C’è un complotto mondiale? Sì, è un troll!


Ormai dall’11 settembre, ogni qualvolta il mondo è scosso da un avvenimento sconvolgente tanto quanto mediatico, si alzano sempre più rapide e prive di fondamento le voci del complottismo. Non è sbagliato l’atteggiamento di cautela e oculata selezione delle informazioni e delle versioni “ufficiali” di tali avvenimenti, naturalmente, ma la frammentazione in ipotesi sempre più balzane delle possibili versioni dei fatti, non può che fare comodo a un potere che (non sempre) ha la necessità di nascondere verità scomode, come lo sfruttamento dell’uomo, delle risorse umane e certi contatti diplomatici internazionali. Perché se è chiaro che tutto è stato nascosto molto bene nei casi di Ustica, piazza Fontana o Ilaria Alpi, non possiamo pretendere che dietro a ogni avvenimento ci sia una cospirazione. Questa si chiama paranoia.

Non intendo qui parlare male del complottismo tout-court, anzi vorrei difendere chi analizza in modio serio e circostanziano, non parziale, le informazioni disponibili. Ma mi pare necessario denunciare e mettere in guardia sia i complottisti seri, sia i non complottisti (i cosiddetti “mainstream”), che da qualche anno si sta diffondendo in rete la presenza di troll (vedere definizione su wikipedia), quindi falsi complottisti in cerca di polemiche e visualizzazioni fini a se stesse che non fanno che diffondere le tesi di faziosi complottisti d’assalto (che del resto sono anche loro stessi Troll, in quanto il loro scopo è focalizzare l’attenzione mediatica su se stessi, le loro “non teorie” e le loro pubblicazioni a scopo di lucro).

Se gente come Adam Kadmon sostiene che le coincidenze non esistano (ma non si prende nemmeno la responsabilità di quello che dice, il furbetto, sostenendo di raccontare frottole, e in questo dice il vero), probabilmente finge di non sapere nulla di filosofia e di scienza e di cosa siano le coincidenze, perché se non esistessero le coincidenze non esisterebbero nemmeno i numeri stessi.

Ma lasciamo perdere le teorizzazioni: in ogni caso, Adam Kadmon ha almeno il pregio di focalizzare l’attenzione di molti (che probabilemente non hanno mai avuto voglia di studiarsi storia, politica internazionale, filosofia e via dicendo preferendo guardare programmi d’intrattenimento per dummies) su ciò che certi potenti hanno la necessità di nascondere: come dicevo prima, lo sfruttamento dell’uomo, delle risorse umane e certi contatti diplomatici internazionali. Senza dimenticare che il potere non può essere seplicisticamente considerrato “unico” e “onnipotente” (visione forse derivata dalla cultura monoteistica occidentale), ma come una serie di poteri forti che spesso sono in contrasto tra loro.

Tornando alla strage della Germanwings, vi lascio alle parole del grande Franco Bifo Berardi:

“Un’epidemia di suicidio si è abbattuta sul pianeta terra, perché da decenni si è messa in moto una gigantesca fabbrica dell’infelicità cui sembra impossibile sfuggire. Quelli che dappertutto vedono un complotto dovrebbero smetterla di cercare una verità nascosta, e dovrebbero invece interpretare diversamente la verità evidente. Andreas Lubitz si è chiuso dentro quella maledetta cabina di pilotaggio perché il dolore che sentiva dentro si era fatto insopportabile, e perché accusava di quel dolore i centocinquanta passeggeri e colleghi che volavano con lui, e tutti gli altri esseri umani che come lui sono incapaci di liberarsi dall’infelicità che divora l’umanità contemporanea, da quando la pubblicità ci ha sottoposto a un bombardamento di felicità obbligatorio, da quanto la solitudine digitale ha moltiplicato gli stimoli e isolato i corpi, da quando il capitalismo finanziario ci ha costretto a lavorare il doppio per guadagnare la metà.” (Franco Bifo Berardi)

Ecco la vera dietrologia della strage della Germanwings: il potere vuole minimizzare lo sfruttamento dell’uomo che lo porta alla “rottura psicologica”.

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Chi sono gli Illuminati di cui parla Adam Kadmon?


L’Ordine degli Illuminati è il nome di una società segreta bavarese del secolo XVIII.
Il nome è però stato associato a numerose società segrete di matrice occulta, in particolare in relazione al complotto del Nuovo Ordine Mondiale (leggi nostro articolo), il cui acronimo è NWO (New World Order).
Gli Illuminati di Baviera, in realtà, società nata a Ingolstadt, Germania, nel 1776, era un movimento a base etica-religiosa che si proponeva l’utopistico pbiettivo di migliorare l’umanità grazie a una religione naturale e all’istituzione di un ordinamento sociale basato sui diritti dell’uomo.
Ma, nel 1779, un fantasioso ecclesiastico, Augustin de Barruel, pubblicò un’opera in 5 volumi che attribuiva agli Illuminati la responsabilità diabolica della Rivoluzione Francese, ma anche tutti i complotti contro il potere e la Chiesa a partire dal manicheismo del III secolo. Quindi, in teoria, chi attribuisce agli Illuminati tali responsabilità fa parte del potere conservatore e non il contrario.
La cattiva fama degli illuminati peggiorò nel 1924 con l’uscita di Secret and Subversive Movements di Nesta Webster, che attribuiva al movimento la responsabilità della Rivoluzione Americana contro gli inglesi e di certo “comunismo” perché l’associazione fu fondata il 1° maggio 1776 (ma sapiamo tutti che la ricorrenza è della manifestazione di operai finita tragicamente a Chicago nel 1886).
Recentemente l’Ordine degli Illuminati appare anche nella Trilogia degli Illuminati di Robert Anton Wilson e Robert Shea, The Illuminatus!, che comprende The Eye in the Pyramid, The Golden Apple, e Leviathan pubblicata negli Stati Uniti dal 1975 al 1977 (in Italia sono L’occhio nella Piramide, La mela d’oro e Il leviatano, pubblicati da Shake edizioni undeground).
La trilogia è una serie di riferimento per il movimento discordiano. Il Discordianesimo è una religione satirica e parodistica incentrata sul culto di Eris, dea greca del caos nota ai latini come Discordia e fondata nel 1957 da Greg Hill. La religione parte dall’idea che il caos sia tutto ciò che esiste, e che sia il disordine che l’ordine siano illusioni imposte su di esso.
Dalla trilogia fu ricavato un gioco di ruolo di carte chiamato Illuminatus: New World Order di Steve Jackson, dove si associava esplicitamente gli Illuminati al NWO. Nel gioco i partecipanti assumono il ruolo di potentissime società segrete che devono raggiungere la dominazione del mondo.
Nel 1991 l’ufficio di Jackson viene esaminato dai servizi segreti su ordine dal presidente George Bush e il computer sequestrato.
Infatti, analizzando alcune carte del gioco sembra siano presenti dei dettagli che fanno pensare a eventi che poi si sono verificati successivamente. Nella carta Terrorist Nuke si vede un’esplosione su un palazzo che sembrerebbe molto simile al primo schianto avvenuto l’11 Settembre 2001.
Altra carta che riconduce all’11 Settembre 2011 è quella che raffigura il Pentagono in fiamme.
La carta Oil Spill raffigura un uccello agonizzante in una chiazza di petrolio che dovrebbe essere una profezia al disastro ecologico della piattaforma petrolifera della BP Petroleum nel golfo del Messico
La carta International Weather Organization sembrerebbe descrivere le teorie del controllo mediante HAARP e le scie chimiche.
Francamente è un po’ imbarazzante il fatto che le teorie di Adam Kadmon siano state ispirate da un gioco di carte che rappresenta catastrofi mondiali. Ma speriamo che questo fenomeno mediatico servi a incuriosire il pubblico e a spingerlo a informarsi di più sul NWO, la NATO, l’ONU, l’FMI, il WTO, la Banca Mondiale, l’Unione Europea e a trarne le personali conclusioni.
In ogni caso, vi segnalo che è appena uscito in Italia un libro fortemente ispirato alla Trilogia degli Illuminati di Wilson e Shea: Trans-Human Express di Lukha B. Kremo (che lavorava alla Shake edizioni durante la pubblicazione della Trilogia).

Il primo volume della Trilogia degli Illuminati

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Trans-Human Express

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Booktrailer di Trans-Human Express:

Che cos’è il Nuovo Ordine Mondiale (NWO)?


Secondo il complotto del Nuovo Ordine Mondiale, il cui acronimo è NWO (New World Order), un presunto gruppo di potere oligarchico e segreto si starebbe adoperando per prendere il controllo di ogni organizzazione statale del mondo.
Una delle menzioni iniziali del NWO sarebbe contenuta nella dichiarazione del 1975 del Presidente statunitense Gerald Ford: “Dobbiamo unirci per costruire un nuovo ordine mondiale […] Al meschino concetto di sovranità nazionale non dev’essere permesso di distoglierci da quest’obiettivo”. Il testo è in realtà un rimando all’importanza della sovranazionalità nelle decisioni politiche internazionali, e non è legato alla presunta organizzazione oggetto della teoria cospirativa.
In questa teoria vengono richiamati a far parte del presunto complotto, gli Illuminati (leggi nostro articolo), il Quarto Reich, l’ONU, gli Stati Uniti, la comunità ebraica e la nuova massoneria.
Anche note organizzazioni internazionali quali la Banca Mondiale, l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), il WTO (World Trade Organization), l’Unione Europea e la NATO sono spesso elencate come sotto-organizzazioni per lo sviluppo del Nuovo Ordine Mondiale. Infine, la maggior parte delle famiglie potenti e influenti, quali i Rothschild, i Rockfeller, la JP Morgan, la famiglia Du Pont, la famiglia Bush, il casato Windsor, così come i monarchi europei e il Vaticano, sono secondo alcuni complottisti membri del NWO.
Lo stesso attacco alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 farebbe parte del disegno del NWO e sarebbe stato organizzato a tavolino da questi signori.
In quest’ottica non è difficile creare un vero e proprio “calderone” di teorie e sottoteorie, a volte discordanti, tra le quali citiamo, a grandi linee:
1) Gli anarco-insurrezionalisti, gli ecologi radicali e i neo-Luddisti, a volte sostengono che c’è o può esistere un’esplicita organizzazione cospirativa.
2) Le ideologie cristiano-evangeliche fondamentaliste includono un elemento religioso preminente nella cospirazione, basato sugli antichi testi evangelici e biblici: l’anti-Cristo.
3) Altri sostengono una Teoria del Controllo, riguardante il controllo della mente e della società anche mediante la dispersione degli agenti chimici nell’atmosfera via aerea (scie chimiche o anomale), esperimenti sul controllo delle meteorologia e dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche, esperimenti riguardanti il controllo della mente e la sua conseguente manipolazione da parte della CIA (MK-ULTRA), influenza di extraterrestri, l’Area 51, la Base Dulce, fino a includere la storia antica dell’uomo, in cui si troverebbero tracce di queste attività umane o extraterrestri.
4) Un’ulteriore teoria è chiamata “Signoraggio” e prevede l’abolizione del denaro contante il quale, secondo i sostenitori, andrebbe gradualmente sostituito da quello elettronico utilizzabile sotto forma di carte magnetiche o microchip a bassa frequenza impiantati sottopelle. Secondo i sostenitori di questa teoria, una volta preso saldamente il potere, il NWO potrebbe controllare ogni singolo essere umano sia negli spostamenti che nelle transazioni di denaro, ricattando all’occorrenza chiunque possa agire contro gli interessi della nuova dirigenza planetaria.
Purtroppo la concomitanza (e la concorrenza) di teorie potrebbe screditare quello che c’è di vero in alcune di esse e infatti molti complottisti sono convinti che i fautori del NWO lavorino per creare teorie del complotto sempre nuove e fantasiose proprio per screditarle tutte. Il complottismo del complottista.
Giunti a questa deriva, paradossalmente il Nuovo Ordine Mondiale pare più un Vecchio Caos Globale.
Per rendere costruttivo il ragionamento bisogna innanzitutto fare delle distinzioni:
1) Separare il NWO dall’ufologia.
2) Distinguere il NWO dagli Illuminati.
3) Concepire il NWO non come potere effettivo, ma come volontà di una parte del mondo, in questo caso dei cosiddetti “poteri forti”, ovvero qualsiasi persona, istituzione, o famiglia che ha dei reali ed effettivi poteri sulla società o parte di essa.
Infatti, come insegna la Storia, non è mai stato possibile racchiudere l’interno controllo mondiale in una persona, un impero o un’istituzione. Anche l’Impero Romano, quello Cinese o il Papato hanno avuto un potere forte, ma mai assoluto, e sempre contrastato da altri poteri concorrenti o dal “popolo” stesso.
Oggi la coscienza dei cittadini è molto più consapevole e informata del passato, e per questo l’opinione pubblica stessa è considerata (anche dai poteri forti), un elemento di forte influenza (e la stessa esistenza del complottismo ne è un’evidenza).
Concepire un potere unico come il NWO è assurdo perché ce lo insegna la Storia: regimi con tendenze “assolutistiche” ci sono e ci sono stati, ma più erano forti e assolutistici e con maggiore forza sono stati combattuti. Elenco i casi più eclatanti, ma la lista potrebbe non finire più: il Papato (contrastato dalla Riforma), il Nazismo (combattuto dagli Alleati), il Comunismo e l’Imperialismo statunitense (che si sono opposti tra di loro in una grande Guerra Fredda).
Se da un lato, però, non dobbiamo credere all’esistenza di un “mostro” che controlla il mondo, non possiamo negare gli effetti che hanno “i suoi tentacoli”. La volontà di raggiungere un NWO, o un potere che sia forte nel mondo, esiste ed è sotto gli occhi di tutti: esistono istituzioni non elette democraticamente (come i già citati FMI, WTO e la Banca Mondiale e le relative lobbies) che hanno un’innegabile ed evidente influenza nel mondo.
Si può quindi concludere parlando di “influenze di potere” esercitate dai soggetti sopra elencati, dalle istituzioni, dalle grandi famiglie, dai dirigenti di multinazionali del petrolio, della farmacologia e dell’informatica, fino al Vaticano, che hanno reali influenze sulle decisioni mondiali.
Questo fenomeno, che è stato esercitato dall’antichità fino a oggi e si trasforma e si adegua (a volte “travestendosi”) a seconda dell’epoca che sta vivendo, ha poco da nascondere e molto da mostrare, e si traduce in una semplice parola: “Potere”.
Noi abbiamo due possibilità: far sentire la nostra voce (la famosa “opinione pubblica”), e fare leva su una caratteristica del potere, che è quella dell’esclusività: ogni potere tende a escludere e annichilire altri pretendenti al potere, e si creano così condizioni di equilibrio tra poteri forti che riescono a ridurre la loro influenza globale. Così è stato durante la Guerra Fredda, con il Comunismo che faceva da contraltare all’Imperialismo capitalistico. Oggi va un po’ peggio, perché c’è un potere meschino che contrasta la Civiltà del Capitale: il fondamentalismo religioso.
Cominciamo a ragionare in questi termini prima di descrivere alieni che insegnano agli egiziani a costruire astronavi a forma di piramide o Bush che schiaccia il pulsante l’11 settembre.

Quando il complottismo ha avuto ragione


Strettamente parlando, non è mai successo, ma vorrei presentare qui due esempi in cui ricercatori “eretici” o meglio, le cui ipotesi andavano contro teorie comunemente accettate dalla cosiddetta “accademia scientifica ufficiale”, hanno avuto ragione.
Naturalmente è ovvio che bisogna tenere conto che nella stragrande maggioranza degli altri casi, questi ricercatori hanno dovuto ricredersi, hanno cambiato ipotesi o sono stati definitivamente radiati dalla scienza: il nostro non è un atteggiamento ingenuo: sappiamo che si tratta di casi isolati e molto rari, ma vogliamo presentarli per suggerire ai ricercatori di valutare sempre con cautela anche le ipotesi che al momento sembrano meno credibili.
Il primo caso riguarda il geologo Harlan Bretz, citatissimo dai complottisti e simili.
Dall’estate del 1922, per sette anni, Harlan Bretz ha condotto ricerche sul letto del fiume Columbia, nel Canada, interessandosi alle insolite erosioni dei depositi di basalto della zona, e coniando il termine Scablands nel 1923 per descriverle. Bretz avanzò l’ipotesi che un’inondazione apocalittica avesse formato il paesaggio, dandogli il nome di “inondazione Spokane” in una pubblicazione del 1925.
Questa spiegazione geologica “catastrofica” andava contro l’opinione prevalente che vedeva le grandi erosioni (come per esempio il Grand Canyon) formarsi nell’arco di milioni di anni, e l’ipotesi di Bretz fu screditata e derisa dalla Geological Society di Washington.
Un altro geologo, J.T. Pardee, aveva lavorato con Bretz e aveva le prove di un antico lago glaciale che avrebbe dato credito alle teorie di Bretz. A Pardee, però, mancava la libertà accademica di Bretz (aveva lavorato per la US Geological Survey) e non gli fu permesso di entrare nella discussione.
Bretz difese sempre le sue teorie, dando il via a un dibattito lungo 40 anni sull’origine delle Scablands.
Pardee e Bretz hanno continuato le loro ricerche, raccogliendo e analizzando le prove, identificando infine il lago Missoula come la fonte dell’inondazione Spokane. Le loro teorie sono state infine accettate negli anni Settanta anche se va detto che si tratterebbe di ripetute alluvioni Spokane e non di una singola inondazione catastrofica. In ogni caso, l’ostracismo scientifico ha ritardato la ricerca della verità per diversi decenni.
Un caso più recente è l’Homo Floresiensis (dall’isola indonesiana di Flores sulla quale sono venuti alla luce i resti): dei fossili di ominidi vissuti fino a 13.000 anni fa, scoperti da un gruppo di ricercatori australiani e indonesiani nel settembre del 2003, che non appartenevano all’Homo Sapiens. Il che suonava come una provocazione, e la scienza ha cominciato a “deridere” i ricercatori: come poteva esistere una specie più primitiva del Sapiens, e addirittura del Neanderthal, quando quest’ultimo si è estinto in Europa circa 30.000 anni fa? Come poteva un discendente dell’Homo Habilis esistere ancora 13.000 anni fa quando quest’ultimo si è estinto 1,5 milioni di anni fa?
Ma nel 2009 dopo l’analisi cladistica e la comparazione delle misure corporee è stato confermato che sarebbe una specie distinta dall’Homo Sapiens, e deriverebbe appunto dall’Homo Habilis.
Il ritrovamento ha dovuto riscrivere parte della storia dell’uomo, ipotizzando una massiccia presenza dell’Habilis in Asia, che si è evoluto fino al Floresiensis ed è quasi arrivato ai giorni nostri (siamo quasi all’epoca delle mura di Gerico!).
Le sorprese (e le conferme) non sono finite: recentemente è stato forse trovato l’anello mancante, l’Homo Denisovensis, sviluppatosi dall’Homo Habilis in Asia circa 800.000 anni fa ed evolutosi nel Floresiensis circa 200-300.000 anni fa.
Infine (notizia di quest’anno) nella Cina Meridionale, sono stai rinvenuti fossili ancora più recenti, di ominidi vissuti tra 11.500 e 14.500 anni fa, provvisoriamente chiamati “gli uomini della caverna del cervo rosso”, che parrebbero più primitivi dell’Homo Sapiens. La storia dell’uomo in Asia è tuttora in fase di riscrittura, e questo potrebbe valere anche per altre discipline. Il pregio della scienza è, non dimentichiamolo, proprio quella di sollevare il dubbio, non di nasconderlo.
Un monito dunque sia agli accademici che ai fautori delle teorie della cospirazione (perché quando l”accademia scientifica” si rende conto di sbagliare, ha dimostrato di saper fare retromarcia.)
Naturalmente abbiamo parlato di casi in cui sono in gioco la reputazione di scienziati e ricercatori, non
lobbies di industriali, miliardari e simili, perché in questo caso le cose si complicano, e far uscire la realtà, è molto più difficile. Per esempio (cito un caso dimostrato e uno da dimostrare) degli effetti cancerogeni dell’Eternit o dell’incidenza di certe telecomunicazioni sui tumori. Meditate, gente.

Che cos’è la Free Energy?


Parliamo senza pregiudizi di quella che è definita come Free Energy.
Il concetto di Free Energy è innanzitutto sociale, perché s’intendono tutte le teorie e le politiche per rendere disponibile liberamente (gratiuitamente o a bassissimo prezzo) l’energia disponibile naturalmente sulla Terra e nel nostro Universo. Alla base di questa teoria ci sono la scienza e la tecnologia per realizzarla.
L’energia di cui si parla nell’ambito della Free Energy, non è da confondere con l’energia rinnovabile (l’energia ricavata da fonti che si rinnovano da sole, come i cereali, il sole, il calore geotermico, il vento e l’acqua), ma si tratta dell’energia presente nella materia stessa (la massa, che è in realtà uno stato particolare dell’energia stessa).
Per secoli le più grandi sfide di alchimisti e scienziati sono state rivolte verso il sogno di trasformare il metallo in oro e il moto perpetuo.
Il “moto perpetuo” è un paradosso ideale secondo il quale si può studiare un meccanismo che metta in movimento un qualcosa e che questo movimento non si fermi più.
Per il Primo Principio della Termodinamica (principio della conservazione dell’energia) i fisici hanno appurato che non è possibile generare energia (il movimento) senza immettere altra energia. Se comunque s’immette una certe energia iniziale pensando di trasformarla in movimento (energia cinetica), purtroppo, per il Secondo Principio della Termodinamica (irreversibilità di molti eventi termodinamici), questa si consuma fino ad esaurirsi.
Appurato ciò, possiamo pensare a meccanismi di “quasi moto perpetuo”, cioè macchine che consumano pochissimo e posso andare avanti anni senza immettere nuova energia (alcune delle quali sono state realizzate, come per esempio il celebre orologio a elettromotorre di Giuseppe Zamboni, che funziona da 140 anni con delle pile a bassissimo consumo).
Ma passiamo a questa considerazione: viviamo su un pianeta situato a distanza relativamente bassa da una stella, tanto che la vita ha bisogno di sistemi di protezione come il campo magnetico e l’atmosfera “attiva” (strato di ozono). In un sistema come questo sarebbe meglio concentrarsi su apparecchiature in grado di catturare l’enorme energia del pianeta.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Il primo uomo che fece questa considerazione fu Nikola Tesla, conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata, compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Ma Nikola Tesla si dedicò anche allo studio di apparecchiature che potessero sfruttare l’energia della Terra.
per quanto riguarda i presunti misteri della scomparsa dei progetti di Tesla: lo scienziato non era sistematico nel conservare i progetti e lasciava poca documentazione sui risultati ottenuti e questo ha avuto due conseguenze: l’attribuzione indebita o la paternità presunta di invenzioni mirabolanti e soppresse dalla “scienza ufficiale”, e la facilità con cui le sue idee sono state “prese in prestito”, sottratte o addiruttura nascoste. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze il 18 marzo 1888 dallo scienziato italiano Galileo Ferraris. Presto da parte di Tesla nacquero contestazioni sulla priorità di tale scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, dove si stabilì che la paternità dell’invenzione spettava allo scienziato italiano.
Noi restiamo in una cauta posizione intermedia: se è senza dubbio vero che diverse invenzioni gli sono state attribuite in modo ingiustificato, è altrettanto sensato pensare che alcuni suoi progetti, non ancora brevettati, abbiano fortemente ispirato altre invenzioni o siano stati sottratti o sottaciuti per i forti interessi economici che c’erano in quegli anni, in cui si stava organizzando l’inizio della distribuzione energetica nel mondo, ed è evidente che per fare in modo che l’energia diventasse un mercato era vietato, economicamente parlando, renderla facilmente accessibile a tutti. Naturalmente è un approccio sbagliato protrarre tale situazione fino a oggi, almeno per quanto riguarda i progetti di Tesla, visto che le tecnologie di fine Ottocento, oggi sono superate. Un discorso del genere (di progetti tenuti nascosti) si può fare con invenzioni attuali, ma questo lo vedremo più avanti. Insomma, Tesla non ha “inventato” la Free Energy, ma gli studi e le ricerche al riguardo si basano su questo grande scienziato. Oggi si parla di energia wireless o elettricità wireless, messe già in opera da Tesla quasi un secolo fa.
Oggi si parla di Free energy in relazione ad alcune invenzioni. Vediamone alcune che elenchiamo senza approfondirle, lasciando agli scienziati verificare se siano all’altezza di essere produttrici di Free Energy o no.
Generatore a potenziale elettrostatico: motore che utilizza il potenziale elettrostatico tra l’atmosfera e la Terra e la proprietà che le cariche elettriche di stesso segno si respingono. Se collochiamo un’antenna in alto nell’atmosfera, l’antenna e ogni oggetto a essa collegato mediante un filo elettrico isolato avranno la stessa carica. Il materiale utilizzato per l’antenna determinerà la corrente di ioni prodotta. L’alluminio è una buona scelta. Fondamentalmente il motore elettrostatico crea un percorso facile perché la carica elettrica scorra dall’atmosfera alla Terra e così facendo estrae energia.
Generatore a induzione elettromagnetica: dispositivo che utilizza un nuovo metodo di estrazione dell’energia elettrica dall’acqua che scorre. Diversamente dai tradizionali metodi idroelettrici, che usano la pressione dell’acqua per mettere in rotazione i generatori, questo dispositivo usa l’induzione elettromagnetica. Il generatore a flusso d’acqua è costituito da una condotta in cui scorre acqua salata. Alla sommità e sul fondo della condotta sono collocati due magneti permanenti di polarità opposta. Ai lati della condotta sono sistemati due elettrodi di un metallo resistente alla corrosione provocata dall’acqua salata. Quando l’acqua scorre nella condotta, se i due elettrodi sono collegati a un filo, in questo filo si genera una corrente indotta.
Motore a basso gradiente termico: si tratta di una macchina termica. Consiste in un certo numero di coppie opposte di contenitori collegati da un tubo. Nei contenitori c’è un liquido con un basso punto di ebollizione. Il liquido nel contenitore più in basso è riscaldato dall’acqua, diviene vapore e risale nel contenitore superiore. Qui il gas è raffreddato, anche mediante una corrente d’aria fredda, e condensa. Allora, per azione della gravità, il contenitore tende a scendere e quindi l’intero meccanismo ruota. Il contenitore torna così nell’acqua riscaldata e il procedimento ricomincia.
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità: macchina che converte l’energia in elettricità. Solitamente macchine del genere richiedono degli adattamenti per ottenere una maggiore velocità di rotazione. Ma questi adattatori comportano inevitabilmente una perdita di energia dovuta ad inefficienza. Il processo di conversione in energia elettrica ha a sua volta delle perdite di energia dovute ad inefficienza, che si riduce grazie a unIl riscaldatore rotante che convertire l’energia a bassa velocità ed elevato momento in calore. Il meccanismo consiste in due cilindri, l’uno nell’altro. Il cilindro interno è libero di ruotare su cuscinetti ed è guidato da un’asta. Nel piccolo spazio tra i due cilindri c’è un olio denso che sopporti bene le alte temperature. L’ideale è l’olio usato nei motori delle auto. Poiché lo spazio tra i due cilindri è poco, quando il cilindro interno ruota si produce una grossa resistenza (attrito) nell’olio. L’effetto della resistenza alla rotazione è che l’olio si riscalda. L’energia fornita per la rotazione attraverso l’asta è così trasformata in calore.
Motionless Electromagnetic Generator (MEG): dispositivo elettromagnetico che produrrebbe energia elettrica intercettando le onde longitudinali elettromagnetiche emanate da quella che è conosciuta come “energia del punto zero”, poiché permane anche alla temperatura dello zero assoluto. Secondo la teoria, il MEG non infrange la legge di conservazione dell’energia, infatti la “conservazione” avverrebbe attraverso il continuum spaziotemporale. Il MEG è simile a un trasformatore, il suo lavoro sarebbe appunto la trasformazione di una fonte di energia “diluita” in un vettore utilizzabile (energia elettrica).
Essenzialmente si compone di un nucleo magnetico rettangolare microcristallino, con interposto un forte magnete permanente, due piccoli avvolgimenti attuatori di controllo e due avvolgimenti collettori di uscita. Agli avvolgimenti di controllo va collegata una fonte di impulsi a una frequenza determinata, e a quelli di uscita il carico.
Idrolisi catalitica: catalizzatore per ottenere idrogeno ed ossigeno dall’acqua, potrebbe essere installato anche in autovetture le quali sarebbero alimentate ad acqua distillata! L’energia “primaria” che alimenta il sistema sarebbe termo-elettro-chimico-catalitica. L’acqua viene immessa nel sistema “gCell”, un reattore catalitico che compie un primo lavoro sulle molecole di ossigeno e idrogeno
Queste sono quindi separate tra loro da una reazione termo-elettrotipia-catalitica, producendo ossigeno e idrogeno molto puri, che vengono accumulati in serbatoi separati.
parte dei gas vengono utilizzati per fornire energia al sistema che in pratica si autoalimenta. Il rimanente idrogeno può essere usato come combustibile o usato assieme all’ ossigeno per produrre energia elettrica tramite fuel-cell. L’acqua distillata risultante può essere utilizzata per alimentare il sistema così sarebbe autosufficiente e autonomo.
Reattore adronico: tecnologia che permetterebbe di avere calore/energia e carburante riciclando liquidi organici quali acque nere, olii esausti, liquami derivati dai processi agro-zootecnici, non è ben chiaro quale sia il rendimento del sistema, sembra non vi sia pretesa di “moto perpetuo” ma di un sistema molto efficiente, la controversia nasce dal fatto che la tecnologia sarebbe basata su una nuova prospettiva scientifica in fatto di legami atomici. Il liquido entra nel reattore e subisce un pretrattamento che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica. Quindi, il flusso, sotto pressione, viene pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio, sottoponendo il liquido a temperature elevatissime (circa 5500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta provocando la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono demolite e ridotte ai costituenti atomici. Quello che si crea è un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico, gli atomi dei vari elementi si ricompongono formando: gas combustibile, acqua per usi irrigui e diversi sottoprodotti.
Fusione fredda: annunciata nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons, e seguita dagli studi di Giuliano Preparata, Yoshiaki Arata e Yue-Chang Zhang che hanno piùvolte dimostrato dispositivi a fusione nucleare fredda funzionanti. In pratica funziona come la fusione “a caldo”, ma si ottiene lo stesso risultato con molto meno energia grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale per esempio il palladio.

Ma vediamo più nel concreto come funziona una macchina che utilizza un dispositivo Free Energy a induzione magnetica: la chiave del funzionamento è la generazione del campo magnetico. Esso è generato dall’etere, che a sua volta lo trasporta, ma la quantità in gioco è superiore a quella utilizzata: e in tale ottica è possibile comprendere la quantità di energia utilizzabile; ciò è stato dimostrato attraverso il dispositivo Bedini-Cole in cui il processo viene spinto al massimo, in modo da poter utilizzare esclusivamente delle bobine senza alcun magnete permanente, e il cui funzionamento si protrae ormai da anni senza sosta.
Il dispositivo John Bedini-Cole è l’evoluzione del motore magnetico di Howard Johnson, e del dispositivo a rotazione magnetica di Kohei Minato: in linea di principio sarebbero composti da un magnete che muta l’energia del campo magnetico in energia meccanica; una dinamo, che muta l’energia meccanica in energia elettrica in continua; una batteria commerciale per automezzi, che assorbe i picchi con la capacità di accumulo, e fa si che la corrente elettrica assuma in uscita una tensione esatta di 12 Volt; un inverter che prende la corrente a 12 Volt e la converte a 220 Volt alternata a 50 Hz, rendendola quindi utilizzabile da apparecchi di uso comune. Potremo utilizzare il dispositivo a bobine,o esclusivamente quello a magneti permanenti, sia perché le bobine vanno alimentate in continua, e sia perché l’alternatore necessita di un numero di giri prefissato per ottenere in uscita una corrente elettrica.
Qualunque sia la soluzione, è evidente che anche piccoli produttori di gruppi elettrogeni, con semplici modifiche, possono produrre dispositivi Free Energy, magari per uso domestico, annullando la spesa delle bollette con un semplice investimento. Se gli stessi produttori li adottassero per la catena produttiva e successivamente, i fornitori che producono le componenti di queste ditte, si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all’abbattimento dei prezzi degli stessi e poi di qualsiasi prodotto; dei piccoli produttori potrebbero mutare nel giro di pochi anni l’intero sistema economico mondiale, con effetti, anche se minimi, immediati.
Il nostro monito è che nell’era del petrolio e del ritorno al nucleare, continuano ad essere completamente ignorati i dispositivi Free Energy, destinati a rimanere prototipi sperimentali non essendo opportunamente valutati dall’industria energetica.
In conclusione, non abbiamo fatto disorsi complottisti, da teoria della cospirazione o ci siamo mascherati da Adam Kadmon, ma abbiamo indicato una via verso cui la ricerca scientifica e industriale (e i soldi per farla) dovrebbe andare, ma non lo fa perché esiste un’energia che al momento è ancora più potente: quella delle lobbies dei grandi produtori e distributori di energia.

Adam Kadmon e il MES


Nei giorni scorsi Adam Kadmon ha parlato di Europa e di come il MES rappresenterebbe una sorta di “ditttura europea”.
Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), detto in inglese ESM (European Stability Mechanism) è un trattato ratificato dai 17 Paesi dell’Eurozona il 31 dicembre 2011 ed è stato rinnovato e ampliato il 2 febbraio 2012 e rattificato nel marzo del 2012 dal Consiglio Europeo.
Il trattato è pubblico e può essere letto online.
In breve, per evitare di dovere organizzare nuovamente dei referendum in Europa, il MES è un ampliamento delle competenze europee (il cosiddetto commissariamento) che quindi non ha radici direttamente democratiche (perché i membri del MES non sono eletti democraticamente).
Il MES può obbligare ogni nazione dell’Eurozona a pagare grosse cifre di debito, soldi che verranno prelevati dalle tasse e dalle tasche dei cittadini, come sta avvenendo per Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, Paesi per cui qualcuno ha creato l’acronimo PIGS (PIIGS con l’Italia), ovvero maiali.
Qualora la nazione fosse in difficoltà, è in pratica obbligata ad accettare un prestito con tassi fissi o variabili (come è avvenuto per la Grecia e, recentemente, anche per la Spagna). La nazione potrebbe rifiutare il prestito, ma dovrebbe ricorrere alla Corte di Giustizia Europea e non sarebbe un percorso semplice (di fatto è un percorso ostacolato). Se la somma presa in prestito non verrà restituita unitamente agli interessi entro la data di scadenza, saranno applicate sanzioni severe, che evidentemente colpirebbero le pensioni, gli stipendi e le proprietà immobiliari, in pratica il MES potrebbe pignorare la nazione insolvente con qualsiasi mezzo.
Il fondo è gestito dai governatori, ovvero i ministri dell’Economia e delle Finanze di ogni nazione. Nonostante ciò, i membri del MES potranno rimuovere i governatori dai loro incarichi, senza chiedere il permesso a nessuno: un potere praticamente assoluto!
Il trattato infine, contiene alcuni punti oscuri, che implicherebbero, tra l’altro, che una volta che le nazioni vi hanno aderito, non potranno tornare indietro e dovranno sborsare tutte le cifre che il MES richiederà loro, deliberando a maggioranza.
Inoltre, seconco alcuni (tra cui Adam Kadmon), i membri di questo organo sovranazionale, sarebbero al di sopra della legge, avrebbero completa autonomia decisionale, e le loro identità, comprese quelle che lavorano per loro, non verrebbe mai resa pubblica, tanto meno verrebbero fatte conoscere ad autorità esterne dallo stesso organismo qualora decidano di non farne più parte.
Oltre a ciò, gli emendameti successivi amplierebbero le competenze (nel caso di insolvenza di una nazione) a interventi di repressione degli scontri, di sorveglianza dei cittadini vivaci o di lotta contro qualsiasi elemento destabilizzante per l’Eurozona. In altre parole l’emendamento costituisce sicuramente un ampliamento delle competenze dell’Unione Europea ed è, secondo noi, contrario all’articolo 48.6 del Trattato dell’Unione.
Lasciando da parte gli Illuminati, quanto ci dice Kadmon è quindi vero, e non è l’unico a metterci in guardia.
Infatti ormai è un fatto che l’Unione Europea sia guidata da fattori economici e finanziari e non politici, dove seguire i parametri imposti è diventato più importante del benessere e della felicità dei cittadini, reale obiettivo primario di una nazione.
Secondo noi, l’Europa, se vuole avere un futuro (e ormai deve farlo perché tornare indietro sarebbe ancora più disastroso per i motivi che abbiamo già detto altrove), deve essere prima di tutto politica, avere un governo democraticamente eletto (come lo è oggi il Parlamento) che elegga e controlli queste commissioni e questi oscuri personaggi. Gli Stati Uniti d’Europa, lo abbiamo già detto, dovrebbero essere rappresentati da un Governo Federale (simile agli Stati Uniti) che tuteli il cittadino e non la Finanza e gli speculatori.
Vorrei infine far notare che ormai in tutti gli ambienti politici (e non solo estrema sinistra o estrema destra) si parla con sospetto di questi organismi sovranazionali. Questo dimostra come sia stato un errore, dalla fine degli anni Novanta in poi, sottovalutare (e ghettizzare come pensiero radicale sinistrorso, praticamente utopia) le richiesta del Movimento di Seattle (quello che oggi è Occupy Wall Street), ovvero i No-Global (meglio: i Neo Global, di cui noi abbiamo preso parte fin da quegli anni), quando denunciavano al mondo interno che organismi potenti come l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), il WTO (World Trade Organization) la BM (Banca Mondiale), il G8, la NATO, a cui oggi si sono aggiunte le istituzioni europee come la BCE e il MES e le agenzie di rating (Standard & Poors’, Moody’s, Fitch), non sono organismi democraticamente eletti, ma nonostante ciò decidono delle sorti economiche, finanziarie e occupazionali del mondo. Come a dire che le singole democrazie nazionali (già di per sé zoppicanti) sono “commissariate” da questi personaggi.
I Neo Global sono stati tacciati per marxisti, oggi molti si sono ricreduti. E come era frustrante (per noi democratici giacobini della NeoRepubblica di Torriglia) sentirci chiamare comunisti, oggi è frustrante sentirci dare ragione da chi ci dava torto e sentirci raccontare dai complottisti quello che sappiamo da 15 anni. Noi non siamo mai stati comunisti, ma pensatori libertari, bene informati sui movimenti dello scacchiere del potere internazionale.
Il discorso della crisi economico-finanziaria (dal 2008 a oggi) è naturalmente in parte legato alla costituzione del MES. Vedremo prossimamente le cause, le concause e le possibili terribili conseguenze.

Chi è davvero Adam Kadmon?


Chi è davvero Adam Kadmon?

L'attore che impersona Adam Kadmon

L’attore che impersona Adam Kadmon

Adam Kadmon ha iniziato la propria carriera su Radio 105, divulgando teorie ecologiche e complottiste che precedentemente diffondeva sul suo blog. Attualmente prosegue il suo lavoro su internet e nella trasmissione Misteri di Italia 1. Premesso che Adam Kadmon è una sorta di “collettivo” (Adam Kadmon significa “il primo uomo”), in cui il personaggio “fondatore” è circondato da alcuni collaboratori, vediamo nel dettaglio chi è e che cosa dice.
Sostanzialmente il pensiero di Adam è che il “sistema” (l’insieme dei poteri forti del mondo) tende ad agire in segretezza e a coprire fatti che non piacerebbero affatto all’opinione pubblica. A differenza di certi pensieri di stampo anarchico e insurrezionalista, però, Kadmon sostiene che questa situazione non si deve combattere con la violenza, che è sempre sbagliata, ma con la controinformazione e la diffusione di certe teorie “nascoste”.
Detto questo, quindi, il pensiero di Kadmon non è esattamente quello di un complottista, tuttavia il modo in cui Adam presenta le teorie complottiste non è quello che ci si aspetta da qualcuno che sostiene di riportarle solo a scopo divulgativo. Inftti, nei suoi interventi c’è un mix di informazione e sensazionalismo. Sapete per esempio chi sono gli Illuminati a cui attribuisce certo controllo del mondo (leggete qui e ne scoprirete delle belle)?
Per esempio, sul signoraggio, Kadmon presenta la teoria come fosse vera: nello spezzone trasmesso via radio si fa riferimento al famigerato “Ordine 11110” con il quale Kennedy avrebbe autorizzato lo Stato americano a stampare moneta al posto della Federal Reserve e si afferma che il presidente sarebbe stato ucciso per questa decisione. In realtà l’ “Ordine 11110” si limitava a trasferire in capo al ministro del tesoro un potere che già era riconosciuto al Presidente. Nulla di nuovo, quindi. Peraltro, l’ordine rimase in vigore per molti anni dopo l’uccisione di Kennedy.
Inoltre, durante gli interventi su Mistero, una didascalia avverte che Adam Kadmon è costretto all’anonimato per proteggere la propria incolumità: questa affermazione, abusata e sensazionalista, favorisce l’idea di una grande cospirazione mondiale in cui tutti i “profeti della verità” rischiano la vita.
Detto questo Adam Kadmon è (o sono) un collettivo di divulgatori che, utilizzando i cliché del complottismo e del cospirazionalismo, cercano di insinuare e di diffondere un pensiero antagonista ai “poteri forti”.
Un utilizzo “tendenzioso” (verso il sensazionalismo piuttosto che la pura divulgazione) di un pensiero ecologicamente coscienzioso, consapevole delle trame della politica internazionale e critico verso certi comportamenti dei media di massa. Le teorie complottiste che diffonde sono solo teorie, utili però per stimolare ad approfondire la conoscenza di certe materie: l’estremismo, sia del complottista che del debunker, non è mai un bene e Kadmon ne è perfettamente al corrente.
In definitiva, caro Kadmon, elogio la diffusione di controinformazione e di teorie “alternative”, soprattutto se finalizzate alla presa di coscienza dei cittadini – la “base” – rispetto alle trame dei “vertici”, ma mi chiedo cosa penserebbe un testimone di mafia costretto a vivere una vita nascosta o con una nuova identità, vedendo il tuo scimmiottamento di “anonimo perseguitato”.
P.S.: per quanto riguarda l’attore che impersona Adam Kadmon, non capisco la morbosa curiosità, io direi che un chissenefrega va bene. Comunque, premesso che NON è Mario D’Angelo (per fare informazione e ricerca giornalistica NON si usa internet, cari detective dei poveri), un nostro gentile commentatore ci suggerisce che Adam Kadmon si chiami Fabio Netzach, ECCO IL SUO SITO. In ogni caso, ricordo che partiamo dal presupposto che si tratta di un collettivo, quindi, cari lettori, prima di commentare a caso, leggete bene quanto scritto, grazie.

Un consiglio di lettura per appassionati del genere:
Trans-Human Express, romanzo di Lukha B. Kremo. Cosa c’è dietro lo strano comportamento dei potenti del mondo? Quali catastrofi sono imminenti e sono addirittura utili per qualcuno? Una storia dal finale sorprendente, che farà riflettere.
2° Premio Urania Mondadori
2° Premio nazionale Cassiopea
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Cospirazionalismo e revisionismo padano: la verità?


Riguardo il delicato argomento della Padania, dovremmo dividerlo in due questioni: quella del partito politico, la Lega Nord, e quella dell’esistenza della Padania come entità politica e sociale autonoma o addirittura indipendente.
E’ giusto dire che la Lega è forse il partito politico più vicino ai cittadini e sicuramente uno dei più vicini, che in Emilia Romagna soprattutto sta sostituendo quello che era, diversi anni fa, la Sinistra e il Partito Comunista (non solo a livello sociale, ma proprio come voti), che le ragioni del Norditalia, parlo di una maggiore autonomia verso il Sud e il Centro, di federalismo fiscale (e anche politico), di una situazione culturale, economica, occupazionale e imprenditoriale che è differente dal resto d’Italia (soprattutto dal Sud), queste ragioni sono condivisibili e non sono campate in aria.
Il Norditalia, in particolare Lombardia e Veneto, sono forse le regioni economicamente più sviluppate d’Europa insieme alle regioni più ricche di Germania, Francia, Inghilterra e Benelux. E’ quindi normale che ci sia del risentimento nel momento in cui l’Italia intera è considerata a rischio default, insieme a Portogallo, Gracia e Spagna (fino ad arrivare all’acronimo PIGS, maiali).
Naturalmente è sempre più difficile ottenere l’autonomia (o l’indipendenza) quando la parte che la richiede è economicamente più sviluppata, mentre sarebbe più semplice se lo richiedesse, per esempio, la Sicilia. In passato è anche successo, ma dietro c’era Cosa Nostra e lo Stato ha fatto la guerra al secessionismo siciliano. Ma c’è l’esempio recente del Sudan del Sud (riconosciuto in tempi record dall’ONU) e della Slovacchia, tanto per stare in Europa, che chiese la secessione dalla Cecoslovacchia e la ottenne nel giro di un anno.
Ma il vero problema è l’entità culturale e sociale della Padania. Insomma: esiste o no?
I padani sostengono che se ne parlasse “ben 100 anni fa”, tacciando gli altri di ignoranza. Molto paradossale, perché la Padania sarebbe più giovane della Coca-Cola (inoltre stiamo parlando della parola, non di un senso di appartenenza, che c’è solo dagli anni 80), e, in confronto ai 3000 anni di età della parola Italia, fa sorridere.
I padani sostengono che l’unità dell’Italia sia una mitologia sostanzialmente inventatta nel XVIII secolo. Allora che ne era dell’Italia, regione privilegiata dell’Impero Romano (perché in Italia tutti avevano la cittadinanza romana), che comprendeva tutta la penisola (escluso soltanto isole e Alpi)? Non ci fu un regio Padania.
Che fine ha fatto il Regno d’Italia, nato sulle ceneri della conquista carolingia (parliamo del IX-X secolo)? Un regno che è vero che non comprendeva tutta l’Italia, ma questo a causa del giovane Stato della Chiesa e dei Bizantini, che “colonizzavano” grandi parti della penisola. Non ci fu un Regno di Padania.
Ma parliamo di cultura, quando la Scuola Siciliana, poi quella toscana e Dante cominciarono a scrivere in volgare, nonosatnte esistessero già i dialetti, cercarono di scrivere in un volgare italiano, che fosse super partes e che s’ispirasse al modello fiorentino. Non mi sembra che ci siano poeti che scrivessero in dialetto del Nord.
Machiavelli stesso, pur rinunciando all’unione politica (perché troppo difficile da raggiungere, suppongo, a causa dei particolarismi eccentuati in Italia), parlava di Italia, parlava di autonomia rispetto agli stranieri (e gli stranieri erano francesi e spagnoli, non padani o siciliani).
Nel Rinascimento, nonostante ci s’ispirasse al classicismo, non si parlava di Città-Stato, ma sempre di Italia, a livello culturale e, nonostante le divisioni politiche, il senso di appartenenza era quello, come si può capire leggendo la letteratura di quell’epoca.
La nascita dell’idea di nazione moderna (quindi non di mero territorio posseduto da un regnante), è di questi anni. La Francia ha Giovanna d’Arco che sprona alla rivolta verso “l’invasore inglese” (che fino a quel momento veniva seplicemente considerato il proprietario di vaste terre francesi e non un colonizzatore). In questi anni nasce l’idea moderna di nazione (di cui anche la Padania lo è, e quindi non può basarsi sui Comuni medievali che cacciarono l’imperatore tedesco, appunto la Lega Lombarda storica), e se in Italia non si arriva subito all’unità nel ‘500 o nel ‘600 è perché le forze politiche che la dividevano era troppo forti e serviva un’idea più forte per contrastarle (che poi sarà quella di repubblica). Del resto lo furono anche in Germania (che ottenne l’unità solo nel XVIII secolo, e completa nel secolo successivo, quindi come l’Italia), ma a quanto pare, appena una ventina di anni fa, la Germania si è riunificata (dopo la divisione postbellica e il crollo del muro di Berlino) e non ha fatto il contrario come vorrebbe la Lega.
I padani (ora vi prego, tenetevi forte, qui ci sono le montagne russe) sostengono che sia stata la massoneria inglese a volere l’Italia unità. Se ho capito bene, la massoneria inglese, attraverso la Rivoluzione Francese, ha fatto in modo di unificare l’Italia.
Devo aver capito male, come potrebbe la massoneria inglese aver aiutato coloro che combattevano? Sappiamo che è stato Cavour, tramite le intercessioni che ha fatto a Napoleone III ad aiutare l’unità d’Italia, e naturalmente Mazzini. Che nella Giovine Europa ci fossero infiltrati della City di Londra? Cari padani, fatemi capire.
E’ vero che la massoneria inglese finanziò parte della spedizione dei Mille, ma lo fecero per eliminare il potere temporale dei Papi, visto che i suoi compoenti erano protestanti presbiteriani, e non in funzione antipadana!
E’ oltresì vero che il Risorgimento è stato mitizzato e che fu in realtà una rivoluzione borghese e non completamente popolare, ma non vedo come si possa arrivare a dire che il popolo non volesse l’Italia unita e la libertà dai molti principi e tiranni che vi erano in Italia. Le rivoluzioni nascono tutte come borghesi, sono i borghesi che hanno gli strumenti culturali per farle, poi, a volte, le rivolte vengono portate avanti dal cosiddetto proletariato (come avvenne nella Rivoluzione Francese, e come furono le rivolte successive, quella del ’48 e ancora più tardi con il Socialismo). Voi stessi autoproclamati padani, siete in prevalenza borghesi.
Forse voi anelate al ritorno a prima dell’unità d’Italia, con il Nord povero come il Sud, comandato da principi tiranni e approfittatori? Non è forse grazie anche alla forza lavoro dei meridionali che il Norditalia è diventata la forza economica e industriale che è oggi (molti di voi, lo so, sono figli di meridionali…)? Non è grazie alla forza lavoro africana che il Veneto oggi è economicamente forte come la Lombardia? Forse preferivate quando il Veneto era povero come la Calabria?
No, quello che desiderate in realtà, è un’identità. Vi siete creati l’identità padana perché state vivendo la moderna e diffusa sindrome della mancanza d’identità, che tocca tutta Europa e tutti i ceti sociali. Pensateci bene: prima vi siete detti “celtici”, andando a cercare i resti preistorici dei “cugini” insubri (2500 anni fa), ora, forse comprendendo che tra voi e gli insubri vi dividono centinaia di popolazioni, avete tradito le vostre “tradizioni” richiamandovi nuovamente al cattolicesimo (naturalmente in funzione antiislamica).
Insomma, la Padania non esiste se non come espressione del disagio che parte delle popolazioni del Nord vive (e spesso a ragione) nei confronti di un mondo che cerca di sfruttarla. Se si partisse da questa considerazione, forse i dirigenti e gli “ideologi” padani smorzerebbero i loro deliri revisionistici e cospirazionalisti.