I fumetti di fantascienza a puntate prima della Seconda Guerra Mondiale


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 32 (vedi tutti gli articoli)

1935 Topolino n. 139 (ultima pagina) Gli Uomini Verdi

A parte eccezioni, prima della Seconda Guerra Mondiale i fumetti sono pubblicati a puntate su giornali specializzati o meno, quasi sempre per ragazzi. Abbiamo già parlato del fumetto di fantascienza “Gordon Flasce“, uscito nel 1934 su “L’Avventuroso”, e da quell’anno si susseguono altre serie: nel 1935 “S.K. 1” e “Gli uomini verdi” su “Topolino” (vedi post apposito), nel 1936 “Il mare del mistero” (ancora Flash Gordon) a partire da “L’Avventuroso” n. 99, “Le straordinarie avventure di Tamarindo IV” (di Enrico De Seta) a partire da “Argentovivo” n. 1, “I pionieri dello spazio” (di Yambo) a partire da “Topolino” n. 209.
Nel 1937 “Il mistero di Saturno” e “Il raggio verde” (quest’ultimo di G. Moretti e Umbert) entrambi a partire da “Il Vittorioso” n. 1, “L’uomo mascherato” (vedi post) e “Il re della foresta” su “L’Avventuroso”.

1936 L’Avventuroso n. 99. Il Mare del Mistero

1937 Il Vittorioso n. 6 Ultima pagina) Il Mistero di Saturno

1937 Il Vittorioso 6 (interno) Il Raggio Verde

1937 L’Avventuroso n. 158. Il Re della Foresta

Nel 1938 “Il tunnel sottomarino” (di Luigi Motta e Ferdinando Vichi) a partire da “Giungla!” n. 151, “Le avventure di Saturnino Farandola” (riduzione del romanzo di Albert Robida, con testi di Federico Pedrocchi e disegni di Pier Lorenzo De Vita) a partire  da “Topolino” n. 301.
Nel 1939 “Il segreto del disco nero” a partire da “Giungla!” n. 182, nel 1940 “Il signore dello spazio” (di G. L. Bonelli e Raffaele Paparella) su “Albi dell’Audacia”, “L’invasione di Milano” (di Edgardo Dell’Acqua), “L’uomo blindato” (di F. M. Macciò e Edgardo Dell’Acqua) rispettivamente a partire da “Il Corriere dei Piccoli” n. 7 e 22, “La torre magnetica” (Dell’Acqua) su “Albi Juventus”.
Nel 1941 “Il nemico invisibile” (di C. Caesar, che dal 1952 illustrerà “Urania”) a partire da “Il Vittorioso” n. 4 anno IV, “Il segreto dei giganti”  (di G. Vitelli) su “Collana Albi Grandi Avventure”, nel 1942 “Guerra di continenti” (trasposizione del romanzo ucronico di Luigi Motta), “Il manoscritto del cinese Ku-Ty-Pao” (di Paolo Lorenzini e Guido Fantoni) a partire rispettivamente da “L’Avventuroso” n. 587 e 590.
Infine, nel 1944 “Raff Pugno d’Acciaio” a partire da “Giramondo” n. 15.

1941 Il Vittorioso anno IV n. 25. Il Nemico Invisibile

1942 L’Avventuroso n. 590 (interno) Guerra di Continenti

1942 L’Avventuroso n. 590 (interno) Il Manoscritto del Cinese di Ky-ty-pao

Il primi film (muti) di fantascienza italiani


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 14 (vedi tutti gli articoli)

1906 Fotogramma di “Viaggio a una stella” di Gaston Velle

I primi film di fantascienza nascono con il cinema stesso, grazie a George Meliés che intuì il potenziale fantastico dell’invenzione dei fratelli Lumiére che invece lo concepivano prettamente come riproduzione del reale. Il primo cortometraggio italiano (di mia conoscenza, c’è da dire che all’epoca le pellicole non venivano conservate, per cui può sempre saltare fuori qualcosa) è “Viaggio a una stella“, del 1906, diretto da Gaston Velle, seguito da “La ceinture electrique” di Romeo Rossetti (1907, prima regia italiana), entrambi di produzione francoitaliana. Ma se consideriamo la produzione interamente italiana il primo è “Un matrimonio interplanetario“, del 1910, diretto da Enrico Novelli, che si conferma pioniere della fantascienza italiana. In quegli anni si susseguirono vari cortometraggi direi di fantacommedia. Il primo lungometraggio, sempre di produzione francoitaliana, è “Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola“, del 1913, diretto da Marcel Fabre (dura 57 minuti), tratto dal celebre libro di Albert Robida (mentre rientra più in generale nel fantastico, ma vale la pena di nominare “L’Inferno“, diretto da Francesco Bertolini nel 1911, primo grande kolossal dell’epoca). Al 1920 risale “Il mostro di Frankenstein di Eugenio Testa (forse il primo lungometraggio di sola produzione italiana, anche se dai tratti fantahorror), al 1921 “L’uomo meccanico” di André Deed e il perduto “Viaggio nella Luna” di Biagio Zaccaria, al 1924 “La bambola vivente” di Luigi Maggi. Poi il genere perde l’interesse dei cineasti e si presenta come parte fantastica o fantascientifica in film di spionaggio o commedie e bisognerà aspettare il boom della fantascienza della fine degli anni’50 per poter vedere altri film di fantascienza italiani, ma comunque i budget saranno ridotti rispetto a quelli d’Oltreoceano, per cui, a parte qualche eccezione, il livello è sempre più basso.

1911 Fotogramma di “Un matrimonio interplanetario” di Enrico Novelli