furio Arrasich, Alessandro Pascolin e Anna Taruffi e disegnata da Giorgio Chiapperotti, Angelo Todaro, Ugo Sammarini, Romano F. Mangiarano.

Nel 1965 esce “Selene“, mensile dichiaratamente di fantascienza, con un formato quadrato che ricorda gli albi prebellici, che esce per quattro numeri, per poi conformarsi al formato pocket per i restanti 3.

1965 Selene n. 1

Nel 1966 esce “Gesebel“, altro mensile di un’eroina fantascientifica sexy, creato da Max Bunker e disegnato da Magnus e proseguito da Erasmo Buzzacchi e Roberto Corbella Peroni. Il fumetto è caratterizzato dalla satira sociale del periodo con riferimenti al femminismo, e alla corruzione politica (e anche questo, infatti, viene sequestrato). L’albo uscì per 23 numeri concludendo la storia (esiste anche una ristampa degli anni ’90).

1966 Gesebel n. 1

E infine, nello stesso anno, il mensile “Uranella“, forse quello più diffuso, perché non affronta satira o questioni politiche, uscito anche in Francia (con il nome “Astrella”) e in Germania. Scritto da Michele Gazzarri, Nino Cannata e Pier Carpi, e disegnato da Floriano Bozzi, per un totale di 20 uscite. Nel 1969 esce “Astrella” (da non confondersi con la versione francese di “Uranella”), di cui abbiamo parlato in un post delle riviste “introvabili”.

1966 Uranella n. 1

 

Riviste minori (e introvabili) degli anni ’60 (e dell’800)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 20 (vedi tutti gli articoli)

1961 Giro Planetario (completa) [cortesia di Bruno Baronchelli]

Come tutti i collezionisti sanno, il prezzo di un oggetto dipende dal rapporto tra rarità e richiesta, per cui a volte è la forchetta di prezzo può essere molto grande. Ma come in tutti i campi ci sono le cose “introvabili” e più o meno richieste. Nel campo dei libri di fantascienza il più richiesto è certamente il primo numero dei “Romanzi di Urania“, che però non è raro (media del prezzo attuale: 100 euro). La rivista certamente più rara è “Giro Planetario“, di cui si dice che ne esistano solo 3 raccolte complete. Si tratta di una rivistina formato comics Usa, spillata e probabilmente, a suo tempo, distribuita solo nel Centro Italia. Curata da Luigi Santucci, quindicinale, ne uscirono 8 numeri, dal giugno al settembre del 1961. Il materiale era di qualità mediocre, di autori italiani sotto pseudonimo. Negli anni ’80 fu fatta una stampa anastatica, anch’essa introvabile (ultimamente sono state vendute fotocopie in bianco e nero di tutta la serie a 25 euro!). Per fortuna dei curiosi, le Edizioni della Vigna hanno recentemente pubblicato la raccolta completa, una vera e propria ristampa (e anche quella, se non vi sbrigate, sarà presto introvabile). Al secondo posto c’è probabilmente “Nuovi Mondi” (del 1952, di cui abbiamo già parlato) seguito da “Mondi Astrali” (1955, anche questa già presentata), entrambe introvabili, ma con un po’ di fortuna (e fondi) si possono trovare le copie anastatiche degli anni ’80. Per quanto riguarda il fumetto di fantascienza probabilmente non ha eguali la rivista “Lak Timo“, 2 numeri usciti nel 1964 stampati dalla S.I.T.E. di Roma e curate da Gilda Cancellieri (credo mai distribuiti veramente, e da non confondersi con il più celebre “Lak” degli anni ’70), che si trovano a prezzi incredibili; seguito da “Astrella“, mensile uscito da aprile a settembre del 1969, scritto da Rocca e disegnato da Eros Kara (autore anche delle copertine), di cui qualche numero si trova ancora, ma a prezzi poco abbordabili.

1969 Astrella n. 4

Questo per stare nel dopoguerra, ma se estendiamo la ricerca ovviamente ci sono rarità maggiori. Come per esempio la prima edizione italiana di Dalla Terra alla Luna di Giulio Verne, del 1873 delle Edizioni Treves (ovviamente meno cara e ricercata di quella originale francese), o di La macchina del Tempo di Herbert G. Wells (prima edizione italiana del 1902 della Vallardi con il titolo Un’esplorazione del futuro). Ancora più rari gli italiani, come Dalla Terra alle Stelle di Enrico Novelli (Yambo), del 1890 della Salani. Bisogna tener conto, in questi casi, che le prime edizioni erano economiche, quindi stampate come opuscoli con copertina flessibile (e deperibile), per cui il prezzo varia a seconda delle condizioni e solo per la primissima edizione il prezzo lievita considerevolmente. Spesso, quando il libro aveva successo, si stampavano edizioni con copertina rigida (all’epoca “telata”, senza sovraccoperta), in questo caso il libro si conserva meglio e, se l’edizione è impreziosita da immagini, può raggiungere quotazioni notevoli. Inoltre, spesso si rilegavano le edizioni economiche con copertina telata. In questo caso, nonostante ci sia un “rimaneggiamento”, se la ricopertinatura è coeva o quasi, non ne diminuisce il valore.

 

 

 

 

1890 Dalla Terra alle Stelle (Enrico Novelli) [cortesia di Bruno Baronchelli]

Parlando di rarità, nessuno può battere Viaggio alla Luna di Ernesto Capocci, un opuscolo considerato perduto  fino a tre anni fa (e per qualcuno inesistente perché datato 1857, cioè ben 8 anni prima di De la Terre à la Lune di Verne!), quando fu scoperto in un faldone dimenticato nella Biblioteca Nazionale di Bari: stampato dalla tipografia Cottrau di Napoli, portava effettivamente la data del 1857. Viene così ristampato dalla LB edizioni di Bari nel 2016. Si tratta di una scoperta straordinaria, non solo si restituisce all’Italia il primato del primo viaggio sulla Luna su basi scientifiche, ma la protagonista è una donna, e il suo nome è abbastanza evocativo, si chiama infatti Urania!

 

 

1873 Dalla Terra alla Luna. Tragitto in 87 ore e 20 minuti (Giulio Verne) (2° edizione coeva della 1°)

2016 Viaggio alla Luna (Ernesto Capocci, 1857)

Per chi è curioso, abbiamo alcuni pezzi da collezione a prezzi abbordabilissimi.

La rivista di Isaac Asimov


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 19 (vedi tutti gli articoli)

1978 La Rivista di Isaac Asimov n. 1

Nel settembre 1978 esce “La Rivista di Isaac Asimov” che presentava materiale proveniente dalla statunitense “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” (inaugurata l’anno prima). L’iniziativa, grazie al forte richiamo del nome e dal periodo favorevole (a settembre del 1977 era uscito nella sale “Guerre Stellari”), ebbe discreta fortuna, soprattutto considerando che si tratta di raccolte di racconti, che in Italia non sono mai state preferite ai romanzi. Non fu l’unica trasposizione Italiana, anzi, ce ne furono ben 5: ” nel 1979 “Rivista di Isaac Asimov. Avventure Spaziali e Fantasy“, nel 1981 “Asimov. Rivista di Fantascienza“, nel 1993 “Isaac Asimov Science Fiction Magazine” (in due serie diverse) e nel 2016 “Asimov’s Science Fiction“.

“La Rivista di Isaac Asimov”, mensile, fu pubblicata da Mondadori per 11 numeri (con una breve interruzione), era curata da Andreina Negretti, e presentò copertine monocolore con il logo della rivista Usa e il ritratto di Asimov per i primi 7 numeri e disegni vari per gli altri 4.

1978-2016 I primi numeri delle 5 riviste dedicate ad Asimov uscite in Italia

1978-1980 La Rivista di Isaac Asimov (completa)

Galassia, la collana della casa editrice La Tribuna


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 18 (vedi tutti gli articoli)

1961 Galassia (La Tribuna) n. 1

Dopo “Urania“, “I romanzi del Cosmo” e “Galaxy“, nel gennaio 1961 esce la quarta collana duratura di fantascienza: “Galassia“. Come abbiamo visto, dall’11° numero (nel 1959), “Galaxy” viene acquisita dalla casa editrice La Tribuna, che dopo due anni decide (grazie a Riccardo Valente) di affiancargli una collana di romanzi da edicola, sulla falsariga di “Urania” (e per motivi di mercato che vedono i romanzi vendere di più rispetto alle raccolte di racconti). Proprio per questa preferenza tutta italiana, la collana/rivista avrà grande fortuna, facendo uscire ben 237 numeri in 18 anni (quindi fino al 1979), risultando quindi al momento la terza collana più longeva come numeri usciti (dopo “Urania” [quasi 1670] e “Urania Classici” [309, terminata]), e quarta per anzianità di anni (dopo “Millemondi” [seconda serie], che al momento esce da 24 anni e minacciata da “Urania Collezione”, che esce da 16). La collana viene curata prima da Roberta Rambelli (dal 1962 al 1965), poi da Ugo Malaguti (fino al 1970), quindi da Vittorio Curtoni e Gianni Montanari (fino al 1974) e infine dal solo Montanari.

Per i primi anni presenta i maggiori autori statunitensi del periodo d’oro e successivi, poi con la conduzione di Malaguti e Curtoni/Montanari si orienterà verso la New Wave inglese, facendo conoscere al pubblico italiani nuovi autori anche d’avanguardia (John Brunner, Michael Moorcock, Eric Frank Russell, Brian W. Aldiss), senza trascurare i grandi nuovi nomi Usa (Philip K. Dick, Samuel R. Delany, Thomas M. Disch, Frank Herbert) e nemmeno i grandi autori russi (Ivan Antonovic Efremov, Aleksandr Beljaev e altri). Inoltre, dopo la chiusura di “Urania” agli italiani (1962), per alcuni anni Galassia sarà l’unica collana o quasi che pubblicherà autori italiani; escono romanzi della Rambelli, di Malaguti, di Montanari, di Curtoni (Dove stiamo volando), di Pierfrancesco Prosperi (Autocrisi), Mauro Antonio Miglieruolo (Come ladro di notte), Vittorio Catani (L’eternità e i mostri), Livio Horrakh (Grattanuvole) e Gianluigi Zuddas (Amazon), nonché di due “coraggiose” (e quindi rare per quei tempi) operazioni di antologie di racconti italiani (Amore a quattro dimensioni. Fantamore all’italiana e Fanta-Italia – Sedici mappe del nostro futuro). Tutto sommato, una collana che ha fatto la storia della fantascienza in Italia.

1963 Galassia (La Tribuna) n. 25

1964 Galassia (La Tribuna) n. 39

1967 Galassia (La Tribuna) n. 73

1970 Galassia (La Tribuna) n. 109

Graficamente, per i primi due anni le copertine sono tratte da illustratori della “Galaxy Science Fiction” statunitense, dal n. 25 il logo della testata s’ingrandisce e l’immagine occupa tutto lo spazio restante, prima occupato dal titolo del romanzo in verticale. Dal n. 39 il logo si differenzia dal lettering del Galaxy Usa; dal n. 63 si semplifica la grafica di costina; dal n. 73 la copertina diventa in bianco e nero (con la testata in rosso sia davanti che sulla costina) con prevalenti immagini astratte a cerchio; dal n. 97 riacquista il colore rosso anche l’immagine (che torna quadrata). Dal n. 109 (del 1969) si rinnova completamente grafica e logo di testata, riacquistando la quadricromia, e infine dal n. 235 assume una nuova elegante veste rossa, che però è destinata a durare 3 soli numeri, fino al “profetico” E scese la morte di David G. Compton (curioso notare che l’ultimo numero dei “Romanzi del Cosmo” fu L’ultimo domani di Antonio Bellomi).

Dal 1971 uscì la raccolta “Bigalassia” che raccoglieva tutti i numeri a due a due.

 

 

 

 

1971 Galassia (La Tribuna) n. 137 (Fantamore all’italiana – Amore a quattro dimensioni)

1972 Galassia (La Tribuna) n. 165 (Fanta-Italia – Sedici mappe del futuro)

1979 Galassia (La Tribuna) n. 237

1971 Bigalassia n. 1

Il boom dei fumetti anni ’60


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 17 (vedi tutti gli articoli)

1948 L’Uomo Mascherato n. 1 anno 1

Negli anni ’60 si registra un boom di pubblicazioni a livello di edicola, soprattutto riviste di fumetti in serie. A questo boom non si sottrae la fantascienza, anche se in questo caso subirà le leggi del mercato: supereroe, fanta-spionaggio o fanta-poliziasco, e soprattutto supereroine sexy e discinte. Non si puà generalizzare, ci furono pubblicazioni valide e altre meno. Dopo i primi fumetti di fantascienza (seria) degli anni ’50, sono i supereroi a fare da padrone. “L’uomo Mascherato”, in particolare, dopo la prima serie del 1937, ricompare periodicamente per diverse case editrici) con una serie nel 1946 (formato albo), una nel 1948 (formato tabloid), una nel 1952 (formato pocket), una nel 1962 e una nel 1967 (formati comics usa). Ma è nel 1964 con “Kriminal” e “Satanik“, sulla scia di “Diabolik” (uscito nel 1962), che s’inagura il filone del fumetto “fanta-proibito”.
Successivamente i supereroi si moltiplicano: nel 1965 escono “Fantax” e “Atoman contro Killer“; nel 1966 “Superwomen“.
Non mancano i fumetti per ragazzi, come per esempio “Robot” (il meno conosciuto omonimo della rivista di fantascienza anni ’70 curata da Curtoni).

 

 

 

 

 

 

1964 Satanik n. 1 (ristampa anastatica)

1964 Kriminal n. 1 (ristampa anastatica)

1964 Fantax n. 1

1965 Atoman contro Killer n. 2

1966 Superwomen n. 3

1964 Robot n. 2

 

Urania anni ’60: i rinnovamenti prima del “cerchio rosso”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 16 (vedi tutti gli articoli)

1957 Urania n. 153

Mentre le pubblicazioni (effimere) di fantascienza aumentano sulle ali dell’entusiasmo dello Sputnik e dell’esplorazione spaziale, Urania percepisce i cambiamenti dei lettori e si adegua alle loro abitudini. In particolare, il pubblico italiano, a causa anche di una cattiva gerarchia dei generi letterari data da una critica non al passo con i tempi, preferisce il romanzo (breve) al racconto e associa l’autore italiano al realismo e a una certa arretratezza tecnologica. La conseguenza è che diminuiscono drasticamente le riviste di racconti (su cui invece si basa il periodo d’oro della science-fiction statunitense) a profitto di collane di romanzi (o, come Urania, una “collana da edicola” o “rivista con romanzo e piccola rubrica”), diminuiscono gli autori italiani (che scompaiono completamente da Urania dal 1962), e infine i romanzi vengono tagliati drasticamente per farli rientrare nella misura “standard” della rivista. Tre fatti che influiranno negativamente sullo sviluppo della science-fiction italiana. Come detto, “I Romanzi di Urania” diventa semplicemente “Urania” dal n. 153 del 1957, mentre dal n. 173 del 1958 assume una caratteristica colorazione rossa che rende più riconoscibili i numeri in un’edicola che stava riempiendosi. Nel 1961 Giorgio Monicelli lascia la redazione, che viene affidata ad Andreina Negretti (in redazione già dal 1958) per qualche numero, fino all’avvento di Carlo Fruttero (affiancato dal 1964 a Franco Lucentini). Dal n. 273 del 1961 il formato si riduce al classico pocket e dal n. 281 del 1962 c’è il primo degli epocali cambiamenti di veste: viene inserito come logo della testata un rombo (o losanga) in alto a sinistra, e nel n. 336 del 1964 l’immagine, fino a quel momento a tutta copertina, viene inserita in un cerchio rosso, mutuato dai “Gialli Mondadori” che diventerà poi la caratteristica di “Urania” stessa (in realtà nei primi numeri l’immagine tende a “sbordare”). Infine, dal n. 458 del 1967, Urania abbandona anche la losanga, lasciando il cerchio rosso e assumendo la testata che ha ancora oggi (seppure non continuativamente).

1958 Urania n. 173

1961 Urania n. 272 (ultimo autore italiano su Urania fino al 1990)

1962 Urania n. 273

Sempre quattordicinale, in questi anni prevalgono gli autori dell’epoca d’oro ma anche i nuovi autori anni ’50 come Robert Silverberg, Philip K. Dick e Poul Anderson. Pochi e sempre sotto pseudonimo gli italiani, fino a Marren Bagels, ovvero Maria De Barba, uscita nel n. 272 del dicembre 1961: sarà l’ultimo italiano a uscire su Urania fino a Vittorio Catani nel 1120 nel febbraio del 1990, ben 28 anni e 2 mesi dopo! (La scelta, è evidente, è dei due curatori Fruttero e Lucentini, che rimasero fino al 1985). Alle illustrazioni di copertina si alternano Kurt Caesar, Carlo Jacono e Luigi Garonzi fino al 1960, quando vengono affidate a Karel Thole, firma che diverrà caratteristica degli Urania fino agli anni ’80.

1962 Urania n. 281

1964 Urania n. 336 (il primo “Cerchio Rosso”)

Galaxy


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 15 (vedi tutti gli articoli)

1958 Galaxy n. 1

Sulla scia del boom di riviste del 1957, nel giugno 1958 debutta “Galaxy” che, come ricorda il nome, pubblicava materiale della celebre rivista “Galaxy Science Fiction” statunitense, riprendendone anche il logo e la grafica. Presentava ottimi racconti dei maggiori autori di fantascienza statunitense del periodo. Fondata da Riccardo Valente, è mensile e ha un formato pocket. Viene pubblicata dalla casa editrice Due Mondi per i primi 10 numeri, con l’11° (il numero 4 dell’anno II, cioè il 1959), viene acquisita dalla casa editrice La Tribuna e diretta, in successione, da Riccardo Valente, R. Sgroi, Luigi Vitali e Roberta Rambelli. Con la nuova casa editrice cambia la grafica di copertina (che prima riportava cover della rivista americana) e viene affidata a Guido Crepax per alcuni numeri consecutivi, per tornare successivamente agli originali statunitensi, con un breve periodo in cui si sono alternate, per un totale di 14 cover firmate Crepax.

Nel 1961 la casa editrice La Tribuna le affianca la pubblicazione di “Galassia“, dedicata invece ai romanzi, che vedremo in altro articolo.

La numerazione (da 1 a 11 o 12 per ogni anno) viene poi cumulata dal numero 58. L’ultimo numero è il 72 (del maggio 1964), perché perse i diritti. Uscì anche una raccolta dei primi due numeri.

 

 

 

 

1959 Galaxy anno IV n. 2 (copertina di Guido Crepax)

1963 Galaxy n. 58

1964 Galaxy n. 72

Il primi film (muti) di fantascienza italiani


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 14 (vedi tutti gli articoli)

1906 Fotogramma di “Viaggio a una stella” di Gaston Velle

I primi film di fantascienza nascono con il cinema stesso, grazie a George Meliés che intuì il potenziale fantastico dell’invenzione dei fratelli Lumiére che invece lo concepivano prettamente come riproduzione del reale. Il primo cortometraggio italiano (di mia conoscenza, c’è da dire che all’epoca le pellicole non venivano conservate, per cui può sempre saltare fuori qualcosa) è “Viaggio a una stella“, del 1906, diretto da Gaston Velle, seguito da “La ceinture electrique” di Romeo Rossetti (1907, prima regia italiana), entrambi di produzione francoitaliana. Ma se consideriamo la produzione interamente italiana il primo è “Un matrimonio interplanetario“, del 1910, diretto da Enrico Novelli, che si conferma pioniere della fantascienza italiana. In quegli anni si susseguirono vari cortometraggi direi di fantacommedia. Il primo lungometraggio, sempre di produzione francoitaliana, è “Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola“, del 1913, diretto da Marcel Fabre (dura 57 minuti), tratto dal celebre libro di Albert Robida (mentre rientra più in generale nel fantastico, ma vale la pena di nominare “L’Inferno“, diretto da Francesco Bertolini nel 1911, primo grande kolossal dell’epoca). Al 1920 risale “Il mostro di Frankenstein di Eugenio Testa (forse il primo lungometraggio di sola produzione italiana, anche se dai tratti fantahorror), al 1921 “L’uomo meccanico” di André Deed e il perduto “Viaggio nella Luna” di Biagio Zaccaria, al 1924 “La bambola vivente” di Luigi Maggi. Poi il genere perde l’interesse dei cineasti e si presenta come parte fantastica o fantascientifica in film di spionaggio o commedie e bisognerà aspettare il boom della fantascienza della fine degli anni’50 per poter vedere altri film di fantascienza italiani, ma comunque i budget saranno ridotti rispetto a quelli d’Oltreoceano, per cui, a parte qualche eccezione, il livello è sempre più basso.

1911 Fotogramma di “Un matrimonio interplanetario” di Enrico Novelli

 

I Romanzi del Cosmo


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 13 (vedi tutti gli articoli)

1957 I Romanzi del Cosmo n. 1

Nel boom delle riviste e collane di fantascienza del 1957 (vedi articolo), tra le più popolari c’è senz’altro “I Romanzi del Cosmo“, conosciuta anche semplicemente come “Cosmo”. urata da Tom Arno (ma ai primi numeri collaborava anche Giorgio Monicelli) e illustrata da Luigi Geronzi, presentava un romanzo più uno o due racconti e un romanzo a puntate in appendice. Presento tutti i più grandi nomi della sf dell’epoca (come Asimov, Aldiss, Pohl, Kornbluth, De Camp, Ellison) e numerosi autori minori, tra cui anche autori italiani (sotto pseudonimo o con nome anagrafico nei racconti) come Roberta Rambelli, Luigi Naviglio, Ugo Malaguti, Gianfranco Briatore e Antonio Bellomi (uscito proprio nell’ultimo numero). Escono ben 202 numeri fino al 1967 (in realtà 201 perché uno era un numero doppio), e rappresenta quindi una delle collane di fantascienza più longeve in Italia (al momento quinta come numeri usciti, dopo “Urania” [quasi 1670], “Cosmo” [Argento] della Nord [340], “Urania Classici” [309, terminata] e “Galassia” dell’editrice La Tribuna [237], e sarà a breve superata da “Urania Collezione” [che ha da poco superato i 200].
Diversamente il conteggio degli anni: che dopo “Urania” [67 anni], seguita da “Cosmo” [Argento, 37 anni], “Nova SF*” nuova serie [34 anni], che è una vera rivista (sebbene non distribuita in edicola), e quindi la rivista più longeva in Italia [al momento 82 numeri, ma 124 con la numerazione che comprende le uscite con la casa editrice precedente, la Libra), poi gli “Urania Classici” [25 anni e mezzo]. (Non mi pare corretto cumulare gli anni di una pubblicazione se questa non viene pubblicata per più di un anno, come tra la prima e la seconda serie di “Nova SF*” e “Robot”).
Dal n. 197 in copertina figura il solo nome “Cosmo” (vengono tolti “I romanzi del” e “fantascienza”). Dal 1961 uscirono anche le raccolte doppie (che raccoglievano i numeri a due a due).

1967 I Romanzi del Cosmo n. 202 (ultimo numero)

1961 Cosmo (raccolta) n. 1

Oltre il Cielo


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 12 (vedi tutti gli articoli)

1957 Oltre il Cielo n. 1

Tra le riviste di fantascienza uscite durante il boom del 1957, rimarchevole è “Oltre il Cielo” (edizioni Esse), rivista quindicinale tabloid di astronautica, astronomia, missilistica e racconti e romanzi a puntate di fantascienza. Uscirono ben 154 numeri fino al 1970 (dal 1966 però le uscite si fecero aperiodiche) più il n. 155 uscito nel 1975. Dal n. 23 il titolo diviene “Oltre il Cielo. Missili e Razzi“.

Era diretto da Cesare Falessi. In 13 anni, tra le pagine di “Oltre il Cielo” debuttarono tutti i maggiori scrittori italiani di fantascienza (anche perché nel frattempo “Urania”, dal 1961, smise totalmente di pubblicare autori italiani), come Lino Aldani, Renato Pestriniero, Pierfrancesco Prosperi, Maurizio Viano, Ugo Malaguti, Gianfranco De Turris, G. L. Staffilano , Antonio Bellomi, Sansro Sandrelli, Mauro Antonio Miglieruolo, Adaberto Cersosimo e Vittorio Curtoni (alcuni anche sotto pseudonimo). Nella saggistica troviamo: Peter Kolosimo, Gianfranco De Turris, Sebastiano Fusco, Carlo Pagetti e Gianni Pilo. La copertina del primo numero e di numerosi altri numeri è di Kurt Caesar, già illustratore di copertina della prima versione di “Urania” e dei “Romanzi di Urania” . Per cui non è errato dire che questa rivista fu la più importante a contribuire alla costituzione di un gruppo di scrittori di fantascienza prettamente italiano che non imitasse eccessivamente i modelli anglosassoni, almeno fino a “Robot” (1976).

 

 

 

1958 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 23

1970 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 154

Le prime riviste di fumetti di fantascienza del Dopoguerra


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 11 (vedi tutti gli articoli)

1953 l’astrale n. 1

Abbiamo già visto che le prime serie di fumetti fantascientifici (1934) precedono l’uscita di vere riviste e collane di questa letteratura (1952), mentre per parlare di una vera e propria rivista di fantascienza dobbiamo aspettare almeno il 1953 con “l’Astrale“, quindicinale pubblicato dalla “Casa Editrice Internazionale”, uscito dal 15 luglio 1953 fino a dicembre per 11 numeri (l’ultimo era il numero doppio 11/12), con sceneggiatura e disegni di Emilio De Silva. Certo, non è facile distinguere un albo monografico (alla “Nathan Never” per intenderci) da una rivista, possiamo considerare che l’albo presenta episodi di un personaggio o un gruppo di personaggi fissi, spesso disegnati o sceneggiati dallo stesso autore, mentre una rivista presenta fumetti diversi, di altri personaggi e anche altri autori).
“L’astrale” presenta la storia dell’esploratore spaziale Don Barney, a cui affianca dal n. 5 una seconda storia a fumetti e dal n. 6 un’altra storia a firma di Oscar M. Bracci, configurandosi così come la prima rivista di fumetto fantascientifico. Da segnalare che il n. 1 uscì in due versioni di colori diversi e che il n. 3 è probabilmente il primo fumetto con effetto 3D che si poteva vedere con gli occhialini allegati!

 

 

 

 

1954 Meteor. Una lente sul futuro n. 1

1957 Avventure di Domani!… n. 1

Per seconda segnaliamo “Meteor. Una lente sul futuro” (edizioni CEI), un albo quadrato che presenta un fumetto di Onofrio Bramante (B. R. Mant) e alcune rubriche di fantascienza. Purtroppo ne uscì solo un munero.
Altra rivista è “Avventure di domani!…“, quindicinale uscito dal gennaio 1957 per le “Edizioni Mondiai”, spillato con un formato minipocket, che uscirà per ben 50 numeri, in cui presenta diverse serie tra le quali Random, Ace O’Hara e Capitano Vega, per cui forse la prima vera rivista di fantascienza.
Segue nel dicembre del 1957 “L’astronauta“, (edizioni L’Astronauta Avventura), disegnato da Paolo Di Girolamo, presenta due episodi per numero, ed esce èer 23 numeri più due numeri speciali.
Del 1958 esiste “Anno 3000“, un “settimanale di fantascienza per ragazzi” della “Editrice Atlantica” che alterna fumetti con qualche breve racconto. Quindi la seconda vera rivista di fantascienza di fumetti.

1957 L’Astronauta n. 1

Nel 1959 il lancio dello Sputnik intensifica il boom fantascientifico e in Italia escono “Lunik“, sempre della Edizioni Mondiali (con serie di fumetti ripresi da “Avventure di domani!…”), settimanale, con formato più grande, da fumetto Usa, che però uscirà solo per 6 numeri, e “Sputnik“, mensile, serie fantascientifica di provenienza francese disegnata da R. R. Giordan, autore anche delle copertine, che arriverà a 8 numeri.

1958 Anno 3000 n. 1

1959 Lunik. Avventure di domani n. 1

1959 Sputnik n. 1

Una rivista sui generis, che presenta materiale misto, è “Astrotau. Arditi dello spazio“, allegato al “Corriere dei Piccoli”, in un formato un po’ più piccolo del tabloid, sponsorizzato dalla Perugina e dalla Buitoni, con articoli, racconti, romanzo a puntate e fumetti (in ultima pagina le avventure di Toni & Gina, da BuiToni e PeruGina!). Ne uscirono ben 24 numeri, alcuni dei quali oggi veramente introvabili.

1959 Astrotau. Arditi dello spazio n. 4

 

Il boom delle riviste di fantascienza del 1957


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 10 (vedi tutti gli articoli)

1957 Galassia (Udine) n. 1

Dopo aver recepito il grande successo dei pulp magazine anglosassoni e creato le prime pubblicazioni di fantascienza in Italia (dal 1952) si registra un boom di uscite, anche grazie alle crescenti performance dell’astronautica (prima fra tutte l’impresa dello Sputnik del 1957) e di alcuni fatti legati all’ufologia. A volte sono pubblicazioni eccellenti, ma spesso hanno una bassa qualità.

Si comincia a gennaio con l’uscita di “Galassia“, pubblicata a Udine dalla casa editrice Galassia (quindi da non confondersi con l’omonima “Galassia” uscita nel 1953 a Milano), debutta con un romanzo di L. R. Johannis (già pubblicato su “I Romanzi di Urania”, pseudonimo di Luigi Rapuzzi), che è anche illustratore interno sotto altro pseudonimo. Oltre a lui, nella redazione figura anche Giorgio Monicelli (che lavorava anche per “Urania”). La rivista esce per 5 numeri fino al 1958.

Sempre a gennaio esce “I Narratori dell’Alpha-Tau. Archivi del Futuro” della Irsa Muraro Editrice, una rivista atipica perché oltre ad avere il formato più lungo che alto (con pagine lunghe tipo fumetti anni ’30), in copertina figuravano (nelle prime 4 uscite) dei numeri casuali (il primo numero apparve con un 13 in copertina) e tutti i romanzi presentati erano pseudonimi di autori italiani con il cognome composto da una lettera greca. Vera Cagnoli uscì nel primo numero come Sigma Jhon con “Allarme a Silva Zero”, primo romanzo pubblicato di fantascienza moderna di autrice italiana (certo, c’erano state – molto rare – autrici precedenti, per esempio Rosa Rosà nel 1918, ma si può parlare di protofantascienza). Nel terzo numero, Omega Jim è Peter Kolosimo, in una delle sue prime opere. Oltre ai romanzi c’erano racconti e rubriche. Dal numero 5 il formato (scomodo per le edicole) diventa un classico pocket, fino al nono e ultimo numero.

1957 I Narratori dell’Alfa-Tau. Archivi del Futuro n. 1

1957 Cronache del Futuro n. 1

Nell’agosto 1957 esce “Cronache del futuro” (di Edizioni Kappa), che alterna romanzi stranieri con qualche italiano (ritroviamo ben due romanzi di Franco Enna) che, grazie al fatto che non presenta racconti e alle copertine che mostrano quasi sempre illustrazioni di donne discinte e provocanti, riesce a uscire mensilmente per ben 24 numeri. Sempre nel 1957 debutta la collana “Fantascienza” dell’edizioni S.A.I.E., un serie di romanzi per ragazzi di Pierre Devaux, H. G. Viot e altri autori francesi, che uscì in 8 numeri fino al 1958 e un nono e ultimo numero nel 1961. E nello stesso periodo anche la collana “La Sorgente“, che presenta romanzi per ragazzi di autori celebri (come Heinlein, Vance, Del Rey, Eliott e Wollheim). Escono 18 numeri fino al 1961, poi riprende con un nuova serie con 5 uscite nel 1978.

1957 Cosmic n. 1

Sul finire del 1957 esce “Cosmic. Selezione di Fantascienza“, ancora della Irsa Muraro Editrice, che presenta racconti italiani e qualche straniero, alternati a saggi e articoli (Peter Kolosimo sul primo numero). La rivista uscì solo con 2 numeri nel 1957 e 1 nel 1958. Nel dicembre 1957 esce “Astroman” (RAID edizioni) che in 2 numeri presenta due romanzi e un racconto di Ennio Missaglia.

1957 Astroman n. 1

Nel 1957 arrivano in edicola anche “Oltre il Cielo“, rivista dal formato tabloid (giornale) che presenta articoli di astronautica e missilistica e racconti di fantascienza, “I Romanzi del Cosmo“, romanzi mensili, e “Avventure di domani!…“, rivista di fumetti, di cui parleremo in separata sede, che portano ben a dieci il numero di nuove collane e riviste in un solo anno!

A parte “I Romanzi del Cosmo”, sono tutte riviste o collane ormai rare e quasi introvabili (soprattutto “Astroman”).

 

 

 

 

 

 

1957 Fantascienza (S.A.I.E.) n. 1

1957 La Sorgente n. 1 “Kemlo”

La rivista Fantascienza della Garzanti


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 8 (vedi tutti gli articoli)

1954 Fantascienza n. 1 (Garzanti)

Nel novembre 1954 la Garzanti prova a sfidare “Urania” con la rivista “Fantascienza“, che prendeva materiale della celebre “The Magazine of Fantasy and Science-Fiction“, di cui riportava anche le copertine originali di Chesley Bonestell e Ed Emsh. Gli autori presentati erano noti: Kriss Neville, Ron Goulart, Robert Sheckley, Mack Reynolds, Marion Zimmer Bradley, Clifford Simak, Poul Anderson, C. M. Kornbluth senza rinunciare a dei classici del fantastico, come Bertram Chandler, Robert Louis Stevenson. Nonostante l’ottima qualità, “Fantascienza” uscì mensilmente solo per sette numeri, fino al maggio 1955, per lo stesso motivo per cui anche la rivista “Urania” cessò dopo 14 numeri: ovvero a causa della diffidenza dei lettori italiani nei confronti dei racconti, al contrario dei romanzi.

1954-1955 La rivista “Fantascienza” di Garzanti completa

I primi fumetti di fantascienza in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 7 (vedi tutti gli articoli)

1934 L’avventuroso anno I n.1 (ristampa anastatica anni ’70)

Da non trascurare, il fumetto di fantascienza nasce tra ‘800 e ‘900, e trova il suo primo boom negli anni ’30. In Italia, la prima serie di fumetti di fantascienza la troviamo nel primo numero di “L’Avventuroso” del 14 ottobre del 1934 con “Gordon Flasce” (italianizzazione di Flash Gordon), disegnata da Alex Raymond e uscita dal 7 gennaio dello stesso anno negli Usa. Come si può notare, il suo enorme successo internazionale fu sufficiente a colmare un gap culturale (almeno nell’ambito dei fumetti) tra l’Italia e la Francia e il mondo anglosassone.
Nel dicembre 1935 esce il primo albo dedicato a questo eroe “Avventure di Gordon“, pubblicato dalla Nerbini. Andrà avanti per 30 albi, vedrà una ristampa nel 1957 e una copia anastatica nel 1973.
Sulla scia dell’entusiasmo di Flash Gordon, anche in Italia vengono creati i primi fumetti di fantascienza. La prima serie di fumetti di un autore italiano è Gli uomini verdi di Yambo (Enrico Novelli), uscita dal n. 139 del giornale “Topolino” del 25 agosto 1935 (vedi copertina in questo post), seguita da Robottino, il ragazzo d’acciaio (sempre di Yambo, uscita dal 17 ottobre 1935 su “I tre Porcellini”) e da “S.K.1” di Guido Moroni Celsi, uscita dal 17 novembre 1935 a puntate sul giornale “Topolino” (in questo caso sottraendo clamorosamente la prima pagina al più celebre topo disneyano), e da I pionieri dello spazio (ancora di Yambo, uscita nel 1936 su “Topolino”).
Dopo Gordon, nel maggio del 1937, esce l’albo orizzontale “L’uomo Mascherato” (“The Phantom” di Lee Falk e Ray Moore), come allegato a “L’Avventuroso” (che già dal 1936 pubblicava le sue strisce).
Il primo albo di fumetti esclusivamente di fantascienza (escludendo i supereroi) esce nel 1939: stiamo parlando di “Saturno contro la Terra” su soggetto di Cesare Zavattini, testi di Federico Pedrocchi e disegni di Giovanni Scolari, che raccglie le strisce già uscite a puntate dal 1936 su “I tre porcellini”, “Topolino” e “Paperino” della Mondadori.
Successivamente anche “L’Audace” pubblica fumetti del genere: dal 1939 Virus, il mago della foresta morta di Federico Pedrocchi e Walter Molino e, nel 1941, I conquistatori dello spazio di Gian Luigi Bonelli (creatore, nel 1940, della celebre Sergio Bonelli Editore) su disegni di Raffaele Paparella e poi Nico Lubatti. I fumetti di fantascienza riprenderanno poi vigore del dopoguerra, sulla scia dell’arrivo della fantascienza letteraria statunitense.

1935 S.K.1 n. 1 (riedizione del 1976)

1935 Avventure di Gordon n. 1 (ristampa anastatica del 1973)

 

 

1937 L’Uomo Mascherato 1

 

1939 Saturno contro la Terra n. 1

Le primissime riviste di fantascienza in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 6 (vedi tutti gli articoli)

1952 Mondi Nuovi n. 1

Abbiamo già parlato della prima rivista di fantascienza in Italia (“Scienza Fantastica“), dalla rivista “Urania” e della prima collana di fantascienza (“I Romanzi di Urania“). Ma, come spesso succede nell’editoria, dal 1952 c’è una piccola esplosione di riviste e collane del genere. Nello stesso 1952 è da segnalare “Mondi Nuovi“, uscita quindicinalmente per sei numeri da agosto a ottobre (quindi prima di Urania). Diretta da Eggardo Beltrametti e illustrata da Enzo Cassoni, conteneva brevi storie e fumetti a puntate di autori italiani sotto pseudonimo (Guido Buzzelli, Enrico de Boccard sono alcuni nomi veri). L’esperienza fu breve, ma riprese nel 1955 con “Mondi Astrali“, sempre diretta da Beltrametti e più o meno con gli stessi collaboratori. Uscì mensilmente per 4 numeri, aveva molte più pagine, non aveva fumetti ma era molto illustrato all’interno. Queste due riviste sono attualmente le più rare e totalmente introvabili sul mercato; nel 1981 c’è stata una ristampa anastatica in tiratura limitata (e quindi difficile da trovare). Curiosità: di Mondi Astrali probabilmente esiste anche una copia anastatica senza essere segnalata con la data del 1981, quindi per distinguerla dall’originale serve un’analisi professionale.

Nel 1953 è da segnalare la prima rivista con il nome di “Galassia” (ne seguiranno altre, da non confondere), pubblicata dalla casa editrice Galassia di Milano, uscì per tre numeri mensili presentando tre romanzi minori.

Per il 1954 c’è da segnalare l’antologia “Superfantascienza“, che contiene tre romanzi, di cui uno dell’italiano Luigi Rapuzzi (con lo pseudonimo di L. R. Johannis, già uscito su Urania l’anno precedente), e nel novembre dello stesso anno l’uscita di un’altra importante rivista oltre a “Urania”, ovvero “Fantascienza” della Garzanti, di cui parleremo prossimamente.

1953 Galassia n. 1 (edizioni Galassia di Milano)

1955 Mondi Astrali n. 1 (copia anastatica del 1981)

1954 Superfantascienza

Scienza Fantastica


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 5 (vedi tutti gli articoli)

Scienza Fantastica n. 1, aprile 1952

La prima rivista in Italia che si occupi esclusivamente di fantascienza è “Scienza Fantastica” uscita 6 mesi prima di “Urania”, nell’aprile 1952. Fino a quel momento c’erano state storie o fumetti di fantascienza inseriti in riviste che raccoglievano anche altri generi oppure collane di romanzi fantastici e d’avventura. Il primo esempio di rivista di fantascienza che ricalcava i Pulp Magazine statunitensi è appunto “Scienza Fantastica”, curata da Vittorio Kramer e Lionello Torossi (dalle cui iniziali il nome Edizioni Krator, di Roma). Alla sua uscita non esisteva ancora il termine fantascienza (che appare la prima volta sul n. 1 di “I Romanzi di Urania“).  Uscirono 4 numeri mensili nel 1952 (con il sottotitolo di “Avventure nello spazio, tempo e dimensione”) , poi, dopo una breve interruzione, le uscite ripresero nel gennaio 1953 con un formato più economico (addirittura “spillato” e senza sottotitolo), per tornare con il settimo numero al formato pocket e al sottotitolo originario, ma purtroppo terminare con questo le pubblicazioni.

Presentava racconti tratti da Astounding Science-Fiction (Kornbluth, Sprague De Camp, Leinster, Sturgeon, Asimov, ecc.), per cui il materiale era ottimo. E dal primo numero compare un racconto di Massimo Zeno (pseudonimo di Lionello Torossi), il primo racconto di autore italiano uscito su una rivista di fantascienza. Uscirono anche due raccolte dei primi quattro numeri con copertine diverse (oggi abbastanza rare).

 

1953 Scienza Fantastica n. 5

1953 Scienza Fantastica n. 7

Tutte le 7 uscite di Scienza Fantastica al completo

Yambo – Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 4 (vedi tutti gli articoli)

Enrico Novelli aka Yambo

L’autore più rappresentativo del genere nella prima metà del XX secolo è certamente Yambo, pseudonimo di Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro. Nato a Pisa nel 1876, si trasferì presto a Milano e infine a Firenze. A 24 anni fondò a Roma il mensile illustrato “Il Pupazzetto”. Scrisse prevalentemente narrativa per ragazzi, tra cui resta celebre Le avventure di Ciuffettino (1902), narrativa d’avventura e viaggi straordinari, tra cui ricordiamo: Dalla Terra alle stelle (1890), non il primo scritto di fantascienza italiana, ma se si escludono pamphlet politici, utopie, satire e trattati pseudoscientifici, uno tra i primi romanzi propriamente detti (il primo dovrebbe essere “Viaggio alla luna” di Ernesto Capocci, del 1857, di cui riparleremo, seguito da “Da Firenze alle stelle” di Ulisse Grifoni, del 1885), poi Atlantide – I figli dell’abisso (1901), Gli esploratori dell’infinito (1906), La colonia lunare (1908), Il re dei mondi (1910), L’atomo (1912), L’uovo di pterodattilo o l’allevatore di dinosauri (1926). Scrisse, diresse e interpretò il cortometraggio muto Un matrimonio interplanetario (1910, il primo cortometraggio di fantascienza diretto da un italiano e il primo interamente italiano) e scrisse e disegnò i fumetti di fantascienza Gli uomini verdi (uscito il 25 agosto del 1935 sul giornale “Topolino”), seguito da Robottino, omino d’acciaio (dal 17 ottobre 1935 su “I tre Porcellini”) e I pionieri dello spazio (nel 1936 ancora sul giornale “Topolino”). Anche in questo caso, è probabilmente il primo autore di fumetti di fantascienza a essere stato pubblicato. Morì nel 1943.

1901 Atlantide di Yambo (prima edizione)

1947 Viaggi e avventure attraverso il tempo e lo spazio di Yambo

1935 Gli uomini verdi, Robottino, I pionieri dello spazio (riedizione del 1975)

La rivista Urania


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 3 (vedi tutti gli articoli)

1952 Urania (rivista) n. 1

Il 1° novembre, esce “Urania“, terza rivista di solo fantascienza in Italia, che affianca la collana “I Romanzi di Urania”, uscita 20 giorni prima.
Come la collana, è curata da Giorgio Monicelli e illustrata da Kurt Caesar. A differenza della collana (che esce dapprima tre volte al mese) è mensile e presenta racconti prevalentemente provenienti dalla celebre rivista statunitense “Galaxy Science Fiction“.
La volta scorsa abbiamo parlato del primo romanzo italiano pubblicato su “I Romanzi di Urania” (di Emilio Walesko): il primo racconto però risale al n. 12 della rivista “Urania” (ottobre 1953): I figli delle stelle di Elizabeth Stern (pseudonimo di Lina Gerelli, prima donna di Urania in assoluto), i cui romanzi usciranno per la collana “I Romanzi del Cosmo” della Ponzoni.
Dopo il primo numero (con grafica a sinistra e sommario sulla destra), viene valorizzata l’immagina di copertina e messa a tutta pagina (nel n. 2 la dicitura “Avventure nell’universo e nel tempo” è spostata in basso, ma torna sotto il titolo con il n. 3 come “Rivista mensile di avventure nell’universo e nel tempo).
La rivista cessa con il n. 14 del dicembre 1953: fin da subito fatale fu la preferenza del mercato italiano verso i romanzi rispetto ai racconti, probabilmente derivante da una cultura ancora legata all’800.
Questo fu un grosso impedimento per la diffusione di un genere che aveva sviluppato al massimo le proprie potenzialità proprio con i racconti (ricordiamo che i principali cicli dell’epoca d’oro, per esempio la Fondazione di Asimov, sono nati come racconti).

 

1952 Urania (rivista) n. 2

1953 Urania (rivista) n. 14

I Romanzi di Urania


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 2 (vedi tutti gli articoli)

1953 il numero 11 che presenta “Cristallo sognanti” di Theodore Sturgeon

Dopo aver presentato il primo numero della collana di fantascienza del 1952, parliamo un po’ dei primi anni, quelli caratterizzati dal titolo “I Romanzi di Urania” della Mondandori. Sono in tutto 152 fascicoletti, usciti tra il 1952 al 1957 (dal n. 153 la testata modifica definitivamente il nome in “Urania”).
Curata da Giorgio Monicelli, Le prime copertine sono di Kurt Caesar, a cui succederà, proprio sul finire di questo periodo della collana (vedi ultimo numero di “I Romanzi di Urania”), Carlo Jacono.
Uscirono i maggiori autori di fantascienza dell’epoca d’oro (anni 30-40), già all’epoca considerati “classici della fantascienza”, in particolare Van Vogt, Sturgeon, Williamson, Heinlein, Simak, Asimov, Wyndham, Brown, Leinster, Vance, insieme a qualche autore francese. Il numero 31 (1953) è il primo Urania a presentare un autore italiano (L’atlantide svelata, di Emilio Walesko, di origini polacche), seguito dal 41 (C’era una volta un pianeta, di Louis R. Johannis, pseudonimo di Luigi Rapuzzi) e dal 73 (L’astro lebbroso, di Franco Enna (primo e unico cognome italiano per moltissimi anni, anche se quello vero era Cannarozzo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1953 Il primo autore italiano di “Urania” (numero 31)

1955 Il primo cognome italiano di “Urania” (n. 73)

1955 I Romanzi di Urania 100

1957 I Romanzi di Urania 152

 

I Romanzi di Urania 1


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 1 (vedi tutti gli articoli)

1952 Il numero 1 di “I Romanzi di Urania”

Questo dossier prevalentemente fotografico sulle pubblicazioni della fantascienza italiana non poteva che partire dal n. 1 della collana “I Romanzi di Urania“, della Mondadori, uscito il 10 ottobre 1952 (questa copia in particolare comprata in edicola l’11 ottobre, come da scritta interna), che presenta la I edizione del romanzo “Le sabbie di Marte” di Arthur C. Clarke.

A pagina 5, il direttore Giorgio Monicelli, fratello maggiore del celebre regista Mario, conia il termine fantascienza (fanta-scienza). Giorgio, traduttore ed editore, arrivava dall’esperienza della collana “Medusa“, di cui parleremo in un altro articolo.
Il 1° novembre 1952 usciva la rivista mensile a cui si riferisce il titolo, ovvero “Urania“, di cui parliamo nel prossimo articolo, che però cesserà le pubblicazioni alla fine del 1953.
Questa collana, che modificherà il nome in “Urania” e cambierà più volte grafica e formato, arriva fino ai giorni nostri ed è quindi la più longeva collana di fantascienza italiana, e anche la collana di fantascienza con il maggior numero di uscite d’Europa (alla fine del 2019 uscirà il n. 1673, senza contare le collane “laterali”, cioè che mutuano dalla principale, in tal caso parliamo di quasi 2700 uscite!).
Un paio di curiosità: questo numero fu ristampato in copia anastatica nel 1982 (che io sappia si parla di ben 3 ristampe anastatiche di cui una in tiratura limitatissima). Le copie anastatiche sono identificabili con qualche accorgimento. Quando uscì era la 3° collana/rivista di fantascienza uscita in Italia (dopo “Scienza Fantastica” e “Mondi Nuovi”, di cui parleremo).
Nel prossimo articolo analizzeremo la storia della primo tipo di questa collana, ovvero “I Romanzi di Urania”.

La prima apparizione editoriale della parola fantascienza (“fanta-scienza”)

*** Stampati i francobolli del 2019: 20° anno di emissione!


La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica (grazie alla Kipple Officina Filatelica) annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il VENTESIMO anno di emissione. Sono stati emessi ben 302 francobolli diversi per 20 copie ciascuno.

Venduti a fogli interi qui.

Folio 2019

La Nazione Oscura adotta seri provvedimenti anti-Zombie


La Nazione Oscura Caotica adotta lo spray al peperoncino appositamente studiato contro gli zombie. Da ora in poi, i cittadini oscuri caotici potranno dormire sonni tranquilli perché, in caso di risveglio massivo di deceduti, la Nazione è pronta a difendersi.

La Nazione Oscura è pronta contro l’apocalisse Zombie

Mail art o francobolli di recupero?


Ecco la due ultime mail (posta fisica) arrivate alla Nazione Oscura Caotica. Nella prima lettera, i fancobolli (in lire e ancora validi) hanno riempito tutto lo spazio disponibile.

Morto Giuseppe Lippi, decano italiano della fantascienza. Nazione Oscura in lutto nazionale


Giuseppe Lippi, critico della letteratura fantastica italiana, traduttore raffinato, curatore per 28 anni della collana “Urania” è mancato oggi, 15 dicembre 2018.

Aveva 65 anni.

La Nazione Oscura Caotica dichiara il 15 dicembre 2018 Giornata di Lutto Nazionale in memoria.
Una preghiera.
*
Lukha B. Kremo
*
Le altre giornate di lutto nazionale della Nazione Oscura sono:
16 giugno 2017: morte di Sergio Altieri, 65 anni.
30 gennaio 2013: morte di Antonio Caronia, 68 anni.
14 gennaio 2013: morte di Riccardo Valla, 70 anni.
4 ottobre 2011: morte di Vittorio Curtoni, 62 anni.
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti, 66 anni.

Ricordo con sdegno che l’età media in Italia si aggira sugli 80 anni.

A questo elenco aggiungiamo anche:

29 agosto 2014: morte di Gianfranco Viviani, 74 anni

31 gennaio 2009; morte di Lino Aldani, 82 anni

(le cui giornate di lutto non sono stata indette per aver ricevuto la notizia il giorno successivo)

 

Il Centro Studi Giorgio Manganelli chiude?


Si parla tanto di cultura. Eppure il Centro Studi Giorgio Manganelli (uno dei massimi autori e letterati italiani del XX secolo) sta per chiudere.
Ho deciso così di organizzare (contribuendo anche economicamente) con questa raccolta fondi. Basta poco, e chi proprio non se la sente, condivida questo post. Se amate i libri e la cultura, date un segno.
Grazie di ❤️.

 

 

 

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Opera sonora, quadro e musica: KwamaL Back to 2018 by Krell, Wournos Aileen, Magnetica Ars Lab & Ksenja Laginja


opera d’arte sonora, 2018 – penna USB 2GB e acrilico e tempera su tela, 45:44 m.

Un’opera che fa da ponte tra pittura e musica, una tela dipinta in stile informale, con allegata una chiavetta USB con brani di musica elettronica ambientale, sperimentale e noise per un’atmosfera aliena e contemporanea.

In offerta qui: http://www.kipple.it/prodotto/kwamal-back-to-2018-krell-wournos-aileen-magnetica-ars-lab-ksenja-laginja/