Il segno dei tempi


Evo Morales dona Falce e Martello con Crocifisso a Papa Francesco

Evo Morales dona Falce e Martello con Crocifisso a Papa Francesco

Il presidente della Bolivia Evo Morales ha consegnato al Papa Francesco una casula e un singolarissimo Crocifisso nel quale l’asse verticale della Croce è l’impugnatura del martello di una falce e martello. Il presidente Morales ha anche messo al collo del Papa una onoreficienza la cui placca riproduceva la stessa immagine del Crocifisso sulla falce e martello.
1) L’estetica estrinseca è orribile.
2) L’equilibrio del manufatto è pessima, sia come composizione generale, che come equilibrio simbolico (il crocifisso è striminzito sopra il martello).
3) Simbolicamente è un miscuglio poco chiaro.
4) Sono due ideologie fortemente in crisi.
Detto questo, i manufatto secondo me rappresenta bene il nostro momento stirico, con delle ideologie ormai appesantite da se stesse, che tentano di unirsi per rafforzarsi a vicenda, in un “si salvi chi può” veramente compassionevole. L’espressionde del Pontefice, perplessa, quasi sorpresa (e intimamente offesa) è emblematica.
A questo si sono ridotte le ideologie? Un pezzo di metallo fuso male con sopra i fantocci del passato?

Massacro di Yazidi da parte dell’ISIS


Melek Taus

Melek Taus

Gli Yazidi, i seguaci dell'”Angelo-Pavone”, stanno morendo. Un’intera popolazione sta per scomparire dal Medio Oriente sterminata dall’avanzata dei miliziani sunniti dell’Isis. I combattenti dello Stato islamico in Iraq (di cui abbiamo parlato qui) hanno già colpito migliaia e migliaia di sciiti e di cristiani, ma adesso nel mirino ci sono i membri di questa comunità millenaria, infatti, sono almeno 500 gli Yazidi giustiziati nei giorni scorsi dagli jihadisti dello Stato Islamico a Sinjar, nel nord dell’Iraq, incluse donne e bimbi, cge potrebbero essere state sepolte vive, mwentre quasi 300 donne sono state rapite per essere trasformate in schiave.
Ma chi sono gli Yazidi?
Gli Yazidi sono un gruppo religioso di origine curda (curdofoni), costituito da circa 500.000/800.000 individui che vivono in tutto il Caucaso e soprattutto a Sinjar, la città nel Kurdistan iracheno situata a 50 chilometri dalla frontiera con la Siria (ma sono presenti in tutto il mondo). Accusati dall’ortodossia islamica di praticare culti eretici, essi sono stati duramente perseguitati dagli Ottomani e poi dal governo turco, a causa della loro separatezza etnica, nel corso della storia.
Lo Yazidismo sarebbe presente nel Vicino Oriente addirittura da più di 4.000 anni (anche se hanno subito forti riforme nel XIII secolo). In esso sarebbero confluiti nel tempo, elementi di giudaismo cabalistico, di Cristianesimo mazdeo (conosciuto come Zoroastrismo) e di misticismo islamico Sufi. Alcuni studiosi definiscono lo Yazidismo “il museo dei culti orientali”. essendo in effetti un complesso processo di sincretismo.
Lo yazidismo crede nella metempsicosi (la trasmigrazione delle anime, come nell’induismo, mentre ai giusti è destinato il paradiso). I miti della creazione risentono delle dottrine dello gnosticismo mentre vari riti (battesimo, forme di comunione, ecc.) si richiamano al cristianesimo, specialmente quello nestoriano.

Gli yazidi credono in un dio primordiale, la cui azione è terminata con la creazione dell’universo, ma venerano Melek Ṭāʾūs, che considerano un “dio attivo”, un angelo dalle sembianze di un pavone che, dopo essere decaduto, si pentì e decise di ricreare il mondo che era stato distrutto. Riempì perciò alcune giare con le sue lacrime e se ne servì per estinguere il fuoco dell’Inferno. Il culto di Melek Ṭāʾūs sembra contenere elementi propri di mitraismo, mazdeismo, manicheismo, islam e giudaismo. Con tutta probabilità, esso deriverebbe d un antico culto pre-islamico.
Melek Ṭāʾūs è spesso ritenuto dai musulmani uno shaytan, cioè un “diavolo” che devia i veri credenti. Nell’Islam, infatti, si ritiene che Iblis o Shaytan corrompa l’uomo, portandolo ad affiancare altre divinità ad Allah. Proprio a causa di tale interpretazione, gli yazidi sono stati spesso perseguitati con l’accusa di adorare il diavolo. Anche i Cristiano li hanno accusati di essere adoratori del Diavlo, proprio perché venerano l'”angelo caduto”, ovvero Lucifero.
Il sincretismo religioso degli Yazidi è complesso e come dice Danilo Arona nel “L’ombra del Dio Alato”, “non è facile da comprendere per un Occidentale”.
Danilo Arona accosta il culto degli Yazidi a quello di Pazuzu, antico Dio di orgine sumera, che rapesenta “il male”: l’angelo-pavone sarebbe sua diretta discendenza.
La pratica di venerare un dio apparentemente maligno, sarebbe giustificata dal desiderio di “cacciare il male con il male”.

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Egitto: l’Esodo si ripete?


Dopo le violenze e gli scontri dei giorni scorsi il bilancio delle vittime copte sarebbero almeno 36.
Si parla già di esodo di 100 mila cristiani copti dall’Egitto.
Un nuovo esodo dall’Egitto, questa volta cristiano in fuga dall’intolleranza religiosa?
La paura dei cristiani copti è giustificata, quanto quella di molte minoranze religiose in tutto il mondo (Europa compresa).
Questo è il motivo perché milioni di persone non credono alla religione come istituzione spirituale. Spesso la religione porta odio, xenofobia e razzismo.
Le istituzioni religiose parlano di “integralismo” non conforme al loro volere, ma sono le istituzioni stesse la base teorica di questi integralismi: il Cattolicesimo, l’Ebraismo e l’Islam (non solo, ma più di altre religioni) sono castelli di dogmi, precetti e tradizionalismi che non vogliono (quasi mai) sentir parlare di “evoluzione religiosa” o “innovazione religiosa”.
I summit interreligiosi sono cosa recente e troppo teorica, mai avallata sul campo da nessun passo concreto verso l’altro.
Il fedele della religione altra è, e resta, un infedele.
Su queste basi, è normale che al gente gridi: basta religione, più spiritualismo.

Il mandante della strage di Alessandria è Benedetto XVI


Questo è quanto sosterrebbero i cospirazionalisti, se venisse data loro la parola. L’attentato di Alessandria d’Egitto del 1° gennaio, molto probabilmente, ha come conseguenze, prima fra tutte quella di fomentare l’odio tra cristiani e islamici, in secondo luogo quella di far “intervenire” (in che senso?) l’Europa per proteggere i cristiani nei Paesi in cui sono in minoranza. Europa in che senso? La stessa Europa che ha rifiutato di scrivere nella Costituzione di basarsi su una cultura cristiana? Quella delle Nazioni che non riescono a mettersi d’accordo per essere solidali in tempi di crisi economica? C’è qualcosa che non torna. Diciamo che siamo d’accordo sul condannare la violenza in questi termini (religiosi e sociali), ma abbiamo paura di conseguenze ben peggiori. Ovvero che lo scenario apocalittico della signora Fallaci si stia verificando. Che il Cristianesimo decadente trovi un collante nella lotta della propria persecuzione, come ai tempi della dinastia Giulio-Claudia, è una via d’uscita francamente triste.

La via d’uscita all’odio interreligioso deve partire dalla cancellazione dell’assunto di superiorità di una religione verso l’altra. Il Cristianesimo dovrebbe rafforzare le proprie istanze puramente evangeliche (“cristiche”), staccarsi dal teologismo dogmatico di obsoleto stampo neoplatonico, e non considerare la Rivelazione come elemento discriminante e di superiorità verso le altre religioni. Dall’altra parte i veri isalmici, cioè la società civile dei Paesi musulmani, dovrebbe evolversi (magari partendo proprio dall’Iran, culturalmente molto illuminato, nonostante come vadano le cose), dicevo evolversi in una sorta di “illuminismo islamico” che dovrebbe portare a un concetto laico di nazione(non per forza di stampo europeo, anzi con le proprie peculiarità, ma comunque laico e democratico). Se soltanto le due cose fossero poste come obiettivi dalle rispettive controparti, gli integralismi sarebbero isolati e non ci sarebbe bisogno di “interventi” europei.