TAPAS CANARIAS: là, dove d’inverno riposa l’estate


Playa de Veneguera Gran Canaria

Playa de Veneguera Gran Canaria

Per il periodico appuntamento di Tapas Canarias parliamo di un barranco stretto, lungo e disabitato, senza strada asfaltata e nella migliore posizione possibile delle Canarie per quanto riguarda la stabilità climatica.
Come tutte le isole oceaniche, anche alle Canarie è importante la differenza tra costa sottovento e costa sopravento. Data la particolare circolazione dei venti alle Canarie, che varia da vento proveniente da nord (cicloni atlantici) e da est (venti sahariani), le coste più protette sono quelle di sudovest.
La prevalenza dei venti di nordest (a differenza della prevalenza dei venti occidentali che soffiano in Europa) è una particolarità nota già ai navigatori tardomedievali, tra cui Cristobal Colòn (come in Spagna chiamano Cristoforo Colombo), che partì proprio dalle Canarie per la vera traversata atlantica che lo portò alle Bahamas.
Questo fa sì che le coste sudoccidentali di ogni isola siano le meno esposte ai venti. Tra tutte le isole, le più meridionali (e quindi più calde) sono Hierro e Gran Canaria, e le più aride sono Fuerteventura, Lanzarote e Gran Canaria. Mentre quelle le cui montagne raggiungono altitudini maggiori (che quindi bloccano maggiormente i venti) sono Tenerife e Gran Canaria. Ne risulta che il tempo più stabile è nettamente a Gran Canaria e che il suo capoluogo Las Palmas sia conosciuto come “uno dei climi migliori al mondo”. Ma è al sudovest di Gran Canaria che si raggiunge l’apice di stabilità, con giornate belle praticamente tutto l’anno.
La costa in questione parte da Arguineguin, passando da Puerto Rico e Puerto Mogàn fino alle impenetrabili scogliere di sudovest. Ed è proprio qui che esistono due barranchi angusti e disabitati, raggiungibili solo con un buon fuoristrada, dove addirittura vengono coltivate le banane. Stiamo parlando dei Barranchi di Veneguera e di Tasarte.
Playa de Veneguera Gran Canaria

Playa de Veneguera Gran Canaria


Siamo stati in uno di questi barranchi (Veneguera), circa 15 chilometri di sterrato, di cui 1 sopra l’alveo del torrente (fondo sassoso di un fiume), 10 guadi (quasi sempre senz’acqua) e una spiaggia sassosa completamente disabitata e selvaggia, raggiungibile anche con una buona imbarcazione. A metà gennaio la temperatura diurna era di circa 30 gradi centigradi. Dato che appena fuori dal barranco ce n’erano circa 25, in altre zone dell’isola 20 e al nord 17, abbiamo avuto la netta impressione che fosse proprio il rifugio invernale dell’estate.
Barranco de Veneguera, Gran Canaria

Barranco de Veneguera, Gran Canaria


Para la cita periódica de Tapas Canarias hablamos de un barranco estrecho, largo y deshabitado, sin carretera asfaltada y en la mejor posición posible de las Islas Canarias relativas a la estabilidad climática.
Como todas las islas oceánicas, incluso Canarias, es importante la diferencia entre la costa de sotavento y barlovento costa. Dada la circulación del viento en particular en las Islas Canarias, que varía del viento del norte (ciclones del Atlántico) y el este (viento sahariano), las costas protegidas son las del suroeste.
La prevalencia de los vientos del noreste (a diferenzia de la prevalencia de vientos del oeste que soplan en Europa) es una característica que ya los marineros bajomedievales sabian, incluyendo Cristóbal Colón, que se había apartado de las Islas Canarias a poseer la travesía del Atlántico reales que lo llevó a las Bahamas.
Esto hace que la costa suroeste de cada isla son los menos expuestos a los vientos. De todas las islas, la más meridional (y caliente) son Hierro y Gran Canaria, y las más secas son Fuerteventura, Lanzarote y Gran Canaria. Mientras aquellas cuyas montañas alcanzar altitudes más altas (lo que bloquea más vientos) son Tenerife y Gran Canaria. El resultado es que el clima es mucho más estable en Gran Canaria: su capital, Las Palmas, es conocida como “una de las ciudad con el mejor clima del mundo.” Pero es al suroeste de Gran Canaria que se alcanzó el pináculo de la estabilidad, con hermosos días casi todo el año.
Los costes en cuestión se inicia desde Arguineguin, de Puerto Rico y Puerto de Mogán a los acantilados impenetrables del suroeste. Es aquí donde hay dos barrancos estrechos y deshabitado, accesible sólo con un buen todo terreno, donde se cultivan hasta los plátanos. Estamos hablando de los Barrancos de Veneguera y lo de Tasarte.
Playa de Veneguera Gran Canaria

Playa de Veneguera Gran Canaria


Estábamos en uno de estos barrancos (Veneguera), a unos 15 kilómetros de caminos de tierra, de los cuales uno por encima del cauce del arroyo (fondo pedregoso de un río), 10 vados (casi siempre sin agua) y una playa pedregosa, deshabitada y selvaje, accesible con un buen barco. A mediados de enero, la temperatura durante el día fue de aproximadamente 30 grados centígrados. Desde las afueras del barranco había alrededor de 25, y 20 en otras partes de la isla y 17 en el norte: tuvimos la impresión de que era sólo el retiro de invierno del verano.
Barranco de Veneguera Gran Canaria

Barranco de Veneguera Gran Canaria

Messico e Iran: qui la parola uccide


“Iran. A Teheran un blogger viene condannato a morte per le frasi satiriche pubblicate su Facebook. E due donne che denunciano i narcos su Twitter vengono uccise. Perché la rete fa paura a dittatori e criminali. «Sabb al-nabi» significa in arabo «insultare il profeta». Il 30 agosto scorso Soheil Arabi, fotografo e blogger di 30 anni, è stato condannato a morte da un tribunale iraniano perché ritenuto colpevole proprio di “sabb al-nabi”. I Guardiani della rivoluzione hanno fatto irruzione un anno fa in casa sua mentre dormiva portando via lui e sua moglie. La donna è stata rilasciata subito, invece lui l’hanno tenuto in cella di isolamento per due mesi. Da allora è detenuto nella sezione 2A della prigione di Evin a Teheran, nota per essere un luogo di tortura. Soheil Arabi avrebbe commesso “Sabb al-nabi” pubblicando critiche satiriche su esponenti del regime sul suo profilo Facebook. E qui mi si gela il sangue.
Messico. María del Rosario Fuentes Rubio, giovane medico e attivista messicana, è stata uccisa il 15 ottobre scorso. E prima di lei, nel 2011, alla Nena de Laredo. Su “Primera Hora”, il giornale locale di Nuevo Laredo per cui lavorava, firmava come Maria Elizabeth Macías Castro. Su Twitter e sul sito “Nuevo Laredo en vivo” usava lo pseudonimo “NenaDLaredo”. Con questo nick scriveva degli affari dei cartelli messicani e invitava la gente a denunciare fatti legati al narcotraffico. Marisol credeva fermamente che per contrastare i gruppi criminali bisognasse condividere informazioni. E sapeva che la parola, una volta condivisa, era più pericolosa delle armi. Sabato 24 settembre 2011 il suo corpo senza vita fu trovato su una strada nelle vicinanze di Nuevo Laredo ai piedi del monumento di Cristoforo Colombo. Sopra al monumento era stata posta la sua testa decapitata. A ucciderla uno dei cartelli messicani più potenti e feroci, Los Zetas. Questi sono messaggi inequivocabili: chi parla di organizzazioni criminali muore.” (di Roberto Saviano, si ringrazia repubblica.it.)

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I 43 studenti «desaparecidos» lo scorso 26 settembre a Iguala, nello stato di Guerrero (sud del Messico) sono stati uccisi da sicari del gruppo narco Guerreros Unidos, e i loro corpi sono stati bruciati, alcuni mentre erano ancora vivi, in una discarica della vicina località di Colula.
“Ya me cansé” (“Io sono stanco”): queste le parole di Jesus Murillo Karam, procuratore generale messicano, pronunciata alla conferenza stampa in cui è stata annunciata la morte dei 43 studenti scomparsi a Iguala, la frase ha fatto facendo il giro del web ed è diventata una delle principali tendenze di Twitter.
Non tutti infatti credono alla versione ufficiale, e forti sono i sospetti di colluzione tra Cartelli del Narcotraffico e Stato Messicano.