In Italia c’è un governo votato in modo anticostituzionale


L’importante è che l’Italia se lo dica da sola, oggi la Consulta ha decretato che il sistema elettorale, denominato Porcellum (Porcata) dallo stessa persona che l’ha proposto (Roberto Calderoli, in funzione pro-Lega Nord) viola la Costituzione sia per il premio di maggioranza previsto per Camera e Senato, sia per l’esclusione del voto di preferenza.
Un passo alla volta l’Italia si rende conto di aver navigato per due decenni in una democrazia apparente, un incantesimo di lucida follia, una mesmerizzazione berlusconiana, un reality show applicato alla politica di inaudita potenza, grazie alla connivenza media/governo o media/parlamento (alternativamente), un carrozzone che ha raggiunto punte di grave comicità negli ultimi 5 anni (in particolare gli ultimi atti: l’ultimo governo Berlusconi, il jolly sprecato Monti, e la resa davanti a Napolitano).
Ora l’improvviso risveglio: gente, la festa è finita, siete una specie rara di sgarruppato regime! Rifate tutto, mi raccomando, tenete lontano dal potere quelli che hanno combinato questo guaio. La neorepubblica potrebbe, un giorno, riallacciare i rapporti con voi, noi che abbiamo sempre saputo che la Costituzione per voi è un semplice vessillo da mostrare agli amici.

Berlusconi destituito, pardon decaduto da senatore


Berlusconi è da oggi dichiarato decaduto da senatore.
Il 25 luglio 1943 il re Giorgio Napolitano I fa arrestare Silvio Berlusconi, in previsione dell’armistizio del 3 settembre, reso pubblico alle inutili masse soltanto l’8 settembre 1943. Il re si trasferisce in Puglia dove costituisce un governo sotto tutela degli Alleati, che dichiara guerra alla Casta politica”.
Il brano che avete appena letto si definisce “ucronia”, un gioco di parallelismi storici.
Con la decadenza di Berlusconi è stato resa esecutiva la soluzione del surreale paradosso italiano per cui la corruzione, il controllo dell’informazione e il sessismo erano al governo e/o a capo di una colazione politica.
Ma, come abbiamo sempre sostenuto, il problema non è solo la persona, ma la “disetica” che c’è alla base, chiamata “berlusconismo”.
Negli ultimi 20 anni (ce in particolare modo negli ultimi 5 anni e mezzo, dalla caduta del governo Prodi e l’inizio della crisi economica) il binomio berlusconismo/antiberlusconismo ha fatto dell’Italia il Paese più povero del G8, con una disoccupazione e un debito pubblico altissimi, senza politiche coerenti del lavoro (basta citare i contratti a progetto, quasi sempre schiavitù legalizzate) e ha reso l’Italia agli occhi degli altri Paesi un paese dove la libertà d’informazione è pari a un Paese semidittatoriale dell’Africa e dell’Asia (ci sono decine di classifiche).
Non dimentichiamo che una delle regole più importanti della democrazia è che l’informazione, soprattutto quella generalista, dev’essere svincolata dalla politica (questo sembrano dimenticarlo tutti)! In Italia ci si appella al fatto che chiunque può dire la propria opinione, che verrà diffusa a poche centinaia di persone, mentre i Tg nazionali delirano proclami politici senza mezzi termini a milioni di ascoltatori.
In Italia non solo l’informazione non è mai stata slegata dalla politica, ma spesso si è vincolata direttamente ai gruppi politici, creando situazioni che, per chi non lo sa, sono simili a regimi di Paesi in via di sviluppo. Ecco perché la democrazia sana è lontana.
Ma non vogliamo rovinare la giornata: rimaniamo ottimisti e siamo felici che un personaggio iniquo, deleterio, superficiale, maschilista, corrotto e gerontocrate sia stato consegnato alle accuse della Storia (che saranno parecchie).
Ai posteri l’ardua sentenza.

Memorandum per le commedie all’italiana


Ricordiamo che in data 7 fiorile 132 (24 aprile 2013 dopo Cristo per voi che seguite sempre tutto quello che vi dicono di fare e non avete nemmeno la forza di seguire il calendario che preferite) la n/azione oscura Neorepubblica Kaotica di Torriglia ha congelato le relazioni diplomatiche con la nazione denominata per semplicità Italia, per cui ci trinceriamo dietro un fermo, soave e purissimo no comment riguardo a tutto ciò che succede in questo Paese, o più esattamente, per noi in quel Paese non sta succedendo nulla.
E chi non è d’accordo, vada a quel Paese.

Berlusconi ultimo atto


Sembra andato in scena l’atto conclusivo della rappresentazione dell’era Berlusconi, una sorta di farsa ventennale (farsa non in senso polemico, ma nel vero senso del termine, ovvero di rappresentazione tra il divertente e il drammatico, come Berlusconi stesso ha voluto).
Stiamo parlando dell’annuncio, il 26 ottobre, della rinuncia alla ricandidatura politica, quello, il 27, della sentenza che lo condanna a quattro anni per frode fiscale, e, il 28-29, dei risultati catastrofici del Pdl alle elezioni amministrative della Sicilia.
La fine annunciata di Berlusconi si risolve in soli quattro giorni, a meno di un anno dal crollo politico del suo governo.
La sentenza dimostra che l’Italia ha avuto un Presidente del Consiglio reo di frode fiscale (condanna che va aggiunta alle tre precendenti), nonostante le ormai nenie complottiste delle “toghe rosse”. Infatti, che cos’ha di diverso la teoria delle toghe rosse, per esempio, dalla teoria che l’11 settembre sia un piano del governo statunitense?
Non esiste nessuna prova, ma solo indizi di parte che vengono organizzati senza tenere conto delle ragioni dei magistrati stessi. Diciamolo francamente: la magistratura è storicamente legata alla destra, questo è risaputo: al limite, al posto del delirante concetto di magistarti “comunisti” si può parlare di un gruppo minoritario di magistarti riunito sotto al bandiera di Di Pietro e dell’Italia dei Valori, contro il dilagare della corruzione.
Queste “toghe dei valori”, non certo rosse, potrebbero aver deciso di penalizzare una certa parte politica facendo leva sulla corruzione.
A parte il fatto che stiamo parlando ancora di una teoria non dimostrata, gli ambienti del Pdl cadono in contraddizione quando fanno notare che pochi processi hanno centrato il loro obiettivo di “delegittimazione politica”. Questi fatti mi sembrano la conferma che i processi non siano a senso unico, ma che esista ancora il tanto decantato garantismo (che per inciso non significa passarla liscia, cari sedicenti garantisti, ma significa considerare l’imputato innocente a tutti gli effetti fino a prova contraria).
Infine, il fatto che Berlusconi sia politicamente defunto, separa definitivamente la deligittimazione politica dalle intenzioni dei magistrati.
Insomma, Berlusoni si ostina ancora a parlare di toghe rosse come di Forza Italia, di come lui sia ancora incensurato, senza specificare che la maggioranza dei processi si sono conclusi in prescrizione, che non significa che l’imputato è innocente, no, significa: il reato non è così importante da dover procedere penalmente per più di un certo numero di anni. Il che la dice lunga di come il tizio in questione (ormai lo possiamo chiamare così), abbia una buona probabilità di averla letteralmente “passata liscia” per motivi formali.
Berlusconismo.
Che a capo del’Italia ci fosse stato un corrotto o no, poco importa, ora che il tizio e il suo disgregato gruppo non sono più politicamente influenti. Quello su cui tutti sono d’accordo è che l’era Berlusconi sia da considerare un periodo (per usare le parole della figlia Marina) straordinario (ovvero non ordinario) e che in Storia si studierà al pari dell’era Giolitti (per non dire Mussolini). Che poi ci abbia accompagnato nel baratro politico, amorale, maschilista, anticulturale e decadente è un opinione non assoluta, ma di una parte consistente del Paese, intellettuali e analisti sociali compresi.
Il problema è che il berlusconismo, anche se pare non avere grandi prospettive, non è morto.
Oltre al discorso puramente politico e del dissolvimento del Pdl, i caratteri “berlusconisti”, da un anno a questa parte, si notino come papaveri in un campo di grano (o come deiezioni nel deserto). Alcuni esempi: Renato Brunetta e altri esponenti del Pdl che fanno il gioco delle tre carte con le cifre per scaricare goffamente la responsabilità della crisi (che c’è dal 2008) su Monti (che denota la bassa professionalità dei politici berlusconisti e del modo in cui hanno rovinato l’immgine pubblica del politico, mentendo spudoratamente), Angelo Alfano che dice che non considera una sconfitta il crollo del suo partito in Sicilia, infine, elementi da estirpare rapidamente dalla politica come Franco Fiorito o Roberto Formigoni, che sembrano essere andati a scuola di berlusconismo, attaccando per difendersi, ostentando la propria corruzione come destrezza, anziché vergognarsi e nasconderla.
Insomma, gente ormai avulsa dalla realtà politica, che scarica ogni responsabilità agli altri salvando sempre se stessi, ultime vuote marionette della farsa berlusconiana che irritano forse più di prima, in quanto non si rendono conto che il clima politico e sociale è cambiato, che l’ingenua follia del berlusconismo è agonizzante, e che non siamo più nell’epoca dell'”io ho sempre ragione e tu hai sempre torto”.
Non a caso i berlusconisti sono gli eredi di Craxi, il primo che indignò l’opinione pubblica e che contribuì alla rovina dell’immagine del politico, oggi decisamente compromessa. Se Beppe Grillo cresce a livello esponenziale (vedi nostro articolo in merito) è grazie all’immagine che i berlusconisti hanno dato (e danno) del politico.
Immagino che la destra si riorganizzi in qualche anno, auguro loro solo di scegliere una strana diversa, caratterizzata dalla professionalità, dalla serietà, della moralità, lontana dalla spettacolarizzazione mediatica (caratteristiche che una volta appartenevano proprio alla destra), questo perché il mio discorso non venga preso per un “discorso di sinistra”, ma una riflessione sulle radici della crisi ideologica e politica del nostro Paese confinante.
Montismo.
Colgo infine l’occasione di chiarire la nostra posizione rispetto al governo Monti. In questi mesi di governo, infatti, abbiamo notato un netto “scolorimento” delle intenzioni di lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e in generale del ripristino dei conti con una politica di equità sociale, che sembravano caratterizzare gli esordi di Monti. La sua connivenza con il mondo bancario non è solo un’ipotesi complottista, lo dimostra il fatto che l’ipotesi di eliminare o quanto meno ridurre le spese delle operazioni bancarie, è stata ritirata in fretta e furia dopo la minaccia dell’ABI, timorosa che la propria dirigenza e il proprio managment dovessero rinunciare ai loro stipendi a sei cifre.
Monti non poteva dire no alle banche, così ha optato per l’aumento dell’Iva, dimostrando ai fatti di ignorare i presupposti con cui aveva cominciato.
Nonostante ciò, la Neorepubblica di Torriglia, avendo votato la fiducia (anche se solo di un voto), si rende conto che le opinioni personali sono una cosa personale, altro è la convivenza sociale. Così, coerentemente alle scelte prese, rispetta il proprio appoggio a Monti fino alle prossime elezioni, che sia augura vengano il prima possibile con una nuova legge elettorale.

No alla violenza solo da chi voglio io


Oggi in Yemen, a Sana’a, la polizia fa fuoco sulla folla in protesta: 4 morti
In Siria, a Damasco, ucciso un noto attivista pacifico e altri 5 morti tra cui un bambino di 9 anni.
Il movimento degli indignati e Occupy Wall Street contro gli abusi della finanza, il precariato e le ricette anti-crisi della politica ha esportato la protesta in 951 città di oltre 80 Paesi.
In Malaysia a Kuala Lumpur e a Singapore interrotto il corteo dlla polizia che ha fatto sgombrare le piazze.
In Italia 70 feriti e 12 arrestati a causa delle violenze Black Bloc da cui il corteo prende le distanze.
Come andare a cena in gruppo e lamentarsi perché bisogna pagare il conto di alcuni che se ne sono scappati prima.
Premesso che a Roma si è assistito a una guerra tra poveri (black bloc vs forze dell’ordine) e che i tafferugli dovrebbero semmai spostarsi nei veri centri di potere (Montecitorio anziché le vetrine), c’è da chiedersi:
– Perché le violenze dei Black Bloc, notoriamente internazionali, si sono verificate SOLO in Italia?
– Qual è la differenza tra le violenze dei Black Bloc e quelle della Primavera araba?
Ci sono violenze che vanno bene e altre no, evidentemente, come sempre noi abbiamo sostenuto. Il discriminante è la democrazia. In un Paese democratico non si può fare violenzae “deturpare l’arredo urbano”, quindi Berlusconi, democraticamente eletto dal 1994 (tranne la breve parentesi di Prodi), è legittimamente al governo, pur con il conflitto di interessi aggravato dal fatto che riguarda le telecomunicazioni e i legittimi impedimenti che lo costringono a non farsi processare. Quindi nessuno (o pochi) in Italia sostengono che ci sia emergenza democrazia.
Fine delle proteste, tutti a casa, Berlusconi vada avanti fino al 2013 perché, naturalmente, si parlerà tanto, ma nessuno ascolterà le ragioni degli indignati.

Kremo Baroncinij a Cesare Battisti: “Resta dove sei”: è bufera!


Lukha Kremo Baroncinij suggerisce al mostro assassino terrorista Cesare Battisti di rimanere in Brasile, emulando il suggerimento del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi
a Valter Lavitola: “Resta dove sei”.
Niccolò Ghedini smentisce, ma è bufera.
L’opposizione attacca: dimissioni. Nuovo interrogatorio per Giampaolo Tarantini sui soldi ricevuti dal premier tramite Valter Lavitola. Il presidente del consiglio italiano fa suggerimenti contro le leggi della propria nazione.
Lukha Kremo Baroncinij suggerisce a Berlusconi una richiesta di asilo politico al Burkina Faso, dove troverebbe amici con i quali essere accolto.

Il presidente del Consiglio italiano è contumace


[letto su lastampa.it]

Il premier Silvio Berlusconi è stato dichiarato contumace, perché non presente in udienza, dai giudici, stamane alla ripresa del processo Mediaset. Dunque, come già si era saputo, i difensori del premier non hanno presentato alcun legittimo impedimento per l’udienza odierna.

La ripresa del processo è avvenuta tra molti fotografi e giornalisti, presenti i due difensori del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, ovviamente bersagliati dai flash. L’udienza è stata dedicata solo alla stesura del calendari: l’udienza di oggi segna la ripresa di tutti i processi contro Silvio Berlusconi.

Oggi si tratta del processo sui fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset. Oltre al premier, imputato di frode fiscale, ci sono altre undici persone incriminate, tra cui Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset. In questo procedimento, a lungo sospeso in attesa dei pareri della Corte costituzionale su Lodo Alfano e legge sul legittimo impedimento, la Procura milanese ipotizza che delle major americane abbiano ceduto diritti televisivi a due societa’ off shore collegate a Fininvest, le quali li avrebbero in seguito rivendute a Mediaset a prezzi maggiorati.