Elezioni 2019, cadono i governi di Austria e Grecia


Nel parlamento austriaco le opposizioni hanno sfiduciato il cancelliere dei popolari Sebastian Kurz, provocando il voto anticipato. in Grecia Alexis Tsipras, dopo essere stato superato dal Centrodestra nel voto di domenica, ha chiesto lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni politiche. In Germania la Spd precipitata ai minimi storici ha chiesto una verifica di governo agli alleati della Cdu di Angela Merkel. In Italia crolla il M5S e la Lega diventa il primo partito.

Grecia: firmato l’accordo sul nome: nasce la Macedonia del Nord


La Grecia e la Macedonia hanno firmato lo storico accordo preliminare per il nuovo nome della Repubblica della Macedonia del Nord, chiudendo una disputa che durava dal 1991.

Zoran Zaev e alcuni dei suoi ministri sono arrivati in motoscafo nel pittoresco villaggio di pescatori di Psarades sotto un cielo soleggiato, sulla sponda meridionale del lago Prespa che è uno dei confini naturali tra i due paesi. Tsipras e Zaev si sono abbracciati sul molo del villaggio e sono entrati nella grande tenda dove è stato firmato l’accordo.

Nazismo o Fina(n)zismo?


IL NUOVO ORDINE di Franco Berardi Bifo

“Comunque vada a finire l’imbarazzante spettacolo della terza repubblica netta è la sensazione che la svolta italiana del 4 marzo, oltre a seppellire per sempre la sinistra liberista, sia il colpo definitivo all’ordine globalista e alla democrazia liberale. Cosa accadrà nei prossimi mesi in Italia lo vedremo, ma intanto siamo entrati definitivamente nell’epoca del dopo. Le sparpagliate truppe democratiche si azzuffano tra di loro e pateticamente si illudono che la loro democrazia ritornerà: ma il vecchio ordine liberal-democratico è andato, e il nuovo ordine è questo. Il risentimento della società impoverita e umiliata si esprimerà a lungo nella forma della vendetta nazionalista. Anche se la vendetta nazionalista non smonterà l’automa finanziario.
Come definire il nuovo ordine? La parola “populista” mescola la rabbia sociale di coloro che hanno un salario decurtato dalle politiche liberiste, e il nazionalismo aggressivo che nasce dall’umiliazione inflitta dalla gabbia finanziaria. Queste due questioni vanno distinte. La parola populismo è un pudico eufemismo storicamente impreciso.
Il nome tecnico di quel che sta accadendo in tutto l’Occidente è: nazional-socialismo. Non è una parola nuova? Lo so e me ne dispiace, ma questo è quello che passa il convento. Lo stesso nome per lo stesso fatto, per la stessa dinamica sociale, e probabilmente anche per lo stesso esito. Ma questo lo vedremo.
Intanto facciamoci alcune domande: riuscirà la diarchia dove fallì Syriza nel 2015? Riusciranno Salvini e Di Maio a rompere la gabbia del capitalismo finanziario cui Tsipras dovette piegarsi pur avendo il 62% dei voti al referendum di luglio? Tsipras, che piaccia o no, (a me non piacque) si comportò da persona responsabile. Tentò di proteggere il suo popolo dalla violenza predatoria del sistema finanziario. Che poi ci sia riuscito è un altro discorso, ma fu costretto a piegarsi al volere del più forte.
Salvini non avrà gli stessi scrupoli, anche perché lui sa bene di avere il coltello dalla parte del manico. L’Italia ha un peso economico e politico di gran lunga superiore alla Grecia, e tra il 2015 al 2018 l’Unione Europea si è ridotta a un cadavere di cui resta solo lo scheletro: la governance finanziaria, il sistema di automatismi che hanno depredato la società riducendo i salari, precarizzando il lavoro, abbattendo strutture dello stato sociale. L’Unione Europea è una finzione, un organismo politico che non può decidere niente, un castello di interdizioni reciproche: i nordici interdicono ulteriori cessioni di sovranità, i Visegrad interdicono la redistribuzione dei pochi migranti che arrivano sulle coste del sud. Ma il paradosso europeo consiste proprio nel fatto che, per quanto l’Europa non esista più, nessuno può liberarsi dall’euro e dal sistema di obblighi che esso comporta, chiamato Fiscal Compact e inserito nella Costituzione con un atto di violenza criminale.
Ma perché l’Italia dovrebbe pagare il suo debito ora se negli ultimi dieci anni l’ammontare del debito è aumentato in maniera astronomica proprio perché gli italiani hanno accettato di pagarlo? L’avevamo capito fin dal principio: se paghiamo il debito il debito crescerà, perché l’anno prossimo la produzione si sarà ridotta e l’imponibile si sarà ridotto di conseguenza, e dovremo aumentare il debito per poterlo pagare. Ma la sinistra liberista non ha voluto ascoltare ragioni, ci ha portati a questo punto e ora finalmente scompare.
E poi?
E poi ne riparliamo domani.”

27-5-’18

La nuova Guerra Fredda sarà calda? la NATO in Ucraina


Ne abbiamo già parlato molte volte, ma i media di massa preferiscono parlare dell’ISIS e del caldo. Sì, il global worming è importante, anche perché presto verrà scaldato da una Guerra che da Fredda si sta scaldando giorno dopo giorno.
Ieri, 20 luglio, sono cominciate le esercitazioni congiunte della Nato in corso in Ucraina, nella regione di Leopoli: si tratta delle manovre militari multinazionali Saber Guardian (Rapid Trident-2015) che si protrarranno fino al 31 luglio e a cui partecipano duemila militari da Usa, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Lettonia, Georgia e altri 12 Paesi.
Il sostegno concesso dalla Nato al revanscismo fomentato dal “partito della guerra” di Kiev rischia di compromettere la ricerca di una soluzione negoziata alla crisi ucraina, sostiene una nota diffusa ieri dal ministero degli Esteri della Russia. Vero è che non è la prima esercitazione di questo tipo in questa zona, ma anche vero che l’impiego di forze non ha eguali nel passato, e questo è un brutto segnale, visto i rapporti compromessi con la Russia.
Ma la Rapid Trident non è altro che una versione leggera della Tri­dent Junc­ture 2015 (TJ15), che dal 28 set­tem­bre al 6 novem­bre vedrà impe­gnate soprat­tutto in Ita­lia, Spa­gna e Por­to­gallo oltre 230 unità ter­re­stri, aeree e navali e forze per le ope­ra­zioni spe­ciali di oltre 30 paesi alleati e part­ner, con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 140 aerei da guerra, più le indu­strie mili­tari di 15 paesi per valu­tare di quali altre armi ha biso­gno l’Alleanza (il “tidente” è il riferimento a Stati Uniti, Unione Europea e Unione Africana). La Trident Juncture 2015, presentata in funzione anti-ISIS, comprende 22 dei 28 Paesi dell’Unione Europea. Su que­sto sfondo, come si può discu­tere di Unione euro­pea igno­rando l’influenza della Nato e, quindi, degli Stati uniti che ne deten­gono il comando? come si può pen­sare che nella vicenda greca non svol­gano un ruolo rile­vante gli Usa tra­mite la Nato, di cui la Gre­cia è parte stra­te­gi­ca­mente impor­tante?
Come si pos­sono sepa­rare le que­stioni eco­no­mi­che da quelle poli­ti­che e mili­tari, nel momento in cui, sulla scia della stra­te­gia Usa, l’Europa viene tra­sfor­mata in prima linea di una nuova guerra fredda con­tro la Rus­sia e in ponte di lan­cio di nuove ope­ra­zioni mili­tari in Africa, Medio­riente e oltre, fino nella regione Asia/Pacifico?
Fatevi queste domande e d’un tratto tutti vi sembrerà più piccolo e inutile, Tsipras, il referendum, Renzi, la Merkel.

Yanis Varoufakis dà una lezione di politica


Yanis Varoufakis

Yanis Varoufakis

Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha rassegnato le dimissioni.
Varoufakis ha spiegato in un post sul suo blog di aver lasciato l’incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere più facilmente un accordo con i creditori. Esiste infatti una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo per l’assenza del Ministro ai prossimi vertici, un’idea che il Tsipras ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa.

FLUSH.ART log 4: Back to Greece


FLUSH.ART

pillole di arte de/genere

log 3: BACK TO GREECE
Leggi il senso di Flush.Art

Una pubblicazione in cui lo choc e la violenza nelle immagini sono la materia prima della propria arte deve affrontare il terrore in modo inatteso, sleale.

Dopo l’exploit di Alexis Tsipras (e del ministro Yanis Varoufakis), nonostante il dibattito sia ancora aperto, è innegabile che qualcosa in Europa sia cambiato. L’Europa mediterranea (Grecia, Italia, Spagna e Portogallo) sta reagendo al mitteleurocentrismo cercando di rimettere in equilibrio le influenze culturali/politiche/finanziare del continente.
Non entriamo del merito, ma ci piace cogliere l’aspetto storico-artistico, laddove la Grecia è la patria natia dell’Europa stessa.
E allora abbiamo scelto 3 artisti greci contemporanei: un illustratore, un musicista, un poeta e uno scrittore che demoliscono l’immagine “classica” della Grecia e ne restituiscono un aspetto non solo contemporaneo, ma decisamente futuristico: Iannis Xenaxis (compositore di musica elettronica e non), David Stoupakis (pittore e ellistrarore), Konstantinos Kavafis (poeta) e Michalis Manolios (scrittore di fantascienza).


Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.
Perché un tale marasma al Senato?
Perché i Senatori restano senza legiferare?
È che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
(Konstantinos Kavafis, tratto da “Aspettando i barbari. Le invasioni barbariche”)

Manteinance, David Stupakis

Manteinance, David Stupakis

 David Stupakis

David Stupakis

Metamorphosis, David Stupakis

Metamorphosis, David Stupakis

David Stoupakis

David Stoupakis

David Stoupakis

David Stoupakis

Aethra, Michalis Manolios

Aethra, Michalis Manolios

Grecia alla svolta: vince Tsipras


Syriza, il partito di sinistra di Alexis Tsipras, ha stravinto le elezioni in Grecia. I dati reali, con lo spoglio oltre l’80%, assegnano alla coalizione di sinistra circa il 36%, contro il 28% di Nuova Democrazia, secondo partito. Syriza dovrebbe ottenere 149 seggi su 300, due meno della maggioranza assoluta. Le proiezioni, a spoglio ancora in corso, dicono che dovrebbe arrivare al massimo a 150 seggi.
A seguire, i neonazisti di Alba Dorata si affermano come terzo partito, con poco più del 6%, mentre To Potami (centrosinistra), Kke (comunisti) e Pasok (socialisti), Anel (indipendenti) sono tutti tra il 4 e il 6%: avranno tra i 13 e i 16 seggi a testa. Tutti gli altri partiti non superano il 3%.
Il futuro premier ha dichiarato: “I greci hanno mostrato la strada del cambiamento all’Europa”, e ha parlato di “nuova Europa basata sulla solidarietà” e definendo la Troika “una cosa del passato. Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro”. E poi ha teso una mano alla Ue: “Troveremo con l’Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso dell’austerità e per far tornare a crescere l’Europa.

*** Qui vince Tsipras


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XVII

giorno 4 pratile 133

*Che lista votate per le Elezioni Europee 2014?

Elezioni Europee 2014: circoscrizione Nazione oscura Neorepubblica di Torriglia
Aventi diritto: 18
Votanti: 15
Affluenza: 83%

Lista Tsipras: 60%
Movimento 5 Stelle: 26,7%
Nulle: 13,3%

Qvesito 17

Qvesito 17

Kremo