Parte l’imperialismo cinese, prima base militare in Africa


La Cina avrà la sua prima base militare permanente all’estero, precisamente a Gibuti, nel Corno d’Africa.

La tv cinese ha trasmesso le immagini dei marines a bordo di navi militari in partenza dalla città orientale di Zhenjiang, e anche la stampa nazionale – controllata dal Partito comunista – ha dato ampio spazio alla notizia. L’apertura della prima base militare cinese all’estero è uno sviluppo molto importante per capire la politica estera della Cina promossa dal suo presidente, Xi Jinping, e ha implicazioni rilevanti anche per quei paesi che sono preoccupati di un’eccessiva espansione degli interessi cinesi in Asia e in Africa, per esempio l’India.

Quella cinese è una strategia che è stata definita del “filo di perle”, cioè una serie di investimenti in infrastrutture – soprattutto commerciali ma anche militari – estese dal territorio cinese fino al Sudan, nell’Africa orientale. L’apertura della base militare a Gibuti è stata vista da alcuni degli stati rivali della Cina, soprattutto l’India, come un’altra delle “perle” di questa strategia, che sta aumentando i timori che il governo cinese sia intenzionato ad avviare una politica estera molto più aggressiva di quella adottata finora.

Anche l’Unione Africana non funziona e Boko Haram continua le stragi


Al summit di Addis Abeba congelata la decisione di inviare una missione di peacekeeping a Bujumbura.
La cerimonia di chiusura del 26esimo summit dell’Unione Africana (UA), svoltosi dal 21 al 31 gennaio a Addis Abeba, in Etiopia, si è tenuta in presenza del capo di Stato ciadiano Idriss Deby Itno, eletto nuovo presidente di turno dell’Organizzazione per il 2016. Tra gli obiettivi mancati del summit c’è lo stanziamento di un contingente di pace africano in Burundi per arginare le violenze scoppiate da mesi nel Paese in seguito alla ricandidatura e alla rielezione poi, del presidente Pierre Nkurunziza. Durante i colloqui dei capi di Stato la proposta di inviare una missione africana di peacekeeping in Burundi è stata messa in stand-by per via dell’opposizione del governo di Bujumbura sebbene il blocco panafricano possa decidere di intervenire senza il consenso di un Paese in caso di gravi circostanze (crimini di guerra, genocidi e crimini contro l’umanità).
Il commissario per la Pace e la Sicurezza dell’organizzazione, Smail Chergui, ha confermato che durante il summit si è preferito optare per l’invio di una delegazione a Bujumbura per negoziare l’eventuale dispiegamento di forze di pace con il governo del Burundi. Dal canto proprio, il ministro degli Esteri del Burundi, Alaine Nyamitwe, ha assicurato che il suo governo “possiede le capacità di ripristinare la sicurezza nazionale”.
Il rischio, in caso contrario, è che il Paese possa precipitare in una guerra civile come quella occorsa tra il 1993 e il 2006. Dall’aprile 2015, quando il presidente Nkurunziza ha annunciato di candidarsi per un terzo mandato presidenziale, almeno 400 persone sono morte negli scontri di piazza e oltre 230mila hanno abbandonato il Paese.
Nel corso del summit il ministro della difesa della Nigeria aveva definito Boko Haram «indebolito», ma la risposta non si è fatta attendere: l’organizzazione terroristica rade al suolo il villaggio di Dalori, a 5 km di distanza da Maiduguri, luogo di provenienza dei terroristi provocando 86 morti molti di loro bruciati vivi, tra cui molti bambini. Ormai in cinque anni di attentati il numero delle vittime ha toccato quota 20mila; 2,5 milioni invece gli sfollati.
Nel sud del Paese, nel Delta del Niger, le cose non vanno meglio. Dopo anni di tranquillità grazie all’armistizio siglato tra i guerriglieri del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger Delta) e l’ex presidente Goodluck Jonathan per spartire i proventi petroliferi della regione, la tensione è di nuovo alle stelle. Nello stato di Bayelsa è stata fatta esplodere una delle condutture di una compagnia sussidiaria dell’Eni, la Nigeria Agip Oil Company (Naoc).
Infine in Ciad Boko Haram uccide almeno 27 persone e ne ferisce almeno 80 in un triplice attentato suicida avvenuto nel mercato di Loulou Fou, un’isola sul Lago Ciad.

La nuova Guerra Fredda sarà calda? la NATO in Ucraina


Ne abbiamo già parlato molte volte, ma i media di massa preferiscono parlare dell’ISIS e del caldo. Sì, il global worming è importante, anche perché presto verrà scaldato da una Guerra che da Fredda si sta scaldando giorno dopo giorno.
Ieri, 20 luglio, sono cominciate le esercitazioni congiunte della Nato in corso in Ucraina, nella regione di Leopoli: si tratta delle manovre militari multinazionali Saber Guardian (Rapid Trident-2015) che si protrarranno fino al 31 luglio e a cui partecipano duemila militari da Usa, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Lettonia, Georgia e altri 12 Paesi.
Il sostegno concesso dalla Nato al revanscismo fomentato dal “partito della guerra” di Kiev rischia di compromettere la ricerca di una soluzione negoziata alla crisi ucraina, sostiene una nota diffusa ieri dal ministero degli Esteri della Russia. Vero è che non è la prima esercitazione di questo tipo in questa zona, ma anche vero che l’impiego di forze non ha eguali nel passato, e questo è un brutto segnale, visto i rapporti compromessi con la Russia.
Ma la Rapid Trident non è altro che una versione leggera della Tri­dent Junc­ture 2015 (TJ15), che dal 28 set­tem­bre al 6 novem­bre vedrà impe­gnate soprat­tutto in Ita­lia, Spa­gna e Por­to­gallo oltre 230 unità ter­re­stri, aeree e navali e forze per le ope­ra­zioni spe­ciali di oltre 30 paesi alleati e part­ner, con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 140 aerei da guerra, più le indu­strie mili­tari di 15 paesi per valu­tare di quali altre armi ha biso­gno l’Alleanza (il “tidente” è il riferimento a Stati Uniti, Unione Europea e Unione Africana). La Trident Juncture 2015, presentata in funzione anti-ISIS, comprende 22 dei 28 Paesi dell’Unione Europea. Su que­sto sfondo, come si può discu­tere di Unione euro­pea igno­rando l’influenza della Nato e, quindi, degli Stati uniti che ne deten­gono il comando? come si può pen­sare che nella vicenda greca non svol­gano un ruolo rile­vante gli Usa tra­mite la Nato, di cui la Gre­cia è parte stra­te­gi­ca­mente impor­tante?
Come si pos­sono sepa­rare le que­stioni eco­no­mi­che da quelle poli­ti­che e mili­tari, nel momento in cui, sulla scia della stra­te­gia Usa, l’Europa viene tra­sfor­mata in prima linea di una nuova guerra fredda con­tro la Rus­sia e in ponte di lan­cio di nuove ope­ra­zioni mili­tari in Africa, Medio­riente e oltre, fino nella regione Asia/Pacifico?
Fatevi queste domande e d’un tratto tutti vi sembrerà più piccolo e inutile, Tsipras, il referendum, Renzi, la Merkel.

TAPAS CANARIAS: la Santeria alle Canarie


Altare-scultura, vecindario

Altare-scultura, vecindario

Quando si parla delle Canarie si parla di mare, spiagge, divertimento, caldo tutto l’anno. Ma pochi sanno che è la regione d’Europa con la percentuale più alta di seguaci della cosiddetta Santeria. Una rapida premessa è doverosa, ma per forza di cose sommaria.
Con le grandi correnti migratorie di genti africane in America, i culti animisti africani giungono sul nuovo continente, dove vengono vietati, ma naturalmente continuano a essere praticani in modo segreto o privato.
La proibizione di praticare le proprie religioni animiste, portate dall’Africa occidentale, pena la morte, li costrinse a celare dietro l’iconografia cattolica i loro Dei, così da essere liberi di adorarli senza incorrere nella crudeltà degli oppressori.
Nei Paesi ad alto tasso di immigrazione forzata dall’Africa hanno proliferato meglio. Questi sono il Brasile, i Paesi Caraibici (soprattutto Porto Rico, Santo Domingo, Panama e Cuba, quest’ultimo grazie proprio al Comunismo instaurato nel 1959, che osteggiava il Cristianesimo). “Santeria” è un termine inventato dai colonialisti spagnoli. I santeri praticanti cubani preferiscono utilizzare altri termini ufficiali come Lukumi o Regla de Ocha.
Questi culti, si possono originariamente dividere in due grandi filoni (a loro volta divisi per differenze ritualistiche): quello nigeriano Yoruba (tra cui la Regla de Ocha) e la Regola del Congo. Al secondo gruppo appartiene anceh il Palo (tra cui il più puro è il Palo Mayombe), conosciuto da molti come “Hoo- doo” o “Voo-Doo”.
Il Palo Briyumba invece è un sincretismo tra i due gruppi. Naturalmente esistono un miriade di sottoculti “santeri”, ma non è qui il luogo per affrontare la questione.

Quello che c’interessa è che gli immigrati nei Caraibi che tornavano nella Madrepatria a volte si portavano dietro credo e costumi. Questo fenomeno ha introdotto la Santeria anche in Europa. La maggior parte di questo culto si trova in Spagna, soprattutto nelle Canarie, grazie agli intensi rapporti commerciali e culturali con i Caraibi. A Gran Canaria e Lanzarote, forse le isole meno contaminate dal turismo, la santeria prolifera in modo più o meno occulto.
Da giornali locali leggiamo che (nel 2010) a Vecindario (sudest di Gran canaria, esattamente il Paese dove vivo adesso), è stato rivenuto un cranio e i femori di una adulto, con forti sospetti di riti “santeri”, a soli 400 metri da dove era scomparso un bambino di 7 anni, mai più ritrovato. Inoltre sono continue le segnalazioni di rivenimenti di animali decapitati per sacrifici, soprattutto galline, ma anche capre, soprattutto nel barranco di Guayadeque, tra Agüimes e Ingenio (pochissimi chilometri da Vecindario), dove già erano stati rinvenuti resti umani, ma anche davanti al cimitero di San Sebastian di Agüimes.

Naturalmente niente a che vedere con Haiti o Cuba, dove la santeria è molto diffusa e ormai praticata allo scoperto. Interessante è invece considerare questo fenomeno “di ritorno” del sincretismo religioso, il continuo rimescolamento di credo e rituali che torna in Africa (e sbarca in Europa), magari creando nuove forme inedite.

Altare-scultura, vecindario

Altare-scultura, vecindario

Proprio a Vecindario, infatti, esiste una spece di sito/altare con una sorta di feticci, tronchi, croci, alberi con lattine appese, ossa di animali e massi colorati, statue mascherate, cactus e persino tubi metallici intecciati, oltre che oggetti di vario tipo. A prima vista sembra un altare “santero”, ma molto enigmatico. Per nostra fortuna abbiamo incontrato l’autore di questo sito, un signore anziano che ci ha spiegato che si tratta di “un po’ di tutto messo insieme negli anni”.

Santeria, arte, giardinaggio.
Ha cominciato a piantare cactus, poi li ha decorati con ciò che trovava in casa, infine si è lasciato trasportare dall’iconografia santera. Ora qualcuno ci prega, altri lo fotografano come un’insieme di sculture o un giardino botanico sui generis. Ci sono tubi che s’intrecciano come sculture cyberpunk, maschere inquietanti, lattine appese come scacciademoni sciamanici, feticci antropomorfi e cactus che vigilano il tutto. Persino un cartello che indica la strada tra due diversi quartieri (Orilla e Casa Pastores).
Forse qualcuno potrà farci riti Voo-Doo, altri ammirare le piante o le sculture, altri ancora semplicemente mediteranno.
Nell’apparente ingenuità, mi pare invece che il sito raccolga la testimonianza di una connessione interdisciplinare, che solo in questo secolo si poteva creare (e soprattutto essere tollerato dalla società).
Vedo infatti il sacro dell’Arte incontrare la Natura e il Divino nella sua manifestazione più spontanea e forte. Per me è una cosa eccezionale, giudicate voi.

Altare-scultura, vecindario

Altare-scultura, vecindario

Cuando se habla de las Canarias se trata de la mar, las playas, diversión, calor todo el año. Pero pocos saben que es la región de Europa con el mayor porcentaje de los llamados seguidores de la santería. Una introducción rápida es necesaria, pero necesariamente breve.
Con las grandes corrientes migratorias de africanos en América, los cultos animistas africanos vienen en el nuevo continente, donde están prohibidos, pero, por supuesto, siguen siendo praticani tan secreta o privada.
La prohibición de practicar sus religiones animistas, traídos desde el África occidental, la pena de muerte, los obligó a esconderse detrás de la iconografía católica a sus dioses, a fin de tener la libertad de culto, sin incurrir en la crueldad de los opresores.
En los países con una alta tasa de migración forzada de África han proliferado mejor. Estos son Brasil, el Caribe (especialmente Puerto Rico, Santo Domingo, Panamá y Cuba, este último gracias a su comunismo establecidos en 1959, que hizo alarde de cristianismo). “Santería” es un término inventado por los colonialistas españoles. Los practicantes Santeri cubanos prefieren utilizar otros términos como Lukumi o Regla de Ocha.
Estos cultos, es posible que originalmente estaba dividido en dos líneas principales (a su vez dividido por diferencias rituales): los yoruba de Nigeria (incluyendo Regla de Ocha) y el Estado de Congo. El segundo grupo pertenece anceh del Palo (incluyendo el más puro es el Palo Mayombe), conocido por muchos como “doo Hoo-” o “Voo-Doo”.
La Briyumba Palo lugar es un sincretismo entre los dos grupos. Por supuesto, hay una miríada de “santeri” sottoculti, pero este no es el lugar para abordar la cuestión.

Lo que nos interesa es que los inmigrantes en el Caribe que volvieron en la Madre Patria a veces trajeron con ellos las creencias y costumbres. Este fenómeno también ha introducido la santería en Europa. La mayor parte de este culto es en España, sobre todo en las Islas Canarias, gracias a las relaciones comerciales y culturales intensas con el Caribe. En Gran Canaria y Lanzarote, quizà las islas menos contaminados por el turismo, la santería prolifera en un más o menos oculta.
De los periódicos locales leemos que (en 2010) en Vecindario (sureste de Gran Canaria, el país donde vivo ahora), fue rivenuto un cráneo y fémures de un adulto, con una fuerte sospecha de ritos “santeri”, a sólo 400 metros de donde murió un niño de 7 años, nunca se recuperó. También continúan los informes de rivenimenti decapitados por los sacrificios de animales, especialmente los pollos, pero también cabras, especialmente en el barranco de Guayadeque, entre Agüimes e Ingenio (pocos kilómetros de Vecindario), donde ya se habían encontrado restos humanos, sino también frente al cementerio San Sebastián de Agüimes.

Por supuesto, nada que ver con Haití o Cuba, donde la santería está muy extendida y ahora se practica al aire libre. Interesante es considerar este fenómeno “retorno” de sincretismo religioso, la mezcla continua de las creencias y rituales que se remontan a África (y aterriza en Europa), tal vez la creación de nuevas formas inéditas.

Sólo en Vecindario, de hecho, hay una especie como sitio/altar con un tipo de fetiches, los registros, las cruces, los árboles con latas, huesos de animales y piedras de colores, estatuas enmascarados, cactus e incluso tubos de metal colgando intecciati, así como varios objetos tipo de. Al principio parece un altar “santero”, pero muy enigmático. Afortunadamente para nosotros, nos reunimos con el autor de este sitio, un señor mayor que explicó que es “un poco” de todo en su conjunto a través de los años.

La santería, el arte, la jardinería.
Comenzó a plantar cactus, entonces ellos decorado con lo que había en la casa, ella finalmente se dejó llevar iconografía santera. Ahora alguien por favor, otros fotografía como una colección de esculturas y un jardín botánico sui generis. Hay tubos que se entrecruzan como esculturas cyberpunk, máscaras de miedo, latas colgaban como, fetiches chamánicas scacciademoni antropomorfas y cactus que supervisan todo. Incluso una señal que indica el camino entre dos distritos diferentes (Orilla y Casa Pastores).
Tal vez alguien nos hará ritos Voo-Doo, otros admiran las plantas o esculturas, otros simplemente meditar.
En la ingenuidad aparente, creo que en lugar de que el sitio recoge el testimonio de una conexión interdisciplinar, que sólo en este siglo, se puede crear (y sobre todo a ser tolerado por la sociedad).
Porque veo el arte sacro a satisfacer la Naturaleza y lo Divino en su manifestación más espontánea y fuerte. Para mí es una gran cosa, a juzgar.

Golpe in Burkina Faso, militari al potere, ma Campaoré non lascia


Golpe in Burkina Faso

Golpe in Burkina Faso

La folla assalta Parlamento e tv di Stato, poi l’esercito impone il coprifuoco Trenta morti e almeno 100 feriti negli scontri.
Il regime di Blaise Compaoré, padre padrone del Burkina Faso da 27 anni, è sul punto di crollare. Ma dopo quattro giorni di manifestazioni di massa, e un mezzo colpo di Stato orchestrato dai generali, il presidente ancora non molla. Il presidente ha accettato di rinunciare al progetto di riforma costituzionale che gli avrebbe ancora allungato il mandato, ma non intende dimettersi anche se è disposto a «trattare» con l’opposizione.

*** Apre l’Ambasciata di Spagna e delle Terre Africane


Oggi 3 vendemmiaio 134 (25 settembre 2014) nasce l’Ambasciata kaotica di Spagna e delle Terre Africane.
Dopo l’istituzione delle Ambasciate d’Italia, Francia e Malta, giungono a 4 le Ambasciate della Nazione Oscura nel mondo. La particolare duplice funzione è data dall’ubicazione dell’Ambasciata: Maspalomas de Gran Canaria, politicamente una regione della Spagna (e dell’Unione Europea), ma geograficamente un’isola africana.
Ambasciatore: Lukha B. Kremo
sede:
Maspalomas – Gran Canaria (España)
eMail

Ecco il discorso di insediamento dell’Ambasciatore Bommarito:
Discorso:

Isis avanza in Siria, Boko Haram avanza in Nigeria


Il fascino del «Califfato» dell’Isis (vedi) continua a sedurre gli estremisti islamici anche in Africa. I fondamentalisti nigeriani Boko Haram, che avanzano con devastanti e sanguinosi attacchi nella conquista di città del nord-est della Nigeria, hanno aggiunto oggi un nuovo tassello al loro «regno della Sharia» (in cui si applica con estrema rigidità la legge islamica), replicando gli orrori compiuti dallo Stato Islamico (Isis) in Iraq e in Siria. In un video il leader dell’organizzazione, Abubakar Muhammad Shekau, ha trionfalmente dichiarato di aver inglobato nel califfato islamico Gwoza, città nel nord-est della Nigeria.
Intanto Isis conquista l’aeroporto di Taqba, nella regione di Raqqa, in Siria, provocando oltre 500 morti.

Centrafrica, 400 morti a Bangui: tutti ne parlano!


Almeno 400 i morti in tre giorni nella capitale della Repubblica Centrafricana Bangui, secondo la Croce Rossa locale, a causa delle violenze tra ribelli musulmani Selekà e cristiani.
Le violenze, a rischio genocidio, sono scoppiate dopo il rovesciamento da parte dei miliziani della Séléka, nel marzo scorso, del presidente François Bozizé.
Drammatica la condizione dei rifugiati nelle chiese. “Il problema umanitario si traduce in un problema sanitario perché non abbiamo le infrastrutture necessarie, non ci sono servizi igienici. Poi ci sono problemi di salute e non abbiamo medicine.”
Oggi sono stati festosamente accolti i primi rinforzi militari francesi. “Grazie Francia:” così la folla ha salutato l’arrivo dell’esercito che ha attraversato la frontiera a ovest del Paese, nella località di Cantonnier.
I media stanno bombardando l’Europa di queste stragi, in tv non si vede altro, i tg aprono tutti con questa notizia… no, per ora non è così. Del resto 400 è un numero che non spaventa se applicato agli africani, ce ne vorrebbero 4000, come nelle Filippine, per smuovere un minimo l’informazione, ma per arrivare ai Tg nazionali d’Europa il numero ottimale sarebbe 10000, allora sì che sarebbe interessante…

Berlusconi destituito, pardon decaduto da senatore


Berlusconi è da oggi dichiarato decaduto da senatore.
Il 25 luglio 1943 il re Giorgio Napolitano I fa arrestare Silvio Berlusconi, in previsione dell’armistizio del 3 settembre, reso pubblico alle inutili masse soltanto l’8 settembre 1943. Il re si trasferisce in Puglia dove costituisce un governo sotto tutela degli Alleati, che dichiara guerra alla Casta politica”.
Il brano che avete appena letto si definisce “ucronia”, un gioco di parallelismi storici.
Con la decadenza di Berlusconi è stato resa esecutiva la soluzione del surreale paradosso italiano per cui la corruzione, il controllo dell’informazione e il sessismo erano al governo e/o a capo di una colazione politica.
Ma, come abbiamo sempre sostenuto, il problema non è solo la persona, ma la “disetica” che c’è alla base, chiamata “berlusconismo”.
Negli ultimi 20 anni (ce in particolare modo negli ultimi 5 anni e mezzo, dalla caduta del governo Prodi e l’inizio della crisi economica) il binomio berlusconismo/antiberlusconismo ha fatto dell’Italia il Paese più povero del G8, con una disoccupazione e un debito pubblico altissimi, senza politiche coerenti del lavoro (basta citare i contratti a progetto, quasi sempre schiavitù legalizzate) e ha reso l’Italia agli occhi degli altri Paesi un paese dove la libertà d’informazione è pari a un Paese semidittatoriale dell’Africa e dell’Asia (ci sono decine di classifiche).
Non dimentichiamo che una delle regole più importanti della democrazia è che l’informazione, soprattutto quella generalista, dev’essere svincolata dalla politica (questo sembrano dimenticarlo tutti)! In Italia ci si appella al fatto che chiunque può dire la propria opinione, che verrà diffusa a poche centinaia di persone, mentre i Tg nazionali delirano proclami politici senza mezzi termini a milioni di ascoltatori.
In Italia non solo l’informazione non è mai stata slegata dalla politica, ma spesso si è vincolata direttamente ai gruppi politici, creando situazioni che, per chi non lo sa, sono simili a regimi di Paesi in via di sviluppo. Ecco perché la democrazia sana è lontana.
Ma non vogliamo rovinare la giornata: rimaniamo ottimisti e siamo felici che un personaggio iniquo, deleterio, superficiale, maschilista, corrotto e gerontocrate sia stato consegnato alle accuse della Storia (che saranno parecchie).
Ai posteri l’ardua sentenza.

Condannata un’altra testa di cazzo


A pochi giorni dalla condanna di Jorge Videla, il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja ha condannato a 14 anni il congolese Thomas Lubanga, meglio noto come “signore della guerra”, riconosciuto colpevole, lo scorso marzo, per aver rapito e arruolato bambini e bambine dagli 11 ai 15 anni nella guerra civile in Ituri, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, del 2002-2003. Una rara buona notizia che riguarda l’Africa, dopo la condanna di Charles Taylor, il “mostro” di Liberia e Sierra Leone, dui cui avevamo parlato lo scorso aprile.

Buon anniversario, umani


La morte di Osama Bin Laden non ha ucciso al Qaeda.
In occasione del primo anniversario del blitz che portò alla sua uccisione ad Abbottabad (2 maggio), fioccano i primi attentati in Africa e gli allarmi USA per possibili attentati negli Stati Uniti.
Venti morti oggi durante gli attacchi nella zona universitaria di Kano, la citta’ nel nord della Nigeria teatro nelle ultime settimane di numerosi attentati (e numerosi morti) della setta islamica Boko Haram.
Non si tratta propriamente di Al Qaeda, ma di un’organizzazione terroristica che ha fatto proprie le stesse idee ed è attualmente attivissima.
Boko Haram è sottovalutata dai media di massa, come lo era al Qaeda fino all’11 settembre 2001. La situazione potrebbe rimanere invariata finché (sperando vivamente il contrario) questa organizzazione criminale non riesca nell’impresa di un nuovo 11 settembre. Ma allora sarà troppo tardi.
E i governi occidentali ne saranno corresponsabili, come è successo 11 anni fa negli Stati Uniti.
Perché non c’è modo migliore per avallare le strane teorie complottiste di sottovalutare la situazione attuale in Nigeria.
Per ora, un ennesimo esempio di alta etica da parte degli umani (che chiamare Uomo è troppo): morte, intolleranza e violenza.