TRACCE SONORE: Flying Lizards – Top Ten


Flying Lizards – Top Ten

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I Flying Lizards. Chi li conosce?

A parte la loro versione di Money intendo (non quella dei Pink Flyod, quella di Barret Strong) che nonostante fosse una cover aliena e alienante, completamente destrutturata e resa quasi inumana negli arrangiamenti, spopolò nelle discoteche e in generale divenne un hit stratosferico.

Lo stralunato leader è invece riuscito in quegli anni a realizzare una manciata di altri dischi altrettanto interessanti per i più curiosi, fra cui questo Top Ten composto esclusivamente da cover di brani famosissimi passati al tritacarne robotico di Cunningham aiutato da un manipolo di musicisti dell’area avanguardia minimalista.

Fra una versione strampalata di Tutti Frutti e una stilizzata Sex Machine si passa in rassegna il beat, il funky soul, il rock’n’roll più genuino, il pop rimiscelando e asciugando il tutto con un risultato e un effetto davvero alieno. Dove negli originali ci sono le chitarre, qui prendono il sopravvento violini e archi frenetici e dissonanti: la voce è sempre monocorde, senza enfasi né coinvolgimento emotivo, tutto si asciuga e si minimalizza. L’utilizzo in alcuni casi di strumenti giocattolo e di suoni ricavati da oggetti casuali porta a uno spiazzamento totale.

Qui siamo in un campo minato; chi non ama le cover, siano esse fedeli all’originale o tentino strade diverse per dare nuova/alternativa vita a un brano, troverà il disco inutile, noioso e quasi irritante.

Chi invece trova l’operazione cover interessante se fatta in modo creativo, scoprirà nuovi mondi. Basta infatti non leggere la scaletta dei brani e lasciarsi andare all’ascolto libero per trovare una modernità e una vena stilistica davvero notevoli.

L’atmosfera tutta sposta l’asse musicale verso un minimalismo sperimentale che si avvicina alla no-wave meno radicale raccogliendone lo spirito primario. Negazione di tutto quello che c’è stato fino a quel momento, forse nessun futuro, ma apertura verso nuove frontiere sonore.

Alla prossima, vi lascio ascoltando per la terza volta di fila la loro personale Great Balls Of Fire, con tanto di pianoforte solista, ovviamente suonato alla Flying Lizards.

massimo ODRZ

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