Zanfretta e qualche sorpresa alla convention di Torriglia


Oltre a Pier Fortunato Zanfretta, alla II convention di ufologia di Torriglia, è salito sul palco il principe Domenico Pallavicino, console onorario del Principato di Monaco a Genova, che ha brevemente dichiarato di essere a conoscenza di episodi ufologici e per questo, negli anni Ottanta, di essere stato osteggiato. Si è però rallegrato del clima mutato di oggi.

Domenico Pallavicino a Torriglia

Domenico Pallavicino a Torriglia

Zanfretta al I meeting di ufologia di Torriglia

Zanfretta al I meeting di ufologia di Torriglia

Zanfretta: “le visioni” sulle alture di Rossi


Dossier Caso Zanfretta parte III.
Ben due abduction, dopo il primo di Marzano, sono avvenute sulle alture di Rossi. Anche in questo caso la trasmissione Mistero di Italia1 ha visitato il luogo, senza registrare niente di particolare se non l’esaurimento delle batterie.
Rossi non è propriamente nel territorio di Torriglia, ma fa parte del comune di Lumarzo perché si trova oltre il passo della Colla, che fa da confine, ma le sue alture sono in buona parte entro i confini di Torriglia. Piccola curiosità: Rossi è il paese natale della mamma di Frank Sinatra!

Cartello stradale di Rossi

Cartello stradale di Rossi


A Scoffera si prende la strada per Rossi e si parcheggia nei pressi del passo, dove s’incontra il sentiero dell’Alta via dei monti Liguri. Il sentiero è abbastanza frequentato, è segnalato molto bene ed è meta di molti turisti. Il luogo è ameno, si respira aria di alta montagna e c’è spesso un forte vento proveniente dal mare.
Dal passo si può proseguire verso Scoffera o verso il monte Lavagnola. Abbiamo esplorato entrambe le vie, luoghi di entrambi gli abduction. Nel primo caso abbiamo incontrato un pianoro dove è visibile sia il versante sud, verso Genova, che il versante nord, verso Torriglia, nel secondo caso, per quanto si prosegua lungo il sentiero (siamo arrivati fin quasi sulla cima), l’unica visuale possibile è quella sud.
Pianoro che s'incontra in direzione di Scoffera (sullo sfondo Laccio, versante nord)

Pianoro che s’incontra in direzione di Scoffera (sullo sfondo Laccio, versante nord)

Sentiero sopra Rossi, verso il monte Lavagnola

Sentiero sopra Rossi, verso il monte Lavagnola


Segnaliamo questo aspetto perché nel video di Mistero, Zanfretta mostra a Daniele Bossari il paesaggio dicendo “quello è il monte Prelà”, che è il monte che sta sopra Torriglia, che si vede solo dal versante nord. Stranamente, però, a un certo punto, nell’inquadratura si scorgono chiaramente le antenne del monte Fasce, che sta sopra Genova (proprio perché ne garantisce la copertura delle radiotelecomunicazioni), che si vede solo dal versante sud. Probabilmente la trasmissione ha visitato entrambi i luoghi, riducendo a un sol luogo in fase di montaggio.
Quindi il luogo dove Zanfretta ha le sue attuali “visioni” è compatibile con il luogo che s’incontra in direzione del monte Lavagnola, che si trova più direttamente sulle alture di Rossi, cioè un bosco al limitare di un dirupo, dove Zanfretta stesso prende a riferimento una particolare quercia per riconoscerlo. Da questo versante però non è possibile scorgere il paesaggio del monte Prelà e di Torriglia perché impedito dal fitto bosco.
Albero che potrebbe essere quello indicato da Zanfretta

Albero che potrebbe essere quello indicato da Zanfretta


In ogni caso, sia nel pianoro verso Scoffera, che verso il monte Lavagnola, sopra Rossi, non abbiamo registrato fenomeni strani, né si sono scaricate batterie (e invitiamo di assicurarsi di ricaricare bene le batterie e di verificare che siano cariche, perché il fatto che ai favolosi “indagatori” che vanno in onda su Italia1 gli si scarichino spesso le batterie, secondo me è indice di incompetenza, visto che bisogna sapere che le batterie molto usate e molto ricaricate non durano come quelle nuove).
Traliccio sulle alture di Rossi

Traliccio sulle alture di Rossi



Interessante è invece il traliccio dell’alta tensione che s’incontra verso il monte Lavagnola. Infatti, oltre al caratteristico “brusio” dell’alta tensione, che a una persona suggestionabile come Zanfretta (come da nostra analisi sulla parte precedente del dossier) potrebbe suonare come un “suono alieno”, a una certa ora, quando dal mare sale il vento forte che si fa strada in questo particolare punto (siamo nell’Alta via dei monti Liguri, che fa da spartiacque tra il bacino idrico del Tirreno a sud e padano a nord), si sente anche un “frinio” (non saprei definirlo meglio) molto somigliante a quello dei grilli, causato dal vento sui cavi dell’alta tensione che si stagliano sul cielo dell’intero versante della montagna.
Crepaccio sulle alture di Rossi

Crepaccio sulle alture di Rossi


Oltre a ciò sono da segnalare strani crepacci e vere e proprie voragini che sembrano aprirsi su uno strano inferno di alta quota.
Questi fenomeni, trovandosi da soli, possono mettere una certa inquietudine (e magari dare vita a “visioni geometriche” come quelle di Zanfretta, aiutate dal fardello di dubbia attendibilità di cui abbiamo detto).
Ma non ci siamo fermati qua. Ci siamo chiesti se il luogo che fino a poco tempo fa Zanfretta teneva segreto, sia veramente il sentiero dell’Alta via dei monti Liguri, un luogo, come abbiamo detto, molto frequentato.
Oppure se Zanfretta abbia preso per il “naso” Bossari (personaggio abbastanza “credulone”), e abbia mostrato alla troupe di Mistero solo i luoghi dove sono avvenuti gli abduction e non dove attualmente comunica con gli alieni.
Così abbiamo seguito un sentiero non segnato che da Rossi sale direttamente sulle montagne. Il sentiero è difficoltoso e in parte scosceso, ma a un certo punto giunge in un luogo molto lugubre e inquietante, dove si trova una casa diroccata completamente isolata (il sentiero prosegue e raggiunge il passo chiamato appunto “colle della Casa” che si trova sull’Alta via dei monti Liguri).
Casa isolata sulle alture di Rossi

Casa isolata sulle alture di Rossi


Il luogo è impervio e circondato da rovi, ma davanti alla casa c’è un piccolo prato. Cosa abbiamo trovato nel prato? Una serie di piccoli massi disposti a ferro di cavallo. Le pietre sono piatte e non sono bruciacchiate (quindi non rappresentano il resto di un falò). Ricordate cosa avevano visto nel primo abduction di Marzano? Un solco a forma di ferro di cavallo. Chi volete che sia arrivato in un luogo così impenetrabile (ve lo posso garantire) e abbia messo delle pietre in questo modo? Quello che pensiamo noi è che questo è il vero luogo dove Zanfretta veniva e aveva le sue “visioni”, solo che ora che è ingrassato e imbolsito, ha preferito rendersi la vita semplice e condurre Bossari e la sua troupe su un itinerario (fin troppo) facile e raccontargli quattro fregnacce su un cubo, una sfera e una piramide a “tre facce” (quando sappiamo tutti che è impossibile, perché ne deve avere almeno quattro, in quanto una è la base, che oltretutto è un’altra faccia, visto che a suo dire la piramide ruota).
Pietre disposte a "ferro di cavallo" davanti alla casa sopra Rossi

Pietre disposte a “ferro di cavallo” davanti alla casa sopra Rossi


Direi che un’analisi così attenta e minuziosa come l’abbiamo fatta noi (decisamente migliore di quelle di Bossari e compagnia bella) è il nostro modo di esprimere rispetto verso Zanfretta e chi gli crede, quindi anche chi non è d’accordo con noi rispetti il lavoro che abbiamo fatto e le nostre conclusioni.
Rileggi dalla Parte I.

Zanfretta: l’abduction di Marzano


Dossier Caso Zanfretta parte II.
Abbiamo effettuato delle indagini nei luoghi dove Zanfretta ha subito gli strani fenomeni descritti per capire se ci fosse qualcosa di anomalo oggi.
Su undici avvistamenti, cinque (tra cui i primi due) sono avvenuti nel comune di Torriglia. I successivi sono successi a Genova (perché seguivano l’addotto), ma, al contrario di quelli di Torriglia, non ci sono eventi clamorosi o testimoni.
Gli abduction sono avvenuti nelle frazioni di Marzano, poco oltre, nei pressi del bivio tra Fallarosa e Scabbiabella, a Donetta e altri due sulle alture di Rossi.
Il luogo del primo abduction in assoluto si trova alla fine di Marzano, una frazione di Torriglia.

La caratteristica segnaletica di Marzano

La caratteristica segnaletica di Marzano


Il paese è relativamente grande, con qualche centinaio di case, ma a causa dell’estremo spopolamento (fenomeno diffuso in tutto l’entroterra ligure) e alla sua estrema vicinanza a Torriglia, conta soltanto 131 abitanti e nessuno, proprio nessun esercizio commerciale. Normalmente frazioni del genere hanno almeno un alimentari o un bar, e ci sono frazioni ancora più piccole, anche a Torriglia, con qualche negozietto.
Non solo, non c’è cimitero (nel comune di Torriglia ce ne sono sette, di cui cinque in frazioni come Marzano o più piccole), e la chiesa, nonostante non sia (ancora) sconsacrata, è in disuso, non effettua funzioni ed è sempre chiusa. In una frazione tra Marzano e Torriglia c’è un centro per anziani. Per il resto sono case abitate immerse in case disabitate, spesso in precarie condizioni. Nonostante la situazione sia simile ad altri paesi della zona, è indubitabile che Marzano abbia l’aspetto di un paesone semidisabitato, silenzioso d’inverno come d’estate.
Strettoia a Marzano

Strettoia a Marzano


Superando la triste piazza dalla chiesa chiusa si raggiunge un portico molto stretto da cui ci passa un’auto utilitaria a malapena. A pochi metri c’è un’altra agghiacciante strettoia (per i non esperti per passare è necessario piegare in dentro gli specchietti retrovisori), quindi l’abitato prosegue la strada che raggiunge alcune piccole frazioni disabitate d’inverno, scemando in una piccola serie di ville carine, ma decisamente isolate.
L’ultima villetta in assoluto si chiama “Casa Nostra”, e nel suo giardino che è avvenuto il primo abduction italiano.
Oggi il giardino appare appena rasato perché è primavera, ma solitamente d’inverno (epoca dell’avvistamento) non si taglia l’erba e per questo la galaverna (brina accumulatasi fino a formare uno spesso strato di ghiaccio, comune in queste zone) raccontata dai Carabinieri dell’epoca, appare ancora più evidente.
In fondo al giardino un albero isolato e contorto, completamente invaso dalla brina.
Il luogo esatto del primo abduction italiano

Il luogo esatto del primo abduction italiano


Nessun rumore anomalo, nessuna luce, nessuna energia strana, nessuna sensazione anomala se non quella di essere in un posto isolato, nessuna anomalia nelle foto e nei video, le nostre pile non si sono scaricate.
Rispetto al racconto degli eventi (vedi parte I del dossier) possiamo fare alcune considerazioni.
Marzano è un paese lugubre, isolato, semidisabitato. Le condizioni peggiori in cui capitarci è in piena notte, d’inverno, durante una galaverna. Zanfretta è nervoso, timoroso. Arriva fino all’ultima villa, prima del nulla. E qui vede delle luci, probabilmente dei ladri. Cosa fa più paura di ladri che possono essere armati: Zanfretta ha paura (e lo dice chiaramente in tutti i racconti), una paura che si accumula al nervosismo di essere qui, una paura che esplode in terrore quando vede questo essere alto tre metri, che agita le braccia verso di lui.
L'albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

L’albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

Dargos di Titania

Dargos di Titania


Quell’albero, reso quasi irriconoscibile dalla galaverna, mosso dai venti invernali, nel buio scolpito timidamente dalla sua torcia, gli pare un uomo, anche se effettivamente gli escono dei rami dalla testa (come si nota dai disegni), e poi un uomo non può essere così alto. Il cervello di Zanfretta lavora, ma è sotto stress, l’anno prima al cinema ha visto Guerre Stellari e allora gli vengono in mente i Dargos (che con il tempo diventano Dargos di Titania, perché anche a lui è capitato di sfogliare un libro di astronomia e nei recessi della mente c’è il nome di questo satellite di Urano), degli alieni. In fondo siamo a Marzano, dove volete trovarlo un marziano? Il cervello lavora così, per rimandi ripescati dai recessi più nascosti e allora la cosa più ovvia non è un albero che si muove con i ghiacci che riflette la luce della sua torcia e i rumori dei ladri che scappano, ma degli alieni che lo fanno svenire dalla paura.
Quando riviene lo trovano ancora caldo, nonostante la temperatura, e questa è una fortuna altrimenti non sarebbe qui a raccontarlo, probabilmente è svenuto per poco tempo ed è rimasto in stato confusionale e febbricitante (come in effetti viene trovato). L’auto è calda, quindi il motore è rimasto in moto.
Fin qui il racconto di un uomo che ha avuto dei problemi sul lavoro.
Il giorno dopo rinvengono dei solchi semicircolari sul terreno larghi 15 centimetri, compatibili con un’auto che faccia manovra sul prato “tagliando” lo strato di ghiaccio della galaverna. Probabilmente lo stesso Zanfretta, ripresosi, ha preso l’auto, ancora in stato di choc, superando il cancello e provocando il solco cercando di aggredire l’essere o scappare in stato confusionale. Si spiega ancora meglio l’auto calda.
Zanfretta viene poi sottoposto a ipnosi ma, naturalmente, nel tempo, si è riconosciuto come l’ipnosi non accerti scientificamente l’avvenimento dei fenomeni raccontati, ma si può dire solo che il soggetto abbia vissuto gli eventi, quindi anche sognati, immaginati e, addirittura inventati a seguito di traumi o choc.
Infine i 52 avvistamenti: io conosco molta gente di Torriglia e non ho mai conosciuto uno di questi 52. Probabilmente dissero qualcosa, per poi capire di essere sotto l’effetto della suggestione e nascondere le proprie dichiarazioni. Non lo dico per parte presa, ma nessuna di queste testimonianze è riportata chiaramente, si parla genericamente di “avvistamenti di luci e ufo”, insomma le solite sfere di luce. E poi, statisticamente, in qualsiasi città, ci sono 50 persone pronte a giurare di aver visto degli ufo (e in questo caso le ho conosciute), senza che abbiamo mai portato uno straccio di prova.
Infine si tratta pur sempre di “racconti orali” e un giorno dovrei fare una lezione a certi ufologi e complottisti su come l’uomo è portato per sua natura a “raccontare” e nel fare ciò mescolare realtà e fantasia, senza discernerle, a volte sapendo di mentire, altre in perfetta buona fede. Grazie a questa attitudine è nata la letteratura e un sacco di opere letterarie. Ma non per questo credo alla lettera a ciò che c’è scritto nell’Odissea.
Nella prossima parte analizzeremo i luoghi del secondo abduction: le alture sopra Rossi, luogo dove Zanfretta vede la piramide inscritta nella sfera.
Rileggi dalla parte I.

Zanfretta: il primo abduction italiano


Dossier Caso Zanfretta Parte I.
Il caso di Pier Fortunato Zanfretta ha due primati: è il primo caso assoluto di abduction (incontro ravvicinato del Quarto tipo, ovvero ciò che viene volgarmente chiamato “rapimento alieno”) in Italia, e l’avvistamento con maggiori testimoni in Italia e uno dei maggiori al mondo (con ben 52 testimonianze).
Dato il continuo interesse sul caso, la NeoRepubblica di Torriglia ha disposto un’inchiesta ufficiale sul caso in base a ciò che oggi resta del fenomeno.
In pratica verranno fatti rilevamenti sui luoghi degli abduction, conoscendo le ubicazioni precise.
Riportiamo, per il momento le notizie sul caso tratte da Wikipedia:
Pier Fortunato Zanfretta deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo (IR3/4) con esseri alieni (di cui cinque nel comune di Torriglia).
Zanfretta descrive questi alieni come di pelle grigia e increspata, alti quasi tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; egli dichiara che proverrebbero dalla “terza galassia”. Gli alieni sarebbero chiamati “Dargos”.
All’epoca Zanfretta era metronotte presso la cooperativa Istituto Val Bisagno di Genova, e i presunti incontri ravvicinati sarebbero avvenuti proprio durante i pattugliamenti che egli svolgeva per lavoro nella città e provincia.

Alcuni testimoni, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti dei comuni di Torriglia e Propata, teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito a strani episodi (ad esempio avvistamenti di “oggetti volanti molto grossi e luminosi”) correlati ai presunti rapimenti e ne informarono i Carabinieri.
Il brigadiere Antonio Nucchi raccolse 52 di queste testimonianze; egli stesso sarà testimone di un avvistamento UFO. Il maresciallo Carlo Toccalino, che la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 era di turno al centralino della cooperativa di guardianaggio, disse in un’intervista che poco prima del primo presunto incontro, avvenuto intorno alle 24, Zanfretta aveva chiesto aiuto ai suoi colleghi via radio esclamando: “Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!”. Proprio in quelle ore, alcuni abitanti della vicina Torriglia avrebbero visto un forte bagliore in direzione del luogo ove si trovava Zanfretta.
Allarmati dall’interruzione del contatto radio, i colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si misero alla ricerca di Zanfretta: lo trovarono all’1: affermarono che il suo corpo era molto caldo nonostante il freddo di quella notte. Zanfretta era in stato confusionale e febbricitante. Quando si riprese, disse che era stato terrorizzato da “degli extraterrestri dalle sembianze mostruose”. Le guardie giurate informarono il comando dei Carabinieri, il quale, poi, inoltrò al ministero dell’Interno verbali nei quali veniva definito “buono” il grado di attendibilità delle testimonianze.
Durante il sopralluogo effettuato sul posto all’indomani si sarebbero rilevate sul terreno due impronte a ferro di cavallo aventi un diametro di circa tre metri. Lo spessore era di circa 15 cm e pareva suggerire che qualcosa si fosse posato sul prato. In seguito fu compilato il “Rapporto informativo circa l’avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato”; esso sarà inviato alla Pretura di Genova dal brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979, ed il giudice Russo ne disporrà l’archiviazione l’11 gennaio 1980 per “mancanza di estremi di reato”. Sotto ipnosi, Zanfretta racconterà che, prima di essere ritrovato, avrebbe subito esami clinici invasivi a bordo di un UFO. Riferirà, inoltre, che i presunti alieni avrebbero manifestato il proposito di trasferirsi sulla Terra in futuro.
Un altro strano episodio si sarebbe verificato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979, quando Zanfretta scomparve nuovamente. La sua auto fu rinvenuta, senza di lui, di nuovo vicino a Torriglia. Questa volta fu però osservata una nuvola nel cui interno si sarebbero accesi due fari; il tenente Cassiba affermò di aver sparato alcuni colpi contro tale nuvola, al che essa sarebbe sparita. Poco dopo Zanfretta fu trovato nei pressi della macchina.
Infine, in coincidenza del quarto presunto Incontro Ravvicinato, avvenuto in Corso Europa, a Genova, i residenti segnalarono un black-out circoscritto.
Vai alla Parte II.

Costa Concordia: possibile attacco UFO!


Vi mostriamo un video “inquietante” da cui si evince che la Capitaneria di Porto non ce la dice tutta sul disastro, e che motiverebbe il mancato May Day lanciato dal comandante Francesco Schettino (che presenta tutte le “classiche” caratteristiche psicologiche dell’addotto):