Berlusconi non esiste


Il Presidente del Consiglio dello Stato Italiano, nostro confinante, non esiste.

Non esiste come persona, ma solo come essere fisico. Non è una persona reale: è, tra le altre cose, una istituzione govarantiva italiana, ma soprattutto è il condensato di un modo di pensare. È la personaficazione dell’incoscio collettivo del Popolo delle Libertà e parte di altro elettorato, del liberale (all’apparenza) sempre vincente, dallo stile moderno e scanzonato, in breve dello yuppie degli anni Ottanta trascinato fino a oggi. Un’idea liberal-elitaria che parte dal tatcherismo, dal reaganismo, per passare dall’esibizionismo corporale delle prime tivù locali e dai paninari, che danno una svolta populista. Questo cocktail di ottimismo, superficialità, materialismo ed egoismo ha un ultimo ingrediente: un’aria decadente, creata dal fatto che quell’illusione è durata fino a metà degli anni Novanta, fino al crollo della New Economy ed è scesa sempre di più a picco (11 settembre, guerre del Golfo, crisi economica recente).

Il berlusconismo risponde ai paradossi degli anni Duemila col sorriso beffardo dell’illusione che la crisi non esista, che la donna debba essere bella e svestita, che l’Esecutivo debba essere stabile a qualsiasi costo. Alla conclamazione che il sistema capitalistico, ammesso che funzioni, ha la caratteristica di “cicli” (crisi e ripresa) sempre più ravvicinati, si risponde con l’orgia politica, il baccanale villano, la barzelletta sporca, e la ferma convinzione che sia comunque il migliore dei governi possibili. La contestazione, quella c’è sempre stata, ai tempi della Democrazia Cristiana come oggi. Ma il berlusconismo è costretto ad avere un pregio (dato dai tempi di internet) che prima mancava: la trasparenza.Tutto ciò che sarebbe stato abominevole qualche anno fa, oggi è alla mercé di tutti: il Re è Nudo e perciò ancora più forte. Il Re è Nudo perché non esiste, ma è votato, appoggiato, e inventato dall’incoscio collettivo di uomini “normali” come un Bassissimo Impero Romano, come un anacronistico Sacro Romano Impero ottocentesco. Uomini che si “ergono” a normali perché hanno celato nell’incoscio tutti i desideri devianti che la cronaca ben suggerisce. Gli stessi che celebrano il design degli occhiali scuri di Lapo Elkann, dietro ai quali si nascondono festini senza limiti, illegali e contro la morale cristiana e non solo. Gli stessi che sono appoggiati da gran parte della Chiesa che in qualche caso ha protetto simili illegalità oscene. E quando l’incoscio collima con lo scandalo, si crea una forza in grado di tenere in piedi qualsiasi Esecutivo. Ma la morale non è assolutamente annullata: solo che adesso non è più uguale per tutti. “Etica fonetica”, diceva Battiato. Assolutamente oscura, preilluminista, e quindi simile agli Stati Islamici o al governo russo. Per questo certe alleanze sono giustificate.

Non basta Fini per un fenomeno senza fini, che sarà più studiato del fascismo fino a quando Odoacre rifiuterà le insegna imperiali di un impero già morto da anni. Preparate le giustificazioni: ai Repubblichini non sono bastate.