7. Ministero del NULLA


Ministero del NULLA / Ministry of NOTHING
Ministro/Minister: Alex Nasi.

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Nulla, nella definizione rigorosa, come opposto dell’Ente (ni-Ente), assenza o privazione assoluta di ogni positività (argomento importante, perché sottolinea come il significato/senso del Nulla si scopra solo nella relazione del Nulla all’Essere).
Per Parmenide il Nulla è l’assolutamente altro dall’ Essere e come tale non può essere pensato; è l’assolutamente impensabile e inesprimibile. L’Atomismo introduce un terzo elemento nella dicotomia assoluta Essere/Nulla: questo nuovo elemento è il movimento, il divenire (e per estensione la Ricerca… il movimento di sviluppo/creazione artistica, potremmo aggiungere); il Nulla, come non-Esssere, viene ammesso come Vuoto.
Proprio di questo vuoto intende occuparsi il MINISTERO del NULLA, o meglio del riempimento o ulteriore svuotamento (o scuotimento) di questo vuoto. L’esercizio (la pratica?) artistico come elemento base, la materia prima di una sorta di pratica alchemica… il Sole Nero. Da qui l’urgenza di patrocinio nella forsennate corsa al riempimento/svuotamento/scuotimento.
Plotino ci dice di più, identificando addirittura Materia e Nulla, ritenendo l’Essere addirittura penetrato dal Nulla (proprio per la natura stessa dell’Essere, da lui inteso come Molteplicità). Proprio l’UNO, l’assoluto principio primo che trascende l’Essere stesso è concepito non come privazione, ma come SOVRABBONDANZA! Non come un di meno ma come un di più.
Allora ecco che il Nulla colma e pervade se stesso. Dentro e fuori dall’Essere. Ed il Nostro MINISTERO è qui a farsene carico.
Ma il Nulla come altro dall’Essere è forse anche un fuori dall’Essere, se non addirittura un FUORI DELL’ESSERE, non un limite ma una SOGLIA, vero punto di contatto con uno spazio esterno che deve (e non deve al tempo stesso restare vuoto). Il Nulla che è e diviene pura esteriorità (vedi il termine latino fores che significa, letteralmente, “alla soglia”).
Bergson aggiunge che nell’idea di un oggetto concepito come inesistente vi è di più, non di meno, che nell’idea dello stesso oggetto concepito come esistente, poiché l’idea dell’oggetto inesistente è necessariamente l’idea dell’oggetto esistente con in più la rappresentazione di una esclusione di questo stesso oggetto. Nell’idea di Nulla si trova (almeno) tanta materia quanta se ne trova nella totalità.
Proprio il Nulla come parola dotata di significato, e proprio indicando la cosa in-esistente (con il suo di-più, la sovrabbondanza, ed il suo senso di soglia) è esso stesso un’operazione, un movimento di ricerca (estetica) fuori (e sradicato) dall’Essere.
Nulla è il di più, la sovrabbondanza.
Ed ecco qui la base di un’Etica, e la paradossale fondazione di un Ente, posati (soprattutto quest’ultimo) sul Nulla (sul ni-Ente, appunto). Una comunità di individui (Esseri) che non hanno da essere o realizzare alcunché, invero, se non il riempimento o svuotamento del proprio Nulla fuori da se. Non un’essenza, non una vocazione, non un destino biologico. Nemmeno un’inter-azione si rivela necessaria.
Chi si pensa nel e con il Nulla si ricrea in maniera costante come “singolarità qualunque”; singolarità come eterna differenza (e differenziazione). Singolarità che salvaguarda la differenza degli Esseri.
Nulla come stoss (urto in tedesco) instancabile che trae vigore dalla propria forza.
Il Nostro Ministero si pone a sua volta alla salvaguardia di un Nulla come spazio/filtro, come spazio/fuori (o spazio-oltre), spazio non-essenziale (più che inessenziale) dove tutto corre e accade in perenne equilibrio meta-stabile.

***

Nothing in the strict definition, as opposed Entity (ni-Body), absence or absolute deprivation of all positive (important subject, because it highlights how the meaning / sense of nothingness is discovered only in relation to the Being of Nothing).
For Parmenides Nothing is absolutely different from the ‘Being and as such can not be thought, is unthinkable and unspeakable. Atomism introduces a third element in the absolute dichotomy Being / Nothing: This new element is the movement, becoming (and by extension the search … the movement of development / artistic creation, we might add), Nothingness, as non-esssere, is admitted as the Void.
Just this gap will be addressed by the MINISTRY OF NOTHING, or rather the filling or emptying further (or shaking) of this void. The exercise (practice?) Art as a basic raw material for a kind of alchemical practice … the Black Sun Hence the urgency of patronage in the frantic race to fill / empty / shaking.
Plotinus tells us more, by identifying and nothing even matter, considering the even be penetrated by nothing (because of the nature of Being, regarded by him as Multiplicity). Just the one, the absolute first principle that transcends Being itself is conceived not as a deprivation, but as a glut! Not as a less but as an extra.
So here’s the Nothing fills and pervades himself. In and out of Being. And Our MINISTRY is here to take charge.
But as nothing else from the Being is perhaps also an outside Being, if not a OUT OF BEING, not a limit but a THRESHOLD, the true point of contact with an outdoor space that should (and should not at the same time be empty). The Nothing that is and becomes pure exteriority (see the fores Latin word which means, literally, “on the threshold”).
Bergson adds that the idea of ​​an object conceived as non-existent, there is more, not less, than the idea of ​​the same object conceived as existing, since the idea of ​​the object does not exist is not necessarily the idea of ​​the existing object with plus the representation of an exclusion of this same object. Nothing is in the idea of ​​(at least) much matter how much it is in totality.
Nothing like just the word with meaning, and while stating the thing-existent (with its in-more, the excess, and his sense threshold) is itself a task, a research movement (look) out (and rooted) Being.
Nothing is more, the glut.
And here is the basis for an Ethics, and the paradoxical foundation of a body, laid (especially the latter) on Nothing (the ni-body, in fact). A community of people (beings) that have to be or achieve anything, indeed, except the filling or emptying of its nothing outside itself. Not an essence, not a vocation, not a biological destiny. Not even an inter-action proves necessary.
Who you think in and with the Nothing recreates consistently as “whatever singularity” singularity as eternal difference (and differentiation). Singularity which safeguards the difference Beings.
Nothing like stoss (shock in German) tireless draws strength from his strength.
Our Ministry is in turn presents to safeguard Nothing like a space / filter, as space / out (or space-over), non-essential space (more than inessential) where everything happens and runs continually in the meta-stable equilibrium.

Sede/Headquarter:
Soragna (Pr) – Italy
eMail

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