Escalation in Ucraina


Per il presidente della Duma russa Serghiei Narishkin in Ucraina è in atto “un genocidio del popolo russo e ucraino” per colpa delle autorità di Kiev. “e la colpa di tutto ciò è di un piccolo gruppo di avventuristi che ha preso il potere a Kiev”, ha detto Narishkin a Belgrado.
Il 2 maggio scorso a Odessa, dopo scontri tra filorussi e sostenitori del nuovo governo ucraino, un gruppo di manifestanti filo-russi disarmati si è rifugiato nel Palazzo dei Sindacati. Una folla composta da ultrà calcistici, estremisti di destra, sostenitori del governo, ha circondato il palazzo e l’ha incendiato con un fitto lancio di bombe molotov.
Nel resto dell’Ucraina dell’Est continuano le prove di guerra civile: a Donetsk aeroporto bloccato e cancellati tutti i voli.
Il governo ucraino manda rinforzi a Odessa e blinda la capitale in vista della “festa della vittoria”.
il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha chiesto il rispetto dell’accordo di Ginevra del 17 aprile e ha offerto la sua mediazione.
gli Stati Uniti, spediscono in Europa il sottosegretario del Dipartimento del Tesoro David Cohen, che sarà questa settimana in Germania, Francia e Gran Bretagna per discutere circa nuove sanzioni contro la Russia per rispondere “alle azioni illegali in ucraina”.

Assad è un criminale di massa, la Russia è complice


L’Onu ha completato l’ispezione: in Siria il 21 agosto sono state usate armi chimiche contro i civili su larga scala, Ban Ki-moon parla di nuovo oggi dopo che sabato quando ha avuto un’anticipazione del rapporto ha detto «Assad dovrà essere processato». Non è ancora chiaro se il presidente siriano sia colpevole di questo attacco ma tutti gli indizi sembrano portare al regime, secondo le prime ricostruzioni del rapporto Onu. Per ora è certo che «l’85% dei campioni di sangue prelevati fra le vittime sono risultati positivi al sarin (gas nervino letale) lanciato con missili terra-terra (con scritte cirilliche) in Siria e usato su larga scala contro la popolazione civile con molti bambini tra le vittime. Gli ispettori hanno anche realizzato che le conseguenze dell’attacco del 21 agosto sono state “massimizzate” da due fattori: l’orario e il clima. Secondo le testimonianze i missili hanno infatti toccato terra alle prime ore del mattino, in un momento in cui le basse temperature e il vento che soffiava dall’alto verso il basso, hanno trattenuto i gas chimici contro il terreno, spingendoli nelle zone inferiori e sotterranee degli edifici dove erano rifugiati migliai di civili.

Sudan: Usa accusano violenze di cui sono corresponsabili


Situazione sempre più allarmante nel Sudan dove continuano gli scontri al confine con il Sud Sudan. Le violenze hanno anche spinto il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir a sospendere il suo viaggio a Juba per incontrare l’omologo Salva Kiir e riportare il dialogo tra le parti. Il Sudan del Sud oggi ha accusato Khartoum di aver bombardato importanti giacimenti petroliferi in un raid oltre confine.
Il Sud del Sudan è stato riconosciuto indipendente dall’Onu l’anno scorso, ma le violenze e la guerriglia non si sono fermate, anzi sono degenerate e oggi i due Paesi si accusano a vicenda di aver violato i confini.
Un appello ai governi di Sudan e Sud Sudan a rispettare pienamente gli accordi già raggiunti sui temi della sicurezza, del controllo dei confini e dell’area contesa di Abyei è stato lanciato ieri dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon.
Il ministro degli Esteri Usa Hillary Clinton ha sottolineato, che “Khartoum [Sudan] porta il peso della responsabilità dei combattimenti e di un uso sproporzionato della forza”. (Capito? no?)
A dar manforte alle posizioni del Sud Sudan ci hanno pensato ieri gli Stati Uniti, che hanno annunciato un accordo di libero commercio proprio con il Sud Sudan, inserendo tra le voci che entraranno negli Usa senza pagare dazi anche il greggio prodotto da Juba. (Chiaro? non ancora?)
Dietro a un gesto apparentemente nobile dell’Onu, che va in direzione dell’autodeterminazione dei popoli (in questo caso l’indipendenza del Sudan del Sud, ratificata in tempi record), c’è la volontà degli Usa di:
-Avere a disposizione un territorio libero da dazi per commerci e investimenti (e, perché no, land grabbing)
-Destabilizzare un Paese (il Sudan) dagli Usa inserito tra i Paesi Canaglia perché ricettacolo di terroristi internazionali.
Quindi, anche noi condanniamo le violenze del Sudan, ma facciamo notare la strategia degli Stati Uniti che quindi non possono essere del tutto esclusi dai corresponsabili delle violenze.