In Nigeria studiare per le donne è reato


Quante volte abbiamo parlato di Boko Haram in questo blog? Devo dire, tra le cose meno ascoltate dalla malleabile opinione pubbica occidentale.
Vedi solo alcuni esempi:
1. Boko Aram sconfina in Cameroun.
2. In Nigeria altra vagonata di morti innocenti, in Egitto guerra civile, in Siria i soliti morti.
3. L’unità di misura dei morti ammazzati è 100.
4. Evvai, in Nigeria oggi 185 morti!
5. Week-end soleggiato e 100 morti in Nigeria
“Che ci frega che si ammazzano in un lontano stato africano?” è il pensiero di molti.
Non si sentano fuori causa italiani e inglesi che grazie all’Eni e alla Shell hanno e stanno sfruttando le risorse della Nigeria, impoverendone le popolazioni e arricchendone le lobbies, e quindi contribuendo a creare una substrato culturale ottimo per integralisti come Boko Haram.
Ora Boko Haram ha deciso che in Nigeria studiare per le donne è reato. Con un video, infatti, il gruppo fondamentalista islamico ha rivendicato il sequestro delle 276 studentesse, avvenuto il 14 aprile scorso in una scuola a Chibok, villaggio nello stato del Borno. “Ho rapito le vostre figlie, le venderò al mercato in nome di Allah”, ha affermato il leader del gruppo terroristico, Abubakar Shekau. Vendute in cambio di 12 dollari l’una. Circolano indiscrezioni secondo le quali le ragazze sarebbero state già state trasferite in Camerun o in Ciad, anche se le autorità dei due Paesi smentiscono.
Barack Obama che ha parlato di abominio “oltraggioso e straziante”, mentre l’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu punta il dito contro gli autori dei sequestri delle ragazzine parlando di “ferma condanna”.
Insomma, come sempre, le chiacchiere non mancano, ma il governo della Nigeria, con cui Eni e Shell collaborano serenamente, che fa?

Boko Aram sconfina in Cameroun?


In pochi giorni, nello stato di Yobe e in quello di Zamfara, nel nord della Nigeria, sono state massacrate 47 persone in due diversi attacchi. Nel primo, ad opera dei Boko Haram. sono state trucidate 17 persone, alcune delle quali pregavano in una moschea. Nel secondo, pastori di etnia fulani hanno massacrato 30 persone, molti i membri delle milizie di autodifesa anti Boko Haram.
In questi giorni si parlamolto di Gianantonio Allegri e Gianpaolo Marta, i due sacerdoti italiani rapiti nella notte tra venerdì e sabato nel nord del Cameroun, nel territorio di Maroua, insieme a un’anziana suora canadese.
Molte volte in questo blog abbiamo “anticipato” avvenimenti prima che se ne parlasse nei mass media (la guerra civile siriana, la neoGuerra Fredda, ecc.), e spesso abbiamo parlato della situazione tragica e strategica della Nigeria (binomio che significa problemi per tutti) e del pericolo di Boko Aram, che potrebbe rappresentare il Bin Laden del futuro.