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Nancy Pelosi in visita a Taiwan: Cina lancia missili nelle vicinanze


Grandi manovre militari da parte della Cina a Taiwan con colpi di artiglieria e missili balistici Dongfeng. Le esercitazioni in sette aree marittime. Pechino non si nasconde: dichiara che è la risposta legittima alla provocazione degli Usa. Il Governo Usa risponde che la politica su Taiwan non è cambiata, ovvero è considerata “affare interno della Cina”, ma è innegabile che la visita, in quanto ufficiale, sia una provazione.

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Cina-Usa, tensione su Taiwan e rischio escalation


Il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha detto che la Cina combatterà “a tutti i costi e fino alla fine” per impedire a Taiwan di dichiarare l’indipendenza. Il ministro, parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore, ha assicurato che questa è l’unica scelta per Pechino e coloro che vogliono dividere la Cina non avranno sicuramente buona fine. Questo è avvenuto all’indomani dell’attacco del capo del Pentagono, Lloyd Austin, sulle attività militare di Pechino provocatoria e destabilizzante vicino all’isola.

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Biden: se la Cina invaderà Taiwan useremo la forza militare


Il presidente degli Stati Uniti ha parlato della situazione nel Pacifico durante la visita in Giappone, in quello che sembra un cambiamento della politica dell’ambiguità strategica. Gli Usa sono impegnati al rispetto della politica della “Unica Cina”, ma questo non vuol dire che la Cina può prendere Taiwan con la forza, ha detto Biden. Ma la Casa Bianca getta acqua sul fuoco: la nostra politica non è cambiata.

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Cina, accordo con le Isole Salomone


Pechino ha raggiunto l’intesa per un accordo di sicurezza (militare) che fa seguito alla decisione dello Stato insulare delle Salomone d’interrompere le relazioni diplomatiche con Taiwan. Canberra e Washington hanno provato a ostacolare la firma, senza successo. L’accordo verrà ratificato nel mese di maggio, ma, come ricordato dal primo ministro delle Isole Salomone Manasseh Sogavare, non prevede la creazione di una base militare cinese.

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India e Cina lavorano per la pace in Ucraina


Il ministro degli Esteri dell’India, Subrahmanyam Jaishankar, ha comunicato di avere avuto un colloquio avuto con l’omologo cinese Wang Yi, in una visita ufficializzata solo all’ultimo momento, la prima dopo due anni di tensioni e di scontri militari con vittime lungo il confine himalayano.

India e Cina tentano il disgelo trovandosi d’accordo su un punto: il cessate il fuoco immediato in Ucraina.

L’incontro fa parte di una serie di interventi di Xi Jinping che vuole evitare un ulteriore isolamento della Russia a causa dell’invasione (che non comunque non definisce invasione) lanciata in Ucraina.

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La Corea del Nord lancia un missile a 170 km dal Giappone e la Corea del Sud risponde


Un missile balistico intercontinentale è caduto di fronte alle coste della prefettura di Aomori, a nord ovest dell’arcipelago, in acque di esclusivo sfruttamento del Giappone. Lo ha reso noto il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Il premier nipponico Fumio Kishida l’ha definito un atto inaccettabile. La Casa Bianca lo considera una “sfacciata violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. La risposta della Corea del Sud con un ciclo di lanci di missili strategici da terra, mare e aria. La Cina invita tutte le parti a far avanzare il processo di pace della penisola.

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Guerra in Ucraina: situazione a metà marzo


Gli attacchi della Russia si spostano anche nell’ovest del Paese, a pochi chilometri dalla Polonia, dove colpiscono una base di addestramento NATO a Yavoriv. Un giornalista statunitense è stato freddato dopo un posto di blocco a Irpin, vicino a Kiev. A Mariupol, Kiev, Charkiv e altre città del nordest continuano i bombardamenti, anche se l’unica zona davvero conquistata è Cherson e i dintorni, nel sud.

Sul piano militare, gli analisti si dividono in due scuole di pensiero: i critici (convinti che la Russia abbia sbagliato su tutta la linea) e i realisti (secondo cui Putin sta adottano deliberatamente la «tattica del boa»). Oleksiy Arestovich, consigliere del presidente ucraino, sostiene che Mosca non potrà reggere le sanzioni più di maggio, e che gli ucraini potranno resistere oppure ci sarà un accordo.

Sul piano diplomatico a Roma si sono incontrati Jack Sullivan, consigliere della sicurezza nazionale Usa e Yang Jiechi, alto diplomatico del Partito Comunista Cinese. Il contenuto del dialogo è praticamente segreto, si sa solo che gli Usa hanno ammonito la Cina che ci saranno conseguenze se Pechino fornirà la Russia di armi, ma sia la Cina che la Russia negano che ci siano state trattative in tal senso.

Zelensky oggi, in un momento “realista” ha dichiarato che probabilmente l’Ucraina deve rinunciare alla NATO.

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Invasione Ucraina: Kiev sotto attacco


Russia e Ucraina sono al quarto giorno di guerra. A Kiev i registrano pesanti bombardamenti nella periferia della capitale ucraina. Dopo una mattinata di scontri, le forze ucraine hanno ripreso il controllo di Kharkiv cacciando le truppe russe. Lo riporta il governatore ucraino della città. Italia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Germania, chiudono lo spazio aereo ai voli russi. L’Italia invia oggi aerei e uomini in Romania, per rafforzare il fianco Est della Nato. Il cancelliere tedesco Scholz: “Al fianco degli ucraini siamo dalla parte giusta della storia. Ma sono ancora aperto a discutere con la Russia”. Ci sarebbero già 368mila rifugiati dall’Ucraina.

La sovranità e l’integrità di ogni Paese vanno rispettate, e questo vale anche per l’Ucraina”. queste le parole del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, molto chiare che hanno segnato un deciso cambio di direzione sull’asse Pechino-Mosca. Così dal totale allineamento dei giorni scorsi, con la Cina che aveva definito legittima l’azione militare russa, ora il messaggio rivolto al Cremlino dagli uomini di Xi Jinping è volto a frenare l’escalation e a riportare tutti sulla strada della diplomazia. La Russia si dice pronta a negoziati con l’Ucraina, a Minsk. L’Ucraina ha replicato di essere a sua volta pronta, ma non a Minsk, in Bielorussia, Paese da cui sono partite le truppe russe che stanno assediando Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato quello bielorusso Aljaksandr Lukašėnka e in questi momenti c’è una trattativa sul luogo dell’incontro.

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Kazakistan: 26 morti, la crisi innestata anche dai bitcoin


Kazakistan, il presidente ordina di sparare ai manifestanti: 26 morti e oltre 3mila arresti ad Almaty. Sono morti anche 18 agenti delle forze di polizia e altri 748 sono rimasti feriti. Il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha accusato della rivolta quelli che ha definito “terroristi” addestrati all’estero. L’ex capo della Banca Bta, Mukhtar Ablyazov, marito di Alma Shalabayeva, si è definito il leader dell’opposizione e del movimento di protesta.

I disordini sono stati innescati dal rincaro dei prezzi di Gpl e benzina, che di riflesso hanno avuto effetti su tutti i prezzi al consumo. Ma dietro questa fiammata inflazionistica c’è una causa più remota: lo sbarco di decine di migliaia di aziende che trattato criptovalute, soprattutto in seguito al ban del mining in Cina. Le attività in bitcoin sono infatti ad altissimo impatto energetico e questo può aver contribuito al rialzo dei prezzi degli idrocarburi, liberalizzati dal governo kazako proprio a partire dal 2022.

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Elezioni farsa a Hong Kong


Oggi a Hong Kong ci sono le elezioni per il rinnovo del Consiglio legislativo, il parlamento cittadino. Le elezioni, che si svolgono con un anno di ritardo, sono considerate una farsa da tutti gli osservatori: nel corso dell’ultimo anno e mezzo, il governo cinese ha annullato gran parte dei diritti politici della popolazione di Hong Kong, represso l’opposizione, arrestato o costretto alla fuga centinaia di persone e cambiato la legge elettorale per fare in modo che soltanto candidati amici possano partecipare.

A marzo del 2021 il Partito Comunista Cinese ha fatto approvare una nuova legge elettorale per il Consiglio legislativo di Hong Kong, che di fatto rende impossibile la partecipazione dell’opposizione. Già prima della riforma il voto a Hong Kong era formulato in modo da favorire i candidati fedeli al Partito: dei 70 seggi disponibili, soltanto metà era espressa a scrutinio universale, mentre gli altri 35 membri erano eletti da una “Commissione elettorale” che rappresentava gli interessi economici della città, e che era di fatto controllata dalla leadership cinese. Con la nuova riforma, i seggi totali sono saliti a 90, e quelli concessi a scrutinio universale sono scesi a 20. Inoltre, la legge prevede che possano candidarsi alle elezioni esclusivamente i “patrioti”.

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Tre giorni di rivolte nella Salomone dopo il colpo di Stato (pro-Cina)


I disordini sono iniziati mercoledì quando centinaia di persone hanno protestato per chiedere le dimissioni del primo ministro Manasseh Sogavare per via la decisione di riconoscere Cina anziché Taiwan. Sogavare sostiene che all’origine dei disordini di questi giorni ci siano potenze straniere, contrarie alla decisione presa nel 2019 dal suo governo di non riconoscere più diplomaticamente Taiwan ma la Cina. La polizia delle Isole Salomone ha sparato colpi per disperdere i manifestanti che cercavano di raggiungere la residenza privata del primo ministro a Honiara, la capitale dell’arcipelago che ha una popolazione di 80mila abitanti ed è sprofondata nel caos da tre giorni.

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Cina lancia razzo ipersonico


Il test di un missile supersonico, lanciato nel luglio scorso, ma rivelato solo da poco, ha fatto scalpore negli Stati Uniti. Il test dell’arma ipersonica (chiamato HGV) ha visto la Cina lanciare un missile da un’altra navicella spaziale che stava già volando ad almeno cinque volte la velocità del suono. L’HGV è stato quindi in grado di lanciare un missile separato, che si è staccato nell’atmosfera sul Mar Cinese Meridionale. Molti funzionari militari americani pensavano che tale tecnologia fosse impossibile e gli stessi esperti statunitensi non sono sicuri di come la Cina sia stata in grado di condurre effettivamente il test di quest’arma.

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Al via il Plenum del Pcc in Cina


Il sesto Plenum del Partito Comunista Cinese ha aperto oggi i battenti per un congresso a porte chiuse che dovrebbe rafforzare il potere del presidente Xi Jinping in vista del congresso del Pcc di fine 2022.

I quasi 400 funzionari che compongono il Comitato centrale, tra effettivi e supplenti, si sono riuniti a Pechino per la plenaria di quattro giorni, aperta da Xi nel suo ruolo di segretario generale del Pcc con un rapporto di lavoro e spiegazioni su una bozza di risoluzione sui principali risultati e sull’esperienza storica per il partito attraverso i suoi 100 anni di storia.

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Cina lancia missile ipersonico in grado di trasportare una testata nucleare


Il nuovo razzo cinese, chiamato “Lunga Marcia”, viaggia cinque volte la velocità del suono ed è diventato il fiore all’occhiello dell’arsenale cinese. Il missile è stato lanciato in orbita dalle forze armate cinesi ad agosto, compiendo un giro completo della Terra e mancando solo di una trentina di chilometri il bersaglio collocato all’interno di una base militare nel deserto. In questa fase sperimentale il test dimostra gli incredibili progressi compiuti da Pechino che ormai si colloca con pieno diritto tra Washington e Mosca nella competizione sul fronte degli armamenti di nuova generazione.

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Xi Jinping: Taiwan sarà riunificata, no a interferenze esterne


Il presidente Xi Jinping, alle celebrazioni per i 110 anni dalla Rivoluzione del 1911, ha affermato che la questione Taiwan è una questione interna alla Cina e non ammette interferenze esterne, aggiungendo che la soluzione di Taiwan “è determinata dalla tendenza generale della storia cinese, ma, cosa più importante, è la volontà comune di tutto il popolo cinese. La riunificazione nazionale con mezzi pacifici serve al meglio gli interessi della nazione cinese nel suo insieme, compresi i connazionali di Taiwan.”

Il Consiglio di Taipei per gli affari con la Cina, in risposta ai giudizi sulla riunificazione di Xi Jinping, ha replicato che di fronte alle ambizioni del Partito comunista cinese la presidente Tsai Ing-wen ha più volte ribadito che non cederà né avanzerà, e che Solo i 23 milioni di taiwanesi hanno il diritto di decidere.

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Taiwan teme invasione della Cina


Dopo l’incursione di 38 jet militari della Cina nello spazio aerei di Taiwan, oggi il Ministro della Difesa Chiu di Taiwan Pechino ha già le capacità adesso, ma non inizierà facilmente una guerra. La Cina rivendica Taipei come parte “inalienabile” del suo territorio promettendo la riunificazione anche con l’uso della forza. Il governo di Taiwan, al contrario, afferma che l’isola è già una nazione sovrana senza bisogno di dichiarare l’indipendenza.

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La Cina fa land grabbing in Europa?


Nel 2014 quando il Montenegro firmò un accordo con la banca cinese ExIm per finanziare l’85% del costo dell’autostrada con un prestito per quasi un miliardo di dollari. La prima sezione di 41 chilometri, un quarto della lunghezza totale, è costata 20 milioni di euro al chilometro, rendendola una delle autostrade più care al mondo secondo quanto ha spiegato al Financial Times il ministro delle Finanze, Milojko Spajic.

Ora, il Montenegro deve ripagare alla Cina il prestito a opera della China Road and Bridge Corporation. Il piccolo Stato dei Balcani occidentali con un’economia fortemente provata (con la pandemia il Pil è crollato del 15%), chiede aiuto all’Unione europea per poter uscire dal cappio di Pechino che rischia di scattare a luglio. Ma Da Bruxelles è già arrivato un secco no.

Pechino detiene un quarto del debito pubblico del piccolo Stato dei Balcani. In caso d’insolvenza, i termini del contratto danno a Pechino il diritto di accedere alla terra montenegrina come garanzia

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Uno studio cinese afferma che a Wuhan ci furono 500mila casi, non 50mila


Potrebbero essere state quasi mezzo milione le persone contagiate dal covid-19 a Wuhan, in Cina, un numero dieci volte superiore ai casi ufficialmente dichiarati, che sono fermi a circa 50mila. Lo rivela uno studio del Chinese Center for Disease Control and Prevention (Cdc). Su un campione di 34 mila persone, il Centro ha rilevato infatti un’incidenza di presenza di anticorpi del 4,43%. In altre città della regione di Hubei il tasso è dello 0,44%.

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La Cina si sta prendendo l’ONU (e il mondo)


La scorsa estate il Consiglio per i diritti umani dell’ONU si era espresso sulla Legge sulla sicurezza nazionale approvata dalla Cina, quella che ha ha provocato mesi di rivolte a Hong Kong. Eppure l’Onu, che dovrebbe essere manifestazione della volontà dei popoli non dei governanti (ma non lo è), aveva appoggiato la LEgge con 53 paesi favorevoli e solo 27 contrari.

Da qualche anno la Cina ha aumentatola sua influenza in diverse organizzazioni internazionali, finora espressione sostanziale del sistema occidentale, messo in piedi dagli Stati Uniti alla fine della Seconda guerra mondiale. La Cina ha avviato una lunga e ampia campagna «che mira a piegare l’arco della governance globale verso un orientamento più illiberale, che privilegi gli interessi degli attori autoritari», ha scritto la giornalista Kristine Lee su Politico.

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Scontri a Hong Kong, la Cina evoca la Guerra Fredda ma promette un’indagine sul Covid-19


Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha pronunciato il termine “Guerra Fredda”  nell’occasione politica più solenne, le Due Sessioni del Parlamento, è un altro segno di come i rapporti tra Cina e Stati Uniti si sono deteriorati. Dopo la “guerra dei dazi” e le accuse di negligenza per l’epidemia di Covid-19, ora riesplode la protesta ad Honk Kong, dove si sono verificati tafferugli e arresti dopo la decisione della Cina di portare all’esame del Congresso nazionale del Popolo una legge sulla sicurezza nazionale che di fatto annullerebbe la politica di “un Paese due sistemi”. Almeno 150 persone sono finite agli arresti per manifestazione non autorizzata.

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A Wuhan probabilmente i morti per Covid-19 non sono 2500, ma più di 40000


Fin dallo scoppio dell’epidemia il governo cinese è stato accusato di nascondere informazioni alla comunità scientifica internazionale e le vere cifre dell’epidemia, visto anche il cambio in corsa dei criteri per contare il numero di vittime. Mentre la Cina torna alla normalità e registra casi di contagio “di ritorno”, un’inchiesta del quotidiano cinese Caixin  ritiene che i morti a Wuhan possano essere stati molti di più rispetto a quanto dicono le cifre ufficialii. La stima è di 42mila morti. A innescare il dubbio anche la testimonianza di un camionista che ha riferito di avere portato alla pompa funebre di Hankou un carico di 2500 urne per due giorni consecutivi, quindi 5mila in 48 ore.

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Coronavirus: prove tecniche di controllo sociale


Sull’epidemia di Covid-19, tra tutte le cose serie e non serie dette in rete o in real life, pare che l’unica cosa sensata l’abbia pubblicata Il Manifesto, oggi qui: https://ilmanifesto.it/come-disciplinare-una-societa-dopo-averla-influenzata/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1582899241.
Ribadiamo il concetto – da noi accennato in un post del 24 gennaio (più di un mese fa, in seguito gli eventi in Cina) – alla luce del ceppo italiano. Il Covid-19 o “nuovo coronavirus” è un virus nuovo per l’uomo (quindi che non riscontra anticorpi nell’uomo) che potrebbe anche durare anche mesi e/o fino all’arrivo del vaccino (e magari negli anni ce lo prenderemo in molti), fa morti (come tutte le malattie principalmente tra chi ha già altre patologie) ed è più grave dell’influenza stagionale. Detto questo non stiamo parlando di un’epidemia di ebola, ricordiamo che la mortalità varia dal 2 al 3% e che la contagiosità è di poco più di 2 (per confronto il morbillo ha circa 15).

Si può quindi considerare più grave perché manca i vaccino perché ha un livello preoccupante di letalità, ma non è certamente proporzionale alle misure di sicurezza prese prima in Cina e poi in Italia. In Italia, in particolare, abbiamo avuto dei morti di meningite, che non hanno smosso le istituzioni in questo modo, per fare un esempio.
Qui parliamo di intere città isolate, locali chiusi la sera (come se la sera fosse più contagiosa) fino al top della regione Marche che chiude tutto senza nemmeno un positivo. Questa non è scienza, non è medicina, sono «lezioni di pedagogia disciplinare di massa», prove tecniche di controllo sociale, certamente aiutate dal clima apocalittico creato da quei decerebrati di giornalisti sovranisti che conosciamo bene.

E termino citando sempre il Manifesto: «si tratta di iniziare a interrogarci tutte e tutti assieme se e per quanto tempo continueremo a consegnare le nostre esistenze e la loro dignità a chi, una volta utilizzando la trappola del debito per respingere ogni rivendicazione di diritti e l’altra utilizzando un’epidemia per disciplinare l’intera società, ci chiede di interiorizzare la solitudine competitiva come unico orizzonte esistenziale.»

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Coronavirus dalla Cina: la situazione a fine gennaio


A una decina di giorni dell’annuncio dei primi casi dell’influenza genericamente chiamata Coronavirus, siamo a 170 morti. In un solo giorno i nuovi casi registrati in Cina sono stati oltre 1.700, più di mille dei quali solo nella provincia di Wuhan, secondo l’ultimo bilancio del governo centrale.

In totale i casi confermati salgono a quasi 8.000, di cui per il momento il 95% in Cina. Rispetto alla SARS ha un tasso di mortalità inore (intorno al 3-4%), ma ha un tasso di contagio tra persona a persona molto maggiore.

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Cile, Hong Kong, Ecuador, Catalogna, Libano, Egitto e Russia: cos’hanno in comune tutte queste rivolte


In molti Paesi negli ultimi mesi abbiamo assistito a cortei di protesta imponenti. Ognuno con le sue priorità ma c’è un filo conduttore: Hong Kong reclama la propria autonomia e chiede che le sue prerogative siano preservate, anzi ampliate, nonostante la pressione della leadership comunista. Le proteste sono iniziate quando la governatrice Carrie Lam ha cercato di far passare una legge sull’estradizione di ricercati e sospetti in Cina, ma poi sono continuate nonostante la proposta sia stata ritirata.
Anche in Cile (l’aumento del costo dei mezzi pubblici) e in Libano (una tassa su Watsapp e le chiamate  via internet) i cortei sono continuati nonostante venissero meno i motivi che avevano scatenato la protesta.
Ancora più drammatica la situazione in Ecuador, dove Lénin Moreno lascia la capitale Quito e trasferisce l’esecutivo nella città costiera di Guayaquil. Le proteste erano cominciate per l’aumento dei prezzi dei carburanti e il taglio dei sussidi.
In Catalogna la gente è scesa in strada dopo la dura condanna di 12 leader indipendentisti. In Egitto si sta protestando contro il governo del presidente Abdelfettah Al Sisi, e in Russia ci sono proteste per la libertà di espressione politica.
Un filo conduttore che unisce i contestatori nel mondo è la lotta contro la disuguaglianza sociale e le accuse di corruzione nei riguardi del governo.
E non dobbiamo dimenticare i Fridays for the Future di Greta Thunberg per il cambiamento climatico.

 

 

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Feroce guerriglia urbana a Hong Kong


Scontri durante le proteste contro l’amministrazione di Hong Kong e la Cina. La polizia usa lacrimogeni, acqua con vernice blu, proiettili di gomma e qualche proiettile vero contro la folla che risponde con sassi e molotov. Mentre la governatrice Carrie Lam si reca a Pechino le celebrazioni per il 70° anniversario della Repubblica Popolare Cinese.
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Hong Kong: sale la tensione con la Cina


Migliaia di uomini della polizia militare cinese hanno sfilato nello stadio di Shenzen, al confine con Hong Kong. Nello stadio ci sono anche veicoli armati per il trasporto di truppe, il che accresce i timori di un intervento militare cinese nel territorio. Dopo più di 10 settimane di proteste nell’ex colonia britannica, spesso sfociate in violenti scontri tra i manifestanti e la polizia, Liu Xiaoming, ambasciatore cinese a Londra, ha dichiarato che “la Cina non “starà a guardare” ed è pronta a “reprimere i disordini rapidamente” se la crisi di Hong Kong diventa “incontrollabile”.

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Hong Kong: 2 milioni in piazza contro le estradizioni in Cina


Quasi 2 milioni di persone a Hong Kong hanno partecipato oggi alla manifestazione indetta per la seconda domenica di fila contro la legge sulle estradizioni in Cina, quasi il doppio di domenica scorsa.

Hong Kong ha già accordi di estradizione con altri Paesi, ma l’estradizione con la Cina ha un significato diverso: la Cina potrebbe chiedere l’estradizione dei dissidenti politici e dei giornalisti antigovernativi. Per il momento il governo di Pechino ha sospeso la legge, ma i cittadini ne chiedono il ritiro.

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La fine del trattato antinucleare Inf è una sceneggiata anti-Cina


Dopo che Mike Pompeo ha annunciato che gli Stati Uniti hanno sospeso l’accordo Inf per le armi nucleari a medio raggio, oggi anche Putin si è sfilato dall’accordo, sostenendo che la Russia non abbia mai violato l’accordo e che non schiererà missili a corto e medio raggio a meno che gli Stati Uniti non lo facciano prima.

In realtà la decisione statunitense è dovuta al fatto che la Cina, non avendo mai firmato l’accordo, da tempo sviluppa missili nucleari proibiti da quel trattato: secondo gli Stati Uniti, quindi, sta acquisendo un vantaggio strategico e militare troppo grande.

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La Cina è sulla Luna (e a voi occidentali non frega un cazzo, anzi forse è un film)


Nel 1969 lo sbarco sulla Luna fu l’evento più visto del pianeta di tutti i tempi, ancora oggi.

Poi ci sono state le altre missioni, e poi le sonde su Marte, Giove, Saturno, e poi oltre fino a Plutone e oltre ancora. Oggi una sonda cinese è allunata nella faccia “scura” della Luna. I titoli ci sono, certo, ma solo negli approfondimenti “scientifici” o “esteri”.

Veniamo alla cronaca: Il lander della missione Chang’e-4 è il primo nella storia a compiere un atterraggio controllato nell’emisfero lunare che non vediamo mai. Nei prossimi giorni dal lander uscirà un rover che esplorerà l’ambiente circostante. Per la Cina è uno dei risultati più importanti raggiunti negli ultimi anni nelle tecnologie spaziali, settore nel quale sta investendo grandi risorse per colmare la distanza con i paesi occidentali.

Non so come abbiamo preso la notizia coloro che non credono che l’uomo sia mai stato sulla Luna. In fondo non so nemmeno cosa pensino delle Missioni della Nasa successive al 1969 (6 missioni totali per 12 astronauti che hanno passeggiato sulla Luna), ma in fondo qui non ci sono umani, per cui il problema non si pone, il falso è troppo scontato.

In fondo, se la Nasa ha fatto un film, non c’era da aspettarsi che la Cina ne facesse un remake?

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Trump-show all’Onu: accusa tutti


All’assemblea Generale dell’Onu, come presidente di turno, Trump ne approfitta e accusa la Cina di presunte interferenze sul prossimo voto Usa.

Ammonisce l’Europa “che vuole aggirare le sanzioni contro l’Iran”.

Avvisa Israele: qualcosa devi cedere.

Minaccia il Venezuela.

Non dice nulla alla Russia.

Questo mentre nel mondo vengono fatti negoziati condotti al di fuori della cornice dell’Onu, nell’indifferenza di Stati Uniti ed Unione Europea.

 

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Venti di pace in Corea. Il capo della Cia da Kim Jong-un


L’incontro, rivelato solo ieri, che ha visto Mike Pompeo nelle vesti di direttore della Cia recarsi a Pyongyang a parlare con Kim Jong-un è il primo tra alti livelli ufficiali Usa e Corea del Nord da 18 anni. Trump ha fatto trapelare la notizia di questo incontro avvenuto nei giorni della scorsa Pasqua, il che vuol dire, a distanza di qualche settimana, che l’incontro è andato bene e che ci sono stati anche degli sviluppi. Dal 1953 esiste solo una tregua fra i due paesi, la possibilità oggi invece potrebbe essere un vero trattato di pace, come quello che fecero le due Germanie, e l’apertura condizionata del 38esimo parallelo. Tutto questo è avvenuto anche grazie alla Cina. Adesso il misterioso incontro fra Xi Jiping e Kim Jong-un a Pechino ci appare chiaro nei suoi contenuti.

Però attenzione: questa notizia dell’incontro con Pompeo arriva nelle stesse ore in cui la Cina sta facendo per la prima volta nella storia manovre militari navali a largo di Taiwan. Che significa “cediamo la nostra influenza sulla Corea del Nord, ma non toccateci Taiwan”.

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Dazi e contro-dazi: guerra commerciale tra Usa e Cina


Fra Washington e Pechino è ormai scoppiata la guerra commerciale. L’amministrazione Trump ha infatti ufficialmente proposto dazi del 25% sulle importazioni di merci cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari.

 L’Ufficio per il commercio americano ha pubblicato un elenco di 1.300 prodotti cinesi, inclusi robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni, oggetto della misura, che è stata proposta per la presunta violazione della proprietà intellettuale americana da parte di Pechino. Misura che può entrare in vigore soltanto dopo un periodo di valutazione pubblica il cui limite è fissato al prossimo 11 maggio. Ma è un passo risoluto nella annunciata direzione, da parte dell’amministrazione Usa, per contrastare quello che addita come pratiche commerciali inique e ingiuste da parte di diversi paesi fra cui la Cina.
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Cina: Xi Jinping presidente a vita. Più potente di Mao


Il Comitato centrale del partito comunista ha proposto di rimuovere dalla Costituzione la formula che limitava a due mandati di cinque anni l’uno la carica di Presidente della Repubblica Popolare cinese. La notizia è stata data dall’agenzia statale Xinhua e non c’è da dubitare che «la proposta» verrà accolta.
Xi Jinping ha raggiunto gli stessi poteri di Mao Zedong, ed è molto èiù potente, perché ai tempi di Mao la Cina era un gigante povero, mentre ora è la seconda economia del mondo e ogni sua scelta influenza i meccanismi della globalizzazione.

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Trump e Kim riprendono a giocare a Risiko col mondo


Per la prima volta dalla fine della Guerra fredda, nel 1991, un alto ufficiale dell’Us Air Force non ha escluso la messa in stato d’allerta 24 ore su 24 la sua flotta di B-52, i bombardieri con ordigni nucleari.

In realtà, il segretario alla Difesa americano Jim Mattis, in visita in Asia, ha ribadito che gli Usa seguono la via diplomatica per risolvere la crisi coreana. Washington non ha perso le speranze di trovare una soluzione, magari con l’aiuto della Cina.

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Corea del Nord, test atomico provoca sisma di magnitudo 6.3


Un terremoto del 6.3 scuote la Corea del Nord. Pyongyang comunica che ieri è stato condotto con successo il test di una bomba all’idrogeno. L’esplosione sotterranea a 10 km è 5 volte più potente della bomba di Nagasaki, ed è il sesto test atomic della Corea del Nord. Scatta l’allarme di Seul: il presidente Moon jae-in convoca il Consiglio di sicurezza e l’esercito sudcoreano alza il livello d’allerta predisponendo l’attivazione del “team di risposta” alla minaccia atomica. Shinzo Abe manda i jet giapponesi per verificare il livello di radioattività. Pechino invia aerei militari al confine.

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Parte l’imperialismo cinese, prima base militare in Africa


La Cina avrà la sua prima base militare permanente all’estero, precisamente a Gibuti, nel Corno d’Africa.

La tv cinese ha trasmesso le immagini dei marines a bordo di navi militari in partenza dalla città orientale di Zhenjiang, e anche la stampa nazionale – controllata dal Partito comunista – ha dato ampio spazio alla notizia. L’apertura della prima base militare cinese all’estero è uno sviluppo molto importante per capire la politica estera della Cina promossa dal suo presidente, Xi Jinping, e ha implicazioni rilevanti anche per quei paesi che sono preoccupati di un’eccessiva espansione degli interessi cinesi in Asia e in Africa, per esempio l’India.

Quella cinese è una strategia che è stata definita del “filo di perle”, cioè una serie di investimenti in infrastrutture – soprattutto commerciali ma anche militari – estese dal territorio cinese fino al Sudan, nell’Africa orientale. L’apertura della base militare a Gibuti è stata vista da alcuni degli stati rivali della Cina, soprattutto l’India, come un’altra delle “perle” di questa strategia, che sta aumentando i timori che il governo cinese sia intenzionato ad avviare una politica estera molto più aggressiva di quella adottata finora.

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Corea del Nord lancia un missile intercontinentale


Il 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, la Corea del Nord lancia un nuovo missile balistico intercontinentale. Il test missilistico è stato fatto alle 9.40, ora locale, il missile è partito dalle coste occidentali del Paese, da una località, Banghyon, non lontana dal confine con la Cina, e ha volato per 37 minuti percorrendo 930 chilometri prima di finire nel Mare del Giappone, in un’area rivendicata da Tokyo come Zona economica esclusiva. Poco dopo l’agenzia sudcoreana Yonhap ha reso noto che a breve ci sarà “un importante annuncio” da parte delle autorità nordcoreane.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto alla Cina di prendere misure decisive per “mettere fine a questa cosa che non ha senso una volta per tutte”. E poi ha ironizzato: “Ma questo tipo [Kim Jong-un] non ha null’altro di meglio da fare nella sua vita?, alimentando le pressioni su Pechino all’indomani della telefonata con il presidente cinese, Xi Jinping, proprio sul dossier Pyongyang.

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Kim Jong-un annuncia un pacco regalo per gli Usa


La Corea del Nord rivendica con successo il lancio di ieri di un missile balistico a corto raggio supervisionato direttamente dal leader di Pyongyang, Kim Jong-Un.
“Gli yankee dovrebbero essere molto preoccupati e i gangster dell’esercito marionetta sud-coreano saranno sempre più scoraggiati” ha affermato Kim Jong-un.
Il Ministero degli Esteri di Pechino, ieri, aveva chiesto a Pyongyang di creare le condizioni per una ripresa del dialogo. La situazione nei rapporti con il regime di Kim Jong-Un, e’ stata oggetto della visita a Tokyo del più alto diplomatico cinese, Yang Jiechi. Yang ha incontrato ieri il consigliere per la Sicurezza Nazionale giapponese, Shotaro Yachi, con cui ha discusso delle questioni che dividono i due Paesi, in particolare le rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mare Cinese Orientale, e della Corea del Nord.
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La prossima settimana scoppia la guerra mondiale?


Dopo il bombardamento notturno deciso da Donald Trump per mezzo di 59 missili Tomahawk verso la base aerea siriana da cui era partito l’attacco chimico nella provincia di Idlib, lo scacchiere mondiale è nuovamente in fermento.
L’attacco, appoggiato dall’Europa e osannato da parte dell’opinione pubblica occidentale è avvenuto prima che si sia aperta una vera inchiesta internazionale.
Trump ha affermato che fosse nel vitale interesse della sicurezza degli Stati Uniti.
Putin sostiene che non ci siano prove che il governo siriano abbia usato armi chimiche nella provincia di Idlib, ma che ci siano prove che il diritto internazionale è stato violato dagli Stati Uniti.
Buthayna Shaaban, consigliere politico del presidente siriano Bashar al Assad, promette che la Siria e i suoi alleati risponderanno in maniera appropriata.
Infine, la Corea del Nord ha dichiarato che l’attacco degli Stati Uniti contro la Siria è un atto di aggressione intollerabile che prova più di un milione di volte quanto sia giusto che la Corea del nord continui il proprio programma nucleare.
Gli stessi analisti indicano come l’attacco alla Siria sia un segnale non solo per l’ISIS, Assad e Putin, ma anche e soprattutto per Kim Jong-un.
Questo per rimarcare il pessimo comportamento di Trump non solo in politca interna, ma anche in politica internazionale, anche se rimaniamo convinti che Assad sia il vero responsabile dell’attacco chimico. Inoltre, pare che in queste ultime ore trapelano voci che Putin cominci a essere insofferente con il suo alleato.
Ma il problema più grave sembra al momento essere l’Oriente: l’esercito degli Stati Uniti ha deciso di spostare le navi del Carl Vinson Strike Group, di cui fanno parte una portaerei con 60 aerei, una nave usata per lanciare missili e due in grado di intercettarli e 5000 soldati vicino alla Corea del Nord, minacciando l’uso della forza se Pyongyang dovesse effettuare nuovi test.
Il regime dittatoriale di Pyongyang non ha più dubbi che gli Usa e la Corea del sud stiano preparando un’invasione (e, a dire il vero, gli Usa non negano, anzi ci sono prove che l’invasione sia stata almeno progettata.)
La Corea del Nord ha già sviluppato e dispiegato almeno 7 testate nucleari, le ha installate sui suoi Scud ER, sui missili a raggio intermedio a combustibile solido. Ha completato i lavori nel terzo tunnel del sito di Punggye ad una profondità di 550 metri. Si teme che il sesto test nucleare abbia una resa esplosiva fino a 14 volte maggiore di quella avvenuta lo scorso settembre. Gli Stati Uniti mantengono permanentemente nella regione uno sniffer WC-135, per eseguire il campionamento dell’aria e rilevare possibili test.
L’incontro tra il Presidente Trump e il presidente cinese Xi Jinping ha fruttato un accordo per mettere pressione sul governo di Pyongyang e cercare di farlo desistere dalla sua politica di corsa agli armamenti atomici. Resta il fatto che la Corea del Nord non è un alleato subalterno della Cina (come la Siria per la Russia), e che potrebbe non seguire i consigli di Pechino.
Per finire in bellezza, il 15 aprile è il 105esimo anniversario dalla nascita del “presidente eterno” Kim Il-sung, nonno del leader Kim Jong-un. Un evento che verrà presumibilmente festeggiato con una maestosa parata militare presso il Mirim Airport di Pyongyang, in un meno provocatorio sfoggio di muscoli.

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Taiwan non esiste più


Ancor prima dell’insediamento alla Casa Bianca, una telefonata di Donald Trump con Taiwan aveva rischiato di mettere in crisi i rapporti diplomatici con Pechino. Allora aveva sostenuto di non prendere ordini da Pechino e di non sentirsi vincolato alla politica di “una sola Cina” fino a quando non ci fossero state concessioni commerciali. Ma ora Trump fa retromarcia e accetta di onorare la tradizionale linea politica americana, su richiesta del presidente Xi Jinping, con cui ha avuto una telefonata “lunga ed estremamente cordiale”.

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Isole contese del Mar Cinese: stop alla Cina


Il giudizio della Corte permanente Onu di arbitrato sulla Legge del Mare è arrivato: nel contenzioso territoriale con le Filippine la Cina ha torto. Un giudizio tecnico, basato sulla distinzione tra scogli e isole. Tra queste azioni contestate, in particolare quella dell’occupazione cinese di Scarborough Shoal, una serie di scogli di fronte alle Filippine che Pechino aveva definito «isole» per poter far valere una zona di controllo di 200 miglia dal loro centro. Il possesso nazionale di uno scoglio invece concede solo 12 miglia di mare intorno. Scarborough per la Corte è solo una serie di scogli. Quindi Pechino con la sua azione aggressiva ha torto.

Di fronte ai giudici della Corte dell’Aia, nel 2013 il governo di Manila aveva impugnato l’occupazione di Scarborough e aveva contestato la «linea dei nove tratti» che secondo i cinesi delimita le acque nazionali nel Mar cinese meridionale e si allunga fino a duemila chilometri dalle coste della Repubblica popolare e fino a poche centinaia di chilometri da Filippine, Vietnam e Malesia. Secondo quella mappa risalente al 1947, con nove tratti di penna, il 90 per cento di quei circa tre milioni quadrati di oceano sarebbero «storicamente soggetti alla sovranità della Cina» fin dai tempi imperiali. Dentro quei nove tratti ci sono gli arcipelaghi delle isole Paracel (Xisha secondo i cinesi) e Spratly (Nansha in cinese).

I cinesi non hanno accettato l’arbitrato e hanno boicottato i lavori della Corte. Il giudizio della Corte Onu è (dovrebbe essere) vincolante, ma non c’è meccanismo per farlo applicare con la forza. Il significato però è politico e potrebbe aprire la via a una serie di contestazioni da parte degli altri Paesi che si affacciano sul Mar cinese meridionale, allargando la crisi per Pechino.

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La guerra civile in Siria


(tratto da “J’accuse (e Je suggére). Considerazioni di un Presidente Qualunque”, settembre 2015)

Situazione etnico/religiosa:
Il presidente al potere Bashar al-Assad appartiene alla minoranza degli alawiti che è una ramo degli sciiti (confessione islamica storicamente in conflitto con i sunniti). Per questo motivo è storicamente alleato con l’Iran, il paese a più larga maggioranza di Sciiti. L’Iran faceva parte dell’orbita politica Sovietica, ed è ancora oggi legata alla Russia. Di conseguenza anche la Siria (dall’altro campo, durante la Guerra fredda, la NATO era alleata con Iraq e Arabia Saudita).
In realtà in Siria la maggioranza è sunnita (vedi mappe etnica Siria e religiosa Siria a fine articolo), ma gli Sciiti occupano le zone di maggiore influenza tra Damasco e il Mediterraneo.
Gli Sciiti sono in maggioranza nell’Iraq meridionale (a sud di Baghdad), e nello Yemen nord-occidentale.
Situazione sul campo:
le proteste contro il governo di Bashar al-Assad sono cominciate al seguito delle “Primavere Arabe” nel marzo del 2011 e sono state represse con la violenza. La guerra civile (noi siamo stati tra i primi a parlare di Guerra Civile in Siria, nel 2012), tutt’oggi in corso, ha in parte contribuito a esasperare i sentimenti di odio e rancore tra sciiti e sunniti all’interno del Paese.
Nel maggio 2014 si è votato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla possibilità di avviare un’indagine per verificare se siano stati compiuti crimini di guerra in Siria. I governi di Russia e Cina hanno posto il veto, cioè hanno usato la possibilità che gli viene data dalla Carta dell’ONU di bloccare qualsiasi risoluzione. Dall’inizio della guerra in Siria è la quarta volta che Russia e Cina usano il loro potere di veto per bloccare una proposta di azione nella guerra in Siria.
La situazione si è ulteriormente aggravata e complicata con l’avanzata dell’IS (ex ISIS) nell’Est del Paese. [Vedi mappa Stato Islamico a fine articolo, che distingue tra posizione governative, ribelli, ISIS e postazioni curde e vedi scheda dello Stato Islamico e l’Iraq]
Mentre i curdi, sebbene sunniti, si sono opposti senza ambiguità ai miliziani dell’IS perché hanno conquistato i loro territori, i territori curdi occupano la parte settentrionale dell’Iraq, una striscia settentrionale della Siria (Kobane), quella meridionale della Turchia e una minima parte dell’Iran, praticando la pulizia etnica e religiosa, i ribelli del regime di Assad si sono divisi tra gruppi che combattono l’IS e gruppi alleati con loro perché sunniti.
Siria, Iran e Hezbollah sciiti del Libano hanno firmato una serie di accordi nella sfera economica e in quella della lotta al terrorismo. Assad ha dichiarato che l’Iran è il principale appoggio della Siria nella lotta al terrorismo.
La notizia degli ultimi giorni è che anche la Rusia ha deciso d’intervenire contro il terroristo dell’IS (ma anche contro i ribelli siriani).
Posizioni ufficiali:
gli Stati Uniti e l’Europa hanno condannato a più tempi le milizia governative di Assad e sono propense per un intervento armato.
Fin dall’inizio della guerra i governi di Russia e Cina, con intensità e impegni diversi, si sono schierati apertamente a favore del regime del presidente siriano Bashar al Assad.
Ufficialmente nessuno appoggia l’ISIS, ma questi continuano a conseguire vittorie perché bene armati (vedi nelle accuse).
Accuse:
L’esercito di Bashar al-Assad ha fatto uso di armi chimiche.
Russia e Iran ammettono la vendita di armi al regime di Assad e ai walabiti.
Molti sono accusati di armare l’IS, compresi gli Stati Uniti (indirettamente). Molto probabilmente sono i Sauditi ad armare direttamente i miliziani dell’IS: l’alimentazione di un islam salafita, wahabita (fondamentalista e jihadista) [vedi la scheda dell’Arabia Saudita] e la posizione strategica (tra gli sciiti siriani e quelli iracheni e iraniani) [vedi la scheda dell’Iraq] porta un indiretto ma decisivo supporto al califfatto dell’IS mai rivendicato dei sauditi, ma neppure smentito.
Anche la Turchia fa un doppio gioco: per anni ha discriminato la minoranza curda e ultimamente ha rafforzando la lotta al “terrorismo curdo” (tra virgolette perché fino all’anno scorso reggeva una tregua con i combattenti del PKK che aveva fatto superare questa parola), favorisce indirettamente l’IS. Inoltre pur essendo membro NATO non concede le basi per raid aerei.
Commento:
Le volontà di Stati Uniti ed Europa di sovvertire il governo di Assad sono evidenti come quello di tenerlo al suo posto da parte di Russia e Cina. Questo stallo ha portato ad alimentare la guerra civile siriana e a estendere l’ISIS soprattutto nei territori dell’est della Siria.
In Siria, anche se gli alawiti occupano le terre occidentali più popolose e redditizie, sono la minoranza, per l’autodeterminazione dei popoli non dovrebbero essere da soli al governo, ma dovrebbero tenere conto delle motivazioni dei ribelli. Noi ci schieriamo con i ribelli (curdi compresi) e contro il regime di Assad, ma la ricostituzione dello stato dovrà tutelare anche gli sciiti alawiti (tranquillizzando gli alleati russi e iraniani). I curdi dovrebbero ottenere una stato indipendente a partire da Kobane.
Previsioni:
a causa dell’IS, presto Russia e Cina rinunceranno al veto per un intervento internazionale multilaterale in Siria congiunto alla NATO, che però non sia mirato contro i governativi. Per far ciò si troverà un compromesso: Bashar al-Assad lascerà il posto a un alawita moderato, che accolga alcune istanze dei ribelli. In questo modo i ribelli saranno divisi tra chi accetta le condizioni del nuovo governo moderato e chi passa dalla parte dell’IS, i cui territori occupati verranno bombardati massicciamente.
Suggerimenti:
Il migliore: 1) Creare un governo di unità nazionale, equilibrato politicamente per costituzione (equilibrio alawiti e sunniti nelle istituzioni), rendere indipendente Kobane come stato curdo (eventualmente insieme ad altri piccoli stati curdi nei territori turchi, iracheni e iraniani a maggioranza curdi, in modo analogo alla Palestina).
In alternativa: 2) Secessione della Siria in due parti, nell’ovest governo alawita, nell’est annessione a uno stato sunnita moderato che prenda il posto dei territori a prevalenza sunnita (nord Iraq, est Siria) oggi occupati dell’IS.
JAC-syria-ethnic-map1

Mappa religiosa Siria
Mappa religiosa Siria
Mappa occupazioni Siria
Mappa occupazioni Siria

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È cominciata la costruzione del nuovo canale che farà concorrenza a Panama


Il progetto di espansione del Canale di Panama è un progetto che raddoppierà la capacità del Canale di Panama e sarà completato verosimilmente nell’aprime 2016, permettendo il passaggio di navi più grandi (fino a 12000 container).
A metà del 2013 il parlamento del Nicaragua ha approvato in tutta fretta la costruzione i un nuovo canale, in accordo con il gruppo di telecomunicazioni cinse HKND (con sedi a Hong Kong e Managua), a capo del quale c’è l’imprenditore Wang Jing, 42 anni, la cui ricchezza è stimata in 6,4 miliardi di dollari (5,7 mld di euro) da Forbes.
I numeri del canale che attraverserà il Nicaragua (data di fine lavori prevista 2019) sono da record: il tracciato proposto è lungo circa 260 chilometri (oltre il triplo del canale di Panama), la larghezza prevista è di 230-280 metri e la profondità mai inferiore a 27 metri. Le dimensioni del canale sono pensate a partire dalle navi che superano il Panamax (la massima dimensione delle navi che passano dal canale di Panama), fino ad arrivare a navi che trasportano fino a 25000 container (più del doppio del Panamax dopo il raddoppiamento del canale di Panama).

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Yum! In Cina c’è il festival della carne di cane e gatto


Per favore, gli amici carnivori (come me) che mangiano animali come lepri e conigli, mi spiegano per favore perché sono così indignati per il festival della carne di cane e gatto a Yulin, in Cina? Nell’articolo si parla di norme igieniche e mafia, d’accordo, quindi se tutto fosse fatto a norma di legge e igiene, sareste favorevoli? No, spiegatemi, perché io non so cosa dire ai miei amici vegetariani su ‘sta cosa. Grazie.

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Il Terzo Mondo si riorganizza: nuovi assetti politici in Asia


Forse non ve ne siete accorti, ma in Asia ci sono grandi movimenti che stanno modificando profondamente l’assetto politico.
La conferenza afroasiatica di Bandung, in Indonesia, si tenne la prima volta nel 1955 creando il termine e il concetto di “Terzo Mondo” in contrapposizione con il bipolarismo della Guerra Fredda, concetto poi ripreso da Tito con il Movimento dei Paesi non Allineati. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il Movimento non seppe reagire al vuoto politico internazionale a causa dei molti contrasti interni (e i vari genocidi in Africa e in Bosnia), e per il fenomeno dei Paesi in Via di Sviluppo. Il Movimento esiste ancora, l’Iran ne pretenderebbe la sede, ma i grandi Paesi in Via di Sviluppo come Brasile e Cina o la stessa Iugoslavia (Serbia) che ne fu la fondatrice, sono presenti solo come osservatori.
In ogni caso, durante la conferenza afroasiatica di Bandung a Jakarta del 2015 il primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe, e il presidente cinese, Xi Jinping, scattata, si sono stretti la mano: i due leader sembrano rilassati e in sintonia. Questo nonostante il discorso di Abe che ha espresso “profondo rimorso” per quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale, senza pronunciare formalmente le sue scuse, attese soprattutto dai rappresentanti cinesi e sudcoreani. Questo è importante se consideriamo anche che dieci anni fa, l’allora primo ministro Junichiro Koizumi, considerato il padre politico di Shinzo Abe, espresse le scuse formali.
Questo ri-raffreddamento dei rapporti Cina-Giappone si deve leggere alla luce di ciò che è successo qualche giorno fa in Pakistam, dove il presidente cinese Xi Jinping e il premier pakistano Nawa Sharif hanno cementato la relazione strategica che lega i loro due Paesi con una valanga di accordi per investimenti cinesi nelle infrastrutture e nell’energia per 46 miliardi di dollari. E’ un matrimonio perfetto quello tra Cina e Pakistan: non bisogna dimenticare che c’è l’India come fastidioso vicino comune (per esempio la questione territoriale irrisolta del Kashmir, conteso da tutte e tre le potenze).
In pratica la Cina si assicura un “corridoio energetico” lungo il Pakistan (attentati permettendo), una sorta di nuova “via della seta” che permetterà di evitare alla Cina il passaggio dal Mar Cinese e dallo stretto di Malacca, arrivando direttamente nel Golfo Persico.

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Il Dalai Lama: potrei non reincarnarmi!


Dalai Lama
Dalai Lama
Il Dalai Lama (Tenzin Gyatso) ha recentemente dichiarato che potrebbe non reincarnarsi, che la tradizione della reincarnazione della guida spirituale buddista potrebbe interrompersi con la sua morte e che quindi sarebbe l’ultimo della sua Dinastia.
Il governatore della regine autonoma cinese del Tibet, Padma Choling, ha criticato il Dalai Lama, dicendo che “Le dichiarazioni del Dalai Lama contraddicono la teoria in base alla quale ogni grande Lama buddista si reincarna, al momento della morte, nel corpo di un bambino.”
Ma davvero il Dalai Lama è diventato blasfemo? In realtà, il governo tibetano in esilio da lui presieduto, teme che Pechino possa manipolare la scelta del suo successore, cosa già successa nel 1995 con la reincarnazione del Panchen Lama, la seconda autorità del buddhismo tibetano. Per la Cina, la reincarnazione del Dalai Lama deve essere scelta con l’appoggio del governo centrale, non scelta da lui stesso.
L’attuale Dalai Lama, il 14esimo, quest’anno compierà 80 anni. Una celebrazione particolarmente sentita negli altopiani tibetani.

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A Hong Kong ancora scontri


La richiesta di democrazia torna a infiammare Hong Kong dove ci sono stati nuovi scontri tra polizia e manifestanti. Epicentro è ancora il distretto di Mongkok, uno dei tre siti principali dell’occupazione che va avanti da tre settimane per chiedere libere elezioni senza ingerenze da parte del governo centrale cinese.