Beirut, cosa c’è dietro l’esplosione?


Le esplosioni che hanno seminato morte e distruzione a Beirut sono ancora classificate come “incidente”, Ma a chi apparteneva l’esplosivo? Ed è stato davvero un incidente?

Mentre sono stati arrestati i “responsabili” dell'”incindente” al porto di Beirut, si possono fare delle ipotesi. Al momento sappiamo che nell’Hangar 12 c’erano 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, (stoccato lì fin dal 2013) sostanza utilizzata per produrre fertilizzanti ma anche per produrre esplosivi, e vicino c’era anche un deposito di fuochi d’artificio. Gli Hezbollah hanno utilizzato il nitrato di ammonio per costruire esplosivi per le testate dei missili, inoltre si dice che ci fosse anche un loro deposito di armi coinvolto nell’esplosione. Le ipotesi possono essere varie, l’utilizzo del materiale da Hezbollah e Sciiti (filoiraniani) per preparare nuovi attacchi e anche l’esplosione guidata dai Servizi Segreti Israeliani che forse hanno sottovalutato il potenziale esplosivo. Naturalmente Hezbollah e Israele negano tutto. Per cui sono ipotesi destinte a rimanere tali perché difficilmente la realtà verrà a galla. Intanto, negli scorsi gorni c’è stato un incontro con accordo tra Israele ed Emirati Uniti in funzione antiiraniana. Il movimento sciita libanese, alleato di Siria e Iran, è al centro negli ultimi mesi di attacchi, pressioni e sanzioni Usa e l’esplosione “mirata” potrebbe essere al centro di questi movimenti per isolare l’Iran e i combattenti Sciiti.