La Corea del Sud in mano a una sciamana della Samsung


Seul, la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha rimosso dal suo ruolo la presidente Park Geun-hye, confermando la mozione votata a dicembre dall’Assemblea Nazionale che già le aveva tolto le funzioni. A Seul ci sono poi stati scontri di piazza tra dimostranti e polizia, con un bilancio provvisorio di due morti tra i sostenitori dell’ormai ex presidente, questa volta scesi anch’essi numerosi nelle strade.
Park Geun-hye è stata travolta da una scandalo politico-affaristico che ha portato il Paese a una semi-paralisi istituzionale da vari mesi: e’ accusata di collusione con gli affari sporchi della sua amica di lungo corso Choi Soon-sil, una sciamana che – approfittando del sua ascendente sulla presidente – ha strappato ampi finanziamenti ad alcune delle principali aziende sudcoreane, a partire da Samsung.
Ancora una volta notiamo (vedi l’articolo del 2013) come la Corea rappresenti bene il contrasto tra democrazia “santificata” e dittatura “demonizzata”. Senza voler né difendere una né accusare l’altra, qui abbiamo il peggio di entrambe, la democrazia corrotta da “cerchi magici” e la dittatura visionaria di Kim Jong-un.