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Assange e Bernstein: stretti tra due Imperi


Se da una parte c’è il grande spettro dello zarismo di Vladimir Putin, dall’altro – qui nel libero Occidente – abbiamo una giustizia che incarcera giornalisti liberi. Come Julian Assange, cofondatore e caporedattore dell’organizzazione divulgativa WikiLeaks, e Mark Bernstein, uno degli autori della versione russa di Wikipedia l’enciclopedia libera online.

La Corte suprema britannica non ha ammesso il ricorso di Assange contro la sua estradizione negli Stati Uniti. A questo punto la strada verso la libertà per Assange si fa strettissima, e le speranze di evitare l’estradizione sono oramai ridotte al minimo. La vicenda è tutta nelle mani del ministro dell’Interno britannico, Priti Patel, che dovrebbe prendere la decisione deifinitva.

Una sorte simile è toccata a Bernstein, arrestato dalla Direzione generale contro il crimine organizzato e la corruzione del ministero dell’Interno della Bielorussia. Una notizia che riporta all’ordine del giorno gli arresti nei confronti degli attivisti contro Putin e contro la guerra che si sta svolgendo tra Russia e Ucraina. In seguito all’arresto, l’account di Bernstein è stato bloccato a tempo indeterminato.

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Onu vota risoluzione contro Mosca. Domani proseguono i negoziati


L’Assemblea generale delle Nazioni Unite condanna l’invasione con 141 Paesi che hanno votato a favore, cinque contrari (Russia, Bielorussia, Cuba, Corea del Nord, Siria ed Eritrea) e 35 astenuti.
A Kiev si parla di oltre 2mila vittime civili. A Kharkiv è stata colpita anche l’Università. Mosca annuncia anche la conquista di Kherson.

Biden chiude lo spazio aereo alla Russia. Dall’inizio dell’offensiva, le forze russe hanno ucciso oltre 2.870 soldati e “nazionalisti” ucraini, feriti circa 3.700. Lavrov: “La Terza guerra mondiale sarebbe nucleare”

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Invasione Ucraina: Kiev sotto attacco


Russia e Ucraina sono al quarto giorno di guerra. A Kiev i registrano pesanti bombardamenti nella periferia della capitale ucraina. Dopo una mattinata di scontri, le forze ucraine hanno ripreso il controllo di Kharkiv cacciando le truppe russe. Lo riporta il governatore ucraino della città. Italia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Germania, chiudono lo spazio aereo ai voli russi. L’Italia invia oggi aerei e uomini in Romania, per rafforzare il fianco Est della Nato. Il cancelliere tedesco Scholz: “Al fianco degli ucraini siamo dalla parte giusta della storia. Ma sono ancora aperto a discutere con la Russia”. Ci sarebbero già 368mila rifugiati dall’Ucraina.

La sovranità e l’integrità di ogni Paese vanno rispettate, e questo vale anche per l’Ucraina”. queste le parole del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, molto chiare che hanno segnato un deciso cambio di direzione sull’asse Pechino-Mosca. Così dal totale allineamento dei giorni scorsi, con la Cina che aveva definito legittima l’azione militare russa, ora il messaggio rivolto al Cremlino dagli uomini di Xi Jinping è volto a frenare l’escalation e a riportare tutti sulla strada della diplomazia. La Russia si dice pronta a negoziati con l’Ucraina, a Minsk. L’Ucraina ha replicato di essere a sua volta pronta, ma non a Minsk, in Bielorussia, Paese da cui sono partite le truppe russe che stanno assediando Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato quello bielorusso Aljaksandr Lukašėnka e in questi momenti c’è una trattativa sul luogo dell’incontro.

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Rivolte in Kazakistan: la Russia accusa forze esterne


Sono oltre mille persone sono rimaste ferite nei disordini al terzo giorno di proteste in Kazakistan. Due dei 13 poliziotti uccisi sono stati decapitati. Il Kazakistan (la nuova capitale da 2 anni si chiama Nur-Sultan, prima si chiamava Astana) ha sospeso l’ingresso dei cittadini stranieri entro i propri confini. La Russia lo ritiene un tentativo, ispirato dall’esterno, di minare con la violenza la sicurezza e l’integrità del Paese. Gruppi armati stranieri sono coinvolti nei violenti scontri con le forze dell’ordine in corso in Kazakistan. È la posizione del ministero degli Esteri di Mosca. La Russia continuerà le consultazioni con il Kazakistan e con gli altri Paesi dell’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva (Csto, che include Bielorussia, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan) per ulteriori iniziative da elaborare, se necessario, per facilitare le operazioni antiterrorismo in Kazakistan. Intanto, sono giunte in Kazakistan le prime truppe russe inviate per stabilizzare il Paese in seguito alle rivolte. I militari russi stanno arrivando in per via aerea e il contingente già atterrato ha avviato le operazioni. 

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Voci di golpe in Ucraina


Girano voci di golpe in Ucraina tra il 1° e il 2 dicembre, voci che sono arrivate al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come ha dichiarato in conferenza stampa. Il presidente ha anche affermato che l’Ucraina è pronta ad affrontare una escalation nel suo conflitto con Mosca, sullo sfondo della crescente preoccupazione per l’attività militare russa al confine. Nei giorni scorsi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, aveva denunciato il dispiegamento russo. Mosca ha respinto le preoccupazioni su una possibile invasione, sostenendo si tratti di una reazione all’accresciuta attività Nato. “La Russia ha bisogno di un ulteriore sviluppo delle sue forze armate alla luce della difficile situazione militare e politica nel mondo e dell’incrementata attività della Nato ai suoi confini”, ha dichiarato il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu.  Anche le guardie di frontiera ucraine, insieme alle forze armate e alla Polizia nazionale, hanno avviato un'”operazione speciale” sia alla frontiera con la Bielorussia, nel timore che il regime di Minsk crei una crisi con i migranti come ha fatto con la Polonia, sia a confine con la Crimea. Saranno impiegati “attivamente” anche aerei, droni, e sistemi di sorveglianza, oltre che 8.500 persone in divisa, precisa il vicecomandante delle Guardie di frontiera, Vladimir Nikiforenko. La Russia non ha mai avuto intenzione di partecipare in quello che Volodymyr Zelensky sostiene essere un colpo di stato in Ucraina, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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La Polonia costruirà un muro al confine con la Bielorussia


La Polonia inizierà a costruire un muro al confine con la Bielorussia a dicembre 2021. Lo annuncia il governo di Varsavia, nel pieno della crisi dei migranti con Minsk. Già negli scorsi giorni, il ministro degli Interni polacco Mariusz Kaminsky aveva dichiarato che la struttura sorgerà entro la metà del 2022: “Sarà lunga 180 chilometri, alta 5,5 metri e verranno utilizzate le soluzioni più moderne”.

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La Bielorussia dirotta un aereo per arrestare un dissidente


Roman Protasevich, un attivista sospettato di coinvolgimento in attività terroristiche da parte delle autorità bielorusse e il cui canale su Telegram “Nexta”, è stato arrestato. Il suo volo Ryan Air da Atene a Vilnius, è stato dirottato ed è stato costretto ad atterrare a Minsk da un Mig-29, a causa di un “allarme bomba”, rivelatosi poi un falso. Il ministero degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha convocato l’incaricato d’affari bielorusso e ha chiesto il rilascio immediato di tutti i passeggeri e dell’equipaggio trattenuto all’aeroporto di Minsk.

L’UE sta valutando sanzioni contro la Bielorussia e la chiusura dello spazio aereo bielorusso, da alcune compagnie aeree già attuato.

Ma questa pratica non è nuova anche da parte di altre nazioni: la Turchia costrinse all’atterraggio ad Ankara un aereo passeggeri siriano sospettato di trasportare armi. Allo stesso modo l’Ucraina fece atterrare a Kiev un Boeing bielorusso con a bordo l’esponente anti-Maidan Armen Martirosyan, con la minaccia di caccia militari fatti decollare per dirottare il volo e costringerlo all’atterraggio. Accadde anche al volo presidenziale che trasportava l’allora presidente boliviano Evo Morales. Il suo volo fu costretto ad atterrare in Austria dopo che Francia e Portogallo avevano negato l’autorizzazione a passare nel loro spazio aereo. Ci furono forti pressioni degli Stati Uniti perché sospettavano che a bordo volasse insieme a Morales il whistleblower statunitense Edward Snowden. 

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Cosa sta succedendo in Bielorussia


Alle elezioni del 9 agosto 2020 Aleksandr Lukashenko è stato riconfermato presidente della Bielorussia con l’80,23% dei voti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa statale. La sua sfidante, Svetlana Tikhanovskaya, si sarebbe fermata al 9,9%. I sostenitori della 37enne Tikhanovskaya hanno denunciato fin da subito brogli elettorali.
Lukashenko, al potere da ben 26 anni (dal 1994) corre per il suo sesto mandato. A sfidarlo dovevano essere, Serghei Tikhanovsky, l’imprenditore Viktor Babariko e il diplomatico Valery Tsepkalo. Ma i primi due sono in carcere, il terzo è fuggito in Russia dopo che gli è stata negata l’autorizzazione a candidarsi.
Tre donne hanno preso il loro posto. Svetlana era la candidata ufficiale. La moglie di Tsepkalo, Veronika, l’ha accompagnata ai comizi insieme a Maria Kolesnikova, manager della campagna elettorale di Babariko. eBatka (padre), come Lukashenko ama farsi chiamare nel Paese, ha lasciato che Svetlana scendesse in campo per dare una parvenza di legalità alle elezioni, ma Svetlana ha finito per essere un avversaria più temibile del previsto.
Svetlana Tikhanovskaya non ha un vero programma elettorale, il suo scopo è detronizzare Lukashenko per liberare i prigionieri politici, quindi il marito, e indire nuove elezioni. Nel Paese i sondaggi sono vietati, e uno dei pochi metodi è osservare internet. A luglio, Tihanovskaya aveva superato Lukashenko in termini di like e condivisioni su YouTube: 8.427.853 contro i 6.726.760 del presidente uscente. Secondo uno studio dell’opposizione, Lukashenko era addirittura dato al 3%.
I bielorussi sono scesi in strada, con la consapevolezza del rischio di finire in galera. Come Maria Moroz, braccio destro di Tihanovskaya, che è stata fermata e rinchiusa.
Lukashenko, infine, ha perso l’appoggio di Vladimir Putin, che al momento dichiara che si tratta di affari interni e che nessuno dovrà intervenire dall’esterno.