Baviera: crollo dei socialdemocratici, avanti Verdi e Ultradestra


Se le prime proiezioni saranno confermate, la CSU (Unione Cristiano-Sociale) avrà perso la maggioranza e dovrà rinunciare al governo monocolore in Baviera. Secondo i primi dati raggiunge il 35,5%, perdendo più di dodici punti rispetto a 4 anni fa.

I Verdi raggiungono il  risultato storico, superando il 18%, alle ultime elezioni avevano raggiunto l’8,5%. L’estrema Destra dell’Afd (Alternativa per la Germania) arriva all’11% e si assicura l’ingresso nel parlamentino regionale.

Germania: neonazisti a caccia allo straniero


Proteste a Chemnitz dopo l’uccisione di un uomo da parte di due immigrati. Domenica, dopo che un 35enne tedesco era stato accoltellato a morte da un iracheno e un siriano, nei circoli degli hooligan era partito un tam tam rimbalzato su siti estremisti come “Kaotic Chemnitz”, ma anche l’Afd locale aveva chiesto di scendere in strada “perché lo Stato non riesce più a proteggere i suoi cittadini”. Qualcuno evoca persino i pogrom dei nazisti contro gli ebrei. Il ministro dell’Interno Horst Seehofer tace, perciò i Verdi hanno chiesto stamane le sue dimissioni. Angela Merkel: “Lʼodio non ha posto in uno Stato di diritto” e “La polizia ha fatto quello che ha potuto”.

Germania, anno zero del nuovo nazismo?


Il 4 settembre 2015, la cancelliera Merkel ha aperto i confini a un milione di profughi, quasi tutti siriani. E moltissimi tedeschi si sono infuriati. Sono quei milioni che la settimana scorsa hanno votato per Afd (Alternative für Deutschland), il partito dell’estrema destra che ha fatto irruzione in Parlamento conquistando quasi 100 seggi, sottraendo un milione di voti alla Cdu, mezzo milione all’Spd e un altro mezzo milione alla sinistra (la Linke).
Da un punto di vista sociologico ed economico, l’integrazione di un milione di rifugiati è una cosa fattibile. Ma le ripercussioni emotive, le paure che alcuni tedeschi oggi percepiscono rispetto ai migranti, amplificano questo compito e lo rendono cassa di risonanza per le nuove destre che, come Alternative für Deutschland, hanno cavalcato il senso di insicurezza dei cittadini.
Questo effetto non era da sottovalutare. Non solo nell’ex-Germania Orientale, ma anche nei Paesi dell’ex blocco sovietico, dove il mito dell’internazionalismo proletario si rovescia oggi nel più crudo nazionalismo e in accessi di xenofobia e antisemitismo, creando una sorta di Internazionale Nera.