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Se vince Berlusconi la Neorepubblica di Torriglia dichiarerà guerra all’Italia!


Eccoci al secondo appuntamento del “post col botto”, ovvero al post di San Silvestro.
Vedi il post col botto del 2011: Declassate le agenzie di rating!
Se Berlusconi, ricandidandosi, vincesse le elezioni italiane del 2013, la Neorepubblica di Torriglia sarebbe costretta a consegnare alle autorità una “dichiarazione di guerra”.
La motivazione è solo una: Silvio Berlusconi controlla (non importa se la proprietà è divisa nella sua famiglia) 3 televisioni a livello nazionale, oltre che il più grande gruppo editoriale. Questo non è ammissibile in una democrazia. Sebbene il suo controllo non sia “dittatoriale” e non sia prevista la censura, è evidente che la parzialità dell’informazione sia totale (come si è visto in questi giorni d’inizio campagna elettorale).
Non parliamo di “regime”, ma di democrazia parziale, su questo non ci possono essere dubbi, come anche confermano gli osservatori internazionali. E ci chiediamo come mai non si sente una parola che sembra passata di moda: “conflitto d’interessi”.
Per il resto, per come ha governato in quasi due decenni (leggi ad personam, scandali sessuali, gaffe internazionali) non ci pronunciamo, poiché si tratta di comportamenti che non entrano in conflitto con la democrazia e in quanto pensiamo che il governo abbia rappresentato bene chi lo aveva eletto.
Infine, in quanto favorevoli all’ineliggibilità dei condannati già dal I grado, Berlusconi è a tutti gli effetti incandidabile.

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Se non ora, quando? Domani, forse.


Il Capo di Stato Lukha Kremo Baroncinij emette una nota sulla situazione sociale e politica dell’Italia.
Le grandi manifestazioni, che hanno successo a livello di numeri e consensi sono, più che in altri Paesi (più che in Francia, più che in Egitto), parole inascoltate dall’esecutivo (se non addirittura avversate).
Meno forte di Paesi del Nordeuropa, l’opinione pubblica in Italia sembra meno influente anche di Paesi in via di sviluppo (come l’Egitto, la Tunisia, il Brasile).
La riflessione è che il Governo, nominato dal Parlamento, dovrebbe essere lo specchio dell’intero Paese, quindi attuare le leggi e le riforme del proprio programma (questa frase non è banale, in quanto, sia il Centrodestra che il Centrosinistra hanno disatteso a parecchie promesse), ma anche ascoltare quelle richieste dell’opposizione che possono essere acquisite (la “concertazione”, cosa che in questo periodo è assolutamente inimmaginabile).
Se il Governo diventa fazioso (e mortifica continuamente l’elettorato avversario anche con frasi ingiuriose), l’opposizione la segue (il Berlusconismo ha creatro lo sterile anti-Berlusconismo) in un crescendo di non-politica, che approda a una situazione in cui vengono meno molte istanze democratiche.
È utile ribadire che la fonte di questa situazione è un fatto voluto più o meno da quasi tutto il Parlamento (oltre al Centrodestra, sicuramente gran parte del Centrosinistra che non volle, quando era al Governo, eliminarlo): stiamo parlando del “Conflitto di Interessi”, che sembra ormai dimenticato, ma che è il vero motivo per cui una parte del Paese ha più strumenti propagandistici di un’altra (nonostante la par condicio, che funziona come una specie di “domenica ecologica”, cioè solo per un periodo ininfluente).
Al momento in Italia si vota in una scheda in cui ci sono già scritti i nomi, quasi il 20% della popolazione (i partiti “piccoli”) non ha nemmeno un rappresentante (nonostante il Parlamento sia composto da 945 persone!) e tra i cui candidati ce n’è uno che controlla tre televisioni nazionali su sei. Allora che senso ha buttare giù Berlusconi perché “di facili costumi”? Nessuno.
Risolvete il Conflitto di Interessi, fate una legge elettorale democratica, vedrete che tutto si aggiusterà e la vostra politica non sarà più un elemento internazionale di scherno e vergogna.

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Ammonimento all’elettore medio del Centrosinistra (e del Centrodestra) italiano


Sentiamo molti commenti dall’Italia sull’attuale situazione politica del Paese.

Il Governo ha l’appoggio del 50%+1 del parlamento, ma ciò è quasi letterale, nel senso che il margine di parlamentari fiduciari del governo è minimo. Gli elettori di Centrodestra sono giustamente preoccupati dell’instabilità e della possibile caduta dell’esecutivo, che porterebbe il Paese a eventuali elezioni. Oltre allo spreco di soldi, il problema è quello delle riforme, che subirebbero l’ennesimo ritardo. Gli elettori di Centrosinistra vorrebbero comunque il cambio di governo perché non concordano su diversi punti delle riforme, ma in generale non condividono il modo di condurre il Paese da parte del Governo attuale.

Super partes ci sarebbe da augurarsi una via di mezzo, cioè che il Governo portasse avanti la legislatura fino alla fine, cambiando conduzione politica, concentrandosi sulle riforme più urgenti, senza provvedimenti ad personam e cercando di passare più emendamenti possibili proposti dal Centrosinistra, concertando così le riforme per non compromettere la stabilità esecutiva.

Quindi, nessuno lo dice, ma Centrodestra e Centrosinistra dovrebbero andare d’accordo.

Fantascienza? Forse sì, perché il comportamento dei politici di Centrosinistra e di Centrodestra è quello dello scontro.

Naturalmente gli elettori di Centrosinistra fomentano questo scontro, indignandosi per la conduzione politica del Governo attuale. La loro controparte risponde (in modo fuorviante ma con cognizione di causa) che il Centrodestra al Governo non ha fatto le riforme che avrebbe dovuto fare (e noi siamo d’accordo quando ci riferiamo alle Legge sul conflitto di interessi, che sembra ora dimenticata e che invece è il vero problema dell’anomalia italiana, oltre alla parecchio imperfetta Legge elettorale). L’elettore di Centrosinistra dovrebbe smettere di farsi paladino dell’etica, in quanto non lo è mai stato, e quello di Centrodestra dovrebbe accettare con serenità le decisioni dei magistrati in quanto parte integrante dello Stato stesso che i loro politici stanno governando.

Ci vorrebbe meno ipocrisia per riuscire nel miracolo (necessario) dei cittadini che insegnano ai loro politici. Purtroppo in questo momento i politici danno l’esempio dello scontro, e questo è imitato pari pari degli elettori che li criticano (e che li hanno votati).

Nessun buon esempio dall'”alto”, nessun buon esempio dal “basso”.

Fatevi un esame di coscienza.