dossier

Guido Morselli


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 9 (vedi tutti gli articoli)

Guido Morselli

Un autore rimasto sconosciuto fino alla propria (violenta) morte, ma riscoperto e considerato uno dei grandi maestri della distopia (o ucronia, o allostoria) italiana della seconda metà del XX secolo è certamente Guido Morselli. Nato a Bologna nel 1912, visse a Varese fino al 1973, anno in cui si suicidò con la sua rivoltella (che lui stesso chiamava “La ragazza dall’occhio nero”). Fino a quel momento non aveva praticamente pubblicato nulla a causa dell’accoglienza sfavorevole delle case editrici. Dopo quell’evento sconvolgente Adelphi comincia a pubblicare i suoi romanzi. Escono nel 1974 Roma senza Papa, in cui s’immagina il futuro della Chiesa in crisi con un trasferimento della sua sede, nel 1975 Contro-passato prossimo, nel quale immagina che la Prima Guerra mondiale sia stata vinta dagli Imperi centrali, e nel 1977 Dissipatio H. G., dove immagina un mondo improvvisamente senza uomini. Tre romanzi che hanno un’importanza basilare nel ridefinire il ruolo della letteratura fantastica, fantascientifica e utopica in Italia e il loro cattivo rapporto con la letteratura “alta” (in Italia più che in altri Paesi), a causa della presunta superiorità del “realismo”, prima con una lettura “realista” di Manzoni, e successivamente con l’esaltazione del verismo di Verga e Capuana (esaltazione avvenuta durante il neorealismo cinematografico), quando in realtà tutti gli autori citati trattarono la letteratura realista e quella fantastica alla stessa stregua e considerandole di pari valore.

Commentari · Comunicati

Intervista a Lukha B. Kremo su SkanMagazine


Sulla zine SkanMagazine è disponibile per il download il n. 22. Al suo interno, a pagina 6, c’è una bella intervista al nostro editore, Lukha B. Kremo. Ringraziando Max Gobbo che ha posto le domande, eccovi un piccolo stralcio della chiacchierata:

Il fantastico come irruzione nella realtà dell’inammissibile e del soprannaturale? O c’è dell’altro?

No, al contrario, la realtà vissuta in tutta la propria essenza, quindi anche negli aspetti fantastici, apparentemente irreali, ma assolutamente naturali. La letteratura fantastica non è soltanto (e non quella che prediligiamo noi) evasione, ma reinterpretazione della realtà. In un’epoca in cui abbiamo appurato che la realtà assoluta è indefinibile, l’obiettività assoluta nelle opinioni e il realismo oggettivo nella narrativa impossibile (e Roberto Saviano è l’ultimo e lampante esempio di una discussione che parte dai tempi di Manzoni); in questo clima contemporaneo, lavorare la materia del fantastico è come guardare la realtà da una prospettiva nuova, inedita, anche alla luce delle nuove tecnologie.

Scarica gratuitamente SkanMagazine n. 22 e leggi l’intervista completa oltre a molto altro!