La Casa Editrice La Tribuna (1959-1979)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 31 (vedi tutti gli articoli)

1963 SFBC n. 1 (prima serie)

Insiema alla Libra, certamente la CELT (Casa Editrice La Tribuna) ha contribuito alla fantascienza in Italia. Abbiamo infatti già visto due delle maggiori collane e riviste in Italia (Galassia, Bigalassia e Galaxy), attive dal 1959 al 1979. A queste tre dobbiamo aggiungere l’ottima “Interplanet” (dal 1962, anche questa già trattata) e la “Science Fiction Book Club” (abbreviata in sfbc), 57 volumi usciti dal 1963 al 1979, curati da Roberta Rambelli, che presentano i maggiori maestri di fantascienza statunitense, uscita in una prima serie di 7 volumi (poi ricopertinati), una seconda serie di 8 volumi (anch’essi ricopertinati) e una terza serie di 7 volumi. Successivamente (accumulando nella numerazione queste uscite ad alcune ricopertinature della collana “La Bussola”), cambia grafica e riprende dal numero 37; dal 41 cambia il logo della testata; dal 47 subentra Gianni Montanari alla curatela, e gli ultimi tre numeri (dal 55 al 57) cambia in extremis la grafica (come era successo per “Galassia”), terminando le uscite nel 1979. Vita molto più breve la collana “La Bussola“, che debutta nel 1964, cambia la grafica con il numero 2 (in realtà 3° numero) ed esce per 13 volumi fino al 1966,che poi ricompaiono ricopertinati, come detto, nella collana “SFBC”.
Infine, da segnalare il “Bollettino SFBC“,23 uscite dal 1963 al1972, poi incluso in appendice a “Galassia”.
Nonostante la CELT abbandoni completamente la fantascienza nel 1979, 3 anni prima della Libra, tiene banco nelle edicole e nelle librerie italiane per ben 20 anni, 5 in più della sua concorrente.

1964 La Bussola SF n. 0

1964 SFBC n. 1 (seconda serie)

1966 SFBC n. 5 (terza serie)

1976 SFBC n. 46

Le riviste “Futuro” e “Futuro Europa”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 30 (vedi tutti gli articoli)

1963 Futuro n. 1

Nel 1962 Lino Aldani, con Massimo Lo Jacono e Giulia Raiola, fonda la rivista di fantascienza “Futuro“, rassegna italiana di science-fiction. Escono 8 numeri in 2 anni (in parte ricopertinati), con la migliore narrativa e saggistica di fantascienza italiana del momento, con Piero Prosperi, Gilda Musa, Anna Rinonapoli, Antonio Bellomi, i curatori e molti altri, tra cui qualche autore straniero. L’esperienza sarà ripresa in futuro nel 1988, quando la Perseo Libri (la reincarnazione della Libra dal 1985), pubblica la rivista “Futuro Europa” con lo stessa testata e le stesse copertine, ma con materiale nuovo. La nuova rivista giungerà fino al numero 50 del 2008 (un numero conclusivo celebrativo di 744 pagine).

1988 Futuro Europa n. 1

2008 Futuro Europa n. 50

La fantascienza dell’Est Europa in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 29 (vedi tutti gli articoli)

1966 Fantascienza Sovietica n. 1

L’interesse della fantascienza in Italia è prevalentemente rivolto agli Stati Uniti e, da un certo momento in poi alla Francia e alla Gran Bretagna. Ma anche la fantascienza russa e dell’Est Europeo desta alcune curiosità. Solo Solaris del polacco Stanisław Lem riuscì a superare le barriere del genere. In Italia, nel 1961 si registra l’uscita del saggio in volume “Fantascienza russa“, antologia di racconti curata da Jacques Berger e pubblicata da Feltrinelli, seguita dal 1966 da una vera collana intitolata “Fantascienza Sovietica“, uscita per 7 numeri fino all’anno successivo (poi ricopertinata), che presentò romanzi dei fratelli Arkadij e Boris Strugatskij, di Ariadna Gromova, Sever Ganovkij, Anatolij Dreprov e altri, che porta per la prima volta in Italia la fantascienza russa.
Da segnalare nel 1979 “Fantascienza e comunismo” (edizioni La Salamandra), un saggio in volume di Diego Gabutti, anche se parla di fantascienza da tutto il mondo.
Naturalmente, negli anni successivi, si registrano qua e là pubblicazioni di romanzi di fantascienza russi e dell’Europa dell’Est, come i fratelli Strugatskij, Aleksandr Beljaev, Aleksandr Bogdanov, Ivan Efremov ( su “Urania”, su “Galassia” e su diverse altre collane), ma anche esempi recenti come Metro 2033 di Dmitrij Gluchovskij), ma è interessante segnalare che nel 2018 è in pubblicazione la collana “Solaris” della casa editrice Alcatraz (da non confondere con due precedenti pubblicazioni omonime, che vedremo), appositamente dedicata alla fantascienza russa.

1961 Fantascienza Russa, a cura di Jacques Bergier

1979 Fantascienza e Comunismo, di Diego Gabutti

2018 Solaris (Alcatraz) n. 1

Lino Aldani


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 28 (vedi tutti gli articoli)

Lino Aldani

Nato a San Cipriano Po (Pavia) nel 1926, Lino Aldani è certamente tra i protagonisti della fantascienza dal Dopoguerra in poi. Debuttò nel 1969 su “Oltre il Cielo” e insegnò matematica a Roma fino al 1968, quando tornò al suo paese natale, continuando a scrivere.Nel 1977 pubblicò Quando le radici, il suo romanzo più celebre, quindi Eclissi 2000 (1979), Nel segno della luna bianca (1980, insieme a Daniela Piegai), La croce di ghiaccio (1989) e Themoro Korik (pubblicato nel 2007, quasi due anni prima della sua scomparsa). Il suo saggio in volume La fantascienza (1962) fu il primo saggio italiano a trattare l’argomento. Nel 1962 fondò, insieme a Massimo Lo Jacono e Giulio Raiola la rivista “Futuro“.

Fantascienza negli anni ’60 oltre Urania: Interplanet, Fantasia e Fantascienza, Futuria, Gamma e Proxima


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 26 (vedi tutti gli articoli)

1962 Interplanet n. 1

Abbiamo visto che in questo periodo (si potrebbe dire dal 1962), l’editoria che pubblica la fantascienza sembra diventare un po’ più adulta. Infatti, oltre al già citato saggio di Lino Aldani, nel 1962 si registra l’uscita di “Interplanet“, che si affianca a “Galaxy” e “Galassia” tra le riviste pubblicate dalla Casa Editrice La Tribuna di Piacenza (facendo di questa città il “terzo polo” fantascientifico italiano dopo Roma e Milano), si tratta di una serie di antologie di racconti di autori italiane, che arriverà al numero 7 (in 3 anni). “Interplanet” è un ottimo volano per la fantascienza italiana, il primo raro raro contenitore che sarà in grado di aggregare autori nostrani.

Poco dopo, esce il primo numero di “Fantasia e Fantascienza“, mensile uscito per 10 numeri tra il dicembre 1962 e l’ottobre 1963, edito dalla Minerva Editrice e curato da G. Jori, con materiale tratto dalla statunitense “Fantasy & Science-Fiction”.

Nel 1964 Franco Enna si rivede come curatore di “Futuria“, edito dalla Zillitti, mensile uscito per soli 4 numeri, con la collaborazione di Luigi Cozzi (che poi diventerà regista di alcuni film di fantascienza nostrani), Carlo  Rivolta e le copertine dal taglio tenebroso di Ferruccio Alessandri., con titolo di classici statunitensi.

1962 Fantasia e Fantascienza n. 1

Infine, il più duraturo e forse miglior progetto, ovvero “Gamma“, una vera rivista mensile, uscita dall’ottobre del 1965 per le Edizioni Gamma, curata da Valentino de Carlo e sempre con le copertine di Ferruccio Alessandri, che presentava racconti e saggi internazionali con qualche italiano, tra cui Carlo Pagetti, che debutta come saggista. Dal numero 6 dell’aprile 1966 viene pubblicato dalle Edizioni dello Scorpione, e cambia grafica di copertina. Dal 14 (1967) modifica ancora la grafica di copertina che conserva fino all’ultima uscita (il numero 27 del marzo 1968). Si tratta di una delle riviste più interessanti del momento e raccoglie materiale interessante perqualsiasi cultore del genere. I numeri vedranno una ricopertinatura (doppia per i primi 5 numeri, che quindi si trovano in tre versioni diverse, mentre in due versioni i restanti numeri).

Luigi Cozzi riprova l’avventura nell’aprile 1966 con “Proxima“, mensile pubblicato da Granillo editore, curato insieme a Franco Filanci, uscito anch’esso per soli 4 numeri, sempre con classici del calibro di Paul Anderson e Alfred Van Vogt.

Nel 196, segnaliamo che la collana “I Radar – Enciclopedia del tempo libero” dedica un volume alla fantascienza.

Infine, registriama il debutto delle collane e delle riviste della Libra Editrice, che rimandiamo in post apposito.

1964 Futuria n. 1

1965 Gamma n. 1

1966 Gamma n. 6

Gamma n. 14

1966 Proxima n. 1

Quando “Urania” abbandonò il “cerchio”


1996 Urania n. 1285

Nel giugno 1996 il lettore abitudinario di “Urania” probabilmente subì uno choc quando vide cambiare radicalmente la copertina che abbandonò il “cerchio rosso” in cui era inscritta l’immagine per un’immagine a tutta copertina su sfondo nero. Era il n. 1285, “Luce virtuale” di William Gibson, che uscì per la prima volta anche nelle librerie con una nuova numerazione (quindi con il numero “1”), con un formato che riprendeva la collana “I Miti” che aveva avuto molto successo, quindi più spesso e più compatto. Il cerchio era stato introdotto con il numero 336 del 1964 (quindi 22 anni prima!).
Gli anni Urania “nero” hanno vicende alterne, e resistono fino al maggio 2000, quando, a causa della crisi editoriale, con il n. 1388 (“La moglie dell’astronauta” di Robert Tine) continuano le sperimentazioni per rialzare le vendite con l’Urania “codice a barre“. Si tratta dell’Urania meno riconoscibile, e infatti dura poco più di un anno e nel marzo 2001 con il n. 1410 (“Condizione Venere” di Norman Spinrad) si corre ai ripari ripristinando l’immagine a cerchio, mantenendo comunque lo stesso formato, ma semplificando e ingrandendo la testata su sfondo molto visibile (sono gli Urania “arancione“).
In questo periodo si segnalano alcune uscite epocali: l’Urania che festeggia l’anno 2000, con copertina argentata, e quello per i cinquant’anni della testata (nel 2002, con copertina dorata).
Le vendite hanno ancora vicende alterne e seguono la crisi generale dell’editoria, per cui nell’ottobre 2010 si torna al “cerchio rosso” classico con il n. 1587 (“L’ultimo teorema” di Arthur Clarke e Frederik Pohl).

2000 Urania n. 1377

2000 Urania n. 1388

2001 Urania n. 1410

2002 Urania Speciale Anniversario

Per curiosità, quando il cerchio rosso scomparve da “Urania”, fu conservato per un altro anno (fino al giugno 1997) dalla collana “Classici Urania”, relegato poi in costina (fino al 2000) e infine – come detto – ripristinato nel marzo 2001 (un cerchio senza bordo su “Urania” e uno arancione sui “Classici Urania”, poi nel 2012 un cerchio rosso su “Urania” e – cessata la collana dei “Classici” – nel 2013 un cerchio argentato sulla collana “Urania Collezione”), per cui si può dire che dal 1964 a oggi (2019) ogni anno sono usciti dei cerchi Urania, considerando anche la costina.

Primi albi di fantascienza del Dopoguerra (1946-1949)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 23 (vedi tutti gli articoli)

1946 Avventura su Marte

Abbiamo visto che i fumetti di fantascienza sono inseriti nei giornali e riviste di fumetti, ma gli albi di sola fantascienza tra gli anni ’30 e ’40 sono rari. Nel Dopoguerra, il primo albo di fantascienza è certamente “Avventura su Marte“, del marzo 1946 (supplemento al “Miliardo” n. 1-2). Al luglio1946 risale il primo degli Albo d’Oro dedicati a un tema fantascientifico: poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12). Anche se si segnalano fin dal 1945 alcune ristampe di “L’Uomo Mascherato“, anche con copertine, testate e case editrici diverse dalla Nerbini, come per esempio (dal 1946) “Mistero“. Nel settembre del 1946 esordisce la prima serie di “Amok“, un nuovo supereroe che ricalca “L’Uomo Mascherato” (uscito la prima volta nel 1937) che esce in minialbo settimanale nei numeri dispari della collana “Avventure e Mistero” per 26 numeri, una seconda serie di 8 numeri, e una terza di 29 numeri, fino al 1950.
Poi segnaliamo “Tanks l’Uomo d’Acciaio“, altro minialbo settimanale pubblicato dal 1945 (nella collana “Albi Forza e Coraggio”), disegnato da Carlo Cossio che, dopo varie avventure “classiche”, nel n. 53 (del novembre 1946) viaggia nello spazio. Le sue vicende “fantastiche” sono però poche e predomina l’avventura classica. Nel dicembre 1946 debutta anche “Misterix“, pubblicato da Editoriale Subalpino (Alpe), minialbo settimanale che esce per 80 numeri fino al 1948.

1946 Albo d’Oro n. 12. L’Uomo d’Acciaio

1946 Amok n. 3 (2° numero)

1946 Tanks l’Uomo d’Acciaio n. 53. L’aereo-razzo Interplanetario

1946 Misterix n. 1

1947 Mistero n. 38. Ll’Uomo Mascherato

Al 1947 risale “Mirko“, altro minialbo settimanale disegnato dallo stesso Cossio (che appare per 29 numeri dal n. 45 degli “Albi dell’Intrepidezza”), “Roal, il Tarzan del mare” (che diventa “Roal, l’Eroe del Mare”) pubblicato dalla Casa Editrice Dap, che esce per 20 numeri settimanali fino al 1948. Nello stesso anno segnaliamo anche alcune avventure fantastiche di “Mandrake” (uscito la prima volta nel 1935 sull'”Avventuroso” e con un proprio albo dal 1944 per la Nerbini), poi “L’uomo d’Acciaio” (“Albo d’Oro” n. 12), “Elio Fiamma nel Tremila” (Albo d’Oro 37, trasposizione di Buck Rogers), “I dominatori dell’Infinito” (“Albo dell’Intrepido” n. 77), “La Cima del Diavolo” (“Albo d’Oro” n. 79), la miniserie “L’Enigma delle Piramidi” (edizioni “Enigmistica Popolare”), per arrivare alla riedizione di “Saturno contro la Terra“, di cui abbiamo già parlato. Gli “Albo d’Oro” sono i primi che cambiano l’impaginazione da formato orizzontale a verticale (tipico dei comics statunitensi).

1947 Mirko. Albi dell’Intrepidezza n. 45. (ristampa anastatica degli anni ’70)

1947 Albi Grandi Avventure n. 4

1948 Roal il Tarzan del Mare n. 16

Al 1948 risale “Il Demone dello Spazio” (“Albo d’Oro” n. 109), “I Conquistatori del Tempo” (“Albo d’Oro” n. 114), ma soprattutto l’albo “Orson l’Uomo degli Spazi“, settimanale uscito per 12 numeri per le edizioni “ESSE”, con testi di Alberto Guerri e disegni di Mario Guerri, in formato moderno, cioè tipo comics statunitensi. “L’Uomo Mascherato” è quello che sperimenta per primo tutti i formati, nell’aprile 1949 con un giornale tutto suo “Il Giornale dell’Uomo Mascherato”, mentre nel 1949 un albo verticale, “Mistero Comics“. A giugno 1948, il supereroe francese “Fantax“, edizioni DLE (curato da Gian Luigi Bonelli, che anni dopo conquisterà il mercato dei comics), quindicinale uscito per 24 numeri, apparizione che precede la ricercatissima serie a libretto del 1966, che rilanciano i supereroi “mascherati”.
Infine, nel 1949 debutta anche “Ted Scatto” con un’avventura nello spazio e uno in un mondo sotterraneo.
Gli albi e i minialbi orizzontali continueranno per qualche anno, ma negli anni ’50 s’imporrà definitivamente il formato verticale comics usa e il libretto.

1947 Albi dell’intrepido n. 77

1947 Albo d’Oro 73. Elio Fiamma nel Tremila

1947 Albo d’Oro n. 79 (ristampa anastatica del 1988)

1947 L’enigma delle Piramidi n. 3


1948 Orson, l’uomo degli spazi n° 10

1948 Albo D’oro 109. Il Demone dello Spazio

1948 Albo d’Oro n. 114. I conquistatori del tempo

1948 L’Uomo Mascherato n. 2

1949 Mistero Comics. Uomo Mascherato n. 1

1948 Fantax n. 6

Pulphagus® non sarà più come prima


A 3 anni dall’uscita del Premio Urania “Pulphagus® – Fango dei cieli“, ecco un nuovo romanzo ambientato nell’universo pulphago e dei suoi derelitti abitanti. Il pulphago Korchin, fuggito dal planetoide e dedito all’attività piratesca, ha un segreto inconfessabile che lo tortura e gli alimenta l’odio solo in determinati momenti. Qualcosa che va oltre il suo comportamento sociopatico e che riguarda il proprio corpo.

Un nuovo romanzo di Lukha B. Kremo, divertente e disturbante allo stesso modo.

1962: La prima tappa editoriale della fantascienza


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 22 (vedi tutti gli articoli)

1962 La fantascienza

Il boom di riviste di fantascienza in seguito al lancio dello Sputnik (1957), caratterizzato come abbiamo visto, da pubblicazioni di valore e altre meno, prosegue per qualche anno. Dopo il 1952, un’altra data importante è il 1962, quando si esaurisce la creazione di riviste, a volte autorevoli, altre effimere, e vengono pubblicati i primi saggi critici su questa nuova letteratura. Dopo quelle nate nel 1957, abbiamo parlato di “Galaxy” (1958), “Astrotau” (1959), “I Romanzi del Cosmo“, “Galassia” e “Giro Planetario” (1961). Restano da citare altre riviste minori: nel 1958 esordisce “Le Cronache del Futuro” (da non confondere con “Cronache del Futuro” dell’anno precedente), edizioni Maya, mensile uscito per 11 numeri, che presentava romanzi di autori secondari. Nel 1961 esce “Gli Esploratori dello Spazio – Fantascienza“, edita da Editrice Romana Periodici, anch’esso mensile e uscito per 11 numeri, che presentava romanzi di autori classici come Murray Lainster, Arthur Clarke, Sprague De Camp. Nello stesso anno esordisce “I Romanzi del Futuro“, editrice P.E.N., mensile uscito per 6 numeri (5 + 1 numero bis). Nell’ottobre nel 1961 esce “Super Fantascienza – Illustrato“, edizioni Astoria, mensile che presentava romanzi di autori minori, uscito con un primo numero e il mese successivo con il cambio di edizioni (I.L.E.) e la modifica della testata in “Super Fantascienza illustrata“, ripartendo dal numero 1 per 6 numeri. A novembre dello stesso anno è la volta di “Super Spazio“, anch’esso un mensile che presentava romanzi di autori minori, uscito per 10 numeri. Per gli anni successivi non si registrano altre novità di riviste di “seconda scelta”, infatti nel 1962 si registra l’uscita del primo numero di “Interplanet”, autorevole rivista di narrativa italiana, di “Fantasia e Fantascienza”, l’edizione italiana della prestigiosa “Fantasy & Science-Fiction” (parleremo di entrambe), ma sopratutto il saggio “La Fantascienza“, curato da Lino Aldani e pubblicato dalla casa editrice La Tribuna di Piacenza (che pubblicava “Galaxy” e “Galassia“). Sembra quindi che in questo anno, in Italia, ci sia resi conto delle potenzialità speculative della fantascienza e della differenza di valore tra certa narrativa di qualità e i prodotti di evasione da dimenticare.

1958 Le Cronache del Futuro n. 1

1961 Gli Esploratori dello Spazio Fantascienza n. 1

1961 Super Fantascienza Illustrato n. 1

1961 Super Spazio n. 1

I fumetti fantasexy degli anni ’60


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 21 (vedi tutti gli articoli)

1965 Alika n. 1

Come anticipato, negli anni ’60 si registra un boom di pubblicazioni di fumetti. La prima rivista di fumetti di fantascienza “per adulti” risale al luglio 1965: “Alika“. Si tratta di un’aliena (somigliante ora a Brigitte Bardot, ora a Anita Ekberg). La rivista, mensile pocket, esce per 20 numeri, ma il numero 12 viene sequestrato (insieme ad altre riviste di fumetti, rei di “turbare l’ordine pubblico, della famiglia e incitare alla criminalità e al delitto“), sia perché da un paio di uscite le illustrazioni di copertina hanno uno stile più realistico e con la protagonista sempre meno vestita, ma anche perché all’interno venivano ritratti come personaggi politici dell’epoca , come Onassis, Mao Zedong, Aldo Moro, Amintore Fanfani e altri. Scritta da Furio Arrasich, Alessandro Pascolin e Anna Taruffi e disegnata da Giorgio Chiapperotti, Angelo Todaro, Ugo Sammarini, Romano F. Mangiarano.

Nel 1965 esce “Selene“, mensile dichiaratamente di fantascienza, con un formato quadrato che ricorda gli albi prebellici, che esce per quattro numeri, per poi conformarsi al formato pocket per i restanti 3.

1965 Selene n. 1

Nel 1966 esce “Gesebel“, altro mensile di un’eroina fantascientifica sexy, creato da Max Bunker e disegnato da Magnus e proseguito da Erasmo Buzzacchi e Roberto Corbella Peroni. Il fumetto è caratterizzato dalla satira sociale del periodo con riferimenti al femminismo, e alla corruzione politica (e anche questo, infatti, viene sequestrato). L’albo uscì per 23 numeri concludendo la storia (esiste anche una ristampa degli anni ’90).

1966 Gesebel n. 1

E infine, nello stesso anno, il mensile “Uranella“, forse quello più diffuso, perché non affronta satira o questioni politiche, uscito anche in Francia (con il nome “Astrella”) e in Germania. Scritto da Michele Gazzarri, Nino Cannata e Pier Carpi, e disegnato da Floriano Bozzi, per un totale di 20 uscite. Nel 1969 esce “Astrella” (da non confondersi con la versione francese di “Uranella”), di cui abbiamo parlato in un post delle riviste “introvabili”.

1966 Uranella n. 1

 

Riviste minori (e introvabili) degli anni ’60 (e dell’800)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 20 (vedi tutti gli articoli)

1961 Giro Planetario (completa) [cortesia di Bruno Baronchelli]

Come tutti i collezionisti sanno, il prezzo di un oggetto dipende dal rapporto tra rarità e richiesta, per cui a volte è la forchetta di prezzo può essere molto grande. Ma come in tutti i campi ci sono le cose “introvabili” e più o meno richieste. Nel campo dei libri di fantascienza il più richiesto è certamente il primo numero dei “Romanzi di Urania“, che però non è raro (media del prezzo attuale: 100 euro). La rivista certamente più rara è “Giro Planetario“, di cui si dice che ne esistano solo 3 raccolte complete. Si tratta di una rivistina formato comics Usa, spillata e probabilmente, a suo tempo, distribuita solo nel Centro Italia. Curata da Luigi Santucci, quindicinale, ne uscirono 8 numeri, dal giugno al settembre del 1961. Il materiale era di qualità mediocre, di autori italiani sotto pseudonimo. Negli anni ’80 fu fatta una stampa anastatica, anch’essa introvabile (ultimamente sono state vendute fotocopie in bianco e nero di tutta la serie a 25 euro!). Per fortuna dei curiosi, le Edizioni della Vigna hanno recentemente pubblicato la raccolta completa, una vera e propria ristampa (e anche quella, se non vi sbrigate, sarà presto introvabile). Al secondo posto c’è probabilmente “Nuovi Mondi” (del 1952, di cui abbiamo già parlato) seguito da “Mondi Astrali” (1955, anche questa già presentata), entrambe introvabili, ma con un po’ di fortuna (e fondi) si possono trovare le copie anastatiche degli anni ’80. Per quanto riguarda il fumetto di fantascienza probabilmente non ha eguali la rivista “Lak Timo“, 2 numeri usciti nel 1964 stampati dalla S.I.T.E. di Roma e curate da Gilda Cancellieri (credo mai distribuiti veramente, e da non confondersi con il più celebre “Lak” degli anni ’70), che si trovano a prezzi incredibili; seguito da “Astrella“, mensile uscito da aprile a settembre del 1969, scritto da Rocca e disegnato da Eros Kara (autore anche delle copertine), di cui qualche numero si trova ancora, ma a prezzi poco abbordabili.

1969 Astrella n. 4

Questo per stare nel dopoguerra, ma se estendiamo la ricerca ovviamente ci sono rarità maggiori. Come per esempio la prima edizione italiana di Dalla Terra alla Luna di Giulio Verne, del 1873 delle Edizioni Treves (ovviamente meno cara e ricercata di quella originale francese), o di La macchina del Tempo di Herbert G. Wells (prima edizione italiana del 1902 della Vallardi con il titolo Un’esplorazione del futuro). Ancora più rari gli italiani, come Dalla Terra alle Stelle di Enrico Novelli (Yambo), del 1890 della Salani. Bisogna tener conto, in questi casi, che le prime edizioni erano economiche, quindi stampate come opuscoli con copertina flessibile (e deperibile), per cui il prezzo varia a seconda delle condizioni e solo per la primissima edizione il prezzo lievita considerevolmente. Spesso, quando il libro aveva successo, si stampavano edizioni con copertina rigida (all’epoca “telata”, senza sovraccoperta), in questo caso il libro si conserva meglio e, se l’edizione è impreziosita da immagini, può raggiungere quotazioni notevoli. Inoltre, spesso si rilegavano le edizioni economiche con copertina telata. In questo caso, nonostante ci sia un “rimaneggiamento”, se la ricopertinatura è coeva o quasi, non ne diminuisce il valore.

1890 Dalla Terra alle Stelle (Enrico Novelli) [cortesia di Bruno Baronchelli]

Parlando di rarità, nessuno può battere Viaggio alla Luna di Ernesto Capocci, un opuscolo considerato perduto  fino a tre anni fa (e per qualcuno inesistente perché datato 1857, cioè ben 8 anni prima di De la Terre à la Lune di Verne!), quando fu scoperto in un faldone dimenticato nella Biblioteca Nazionale di Bari: stampato dalla tipografia Cottrau di Napoli, portava effettivamente la data del 1857. Viene così ristampato dalla LB edizioni di Bari nel 2016. Si tratta di una scoperta straordinaria, non solo si restituisce all’Italia il primato del primo viaggio sulla Luna su basi scientifiche, ma la protagonista è una donna, e il suo nome è abbastanza evocativo, si chiama infatti Urania!

1873 Dalla Terra alla Luna. Tragitto in 87 ore e 20 minuti (Giulio Verne) (2° edizione coeva della 1°)

2016 Viaggio alla Luna (Ernesto Capocci, 1857)

Per chi è curioso, abbiamo alcuni pezzi da collezione a prezzi abbordabilissimi.

La rivista di Isaac Asimov


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 19 (vedi tutti gli articoli)

1978 La Rivista di Isaac Asimov n. 1

Nel settembre 1978 esce “La Rivista di Isaac Asimov” che presentava materiale proveniente dalla statunitense “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” (inaugurata l’anno prima). L’iniziativa, grazie al forte richiamo del nome e dal periodo favorevole (a settembre del 1977 era uscito nella sale “Guerre Stellari”), ebbe discreta fortuna, soprattutto considerando che si tratta di raccolte di racconti, che in Italia non sono mai state preferite ai romanzi. Non fu l’unica trasposizione Italiana, anzi, ce ne furono ben 5: ” nel 1979 “Rivista di Isaac Asimov. Avventure Spaziali e Fantasy“, nel 1981 “Asimov. Rivista di Fantascienza“, nel 1993 “Isaac Asimov Science Fiction Magazine” (in due serie diverse) e nel 2016 “Asimov’s Science Fiction“.

“La Rivista di Isaac Asimov”, mensile, fu pubblicata da Mondadori per 11 numeri (con una breve interruzione), era curata da Andreina Negretti, e presentò copertine monocolore con il logo della rivista Usa e il ritratto di Asimov per i primi 7 numeri e disegni vari per gli altri 4.

1978-2016 I primi numeri delle 5 riviste dedicate ad Asimov uscite in Italia

1978-1980 La Rivista di Isaac Asimov (completa)

Galassia, la collana della casa editrice La Tribuna


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 18 (vedi tutti gli articoli)

1961 Galassia (La Tribuna) n. 1

Dopo “Urania“, “I romanzi del Cosmo” e “Galaxy“, nel gennaio 1961 esce la quarta collana duratura di fantascienza: “Galassia“. Come abbiamo visto, dall’11° numero (nel 1959), “Galaxy” viene acquisita dalla casa editrice La Tribuna, che dopo due anni decide (grazie a Riccardo Valente) di affiancargli una collana di romanzi da edicola, sulla falsariga di “Urania” (e per motivi di mercato che vedono i romanzi vendere di più rispetto alle raccolte di racconti). Proprio per questa preferenza tutta italiana, la collana/rivista avrà grande fortuna, facendo uscire ben 237 numeri in 18 anni (quindi fino al 1979), risultando quindi al momento la terza collana più longeva come numeri usciti (dopo “Urania” [quasi 1670] e “Urania Classici” [309, terminata]), e quarta per anzianità di anni (dopo “Millemondi” [seconda serie], che al momento esce da 24 anni e minacciata da “Urania Collezione”, che esce da 16). La collana viene curata prima da Roberta Rambelli (dal 1962 al 1965), poi da Ugo Malaguti (fino al 1970), quindi da Vittorio Curtoni e Gianni Montanari (fino al 1974) e infine dal solo Montanari.

Per i primi anni presenta i maggiori autori statunitensi del periodo d’oro e successivi, poi con la conduzione di Malaguti e Curtoni/Montanari si orienterà verso la New Wave inglese, facendo conoscere al pubblico italiani nuovi autori anche d’avanguardia (John Brunner, Michael Moorcock, Eric Frank Russell, Brian W. Aldiss), senza trascurare i grandi nuovi nomi Usa (Philip K. Dick, Samuel R. Delany, Thomas M. Disch, Frank Herbert) e nemmeno i grandi autori russi (Ivan Antonovic Efremov, Aleksandr Beljaev e altri). Inoltre, dopo la chiusura di “Urania” agli italiani (1962), per alcuni anni Galassia sarà l’unica collana o quasi che pubblicherà autori italiani; escono romanzi della Rambelli, di Malaguti, di Montanari, di Curtoni (Dove stiamo volando), di Pierfrancesco Prosperi (Autocrisi), Mauro Antonio Miglieruolo (Come ladro di notte), Vittorio Catani (L’eternità e i mostri), Livio Horrakh (Grattanuvole) e Gianluigi Zuddas (Amazon), nonché di due “coraggiose” (e quindi rare per quei tempi) operazioni di antologie di racconti italiani (Amore a quattro dimensioni. Fantamore all’italiana e Fanta-Italia – Sedici mappe del nostro futuro). Tutto sommato, una collana che ha fatto la storia della fantascienza in Italia.

1963 Galassia (La Tribuna) n. 25

1964 Galassia (La Tribuna) n. 39

Graficamente, per i primi due anni le copertine sono tratte da illustratori della “Galaxy Science Fiction” statunitense, dal n. 25 il logo della testata s’ingrandisce e l’immagine occupa tutto lo spazio restante, prima occupato dal titolo del romanzo in verticale. Dal n. 39 il logo si differenzia dal lettering del Galaxy Usa; dal n. 63 si semplifica la grafica di costina; dal n. 73 la copertina diventa in bianco e nero (con la testata in rosso sia davanti che sulla costina) con prevalenti immagini astratte a cerchio; dal n. 97 riacquista il colore rosso anche l’immagine (che torna quadrata). Dal n. 109 (del 1969) si rinnova completamente grafica e logo di testata, riacquistando la quadricromia, e infine dal n. 235 assume una nuova elegante veste rossa, che però è destinata a durare 3 soli numeri, fino al “profetico” E scese la morte di David G. Compton (curioso notare che l’ultimo numero dei “Romanzi del Cosmo” fu L’ultimo domani di Antonio Bellomi).

Dal 1971 uscì la raccolta “Bigalassia” che raccoglieva tutti i numeri a due a due.

1967 Galassia (La Tribuna) n. 73

1970 Galassia (La Tribuna) n. 109

1971 Galassia (La Tribuna) n. 137 (Fantamore all’italiana – Amore a quattro dimensioni)

1972 Galassia (La Tribuna) n. 165 (Fanta-Italia – Sedici mappe del futuro)

1979 Galassia (La Tribuna) n. 237

1971 Bigalassia n. 1

Il boom dei fumetti anni ’60


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 17 (vedi tutti gli articoli)

1948 L’Uomo Mascherato n. 1 anno 1

Negli anni ’60 si registra un boom di pubblicazioni a livello di edicola, soprattutto riviste di fumetti in serie. A questo boom non si sottrae la fantascienza, anche se in questo caso subirà le leggi del mercato: supereroe, fanta-spionaggio o fanta-poliziasco, e soprattutto supereroine sexy e discinte. Non si puà generalizzare, ci furono pubblicazioni valide e altre meno. Dopo i primi fumetti di fantascienza (seria) degli anni ’50, sono i supereroi a fare da padrone. “L’uomo Mascherato”, in particolare, dopo la prima serie del 1937, ricompare periodicamente per diverse case editrici) con una serie nel 1946 (formato albo), una nel 1948 (formato tabloid), una nel 1952 (formato pocket), una nel 1962 e una nel 1967 (formati comics usa). Ma è nel 1964 con “Kriminal” e “Satanik“, sulla scia di “Diabolik” (uscito nel 1962), che s’inagura il filone del fumetto “fanta-proibito”.
Successivamente i supereroi si moltiplicano: nel 1965 escono “Fantax” e “Atoman contro Killer“; nel 1966 “Superwomen“.
Non mancano i fumetti per ragazzi, come per esempio “Robot” (il meno conosciuto omonimo della rivista di fantascienza anni ’70 curata da Curtoni).

1964 Satanik n. 1 (ristampa anastatica)

1964 Kriminal n. 1 (ristampa anastatica)

1965 Fantax n. 10

1965 Atoman contro Killer n. 2

1966 Superwomen n. 3

1964 Robot n. 2

 

Urania anni ’60: i rinnovamenti prima del “cerchio rosso”


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 16 (vedi tutti gli articoli)

1957 Urania n. 153

Mentre le pubblicazioni (effimere) di fantascienza aumentano sulle ali dell’entusiasmo dello Sputnik e dell’esplorazione spaziale, Urania percepisce i cambiamenti dei lettori e si adegua alle loro abitudini. In particolare, il pubblico italiano, a causa anche di una cattiva gerarchia dei generi letterari data da una critica non al passo con i tempi, preferisce il romanzo (breve) al racconto e associa l’autore italiano al realismo e a una certa arretratezza tecnologica. La conseguenza è che diminuiscono drasticamente le riviste di racconti (su cui invece si basa il periodo d’oro della science-fiction statunitense) a profitto di collane di romanzi (o, come Urania, una “collana da edicola” o “rivista con romanzo e piccola rubrica”), diminuiscono gli autori italiani (che scompaiono completamente da Urania dal 1962), e infine i romanzi vengono tagliati drasticamente per farli rientrare nella misura “standard” della rivista. Tre fatti che influiranno negativamente sullo sviluppo della science-fiction italiana. Come detto, “I Romanzi di Urania” diventa semplicemente “Urania” dal n. 153 del 1957, mentre dal n. 173 del 1958 assume una caratteristica colorazione rossa che rende più riconoscibili i numeri in un’edicola che stava riempiendosi. Nel 1961 Giorgio Monicelli lascia la redazione, che viene affidata ad Andreina Negretti (in redazione già dal 1958) per qualche numero, fino all’avvento di Carlo Fruttero (affiancato dal 1964 a Franco Lucentini). Dal n. 273 del 1961 il formato si riduce al classico pocket e dal n. 281 del 1962 c’è il primo degli epocali cambiamenti di veste: viene inserito come logo della testata un rombo (o losanga) in alto a sinistra, e nel n. 336 del 1964 l’immagine, fino a quel momento a tutta copertina, viene inserita in un cerchio rosso, mutuato dai “Gialli Mondadori” che diventerà poi la caratteristica di “Urania” stessa (in realtà nei primi numeri l’immagine tende a “sbordare”). Infine, dal n. 458 del 1967, Urania abbandona anche la losanga, lasciando il cerchio rosso e assumendo la testata che ha ancora oggi (seppure non continuativamente).

1958 Urania n. 173

1961 Urania n. 272 (ultimo autore italiano su Urania fino al 1990)

1962 Urania n. 273

Sempre quattordicinale, in questi anni prevalgono gli autori dell’epoca d’oro ma anche i nuovi autori anni ’50 come Robert Silverberg, Philip K. Dick e Poul Anderson. Pochi e sempre sotto pseudonimo gli italiani, fino a Marren Bagels, ovvero Maria De Barba, uscita nel n. 272 del dicembre 1961: sarà l’ultimo italiano a uscire su Urania fino a Vittorio Catani nel 1120 nel febbraio del 1990, ben 28 anni e 2 mesi dopo! (La scelta, è evidente, è dei due curatori Fruttero e Lucentini, che rimasero fino al 1985). Alle illustrazioni di copertina si alternano Kurt Caesar, Carlo Jacono e Luigi Garonzi fino al 1960, quando vengono affidate a Karel Thole, firma che diverrà caratteristica degli Urania fino agli anni ’80.

1962 Urania n. 281

1964 Urania n. 336 (il primo “Cerchio Rosso”)

Galaxy


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 15 (vedi tutti gli articoli)

1958 Galaxy n. 1

Sulla scia del boom di riviste del 1957, nel giugno 1958 debutta “Galaxy” che, come ricorda il nome, pubblicava materiale della celebre rivista “Galaxy Science Fiction” statunitense, riprendendone anche il logo e la grafica. Presentava ottimi racconti dei maggiori autori di fantascienza statunitense del periodo. Fondata da Riccardo Valente, è mensile e ha un formato pocket. Viene pubblicata dalla casa editrice Due Mondi per i primi 10 numeri, con l’11° (il numero 4 dell’anno II, cioè il 1959), viene acquisita dalla casa editrice La Tribuna e diretta, in successione, da Riccardo Valente, R. Sgroi, Luigi Vitali e Roberta Rambelli. Con la nuova casa editrice cambia la grafica di copertina (che prima riportava cover della rivista americana) e viene affidata a Guido Crepax per alcuni numeri consecutivi, per tornare successivamente agli originali statunitensi, con un breve periodo in cui si sono alternate, per un totale di 14 cover firmate Crepax.

Nel 1961 la casa editrice La Tribuna le affianca la pubblicazione di “Galassia“, dedicata invece ai romanzi, che vedremo in altro articolo.

La numerazione (da 1 a 11 o 12 per ogni anno) viene poi cumulata dal numero 58. L’ultimo numero è il 72 (del maggio 1964), perché perse i diritti. Uscì anche una raccolta dei primi due numeri.

1959 Galaxy anno IV n. 2 (copertina di Guido Crepax)

1963 Galaxy n. 58

1964 Galaxy n. 72

Il primi film (muti) di fantascienza italiani


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 14 (vedi tutti gli articoli)

1906 Fotogramma di “Viaggio a una stella” di Gaston Velle

I primi film di fantascienza nascono con il cinema stesso, grazie a George Meliés che intuì il potenziale fantastico dell’invenzione dei fratelli Lumiére che invece lo concepivano prettamente come riproduzione del reale. Il primo cortometraggio italiano (di mia conoscenza, c’è da dire che all’epoca le pellicole non venivano conservate, per cui può sempre saltare fuori qualcosa) è “Viaggio a una stella“, del 1906, diretto da Gaston Velle, seguito da “La ceinture electrique” di Romeo Rossetti (1907, prima regia italiana), entrambi di produzione francoitaliana. Ma se consideriamo la produzione interamente italiana il primo è “Un matrimonio interplanetario“, del 1910, diretto da Enrico Novelli, che si conferma pioniere della fantascienza italiana. In quegli anni si susseguirono vari cortometraggi direi di fantacommedia. Il primo lungometraggio, sempre di produzione francoitaliana, è “Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola“, del 1913, diretto da Marcel Fabre (dura 57 minuti), tratto dal celebre libro di Albert Robida (mentre rientra più in generale nel fantastico, ma vale la pena di nominare “L’Inferno“, diretto da Francesco Bertolini nel 1911, primo grande kolossal dell’epoca). Al 1920 risale “Il mostro di Frankenstein di Eugenio Testa (forse il primo lungometraggio di sola produzione italiana, anche se dai tratti fantahorror), al 1921 “L’uomo meccanico” di André Deed e il perduto “Viaggio nella Luna” di Biagio Zaccaria, al 1924 “La bambola vivente” di Luigi Maggi. Poi il genere perde l’interesse dei cineasti e si presenta come parte fantastica o fantascientifica in film di spionaggio o commedie e bisognerà aspettare il boom della fantascienza della fine degli anni’50 per poter vedere altri film di fantascienza italiani, ma comunque i budget saranno ridotti rispetto a quelli d’Oltreoceano, per cui, a parte qualche eccezione, il livello è sempre più basso.

1911 Fotogramma di “Un matrimonio interplanetario” di Enrico Novelli

 

I Romanzi del Cosmo


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 13 (vedi tutti gli articoli)

1957 I Romanzi del Cosmo n. 1

Nel boom delle riviste e collane di fantascienza del 1957 (vedi articolo), tra le più popolari c’è senz’altro “I Romanzi del Cosmo“, conosciuta anche semplicemente come “Cosmo”. urata da Tom Arno (ma ai primi numeri collaborava anche Giorgio Monicelli) e illustrata da Luigi Geronzi, presentava un romanzo più uno o due racconti e un romanzo a puntate in appendice. Presento tutti i più grandi nomi della sf dell’epoca (come Asimov, Aldiss, Pohl, Kornbluth, De Camp, Ellison) e numerosi autori minori, tra cui anche autori italiani (sotto pseudonimo o con nome anagrafico nei racconti) come Roberta Rambelli, Luigi Naviglio, Ugo Malaguti, Gianfranco Briatore e Antonio Bellomi (uscito proprio nell’ultimo numero). Escono ben 202 numeri fino al 1967 (in realtà 201 perché uno era un numero doppio), e rappresenta quindi una delle collane di fantascienza più longeve in Italia (al momento quinta come numeri usciti, dopo “Urania” [quasi 1670], “Cosmo” [Argento] della Nord [340], “Urania Classici” [309, terminata] e “Galassia” dell’editrice La Tribuna [237], e sarà a breve superata da “Urania Collezione” [che ha da poco superato i 200].
Diversamente il conteggio degli anni: che dopo “Urania” [67 anni], seguita da “Cosmo” [Argento, 37 anni], “Nova SF*” nuova serie [34 anni], che è una vera rivista (sebbene non distribuita in edicola), e quindi la rivista più longeva in Italia [al momento 82 numeri, ma 124 con la numerazione che comprende le uscite con la casa editrice precedente, la Libra), poi gli “Urania Classici” [25 anni e mezzo]. (Non mi pare corretto cumulare gli anni di una pubblicazione se questa non viene pubblicata per più di un anno, come tra la prima e la seconda serie di “Nova SF*” e “Robot”).
Dal n. 197 in copertina figura il solo nome “Cosmo” (vengono tolti “I romanzi del” e “fantascienza”). Dal 1961 uscirono anche le raccolte doppie (che raccoglievano i numeri a due a due).

1967 I Romanzi del Cosmo n. 202 (ultimo numero)

1961 Cosmo (raccolta) n. 1

Oltre il Cielo


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 12 (vedi tutti gli articoli)

1957 Oltre il Cielo n. 1

Tra le riviste di fantascienza uscite durante il boom del 1957, rimarchevole è “Oltre il Cielo” (edizioni Esse), rivista quindicinale tabloid di astronautica, astronomia, missilistica e racconti e romanzi a puntate di fantascienza. Uscirono ben 154 numeri fino al 1970 (dal 1966 però le uscite si fecero aperiodiche) più il n. 155 uscito nel 1975. Dal n. 23 il titolo diviene “Oltre il Cielo. Missili e Razzi“.

Era diretto da Cesare Falessi. In 13 anni, tra le pagine di “Oltre il Cielo” debuttarono tutti i maggiori scrittori italiani di fantascienza (anche perché nel frattempo “Urania”, dal 1961, smise totalmente di pubblicare autori italiani), come Lino Aldani, Renato Pestriniero, Pierfrancesco Prosperi, Maurizio Viano, Ugo Malaguti, Gianfranco De Turris, G. L. Staffilano , Antonio Bellomi, Sansro Sandrelli, Mauro Antonio Miglieruolo, Adaberto Cersosimo e Vittorio Curtoni (alcuni anche sotto pseudonimo). Nella saggistica troviamo: Peter Kolosimo, Gianfranco De Turris, Sebastiano Fusco, Carlo Pagetti e Gianni Pilo. La copertina del primo numero e di numerosi altri numeri è di Kurt Caesar, già illustratore di copertina della prima versione di “Urania” e dei “Romanzi di Urania” . Per cui non è errato dire che questa rivista fu la più importante a contribuire alla costituzione di un gruppo di scrittori di fantascienza prettamente italiano che non imitasse eccessivamente i modelli anglosassoni, almeno fino a “Robot” (1976).

1958 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 23

1970 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 154

Le prime riviste di fumetti di fantascienza del Dopoguerra


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 11 (vedi tutti gli articoli)

1953 l’astrale n. 1

Abbiamo già visto che le prime serie di fumetti fantascientifici (1934) precedono l’uscita di vere riviste e collane di questa letteratura (1952), mentre per parlare di una vera e propria rivista di fantascienza dobbiamo aspettare almeno il 1953 con “l’Astrale“, quindicinale pubblicato dalla “Casa Editrice Internazionale”, uscito dal 15 luglio 1953 fino a dicembre per 11 numeri (l’ultimo era il numero doppio 11/12), con sceneggiatura e disegni di Emilio De Silva. Certo, non è facile distinguere un albo monografico (alla “Nathan Never” per intenderci) da una rivista, possiamo considerare che l’albo presenta episodi di un personaggio o un gruppo di personaggi fissi, spesso disegnati o sceneggiati dallo stesso autore, mentre una rivista presenta fumetti diversi, di altri personaggi e anche altri autori).
“L’astrale” presenta la storia dell’esploratore spaziale Don Barney, a cui affianca dal n. 5 una seconda storia a fumetti e dal n. 6 un’altra storia a firma di Oscar M. Bracci, configurandosi così come la prima rivista di fumetto fantascientifico. Da segnalare che il n. 1 uscì in due versioni di colori diversi e che il n. 3 è probabilmente il primo fumetto con effetto 3D che si poteva vedere con gli occhialini allegati!

1954 Meteor. Una lente sul futuro n. 1

1957 Avventure di Domani!… n. 1

Per seconda segnaliamo “Meteor. Una lente sul futuro” (edizioni CEI), un albo quadrato che presenta un fumetto di Onofrio Bramante (B. R. Mant) e alcune rubriche di fantascienza. Purtroppo ne uscì solo un munero.
Altra rivista è “Avventure di domani!…“, quindicinale uscito dal gennaio 1957 per le “Edizioni Mondiai”, spillato con un formato minipocket, che uscirà per ben 50 numeri, in cui presenta diverse serie tra le quali Random, Ace O’Hara e Capitano Vega, per cui forse la prima vera rivista di fantascienza.
Segue nel dicembre del 1957 “L’astronauta“, (edizioni L’Astronauta Avventura), disegnato da Paolo Di Girolamo, presenta due episodi per numero, ed esce èer 23 numeri più due numeri speciali.
Del 1958 esiste “Anno 3000“, un “settimanale di fantascienza per ragazzi” della “Editrice Atlantica” che alterna fumetti con qualche breve racconto. Quindi la seconda vera rivista di fantascienza di fumetti.

1957 L’Astronauta n. 1

Nel 1959 il lancio dello Sputnik intensifica il boom fantascientifico e in Italia escono “Lunik“, sempre della Edizioni Mondiali (con serie di fumetti ripresi da “Avventure di domani!…”), settimanale, con formato più grande, da fumetto Usa, che però uscirà solo per 6 numeri, e “Sputnik“, mensile, serie fantascientifica di provenienza francese disegnata da R. R. Giordan, autore anche delle copertine, che arriverà a 8 numeri.

1958 Anno 3000 n. 1

1959 Lunik. Avventure di domani n. 1

1959 Sputnik n. 1

Una rivista sui generis, che presenta materiale misto, è “Astrotau. Arditi dello spazio“, allegato al “Corriere dei Piccoli”, in un formato un po’ più piccolo del tabloid, sponsorizzato dalla Perugina e dalla Buitoni, con articoli, racconti, romanzo a puntate e fumetti (in ultima pagina le avventure di Toni & Gina, da BuiToni e PeruGina!). Ne uscirono ben 24 numeri, alcuni dei quali oggi veramente introvabili.

1959 Astrotau. Arditi dello spazio n. 4

 

Il boom delle riviste di fantascienza del 1957


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 10 (vedi tutti gli articoli)

1957 Galassia (Udine) n. 1

Dopo aver recepito il grande successo dei pulp magazine anglosassoni e creato le prime pubblicazioni di fantascienza in Italia (dal 1952) si registra un boom di uscite, anche grazie alle crescenti performance dell’astronautica (prima fra tutte l’impresa dello Sputnik del 1957) e di alcuni fatti legati all’ufologia. A volte sono pubblicazioni eccellenti, ma spesso hanno una bassa qualità.

Si comincia a gennaio con l’uscita di “Galassia“, pubblicata a Udine dalla casa editrice Galassia (quindi da non confondersi con l’omonima “Galassia” uscita nel 1953 a Milano), debutta con un romanzo di L. R. Johannis (già pubblicato su “I Romanzi di Urania”, pseudonimo di Luigi Rapuzzi), che è anche illustratore interno sotto altro pseudonimo. Oltre a lui, nella redazione figura anche Giorgio Monicelli (che lavorava anche per “Urania”). La rivista esce per 5 numeri fino al 1958.

Sempre a gennaio esce “I Narratori dell’Alpha-Tau. Archivi del Futuro” della Irsa Muraro Editrice, una rivista atipica perché oltre ad avere il formato più lungo che alto (con pagine lunghe tipo fumetti anni ’30), in copertina figuravano (nelle prime 4 uscite) dei numeri casuali (il primo numero apparve con un 13 in copertina) e tutti i romanzi presentati erano pseudonimi di autori italiani con il cognome composto da una lettera greca. Vera Cagnoli uscì nel primo numero come Sigma Jhon con “Allarme a Silva Zero”, primo romanzo pubblicato di fantascienza moderna di autrice italiana (certo, c’erano state – molto rare – autrici precedenti, per esempio Rosa Rosà nel 1918, ma si può parlare di protofantascienza). Nel terzo numero, Omega Jim è Peter Kolosimo, in una delle sue prime opere. Oltre ai romanzi c’erano racconti e rubriche. Dal numero 5 il formato (scomodo per le edicole) diventa un classico pocket, fino al nono e ultimo numero.

1957 I Narratori dell’Alfa-Tau. Archivi del Futuro n. 1

1957 Cronache del Futuro n. 1

Nell’agosto 1957 esce “Cronache del futuro” (di Edizioni Kappa), che alterna romanzi stranieri con qualche italiano (ritroviamo ben due romanzi di Franco Enna) che, grazie al fatto che non presenta racconti e alle copertine che mostrano quasi sempre illustrazioni di donne discinte e provocanti, riesce a uscire mensilmente per ben 24 numeri. Sempre nel 1957 debutta la collana “Fantascienza” dell’edizioni S.A.I.E., un serie di romanzi per ragazzi di Pierre Devaux, H. G. Viot e altri autori francesi, che uscì in 8 numeri fino al 1958 e un nono e ultimo numero nel 1961. E nello stesso periodo anche la collana “La Sorgente“, che presenta romanzi per ragazzi di autori celebri (come Heinlein, Vance, Del Rey, Eliott e Wollheim). Escono 18 numeri fino al 1961, poi riprende con un nuova serie con 5 uscite nel 1978.

1957 Cosmic n. 1

Sul finire del 1957 esce “Cosmic. Selezione di Fantascienza“, ancora della Irsa Muraro Editrice, che presenta racconti italiani e qualche straniero, alternati a saggi e articoli (Peter Kolosimo sul primo numero). La rivista uscì solo con 2 numeri nel 1957 e 1 nel 1958. Nel dicembre 1957 esce “Astroman” (RAID edizioni) che in 2 numeri presenta due romanzi e un racconto di Ennio Missaglia.

1957 Astroman n. 1

Nel 1957 arrivano in edicola anche “Oltre il Cielo“, rivista dal formato tabloid (giornale) che presenta articoli di astronautica e missilistica e racconti di fantascienza, “I Romanzi del Cosmo“, romanzi mensili, e “Avventure di domani!…“, rivista di fumetti, di cui parleremo in separata sede, che portano ben a dieci il numero di nuove collane e riviste in un solo anno!

A parte “I Romanzi del Cosmo”, sono tutte riviste o collane ormai rare e quasi introvabili (soprattutto “Astroman”).

1957 Fantascienza (S.A.I.E.) n. 1

1957 La Sorgente n. 1 “Kemlo”

La rivista Fantascienza della Garzanti


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 8 (vedi tutti gli articoli)

1954 Fantascienza n. 1 (Garzanti)

Nel novembre 1954 la Garzanti prova a sfidare “Urania” con la rivista “Fantascienza“, che prendeva materiale della celebre “The Magazine of Fantasy and Science-Fiction“, di cui riportava anche le copertine originali di Chesley Bonestell e Ed Emsh. Gli autori presentati erano noti: Kriss Neville, Ron Goulart, Robert Sheckley, Mack Reynolds, Marion Zimmer Bradley, Clifford Simak, Poul Anderson, C. M. Kornbluth senza rinunciare a dei classici del fantastico, come Bertram Chandler, Robert Louis Stevenson. Nonostante l’ottima qualità, “Fantascienza” uscì mensilmente solo per sette numeri, fino al maggio 1955, per lo stesso motivo per cui anche la rivista “Urania” cessò dopo 14 numeri: ovvero a causa della diffidenza dei lettori italiani nei confronti dei racconti, al contrario dei romanzi.

1954-1955 La rivista “Fantascienza” di Garzanti completa

I primi fumetti di fantascienza in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 7 (vedi tutti gli articoli)

1934 L’avventuroso anno I n.1 (ristampa anastatica anni ’70)

Da non trascurare, il fumetto di fantascienza nasce tra ‘800 e ‘900, e trova il suo primo boom negli anni ’30. In Italia, la prima serie di fumetti di fantascienza la troviamo nel primo numero di “L’Avventuroso” del 14 ottobre del 1934 con “Gordon Flasce” (italianizzazione di Flash Gordon), disegnata da Alex Raymond e uscita dal 7 gennaio dello stesso anno negli Usa. Come si può notare, il suo enorme successo internazionale fu sufficiente a colmare un gap culturale (almeno nell’ambito dei fumetti) tra l’Italia e la Francia e il mondo anglosassone.
Nel dicembre 1935 esce il primo albo dedicato a questo eroe “Avventure di Gordon“, pubblicato dalla Nerbini. Andrà avanti per 30 albi, vedrà una ristampa nel 1957 e una copia anastatica nel 1973.
Sulla scia dell’entusiasmo di Flash Gordon, anche in Italia vengono creati i primi fumetti di fantascienza. La prima serie di fumetti di un autore italiano è Gli uomini verdi di Yambo (Enrico Novelli), uscita dal n. 139 del giornale “Topolino” del 25 agosto 1935 (vedi copertina in questo post), seguita da Robottino, il ragazzo d’acciaio (sempre di Yambo, uscita dal 17 ottobre 1935 su “I tre Porcellini”) e da “S.K.1” di Guido Moroni Celsi, uscita dal 17 novembre 1935 a puntate sul giornale “Topolino” (in questo caso sottraendo clamorosamente la prima pagina al più celebre topo disneyano), e da I pionieri dello spazio (ancora di Yambo, uscita nel 1936 su “Topolino”).
Dopo Gordon, nel maggio del 1937, esce l’albo orizzontale “L’uomo Mascherato” (“The Phantom” di Lee Falk e Ray Moore), come allegato a “L’Avventuroso” (che già dal 1936 pubblicava le sue strisce).
Il primo albo di fumetti esclusivamente di fantascienza (escludendo i supereroi) esce nel 1939: stiamo parlando di “Saturno contro la Terra” su soggetto di Cesare Zavattini, testi di Federico Pedrocchi e disegni di Giovanni Scolari, che raccglie le strisce già uscite a puntate dal 1936 su “I tre porcellini”, “Topolino” e “Paperino” della Mondadori.
Successivamente anche “L’Audace” pubblica fumetti del genere: dal 1939 Virus, il mago della foresta morta di Federico Pedrocchi e Walter Molino e, nel 1941, I conquistatori dello spazio di Gian Luigi Bonelli (creatore, nel 1940, della celebre Sergio Bonelli Editore) su disegni di Raffaele Paparella e poi Nico Lubatti. I fumetti di fantascienza riprenderanno poi vigore del dopoguerra, sulla scia dell’arrivo della fantascienza letteraria statunitense.

1935 S.K.1 n. 1 (riedizione del 1976)

1935 Avventure di Gordon n. 1 (ristampa anastatica del 1973)


1937 L’Uomo Mascherato 1

1939 Saturno contro la Terra n. 1

Le primissime riviste di fantascienza in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 6 (vedi tutti gli articoli)

1952 Mondi Nuovi n. 1

Abbiamo già parlato della prima rivista di fantascienza in Italia (“Scienza Fantastica“), dalla rivista “Urania” e della prima collana di fantascienza (“I Romanzi di Urania“). Ma, come spesso succede nell’editoria, dal 1952 c’è una piccola esplosione di riviste e collane del genere. Nello stesso 1952 è da segnalare “Mondi Nuovi“, uscita quindicinalmente per sei numeri da agosto a ottobre (quindi prima di Urania). Diretta da Eggardo Beltrametti e illustrata da Enzo Cassoni, conteneva brevi storie e fumetti a puntate di autori italiani sotto pseudonimo (Guido Buzzelli, Enrico de Boccard sono alcuni nomi veri). L’esperienza fu breve, ma riprese nel 1955 con “Mondi Astrali“, sempre diretta da Beltrametti e più o meno con gli stessi collaboratori. Uscì mensilmente per 4 numeri, aveva molte più pagine, non aveva fumetti ma era molto illustrato all’interno. Queste due riviste sono attualmente le più rare e totalmente introvabili sul mercato; nel 1981 c’è stata una ristampa anastatica in tiratura limitata (e quindi difficile da trovare). Curiosità: di Mondi Astrali probabilmente esiste anche una copia anastatica senza essere segnalata con la data del 1981, quindi per distinguerla dall’originale serve un’analisi professionale.

Nel 1953 è da segnalare la prima rivista con il nome di “Galassia” (ne seguiranno altre, da non confondere), pubblicata dalla casa editrice Galassia di Milano, uscì per tre numeri mensili presentando tre romanzi minori.

Per il 1954 c’è da segnalare l’antologia “Superfantascienza“, che contiene tre romanzi, di cui uno dell’italiano Luigi Rapuzzi (con lo pseudonimo di L. R. Johannis, già uscito su Urania l’anno precedente), e nel novembre dello stesso anno l’uscita di un’altra importante rivista oltre a “Urania”, ovvero “Fantascienza” della Garzanti, di cui parleremo prossimamente.

1953 Galassia n. 1 (edizioni Galassia di Milano)

1955 Mondi Astrali n. 1 (copia anastatica del 1981)

1954 Superfantascienza

Scienza Fantastica


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 5 (vedi tutti gli articoli)

Scienza Fantastica n. 1, aprile 1952

La prima rivista in Italia che si occupi esclusivamente di fantascienza è “Scienza Fantastica” uscita 6 mesi prima di “Urania”, nell’aprile 1952. Fino a quel momento c’erano state storie o fumetti di fantascienza inseriti in riviste che raccoglievano anche altri generi oppure collane di romanzi fantastici e d’avventura. Il primo esempio di rivista di fantascienza che ricalcava i Pulp Magazine statunitensi è appunto “Scienza Fantastica”, curata da Vittorio Kramer e Lionello Torossi (dalle cui iniziali il nome Edizioni Krator, di Roma). Alla sua uscita non esisteva ancora il termine fantascienza (che appare la prima volta sul n. 1 di “I Romanzi di Urania“).  Uscirono 4 numeri mensili nel 1952 (con il sottotitolo di “Avventure nello spazio, tempo e dimensione”) , poi, dopo una breve interruzione, le uscite ripresero nel gennaio 1953 con un formato più economico (addirittura “spillato” e senza sottotitolo), per tornare con il settimo numero al formato pocket e al sottotitolo originario, ma purtroppo terminare con questo le pubblicazioni.

Presentava racconti tratti da Astounding Science-Fiction (Kornbluth, Sprague De Camp, Leinster, Sturgeon, Asimov, ecc.), per cui il materiale era ottimo. E dal primo numero compare un racconto di Massimo Zeno (pseudonimo di Lionello Torossi), il primo racconto di autore italiano uscito su una rivista di fantascienza. Uscirono anche due raccolte dei primi quattro numeri con copertine diverse (oggi abbastanza rare).

1953 Scienza Fantastica n. 5

1953 Scienza Fantastica n. 7

Tutte le 7 uscite di Scienza Fantastica al completo

Yambo – Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 4 (vedi tutti gli articoli)

Enrico Novelli aka Yambo

L’autore più rappresentativo del genere nella prima metà del XX secolo è certamente Yambo, pseudonimo di Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro. Nato a Pisa nel 1876, si trasferì presto a Milano e infine a Firenze. A 24 anni fondò a Roma il mensile illustrato “Il Pupazzetto”. Scrisse prevalentemente narrativa per ragazzi, tra cui resta celebre Le avventure di Ciuffettino (1902), narrativa d’avventura e viaggi straordinari, tra cui ricordiamo: Dalla Terra alle stelle (1890), non il primo scritto di fantascienza italiana, ma se si escludono pamphlet politici, utopie, satire e trattati pseudoscientifici, uno tra i primi romanzi propriamente detti (il primo dovrebbe essere “Viaggio alla luna” di Ernesto Capocci, del 1857, di cui riparleremo, seguito da “Da Firenze alle stelle” di Ulisse Grifoni, del 1885), poi Atlantide – I figli dell’abisso (1901), Gli esploratori dell’infinito (1906), La colonia lunare (1908), Il re dei mondi (1910), L’atomo (1912), L’uovo di pterodattilo o l’allevatore di dinosauri (1926). Scrisse, diresse e interpretò il cortometraggio muto Un matrimonio interplanetario (1910, il primo cortometraggio di fantascienza diretto da un italiano e il primo interamente italiano) e scrisse e disegnò i fumetti di fantascienza Gli uomini verdi (uscito il 25 agosto del 1935 sul giornale “Topolino”), seguito da Robottino, omino d’acciaio (dal 17 ottobre 1935 su “I tre Porcellini”) e I pionieri dello spazio (nel 1936 ancora sul giornale “Topolino”). Anche in questo caso, è probabilmente il primo autore di fumetti di fantascienza a essere stato pubblicato. Morì nel 1943.

1901 Atlantide di Yambo (prima edizione)

1947 Viaggi e avventure attraverso il tempo e lo spazio di Yambo

1935 Gli uomini verdi, Robottino, I pionieri dello spazio (riedizione del 1975)

La rivista Urania


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 3 (vedi tutti gli articoli)

1952 Urania (rivista) n. 1

Il 1° novembre, esce “Urania“, terza rivista di solo fantascienza in Italia, che affianca la collana “I Romanzi di Urania”, uscita 20 giorni prima.
Come la collana, è curata da Giorgio Monicelli e illustrata da Kurt Caesar. A differenza della collana (che esce dapprima tre volte al mese) è mensile e presenta racconti prevalentemente provenienti dalla celebre rivista statunitense “Galaxy Science Fiction“.
La volta scorsa abbiamo parlato del primo romanzo italiano pubblicato su “I Romanzi di Urania” (di Emilio Walesko): il primo racconto però risale al n. 12 della rivista “Urania” (ottobre 1953): I figli delle stelle di Elizabeth Stern (pseudonimo di Lina Gerelli, prima donna di Urania in assoluto), i cui romanzi usciranno per la collana “I Romanzi del Cosmo” della Ponzoni.
Dopo il primo numero (con grafica a sinistra e sommario sulla destra), viene valorizzata l’immagina di copertina e messa a tutta pagina (nel n. 2 la dicitura “Avventure nell’universo e nel tempo” è spostata in basso, ma torna sotto il titolo con il n. 3 come “Rivista mensile di avventure nell’universo e nel tempo).
La rivista cessa con il n. 14 del dicembre 1953: fin da subito fatale fu la preferenza del mercato italiano verso i romanzi rispetto ai racconti, probabilmente derivante da una cultura ancora legata all’800.
Questo fu un grosso impedimento per la diffusione di un genere che aveva sviluppato al massimo le proprie potenzialità proprio con i racconti (ricordiamo che i principali cicli dell’epoca d’oro, per esempio la Fondazione di Asimov, sono nati come racconti).

1952 Urania (rivista) n. 2

1953 Urania (rivista) n. 14

I Romanzi di Urania


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 2 (vedi tutti gli articoli)

1953 il numero 11 che presenta “Cristallo sognanti” di Theodore Sturgeon

Dopo aver presentato il primo numero della collana di fantascienza del 1952, parliamo un po’ dei primi anni, quelli caratterizzati dal titolo “I Romanzi di Urania” della Mondandori. Sono in tutto 152 fascicoletti, usciti tra il 1952 al 1957 (dal n. 153 la testata modifica definitivamente il nome in “Urania”).
Curata da Giorgio Monicelli, Le prime copertine sono di Kurt Caesar, a cui succederà, proprio sul finire di questo periodo della collana (vedi ultimo numero di “I Romanzi di Urania”), Carlo Jacono.
Uscirono i maggiori autori di fantascienza dell’epoca d’oro (anni 30-40), già all’epoca considerati “classici della fantascienza”, in particolare Van Vogt, Sturgeon, Williamson, Heinlein, Simak, Asimov, Wyndham, Brown, Leinster, Vance, insieme a qualche autore francese. Il numero 31 (1953) è il primo Urania a presentare un autore italiano (L’atlantide svelata, di Emilio Walesko, di origini polacche), seguito dal 41 (C’era una volta un pianeta, di Louis R. Johannis, pseudonimo di Luigi Rapuzzi) e dal 73 (L’astro lebbroso, di Franco Enna (primo e unico cognome italiano per moltissimi anni, anche se quello vero era Cannarozzo).

1953 Il primo autore italiano di “Urania” (numero 31)

1955 Il primo cognome italiano di “Urania” (n. 73)

1955 I Romanzi di Urania 100

1957 I Romanzi di Urania 152

 

I Romanzi di Urania 1


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 1 (vedi tutti gli articoli)

1952 Il numero 1 di “I Romanzi di Urania”

Questo dossier prevalentemente fotografico sulle pubblicazioni della fantascienza italiana non poteva che partire dal n. 1 della collana “I Romanzi di Urania“, della Mondadori, uscito il 10 ottobre 1952 (questa copia in particolare comprata in edicola l’11 ottobre, come da scritta interna), che presenta la I edizione del romanzo “Le sabbie di Marte” di Arthur C. Clarke.

A pagina 5, il direttore Giorgio Monicelli, fratello maggiore del celebre regista Mario, conia il termine fantascienza (fanta-scienza). Giorgio, traduttore ed editore, arrivava dall’esperienza della collana “Medusa“, di cui parleremo in un altro articolo.
Il 1° novembre 1952 usciva la rivista mensile a cui si riferisce il titolo, ovvero “Urania“, di cui parliamo nel prossimo articolo, che però cesserà le pubblicazioni alla fine del 1953.
Questa collana, che modificherà il nome in “Urania” e cambierà più volte grafica e formato, arriva fino ai giorni nostri ed è quindi la più longeva collana di fantascienza italiana, e anche la collana di fantascienza con il maggior numero di uscite d’Europa (alla fine del 2019 uscirà il n. 1673, senza contare le collane “laterali”, cioè che mutuano dalla principale, in tal caso parliamo di quasi 2700 uscite!).
Un paio di curiosità: questo numero fu ristampato in copia anastatica nel 1982 (che io sappia si parla di ben 3 ristampe anastatiche di cui una in tiratura limitatissima). Le copie anastatiche sono identificabili con qualche accorgimento. Quando uscì era la 3° collana/rivista di fantascienza uscita in Italia (dopo “Scienza Fantastica” e “Mondi Nuovi”, di cui parleremo).
Nel prossimo articolo analizzeremo la storia della primo tipo di questa collana, ovvero “I Romanzi di Urania”.

La prima apparizione editoriale della parola fantascienza (“fanta-scienza”)

*** Stampati i francobolli del 2019: 20° anno di emissione!


La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica (grazie alla Kipple Officina Filatelica) annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il VENTESIMO anno di emissione. Sono stati emessi ben 302 francobolli diversi per 20 copie ciascuno.

Venditi a fogli interi qui.

Folio 2019

La Nazione Oscura adotta seri provvedimenti anti-Zombie


La Nazione Oscura Caotica adotta lo spray al peperoncino appositamente studiato contro gli zombie. Da ora in poi, i cittadini oscuri caotici potranno dormire sonni tranquilli perché, in caso di risveglio massivo di deceduti, la Nazione è pronta a difendersi.

La Nazione Oscura è pronta contro l’apocalisse Zombie

Mail art o francobolli di recupero?


Ecco la due ultime mail (posta fisica) arrivate alla Nazione Oscura Caotica. Nella prima lettera, i fancobolli (in lire e ancora validi) hanno riempito tutto lo spazio disponibile.

Morto Giuseppe Lippi, decano italiano della fantascienza. Nazione Oscura in lutto nazionale


Giuseppe Lippi, critico della letteratura fantastica italiana, traduttore raffinato, curatore per 28 anni della collana “Urania” è mancato oggi, 15 dicembre 2018.

Aveva 65 anni.

La Nazione Oscura Caotica dichiara il 15 dicembre 2018 Giornata di Lutto Nazionale in memoria.
Una preghiera.
*
Lukha B. Kremo
*
Le altre giornate di lutto nazionale della Nazione Oscura sono:
16 giugno 2017: morte di Sergio Altieri, 65 anni.
30 gennaio 2013: morte di Antonio Caronia, 68 anni.
14 gennaio 2013: morte di Riccardo Valla, 70 anni.
4 ottobre 2011: morte di Vittorio Curtoni, 62 anni.
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti, 66 anni.

Ricordo con sdegno che l’età media in Italia si aggira sugli 80 anni.

A questo elenco aggiungiamo anche:

29 agosto 2014: morte di Gianfranco Viviani, 74 anni

31 gennaio 2009; morte di Lino Aldani, 82 anni

(le cui giornate di lutto non sono stata indette per aver ricevuto la notizia il giorno successivo)

 

Il Centro Studi Giorgio Manganelli chiude?


Si parla tanto di cultura. Eppure il Centro Studi Giorgio Manganelli (uno dei massimi autori e letterati italiani del XX secolo) sta per chiudere.
Ho deciso così di organizzare (contribuendo anche economicamente) con questa raccolta fondi. Basta poco, e chi proprio non se la sente, condivida questo post. Se amate i libri e la cultura, date un segno.
Grazie di ❤️.

 

 

 

Seguite questo link:

 

Opera sonora, quadro e musica: KwamaL Back to 2018 by Krell, Wournos Aileen, Magnetica Ars Lab & Ksenja Laginja


opera d’arte sonora, 2018 – penna USB 2GB e acrilico e tempera su tela, 45:44 m.

Un’opera che fa da ponte tra pittura e musica, una tela dipinta in stile informale, con allegata una chiavetta USB con brani di musica elettronica ambientale, sperimentale e noise per un’atmosfera aliena e contemporanea.

In offerta qui: http://www.kipple.it/prodotto/kwamal-back-to-2018-krell-wournos-aileen-magnetica-ars-lab-ksenja-laginja/

Esce l’ultimo numero di Flush.art (n. 7), Arte e morte contemporanea


Esce il settimo e ultimo numero numero di Flush-art – Arte e morte contemporanea,
l’irriverente e scioccante appuntamento con la morte in diretta mediatica con il mondo.
Scarica gratuitamente

Vedi Flush.art 7

Vedi/scarica gli arretrati.
Vedi/scarica/acquista tutte le pubblicazioni di Arte Orrenda-Nasty Art.

Buon Ferragosto!


Pulpaghus®: fuga all’inferno, la seconda puntata del serial ebook


Da martedì 26 giugno su tutti gli store online >

Dal vincitore del PREMIO URANIA Lukha B. Kremo in una nuova serie Delos Digital:

26/06 > Secondo episodio: FUGA ALL’INFERNO

“Lo smaltimento dei rifiuti è al collasso. Come può sopravvivere il genere umano?”

Raskal viene fatto evadere e condotto su Pulphagus®, dove Hadu e Psyphone, i coniugi proprietari del planetoide, rinnovano l’alleanza con lui e la Marlin™.

Durante il soggiorno obbligato, Raskal scopre gli inquietanti misteri del planetoide, le strategie segrete dei loro capi e le assurde leggende legate a un essere semivivo chiamato Golem.

Qui conoscerà Taitù, una prostituta stafari che gli racconterà di essere stata posseduta da un Golem. Nessun terrestre crede a queste leggende, così Raskal decide di ricercarne le prove. E la rivelazione sarà sconvolgente.

Il secondo capitolo della serie cult derivata dal romanzo vincitore del Premio Urania, Pulphagus® – Fango dei cieli.

> Disponibile in eBook
> Artwork di Ksenja Laginja

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Ha vinto il Premio Urania, il Premio Vegetti e il Premio Cassiopea con Pulphagus® – Fango dei cieli, e il Premio Robot con il racconto Invertito. Ha pubblicato i romanzi Il Grande Tritacarne (2005), Gli occhi dell’anti-Dio (2008) e Trans-Human Express (2012) per Kipple Officina Libraria, e la Trilogia degli Inframondi (2016/17) per Delos Digital. Ha pubblicato racconti su varie antologie, tra le quali Nuove eterotopie (Delos Digital, 2017). Molti di essi sono raccolti nelle antologie personali Il gatto di Schrödinger (Kipple, 2010) e L’abisso di Coriolis (Hypnos, 2014). Ha diretto la rivista Avatär, vincendo tre Premi Italia e ha curato le antologie del Connettivismo Frammenti di una rosa quantica (Kipple, 2008) e NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi (Kipple, 2015). Ha pubblicato cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell e organizzato il progetto Sonora Commedia.

Incontro tra Kim Yong-un e Moon Jae-in


La dimostrazione che Kim Jong-un, per tutti quelli che lo denigravano, non è un pazzo, ma un fine stratega. Non è il primo summit tra le due Coree (l’ultimo nel 2000), ma è il primo con la Corea del Nord “nuclearizzata”. I rapporti di forza sono un po’ diversi, e Kim Jong-un può rinunciare a qualcosa per ottenere ciò che non avrebbe potuto prima.

Workshop di scrittura creativa al Fi.Pi.Li Horror Festival di Livorno


Alla Settima edizione del Fi.Pi.Li Horror Festival di Livorno, che si terrà dal 28 aprile al 1° maggio 2018 presso i locali del Nuovo Teatro delle Commedie e al cinema La Gran Guardia, Lukha B. Kremo terrà il primo workshop su “scrivere un racconto di fantascienza”.

Gli incontri cominceranno alle ore 15 di sabato 28 aprile (fino alle 18) e alla stessa ora domenica 29 aprile presso la sala “Asili notturni”.

Lukha B. Kremo “Premio Urania 2015” e “Premio Robot” 2017, è conosciuto nell’ambito della fantascienza come scrittore ed editore.

Nel corso del workshop incontro con Pee Gee Daniel, autore di “Freakshow” (Premio Kipple 2016) e Linda De Santis, “Premio Urania Short” 2017. A cura di Kipple Officina Libraria.

Finalmente uscito il modulo per il Reddito di Cittadinanza


A grande richiesta, il ministero del Lavoro agli Altri ha pubblicato i Modoli per la richiesta del Reddito di Cittadinanza, tanto richiesti. Per vostra comodità, ve lo alleghiamo qui sotto, scaricabile gratuitamente!

Buon ozio!

Modulo Reddito Cittadinanza

Il cazzo di Napoleone e quello di Rasputin


Dopo tanto tempo, ci possiamo permettere un argomento veramente importante. Sapete cosa state guardando? Ebbene sì, sono il cazzo di Napoleone Bonaparte e il cazzo di Grigorij Efimovič Rasputin (che avevamo già pubblicato anni fa).
Com’è giusto che sia parlando di argomenti accademici come questi, ciò che conta sono le dimensioni, e qui c’è un netto vincitore. Buona visione.

cazzo di Rasputin

Il pene di Rasputin in soluzione di formaldeide (25 cm circa)

cazzo di napoleone

Il pene di Napoleone in un’elegante teca (4,5 cm)

*** Stampati i francobolli del 2018


La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il diciannovesimo anno di emissione. Da quest’anno vengono emessi 12 francobolli.

Venduti a fogli interi qui.

Malala Yousafzai bacchetta Aung San Suu Kyi per le violenze sui Rohingya


Tensione tra i due premi Nobel per la pace: la giovane pakistana Malala Yousafzai esorta la leader birmana Aung San Suu Kyi a prendere posizione e a esprimersi contro il trattamento nei confronti dei musulmani Rohingya in Myanmar. Non è l’unico attacco che San Suu Kyi ha ricevuto in questi giorni per un silenzio che suona come un avvallamento delle violenze contro i Rhoingya. Già era circolato un appello da parte di altri vincitori del Nobel per la pace. E il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson.

Malala-Yousafzai

Malala Yousafzai

Aung-san-suu-kyi

Aung San Suu Kyi

1000° post: adunanza connettivista a Torriglia!


Quale migliore occasione per festeggiare il millesimo post del Blog Ufficiale della Nazione Oscura Caotica? Il raduno connettivista previsto dal 22 al 25 aprile 2017, praticamente una NeXT-Con, che si svolgerà alla neobattezzata “Villa Kremo” di Torriglia, sede della Nazione e del Presidente Lukha B. Kremo.
Raduno a numero chiuso, da questi tre giorni usciranno le nuove decisioni prese, che saranno presto diramate.

Kremo in visita all’ambasciata di Roma: omaggia con Nero di Troia e Peduncolo Rosso



Lukha B. Kremo sarà in visita semi-ufficiale all’ambasciata “congelata” (vedi perché) italiana con sede a Roma. Il presidente omaggia l’ambasciatore congelato Sandro Zoon Battisti e la futura papessa Ksenja Laginja con Nero di Troia e Refosco dal Peduncolo Rosso.

Kremo nella trattativa per Gibilterra?



Pochi giorni dopo l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona – che avvia formalmente il processo di ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea – le autorità britanniche hanno reagito con forza per difendere il destino di Gibilterra.
Un documento presentato alla fine della scorsa settimana dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che prevede che la Spagna dovrà dare il suo assenso per consentire l’applicazione della Brexit anche al territorio britannico, situato sulla punta meridionale della penisola iberica e rivendicato da Madrid. Questo documento segue la formalizzazione dell’ingresso di Gibilterra nella UE come “territorio conteso” tra Spagna e Regno Unito. La questione riguarderebbe il “cavillo” per cui nel 1713 Gibilterra fu dichiarata “proprietà” del Regno Unito e non “sovranità”, oltre al fatto che i circa trentamila residenti della Rocca avevano votato con una maggioranza del 96 per cento per restare nell’Ue.
Lord Howard, dirigente del Partito conservatore dal 2003 al 2005, ha sostenuto che la prima ministra Theresa May farà prova della stessa “determinazione” dimostrata da Margaret Thatcher nel 1982, che aveva mosso guerra all’Argentina per preservare l’egemonia britannica sulle Malvine (Falklands Islands).
Il presidente Lukha B. Kremo si è detto disponibile per eventuali trattative che riguardano le micronazioni europee (tra le riconosciute dell’Onu San Marino, Liechtenstein, Andorra, Monaco, isole Far Oer, e appunto Gibilterra).

*** Stampati i francobolli del 2017


La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il diciottesimo anno di emissione.
Venduti a fogli interi qui.

Folio 2017

Folio 2017

Lukha B. Kremo al Mufant di Torino


Occasione per incontrare il Presidente della Nazione Oscura Caotica alla presentazione del Premio Urania Pulphagus® Fango dei cieli, Mufant (Museo della fantascienza) di Torino, insieme all’artista Ellen Driscoll.
Dalle ore 16.00 in via Guglielmo Reiss Reiss Romoli, 49/bis.
Evento Facebook

ellen driscoll

ellen driscoll

È morto il Signore Iddio


Eccoci al sesto appuntamento del “post col botto”, ovvero al post di San Silvestro.
dio2
Il 2016 si porta via anche lui, il Misericordioso. Dopo una lunga malattia, che si è protratta per più di un secolo, e le infauste previsioni di Nietzsche e dei Nomadi, è venuto a mancare Dio all’età di 5.777 anni. Come si evince dal testamento, non solo Lui stesso lo aveva previsto, ma anche fortemente desiderato.
Ne danno il triste annuncio la madre Maria la Madonna, i consustanziali Gesù di Nazareth e lo Spirito Santo e gli arcangeli e angeli tutti.
I santi tutti saranno presenti al capezzale, le esequie verranno svolte al Settimo Cielo.

Vedi gli altri post col botto:
2015: Monumento a Ciano sede di Livorno Città Aperta
2014: Posthuman Pop!
2013: Noam Chomski e la mistificazione della realtà
2012: Se vince Berlusconi la Neorepubblica di Torriglia dichiarerà guerra all’Italia!
2011: Declassate le agenzie di rating!