Yemen bombardato dalla Lega Araba


L’Arabia Saudita e le altre monarchie del golfo (Giordania, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e perfino il Marocco) hanno inviato i loro aerei per bombardare lo Yemen. Egitto, Giordania, Sudan e Pakistan hanno offerto truppe di terra. Gli Stati Uniti (che hanno appena allontanato dallo Yemen le loro ultime truppe) hanno promesso assistenza logistica e d’intelligence.

La tesi è quella dell’appoggio dell’Iran della minoranza sciita Yemenita. Vera o no, gli effetti sono gli stessi: migliaia di civili morti.

Desert Storm (venti di rivolta dal deserto)


La recenta rivolta in Tunisia con la fuga dell’ormai ex presidente Ben Alì ha portato a un effetto domino di rivolte nel Nordafrica.
In questi giorni la rivolta si è estesa a tutto l’Egitto contro il regime pluriennale di Hosmi Mubarak. Ma focolai di proteste (e vere e proprie rivolte) ci sono state in Algeria (contro il regime di Abdelaziz Bouteflika), in Yemen, e si teme che l’effetto si estenda ad altri Stati islamici.
La particolarità è che le rivolte sono cominciate nei Paesi più “moderati” tra quelli islamici, e questo anche a causa degli effetti della globalizzazione (internet e social networks).
Mentre Barack Obama telefona a Mubarak suggerendogli di non usare violenza e di ascoltare in generale il volere del popolo, il re del Bahrein Hamed Bin Isa Al Khalifa propone un summit dei capi di stato coinvolti o a rischio (una cupola di “Islam Nostro”?)
Molti, tra cui noi della NeoRepubblica, si augurano uno scenario futuro di democrazia in questi Paesi, ma la questione potrebbe prendere altre pieghe.
Pensiamo innanzitutto a una reazione dei regimi più rigidi tra i Paesi islamici, oppure a un’estensione della rivolta in Europa: non bisogna del tutto separare l’aumento dei prezzi nel Nordafrica con il rincaro dei prezzi in Europa (con conseguenze che non possiamo ancora valutare).
Noi della NeoRepubblica siamo pronti a riconoscere gli eventuali nuovi governi solo se saranno governi democratici eletti senza illegalità.