Siria, Mali e Libia: i tre aspetti delle “trasformazioni arabe”


In Siria continuano le stragi di civili, nelle campagne nei dintoni di Homs 106 morti tra uomini, donne e bambini dopo un raid del rigime di Bashar al Assad. Ormai pare che l’80% sia in mano dei ribelli e il regime abbia i mesi contati (si parla di 6 mesi). Ma i ribelli chi sono? L’organizzazione Jahbat al-Nusra, per gli Usa vicino ad Al Qaeda, per la Turchia no, ma comunque è sicuramente d’ispirazione jihadista, quindi sempre di guerra in nome di Allah si tratta.
In Mali, infatti, l’organizzazione islamica Shabaab, contro cui la Francia è entrata in guerra, è d’ispirazione Qaedista. Lo confermano i recenti ostaggi in Somalia e Algeria. Allora ci si chiede quali siano le motivazioni dei Paesi occidentali, che fanno guerra e contemporaneamente aiutano le organizzazioni islamiche jihadiste a seconda del contesto.
La risposta è abbastanza semplice e viene dalla Libia: l’Occidente vuole la pace, meglio se democratica.
Intento nobile? Naaaa. Con la guerra non si possono fare affari, con la pace sì. Oltretutto la democrazia non è strettamente necessara (infatti la Cina va benissimo, la si critica un po’, ma poi si fanno affari insieme: se fossimo veramente democratici avremmo posto l’embargo alla Cina). La Libia serve per il petrolio, come l’Iraq e il Kuwait, punto.
Qualcuno potrebbe comunque non vedere nulla di malvagio nel “fare affari” con Paesi del Terzo mondo, e a querto scopo viene in aiuto l’esempio di un altro Paese africano: la Nigeria. Gli affari petroliferi hanno sicuramente migliorato le condizioni dei Paesi Occidentali che lavorano in Nigeria (primi fra tutti Italia e Regno Unito), ma non hanno assolutamente migliorato le condizioni dei cittadini nigeriani, anzi, spesso è successo il contrario.
Allora a cosa serve “esportare democrazia”? A migliorare le condizioni economiche e sociali dei cittadini dei Paesi Occidentali, che altro non sono che gli elettori di chi è al potere.
Capito il giochino? Questi sono coloro che io chiamo “abbuiati”, in contrasto e polemica con il complottista di turno.

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Chi sono gli Illuminati di cui parla Adam Kadmon?


L’Ordine degli Illuminati è il nome di una società segreta bavarese del secolo XVIII.
Il nome è però stato associato a numerose società segrete di matrice occulta, in particolare in relazione al complotto del Nuovo Ordine Mondiale (leggi nostro articolo), il cui acronimo è NWO (New World Order).
Gli Illuminati di Baviera, in realtà, società nata a Ingolstadt, Germania, nel 1776, era un movimento a base etica-religiosa che si proponeva l’utopistico pbiettivo di migliorare l’umanità grazie a una religione naturale e all’istituzione di un ordinamento sociale basato sui diritti dell’uomo.
Ma, nel 1779, un fantasioso ecclesiastico, Augustin de Barruel, pubblicò un’opera in 5 volumi che attribuiva agli Illuminati la responsabilità diabolica della Rivoluzione Francese, ma anche tutti i complotti contro il potere e la Chiesa a partire dal manicheismo del III secolo. Quindi, in teoria, chi attribuisce agli Illuminati tali responsabilità fa parte del potere conservatore e non il contrario.
La cattiva fama degli illuminati peggiorò nel 1924 con l’uscita di Secret and Subversive Movements di Nesta Webster, che attribuiva al movimento la responsabilità della Rivoluzione Americana contro gli inglesi e di certo “comunismo” perché l’associazione fu fondata il 1° maggio 1776 (ma sapiamo tutti che la ricorrenza è della manifestazione di operai finita tragicamente a Chicago nel 1886).
Recentemente l’Ordine degli Illuminati appare anche nella Trilogia degli Illuminati di Robert Anton Wilson e Robert Shea, The Illuminatus!, che comprende The Eye in the Pyramid, The Golden Apple, e Leviathan pubblicata negli Stati Uniti dal 1975 al 1977 (in Italia sono L’occhio nella Piramide, La mela d’oro e Il leviatano, pubblicati da Shake edizioni undeground).
La trilogia è una serie di riferimento per il movimento discordiano. Il Discordianesimo è una religione satirica e parodistica incentrata sul culto di Eris, dea greca del caos nota ai latini come Discordia e fondata nel 1957 da Greg Hill. La religione parte dall’idea che il caos sia tutto ciò che esiste, e che sia il disordine che l’ordine siano illusioni imposte su di esso.
Dalla trilogia fu ricavato un gioco di ruolo di carte chiamato Illuminatus: New World Order di Steve Jackson, dove si associava esplicitamente gli Illuminati al NWO. Nel gioco i partecipanti assumono il ruolo di potentissime società segrete che devono raggiungere la dominazione del mondo.
Nel 1991 l’ufficio di Jackson viene esaminato dai servizi segreti su ordine dal presidente George Bush e il computer sequestrato.
Infatti, analizzando alcune carte del gioco sembra siano presenti dei dettagli che fanno pensare a eventi che poi si sono verificati successivamente. Nella carta Terrorist Nuke si vede un’esplosione su un palazzo che sembrerebbe molto simile al primo schianto avvenuto l’11 Settembre 2001.
Altra carta che riconduce all’11 Settembre 2011 è quella che raffigura il Pentagono in fiamme.
La carta Oil Spill raffigura un uccello agonizzante in una chiazza di petrolio che dovrebbe essere una profezia al disastro ecologico della piattaforma petrolifera della BP Petroleum nel golfo del Messico
La carta International Weather Organization sembrerebbe descrivere le teorie del controllo mediante HAARP e le scie chimiche.
Francamente è un po’ imbarazzante il fatto che le teorie di Adam Kadmon siano state ispirate da un gioco di carte che rappresenta catastrofi mondiali. Ma speriamo che questo fenomeno mediatico servi a incuriosire il pubblico e a spingerlo a informarsi di più sul NWO, la NATO, l’ONU, l’FMI, il WTO, la Banca Mondiale, l’Unione Europea e a trarne le personali conclusioni.
In ogni caso, vi segnalo che è appena uscito in Italia un libro fortemente ispirato alla Trilogia degli Illuminati di Wilson e Shea: Trans-Human Express di Lukha B. Kremo (che lavorava alla Shake edizioni durante la pubblicazione della Trilogia).

Il primo volume della Trilogia degli Illuminati

Il primo volume della Trilogia degli Illuminati<a href="” title=”Trans-Human Express”>


Trans-Human Express

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Booktrailer di Trans-Human Express:

Che cos’è la Free Energy?


Parliamo senza pregiudizi di quella che è definita come Free Energy.
Il concetto di Free Energy è innanzitutto sociale, perché s’intendono tutte le teorie e le politiche per rendere disponibile liberamente (gratiuitamente o a bassissimo prezzo) l’energia disponibile naturalmente sulla Terra e nel nostro Universo. Alla base di questa teoria ci sono la scienza e la tecnologia per realizzarla.
L’energia di cui si parla nell’ambito della Free Energy, non è da confondere con l’energia rinnovabile (l’energia ricavata da fonti che si rinnovano da sole, come i cereali, il sole, il calore geotermico, il vento e l’acqua), ma si tratta dell’energia presente nella materia stessa (la massa, che è in realtà uno stato particolare dell’energia stessa).
Per secoli le più grandi sfide di alchimisti e scienziati sono state rivolte verso il sogno di trasformare il metallo in oro e il moto perpetuo.
Il “moto perpetuo” è un paradosso ideale secondo il quale si può studiare un meccanismo che metta in movimento un qualcosa e che questo movimento non si fermi più.
Per il Primo Principio della Termodinamica (principio della conservazione dell’energia) i fisici hanno appurato che non è possibile generare energia (il movimento) senza immettere altra energia. Se comunque s’immette una certe energia iniziale pensando di trasformarla in movimento (energia cinetica), purtroppo, per il Secondo Principio della Termodinamica (irreversibilità di molti eventi termodinamici), questa si consuma fino ad esaurirsi.
Appurato ciò, possiamo pensare a meccanismi di “quasi moto perpetuo”, cioè macchine che consumano pochissimo e posso andare avanti anni senza immettere nuova energia (alcune delle quali sono state realizzate, come per esempio il celebre orologio a elettromotorre di Giuseppe Zamboni, che funziona da 140 anni con delle pile a bassissimo consumo).
Ma passiamo a questa considerazione: viviamo su un pianeta situato a distanza relativamente bassa da una stella, tanto che la vita ha bisogno di sistemi di protezione come il campo magnetico e l’atmosfera “attiva” (strato di ozono). In un sistema come questo sarebbe meglio concentrarsi su apparecchiature in grado di catturare l’enorme energia del pianeta.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Il primo uomo che fece questa considerazione fu Nikola Tesla, conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata, compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Ma Nikola Tesla si dedicò anche allo studio di apparecchiature che potessero sfruttare l’energia della Terra.
per quanto riguarda i presunti misteri della scomparsa dei progetti di Tesla: lo scienziato non era sistematico nel conservare i progetti e lasciava poca documentazione sui risultati ottenuti e questo ha avuto due conseguenze: l’attribuzione indebita o la paternità presunta di invenzioni mirabolanti e soppresse dalla “scienza ufficiale”, e la facilità con cui le sue idee sono state “prese in prestito”, sottratte o addiruttura nascoste. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze il 18 marzo 1888 dallo scienziato italiano Galileo Ferraris. Presto da parte di Tesla nacquero contestazioni sulla priorità di tale scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, dove si stabilì che la paternità dell’invenzione spettava allo scienziato italiano.
Noi restiamo in una cauta posizione intermedia: se è senza dubbio vero che diverse invenzioni gli sono state attribuite in modo ingiustificato, è altrettanto sensato pensare che alcuni suoi progetti, non ancora brevettati, abbiano fortemente ispirato altre invenzioni o siano stati sottratti o sottaciuti per i forti interessi economici che c’erano in quegli anni, in cui si stava organizzando l’inizio della distribuzione energetica nel mondo, ed è evidente che per fare in modo che l’energia diventasse un mercato era vietato, economicamente parlando, renderla facilmente accessibile a tutti. Naturalmente è un approccio sbagliato protrarre tale situazione fino a oggi, almeno per quanto riguarda i progetti di Tesla, visto che le tecnologie di fine Ottocento, oggi sono superate. Un discorso del genere (di progetti tenuti nascosti) si può fare con invenzioni attuali, ma questo lo vedremo più avanti. Insomma, Tesla non ha “inventato” la Free Energy, ma gli studi e le ricerche al riguardo si basano su questo grande scienziato. Oggi si parla di energia wireless o elettricità wireless, messe già in opera da Tesla quasi un secolo fa.
Oggi si parla di Free energy in relazione ad alcune invenzioni. Vediamone alcune che elenchiamo senza approfondirle, lasciando agli scienziati verificare se siano all’altezza di essere produttrici di Free Energy o no.
Generatore a potenziale elettrostatico: motore che utilizza il potenziale elettrostatico tra l’atmosfera e la Terra e la proprietà che le cariche elettriche di stesso segno si respingono. Se collochiamo un’antenna in alto nell’atmosfera, l’antenna e ogni oggetto a essa collegato mediante un filo elettrico isolato avranno la stessa carica. Il materiale utilizzato per l’antenna determinerà la corrente di ioni prodotta. L’alluminio è una buona scelta. Fondamentalmente il motore elettrostatico crea un percorso facile perché la carica elettrica scorra dall’atmosfera alla Terra e così facendo estrae energia.
Generatore a induzione elettromagnetica: dispositivo che utilizza un nuovo metodo di estrazione dell’energia elettrica dall’acqua che scorre. Diversamente dai tradizionali metodi idroelettrici, che usano la pressione dell’acqua per mettere in rotazione i generatori, questo dispositivo usa l’induzione elettromagnetica. Il generatore a flusso d’acqua è costituito da una condotta in cui scorre acqua salata. Alla sommità e sul fondo della condotta sono collocati due magneti permanenti di polarità opposta. Ai lati della condotta sono sistemati due elettrodi di un metallo resistente alla corrosione provocata dall’acqua salata. Quando l’acqua scorre nella condotta, se i due elettrodi sono collegati a un filo, in questo filo si genera una corrente indotta.
Motore a basso gradiente termico: si tratta di una macchina termica. Consiste in un certo numero di coppie opposte di contenitori collegati da un tubo. Nei contenitori c’è un liquido con un basso punto di ebollizione. Il liquido nel contenitore più in basso è riscaldato dall’acqua, diviene vapore e risale nel contenitore superiore. Qui il gas è raffreddato, anche mediante una corrente d’aria fredda, e condensa. Allora, per azione della gravità, il contenitore tende a scendere e quindi l’intero meccanismo ruota. Il contenitore torna così nell’acqua riscaldata e il procedimento ricomincia.
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità: macchina che converte l’energia in elettricità. Solitamente macchine del genere richiedono degli adattamenti per ottenere una maggiore velocità di rotazione. Ma questi adattatori comportano inevitabilmente una perdita di energia dovuta ad inefficienza. Il processo di conversione in energia elettrica ha a sua volta delle perdite di energia dovute ad inefficienza, che si riduce grazie a unIl riscaldatore rotante che convertire l’energia a bassa velocità ed elevato momento in calore. Il meccanismo consiste in due cilindri, l’uno nell’altro. Il cilindro interno è libero di ruotare su cuscinetti ed è guidato da un’asta. Nel piccolo spazio tra i due cilindri c’è un olio denso che sopporti bene le alte temperature. L’ideale è l’olio usato nei motori delle auto. Poiché lo spazio tra i due cilindri è poco, quando il cilindro interno ruota si produce una grossa resistenza (attrito) nell’olio. L’effetto della resistenza alla rotazione è che l’olio si riscalda. L’energia fornita per la rotazione attraverso l’asta è così trasformata in calore.
Motionless Electromagnetic Generator (MEG): dispositivo elettromagnetico che produrrebbe energia elettrica intercettando le onde longitudinali elettromagnetiche emanate da quella che è conosciuta come “energia del punto zero”, poiché permane anche alla temperatura dello zero assoluto. Secondo la teoria, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia, infatti la “conservazione” avverrebbe attraverso il continuum spaziotemporale. Il MEG è simile a un trasformatore, il suo lavoro sarebbe appunto la trasformazione di una fonte di energia “diluita” in un vettore utilizzabile (energia elettrica).
Essenzialmente si compone di un nucleo magnetico rettangolare microcristallino, con interposto un forte magnete permanente, due piccoli avvolgimenti attuatori di controllo e due avvolgimenti collettori di uscita. Agli avvolgimenti di controllo va collegata una fonte di impulsi a una frequenza determinata, e a quelli di uscita il carico.
Idrolisi catalitica: catalizzatore per ottenere idrogeno ed ossigeno dall’acqua, potrebbe essere installato anche in autovetture le quali sarebbero alimentate ad acqua distillata! L’energia “primaria” che alimenta il sistema sarebbe termo-elettro-chimico-catalitica. L’acqua viene immessa nel sistema “gCell”, un reattore catalitico che compie un primo lavoro sulle molecole di ossigeno e idrogeno
Queste sono quindi separate tra loro da una reazione termo-elettrotipia-catalitica, producendo ossigeno e idrogeno molto puri, che vengono accumulati in serbatoi separati.
parte dei gas vengono utilizzati per fornire energia al sistema che in pratica si autoalimenta. Il rimanente idrogeno può essere usato come combustibile o usato assieme all’ ossigeno per produrre energia elettrica tramite fuel-cell. L’acqua distillata risultante può essere utilizzata per alimentare il sistema così sarebbe autosufficiente e autonomo.
Reattore adronico: tecnologia che permetterebbe di avere calore/energia e carburante riciclando liquidi organici quali acque nere, olii esausti, liquami derivati dai processi agro-zootecnici, non è ben chiaro quale sia il rendimento del sistema, sembra non vi sia pretesa di “moto perpetuo” ma di un sistema molto efficiente, la controversia nasce dal fatto che la tecnologia sarebbe basata su una nuova prospettiva scientifica in fatto di legami atomici. Il liquido entra nel reattore e subisce un pretrattamento che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica. Quindi, il flusso, sotto pressione, viene pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio, sottoponendo il liquido a temperature elevatissime (circa 5500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta provocando la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono demolite e ridotte ai costituenti atomici. Quello che si crea è un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico, gli atomi dei vari elementi si ricompongono formando: gas combustibile, acqua per usi irrigui e diversi sottoprodotti.
Fusione fredda: annunciata nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons, e seguita dagli studi di Giuliano Preparata, Yoshiaki Arata e Yue-Chang Zhang che hanno piùvolte dimostrato dispositivi a fusione nucleare fredda funzionanti. In pratica funziona come la fusione “a caldo”, ma si ottiene lo stesso risultato con molto meno energia grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale per esempio il palladio.

Ma vediamo più nel concreto come funziona una macchina che utilizza un dispositivo Free Energy a induzione magnetica: la chiave del funzionamento è la generazione del campo magnetico. Esso è generato dall’etere, che a sua volta lo trasporta, ma la quantità in gioco è superiore a quella utilizzata: e in tale ottica è possibile comprendere la quantità di energia utilizzabile; ciò è stato dimostrato attraverso il dispositivo Bedini-Cole in cui il processo viene spinto al massimo, in modo da poter utilizzare esclusivamente delle bobine senza alcun magnete permanente, e il cui funzionamento si protrae ormai da anni senza sosta.
Il dispositivo John Bedini-Cole è l’evoluzione del motore magnetico di Howard Johnson, e del dispositivo a rotazione magnetica di Kohei Minato: in linea di principio sarebbero composti da un magnete che muta l’energia del campo magnetico in energia meccanica; una dinamo, che muta l’energia meccanica in energia elettrica in continua; una batteria commerciale per automezzi, che assorbe i picchi con la capacità di accumulo, e fa si che la corrente elettrica assuma in uscita una tensione esatta di 12 Volt; un inverter che prende la corrente a 12 Volt e la converte a 220 Volt alternata a 50 Hz, rendendola quindi utilizzabile da apparecchi di uso comune. Potremo utilizzare il dispositivo a bobine,o esclusivamente quello a magneti permanenti, sia perché le bobine vanno alimentate in continua, e sia perché l’alternatore necessita di un numero di giri prefissato per ottenere in uscita una corrente elettrica.
Qualunque sia la soluzione, è evidente che anche piccoli produttori di gruppi elettrogeni, con semplici modifiche, possono produrre dispositivi Free Energy, magari per uso domestico, annullando la spesa delle bollette con un semplice investimento. Se gli stessi produttori li adottassero per la catena produttiva e successivamente, i fornitori che producono le componenti di queste ditte, si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all’abbattimento dei prezzi degli stessi e poi di qualsiasi prodotto; dei piccoli produttori potrebbero mutare nel giro di pochi anni l’intero sistema economico mondiale, con effetti, anche se minimi, immediati.
Il nostro monito è che nell’era del petrolio e del ritorno al nucleare, continuano ad essere completamente ignorati i dispositivi Free Energy, destinati a rimanere prototipi sperimentali non essendo opportunamente valutati dall’industria energetica.
In conclusione, non abbiamo fatto disorsi complottisti, da teoria della cospirazione o ci siamo mascherati da Adam Kadmon, ma abbiamo indicato una via verso cui la ricerca scientifica e industriale (e i soldi per farla) dovrebbe andare, ma non lo fa perché esiste un’energia che al momento è ancora più potente: quella delle lobbies dei grandi produtori e distributori di energia.

Adam Kadmon e il MES


Nei giorni scorsi Adam Kadmon ha parlato di Europa e di come il MES rappresenterebbe una sorta di “ditttura europea”.
Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), detto in inglese ESM (European Stability Mechanism) è un trattato ratificato dai 17 Paesi dell’Eurozona il 31 dicembre 2011 ed è stato rinnovato e ampliato il 2 febbraio 2012 e rattificato nel marzo del 2012 dal Consiglio Europeo.
Il trattato è pubblico e può essere letto online.
In breve, per evitare di dovere organizzare nuovamente dei referendum in Europa, il MES è un ampliamento delle competenze europee (il cosiddetto commissariamento) che quindi non ha radici direttamente democratiche (perché i membri del MES non sono eletti democraticamente).
Il MES può obbligare ogni nazione dell’Eurozona a pagare grosse cifre di debito, soldi che verranno prelevati dalle tasse e dalle tasche dei cittadini, come sta avvenendo per Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, Paesi per cui qualcuno ha creato l’acronimo PIGS (PIIGS con l’Italia), ovvero maiali.
Qualora la nazione fosse in difficoltà, è in pratica obbligata ad accettare un prestito con tassi fissi o variabili (come è avvenuto per la Grecia e, recentemente, anche per la Spagna). La nazione potrebbe rifiutare il prestito, ma dovrebbe ricorrere alla Corte di Giustizia Europea e non sarebbe un percorso semplice (di fatto è un percorso ostacolato). Se la somma presa in prestito non verrà restituita unitamente agli interessi entro la data di scadenza, saranno applicate sanzioni severe, che evidentemente colpirebbero le pensioni, gli stipendi e le proprietà immobiliari, in pratica il MES potrebbe pignorare la nazione insolvente con qualsiasi mezzo.
Il fondo è gestito dai governatori, ovvero i ministri dell’Economia e delle Finanze di ogni nazione. Nonostante ciò, i membri del MES potranno rimuovere i governatori dai loro incarichi, senza chiedere il permesso a nessuno: un potere praticamente assoluto!
Il trattato infine, contiene alcuni punti oscuri, che implicherebbero, tra l’altro, che una volta che le nazioni vi hanno aderito, non potranno tornare indietro e dovranno sborsare tutte le cifre che il MES richiederà loro, deliberando a maggioranza.
Inoltre, seconco alcuni (tra cui Adam Kadmon), i membri di questo organo sovranazionale, sarebbero al di sopra della legge, avrebbero completa autonomia decisionale, e le loro identità, comprese quelle che lavorano per loro, non verrebbe mai resa pubblica, tanto meno verrebbero fatte conoscere ad autorità esterne dallo stesso organismo qualora decidano di non farne più parte.
Oltre a ciò, gli emendameti successivi amplierebbero le competenze (nel caso di insolvenza di una nazione) a interventi di repressione degli scontri, di sorveglianza dei cittadini vivaci o di lotta contro qualsiasi elemento destabilizzante per l’Eurozona. In altre parole l’emendamento costituisce sicuramente un ampliamento delle competenze dell’Unione Europea ed è, secondo noi, contrario all’articolo 48.6 del Trattato dell’Unione.
Lasciando da parte gli Illuminati, quanto ci dice Kadmon è quindi vero, e non è l’unico a metterci in guardia.
Infatti ormai è un fatto che l’Unione Europea sia guidata da fattori economici e finanziari e non politici, dove seguire i parametri imposti è diventato più importante del benessere e della felicità dei cittadini, reale obiettivo primario di una nazione.
Secondo noi, l’Europa, se vuole avere un futuro (e ormai deve farlo perché tornare indietro sarebbe ancora più disastroso per i motivi che abbiamo già detto altrove), deve essere prima di tutto politica, avere un governo democraticamente eletto (come lo è oggi il Parlamento) che elegga e controlli queste commissioni e questi oscuri personaggi. Gli Stati Uniti d’Europa, lo abbiamo già detto, dovrebbero essere rappresentati da un Governo Federale (simile agli Stati Uniti) che tuteli il cittadino e non la Finanza e gli speculatori.
Vorrei infine far notare che ormai in tutti gli ambienti politici (e non solo estrema sinistra o estrema destra) si parla con sospetto di questi organismi sovranazionali. Questo dimostra come sia stato un errore, dalla fine degli anni Novanta in poi, sottovalutare (e ghettizzare come pensiero radicale sinistrorso, praticamente utopia) le richiesta del Movimento di Seattle (quello che oggi è Occupy Wall Street), ovvero i No-Global (meglio: i Neo Global, di cui noi abbiamo preso parte fin da quegli anni), quando denunciavano al mondo interno che organismi potenti come l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), il WTO (World Trade Organization) la BM (Banca Mondiale), il G8, la NATO, a cui oggi si sono aggiunte le istituzioni europee come la BCE e il MES e le agenzie di rating (Standard & Poors’, Moody’s, Fitch), non sono organismi democraticamente eletti, ma nonostante ciò decidono delle sorti economiche, finanziarie e occupazionali del mondo. Come a dire che le singole democrazie nazionali (già di per sé zoppicanti) sono “commissariate” da questi personaggi.
I Neo Global sono stati tacciati per marxisti, oggi molti si sono ricreduti. E come era frustrante (per noi democratici giacobini della NeoRepubblica di Torriglia) sentirci chiamare comunisti, oggi è frustrante sentirci dare ragione da chi ci dava torto e sentirci raccontare dai complottisti quello che sappiamo da 15 anni. Noi non siamo mai stati comunisti, ma pensatori libertari, bene informati sui movimenti dello scacchiere del potere internazionale.
Il discorso della crisi economico-finanziaria (dal 2008 a oggi) è naturalmente in parte legato alla costituzione del MES. Vedremo prossimamente le cause, le concause e le possibili terribili conseguenze.

Chi è davvero Adam Kadmon?


Chi è davvero Adam Kadmon?

L'attore che impersona Adam Kadmon

L’attore che impersona Adam Kadmon

Adam Kadmon ha iniziato la propria carriera su Radio 105, divulgando teorie ecologiche e complottiste che precedentemente diffondeva sul suo blog. Attualmente prosegue il suo lavoro su internet e nella trasmissione Misteri di Italia 1. Premesso che Adam Kadmon è una sorta di “collettivo” (Adam Kadmon significa “il primo uomo”), in cui il personaggio “fondatore” è circondato da alcuni collaboratori, vediamo nel dettaglio chi è e che cosa dice.
Sostanzialmente il pensiero di Adam è che il “sistema” (l’insieme dei poteri forti del mondo) tende ad agire in segretezza e a coprire fatti che non piacerebbero affatto all’opinione pubblica. A differenza di certi pensieri di stampo anarchico e insurrezionalista, però, Kadmon sostiene che questa situazione non si deve combattere con la violenza, che è sempre sbagliata, ma con la controinformazione e la diffusione di certe teorie “nascoste”.
Detto questo, quindi, il pensiero di Kadmon non è esattamente quello di un complottista, tuttavia il modo in cui Adam presenta le teorie complottiste non è quello che ci si aspetta da qualcuno che sostiene di riportarle solo a scopo divulgativo. Inftti, nei suoi interventi c’è un mix di informazione e sensazionalismo. Sapete per esempio chi sono gli Illuminati a cui attribuisce certo controllo del mondo (leggete qui e ne scoprirete delle belle)?
Per esempio, sul signoraggio, Kadmon presenta la teoria come fosse vera: nello spezzone trasmesso via radio si fa riferimento al famigerato “Ordine 11110” con il quale Kennedy avrebbe autorizzato lo Stato americano a stampare moneta al posto della Federal Reserve e si afferma che il presidente sarebbe stato ucciso per questa decisione. In realtà l’ “Ordine 11110” si limitava a trasferire in capo al ministro del tesoro un potere che già era riconosciuto al Presidente. Nulla di nuovo, quindi. Peraltro, l’ordine rimase in vigore per molti anni dopo l’uccisione di Kennedy.
Inoltre, durante gli interventi su Mistero, una didascalia avverte che Adam Kadmon è costretto all’anonimato per proteggere la propria incolumità: questa affermazione, abusata e sensazionalista, favorisce l’idea di una grande cospirazione mondiale in cui tutti i “profeti della verità” rischiano la vita.
Detto questo Adam Kadmon è (o sono) un collettivo di divulgatori che, utilizzando i cliché del complottismo e del cospirazionalismo, cercano di insinuare e di diffondere un pensiero antagonista ai “poteri forti”.
Un utilizzo “tendenzioso” (verso il sensazionalismo piuttosto che la pura divulgazione) di un pensiero ecologicamente coscienzioso, consapevole delle trame della politica internazionale e critico verso certi comportamenti dei media di massa. Le teorie complottiste che diffonde sono solo teorie, utili però per stimolare ad approfondire la conoscenza di certe materie: l’estremismo, sia del complottista che del debunker, non è mai un bene e Kadmon ne è perfettamente al corrente.
In definitiva, caro Kadmon, elogio la diffusione di controinformazione e di teorie “alternative”, soprattutto se finalizzate alla presa di coscienza dei cittadini – la “base” – rispetto alle trame dei “vertici”, ma mi chiedo cosa penserebbe un testimone di mafia costretto a vivere una vita nascosta o con una nuova identità, vedendo il tuo scimmiottamento di “anonimo perseguitato”.
P.S.: per quanto riguarda l’attore che impersona Adam Kadmon, non capisco la morbosa curiosità, io direi che un chissenefrega va bene. Comunque, premesso che NON è Mario D’Angelo (per fare informazione e ricerca giornalistica NON si usa internet, cari detective dei poveri), un nostro gentile commentatore ci suggerisce che Adam Kadmon si chiami Fabio Netzach, ECCO IL SUO SITO. In ogni caso, ricordo che partiamo dal presupposto che si tratta di un collettivo, quindi, cari lettori, prima di commentare a caso, leggete bene quanto scritto, grazie.

Un consiglio di lettura per appassionati del genere:
Trans-Human Express, romanzo di Lukha B. Kremo. Cosa c’è dietro lo strano comportamento dei potenti del mondo? Quali catastrofi sono imminenti e sono addirittura utili per qualcuno? Una storia dal finale sorprendente, che farà riflettere.
2° Premio Urania Mondadori
2° Premio nazionale Cassiopea
Attualmente nella Top10 di fantascienza di Amazon.it e kobobooks.it

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