Quando parlate di democrazia, sciacquatevi la bocca


Il mondo Occidentale inneggia a Juan Guaidó, il capo del Parlamento del Venezuela che si è autoproclamato (ripeto: autoproclamato) presidente del Venezuela, alcuni paesi (tra cui l’Unione Europea) lo riconoscono già come presidente.

Nel frattempo, la mozione per riconoscere Juan Guaidó  non è riuscita ad ottenere ieri a Washington la maggioranza – di valore unicamente politico – tra i Paesi membri dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), solo 16 Paesi su 35, infatti lo hanno appoggiato.

Si ricorda che Nicolás Maduro è stato eletto democraticamente con voto elettronico e che ha vinto probabilmente perché l’opposizione si è ritirata per protesta (quindi niente brogli).

Si potrà dire che Maduro ha tollerato la corruzione mandando a rotoli l’economia di un Paese ricco (che ha le più estese riserve di petrolio al mondo), che non è capace di condurre un Paese (dalla morte di Chavez l’economia venezuelana è crollata e ciò non può dipendere solo dal crollo del prezzo del petrolio, dato che altri Paesi dell’Opec non hanno subito la stessa sorte), che ha fatto scelte sbagliate e scellerate (ha bloccato il cambio del Bolivar, ha dato la precedenza all’appartenenza politica rispetto alla competenza politica o tecnica, creando incompetenza e corruzione, ha trascurato investimenti e nuove tecnologie per il petrolio che, diversamente dal quello arabo, è un composto di sabbia bitumosa, quindi necessita di maggiore lavorazione ), ma non si può definire dittatore. Fatevene una ragione, ed evitare di inneggiare all'”esportazione democrazia” perché, come dimostrano le vicende dell’Iraq e della “Primavera araba”, ha esiti disastrosi (ed è spinta non dalla filantropia, ma dal desiderio di neocolonialismo e imperialismo).

 

Arrestato don 500 euro


Don 500euro, lo chiamavano così, Nunzio Scarano, l’alto prelato salernitano che risiede in Vaticano, per l’abitudine a girare con banconote di grosso taglio nel portafogli.
Oggi è stato arrestato per corruzione a causa di un accordo tra lui e l’agente dei servizi per far rientrare dalla Svizzera 20 milioni cash a bordo di un jet privato. Era già stato sospeso ieri per riciclaggio, inducendo papa Francesco a dicidere la nomina di una commissione per indagare sullo Ior (meglio tardi che mai).

In India il parlamento ascolta il Nuovo Ghandi


Anna Hazare, 74 anni, l’attivista gandhiano che dal 16 agosto è in sciopero della fame contro la corruzione, ha messo fine oggi alla sua protesta, dopo 13 giorni. Hazare ha bevuto un bicchiere di latte di cocco e miele, come conseguenza dell’approvazione ieri all’ unanimità da parte dei due rami del Parlamento indiano di una mozione che si impegna a prendere in considerazione le richieste contro la corruzione.
In Italia Gaetano Ferrieri, consulente immobiliare veneziano, protesta contro i politici e i loro privilegi. Il suo presidio davanti a Montecitorio con sciopero della fame è cominciato il 4 giugno. Lo conoscono anche all’estero, ma sui media nazionali ha poca visibilità: “In due mesi – spiega – sono stato intervistato da tantissimi telegiornali. Tutti stranieri. Mai nessun tg italiano mi ha concesso due minuti. Nessuno”. Solo l’interessamento blog e gruppi su internet e qualche artista.
Probabilmente, Gaetano Ferrieri non avrà lo stesso ascolto di Anna Hazare, (a cui sono bastati 13 giorni): dopo più di 80 giorni ancora è considerato un “folle”: per un parlamento degno del peggior Terzo Mondo come quello italiano può anche morire di fame…
[Ferrieri ha in mente il modello di protesta islandese, di cui abbiamo già parlato: https://nazioneoscura.wordpress.com/2011/07/21/nessuna-notizia-dallisanda-parte-ii/]