Ucraina: si avvicinano le elezioni, e quindi i venti di guerra con la Russia


Riesplode la crisi che oppone Kiev a Mosca e ai ribelli filorussi nell’est del Paese.
Il Parlamento di Kiev ha approvato l’introduzione della legge marziale nelle regioni di confine, nelle stesse ore in cui la tv di Stato russa mostrava le immagini dei soldati ucraini catturati quando Mosca ha sequestrato tre navi del Paese nello stretto di Kerch.
La decisione arriva dopo che le forze russe hanno catturato le navi ucraine domenica che avevano superato i limiti di competenza, facendo temere a Kiev un’invasione di terra.
E’ la prima volta che le forze ucraine entrano in aperto conflitto con i russi. Lo scontro tra i due Paesi finora è stato indiretto, con la Russia a sostenere le ragioni dei ribelli del Donbass contro le ragioni di Kiev.
La richiesta del presidente ucraino Petro Poroshenko ha suscitato allarme tra le opposizioni, le quali temono che egli “possa utilizzare l’incidente per ritardare l’elezione presidenziale prevista per marzo”.

Ecco che si l'”incidente” potrebbe essere spiegato come una provocazione ucraina. Ancora una volta la politica interna rischia di creare crisi internazionali.

La guerra civile in Ucraina


(tratto da “J’accuse (e Je suggére). Considerazioni di un Presidente Qualunque”, settembre 2015)

Situazione etnica:
il nord-ovest è filo-occidentale, la popolazione in maggioranza è ucraina, di religione ortodossa o cattolica fedele al patriarcato di Kiev, economicamente legata a Polonia ed Europa. Il sud-est (Crimea, Donbass e regioni limitrofe) è filo-russo, la popolazione in maggioranza è Russa o russofona, di religione ortodossa fedele al patriarcato di Mosca, legata economicamente a doppio filo alla Russia.
[vedi mappa etnica Ucraina a fine articolo, alle percentuali vanno aggiunti gli ucraini russofoni che sono sostanzialmente filo-russi, che portano alla seconda mappa, quella delle percentuali raggiunte dai rispettivi presidenti, vedi mappa poltica Ucraina a fine articolo].
Situazione sul campo:
La Crimea è stata annessa alla Russia il 18 marzo 2014, ma l’Onu non ha riconosciuto l’annessione. Le due repubbliche di Donetsk e Lugansk sono state proclamate nel 2014 e hanno appena introdotto il rublo russo come unica moneta per tutte le operazioni finanziarie, senza il riconoscimento dell’Onu. Le due repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno introdotto il rublo russo come unica moneta per tutte le operazioni finanziarie.
I deputati del governo ultra-nazionalistico di Kiev hanno approvato in prima lettura una riforma costituzionale che conferisce una maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli.
Regge, per ora, l’accordo tra le autorità ucraine e i separatisti del Donbass (repubblica di Donetsk, Repubblica di Lugansk e regioni limitrofe) per far un cessate il fuoco.
Posizioni ufficiali:
l’amministrazione Obama sta valutando se fornire all’esercito di Kiev armi ed equipaggiamenti difensivi. Il segretario di Stato John Kerry e il capo di Stato maggiore congiunto Martin Dempsey starebbero valutando l’ipotesi di armare i soldati ucraini contro i ribelli filo russi. Anche la Nato pronta ad allinearsi e inviare soldati e rinforzare la propria presenza in tutta l’Europa dell’Est.
Dal canto suo il presidente russo Vladimir Putin chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto nel sud est ucraino di mettere fine urgentemente alle azioni militari e a qualsiasi altra manifestazione di violenza.
Angela Merkel invece è tornata a chiedere l’immediato cessate il fuoco nelle regioni orientali e separatiste ucraine. Il cancelliere inoltre avverte che la Germania non sosterrà Kiev inviando armi all’esercito regolare perché il conflitto non può essere risolto militarmente.
Accuse:
sia le forze ucraine che i ribelli sono accusati di utilizzo di armi chimiche (bombe al fosforo). Amnesty International ha accusato la pratica della tortura in Ucraina orientale.
La Russia manda regolarmente aiuti umanitari alle repubbliche filo-russe, ma anche armi equipaggiamenti bellici.
Gli Usa hanno già mandato uomini e armi in via non ufficiale.
L’Unione Europea ha accordato un prestito da 1,8 miliardi di euro all’Ucraina.
Precipitoso allargamento della NATO a Georgia e Ucraina e quindi a ridosso dei confini russi del cosiddetto “Near Abroad”.
La Nato ha già annunciato la più grande esercitazione militare nella storia dalla caduta del muro di Berlino, la “Trident Juncture 2015”, che si svolgerà nel Mar Nero, non lontano dall’Ucraina.
La Nato sta rinforzando la sua presenza in Europa dell’Est sia permanentemente sia come con esercitazioni (oltre quella sul Mar Rosso, c’è stata quella sul Mar Baltico) in modo eccessivo.
Infine, la guerra civile in Ucraina ha fatto tornare d’attualità le frizioni interne tra Tallinn, Riga e Vilnius e Narva, città al confine Estonia-Russia, gemellata proprio con Donetsk, capoluogo del. A differenza dell’Ucraina, l’Estonia è membro della NATO e Vladimir Putin ha dichiarato che “solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato”.
Commento:
è evidente la volontà Usa di far entrare l’Ucraina nell’orbita politica della NATO (il Paese è in lista d’attesa per entrare nel Membership Action Plan (meccanismo di pre-adesione alla NATO) anche a costo di uno scontro militare e quella dell’Europa di farla entrare nella UE con la diplomazia.
La Russia ha sempre protetto le minoranze russe oltreconfine (in tutte le Repubbliche ex sovietiche e anche altrove) dichiarando questi territori unilateralmente indipendenti e facendoli occupare da forze militari filorusse (sono molti gli esempi). Effettivamente, in Crimea e nel Donbass, i filorussi sono la maggioranza (un po’ più dubbia la situazione nelle restanti regioni dell’Est Ucraina).
Quindi i due principi che si scontrano sono: l’autodeterminazione dei popoli e l’integrità nazionale. Noi non abbiamo dubbi nello schierarci per il primo principio. Per questo le repubbliche filorusse dovrebbero ottenere la secessione dall’Ucraina e l’annessione alla Russia con un referendum (referendum che sono già stati fatti e vinti).
Secondariamente, noi siamo contrari a nazionalismi esasperati, che portano soltanto a incrinare i rapporti tra le Nazioni. Il governo ucraino e il governo ungherese (che sta costruendo un muro di contenimento mentre l’UE ha deciso di accettare i rifugiati) rappresentano bene la deriva a cui portano posizioni ultra-nazionalistiche.
Previsioni:
l’annessione del Donbass è dietro l’angolo, la guerra però non si fermerà per la volontà testarda della NATO di riappropriarsi dell’Ucraina. La Terza Guerra Mondiale però non è in discussione, almeno non per l’Ucraina: lo scontro globale è sconveniente per tutti. SI mostreranno i muscoli: intensificazioni delle esercitazioni NATO, nuove basi nei Paesi Nato a ridosso della Russia, rinforzo dell’arsenale atomico russo. Una questione simile all’Ucraina, ma molto meno strategica è la Georgia, anch’essa interessata all’integrazione della NATO, ma con il territorio nord-ovest a maggioranza russa (Abcazia) dichirato indipendente (in pratica nnesso alal Russia).
Suggerimenti:
Il migliore: 1) Creare un governo di unità nazionale, equilibrato politicamente per costituzione (equilibrio filo-ucraino e filorusso nelle istituzioni), eventualmente anche senza Crimea, ed eventualmente con la Transnistria (una striscia filorussa in territorio moldavo).
In alternativa: 2) Secessione dell’Ucraina in due parti, l’Est annesso alla Russia, l’Ovest alla NATO e nell’Ue nei tempi previsti per soddisfare i requisiti. Eventualmente dovrebbe essere annessa anche la Transnistria.

Distribuzione etnica Ucraina

Distribuzione etnica Ucraina

Distribuzione politica Ucraina

Distribuzione politica Ucraina

La nuova Guerra Fredda si gioca sull’Artico (e dove sennò?)


Sembra proprio un’ironia che la nuova Guerra Fredda si giochi proprio nel Mare Artico.
I fatti: un centinaio di caccia F16 statunitensi ed europei hanno iniziato un’esercitazione sui cieli dei paesi nordici, preoccupati dall’aumento delle attività militari della Russia. L’esercitazione militare si svolge a nord di Norvegia, Svezia e Finlandia e serve a testare la collaborazione tra i Paesi artici. Alle operazioni partecipano Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi e Norvegia, che sono membri della Nato, oltre a Svezia, Finlandia e Svizzera.
Anche se era comunque stata pianificata prima dell’annessione della Crimea, il giorno dopo la Russia ha aumentato le proprie attività militari nel mar Baltico e nel Mar Glaciale Artico, per testare la capacità di combattimento delle proprie forze aeree, con numerose incursioni nello spazio aereo dele operazioni NATO che hanno allarmato in particolare gli Stati baltici.

Ucraina: Separatisti aprono un nuovo fronte a Mariupol


I separatisti pro-Russia hanno lanciato un’offensiva sul porto di Mariupol, terzo fronte dopo la Crimea e Donetsk. Il lancio di missili Grad ha provocato almeno 30 morti e 93 feriti in un mercato locale. Il ministero della Difesa della Repubblica filorussa di Donetsk riferisce di reparti di miliziani separatisti entrati nella periferia di Mariupol.
Mariupol, nonostante non sia a maggioranza russa, è un ponte di unione strategico che mette in comunicazione proprio la repubblica di Donetsk con la Crimea, ormai dichiarata territorio russo.
La strage rischia di far saltare la strategia di de-escalation dell’Unione europea, fino ad oggi ancora divisa tra chi vuole mettere finire alle sanzioni e chi vuole invece aumentare la pressione su Mosca finché non smetterà di sostenere i separatisti.
Il rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini sostiene che questa ulteriore escalation del conflitto ha conseguenze tragiche per la popolazione che già soffre da tempo e potrebbe inevitabilmente portare ad un ulteriore deterioramento delle relazioni Ue-Russia.
Il Paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue, la Lettonia, rilancia l’ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca.

Dichiarata indipendente la Repubblica di Donetsk


A Donetsk, Ucraina dell’Est, manifestanti filorussi hanno occupato la sede dell’amministrazione regionale, proclamando la Repubblica sovrana indipendente. Occupate le sedi di governo anche a Kharkiv e Luhanksk, a Est del Paese, dove sono stati chiesti referendum simili a quello che ha preceduto l’annessione della Crimea alla Russia.

Sulla Crimea


Volevo porre alcune domande, perché sento troppi esperti di politica internazionale (è ironico) che prendono posizione come per una partita di calcio (fascisti contro communisti).
Parlerò in modo semplice, senza usare termini della diplomazia internazionale, così ci capiamo tutti.

Bisogna sapere che:
1) La Russia attua una politica di salvaguardia delle etnie russe fuori dai confini della Russia, che la Nato chiama imperialismo.
2) Gli Stati Uniti hanno basi e militari in tutto il mondo e controllano Afghanistan e Irak, e la Russia chiama ciò imperialismo.
3) In Crimea hanno votato i cittadini e il referendum ha superato il 98% a favore dell’indipendenza dall’Ucraina e l’annessione alla Russia, la Nato dice che è “illegittimo” (che non vuol dire che ci sono stati brogli, ma perché va contro il “principio dell’unità degli Stati”).
4) In Kosovo si è fatto un referendum e l’etnia più numerosa albanese ha ottenuto l’indipendenza dalla Serbia, ma la Russia e La Serbia non riconoscono il Kosovo.

Qualcuno mi dice, per cortesia:
1) Per quale motivo è contro l’indipendenza della Crimea, visto il risultato del referedum?
2) La differenza tra la situazione del Kosovo e della Crimea.

(le risposte sono: 1) Perché sono dalla parte dell’imperialismo Americano e non di quello Russo e 2) Il Kosovo chiedeva la secessione da uno stato dell’impero Russo, la Crimea da uno stato che sta passando dall’impero russo all’Europa e quindi alla NATO)

Tra il Primcipio dell’Unità degli Stati (cha sa tanto di Congresso di Vienna) e l’autodeterminazione dei popoli, cosa scegliereste?
Quando la gente comincerà a pensare con il proprio cervello e non con quello degli altri?

Grazie.

*** Astensione sulla Crimea indipendente


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XVI

giorno 24 ventoso 133

*Siete favorevoli all’indipendenza della Crimea?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Astensione sull'indipendenza della Crimea

Astensione sull’indipendenza della Crimea

Commento: il Governo Oscuro si astiene sull’indipendenza della Crimea [Respinto per astensione]. L’astensione è quasi unanime e prevale per la terza volta in 16 votazioni, esito legato alla precedente votazione, per cui l’indipendenza della Crimea non è visto (solo) come l’autodeterminazione di un popolo, ma come la macchinazione di un “feudo” russo (e si parla addirittura di annessione alla Russia, che condanniamo in pieno) A tal proposito informiamo che sono diverse le dichiarazioni d’indipendenza di Paesi confinanti con la Russia: Abcazia, l’Ossezia del Sud, la Transnistria, la Gagauzia e
Nagorno-Karabakh.

Vedi l’elenco dei PAESI RICONOSCIUTI dalla Neorepubblica di Torriglia e quelli di cui NON SI CONDANNA L’INDIPENDENZA (ASTENSIONE)
.

Crimea indipendente


Il Parlamento della Crimea, con 78 voti a favore su 81, ha dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina. Kiev ha dichiarato “illegittima” la decisione.
Intanto è ricomparso in Russia Viktor Ianukovich rivendicando di essere ancora “il legittimo presidente dell’Ucraina e il capo delle Forze Armate” e si è detto certo che i soldati “non obbediranno a ordini criminali.
La Nato ha dato il via esercitazioni militari in Polonia, a cui parteciperanno anche caccia statunitensi come gesto di sostegno da parte di Washington agli alleati dopo l’intervento della Russia in Ucraina.
Anche l’Europa si muove: il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha minacciato nuove sanzioni già da questa settimana contro la Russia.
Gli Stati Uniti sono ancora in attesa di una risposta russa alle questioni concrete che il ministro americano ha sottoposto al suo omologo russo.

Ucraina, ancora alta tensione


In Ucraina c’è stato un colpo di Stato incostituzionale e il potere è stato preso militarmente, con le armi: queste le parole del presidente russo, Vladimir Putin.
Gli Stati Uniti rispondono dicendo che sono pronti a imporre sanzioni contro la Russia molto presto.
Il presidente russo ha ribadito che per il momento non c’è alcun bisogno di fare uso della forza in Crimea, ma quella militare resta comunque un’opzione.
Nel frattempo oggi è arrivato il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato un pacchetto di aiuti economici e di tecnici quale forma concreta di supporto al nuovo governo ucraino nell’escalation di tensione con la Russia.
Presto anche la Neorepubblica di Torriglia si pronuncerà sulla questione, una volta che sarà presentata una risoluzione Onu oppure quando sarà ratificato bilateralmente il nuovo governo ucraino.

Alta tensione tra Russia e Usa per l’Ucraina e la Crimea


Alta tensione tra Russia e America sulla questione Ucraina dopo l’annuncio di Putin di intervenire militarmente in Ucraina per difendere gli interessi della Crimea, regione a maggioranza etnica russa.
L’ambasciatore ucraino all’Onu Yuriy Sergeyev denuncia che quindicimila soldati russi sono già in Crimea.
In una telefonata di 90 minuti il presidente russo Vladimir Putin ha detto al presidente Usa Barack Obama che si riserva il diritto di proteggere gli interessi dei russi se ci fossero violenze in Crimea e nell’Ucraina dell’est, ovvero nei territori a maggioranza russa.
Obama ha detto a Putin che gli Stati Uniti condannano l’intervento militare russo nel territorio ucraino.
Se è sacrosanta la volontà di difendere le popolazioni di etnia russa e minoritarie in Ucraina, ciò dovrebbe avvenire in modo pacifico, attraverso l’impegno diretto del governo dell’Ucraina e l’invio di osservatori internazionali.
La soluzione sarebbe l’indipendenza della Crimea dell’Ucraina e l’autonomia delle regioni ucraina ad alta densità russa.
Noi abbiamo parlato di Guerra Fredda soltanto tre giorni fa, come sempre a proposito.
Infatti, i nostri sospetti sono che la Russia sventagli la questione Crimea e dell’Ucraina dell’est per non lasciarsi sfuggire il governo dell’Ucraina dalla propria orbita (la Csi) a vantaggio di quella dell’Ue.
Del resto gran parte del gas che la Gazprom russa vende all’Europa passa dall’Ucraina e questo sposta un sacco d’interessi economici e strategici.
Ecco perché la guerra è molto più vicina di quanto sembri. Basta vedere l’esempio siriano: la Russia non ha mai mollato l’osso, nemmeno davanti a migliaia di morti civili tra cui molti bambini, cioè non ha mai permesso l’intervento dell’Onu; crediamo sarà difficile che lo farà in Ucraina.
Questo ci restituisce l’idea che la Russia ha dell’Onu e degli osservatori internazionali: un giocattolo nelle mani della Nato. Non possiamo dire fino in fondo se la Russia ha ragione o no, ma è un dato di fatto, l’Onu non è considerato un organismo neutrale.