Family Day e Stepchild: cattolici – laici 1-0


Il Family Day ha segnato un punto: è bastato mentire spudoratamente sull’affluenza (mandando in giro una voce falsa e poi aggiustando il tiro, un ottimo trucco per far comunque parlare della manifestazione) e gridare il diritto di opinione contestando l’unico provvedimento (forse o apparentemnte) opinabile, ovvero l’adozione del figliastro (Stepchild adoption).
E gli avversari (soprattutto la rete) si sono comportati da pretini di provincia, contestando ai partecipanti di non avere una famiglia tradizionale, essere immorali o essere gay. Incredibile che i progressisti si siano improvvisamente trovati a fare la parte dei moralisti. Un grosso errore strategico. Che ha favorito i Family Fan. Infatti, chi impedisce a un gay di essere contro le adozioni tra coppie dello stesso sesso?
Buttando al macero tutte le scemenze lette in giro, affrontiamo la cosa seriamente.
Una manifestazione a favore di una famiglia (tradizionale) che ha già i diritti è evidentemente una manifestazione per togliere i diritti ad altri tipi di famiglia. Vero è che è stata una manifestazione in cui c’erano varie anime, ma è innegabile che tra di loro una percentuale non trascurabile fosse omofoba (o meglio criptomofoba) e, soprattutto, è innegabile che sia una manifestazione, pro-cattolica che mina quello che dovrebbbe essere la base dello Stato moderno: la laicità. È proprio la mancanza della laicità degli Stati Islamici che provoca il basso livello di diritti civili nei paesi musulmani (e paradossalmente questa cosa è criticata dagli stessi cattolici che però sono laici solo con le religioni degli altri).
A pensarci bene, una manifestazione contro l’equiparazione delle unioni civili con i matrimoni civili che non ha alcun senso, in quanto il matrimonio è l’unione tra due persone che vogliono stare insieme. Non si parla qui di matrimoni religiosi, ma di matrimoni civili. Il Family Day vuole un matrimonio civile di serie A e un’unione civile di serie B, senza dubbio un’idea squadrista e pseudorazzista.
All’osso, la manifestazione può reggere solo la contestazione della stepchild adoption. I Family Fan non vogliono che una persona con un figlio possa far adottare questo figlio al suo nuovo partner se questo è dello stesso sesso. “Perché il bambino ha diritto a un padre e a una madre” sostengono. L’associazione nazionale dei pediatri statunitensi ha dichiarato che “un bambino ha diritto a due persone che lo amano indipendentemente dal loro orientamento sessuale” perché non è quest’ultimo che interessa il bambino, ma l’amore. Detto questo, anche accettando questo presupposto (per il momento opiniabile, visto che non c’è certezza scientifica su questa cosa, e quindi né accettabile né contestabile), il bambino che vuole garantirsi un “padre” e una “madre” (lo stesso bambino che i cattolici battezzano senza il proprio consenso) vuole che essi si comportino e lo educhino da “padre” e “madre”, non da persona con organo sessuale maschile o femminile. Ovvero, al bambino non interessa che i genitori abbiano due organi genitali diversi, ma che venga educato con amore da un “padre” e da una “madre” nel senso educativo del termine. Conosco tanti uomini che sono ottime “madri” e donne che sono ottimi “padri”.
Quindi, in ogni caso, ogni contestazione dei Family Fan è relegabile alla restrizione dei diritti civili in base a questioni di fede, in una parola: cattofascimo.
nonostante ciò il Family Day ha segnato un punto, ma siamo sicuri che sia l’unico e l’ultimo, quando al grido di #svegliatitalia, il parlamento aprirà la porta di diritti civili.

Ungheria: ottimo esempio di cattofascismo


Giornata di pulizie di primavera oggi in Ungheria, con una bella modifica liberticida alla Costituzione: limitazioni per il potere giudiziario, limitazioni alla libertà di stampa, diritti riconosciuti solo alle coppie eterosessuali e sposate, Il Partito comunista dichiarato fuorilegge. Sarà reato dormire per strada e gli studenti che si laureano con gli aiuti di Stato non potranno lasciare il paese per dieci anni.
Le critiche e le preoccupazioni espresse dalle più alte cariche europee, dal presidente della Commissione José Barroso al segretario generale del Consiglio Thorbjørn Jagland fino al presidente del Parlamento Martin Schulz, non fanno altro che confermare l’impotenza delle istituzioni continentali. Un vero e proprio golpe bianco.
Se questo è l’antieuropeismo, viva l’Europa.