Allah è sempre più piccolo


22 marzo, Bruxelles, Belgio: terroristi kamikaze si fanno esplodere provocando 35 morti e decine di feriti.
28 marzo, Lahore, Pakistan: terroristi kamikaze si fanno esplodere provocando oltre 60 morti, di cui 30 bambini, e centinaia di feriti.

E’ in questi episodi che Dio non esiste, che Allah non esiste.

Soltanto quando tutti gli uomini comprenderanno le ragioni dell’altro qui e ora nella vita, saranno in grado di provare a comprendere quello che c’è o non c’è nell’Aldilà.

Mail4Freddom, dal Belgio


Sempre per il neverending project Mail4Freedom, il gradito ritorno di Pierrino Prisa da Liegi, Belgio:

Fanzine di Pierrino Prisa

Fanzine di Pierrino Prisa

In Belgio esplode la rabbia per l’Austerity


Almeno 100.000 persone hanno sfilato per la capitale Bruxelles (circa l’1% della popolazione del regno), la protesta prende di mira le misure annunciate dal nuovo governo conservatore liberale del primo ministro Charles Michel: dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, al congelamento degli adeguamenti salariali all’inflazione, ai tagli a scuola, ricerca e servizi.

Tensioni per il prossimo G7


Il prossimo G7 di Bruxelles (grande assente la Russia) minaccia nuove sanzioni alla Russia se Mosca non accetterà il risultato delle elezioni presidenziali ucraine e non smetterà di sostenere i separatisti della regione orientale dell’Ucraina. Il G7 è pronto a “intensificare sanzioni mirate” contro Mosca se non verrà accelerato il ritiro delle truppe dai confini dell’Ucraina. Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Canada e Stati Uniti scrivono nero su bianco nella bozza del comunicato finale del vertice, in programma stasera e domani a Bruxelles.

Mail4Freedom: auguri dal Belgio


Il nostro corrispondente dal Belgio Pierrino Prisa ci fa avere gli auguri di buone feste lievemente… in ritardo!

Bonne fête di Prisa Pierrino

Bonne fête di Prisa Pierrino

Lettonia in Eurolandia


la Lettonia diventa il diciottesimo paese ad utilizzare la moneta unica. Da domani, anche i due milioni di cittadini della repubblica baltica si aggiungeranno quindi ai 330 milioni che gia’ utilizzano l’Euro. L’ultimo ingresso era stato quello dell’Estonia, il 1° gennaio 2011.
Ecco l’elenco aggiornato della Zona Euro con la data di adesione:
Austria 1º gennaio 1999
Belgio 1º gennaio 1999
Cipro 1º gennaio 2008
Estonia 1º gennaio 2011
Finlandia 1º gennaio 1999
Francia 1º gennaio 1999
Germania 1º gennaio 1999
Grecia 1º gennaio 2001
Irlanda 1º gennaio 1999
Italia Italia 1º gennaio 1999
Lettonia 1º gennaio 2014
Lussemburgo 1º gennaio 1999
Malta 1º gennaio 2008
Paesi Bassi 1º gennaio 1999
Portogallo 1º gennaio 1999
Slovacchia 1º gennaio 2009
Slovenia 1º gennaio 2007
Spagna 1º gennaio 1999
a cui vanni aggiunti Monaco, San Marino, Vaticano e Andorra che non hanno un sistema monetario indipendente.

Mail Art Makes South Africa Near You by Cheryl Penn


La sudafricana Cheryl Penn ha raccolto parte della mail art ricevuta e l’ha raccolta in un libello in 27 copie con altrettanti esempi di mail art da tutto il mondo (Italia, Germania, Sudafrica, Austria, UK, USA, Belgio, Argentina, Danimarca e Norvegia) e l’ha chiamata “Mail Art Makes Worls a Town” (“La mail-art riuce il mondo a una città”).
Fanno parte della raccolta: Cheryll Penn, Tiziana Baracchi, PC (TICTAC), Sue Hobbs, Erich Sundermann, Stephanie Turnbull, Karl-Friedrich Hacker, R.R. Anon, David Stone, Rebecca Guyver, Lesley Magwood Fraser, Kipple, Serse Luigetti, Dadanautik, Guido Vermeulen, Nikolaus Mohr, Karen Greenwood, Claudio Romeo, Andrew Maximillian Niss, C. Mehrl Bennett, John Bennett, Rosa Gravino, Mogens Otto Nielson, Torill Elisabeth Larsen e Uli Grohmann.
Il lavoro di Cheryll Penn sulla pagina di Avatar di Kipple è da considerarsi parte del progetto Mail4Freedom Micronational.
Ecco la copertina del libretto e alcuni esempi del contenuto:

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

Mail Art Makes The World a Town Edition IX by Cheryl Penn

A World Apart by Karin Greenwood

A World Apart by Karin Greenwood

Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser


Mail(ed) Art by Lesley Magwood Fraser

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by Guido Vermeulen

Untitled by PC (TICTAC)

Untitled by PC (TICTAC)

Untitle by Sue Hobbs

Untitle by Sue Hobbs

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Avatar by Kipple & Cheryl Penn

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

Busta contenente il progetto Mail Art Makes World a Town Edition IX

La Croazia entra nell’Unione Europea


Dal 1° luglio la Croazia sarà il 28° Paese a far parte dell’Unione europea. Da oggi inizierà il processo di valutazione per l’adozione dell’euro che richiede almeno due anni dopo l’ingresso nell’Ue.
Al momento l’Ue è composta da 28 nazioni, di cui 17 fanno parte dell’Unione Monetaria (tra parentesi l’anno di adesione e i paesi dell’Eurozona):
Austria (1995, euro)
Belgio (1952, euro)
Bulgaria (2007)
Cipro (2004, euro)
Croazia (2013)
Danimarca (1973)
Estonia (2004, euro)
Finlandia (1995, euro)
Francia (1952, euro)
Germania (1952, euro)
Grecia (1981, euro)
Irlanda (1973, euro)
Italia (1952, euro)
Lettonia (2004)
Lituania (2004)
Lussemburgo (1952, euro)
Malta (2004, euro)
Paesi Bassi (1952, euro)
Polonia (2004)
Portogallo (1986, euro)
Regno Unito (1973)
Repubblica ceca (2004)
Romania (2007)
Slovacchia (2004, euro)
Slovenia (2004, euro)
Spagna (1986, euro)
Svezia (1995)
Ungheria (2004)

Chi sono gli Anonymous?


Anonymous

Anonymous

Partiamo da Wikipedia: “Anonymous è un termine dal duplice significato. Come fenomeno di Internet afferisce al concetto di singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di “Anonymous”.
Le azioni attribuite ad Anonymous sono intraprese da individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous,
che non si manifestano solo via web, alcuni di loro si presentano con addosso la maschera di Guy Fawkes (resa famosa dal film V per Vendetta) e scendono in piazza a protestare. Dopo una serie di controversie, proteste largamente pubblicizzate e attacchi DoS (Denial of Service) attuati da Anonymous nel 2008, gli episodi legati ai membri del gruppo sono diventati sempre più popolari.”
Si dice che sono nati nel 2003, ma le vere attività cominciano nel 2006. Si comincia con l’attacco al social network Habbo e ad attacchi a siti razzisti e sessisti o ad gruppi considerati contro l’etica come Scientology (con il Progetto “dedicato” Chanology).
Nel 2010 Anonymous appoggia le ragioni di Wikileaks (vedi nostro articolo su Julian Assange).
Tra i siti colpiti negli ultimi anni si annoverano: Fine Gael, un partito politico irlandese di centro-destra, la società di sicurezza HBGary Federal; Enel, che al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotzal, assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità indigena maya Ixil (di cui abbiamo accennato anche in relazione all’ex dittatore Rios Montt); Agcom; New York Stock Exchange; il Tenente John Pike per aver spruzzato dello spray al peperoncino contro un gruppo di manifestanti; Dipartimento di Giustizia Usa; Motion Picture Association of America; Universal Music; Belgian Anti-Piracy Federation; Recording Industry Association of America; Federal Bureau of Investigation; HADOPI law site; US Copyright Office; Universal Music France; Senatore Christopher Dodd; Vivendi France; Casa Bianca; BMI; Warner Music Group; WallStreetJournal; AIPAC; Corte costituzionale ungherese; Vaticano; Massachusetts Institute of Technology; United States Sentencing Commission; Nasa; Sony; Hollywood; vari siti ministerili del Brasile; Facebook down; Equitalia, Trenitalia; Endesa; Emgesa; Ministero dell’Interno d’Italia, Ministero della Difesa d’Italia; Carabinieri; molti siti Israeliani per protestare contro l’esercito di Tel Aviv che ha sferrato una nuova offensiva contro il popolo palestinese nel novembre 2012, oltre che attacchi di vario tipo in Egitto e Tunisia a seguito della Primavera araba.
Questo elenco serve per farvi comprendere meglio chi sono gli hacktivist di anonymous, conoscendoli attraverso i loro nemici: i protettori della linea dura del copyright e in generale dei diritti fondamentali dell’uomo e dei cittadini.
Sono naturalmente seguiti arresti in tutto il mondo.
Considerando tutte le generalizzazioni e le peculiarità di ogni caso e il modus operandi di Anonymous è difficile se non impossibile dare un giudizio o un’opinione definitiva.
Sul fronte più puramente politico gli attacchi vanno sempre in direzione della difesa dei cittadini nei confronti di poteri forti o di attacchi militari o di repressione, ed è difficile non essere d’accordo almeno sulle loro motivazioni di base. Non a caso gli Anonymous si presentano con la maschera di V per Vendetta spesso a fianco di manifestazioni organizzate da Occupy Wall Street o dagli Indignados, rivelando un legame tra le diverse espressioni di protesta.
Ma Anonymous si concentra maggiormente sulle questioni del copyright, nelle quali sarebbe bene discernere questione per questione. Ma possiamo dire che se l’obiettivo del copyright (e delle sue diverse forme, come quella molto nobile del Creative Commons), dovrebbe essere quello di tutelare gli artisti, in pratica non è così, perché si tutela esclusivamente il prodotto dell’industria della creatività e dei più celebri artisti (che ve ne fanno parte), ignorando la gran parte degli altri artisti. Infatti, grazie a quella che chiamano pirateria (ma che si può tranquillamente chiamare prestito o donazione tra utenti), gli artisti poco conosciuti possono godere di un passaparola (una pubblicità gratuita!) che ha un duplice pregio: quello di far conoscere l’artista e quello di diffondere cultura artistica in generale.
Quindi anche grazie alla cosiddetta pirateria, vi è un ritorno per gli artisti e i loro produttori per via di altre forme di introiti (per esempio i concerti musicali o le mostre).
Ma per le grandi etichette e gli artisti famosi e ormai milionari è un apporto insignificante e minore delle royalties ricavate grazie al copyright, al contrario della stragrande maggioranza degli altri artisti. Quindi, come potete comprendere, di qualsiasi idea voi siate, è soltanto una questione di quantità di denaro che entra e non di tutela degli artisti.
Solo il Creative Commons va in questa seconda direzione, ed è uno strumento che ha trovate il consenso di moltissimi artisti.
In definitiva, la scelta è tra pochi artisti ricchi e tutelati e una minor cultura artistica da un lato, e una gran quantità di artisti non milionari e una diffusa cultura artistica dall’altro. Io scelgo la seconda opzione.

Mail4Freedom: Happy New Eon dal Belgio


Nell’ambito del progetto Mail4Freedom, ecco altri Happy New Eon!, questa volta dal Belgio, Prisa.P:

Julie et Sébastien

Julie et Sébastien


Vedi altri partecipanti a Happy New Eon [21 brumaio 132 > … (14/11/2012 > …)]:
Giovanni Strada
Paul Tiililä
Vedi tutti i partecipanti alla Prima Fase “Mail4Freedom Begins” [20 brumaio 131 > 20 brumaio 132 (13/11/2011 > 13/11/2012)].

Siria: sempre peggio


Continuano i bombardamenti in Siria con decine di morti ogni giorno, la guerra si è estesa praticamente a tutto il Paese, dopo Homs, Damasco e Aleppo.

Alcuni attivisti siriani hanno tentato un blitz all’interno dell’ambasciata siriana in Italia. Sono stati tutti arrestati e sottoposti al giudizio per direttissima. In totale si tratta di 12 persone. Gli agenti delle Volanti e la Digos della Questura di Roma hanno bloccato i ragazzi grazie alla segnalazione dei militari addetti alla sicurezza dell’ambasciata. Gli attivisti apparterrebbero al Coordinamento dei siriani liberi di Milano, che da giorni manifestano contro il regime di Assad. L’assalto sarebbe stato pianificato per chiedere la destituzione dell’ambasciatore Hassan Khaddour.

L’11 febbraio, durante un incontro con i media, il portavoce del Ministero degli Esteri Siriano, Jihad Makdissi, ha affermato che la Siria ha chiesto agli ambasciatori di Libia e Tunisia di lasciare il Paese entro 72 ore. Jihad Makdissi ha inoltre annunciato che la Siria ha già chiuso la sua ambasciata in Qatar e richiamato gli ambasciatori in Kuwait ed Arabia Saudita.
Il 9 febbraio il Ministero degli Esteri libico aveva espulso il corpo diplomatico siriano, mentre il 4 il governo tunisino aveva cacciato dal paese l’ambasciatore siriano e dichiarato di non riconoscere più l’attuale governo.
Ad oggi hanno ritirato i propri ambasciatori in Siria: Usa, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, India e Italia.