Dopo “anticamitismo”, impariamo un altro termine: terrorismo israeliano


israeleUn bimbo palestinese di 18 mesi è morto tra le fiamme appiccate alla sua casa da coloni israeliani nel villaggio di Kfar Douma, vicino a Nablus, in Cisgiordania. Altre tre persone, i familiari, sono rimaste gravemente ferite.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è detto scioccato dal raid. “Questo è un attacco terroristico” ha dichiarato il premier, usando una formulazione utilizzata molto raramente dalle autorità israeliane in caso di attacchi anti-palestinesi. Nel pomeriggio Netanyahu ha telefonato al presidente palestinese Abu Mazen: “Dobbiamo combattere assieme il terrorismo, da qualsiasi direzione provenga”.
Dopo “anticamitismo” proponiamo l’uso di “terrorismo israeliano”.

Il Vaticano decide di riconoscere la Palestina


Al termine di una riunione tra le delegazioni palestinese e vaticana, è stata raggiunta l’Intesa di un testo di prossima firma riguardante un accorgo globale tra lo Stato vaticano e le autorità palestinesi. Al centro il riconoscimento dello Stato di Palestina. “Le parti hanno concordato che il lavoro della commissione sul testo dell’accordo è stato concluso”, si legge in un comunicato congiunto, “e che l’accordo sarà sottoposto alle rispettive autorità per l’approvazione prima di fissare una data nel prossimo futuro per la firma”.
A breve Abu Mazen sarà in visita in Vaticano da papa Francesco.

Escalation di violenza tra israeliani e palestinesi


Cronaca di una degenerazione:
Lo scorso 12 giugno tre adolescenti israeliani sono stati rapiti mentre facevano l’autostop nei pressi di Gush Etzion, un gruppo di insediamenti ebraici in Cisgiordania.
Il 1° luglio i loro corpi senza vita sono stati ritrovati in un appezzamento nella cittadina palestinese di Halhul, non lontano da Hebron, a pochi chilometri da dove erano stati rapiti: Gilad Shaer e Naftali Frenkel avevano 16 anni, Eyal Yifrah ne aveva 19. Il terreno dove erano nascosti i cadaveri appartiene alla famiglia vicina ad Hamas.
Benyamin Netanyahu, in ritorsione, ha lanciato una serie di operazioni in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, volte soprattutto a colpire le infrastrutture e la leadership di Hamas.
Il 2 luglio, Mohammed Abu Khdeir, ragazzo palestinese di 16 anni, è stato sequestrato e ucciso da coloni ebrei per vendetta, è stato bruciato vivo e il suo cadavere è stato trovato in un bosco a Gerusalemme.
I funerali si sono svolti oggi a Shufat, Gerusalemme Est, dove ci sono stati violenti scontri.
Qualsiasi commento sarebbe futile. La politica di Abu Mazen sta fallendo, Hamas potrebbe trarne vantaggio… Meglio le fotografie e una preghiera. Possibilmente verso un Dio bipartisan.

Mohammed Abu Khdeir

Mohammed Abu Khdeir

Eyal Yifrah, Gilad Shaar e Naftali Fraenkel

Eyal Yifrah, Gilad Shaar e Naftali Fraenkel

Arafat avvelenato: le rivelazioni


La notizia del probabile avvelenamento di Yasser Arafat da polonio 210, resa nota dal laboratorio di Losanna incaricato degli esami, è l’ultimo atto di una vicenda dai contorni ambigui che ha riservato più di un colpo di scena. Ecco la successione dei principali eventi dopo la morte dello storico leader palestinese, avvenuta l’11 novembre del 2004 in un ospedale militare francese al culmine di una misteriosa malattia (tratta dal corriere.it, che ringraziamo).

3 luglio 2012: Al Jazeera, in un documentario, avanza l’ipotesi dell’avvelenamento dopo analisi di laboratorio effettuati in Svizzera su campioni di capelli, spazzolino da denti e altri reperti messi a disposizione dalla vedova Suha Arafat.
4 luglio 2012: il negoziatore palestinese Saheb Erekat chiede la costituzione di una commissione internazionale d’inchiesta sulla morte.
10 luglio 2012: Suha Arafat incarica uno studio legale francese di presentare una denuncia contro ignoti per scoprire la verità sulla morte del marito.
8 agosto 2012: l’Autorità nazionale palestinese chiede all’Istituto di Radiofisica di Losanna di esaminare i resti di Yasser Arafat.
28 agosto 2012: la procura di Nanterre apre un’inchiesta.
11 novembre 2012: il presidente palestinese Abu Mazen annuncia che l’Anp sta coordinando con gli inquirenti francesi, gli esperti svizzeri e il governo russo le procedure per la riesumazione del corpo di Yasser Arafat.
27 novembre 2012: riesumazione della salma del leader palestinese. Presenti esperti francesi, svizzeri e russi. Il prelievo dei campioni viene effettuato senza estrarre i resti dalla tomba e dopo poche ore la tomba viene richiusa.
12 ottobre 2013: la rivista britannica Lancet sostiene l’ipotesi che il presidente dell’Anp sia stato avvelenato.
15 ottobre 2013: un medico dell’agenzia federale biologica russa smentisce l’avvelenamento.
5 novembre 2013: la Commissione palestinese di inchiesta sulle circostanze della morte di Arafat riceve il rapporto che attendeva dal laboratorio di Losanna.