Tramonti postmoderni nel nord che brucia: governo ladro!


Da un paio di giorni si registrano nei cieli del Norditalia dei tramonti dai colori stupefacenti e iridescenti. Lo scrittore Don DeLillo li definiva “tramonti postmoderni” perché figli dell’inquinamento. Ma qui non c’è solo l’inquinamento arrivato a livelli da sterminio, ma un’intera valle che sta bruciando. La Val Susa.

E voi lo sapete che siccome il governo ha incorporato dall’oggi al domani il Corpo Forestale nei Carabinieri (obbligando chi vi lavorava a portare una divisa e un’arma alla faccia della propria etica personale), ora ci sono dei mezzi antincendio per incendi boschivi e montani inutilizzabili per motivi burocratici? Sì, si senta responsabile il Governo per questo fantastico spettacolo di Fine Mondo.

Happy And of the World.

Carabiniere ubriaco e drogato investe e uccide un uomo. “Spianiamo tutte le caserme”


carabinieri3-2Savona, Fulvio B., un carabiniere 47enne ubriaco, drogato e senza assoicurazione investe e uccide Nicolino Squillaci.
Fuori servizio al momento dell’incidente, ha investito con la sua moto, risultata senza assicurazione, un pensionato che è morto poco dopo in ospedale. Dalle analisi del sangue, l’agente è risultato con un tasso alcolemico superiore a 3 e positivo alla cocaina.
Coma da post precedente, Lukha B. Kremo si allinea al modo di pensare di Matteo Salvini e propone di “Spianare tutte le caserme dei Carabinieri“.
Naturalmente il fatto che in soli due giorni dopo l’incidente mediatico dei Rom di Roma, abbiamo trovato due casi molto simili, di cui uno esemplare (perché da parte di un uomo delle Forze dell’Ordine) fa capire la portata di questo fenomeno. Inquietante e assolutamente da punire, ma non che prende tutte le fasce sociali, e non è assolutamnte una caratteristica dei Rom.

Monza, travolge e uccide un’anziana. “Radiamo al suolo le case dei monzesi”


ZingariRoma27 maggio 2015: una settantottenne travolta da un’auto pirata ieri sera a Cesano Maderno (Monza), è deceduta in mattinata all’ospedale San Gerardo di Monza. La responsabile una donna, fuggita, che oggi è stata individuata da i Carabinieri.
L’incidente è une delle migliaia di investimenti mortali annui causati da italiani che poi fuggono, omettendo il soccorso, quasi sempre sotto l’effetto di alcool e stupefacenti.
Ma alla vigilia delle elezioni si parla solo di uno di questi incidenti, avvenuto a Roma a causa di due ragazzi rom.
Se la persona è italiana si parla di “reato di omicidio stradale“, se è straniera di “pena di morte“.
Lukha B. Kremo prende alla lettera l’idea di Matteo Salvini: “Radiamo al suolo tutti i quartieri dove abitano i maledetti pirati della strada”. Inoltre ricorda che la nostra costituzione caotica prevede la “pena di morte” solo per chi è favore della stessa.

Chi sono gli Anonymous?


Anonymous

Anonymous

Partiamo da Wikipedia: “Anonymous è un termine dal duplice significato. Come fenomeno di Internet afferisce al concetto di singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di “Anonymous”.
Le azioni attribuite ad Anonymous sono intraprese da individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous,
che non si manifestano solo via web, alcuni di loro si presentano con addosso la maschera di Guy Fawkes (resa famosa dal film V per Vendetta) e scendono in piazza a protestare. Dopo una serie di controversie, proteste largamente pubblicizzate e attacchi DoS (Denial of Service) attuati da Anonymous nel 2008, gli episodi legati ai membri del gruppo sono diventati sempre più popolari.”
Si dice che sono nati nel 2003, ma le vere attività cominciano nel 2006. Si comincia con l’attacco al social network Habbo e ad attacchi a siti razzisti e sessisti o ad gruppi considerati contro l’etica come Scientology (con il Progetto “dedicato” Chanology).
Nel 2010 Anonymous appoggia le ragioni di Wikileaks (vedi nostro articolo su Julian Assange).
Tra i siti colpiti negli ultimi anni si annoverano: Fine Gael, un partito politico irlandese di centro-destra, la società di sicurezza HBGary Federal; Enel, che al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotzal, assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità indigena maya Ixil (di cui abbiamo accennato anche in relazione all’ex dittatore Rios Montt); Agcom; New York Stock Exchange; il Tenente John Pike per aver spruzzato dello spray al peperoncino contro un gruppo di manifestanti; Dipartimento di Giustizia Usa; Motion Picture Association of America; Universal Music; Belgian Anti-Piracy Federation; Recording Industry Association of America; Federal Bureau of Investigation; HADOPI law site; US Copyright Office; Universal Music France; Senatore Christopher Dodd; Vivendi France; Casa Bianca; BMI; Warner Music Group; WallStreetJournal; AIPAC; Corte costituzionale ungherese; Vaticano; Massachusetts Institute of Technology; United States Sentencing Commission; Nasa; Sony; Hollywood; vari siti ministerili del Brasile; Facebook down; Equitalia, Trenitalia; Endesa; Emgesa; Ministero dell’Interno d’Italia, Ministero della Difesa d’Italia; Carabinieri; molti siti Israeliani per protestare contro l’esercito di Tel Aviv che ha sferrato una nuova offensiva contro il popolo palestinese nel novembre 2012, oltre che attacchi di vario tipo in Egitto e Tunisia a seguito della Primavera araba.
Questo elenco serve per farvi comprendere meglio chi sono gli hacktivist di anonymous, conoscendoli attraverso i loro nemici: i protettori della linea dura del copyright e in generale dei diritti fondamentali dell’uomo e dei cittadini.
Sono naturalmente seguiti arresti in tutto il mondo.
Considerando tutte le generalizzazioni e le peculiarità di ogni caso e il modus operandi di Anonymous è difficile se non impossibile dare un giudizio o un’opinione definitiva.
Sul fronte più puramente politico gli attacchi vanno sempre in direzione della difesa dei cittadini nei confronti di poteri forti o di attacchi militari o di repressione, ed è difficile non essere d’accordo almeno sulle loro motivazioni di base. Non a caso gli Anonymous si presentano con la maschera di V per Vendetta spesso a fianco di manifestazioni organizzate da Occupy Wall Street o dagli Indignados, rivelando un legame tra le diverse espressioni di protesta.
Ma Anonymous si concentra maggiormente sulle questioni del copyright, nelle quali sarebbe bene discernere questione per questione. Ma possiamo dire che se l’obiettivo del copyright (e delle sue diverse forme, come quella molto nobile del Creative Commons), dovrebbe essere quello di tutelare gli artisti, in pratica non è così, perché si tutela esclusivamente il prodotto dell’industria della creatività e dei più celebri artisti (che ve ne fanno parte), ignorando la gran parte degli altri artisti. Infatti, grazie a quella che chiamano pirateria (ma che si può tranquillamente chiamare prestito o donazione tra utenti), gli artisti poco conosciuti possono godere di un passaparola (una pubblicità gratuita!) che ha un duplice pregio: quello di far conoscere l’artista e quello di diffondere cultura artistica in generale.
Quindi anche grazie alla cosiddetta pirateria, vi è un ritorno per gli artisti e i loro produttori per via di altre forme di introiti (per esempio i concerti musicali o le mostre).
Ma per le grandi etichette e gli artisti famosi e ormai milionari è un apporto insignificante e minore delle royalties ricavate grazie al copyright, al contrario della stragrande maggioranza degli altri artisti. Quindi, come potete comprendere, di qualsiasi idea voi siate, è soltanto una questione di quantità di denaro che entra e non di tutela degli artisti.
Solo il Creative Commons va in questa seconda direzione, ed è uno strumento che ha trovate il consenso di moltissimi artisti.
In definitiva, la scelta è tra pochi artisti ricchi e tutelati e una minor cultura artistica da un lato, e una gran quantità di artisti non milionari e una diffusa cultura artistica dall’altro. Io scelgo la seconda opzione.