Somalia, attentato di al-Shabaab: morti più di 50 soldati del Burundi


Sono più di 50 i soldati del Burundi uccisi in un attentato sferrato dai miliziani somali di al-Shabaab contro una base militare della missione dell’Unione Africana in Somalia (Amisom) a sud di Mogadiscio.
Al-Shabaab è l’organizzazione locale terroristica islamica, vicina all’ISIS. Dopo i tre attentati di ieri con più di 60 morti, appare chiara un’altra strategia del terrorismo islamico, quello di fare guerra su più fronti: quello Occidentale, colpendo il turista, e quello non Sunnita (quindi Sciita o Cristiano), colpendo i luoghi simbolo (chiese e moschee) e le forze armate.

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Anonymous: “ISIS, noi non perdoniamo”


“Cittadini del mondo, noi siamo Anonymous, l’Operation ISIS continua”: così inizia il nuovo videomessaggio postato dalla rete mondiale di hacker che ha dichiarato guerra allo Stato Islamico. “Prima di tutto dobbiamo chiarire un po’ di cose”, continua il messaggio, “Noi siamo: musulmani, cristiani, ebrei… Siamo hacker, cracker, hacktivisti, phishers, agenti, spie, o solo il tipo della porta accanto. Siamo studenti, amministratori, lavoratori, impiegati, disoccupati, ricchi poveri. Noi siamo giovani o vecchi, gay o etero. Indossiamo vestiti fighi o stracci. Siamo di tutte le razze e veniamo da tutti i paesi, religioni, etnie. Ricordate, i terroristi che si fanno chiamare Stato Islamico (Is) non sono musulmani. Isis, ti daremo la caccia, attaccheremo i tuoi siti, account, email. D’ora in poi non ci sarà nessun posto sicuro per te online. Sarai trattato come un virus, e noi siamo la cura. Noi possediamo Internet, noi siamo Anonymous. Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo”.

Che cos’è lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante


Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (o della Grande Siria) (acronimo ISIL o ISIS) è uno stato autoproclamatosi il 3 gennaio 2014 nel nord-ovest dell’Iraq, da un’organizzazione jihadista, figlia di Al Qaeda, oggi capeggiata da Abū Bakr al-Baghdādī, approfittando della situazione di caos e debolezza politica della zona dell’Iraq e della Siria. Il 29 giugno 2014 si è proclamato califfato.
Dopo aver autoproclamato la propria sovranità politica su Siria e Iraq, ha occupato il nord-ovest dell’Iraq, con le città di Mosul e Falluja, proclamando l’intenzione di allargare il suo progetto di dominio, come suggerisce la stessa inclusione del “Levante” nella denominazione, anche su Giordania, Israele, Palestina, Libano, Kuwait, Cipro e una zona meridionale della Turchia (l’ex Vilayet di Aleppo).

ISIS. Zone occupate (a luglio 2014) e rivendicate.

ISIS. Zone occupate (a luglio 2014) e rivendicate.


L’ISIS obbliga il pagamento della Dhimma (una tassa) ai non musulmani (secondo una consuetudine islamica medievale). Chi si rifiuta “sceglie la spada”. Di fatto quasi tutti i cristiani sono fuggiti da Mosul, dove ieri i jihadisti stessi hanno fatto esplodere la Moschea di Giona (perché di professione Sciita e non Sunnita come i jihadisti).
Ancora più inquietante l’annuncio dell’obbligo di infubilazione per tutte le donne dello Stato, che al momento non è ancora da ritenersi un provvedimento.