Unioni civili: l’Italia passa dal Medioevo all’Illuminismo


Cioè, l’Italia ha parzialmente colmato il divario tra il Medioevo e l’Illuminismo e ci sono inquisitori che si lamentano? Ma noi vogiamo i matrimoni tra uomo e macchina e l’adozione di software-bambini, cari trogloditi che vorreste pontificare sul rapporto tra noi e il divino! Noi siamo più credenti di voi…

In Inghilterra ci saranno anche le “vescove”, e per le cattoliche?


Sacerdozio femminile

Sacerdozio femminile

Mettendo fine a mezzo secolo di discussioni, la chiesa anglicana ha approvato l’ordinazione delle donne vescovo nel corso del sinodo generale a York: potranno salire sulla cattedra vescovile. La camera dei vescovi ha oggi votato lo storico provvedimento, che sarà presto ratificato dalla Regina Elizabetta.
Con la decisione di oggi finiscono le divisioni, la Chiesa d’Inghilterra, casa madre della comunità anglicana di 80 milioni di fedeli in 165 Paesi, avrà entro la fine dell’anno il primo vescovo donna. Esistono già in altri Paesi, in Usa, Canada, Nuova Zelanda e in Australia.
Justin Welby: “Fiducioso di veder mettere da parte per sempre un divieto incomprensibile”.
Divieto comprensibilissimo a quanto pare per i Cattolici, fermamente convinti di non concedere alle donne nemmeno il sacerdozio. E poi non ci stupiamo se le chiese cattoliche si svuotano, ridotte ormai a centri per anziani, senza troppa spiritualità (certo, ci sono le eccezioni), ma soprattutto con un clero ossessionato dall’obbedienza a una tradizione che fonda le radici nel Medioevo, senza contare che, troppo spesso, i primi a disobbedire alle leggi della decenza, sono stati i sacerdoti stessi.
Papa Francesco: gli anglicani hanno approvato il vescovato femminile con un’alzata di mani, al Vaticano cosa serve per tornare in linea con i tempi, oltre che togliersi abiti cerimoniali troppo sfarzosi? Magari togliere il divieto alla sacerdotesse?

La Crociata del terrorismo islamico colpisce soprattutto l’Islam


Nairobi, Kenya: lo Shabaab, movimento nato in Somalia a metà del 2006, più recentemente affiliato ad al-Qaeda, guidato da Ahmed Abdi Godane, il 21 settembre 2013 attacca il centro commerciale di Westgate e lo mettono sotto sequestro con uso di armi comprese granate. Dopo 2 giorni le forze dell’ordine kenyote cercano di rompere l’assedio. Al momento si contano 62 morti, 63 dispersi e 175 feriti.
Domenica 22 settembre, Peshawar, Pakistan: un kamikaze si fa saltare davanti alla chiesa di Khoati Bazaar: 81 morti tra i cristiani.
Circa 150 persone massacrate in nome di Dio. Il terrirosmo islamico continua nella sua decisione di emulare il suo grande nemico: l’integralismo cristiano di stampo medievale, la cui “manifestazione” più celebre restano le crociate, spedizioni armate contro cosiddetti infedeli con la convinzione di essere ispirati dal “vero Dio”. Sì, perché sia l’attentto di Nairobi (ma anche molti altri attentati di matrice islamica, compreso l’11 settembre), sia le Crociate cristiane hanno colpito anche gli appartenenti alla propria religione, quindi isclamici nel caso del terrorismo e cristiani nel caso delle Crociate (venivano chiamati eretici perché avevano una concezione teologica di Cristo lievemente diversa).
Che le Crociate siano una vergogna della Chiesa è innegabile, che il terrorismo islamico cerchi una “vendetta” alcontro le Crociate e il colonialismo occidentale facendo la stessa cosa è una vergogna dei terroristi e degli islamici che approvano, magari nascostamente, queste “azioni”.
E il modo migliore è chiamare il fenomeno contemporaneo del terrorismo islamico come Crociata Islamica.
Questo lo dico per stimolare il dibattito interno all’Islam: l’Occidente ha da tempo (dagli anni 60) aperto un dibattito pubblico culturale sulla Chiesa Cattolica, sui suoi errori del passato e quelli del presente, ma non è il soggetto giusto per contestare l’integralismo islamico, che invece deve essere criticato dall’interno, e quindi dai musulmani stessi. La laicità nella politica (anche di persone credenti) deve essere un valore anche tra i musulmani.